Le novità letterarie di Maggio di Dunwich Edizioni!

Ciao Notters!
Abbiamo il piacere di presentarvi le nuove uscite di Dunwich Edizioni per il mese di Maggio 2016! 🙂

Inoltre, da questo mese c’è una bella novità: Dunwich è felice ed orgogliosa di annunciare una nuova collaborazione con 20Lines, una delle più importanti community a livello mondiale che permette agli utenti di condividere e leggere testi brevi.

Da oggi potete trovare un estratto di “Brew” di Bill Braddock sulla piattaforma 20Lines!
E ci sarà una bella sorpresa anche per gli amanti di Alessia Coppola e del suo nuovo romanzo Alice Through The Looking Glass.

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TITOLO: Brew
AUTORE: Bill Braddock
GENERE: Horror
PAGINEe 290
PREZZO: € 3,99 eBook (gratis per kindle unlimited)
DATA DI PUBBLICAZIONE: 17 maggio 2016
LINK PER L’ACQUISTO QUI
Link all’estratto su 20lines → QUI

 

«Brew è un barile di oscuro divertimento. Richard Laymon lo avrebbe apprezzato. Per quanto mi riguarda l’ho mandato giù tutto d’un fiato e il giorno dopo non ho avuto postumi da sbornia.»
[Jack Ketchum, autore di The Girl Next Door e The Lost]

SINOSSI

Siete mai stati in una cittadina universitaria di sabato sera quando c’è la partita di football? Ubriachi affollano le strade, facendo gli spacconi in gruppi rumorosi e festanti, come marinai in licenza. Quelle notti pulsano di un’energia oscura perché sotto tutti i cori e le risate si cela un sostrato di malizia.
Da questo suolo spoglio nasce Brew, una vicenda che si svolge in una sola notte apocalittica in cui gli abitanti di College Heights si trovano a sostituire birra e karaoke con incendi, omicidi e cannibalismo. Un attimo prima, tutti si stanno divertendo, facendo festa come dopo ogni vittoria della squadra di casa, quello successivo, l’intera città sembra una distesa infernale.
Un cast di improbabili eroi – tra cui un carismatico spacciatore, un veterano dell’esercito e una ragazza dura come il cuoio – lotta per sopravvivere, mentre Herbert Weston, il brillante sociopatico che ha progettato l’intera catastrofe, si gode il caos, realizzando le sue sadiche fantasie.

L’AUTORE

Ex tagliapietre e barman, Bill Braddock vive con la moglie e i suoi animali a ovest di Philadelphia, su una collina che servì come punto di approccio per gli inglesi durante la Battaglia di Brandywine. I suoi scrittori preferiti sono Stephen King, Jack Ketchum, Richard Laymon, Elmore Leonard e Cormac McCartyhy. Oltre a leggere e a scrivere, a Bill piacciono gli scacchi, i peperoncini… e la birra.

UN ASSAGGIO

Herbert tirò fuori dalla tasca un pezzo di carta pieno di scritte. Le prime trenta voci erano numerate e abbastanza leggibili. Molte erano evidenziate. Alcune, inclusi due nomi evidenziati – Garrett Fiske e Alan Thiesen – erano state cancellate. Dopo quelle prime trenta voci, la lista precipitava nel caos, con scritte che si spandevano in tutte le direzioni. Alcuni erano epiteti che non erano affatto nomi: lo stronzo che mi guarda sempre da Uni-Mart, diceva uno, la faccia da cazzo di Hollywood alla lavanderia, diceva un altro. Per la maggior parte però erano nomi, molti dei quali preceduti dal prefisso Dr. o Professor.
«La mia lista dei desideri», spiegò Herbert. «Questi stronzi stanno tutti per ricevere una visita. Pensavano di potermi smerdare ogni volta che volevano senza pagarla mai, ma questa è la notte giusta. C’è magia nell’aria, Joel, vecchio amico, e questi stronzi la pagheranno per aver sottovalutato Herbert Weston.»

