Recensione di: “CorKing” di Rianda Doe

Buongiorno, Notters!
Oggi è con piacere che vi parlo di “CorKing” di Rianda Doe, un fantasy paranormale ambientato nelle bellissime terre dell’Irlanda.

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TITOLO: CorKing
AUTRICE: Rianda Doe
EDITORE: Cavinato Editore
DATA PUBBLICAZIONE: 01 Agosto 2015
GENERE: Fantasy
FORMATO: eBook/Cartaceo
PAGINE: 263
PREZZO: € 5,99/€ 14,45

SINOSSI

Selva Brown ha diciotto anni e si è appena trasferita a Cork. A causa di un incidente, dopo un anno di oblio, i suoi genitori la costringono a trasferirsi dalla nonna paterna, in Irlanda. La sua vecchia amica d’infanzia, Lizze Rodriguez, la trasporta al castello dei Davenport, i cui proprietari sono tutti di una bellezza cupa e tenebrosa. Fra loro il più abbacinante è Duval, il quale nasconde un segreto molto pericoloso. La sua pelle diafana, con un’inquietante sfumatura grigiastra, i capelli spettinati all’indietro come le ali di un’aquila in procinto d’innalzarsi in volo, gli occhi color zaffiro elettrici, Duval è algido e affascinante. Chi è in realtà il bellissimo diciannovenne che scolpisce angeli come Michelangelo? Selva è seriamente intenzionata a scoprirlo…

RECENSIONE
***ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER!***

Io sono il re del mio inferno, e tu, dolce e graziosa anima, non sei in grado di domarne l’arsura, poiché essa è parte di me. E non sia mai che il tuo incantesimo funzioni, perché non sarei più un re, ma il padrone del nulla.
Tu sei un soffio d’aria fresca, ma il mio fuoco non si estingue.
Sono il re della mia terra, la terra in cui ho scolpito quello che sono nella figura di un angelo. Non ci sono più fiamme, ora che ti ho trovata.      
Solo io e te.
Innamorati adesso, innamorati sempre, innamorati fino alla fine. 

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Ci troviamo a Cork, una città  sperduta  situata  nella  regione  del  Munster.
Per Selva è veramente dura ambientarsi.
Ha dovuto lasciare la sua amata New York per ritrovarsi catapultata in una realtà che non le appartiene.
Verde ovunque.
Umidità che ti penetra fin dentro le ossa.
Colori ovunque.
E adesso si ritrova lontana dalle luci sfavillanti della città.
Oltre alle ossa, era stato spezzato anche il suo sogno di cavallerizza.

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Ha lasciato il suo cuore a New York.
E un pezzo della sua anima.
Ha lasciato il suo futuro….
E anche una grandissima parte di sé.
Non sa dove andare, come fare per ritornare a ridere, ma ridere di cuore.
Per ritornare a sperare e a vivere con tutta se stessa.
I suoi sogni si sono infranti su quel terreno maledetto.
Le sue ossa si sono spezzate.
Il suo cuore ha saltato un battito.
E tornare alla vita non è semplice.
È una combattente, una che non si arrende facilmente, ma è anche una ragazza molto giovane che ha visto strapparsi via il sogno della sua vita così all’improvviso e adesso ogni passo è un dolore così intenso, così forte da rimanere senza fiato.
Ma forse allontanarsi da tutto e da tutti e da quella vita che sembra non appartenerle più , è la soluzione migliore per lei.
Prendersi del tempo per se stessa, lontana dalla frenesia della Grande Mela, immersa nella tranquillità di una piccola cittadina, coccolata dalla sua adorata nonna.
Ed è proprio a Cork che incontra il bellissimo e affascinante Duval Davenport.

Seguii  la  direzione  del  suo  sguardo.
E fu  allora  che  lo  vidi. Duval  Davenport,  eretto  sulla  scala  –  un  dio  greco  dai  lineamenti angelici  –  con  la  mano  mollemente  appoggiata  al  corrimano,  fissava  i suoi  occhi  cangianti  direttamente  nei  miei.   
  Per  una  frazione  di  secondo  restai  ancorata  al  pavimento  e avvampai  in  volto. 
Da  quella  distanza,  speravo  non  si  notasse  quanto fossi  arrossita,  ma  il  lampo  di  luce  nel  suo  sguardo  suggeriva  il contrario.
Duval  scivolò  come  una  piuma,  a  passo  lento,  un  gradino  dopo l’altro,  senza  staccare  l’attenzione  dal  nostro  gruppo. 
Era  travestito da  principe  di  un’epoca  remota.  Si  muoveva  tra  i  presenti  che  lo ammiravano  incantati,  allargandosi  per  farlo  passare.    
Mentre  si  avvicinava,  visualizzai  scrupolosamente  ogni particolare  del  suo  aspetto.  Il  taglio  singolare  dei  capelli,  i  ciuffi ribelli  spettinati  all’indietro,  che  sparavano  ai  lati  in  ciocche  lunghe  e affilate  come  piume  di  un’aquila. 
E  il  loro  colore:  nero  riflesso  di  un grigio  scuro,  identico  a  quello  della  lava  fredda.  Il  suo  corpo  era statuario,  attraverso  il  tessuto  della  camicia  stretta  sul  petto  rivelava una  muscolatura  prominente. 
Sotto  le  palpebre  levigate,  due  zaffiri immobili  proseguivano  la  loro  muta  traiettoria  verso  di  me,  con  uno sguardo  attento  e  imperscrutabile.  Quando  ci  raggiunse,  mi  resi subito  conto  che  mi  superava  in  altezza  di  almeno  quindici  centimetri.
Altro  che  schianto,  pensai. Il  suo  volto,  freddo  e  mascolino,  si  aprì  in  una  lieve  smorfia  di piacere  nel  notare  le  mie  guance  arrossate.           «Buonasera»,  disse  in  tono  educato,  rivolgendosi  ai  presenti.
Aveva  una  voce  profonda  e  vibrante,  da  far  venire  la  pelle  d’oca. Gli  altri  ricambiarono  il  saluto.
Sua  cugina  lo  prese  sottobraccio,  con  fare  affettuoso.  «Lei  è Selva  Brown»,  disse.  «Un’amica  di  Lizze».  

Selva.
Occhi verdi che con il cattivo tempo diventano grigi, capelli castani ramati di un rosso cupo.
E un doloroso segreto che si porta dentro, che la fa vacillare, che la porta a costruire un muro tra sé e il resto del mondo.
Senza accorgersene, ogni volta che è nervosa o sovrappensiero, si porta la mano alla gamba dolorante.
Ogni volta dietro un sorriso nasconde una smorfia di sofferenza.

Ma vuole lasciarsi alle spalle il passato.
Vuole tornare alla vita.
Anche se non è facile ricominciare.
Il cambiamento però inizia a farle bene.
Ritrova Lizze, un’amica di infanzia, un vulcano di dolcezza ed entusiasmo, un fiume in piena  che la travolge…Forse proprio quello di cui ha bisogno Selva.
Ritrovare la sua spensieratezza, l’allegria, il lato positivo della vita.
Dopo tanto dolore, dopo tanta sofferenza, forse può ritornare a ridere.
E l’incontro con Duvon la folgora.
Basta uno sguardo e tutto cambia.
Chi è Duvon realmente?
Cosa si nasconde dietro quella sua maschera di perfezione?
Cosa si nasconde dietro quella bellezza così irreale?
Sembra appartenere a un’epoca passata, sembra appartenere a un altro mondo.227324_199688706732990_131251503576711_460802_4457149_n
Chi è Duvon?
Qual è il suo segreto?

Non  sempre  quello  che  crediamo  di  vedere  è  ciò  che  sembra.

Qualcosa si nasconde nel bosco attorno a Cork.
Qualcosa di oscuro e di misterioso.
Strane e inquietanti morti iniziano a susseguirsi all’improvviso.
Le persone sembrano morire di…paura!
Cosa si nasconde nella palude?
Cosa si nasconde nei castelli della zona?
Cos’è quella strana luce che Selva ha visto la prima sera che è arrivata a Cork e che sembra non abbandonarla mai?
Selva è inquieta , non ha paura ma la sua curiosità la spinge a cercare delle risposte che, forse, non è pronta a sentire.
E se la verità fosse molto di più di quello che immagina?
Se una volta scoperta, non si potesse più tornare indietro?
Se la sua stessa vita fosse in pericolo?

«Devi  dimenticarlo  finché sei  ancora  in tempo».                                                     
Sentii  la  disperazione  stringermi  la  gola. 

«Dammi  una  buona ragione  per  farlo». Mi  guardò  dritta  negli  occhi.  «Perché  non  è  umano».
Qualcosa  mi  piombò  sul  petto,  un  macigno  infinitamente  pesante, freddo  come  il  ghiaccio,  pulsante  come  una  ferita  aperta. 
Una certezza  che  l’inconscio  mi  aveva  suggerito  molto  prima  che  ne prendessi  consapevolezza  in  modo  razionale.

Chi è realmente Duvon?
Anzi.. Cos’è Duvon?
Così bello da sembrare un angelo.
Così distaccato da sembrare il principe di un’epoca lontana.
Così freddo da sembrare non umano.
Da non essere umano.
Non appartiene a questo mondo ma allora a quale mondo appartiene?

Selva è confusa, ma determinata a scoprire la verità.
E non ha la più pallida idea del pericolo che sta correndo.
O, anche se ne avesse la percezione, non si tirerebbe indietro.
Selva avverte il pericolo ma ormai non ne può più fare a meno.
Non può sottrarsi a quella intensa attrazione  che sente per Duvon.
Per nessuno ha mai provato qualcosa di simile.
È un sentimento che va al di là dello spazio e del tempo.
Al di là della vita e della morte.

Mi  guardava  come  se  fossi  il  suo  universo.

Anche Duvon è attratto da Selva.
Sono come due magneti che si attraggono e respingono.
Duvon esiste dove esiste Selva
E Selva esiste dove esiste Duvon.

Eppure il destino è avverso.
Stare insieme sarebbe una condanna a morte.
Per uno dei due, per entrambi.
Eppure…Non stare assieme…Sarebbe una sofferenza atroce.
Non possono stare assieme ma non possono nemmeno stare lontani.
Si appartengono anche se così diversi.
Proprio perché così diversi.
Selva è vita.
E Duvon la aspettava da un’eternità.

aa7bbd8937c5edc1ea74f2104d3aee6eE quando un bacio può segnare la fine di tutto, quando tutto ruota attorno a quel bacio…. Lì capisci che non puoi più tornare indietro.
Un solo bacio e tutto cesserà di esistere.
Un solo bacio e il confine tra la vita e la morte  sarà distrutto.
Un solo bacio e il mondo verrà stravolto.
Un solo bacio e l’eternità avrà senso.

L’amore, come la morte, cambia tutto.
Khalil Gibran

Una storia che mi ha catturato fin dalla prima riga e che, una volta arrivata all’ultima pagina, mi ha rattristato perché ho scoperto che era solo il primo capitolo di una serie. 😦
Una storia che mi ha affascinato e anche emozionato.
L’unica pecca , a mio modestissimo parere, che le rivolgo è forse la brevità di alcune  scene: avrei preferito che in certi momenti entrasse più a lungo e più a fondo nella caratterizzazione dei personaggi.
Mi sono affezionata da subito sia a Selva che a Duvon e avrei voluto scoprire altri dettagli su di loro.
Soprattutto sul loro passato, sulle cicatrici che si portano dentro.
Ma questo nulla toglie alla storia che si legge in modo molto scorrevole.
Arrivare all’ultima pagina è stato veramente difficile.
Non avrei voluto terminasse ma confido di leggere al più presto i capitoli successivi  ! 😉
La consiglio? Certo!

Serenella 🙂

Il mio giudizio:

voto-bello(e un po’ di piu! :p )

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Recensione di: “Incantesimo d’amore” di Vivien Walker|ANTEPRIMA!

Buongiorno Notters!