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TITOLO: Alice Through The Looking Glass
AUTORE: Alessia Coppola
GENERE: Steampunk/Fantasy
PAGINEe 240
PREZZO: € 2,99 eBook (gratis per kindle unlimited)
DATA DI PUBBLICAZIONE: 17 maggio 2016
LINK PER L’ACQUISTO: QUI

 

SINOSSI

C’è un mondo alla rovescia oltre lo specchio, un luogo oscuro in cui dimorano le ombre e una regina dal cuore nero: Mechanicland, il Regno di Ferro.
Alice è la sola che può sconfiggerlo, la sola a possedere la chiave. In una lotta a cavallo tra le due dimensioni, scoprirà il coraggio e il valore.
Ma ci sarà qualcuno ad aiutarla, un principe misterioso e la sua corte di fate.
La superficie dello specchio ha iniziato a incrinarsi, preparatevi a valicare il confine. Lucidate le lame, impavidi lettori: la battaglia nel Regno di Ferro ha inizio.

L’AUTRICE

Alessia Coppola è una scrittrice, blogger e illustratrice.
Ha iniziato a pubblicare poesie. Del 2005 è la sua prima pubblicazione Pensieri nel Vento (Kimerik Edizioni), a cui fa seguito nel 2009 Canto di Te (Damiano Edizioni).
Nel 2012 viene alla luce Le Avventure di Billino lo Stregatto (Wip Edizioni);
Nel 2014 firma la sceneggiatura del fanmovie The Crow – Shreds of Memories, proiettato in prima nazionale al Cartoomic di Milano 2015.
Del 2014 è Rebirth – I Tredici Giorni (Dunwich Edizioni) e il prequel del romanzo Soulmates (Dunwich Edizioni).
Dello stesso anno è Tre gemme nello Scrigno (Balsamo-Ragione Edizioni);Il 2015 è l’anno di Oltre lo Specchio (Edizioni il Ciliegio), Alice from Wonderland (Dunwich Edizioni), Adularia, la trafficante di storie (Edizioni Imperium) e Blue Dream (spin-off di Alice from Wonderland, Dunwich Edizioni).
Il 2016 si apre con Fire Sign. La Portatriice del Krips (Novella in edizione Self Publishing), Eleanor e il Principe delle Ninfee (Edizioni il Ciliegio) e la raccolta per l’infanzia Coccole d’Inchiostro (Edizioni Imperium).

Blog: erelneah.blogspot.it
Sito personale: erelneah.wix.com/acautrice

 

UN ASSAGGIO

Non fidarti di Black Hat.
Qualcuno aveva parlato. Puntai i palmi contro il petto di Edmund e lo feci sollevare. «Hai sentito anche tu?» chiesi, preoccupata.

«Cosa?» Sembrò gli costasse molto distogliere le mani.
«Qualcuno ha parlato.»
«Alice, non c’è nessuno in questa stanza, a eccezione di me e te.»
Si tuffò di nuovo sul collo, lasciando piccoli baci che mi fecero venire la pelle d’oca. Mi prese la mano e la portò sopra la mia testa, fermandola in una presa salda, ma delicata.
«Black Hat», mormorai.
«Cosa?» Si ritrasse di scatto. Gli vidi un lampo negli occhi che mi fece trasalire.
«Chi è?» domandai, sollevandomi.
«Come conosci questo nome?»
Mi sentii imbarazzata e impaurita. «Che ti prende?»
Edmund si sistemò la giacca e si alzò, lasciandomi distesa con il fiato spezzato. Si guardò intorno e andò verso la finestra, scostando una delle tende e guardando fuori. A grandi falcate si diresse verso la porta.
«Dove vai?»
Non rispose.
Lo vidi sparire dietro la porta. Che gli succedeva? Non era il ragazzo di sempre. Quel nome lo aveva agitato. A chi apparteneva? Chi mi aveva parlato?
Black Hat tenterà il tuo cuore fino a farlo cedere.
Attenta, Alice.
Il petto suonò un battito sordo. Il torace mi si abbassava e sollevava sotto la spinta di convulsi respiri. Aprii la finestra e mi sporsi, annegando nella visione lugubre che incombeva all’orizzonte.

divisorioBuona lettura ai nostri amici più temerari!

Naty&Julie 🙂

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Recensione di: “Alice from Wonderland” di Alessia Coppola

Buongiorno Notters 🙂

Oggi ho il piacere di presentarvi un libro che mi ha incantato dalla prima all’ultima pagina, comprendendo la bellissima cover, le meravigliose illustrazioni al suo interno, la piacevole sorpresa dello spin off (leggetelo, merita molto per la sua dolcezza), il linguaggio ricercato e quasi poetico, le atmosfere cupe e quella follia che regna sovrana e impregna ogni singola pagina.
Vi presento Alice from Wonderland di Alessia Coppola.