Oggi vi parlo in anteprima di un romanzo breve appartenente all’Eternal Series, in uscita il 20 marzo: si tratta di Incantesimo d’amore di Vivien Walker. Seguitemi per avere qualche curiosa anticipazione su quest’opera 😉

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TITOLO: Incantesimo d’amore
AUTRICE: Vivien Walker
GENERE: Urban Fantasy
EDITORE: Self-Publishing
DATA DI PUBBLICAZIONE: 20 marzo 2017
PAGINE: 69
FORMATO: Ebook


SINOSSI

1948. Cresciuta in un orfanotrofio fino all’età di diciotto anni, Alberta Dixon Ray è una giovane e strana ragazza, che nelle notti buie e silenziose comunica con gli spiriti e con la luna, sua confidente e cara amica. Non appena Alberta raggiunge la cittadina gallese di Portmeirion, un luogo quasi onirico e unico al mondo, inizia per lei una nuova e incredibile vita. Dapprima cameriera nel lussuoso Silver Afon Hotel, alle dipendenze della burbera signora Talbot, in seguito riuscirà nel suo sogno di gestire una piccola e deliziosa bottega nel centro del villaggio, dove lavorare manufatti in ceramica e candele alle varie essenze. O almeno questo è quello che la maggior parte degli abitanti del luogo crede. In realtà, Alberta confeziona candele propiziatorie per riti e sortilegi, preparando polveri e misture speciali per incantesimi vari. 1964. Alberta vive serena nella sua casa di Pockety street, insieme alla figlia Ajsha, concepita sedici anni prima in una notte di passione col suo primo amore Eugène Renaud. La vita a Portmeirion scorre tranquilla per lei, almeno fino al solstizio d’estate, quando in paese giunge Roman Crowley, scrittore vedovo, pacato e maturo, alla ricerca dell’ispirazione per il grande romanzo della sua vita. Per Alberta le cose inizieranno a cambiare. Tra i due l’attrazione sarà palese fin da subito e, nonostante la donna cercherà di tenerlo fuori dalla sua vita, le coincidenze l’avvicineranno a lui, travolgendola come una vera e propria forza soprannaturale. Alberta scoprirà, pian piano, che non tutto si può chiedere alla luna, e che non sempre il futuro si può leggere nelle carte; che gli eventi non sono sempre annunciati da un presagio e che i problemi non sempre si possono risolvere attraverso gli incantesimi. Scoprirà che il suo vero incantesimo d’amore non ha bisogno di nessuna formula da recitare a memoria, perché l’amore è già magia… Una magia più potente di qualsiasi sortilegio.

RECENSIONE 
***ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER*** 

Incantata dalla bellissima cover e dalla trama curiosa, mi sono gettata anima e corpo nella lettura di questo romanzo breve che mi ha regalato qualche ora di spensieratezza.

Innanzitutto lasciatemi dire che lo stile dell’autrice incanta il lettore, seducendolo con la sua innata eleganza. Vivien scrive davvero molto bene e, nonostante la brevità della storia, è riuscita a contornare tutti i personaggi di una caratterizzazione attenta e precisa, facendo sì che chi legge riesca a figurarseli perfettamente.

Alberta è cresciuta in un orfanotrofio per diciassette lunghi anni dopo essere stata abbandonata in fasce, ma la sua non è stata un’esistenza infelice, tutt’altro; ha trovato tante persone in grado di amarla, dalle suore all’amica del cuore Theresa.

Nel 1948, a diciassette anni compiuti, Alberta si trasferisce a Portmeirion alla ricerca di un lavoro come cameriera presso il lussuoso Silver Afon Hotel: qui non solo dà prova di possedere un carattere fiero e più sicuro di quanto non sembri, ma s’intuisce la sua innata capacità di comunicare con gli spiriti. Inoltre, è in tale contesto che Alberta vive per la prima volta l’amore e lo sperimenta con Eugène Renaud.

“[…]Eugène Renaud era uno spirito libero, il connubbio tra l’umana eterna ricerca del senso della vita e il piacere per le passioni terrene e repentine. Era proprio per la sua natura così libera che Alberta aveva deciso di abbandonarsi a lui, ben sapendo di non poterlo trattenere a sé, di non poterlo avere che per un paio di giri di luna. 

[…]A volte una donna teme che un uomo possa solo portarle dolore, prendendo da lei tutto ciò che può per il proprio piacere per poi umiliarla e lasciarla con il cuore sanguinante. Eugène, al contrario, sarebbe rimasto per sempre scolpito nella mente e nell’animo di Alberta: lui era stato il suo primo vero amore, il primo bacio dato con autentica passione, la sua prima volta, consumata in una gelida sera di luna piena con la paura di essere visti e l’eccitazione che solo un amore proibito può regalare…[…]” 

Nonostante la giovane età, Alberta è molto saggia e sa perfettamente di non poter trattene a sé il giovane Eugène; ciononostante non esita a concederglisi, amandolo profondamente. Frutto di questo amore sarà la figlia Ajsha, che Alberta cresce da sola, dal momento che Eugéne dovette partire subito dopo quella notte di passione consumata di nascosto, con la luna come unica spettatrice curiosa.

Alberta non ha mai dato segno di portare rancore al padre della figlia, tutt’altro: ne conserva il ricordo nel proprio cuore, al riparo da pettegolezzi e false dicerie.

Con un salto in avanti nel tempo di sedici anni, ritroviamo Alberta nelle vesti di donna ormai matura, madre di una figlia sedicenne, cartomante e fiera amica degli spiriti e della luna. Tuttavia, la sua esistenza tranquilla subisce uno scossone nel momento in cui i suoi occhi cerulei incrociano quelli penetranti di un uomo appena giunto in città: si tratta di Roman Crowley, aspirante scrittore e uomo di cultura.

Tra i due scatta subito qualcosa d’inspiegabile ad entrambi, qualcosa che li porta ad avvicinarsi rapidissimamente, pur senza sapere niente l’uno dell’altra.

“[…]Le loro labbra si toccarono ancora. 
Si baciarono senza sapere nulla l’uno dell’altro, dimenticando tutto e tutti, e ignorando gli sguardi curiosi dei passanti. 
Si baciarono perché era l’unica cosa che desideravano più di ogni altra, in quell’istante infinito in cui spazio e tempo si erano del tutto annichiliti. 

[…]Roman Crowley era tutto fuorché un tipo ordinario. Dietro quell’aspetto così sobrio e pacato, nascondeva un animo brillante e originale. Era la prima persona dopo Eugène Renaud che riusciva a destare in lei un profondo interesse e una fervente curiosità.[…]” 

Tra alti e bassi nel suo rapporto con la figlia adolescente e nel suo legame con il paranormale, Alberta capisce che al mondo esistono incantesimi ben più forti e duraturi di quelli con cui ha approcciato fino a quel momento: l’amore vero.

“[…]Stava vivendo il suo primo incantesimo d’amore e non c’era stato bisogno di recitare nessuna formula imparata a memoria, perché l’amore tra lei e Roman era la vera magia, più potente di qualsiasi sortilegio.[…]” 

Devo dire di aver apprezzato molto il personaggio di Alberta, in particolar modo per la sua schiettezza e la sua tranquillità d’animo. Non si è mai comportata da vittima, sebbene la vita le abbia dato ben più di un motivo per farlo, e ha sempre accettato di buon grado il suo destino, vivendolo al meglio. Ha fatto tesoro delle esperienze vissute, traendone degli insegnamenti per il futuro.

L’unico aspetto che mi è leggermente mancato è stato una maggiore caratterizzazione del contesto storico, nel senso che se non fosse stato esplicitato nella trama e nel corso della narrazione, nessuna descrizione mi avrebbe fatto intuire in quale epoca fosse ambientato il romanzo.

Consiglio la lettura di questo romanzo a chiunque voglia trascorrere qualche ora di pace, in compagnia di una lettura tranquilla, che, per tipologia e stile di narrazione, ricorda tanto un racconto lungo.

 Laura Z.

Il mio giudizio:

voto-bello

Recensione: “My name is Kane (And I came back)”

Buongiorno Notters!
Oggi cominciamo la giornata col botto perché, finalmente, vi parlo di lui, il libro che tutte noi abbiamo atteso, sognato, immaginato…
Vi parlo dell’incredibile “My name is Kane (And I come back) della nostra Silvia Gurieri!
Curiose di sapere cosa ne pensiamo?
Leggete qui! 😉
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TITOLO: My name is Kane (And I came back)

AUTRICE: Silvia Gurieri
GENERE: Romance
EDITORE: Self-Publishing
DATA PUBBLICAZIONE: 22 febbraio 2017
FORMATO: eBook
PREZZO: 1,99€
SINOSSI
Quasi quattro anni sono passati dall’ultima volta che abbiamo sentito parlare di loro.
L’amore/odio tra Markus e Porzia sembra essere più forte che mai.
Ma cosa succede quando tutte le certezze crollano inesorabilmente?
Falsità, intrighi, gelosie, tradimenti e segreti, sono solo alcuni dei mali contenuti all’interno di un “Vaso di Pandora”, che non avrebbe mai dovuto essere aperto.
RECENSIONE
“Il suo profumo mi inebria lo spirito e la sua mise costituita solo da semplici pantaloni di cotone neri, non mi lascia indifferente, «Mi sono svegliato e non averti trovato accanto a me non mi è affatto piaciuto», i polpastrelli delle dita della sua mano, disegnano sulla mia schiena cerchi perfetti, «Non rifarlo piccola», il suo bisbiglio sensuale e autoritario mi irrita e mi eccita come il primo giorno.”
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Li avevamo lasciati così, i nostri Markus e Porzia, innamorati più che mai, con due fedi al dito a suggellare una promessa eterna, con l’attesa di due nuove vite nel grembo di Porzia, e con i loro modi strani e stuzzicanti di dimostrarsi amore vero, amore puro.
Una storia che ha visto tanti momenti “no” come possibili ostacoli alla loro passione sfrenata che li ha uniti fin da subito.
Momenti che hanno visto una Porzia combattente ma sofferente, è un Markus dominante ma piccolo e fragile quando si tratta della sua anima gemella.
Momenti che hanno saputo prendere di petto e affrontare insieme, in nome del grande infinito sentimento che lì lega dall’attimo in cui i loro sguardi si sono incrociati.
Momenti che hanno solo scalfito la corazza di entrambi, rendendo però il loro rapporto più forte che mai.
E ora, dopo quattro anni, tutto sembra perfetto: la loro casa sul mare in Toscana, i loro splendidi e instancabili figli, i loro splendidi super amici, persino la tata che si occupa dei gemelli rende tutto ancora più speciale!
Per non parlare della presenza di nonna Yurico, la nonna di Markus, che riempie la casa di dolcezza ed allegria, una presenza di cui nessuno riesce più a fare a meno.
E loro, Porzia e Markus, non hanno smesso un attimo si essere loro: giochetti proibiti, provocazioni, gelosia estrema e testardaggine fanno e faranno sempre parte del loro piccante ma dolce rapporto, un rapporto che ha tutta l’aria di essere per la vita…
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«Promettimi una cosa», non so come mi ritornano alla mente le parole di Anna.
«Tutto quello che vuoi», annuendo, mi sorride, accarezzandomi.
«Promettimi che niente e nessuno distruggerà mai la nostra famiglia».
Lo vedo che corruga la fronte nel tentativo di capire da cosa scaturiscano le mie paure, «Piccola, perché mi chiedi ciò? È successo qualcosa?»
«No, però tu promettimelo».
«Te lo prometto, ora però smetti di far lavorare quella tua testolina e riposati, io mi faccio una doccia e preparo le valigie».
Annuisco un po’ più serena, perché so che importanza attribuisce alla parola data. 
La nostra Porzia ci si aggrappa a quelle parole, a quella promessa. Disperatamente.
Perché a volte si ha come la sensazione che tutto possa essere “troppo bello per essere vero”, che tutto possa improvvisamente finire da un momento all’altro, che la felicità possa esserti strappata via brutalmente e non restituita mai più.
E allora succede che le parole, quelle parole, le uniche che vuoi sentire, diventano la tua ancora, la tua boa in mezzo all’oceano, il tuo giubbotto di salvataggio.
Succede che ti aggrappi alla speranza, prepotentemente, perché del resto si sa…
” Che quando smetti di sperare inizi un po’ a morire” (Almeno credo – Ligabue).
Perché Markus, nonostante i mille segreti, nonostante la vita misteriosa che continua a condurre asta insaputa, è la sua vita.
La sua anima.
Il suo respiro.
Un respiro che, però, viene a mancare nel momento in cui Porzia riceve un messaggio.
Un messaggio duro, brutale.
Un messaggio che non lascia margine di dubbi.
Un messaggio che la mette in allerta.
Un messaggio che le fa accapponare la pelle.
Suo marito le sta nascondendo qualcosa di grosso, qualcosa che potrebbe cambiare la vita di entrambi.
Qualcosa che, forse, Porzia non è del tutto convinta di scoprire ma con cui, volente o nolente, si ritrova inevitabilmente a fare i conti, conti molto amari, ritrovandosi a mettere in discussione il suo rapporto con Markus, il padre dei suoi figli, il suo matrimonio, la sua vita.
«Tu mi hai già distrutto. Me lo avevi promesso. Avevi detto che niente e nessuno avrebbe mai distrutto la nostra famiglia, tu mi hai guardato negli occhi mentre lo giuravi. Perché mi hai fatto questo? Perchè?», con i pugni stretti sbatto più volte contro al suo petto, «Perché Markus? Spiegamelo. Sei solo un falso e un bugiardo», gli urlo spingendolo poi lontano da me.
Scappo fuori e comincio a correre lungo la strada senza effetti personali, senza giacca e soprattutto senza meta, ma dopo qualche metro la testa comincia a girarmi fino a farmi perdere i sensi. unnamed (2)
Fine.
Porzia vede impressa davanti a se dopo questa parola: fine.
Non esiste più lei con Markus.
Non esiste più Markus con lei.
Non esistono più loro due insieme.
Non esiste più il loro amore.
Solo un immenso castello costruito sulle milioni di bugie raccontate da lui, un castello che si è ormai distrutto.
E cosa resta a Porzia da fare se non raccogliere i cocci del proprio cuore rotto, se non risorgere dalle ceneri come fosse una fenice, se non tirare fuori il suo lato combattivo è forte che l’ha sempre contraddistinta?
E Markus, cosa potrà fare per farsi perdonare dal suo amore, sala sua anima gemella?
Riuscirà a riavere Porzia con se o sono destinati a dirsi addio?
Come per il primo capitolo di questa incredibile storia, Markus e Porzia tornano a far parlare di loro, tornano a far sognare il lettore di un amore incredibile, struggente, forte, doloroso, passionale.
Quell’amore che tutti, almeno una volta nella vita, meriteremmo di provare.
Quell’amore che fa battere il cuore, che fa trepidare, che fa vivere, semplicemente vivere.
Quell’amore che non potrà spegnersi mai, che brucia, che scorre nelle vene.
Markus e Porzia tornano a far parlare di loro, dei loro incontri bollenti sotto le lenzuola che demarcano una passione sfrenata e sensuale.
Tornano a far parlare della loro ossessione reciproca, che non é altro che paura di perdersi.
Tornano, e lo fanno più forti, più combattenti ma anche più fragili di prima, con una storia che vi rapita mente e cuore fin dal primo istante.
L’unica nota negativa? Che non torneranno più a far parlare di loro, perché di fondo con due personaggi così con si può che desiderate altri 10, 100, 1000 romanzi che parlino di loro.

Brava Silvia, mi terrò stretta questi due pazzi, e saranno i miei mentori, sempre. ❤

Edna 🙂

Il mio giudizio:

voto-bellissimo

Recensione di: “Indelebile sulla pelle” di Margaret Mikki

Miei carissimi Notters,

nella vita si sa certe cose finiscono, è il naturale scorrere del tempo che le muta e le porta ad un epilogo.. ma non sempre. Ci sono volte in cui alcune cose non riesci a cancellarle, da dentro, e trovano il modo di ritornare da te. Margaret Mikki, con il suo secondo capitolo di Soul Mate ci racconta di questo, dell’ineluttabilità dell’amore, quello vero, che ti segna cosi nel profondo, che anche quando non lo credi più possibile, è capace di sorprenderti.

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TITOLO: Indelebile sulla pelle
AUTRICE: Margaret Mikki
EDITORE: Self-Publishing
DATA DI PUBBLICAZIONE: 30 Agosto 2016
GENERE: young adult/romance
PAGINE: 133
FORMATO: eBook
PREZZO: € 0,99

 

 

SINOSSI

Ricominciare con una ferita nel cuore non è il massimo che la vita può darmi. Ho giocato col fuoco e mi sono scottata, anzi ustionata. Il segno indelebile sulla mia pelle è il ricordo che l’amore è passato sul mio corpo. Ha lasciato il segno, ha fatto a brandelli il mio cuore in un battito di ali. Quello che voglio è dimenticare.

Ho rinunciato all’amore. L’amore quello vero, quello con la “A” maiuscola. L’ho lasciata per paura che la storia si ripetesse, che un’altra persona a me cara mi scappasse via tra le dita come granelli di sabbia. Il mio cuore non c’è più, l’ho lasciato a lei. Solo quando, dopo circa due anni, i miei occhi l’hanno rivista in me è nata la speranza e la voglia di riaverla solo per me.

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RECENSIONE

Due anni. Riesci ad immaginare di lasciarti tutto alle spalle e ritrovarti dopo due anni a tentare di ricostruire quello che sei? Meggie e Navid non si vedono da due anni. Dopo aver lasciato Greenville, il tentativo per entrambi è stato quello di ricostruire una vita, spezzata da paure, delusioni e incomprensioni. Navid ha lasciato Meggie in un letto d’ospedale, l’ha abbandonata dopo averle fatto credere nel “per sempre”. Meggie ha guadagnato un fratello certo, ma come può questo ricostruirla dentro?

Harvard e le sue novità permettono di nascondere la polvere sotto il tappeto, per ora. Ritroviamo la protagonista alle prese con la routine del campus, una nuova amica, Eryè, e la voglia di lasciarsi andare, senza però riuscire a farlo davvero. Va alle feste, incontra ragazzi, e quando conosce Nash sembra possibile che una parvenza di normalità sia alle porte. Ma lui non è Navid. E per quanto la ragazza si sforzi di convincersi che Nash sia quantomeno una possibilità, non riesce a dimenticare.

Il destino gioca brutti scherzi quando ci si mette e dopo una delle feste a cui Meg si fa convincere ad andare, l’ultima persona che si sarebbe immaginata di vedere nell’appartamento che condivide con l’amica è proprio li, nel suo bagno.

“Speravi forse che nel momento stesso in cui mi avresti trovata ti sarei saltata tra le braccia e avrei acconsentito alle tue cavolate? Bè, mi dispiace per te, ma è arrivato il momento di affrontare la realtà e le conseguenze di ciò che hai fatto.”

Navid ha scelto di andarsene quando poteva e doveva restare, ora dopo due anni di silenzio eccolo ricomparire come in uno strano sogno. Quando queste cose accadono, inevitabilmente portano rivoluzione, di nuovo. Come se non bastasse, lui è li perché frequenta Eryè.. Può il destino essere più meschino di cosi? Meg si ostina a voler credere di odiarlo, di non volerlo nella sua vita, che non vuole mai più rivederlo.

E Navid? Lui cosa vuole? E se fosse possibile un vero nuovo inizio?

La speranza e l’amore, insieme, sono l’arma più potente di questo mondo. E quando si è anime gemelle, Soul Mate, c’è poco che tu possa fare per sottrarti a questo potere.

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Miss Mikki ci regala un seguito davvero sorprendente con “Indelebile sulla pelle”. Lo stile narrativo, sulla scia del precedente, regala al lettore un’esperienza piacevole di distacco dalla quotidianità, pur mantenendo una credibilità solida, sia nei personaggi che nella trama. Come lei stessa anticipa però.. non è finita qui.
A presto 😉

F.

 

Il mio giudizio:

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Recensione di: “Questo è il nostro tempo” di Elena Russiello

Buongiorno Notters!
Finalmente ci siamo, posso raccontarvi il terzo ed ultimo capitolo della Serie Fighters di Elena Russiello. Dopo Nick e Kailey e Jason ed Alyson la terza coppia di protagonisti non poteva essere più perfetta di così.
Aston e Lily, “Questo è il nostro tempo”.

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TITOLO: Questo è il nostro tempo
AUTRICE: Elena Russiello
SERIE: Fighters #3
DATA PUBBLICAZIONE: 16 Febbraio 2017
GENERE: Romance
EDITORE: Self-Publishing
PREZZO: € 0,99
PAGINE: 377

 

 

SINOSSI

“Vivi. Ridi. Ama. Piangi. Fai traboccare il tuo cuore di emozioni e sensazioni. Soffri. Lasciati andare. Permetti a te stessa di sentire. È questo che ci rende delle persone vive.”
Lily Moore ha vent’anni, un bagaglio emotivo non indifferente e una paura che la blocca. La ragazza perfetta, con la famiglia e gli amici perfetti non esiste più. Ha rallentato la sua corsa fino a fermarsi, ha sotterrato la sua vita per sempre.
Un per sempre a cui non crede più.
Aston Reed è tornato a casa, in un posto a cui non ha mai sentito di appartenere. È rimasto per cambiare la sua vita, rimediare ai suoi errori e aiutare l’unica persona che l’ha sempre sostenuto.
Due caratteri difficili, due cuori in tempesta, due spiriti battaglieri e un viaggio che cambierà tutto. Una ragazza che si nasconde, un uomo che non glielo permetterà.
Ci sono amori che non ti fanno dimenticare il passato, ti permettono semplicemente di vivere il presente.

RECENSIONE
Attenzione possibili spoiler!

E mi trovo di nuovo qui, a raccontarvi un libro del quale non avrei mai voluto leggere la fine. E non perché finisca in un modo che non mi aspettavo, o che mi ha deluso, ma anzi perché la sensazione era quella di non averne mai abbastanza.
Elena Russiello e il terzo volume della Serie Fighters non si sono fatti troppe remore: le sorprese sono assicurate e le emozioni sembrano diventare persone, amici, che ti portano a braccetto lungo un cammino che spesso (e senza troppi complimenti) toglierà il respiro.

“Questo è il nostro tempo” è la storia di Lily Moore e di Aston Reed. Due ragazzi poco più che adolescenti dal passato molto diverso.

043Lily ha vent’anni, è una ragazza attraente, dal viso pulito e il cuore spezzato. E quando dico spezzato intendo sminuzzato in una miriade di piccoli frammenti, così piccoli da diventare polvere. Non c’è la delusione di un amore dietro a questo dolore, c’è molto di più. C’è qualcosa che ha stravolto la sua vita spensierata di adolescente fino a renderla un incubo reale, c’è qualcosa che ha distrutto i suoi sogni oltre che al suo cuore, qualcosa che ha premuto il tasto “stop” nella sua vita è tutto si è fermato.

Aston Reed é lo stereotipo del ragazzo che fa perdere la testa alle adolescenti.
Bello, sicuro di sé, arrogante e presuntuoso quanto basta, determinato, dalla personalità forte come un pugno in piena faccia. Ex musicista sexy di una band di successo vanta, ai suoi piedi, decine e decine di
ragazzine adoranti e porta con sé la fama di stronzo incallito.
Nonostante queste caratteristiche lo rendano, a primo impat17077858_1791096581214431_142202752_nto, il classico bad boy per cui perdere la testa e solletichi nella vostra testa l’idea del cliché (che io adoro!) del ragazzo sfrontato che si innamora della ragazza fragile, beh sappiate che siete lontani anni luce da quello che racconta questa storia!

Ma adesso veniamo ai fatti.

Obbligata dai genitori a cambiare aria, Lily si trasferisce a Seattle, a casa della nonna paterna. Un viaggio inaspettato, che fa paura, ma che si dimostra necessario per tornare a respirare.
Il suo arrivo a Seattle è stato previsto, preparato e la sua adorabile nonna non si è certo fatta cogliere impreparata: le ha trovato un lavoro. Un impiego modesto che la tenga occupata e le impedisca di dare al divano la forma del suo corpo.

Lily è spaventata ma sa che non ha niente da perdere, ha già perso tutto.
Quello che ancora non sa, che nega a sé stessa è la consapevolezza che per ogni fine c’è sempre un nuovo inizio.