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TITOLO: Alice from Wonderland
AUTORE: Alessia Coppola
EDITORE: Dunwich Edizioni
DATA PUBBLICAZIONE: 20 Aprile 2015
GENERE:
PAGINE: 279
FORMATO: eBook/Cartaceo
PREZZO: € 2,99/€ 8,42

SINOSSI

Cosa accadrebbe se Alice varcasse la dimensione di Wonderland?
Quanto labile diverrebbe il confine tra lucidità e follia?
Una strega, un sortilegio e un libro sono il principio di tutto.
Alice non è più la bambina sprovveduta che vagheggiava tra labirinti di carte. È una giovane innamorata, alla ricerca della propria identità. Per trovarla viaggerà nel tempo e oltre il tangibile.
Scrittori, scienziati, circensi e matti sono i suoi compagni in uno straordinario viaggio verso una meta impossibile.
Sottomondo non è mai stato così sopra.
Che la magia abbia inizio, la tana del coniglio vi aspetta.

RECENSIONE

È terribile. È davvero una cosa terribile non ricordare nulla del proprio passato. A me è successo e vi posso assicurare che ci si sente annientati, soli. In fondo, siamo un po’ come gli alberi, noi umani: abbiamo bisogno di solide radici scavate nella terra e un cielo verso cui sollevare gli occhi.
Io non avevo terra che ricordassi come la mia e non riconoscevo nemmeno quel cielo che mi sovrastava. Non ricordavo il mio nome, da dove venissi, dove stessi andando.

Seconda metà del 1800.

hqdefault (1).jpgUna ragazza vaga per le strade di Guidford, una piccola cittadina inglese, in una tarda sera nebbiosa, senza memoria, senza alcun ricordo, senza passato né futuro.
Chi è?
Perché non ricorda nulla del suo passato?
Grandi occhi azzurri, lunghi capelli biondi, una minuscola chiave al collo, una chiave per aprire tutte le porte, così le sussurra la sua mente confusa.

Una giovane coppia benestante la accoglie in casa, trattandola come una figlia…come la figlia tanto amata, morta prematuramente.
Lei è sola e disperata e così accetta il loro affetto, il calore di una casa, i regali costosi, ma lei non è Astrid e il fuoco della ribellione le scorre nelle vene.
Lei così anticonformista, così libera e indomita, così lontana da qualsiasi etichetta che cercano di imporle.
Lei la cui mente vaga sempre lontana anni luce.

Strani e inquietanti sogni popolano le sue notti.
Fugaci ricordi senza senso attraversano la sua mente all’improvviso.

Presi il primo sorso.
Come una scossa elettrica, il calore si diffuse fino al cuore e un lampo mi accecò.
Ticche tacche, tignolina, a che cosa sei vicina?
Rimasi immobile. Era affiorato un altro ricordo. Ma ero alquanto delusa di non avere idea di cosa significassero quelle parole.

Astrid continua a sopravvivere, ogni giorno una tremenda agonia in quella vita che sa che non le appartiene ma alla quale per il momento sembra non poter rinunciare, non sapendo dove altro potrebbe andare.
Un giorno, però, tutto cambia.
In un negozio di abiti conosce un giovane ragazzo dall’aria stranita e malinconica.
Un giovane cappellaio.

La mia mente venne colpita come un gong dorato.
Qualcosa si scosse ed ebbi la certezza che quell’Edmund capisse come mi sentivo o, addirittura, potesse fornirmi risposte.

Lo fissai e non mi importò di sembrare inopportuna. Ci fu un istante in cui il suo sguardo si spostò su di me ed ebbi l’impressione che i nostri occhi avessero allacciato una connessione segreta. Si stavano parlando, senza che le labbra si pronunciassero.

Da quel giorno la ragazza cerca con tutte le sue forze di ricordare, di ricostruire il suo passato.
E fa una terribile scoperta che la porta a dubitare della sua sanità mentale, di se stessa.