Aston ha lasciato la band, l’ha lasciata per sempre e non tornerà indietro. Non lo fa mai.
Aston é tornato a Seattle, a quella città che non ha mai sentito casa sua ma che adesso sembra il posto giusto.
Ha deciso di fermarsi e di rimanere per aiutare suo zio, Tom, a risollevare le sorti dell’officina che ha costruito con fatica, sacrifici e sudore. Non è un periodo facile e Aston glielo deve. È tempo di finirla con serate al limite della legalità, notti brave, sesso sfrenato senza alcun coinvolgimento. È ora di smetterla perché la musica è diventata solo un contorno: é la fama ad essere protagonista e questo non faceva parte dei piani.

È un giorno come un altro quando succede, le loro strade si incrociano.

“Guardo l’indirizzo scritto sul fogliettino e l’insegna che ho davanti.
Lo faccio per altre tre volte, accertandomi di essere nel posto giusto. Non posso credere che mia nonna mi abbia raccomandata… qui! «Cerchi qualcuno?»
«Sì, un certo Tomas.» Guardo alle sue spalle. «Il cognome purtroppo non lo so.»
«Sono io» esordisce l’uomo puntandosi il pollice al petto. «Tu sei?»
Avrà più o meno l’età di mia nonna, forse un po’ più giovane, con i capelli neri brizzolati ai lati e la divisa da meccanico sporca di grasso, olio e chissà quale altra schifezza.
«Mi chiamo Lily. Lily Moore.»
-Lily.

“«Dimmi che è uno scherzo?»
Tom scuote la testa, continuando a fischiettare un fastidioso motivetto. «Rilassati ragazzo o ti prenderà un infarto prima del tempo.»
Mi porto le dita sulle tempie, con movimenti circolari le massaggio, provando ad alleviare un po’ della rabbia che sento.
«Tu hai assunto una persona! Come diavolo ti è saltato in mente?» Mio zio mi guarda con la coda dell’occhio.
«Se vuoi dare la colpa a qualcuno dalla a te stesso.»
«Prego?»
«Continuavi a ripetermi che questo posto aveva bisogno di una sistemata, che l’ufficio era diventato invivibile, pieno di scartoffie buttate alla rinfusa. Ti ho dato retta, dovresti ringraziarmi.» Alzo gli occhi al cielo.
«Mi stai prendendo per il culo, non c’è altra spiegazione.»
«Vedrai che ti piacerà, è una ragazza…»
«Hai assunto una donna?» Ora ho proprio bisogno di una birra, facciamo anche due.”
-Aston.

È esattamente da qui che tutto ha inizio, che Lily e Aston sono obbligati a dividere la stessa aria, che una strana maliziosa curiosità si fa strada in lui e un rumoroso ed incessante segnale di pericolo rimbomba nella testa di lei.

Aston è un osso duro, non ama le invasioni di campo, non ama dividere la sua esistenza con qualcuno, ma scoprirà presto che lei è diversa.
Che lei è fatta di paure, di bugie, di  paranoie, di contraddizioni, di urla silenziose, di richieste di aiuto inconsapevoli.
Lei ha quella persoblack-and-white-cook-effy-eye-gif-Favim.com-374519.gifnalità di cristallo che gli fa perdere la testa.

“Lily è un mistero da risolvere. È alchimia, passione, tentazione e dolcezza. È un mix inebriante di tutte queste sensazioni, e mi è bastato poco per capirlo. Mi sono bastati dieci minuti per scoprire che quello che mi conduce verso di lei è più forte di quello che ho provato finora. Anche se non so dargli ancora un nome. Un filo rosso che ci lega. Invisibile agli occhi del mondo, nitido per noi. Riusciamo a fare pochi passi indietro, riusciamo ad allontanarci per pochi istanti, per poi sentire quel richiamo. Un richiamo fastidioso, uno di quelli che non vorremmo ascoltare perché sappiamo che ci porterà in luoghi sconosciuti, meravigliosi e difficili. Perché è più facile percorrere la strada su cui già siamo invece di intraprenderne un’altra. Perché la paura di vivere nuove storie, di soffrire, di amare, a volte è più forte della paura di rimanere soli.”
-Aston

Aston riesce a leggerle dentro e Lily non riesce a nascondersi, il suo richiamo è più forte, la sua presenza ingombrante ed il suo cuore sembra riconoscerlo.
Non riesce a spiegarsi il motivo ma batte, batte più forte, corre un pazzo e lei non può fermarlo. In questo tumulto di sensazioni, di frasi non dette ma comprese, di sguardi esigenti, di emozioni contrastanti, di brividi dispettosi, di paure incontrollabili arriva qualcosa a mescolare le carte: un viaggio, in macchina. Un viaggio di lavoro per fare un favore a Tom, un viaggio che non si può rifiutare. Da soli.

Un viaggio che profuma di promesse e odora di sorprese.
E di certo le sorprese non mancheranno, così come gli imprevisti, i contrattempi, i silenzi, le discussioni.

Aston è determinato a scoprire il segreto che tiene prigioniero il cuore di Lily ma è stanco di sentirsi rifiutato. Lily è confusa, si tiene ancorata al passato per non permettere al presente di esplodere intorno a lei, per non permettere al suo cuore di essere libero e di volare, come la rondine disegnata sul suo polso, rondine che Aston tocca ed accarezza leggero quando Lily è lontana da lui, quando sembra su un altro pianeta, quando cerca di fuggire e sembra non voler tornare.
Una rondine che significa molto più di quanto Aston possa immaginare, un po’ come quel bacio che arriva prepotente e toglie il fiato.

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“Un bacio che brucia, un tocco che consuma. Un bacio che segna la nostra corsa. Un bacio non rubato ma agognato, bramato e desiderato. Un bacio trattenuto, un bacio esploso. È necessità, urgenza, passione. È voler marcare il territorio, è delineare i confini del nostro complicato rapporto. È Lily che si lascia andare, anche solo per un momento. Sono io che mi concedo il lusso di esprimere i miei sentimenti senza la magia della musica. Non è solo un bacio dato in una notte buia, è l’inizio di qualcosa.”

La strada è ancora lunga, il tempo non manca, Aston e Lily hanno tanto da scoprire e tantissimo da imparare l’uno dell’altra.
Questo viaggio sarà l’inizio di un qualcosa di immenso e inaspettato, di una passione intensa e di un amore che suona al ritmo della chitarra di Aston e della voce di Lily.

Un libro che tocca corde profonde, che lascia spazio alle emozioni senza darti la possibilità di scampo. Un libro forte, doloroso, emotivamente impegnativo.
Una storia d’amore delicata e al tempo stesso forte da far male, una storia che fa soffrire, che racconta di un dolore inaccettabile ma che regala la speranza di amare ancora, immensamente, ancora di puù di quanto credevamo possibile.

Una storia senza spazio, senza luogo, senza tempo. Se non il nostro.
Grazie Elena, sei immensa.

Julie ❤

Il mio giudizio:

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ANTEPRIMA|Recensione di: “101” di Alessia Cucè

Buongiorno Notters!
È con immenso piacere che oggi vi proponiamo la recensione dell’attesissimo nuovo romanzo di Alessia Cucè, uscito proprio oggi!
Sto parlando di “101”, un libro carismatico, seduttore e che lascia col fiato sospeso dall’inizio alla fine…
siete un po’ curiosi?
Seguiteci! 😉
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TITOLO: 101

AUTRICE: Alessia Cucè
GENERE: Romance/Thriller
EDITORE: Self-Publishing
DATA PUBBLICAZIONE: 01 marzo 2017
FORMATO: eBook
PREZZO: € 1,99
SINOSSI
«Vuoi che continui a fotterti?» sussurrai crudele. Si limitò solo ad annuire e io non mi trattenni più. L’orgasmo ci colse nello stesso istante e lei gridò il mio nome come le avevo ordinato.
All’unisono.
Devastante, spaventoso, vero.
E il mio nome pronunciato dalle sue labbra in quell’attimo esatto, sugellò l’inizio della mia vendetta.
Un giorno libero, quello dopo prigioniero. Logan Reyes si ritrova costretto a cambiare vita. Qualcuno lo ha forzato a relegarsi nell’ombra, a mutare identità e diventare Sean Soul. Mesi di indagini lo hanno portato a un’unica pista dove l’unico mezzo per scoprire la verità, sarà Alice Sotero. Ha inizio così la sua partita a scacchi perversa e peccaminosa, in cui userà il sesso come tacita estorsione di informazioni. Ogni pedina dovrà essere spostata con attenzione. Ogni mossa studiata nel dettaglio. Calcolata. Precisa. Perché il desiderio di vendetta, brucia come il fuoco.
RECENSIONE
***ATTENZIONE POSSIBILE SPOILER!***
” Aiutami uscire fuori da questo inferno
Il tuo amore mi solleva come l’elio
Il tuo amore mi solleva quando sono giù giù giù
Quando cado per terra
Tu sei tutto ciò di cui ho bisogno. “
Sia – Helium
Ci sono amori che nascono per gioco, che nascono come fosse una sfida, come fossero una scommessa fatta con se stessi e le proprie emozioni, i propri obiettivi, le proprie convinzioni.
Perché succede che quando due persone ferite si incontrano, quando due anime spezzate si trovano, sono come due fuochi che bruciano all’unisono, cercando di sovrastare l’altro.
Succede che uno dei due può avere la meglio ma che, anzi, potrebbero gareggiare fino a creare un’esplosione.
Una di quelle esplosioni che distrugge tutto, che disintegra tutto, i cui cocci rotti arrivano lontani anni luce e si piantano in superficie lasciando segni indelebili del loro passaggio.
Questi due fuochi, in “101”, sono Alice e Sean.unnamed-1
Intrigante.
Ammaliante.
Seduttrice.
Combattente.
Romantica.
Fragile.
Realista.
Sexy, tremendamente sexy.
Questo, è tutto ciò che Alice è.
Alice è quella donna di cui ciascun uomo si innamorerebbe: austera, sofisticata ed elegante, ammalia tutti col suo sguardo speciale, col suo sguardo seduttore che cattura l’attenzione a causa della sua bicromia.
Ma Alice è anche una moglie è una mamma attenta, nonché una bravissima lavoratrice.
Nulla le sta più a cuore della sua famiglia e del suo lavoro, nonostante sia per lei un periodo “no”, un periodo grigio.
Costretta a stare in un limbo fatto di attese, sia in campo lavorativo con il capo che le sta col fiato sul collo per un imminente fusione, sia in campo familiare con un marito assente, un marito scostante, un marito che non la cerca più, non la tocca più, non la guarda più.
Un marito, Dick, che vede uscire ogni sera di ogni giorno con il suo soprabito immacolato è che vede tornare, ogni volta, con addosso un profumo non suo, il profumo di un’altra donna.
Svago, leggerezza, spensieratezza.
Di questo ha bisogno la nostra Alice, una ragazza diventata donna troppo in fretta, una ragazza strappata alle sue origini, alla sua fanciullezza, alla sua felicità.
Inizia così un gioco con uno sconosciuto, un certo Sean, che si limita solamente a sentire virtualmente…
Infondo, che sarà mai una chattata ogni tanto?
“Non era un tipo da frasi lunghe e insignificanti. Era sempre diretto chiaro e conciso, ma ogni lettera di ogni dannata parola era carica di un significato ammaliante. Parlammo di tutto e di niente. Non ci addentrammo mai in informazioni strettamente personali e nonostante ciò, l’attrazione che provai e la curiosità di incontrarlo, furono incalzanti.
[…] Avevo bisogno di quell’incontro. Avevo bisogno di dare un volto a Sean, di ascoltare la sua voce dal vivo, di ritrovarmelo dinnanzi e guardarlo dritto negli occhi, sperando che le sensazioni provate fossero solo illusorie.”
Quello che Alice non sa, però, è che questo non è un gioco solo per lei, no, questo è anche e soprattutto il gioco di Sean.
Un gioco intrigante, pericoloso, un gioco che scotta come fosse il più caloroso dei fuochi, un gioco che cela solamente uno scopo di tutt’altro genere: vendetta.
La vendetta di Sean.
unnamedSean è un uomo distrutto.
È un uomo che non ha più niente, che ha perso tutto.
Un uomo che non ha più paura del pericolo e del rischio perché tanto niente ha da perdere.
Un uomo cinico, egoista, malato delle proprie convinzioni e della propria sete di vendetta.
Una vendetta che progetta e pensa da anni, una vendetta che non aspetta altro che compiere.
Eppure Sean non é sempre stato così cupo, così triste, così arrabbiato col mondo.
È stato Logan, un uomo che ha saputo amare ed essere amato, che ha saputo godere delle piccole cose della vita, è stato un uomo che tanto aveva da fare e tanto ha dato, ad una persona però che é scappata dalla sua vita.
Scappata da una realtà che lo aveva messo in trappola, lo aveva incastrato, lo aveva reso succube di un meccanismo che, mano a mano, gli aveva fatto perdere tutto.

Un meccanismo che ha ucciso per sempre Logan e che ha fatto nascere Sean.

“«Hai ucciso Logan Reyes, la sua vita, il suo matrimonio, il suo impero culinario costruito con grande fatica. Tu mi hai ucciso quella notte, nonostante il tuo proiettile abbia colpito il braccio di Amanda piuttosto che la mia fronte. TU. MI. HAI. UCCISO» “
E poi succede che il gioco diventa sempre più intenso, sempre più stimolante, sempre più eccitante.
Succede che Alice è stanca di essere insoddisfatta della sua vita, è stanca di parlare attraverso un telefono con una persona che, negli ultimi tempi, le aveva nuovamente ridato il sorriso.
Succede quindi un caffè, al Central Park, con Sean.
Succede la sua mano su quella di Alice.
Succede che entrambi le mani si intrecciano inavvertitamente.
Succede che Sean se ne va suggellando la sua promessa: Alice sarà sua.
E sarà veramente sua, in una stanza di un albergo, la stanza 101.
Una stanza che sarà spettatrice di incontri bollenti, che sarà testimone di una passione carnale, che scuote emozioni fin nelle viscere.
Sarà l’alcove dei loro segreti, delle frasi sussurrate, dei gemiti strozzati, del calore emanato dai loro corpi che, ad ogni incontro, diventano un tutt’uno.

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“C’era qualcosa in quel bisogno impellente di unirmi a lui che mi fece tremare le viscere. Le mie mani lo spogliarono avidamente e le sue non furono da meno. I nostri spazi vitali si fusero non appena, senza esitazione, mi spinse contro il muro ed entrò in me. 
Nessuna attesa.
Nessuna esitazione. 
Nessun dubbio. 
I nostri corpi si plasmarono in un modo a me sconosciuto. Si cercavano, si appartenevano e annaspai all’idea di cosa questo significasse.”
Ma anche nell’idillio di quei momenti un pensiero soltanto martella la testa di Sean: chi è il bastardo che mi ha tolto tutto? A quando la mia vendetta?
E la nostra Alice, sarà veramente l’esca che lanciato in mare, attaccata al suo amo, per portare a termine ciò che aveva iniziato tre anni fa?
Sono tentata di dirvi di più cari Notters, di svelarvi ogni particolare di questo libro che mi ha tenuta col fiato sospeso dalla prima all’ultima pagina ma che, credetemi, vale la pena assaporare e scoprire leggendolo.
“101” è un libro che ami e che odi.
Perché è un libro che inganna, che fa credere al lettore di aver inteso tutto, di avere la soluzione a portata di mano e di essere convinti che l’amore trionferà, ma poi…
Poi ti distrugge.
Ti annienta.
Ti porta Via tutte le convinzioni avute fino a quel momento, un po’ come a Sean, per lasciarti poi di stucco con una verità incredibile.
È un romanzo che cattura e rapisce la curiosità del lettore che si troverà immerso in una travolgente e sensuale storia d’amore ma anche in mezzo ad un mare di inganni, bugie e complotti che rimescoleranno le carte in tavola fino alla fine.
“101” è il giusto mix tra bene e male, tra amore e odio, tra bianco e nero, tra luce e buio.
I protagonisti sono eccezionali, ognuno veste i propri panni come se gli fossero stati dipinti addosso e sono perfettamente in grado di reggere tutta la storia.
L’unica nota “stonata”?
È durato troppo poco.
Avrei voluto ubriacarmi di Sean e Alice ancora un po’, avrei voluto sapere di più di quelle notti al 101, avrei voluto sapere di più della loro vendetta, avrei voluto sapere di più di Alice e Sean “dopo”.
Si, perché preparatevi, quei due creano dipendenza.
Brava Alessia!! ❤
Edna

Il mio giudizio:

voto-bellissimo

Recensione di: “Anime di luce – Perseo” di Lina Giudetti

Buongiorno, Notters!
Oggi è con piacere che vi parlo di “Anime di luce” di Lina Giudetti, un fantasy mitologico che ripercorre la storia di Perseo.
Sin da piccola mi sono sempre piaciuti i miti sulle divinità, li divoravo uno per uno e devo dire che è stato un vero piacere poterlo leggere in anteprima.
Dopo un inizio un poco lento, mi ha catturato e mi sono appassionata alle vicende raccontate.
E ammetto che sono curiosa di leggere gli altri libri 😉

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TITOLO: Anime di Luce – Perseo
AUTRICE: Lina Giudetti
EDITORE: Self-Publishing
DATA PUBBLICAZIONE: 25 Febbraio 2017
FORMATO: eBook
PAGINE: 428
PREZZO: € 2,99

SINOSSI

«Non siamo fatti tutti allo stesso modo. Molti di noi non sono violenti con le donne e non sarebbero mai capaci di maltrattarle.»
«Sì, lo so. Ho solo bisogno di tempo.»
«Non volete dirmi quando e chi è stato a ferirvi?»
«Non ricordo con esattezza. Forse Javier con la sua spada o uno dei suoi amici mentre mi minacciavano.»
«Che viscide canaglie che sono stati!»
«Non preoccuparti, passerà, è solo una ferita lieve in fondo e ora comunque sto bene.»
Si fissarono a lungo, poi lui le sorrise e a lei parve di perdersi in quei suoi occhi così vivi e così magnetici che la invadevano nel profondo, devastando l’innocenza del suo spirito ogni volta in cui li guardava. Nell’azzurro intenso che li caratterizzava, ravvisò ancora una volta quella scintilla selvaggia che tanto l’attraeva guardare e sentì mancarle il respiro per qualche momento. Il cuore iniziò anche a batterle forte in preda a una violenta emozione che non aveva mai provato prima di allora nel trovarsi vicino a un uomo. 

Romanzo questo, in chiave molto romantica della storia dell’eroe greco Perseo che non seguendo fedelmente gli schemi e le allegorie della mitologia greca, si concentra per lo più sulla tenera storia d’amore proprio tra Perseo e la bella ed eterea principessa Andromeda. Lei, per volere dell’oracolo di Ammone, viene incatenata nuda a una roccia sulle coste di Israele e proprio quando dieci guerrieri rudi e irruenti giungono lì per caso con una nave e cercano di violentarla, Perseo, trovandosi in volo con Pegaso, interviene e la salva.
Vengono comunque anche narrate come in una favola antica, la nascita, l’infanzia e la gioventù vissuta da lui, bello e coraggioso cavaliere senza macchia che vivrà un costante rapporto conflittuale con la propria natura di mezzosangue. Perseo infatti, è il figlio che il grande Zeus ha avuto con la mortale Danae, ma scoprirà questa verità, solo quando si appresterà a compiere sedici anni perché sarà il suo stesso fratello Hermes a rivelargliela.
Cresciuto per anni sull’isola di Serifo e divenuto uno tra i guerrieri più forti di Atena, egli non tradirà mai la sua natura di angelo di bontà disceso dal cielo con il preciso fine divino di risollevare le sorti di Argo, la sua reale terra d’origine dominata dalla tirannia di Acrisio.

Questa versione di Perseo non narra avventure di guerra, né le solite battaglie tra le forze del bene e le forze del male, ma rivisita in chiave libera, alternativa, sentimentale e fantasiosa, la versione del mito medesimo scritta da Ovidio nel quarto libro de’ “Le Metamorfosi”.

Anime di luce è il titolo di una sorta di saga ibrido di tematiche basate sulla mitologia greca e tematiche basate sulla leggendaria Atlantide. “Perseo” è un romanzo che collegandosi agli altri romanzi (parte di una duologia) “Miracoli ad Atlantide” e “Tumulto ad Atlantide” – che pure hanno come protagonista secondario Perseo in scene inedite dunque qui non contenute – ne rappresenta solo un episodio.

RECENSIONE
***ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER!***

Gli  Atlantidei  avevano  percorso  troppi  sentieri  oscuri,  varcando delle  porte  proibite,  mentre  i  capi  delle  nazioni  avevano cominciato  a  uccidersi  perfino  tra  consanguinei  pur  di  affermare i loro  poteri  e  domini.  Così,  tra  guerre,  prevaricazioni,  magie nere  e  mutazioni  genetiche,  l’equilibrio,  l’armonia  e  l’amore avevano  smesso  ancora  una  volta  di  regnare  sulla  terra, gettandola  nel  caos.  Seguì  inevitabilmente  una  nuova,  lunga battaglia  tra  le  tenebre  e  la  luce  e  per  volere  divino,  un  altro diluvio  cancellò  dal  pianeta,  tutto  quello  che  l’aveva  sconvolto.
Un’altra  era  finì  e  diverse  catastrofi  naturali  distrussero  facendo affondare  negli  abissi  degli  oceani,  alcune  nazioni  e  anche  intere porzioni  di  terra  di  Atlantide.  Di  essa  non  rimasero  che  cinque isole  stavolta. I  figli  di  Sirio  cercarono  come  sempre  di  cominciare  tutto daccapo  per  riportare  l’amore  sul  pianeta,  ma  soltanto  poche razze  di  uomini  buoni  vennero  salvate. 

Atlantide. La città mitica, la città perduta.
Gli uo2benvenuto-cellini-perseo-1545-1554-partciolare-loggia-dei-lanzi-firenze-1mini che sembrano portare avanti solo guerra e distruzione.
Sangue che scorre per le vie.
Violenza, lotte per il potere, egoismo.
È in questo contesto che nasce Perseo.
Un eroe diverso.
Un’anima pura.
Una vera anima di luce.
Una profezia. Un oracolo. E tutto precipita nel caos.
Un padre che rinnega addirittura sua figlia per paura, per timore del futuro.
Che la rinchiude in una torre, la sottrae alla vita perché gli è stato predetto che verrà ucciso per mano del sangue del suo sangue.
La principessa Danae trascorre le sue giornate piangendo, pensando alla morte…Desiderando la morte.
Perché sa che non vivere è morire.
E le sue grida e le sue lacrime arrivano fino all’Olimpo.
Zeus arriva in suo aiuto e le dona l’unica cosa in grado di salvarla: un bambino.

«Vuoi  dire  che  sei  venuto  a  liberarmi?»  Il  volto  di  Danae  si illuminò di  gioia  e  speranza. «No,  mia  dolce  e  pura  fanciulla,  non  è  ancora  arrivato  il  tempo di  essere  libera  per  te.  Hai  la  mia  parola  che  un  giorno  non lontano,  non  sarai  più  prigioniera  tra  queste  mura  ma  fino  ad allora,  dovrai  avere  pazienza  e  nel  frattempo,  ti  farò  un  dono molto  speciale  che  ti  aiuterà  a  sopportare  il  periodo  di  prigionia senza  più  implorare  la morte.»
«E quale  sarà  questo dono?»
«Un bambino.»
«Un… un bambino?» 
Danae  si  asciugò le  lacrime  dal viso. «Sì,  ma  non  sarà  un  bambino  qualunque.  Egli  non  è  di  questa terra,  la  sua  anima  è  molto  antica  e  avanzata,  è  un  figlio  della luce  che  nascerà  e  vivrà  per  mettere  fine  alla  tirannia  di  Acrisio un giorno,  cambiando in  meglio molte  cose  nel tuo paese.» «Io… io forse  sto sognando…»
«No  cara,  non  è  un  sogno.  Tu  dovrai  crescere  questo  bambino, questo  mio  figlio  e  gli  darai  il  nome  di  Perseo.  Significa  il distruttore  poiché  egli  nascerà  con  lo  scopo  di  distruggere  e annientare  la  corruzione  diffusa  in  questa  e  in  altre  terre. Condurrà  una  lunga  battaglia  tra  le  tenebre  e  la  luce,  sarà  un guerriero  del  sole,  destinato  a  grandi  imprese  e  a  lasciare  un segno indelebile nella  storia  dell’umanità.»