Lessi l’articolo e non potei fare a meno di piangere, stringendo la carta tra le mani e macchiandomi i polpastrelli di nero.
Inchiostro e sangue.
Mi premetti le dita sulle tempie.
Strabuzzai gli occhi e fui accecata da pagliuzze bianche che vorticavano confuse.
Mi sovvenne l’immagine di un lungo corridoio con le mattonelle nere e le pareti scrostate e umide, che un tempo probabilmente erano state tinteggiate di verde scuro.
Poche finestre e quelle presenti erano serrate.
Rividi stanze tetre e spoglie. E una miriade di volti guardarmi smarriti. I loro occhi mi tornarono alla mente, pungendomi l’anima e dandomi una vertigine alla bocca dello stomaco.
Tutto era tetro e scivoloso, come quegli incubi che inghiottono persino la speranza di svegliarsi.
E ancora sentii nelle orecchie il dissonante schiamazzo di pianti e risate. E grida.

Il ricordo di un manicomio, di una lunga prigionia.
Lei sa che qualcosa non va nella sua mente.
Si sente sempre fuori posto.
Sa che quello non è il suo posto.
Ma ancora non riesce ad afferrare i ricordi.
E ,una volta appresa la verità sul suo passato, decide di scappare.
È la mattina di Natale, sale sul primo treno per Londra.
Sola ma determinata a ritrovarsi, accetta il lavoro di bambinaia.
I giorni si trascinano identici e lenti.   E la notte i sogni prendono vita, sempre più dettagliati, sempre più strani e inquietanti.

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Cadevo vorticosamente attraverso un cunicolo spettrale e lunghissimo.
Cercavo di appigliarmi alle radici che sbucavano dalle pareti, senza riuscirci. E mentre scivolavo giù, un mucchio di carabattole saliva su: forchette, tazzine, piattini, orologi, scarpe, cappelli.
Tutto fluiva verso l’alto come se fosse aspirato e inghiottito da un mostro famelico. Mi domandai se fossi io ad andare controsenso o meno.
Precipitavo a piombo come una biglia di vetro in una grondaia. Per poco non presi in pieno un pianoforte che nuotava nell’aria e suonava da solo, con tanto di pedali e tasti che si abbassavano e sollevavano. Continuavo, sfiorando pendoli dorati della mia statura, che oscillavano nel vuoto e producevano un’eco metallica.
Infine atterrai a testa in giù, trovandomi a pochi centimetri dal pavimento a scacchiera che si srotolava sotto di me.
A un tratto il sopra divenne sotto e il sotto sopra.

Nuova vita e nuovo nome. Adesso si fa chiamare Marianna.
E un giorno conosce un giovane elegante e raffinato.
Algar, occhi color zaffiro, sorriso seducente.
Accanto a lui sembra dimenticare ogni cosa.
Persino se stessa.

Mi incantava. Bevevo le sue parole come fossero nettare. E mi nutrivano, saziando la solitudine, la paura e il vuoto del mio passato.

Non è naturale, non è sano.
Dimenticare ogni cosa, vivere in un eterno oblio.
Chi è realmente Algar?
E perché esercita quel potere ipnotico su di lei?
La ama o la vuole soltanto possedere come se fosse un oggetto?
Ma finalmente riesce a reagire, a scappare di fronte alla minaccia sempre più pressante.
E finalmente i ricordi affiorano in superficie, con la potenza devastante di un tornado.

-Dove corri? – domandò, tenendomi i polsi.
E capii.
Fui accecata da un bagliore bianco e immagini incontrollate si ripeterono nella mia testa. Un farfuglio di voci si accavallò senza sosta e alla fine tutto mi fu chiaro.
Avevo ricordato ogni cosa.
Finalmente sapevo chi ero.
Ero Alice.

alice_in_wonderland_by_ashley17 (2).jpgAlice.
Un nome che evoca un mondo lontano e magico.
Alice del paese delle meraviglie.
Alice che è sangue e inchiostro.
Alice che sente nostalgia per casa.
Alice che è innamorata.
Alice che ha paura dell’amore.
Alice che vuole tornare a casa.

Ma com’è possibile che Alice e gli altri personaggi vivano nella Londra di Lewis Carroll?
Una strega, un’antica magia e un libro sono stati l’inizio di tutto.