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Perseo non è un bambino qualunque.
Ha un destino da compiere.
Un destino più grande di lui.
Bandito, costretto alla fuga, sempre in lotta con se stesso, trascorre i primi quindici anni della sua esistenza nella menzogna.
Danae farebbe di tutto per lui, per proteggerlo.
E così gli racconta una bugia, gli nasconde la verità.
Ma si sa, la verità viene sempre a galla, strepita per uscire, illumina i sentieri intrapresi.
E l’improvvisa malattia di Danae è la goccia che fa traboccare il vaso.

Per salvare la madre, il giovane Perseo è disposto a ogni sacrificio, anche a rischiare la propria vita.
Dove abili e valorosi guerrieri lascerebbero l’impresa, lui, testardo e determinato, continua ad avanzare.
E sulla montagna, quel giorno, conosce Hermes, il messaggero degli dei…suo fratello.

L’impatto con la dura e cruda verità non è dei più facili.
Scoprire di essere il figlio del re degli dei non è facile da assimilare.
Perseo , all’inizio, si oppone con tutto se stesso alla realtà ma poi, per amore di sua madre, cede, e scende anche a compromessi pur di salvarla.
Triste e doloroso è accettare una verità così sconvolgente, ma più agghiacciante sarebbe perdere la propria madre, che venera e ama con tutto se stesso.

Perseo è un semidio.
È il figlio di Zeus.
Occhi color zaffiro e capelli color oro, coraggioso e leale, è una delle anime più luminose scese sulla terra.
Altruista, generoso, intraprendente, sempre in difesa dei deboli e degli oppressi, ironico, caparbio.
E sempre in lotta con se stesso.
Lui è semplicemente Perseo, un ragazzo come gli altri.
Non vuole essere etichettato come “il figlio di”, non vuole essere considerato un privilegiato.
Lui è un dio tra i comuni mortali, ma vuole essere considerato come un comune mortale.
Anche quando viene accolto a braccia aperte da Atena o da Hermes.
Anche quando cavalca Pegaso, il cavallo alato.
Lui è semplicemente Perseo.

Sappi  che  tu,  io  e  coloro  che  vedi  qui  adesso,  siamo anime  di  luce»  continuò  Zeus,  «figli  di  una  grande  forza  che domina  al  di  là  di  questa  terra,  nello  spazio  infinito  che  è l’universo.  Siamo  la  luce  che  rischiara  le  tenebre,  siamo  i  figli delle  stelle,  siamo  coloro  che  discesero  da  Sirio  per  generare  la vita  su  questa  terra,  per  guidare  la  razza  umana  verso l’evoluzione  psichica  mentre  alcuni  altri,  discesero  in  epoche posteriori  per  riportare  una  condizione  di  pace  perduta  su  questo pianeta,  quando  gli  uomini  finirono  con  il  corrompersi  causando delle  guerre  orribili  pur  di  imporre  i  loro  domini  ovunque  e  tu… anche  se  ora  non  lo  ricordi  perché  per  quanto  evoluto,  non  sei ancora  un  Dio  e  bevesti  dal  Lete  l’oblio  delle  tue  vite  precedenti, sei  una  di  quelle  anime  di  luce  che  si  offrirono  di  prendere  un corpo  su  questa  terra  per  riportarvi  l’ordine  e  l’equilibrio,  per questo  ti  generai.

Perseo, dunque, è un eroe.
Nobile, coraggioso, altruista.
Con un’anima luminosa.
Lui è un essere di luce.
Che segue sempre l’ideale della giustizia, che lotta per riportare la pace sulla terra, che è pronto a tutto pur di difendere i più deboli.

E quando incontra Andromeda…Il mondo sembra fermarsi.

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Pegaso  obbedì  e  solo  quando  fu più  vicino  alla  roccia  Perseo  si  accorse  della  presenza  della  bella ed  eterea  Andromeda. 
I  loro  sguardi  s’incontrarono  per  un  solo momento.  Lei  si  sentì  subito  colpita  dall’intenso  e  fiammeggiate azzurro  degli  occhi  di  lui.

Andromeda.
La bellissima e dolce Andromeda.
Un destino avverso le è caduto addosso.
Vittima sacrificale per espiare  colpe che non le appartengono.
Vittima degli inganni e dei soprusi.
Timida, innocente, anche un poco ingenua, non sa ancora molto del mondo che la circonda.
Ma ben presto capisce fino dove si possa spingere la crudeltà umana.
Ma nonostante questo, lei conserva sempre un animo nobile e generoso.
Contraria a ogni più piccola forma di prevaricazione o violenza, sembra anche lei essere un’anima di luce.
Ed è proprio da quella scintilla di luce che Perseo viene abbagliato.

Sembra una scena di altri tempi.
Un eroe in sella al suo cavallo bianco (alato!) che scende in soccorso della principessa triste.
Combattendo contro i suoi stessi guerrieri, combattendo contro l’oscurità che si annida negli animi umani. 201411115269_53

Non appena i loro sguardi si incontrano, il mondo si ferma.
E nulla sarà più come prima.
Per Perseo non esiste nessuno se non Andromeda.
Per Andromeda non esiste nessuno se non Perseo.

Quando  lui  la  guardava,  le  sembrava  sempre  di  non  riuscire quasi  più  a  respirare  e  poi,  ogni  volta  in  cui  la  sfiorava,  si infiammava  senza  riuscire  a  prevenirlo  e  adesso  che  le  aveva addirittura  preso  le  mani,  si  sentiva  perfino  felice,  come  se potesse  toccare  il  cielo  con  un  dito. 

Un amore puro e sincero.
Un amore passionale e travolgente.
Un amore che sembra andare oltre lo spazio, oltre il tempo, oltre anche la morte stessa.
Un amore destinato a durare in eterno.
Un amore che verrà tramandato nei secoli a venire.
Un amore sussurrato, un amore urlato.
Un amore raro.

Oltre le guerre, oltre la cattiveria, oltre i pregiudizi, oltre le malignità.
Un amore così puro e luminoso da sconfiggere ogni oscurità che incontra sul proprio cammino.
Un amore dolce e spontaneo.
Un amore che travolge.
Un amore che unisce e cura.
Un amore che rimarrà scritto anche nelle stelle.

Le  loro  labbra  si avvicinarono  lentamente  e  spontaneamente,  lei  chiuse  gli  occhi ancora  umidi,  ma  seguitò  a  piangere  perché  bruciava  dal
desiderio  di  sentire  un  contatto  con  lui  che  tuttavia,  le  prese  il volto  con  una  mano  e  inclinandole  delicatamente  la  testa,  le stampò  un  bacio  solo  sulla  fronte.  Andromeda  riaprì  gli  occhi  e lo  guardò  affranta.  Le  lacrime  continuarono  a  scenderle  sul  viso triste  e  deluso,  bagnandolo sempre  di più.

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Dopo una partenza un poco al rallentatore, mi sono ritrovata catapultata nel mondo degli dei, a combattere e soffrire al fianco di Perseo e di Andromeda.
Una storia che fa battere il cuore, per la sua purezza, per gli attimi di vita e passione, per la sua dolcezza.
Una storia romantica e passionale allo stesso tempo.
Una storia che mi ha tenuto compagnia in queste fredde sere di fine inverno.
Una storia che mi ha riscaldato e che ho apprezzato, prima lentamente, poi all’improvviso.
Una storia che consiglio! 😉

Serenella 🙂

Il mio giudizio:

voto-bellissimo

ANTEPRIMA!|Recensione di: “Tu che colori la mia ombra” di Elle Eloise

Ciao Notters! Oggi vi parlo in anteprima del secondo volume della serie How to disapper completely: Tu che colori la mia ombra di Elle Eloise, in uscita mercoledì I° Marzo 2017. Un libro che non dovete assolutamente perdere, di un’autrice da tenere sempre d’occhio, perché non solo sa scrivere ma sa regalare emozioni magnifiche!

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TITOLO: Tu che colori la mia ombra
AUTRICE: Elle Eloise
EDITORE: Delrai Edizioni
DATA PUBBLICAZIONE: 01 Marzo 2017
GENERE: Romance
FORMATO: eBook/Cartaceo
PAGINE: 450
PREZZO: € 2,88/€ 16,50 (Versione cartacea Deluxe)/€ 9,90 (Versione cartacea economica)

SINOSSI

Quando Paolo torna a casa, in Italia, ad attenderlo c’è la solita vita: appartamento, famiglia, università, amici. Ogni cosa al proprio posto, tranne se stesso. Il momento di andare avanti è arrivato, ma chiudere col passato sembra ancora impossibile. Il vuoto interiore che la mancanza ha creato quasi lo soffoca e i colori sbiadiscono di fronte al ricordo che, sottile, affligge i suoi incubi. L’improvvisa comparsa di Noemi Rizzo lo catapulta indietro nel tempo, a quando una ragazzina dai capelli rossi faceva di tutto per attirare la sua attenzione. Selvaggia e coraggiosa, sempre sorridente, lei si insinua nella sua routine e Paolo ha la sensazione che il sole stia tornando a far capolino tra il velo di grigiore. C’è qualcosa in lei che gli fa credere di poter tornare a guardare se stesso con occhi nuovi, qualcosa che non lo fa cedere, ma che lo sprona a lottare contro tutto ciò che non vorrebbe mai diventare. E d’improvviso l’attrazione esplode.

Amore è l’avvicendarsi di tempesta e sereno nel secondo romanzo autoconclusivo della serie How to disappear completely. Le nuvole si addensano all’orizzonte e due personalità differenti si incontrano per creare un arcobaleno di colori chiamato speranza.

RECENSIONE

*** Attenzione, possibili spoiler! ***

Affondare. Trascinato a fondo, senza alcuna speranza. Soffocare. L’aria che entra nei suoi polmoni è così flebile, dolorosa. Gli incubi lo perseguitano. Le notti sono silenziose, anche troppo. Continuare a sentire sulla pelle il dolore della perdita. È spezzato. Il viaggio di ritorno da Santk Jakob è doloroso, un altro pezzo della sua vita se n’è andato. Anche Sara finalmente è riuscita a trovare la sua felicità. Tutti stanno andando avanti. Tutti tranne Paolo. Disperato, deluso, amareggiato e ferito. Il ritorno a Torino per lui è un circolo vizioso.a0kllz Un quartiere pericoloso ma pieno di ricordi, che non sono molto d’aiuto per lui. Distrutto tenta di andare avanti, Sara ha Isaak, Monica non c’è più e  lui è rimasto solo.  

Sopravvivenza. 

Un’insana routine che mi ha sempre fatto sentire al sicuro. Perché non riesco a muovermi, allora? Anche se oggi tutto mi sembra estraneo, so che non sono le Vallette a essere diverse, sono io a essere cambiato.

Fortunatamente con lui ci sono Sofi e Ozzy, ma probabilmente sta per tornare una sua vecchia conoscenza nella vita. Una ventata d’aria fresca, umile, divertente e forte. Una donna ormai, diversa da quegli anni dell’adolescenza. Dove tentava in ogni modo a mostrarsi per quella che non era.tumblr_n1td889ecr1szi9p2o1_400 Ora Noemi è determinata, ha cambiato completamente il suo modo di fare. È genuina. Un uragano che porterà dietro di sé l’arcobaleno.

Il giorno in cui ti rendi conto di aver sprecato due anni della tua vita è sicuramente uno di quei momenti che nessuno vorrebbe vivere. E io lo sto vivendo proprio qui, proprio adesso. Come ho fatto a essere così stupida?

Tenuti a distanza per anni. Un amore adolescente non ricambiato. Tenuto all’oscuro, privo di luce. tumblr_nr199jv7yw1td6160o1_500Una stanza da affittare, una casa che ormai è priva di colore e piena di ombre. Ora però questo amore è lì, sul filo invisibile che sempre li ha tenuti legati. Il destino scritto sin dall’inizio. Terrorizza Paolo, annienta Noemi. Il dolore della perdita è sempre forte, andare avanti per lui non è giusto! Vivere non ha più significato. Il carattere frizzante di Noemi cambierà le carte in tavola. Paolo troverà la sua meritata felicità?