Ma siamo sul finire dell’Ottocento e il povero incompreso Carroll è morto e i personaggi da lui tanto amati si sentono alla deriva, abbandonati.
Ci sono tutti.
Edmund, il Cappellaio Matto che non riesce a essere serio, che non riesce ad accettare i suoi sentimenti.
Wade, lo Stregatto, segnato da un amore perduto, che si sente solo e a disagio.
Rupert, il BiancoConiglio che finalmente può studiare il tempo, piegarlo al suo volere e dedicarsi alle sue folli straordinarie invenzioni.
Algar, il BrucoCaliffo, tormentato, oscuro, con un segreto che forse lo porterà alla distruzione.
La Regina di Cuori, altezzosa come sempre ma meno propensa a tagliare teste (per fortuna!), che sente la mancanza della sorella, la Regina Bianca.
E poi ci sono i gemelli Tuideldum e Tuideldì, abili circensi acrobati, il dolce pauroso Humpty Dumpty, l’esercito delle carte.

Ma vivere nel mondo reale non è semplice.
Loro che sono così folli non riescono ad adattarsi completamente alla normalità.
Ma la normalità è una maschera.
E Alice è folle.
È dannatamente, consapevolmente, irrimediabilmente folle. È la sua natura. E il richiamo di Wonderland è troppo forte. Ha provato a vivere una vita normale tra i normali ma lei è se stessa soltanto nella sua sana follia, perché “la follia stessa é il viaggio più incredibile concesso”.

Esiste un mondo in cui possa sentirmi io?
Non importa dove,
non importa quando e come,
purché sia altrove.

Anime incomprese, inquiete, percosse come strumenti scordati, instabili, sole, profondamente sole. Wonderland è la sola casa che può accoglierli.
E così, tra mille avventure e nuovi amici, si imbarcano in un viaggio che ha dello straordinario, alla ricerca della tana del BiancoConiglio…o di uno specchio che consenta loro di tornare finalmente a casa.
cappellaio-matto-486 (1).pngMa l’amore è presente in ogni gesto, in ogni azione.
È l’amore che guida Alice.
Ed è sempre l’amore che la ostacola, che le toglie il respiro.
Un amore che innalza e un amore che distrugge.
Due facce della stessa medaglia.
Perché Alice sarà anche intensamente folle ma è anche innamorata.
Solo che non conosce ancora tutta la verità.
Solo che le manca un tassello del puzzle.
Qualcosa le sfugge, un ricordo della sua vita precedente, anzi delle sue vite precedenti.

Un amore che la porta a mettere in discussione la sua intera esistenza.
Perché l’amore può innalzare fino al paradiso ma anche far sprofondare nel più oscuro degli inferni.

Serrai le ciglia e fluttuai in una dimensione che non conoscevo ; la tempesta e la quiete, il frastuono e il silenzio, tutto si affollava nel mio cuore.
Le sue labbra erano setose come un pennello che passa su una tela.
Io ero quella tela, mentre dipingeva sulla mia anima figure di un amore infinito.
Nulla e nessuno lo avrebbe incrinato.

Un amore che è luce.
E un amore che è oscurità.
Un amore che arricchisce e un amore tormentato che rende folli.
E la follia a volte porta a scelte dolorose e in grado di annientare un intero universo.

Un libro visionario, folle, irresistibilmente, irrimediabilmente, straordinariamente folle.
Un viaggio al contrario.
Un viaggio sull’orlo della follia.
Un elogio alla follia stessa.
Una scrittura fluida e impeccabile, ogni parola una pennellata.
I personaggi prendono vita, non si può non amare Alice e i suoi amici.
E quella straordinaria follia che regna sovrana.
Un libro indimenticabile.

Un libro indimenticabile, magico, che mi ha fatto venir voglia di rileggere il classico di Carroll.
Dimenticate la bambina curiosa, testarda, e anche un poco insopportabile! Adesso Alice è cresciuta, è reale e molto innamorata.
Ho adorato questa versione cupa e folle, dove ogni personaggio si ritrova a combattere contro una umanità che sembra non appartenergli e dove la pazzia è l’unica condizione ammissibile perché in fondo la follia è solo un modo diverso di percepire la realtà. Non sbagliato, soltanto diverso. E nella loro follia sono più reali delle persone cosiddette normali.
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Una storia incantevole, con un finale che sorprende e che toglie il fiato.
Un viaggio per tornare a casa che diventa un viaggio alla scoperta di se stessi.
Un viaggio la cui forza motrice è l’amore.
Un amore intenso, in bilico tra follia e ragione.
Una storia magica di ordinaria e straordinaria fantasia.

Lo consiglio? Assolutamente sì!
Serenella 🙂


 

 

 

Alice in Wonderland

 

 

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