«… È come se fossimo nati per rincontrarci e per stare insieme …»

Due anime che si compensano. Due anime ferite, con il loro fardello sulle spalle. L’amore vero, quello che unisce due persone in una sola. Ci sono dei conti che vanno regolati, bisogna chiudere con il passato del vecchio quartiere torinese malfamato. La rabbia va scalfita, smussata negli angoli per rendere l’involucro più liscio e maneggevole.

Ricordo perfettamente, stava parlando di me: mi aveva detto che gli ricordavo una tempesta. E in effetti la dinamicità e l’ inquietudine  che trovo nel suo dipinto è ciò che si riflette dentro di me.

“Tu che colori la mia ombra” è stata una scoperta. Paolo è stata una vera scoperta! L’ho amato fin da subito. Nel primo volume lo trovavo arrogante e cinico ma qui si scopre realmente chi è e cosa cosa prova. Il suo modo di essere è solo una abito che si è cucito addosso dopo gli avvenimenti. Sulle spalle si porta molti fardelli che gli fanno rimpiangere alcuni suoi gesti. In questo volume andiamo a fondo e affondiamo insieme a lui fino a risalire, per affacciarci verso una splendida tempesta colorata da un timido arcobaleno. Noemi è splendida, candida e genuina. Sembrerà la supereroe della situazione anche se il vero supereroe è il ragazzo più umano in assoluto. Adorerete sempre di più Ozzy, conosceremo qualcosa in più di lui oltre il suo grande senso dell’umorismo! Ma chissà se Elle ha l’intenzione di scrivere anche un volume tutto suo :P. Lo stile di Elle è rock, anzi la definisco molto grunge, graffiante e sofferente. La lettura viene accompagnata dai vari accenni musicali, che se ascoltati durante la lettura si possono considerare la colonna sonora di “Tu colori la mia ombra”. Le descrizioni degli stati d’animo dei personaggi li rendono reali, per quanto sono ben descritti. Elle Eloise riesce a far entrare nella psicologia dei suoi amici di penna. Complimenti vivissimi a Elle, autrice a 360°.

Naty

Il mio giudizio:

voto-ottimo

Recensione di: “L’ossessione del tronista” di Giulia Amaranto

Buongiorno Notters!
Eccomi di nuovo qui con voi a raccontarvi un’altra lettura che ha accompagnato le mie giornate… sto parlando di “L’ossessione del tronista” di Giulia Amaranto!
Curiosi?
Seguiteci! 😉
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TITOLO: L’ossessione del tronista

AUTRICE: Giulia Amaranto
GENERE: M/M
EDITORE: Self-Publishing
DATA PUBBLICAZIONE: 01 giugno 2016
PAGINE: 75
FORMATO: eBook
PREZZO: 1,20€

SINOSSI
Christian, ragazzo di famiglia ricca, è il tronista di un noto programma. È attratto dalle corteggiatrici e le sue esterne sono piccanti. Un giorno, però, arriva in studio Andrea, per corteggiare la tronista Laura. È un ragazzo semplice, lavora come operaio, vive con la nonna ed è simpatico e sensuale. Sin dal primo momento, Christian si accorge di provare una forte pulsione sessuale verso di lui. Si può sfuggire a un’ossessione o bisogna cedere?
RECENSIONE
***ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER***
“Christian era seduto a tavola con i suoi genitori. Erano più o meno le otto di sera e la cameriera, una signora di origini cubane, aveva appena servito la spigola al forno con una salsa alle erbe aromatiche, il piatto che Christian preferiva. Christian si versò un bicchiere di vino bianco molto costoso, di quelli che suo padre riceveva ogni tanto dai suoi amici importanti; mentre lo sorseggiava pensava a come comunicare la notizia ai genitori.”
Spesso si pensa che vivere nel lusso, di vivere una vita agiata, di aver sempre avuto tutto ciò che si desiderava sia meramente una fortuna.
Macchine, soldi, ville, viaggi, si pensa che appaghino la vita delle persone in maniera totalitaria, tanto da non desiderare altro.
Invece, però, succede anche che chi vive una vita del genere si senta solo.
Si senta un vuoto dentro, si senta sempre in competizione con se stesso perché lo status richiede sempre “di più”.
E allora succede che smetti di sorridere, smetti di essere felice di avere macchine e ville, succede che vuoi di più anche tu, ma vuoi più sentimenti, sensazioni ed emozioni vere, reali.
Succede che vuoi sentirti vivo.
Questo è esattamente quello che è successo a Christian, il protagonista di questa storia.
Abituato a vivere nel lusso più totale e ad avere tutto dalla vita, Christian ha sempre condotto una vita imposta, una vita che prevedeva innumerevoli regole, quelle regole che gli sono state imposte ancor prima che nascessi.
“Dovrai diventare questo”, gli dicevano.
E guai mai se anche solo potesse pensare a scelte diverse!
Così, il nostro Christian, si ritrova a vivere una vita parallela a quella del figlio modello, una vita fatta di sregolatezze che lo dipingono come il “dongiovanni di Roma”.
unnamed-1E tra feste, alcool e donne, Christian non smette mai di sognare, non smette mai di sperare che prima o poi, un giorno, il suo desiderio diventi realtà: fare parte del mondo dello spettacolo.
E sembra proprio che la fortuna abbia deciso di bussare alla sua porta perché quel giorno finalmente sembra essere arrivato, il suo desiderio sembra essere esaudito: farà parte di un programma televisivo dedito alla ricerca dell’amore.
Già, l’amore!
Una parola quasi sconosciuta per il nostro Christian che passa da un letto all’altro, che si rotola ogni volta in lenzuola diverse, ma che allo stesso tempo non lo hanno mai fatto sentire a casa.
Inizia così l’avventura di Christian al programma televisivo “Persone &e Amori”.
Un’avventura che inizia come un gioco, che Christian affronta con spavalderia, ironia e forse anche un pizzico di superficialità.
Beh, questo fino a che non arriva Andrea…
Andrea è l’opposto di Christian.
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Costretto a rimboccarsi le maniche fin da piccolo, Andrea ha sempre cercato di costruirsi il suo futuro, la sua vita, da solo, contando solamente sulle sue forze.
Un ragazzo semplice, dolce e alla mano, che divide la sua vita con la nonna, donna per la quale nutre un grande amore.
Un amore che non ha ancora donato a nessuna, perché non ha trovato una donna che potesse prendersi cura di lui, a cui poter donare il suo cuore.
Andrea non è certo un ragazzo in cerca di notorietà, ma è talmente bello che, spinto dai colleghi, decide di fare il provino per partecipare al programma “Persone & Amori”, quello stesso programma che ha bisogno della sua semplicità, della sua schiettezza, della sua naturalezza.
Ecco allora che, anche per lui, arriva la chiamata che tanto aspettava…
” Stava dormendo profondamente quando si sentì strattonare. Quasi gli prese 
 un colpo. 
 – Nonna, che c’è? Stai male? – si drizzò di scatto sul letto, e la testa 
 gli girò così forte che per qualche istante gli si appannò la vista. 
 – Andre’, devi andare in televisione!!! Ti hanno preso, a nonna! 
 – Cosa? 
 – Ha chiamato la direzione!
– La direzione? Aspetta… Ha chiamato la redazione? La redazione di 
 “Persone…”? 
 – Sì, sì! Hanno detto che te volene a fa’ il corteggiatore! Ce l’hai 
 fatta! “
Anche per Andrea inizia questa avventura, questo nuovo percorso che lo porterà non solo a corteggiare Laura ma anche a scontrarsi con un’altra realtà, una realtà più grande, una realtà che fa paura, una realtà che fa male: Andrea e Christian non potranno mai essere amici.
Perché?
Perché un amico, non desideri baciarlo…
“L’ossessione del tronista” è un libro che, a mio avviso, avrebbe tantissimo potenziale, un potenziale che, ahimè, è stato sviluppato in parte.
Indubbiamente il messaggio che lancia questo libro è un messaggio importante, soprattutto alla luce di ciò che, purtroppo, ancora succede ai giorni nostri, nelle nostre società che non riescono a concepire ciò che non rappresenta la tradizione.
È un libro che va sicuramente letto oltre le righe, che va compreso e calibrato, perché sicuramente non è facile per nessuno affrontare un tema del genere.
Un consiglio, se posso permettermi?
Forse avrei evitato di contestualizzarlo proprio in un ambiente come quello televisivo che, a mio avviso, minimizza un po’ una tematica importante come questa.
In bocca al lupo Giulia e grazie a nome di tutto lo staff di Notting Hill! 😉
Edna.

Il mio giudizio:

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Recensione di: “Dracula – Love Never Dies” di Natascia Lucchetti

Buongiorno carissimi Notters!

Oggi vi parlo di un romanzo incredibile, che ha toccato le corde più profonde della mia anima come pochi libri sono riusciti a fare: si tratta di storie indimenticabili, intense, appaganti in tutto e per tutto…Ecco, il romanzo in questione s’inserisce perfettamente in questa categoria, sebbene non fossi sicura che il genere mi sarebbe piaciuto così tanto. A cosa mi riferisco? Ma a lui, “Dracula” di Natascia Luchetti.

Se il mio preambolo vi ha incuriositi almeno un po’, seguitemi per saperne di più! 🙂

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TITOLO: Dracula – Love Never Dies
AUTRICE: Natascia Luchetti
GENERE: Romanzo horror/romantico
EDITORE: Delrai Edizioni
DATA DI PUBBLICAZIONE: 23 gennaio 2017
PAGINE: 335
FORMATO: Ebook/Cartaceo (sia versione Deluxe sia economica)
PREZZO: 2,99/€ 16,50 (versione Deluxe)/€ 9,90 (versione economica)

 


SINOSSI 

Sono passati più di cento anni dalla sconfitta delle tenebre.
Il ricordo sbiadito e invecchiato della donna che ha amato continua a torturare il suo animo imprigionato e inquieto. L’animale che è in Vlad preme per uscire e vendicarsi così della prigionia a cui Van Helsing e Harker lo hanno costretto, allontanandolo dall’amore. Il male è di nuovo pronto per calare su Londra e lasciare una scia infinita di sangue. Crudele e privo di morale, Dracula si aggira per la città, ma l’antica promessa di un sentimento eterno torna a fargli visita. Yrden Clarks lo guarda con ardore, lei non lo giudica, lei non ha paura… Ma è la vendetta che alimenta la smania del mostro e lo guida nella lotta tra luce e ombra. Non c’è niente che può salvare un uomo senz’anima, niente, nemmeno l’amore a cui la storia sembra averlo destinato.

RECENSIONE 
***ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER*** 

Nella premessa, ho fatto riferimento a quella cerchia di “libri speciali” che ogni lettore incontra nella propria vita e definisce tali, ovvero quei romanzi in grado di lasciare delle sensazioni uniche, quasi indefinibili. Mi spiego meglio. Avete presente quando giungete all’ultima pagina di un libro e, una volta concluso, provate una profonda commozione quasi steste salutando un caro amico da cui non avreste mai voluto separarvi? Ma sì, ogni lettore possiede una lista di questi libri speciali e sono fiera di dire che Dracula di Natascia Luchetti si è appena aggiudicato un posto d’onore nella mia.

Raramente do cinque stelle nelle recensioni, semplicemente perché è difficile per un libro rasentare la perfezione, che a mio personalissimo giudizio è rappresentata dal pieno coinvolgimento emotivo del lettore, accompagnato da una trama magnifica e da una struttura stilistico-linguistica solida e appassionante. Se a tutto ciò, aggiungiamo il fatto che mi sono accostata a questo romanzo con una spiccata curiosità, ma incerta se mi sarebbe davvero piaciuto o meno…Beh, allora potete capire il motivo del mio voto al piccolo capolavoro di Natascia.

Innanzitutto, voglio rassicurarvi su una cosa: non dovete essere degli amanti sfegatati del genere horror per apprezzarlo né aver letto Dracula di Stoker.
Certo, sapere quantomeno chi sia Vlad III Draculea può aiutarvi, ma dubito fortemente che qualcuno ignori il succo della storia.

Dico ciò, perché magari la mancata lettura del capostipite letterario potrebbe frenarvi nell’acquisto del libro in questione, ma potete stare tranquilli: ci pensa la meravigliosa penna di Natascia a delucidarvi sul passato di Dracula e, dunque, sulla trama di Stoker, citandolo abbondantemente e proponendo numerose comparazioni con le vicissitudini passate del vampiro primigenio.

La storia si apre con uno scenario piuttosto triste, ma perfettamente coerente con la nostra epoca. A cent’anni dalla sconfitta delle tenebre, Dracula è prigioniero ad Hellsgate, una struttura in cui vengono effettuati esperimenti scientifici sui prigionieri detenuti al suo interno. Il vampiro è ridotto in fin di vita, orrendo a vedersi, ma non è stato ucciso perché è proprio con il suo sangue che viene effettuata buona parte degli esperimenti: Vincent Harker, responsabile di Hellsgate, vuole sfruttare a suo vantaggio le peculiarità del vampirismo, quali l’estrema forza, l’immensa velocità, la capacità di guarire dalle ferite, ma soprattutto l’immortalità. È la condizione in cui è relegata sua figlia Aurore, costretta sulla sedia a rotelle, a indurlo a perseguire tale scopo; ma è anche l’odio che nutre per Dracula a far sì che Vincent voglia mantenerlo in vita, una vita di patimenti, umiliazioni e sofferenza. Tale odio discende direttamente dal suo antenato Jonathan Harker che, non solo fu tra i maggiori nemici del vampiro primigenio, ma fu anche lo sposo di Mina Murray, la donna che donò il proprio cuore a Dracula e che, anche dopo la sconfitta del vampiro, non si rassegnò mai alla sua perdita, lasciandosi perire d’infelicità.

Dracula riesce a fuggire da Hellsgate grazie all’aiuto di Peter Clarks, giovane guardia contraddistinta da grande sensibilità, che non sopporta di vederlo ingiustamente maltrattato. Tuttavia, paga a caro prezzo lo scotto del suo errore, un errore che commette al solo scopo di sopravvivere: gli viene iniettato un po’ del sangue prelevato a Dracula e Peter si trasforma in una sorta di superuomo vampirizzato. Uccide tutti coloro che cercano di fermarlo, fino a quando Dracula gli strappa il cuore, anticipando la fine che avrebbe comunque segnato il ragazzo. Gli ultimi pensieri di quest’ultimo sono dedicati alla fidanzata Annie e ai fratelli minori Noah e Yrden, che lo aspettano impazienti a Londra. Ed è proprio a Londra che si sposta il fulcro della narrazione, poiché è lì che Dracula si dirige.

Rimessosi in forze e recuperato il suo bellissimo aspetto originario, fa recapitare una lettera a Vincent Harker, facendogli intendere che si vendicherà per la lunga prigionia a cui l’ha sottoposto. Per questo motivo, Dracula prende ad uccidere e a spargere terrore nella capitale inglese, cosicché il suo nemico capisca quanto gli sia vicino.

È particolarmente interessante il fatto che Dracula stesso, nel contesto moderno in cui si trova dopo cent’anni d’isolamento, si consideri un vero e proprio anacronismo vivente. In effetti è così e non posso negare che il suo linguaggio forbito, galante e altolocato mi abbia soggiogato esattamente come ha fatto con le sue vittime. L’eleganza da cui è contraddistinto il vampiro è ineguagliabile e posso affermare con certezza che sia il punto forte del romanzo, ciò che mantiene i lettori incollati alle pagine. È come se i suoi poteri e le sue capacità ammaliatrici circuissero tanto i personaggi della storia quanto chi legge. Questo è un grande merito che va reso alla penna dell’autrice, incredibilmente talentuosa nel mantenere una continuità tra il Dracula di Stoker e il suo, senza mai indurre il lettore a pensare che il personaggio principale abbia subito dei mutamenti o dei cali di stile.

Noah e Yrden Clarks, fratelli minori del deceduto Peter, si trovano a fare i conti con la sua misteriosa morte, nonché con la depressione di Annie. Quest’ultima comincia a comportarsi in maniera anomala ogni giorno di più, tentando di sedurre Noah (che ha sempre considerato alla stregua di un fratello) e uccidendo il dottore mandato a visitarla. Pagina dopo pagina, scopriamo che Dracula in persona l’ha resa una vampira, sfruttando la disperazione da cui Annie è stata pervasa nel momento in cui ha preso atto della morte di Peter. Come viene esplicitato nel romanzo, infatti, una donna viene vampirizzata solo se lo vuole (con particolare riferimento a Mina Murray) ed Annie non aveva nulla da perdere nel diventare la serva di Dracula, ma tutto da guadagnare.

Il vampiro primigenio continua ad uccidere, facendo sì che i londinesi, all’oscuro di chi si celi dietro ai terrificanti omicidi che stravolgono la città, lo considerino un secondo Jack lo Squartatore. Per ironia della sorte, in molti azzardano perfino alcune teorie riguardanti proprio Dracula di Stoker, senza sospettare che lui esista davvero; ho trovato questo accorgimento di Natascia molto umoristico.

Pian piano comincia a delinearsi un drappello di persone decise a combattere il mostro, guarda caso formato proprio dagli eredi degli antichi nemici di Dracula: Vincent Harker, Darren Van Helsing, John Morris, Arthur III Holmwood Godalming e sua figlia Mercy Godalming, ex fidanzata di Noah Clarks. Ex, perché fu costretta a prendere le distanze da lui dalle minacce del padre altolocato che non accettò mai un poveraccio come compagno per la propria figlia ribelle.

Vi dico subito che ho amato particolarmente il personaggio di Mercy, così forte, combattiva e pienamente sé stessa. Lei è la prima a rendersi conto che a definire la natura mostruosa di qualcuno sono gli atteggiamento messi in atto dallo stesso e nient’altro.

 “[…]Yrden sbarrò gli occhi e schiuse le labbra nel ritrovarsi a osservare la figura di D. I suoi occhi erano scarlatti come quelli di Annie. 
Per un istante le rivolse uno sguardo mesto, poi si voltò verso Annie e, sollevando le labbra, le mostrò la ferina dentatura. 
«Non avresti dovuto osare tanto. Tu sei soltanto una schiava!» 
«Ma M-Maestro, io non…» 
A grandi passi che non facevano alcun rumore a terra, Dracula si avvicinò alla ragazza e afferrò tutte e due le sue spalle, con entrambe le mani. 
«Sapevi che cosa ti era lecito e cosa non avresti mai dovuto fare. Lei è preziosa per me e tu non avresti mai dovuto pensare di sostituirla.[…]” 

Siamo arrivati alla mia parte preferita, ovvero la storia d’amore.
Sì, signori miei, perché vi svelo un segreto: Dracula non è altro che una storia d’amore. La battaglia, il sangue che scorre, la morte, la sofferenza…Nulla, in questo romanzo, conta quanto il sentimento che Dracula scopre di poter provare nuovamente, dopo tanti anni di agonia.

Durante la sua permanenza a Londra, infatti, il nobile vampiro incontra una bellissima e giovane fanciulla, dai lunghi capelli biondi e grandi occhi azzurri. Lei è timida nei suoi confronti, a causa dell’evidente differenza sociale che li contraddistingue, ma dal primo istante in cui si rivolgono lo sguardo, è come se i due fossero trasportati in un’altra dimensione. Diventano l’uno l’incastro perfetto dell’altra ed è evidente quanto il loro sentimento sia vero, puro, sebbene Dracula sia considerato da tutti un mostro e, dunque, l’antitesi della purezza, e lei sia una ragazza che nella vita abbia patito molte sofferenze, discriminazioni e lutti.

Chi è la misteriosa fanciulla? Nientemeno che Yrden Clarks!

Si conoscono presso l’hotel dove Dracula alloggia, poiché Yrden vi lavora, e subito scatta la scintilla. Una potente alchimia unisce le loro anime che sembrano essere ormai indissolubili.

Dracula rimane sul vago circa la propria identità, sebbene vorrebbe essere sincero con lei, ma teme che la farebbe scappare. Tuttavia, Yrden è diversa da qualunque altra ragazza: sente, avverte che si celi qualcosa di misterioso dietro l’affascinante figura di quell’uomo bello e gentile che in più occasioni le chiede di uscire, portandola in posti lussuosi che non avrebbe mai immaginato di poter esplorare…E lo difende persino quando compare sul giornale come principale indiziato per gli omicidi che si stanno susseguendo a Londra…Salvo poi ritrovarsi faccia a faccia con la dura realtà.
Dracula si rivela alla sua amata nel momento in cui Annie cerca di ucciderla per diventare la preferita del Maestro, lasciando Yrden di stucco. Lei si arrabbia, lo respinge, accanendosi contro il sentimento che prova per lui, interpretandolo come una mera illusione creata dalla magia del vampiro, pur sapendo che non è così. Tuttavia, non passa molto tempo prima che Yrden capisca quanto la sua reazione abbia ferito Vlad e quanto lei stessa non riesca ad odiarlo, nonostante tutto.

“[…]Qualcosa in lei gridava disperato all’errore che aveva appena compiuto. Aveva calpestato l’amore di D., per quanto sbagliato esso fosse, lo aveva schiacciato, vomitando parole che sicuramente non rappresentavano la verità. Ma come non reagire a quel modo? Lui aveva ucciso Annie, lui aveva stravolto l’intera città di Londra, aveva seminato il terrore ovunque. Non era forse abbastanza per iniziare a considerarlo un abominio da distruggere? Sì. Seguendo la logica doveva essere esattamente così. Il male è qualcosa dal quale si deve sfuggire, che si deve odiare a priori. Non c’è giustificazione alla morte, alla dannazione. Esse sono tali e basta. Sono valori definitivamente necagiti e inaccettabili. Yrden era sicura di dover provare indignazione, di doversi sentire tradita e di essere obbligata a provare disgusto per quella creatura che aveva spogliato la sua vita di un affetto importante come Annie, eppure non riusciva a smettere di pensare a quanto le sue parole gli avessero fatto male.[…]” 

La narrazione salta da un personaggio all’altro, andando a coinvolgere in prima persona tutti i componenti dello schieramento anti-Dracula, ma Natascia è così brava da permettere al lettore di non perdere il filo del discorso. Tutto è connesso in maniera sistematica, tutto torna, cosicché anche i personaggi che inizialmente possono apparire estranei trovano un loro senso compiuto.

Da questo momento in avanti, è impossibile staccarsi dalle pagine del romanzo, talmente si è coinvolti nella vicenda intrisa di pura suspense e attimi carichi di azione.

La storia d’amore tra Dracula e Yrden non sfocia mai in momenti di passione fisica, eppure è tra le più intense e appassionanti che abbia letto; solo a pensarci mi vengono i brividi. Entrambi soffrono molto a causa della lontananza e della natura maligna del vampiro.
Mi ha commossa il passaggio in cui lui vuole congedarsi un’ultima volta da Yrden prima di partire per la Romania, ma nasconde con un mantello il proprio aspetto bestiale (dovuto all’indebolimento fisico) per non farle ribrezzo; in tutta risposta, lei gli sposta il cappuccio dal viso e lo sfiora di carezze, dimostrando come il vero amore vada al di là dell’aspetto, delle maledizioni, di tutto.

“[…]C’erano centinaia di esseri simili a Dracula in tutto il mondo. Creature nate dalla maledizione del sangue, dalla disperazione, dal semplice desiderio di non spegnersi. Quei paletti avrebbero continuato a trapassare cuori, quelle lame a tagliare teste, quell’acqua santa a bruciare la pelle, ma non ci sarebbe mai stato avversario più rispettabile e onorevole di Dracula. Era l’unico vampiro che agiva con lo stesso codice d’onore di un cavaliere. Tutti gli altri proteggevano soltanto la loro immortalità, lui invece era diverso: lui proteggeva i suoi sogni, anche se nel modo sbagliato.[…]” 

La storia scritta da Natascia appare quasi una sorta di remake di quella di Stoker, senza, tuttavia, sfociare mai nel banale o nel plagio. Anzi, è bello per il lettore ritrovare dei cenni riguardanti il passato del vampiro primigenio, perché in tal modo il cerchio si chiude perfettamente.

Accingendomi a fare le ultime considerazioni, vorrei rendere onore alla bellissima grafica da cui è caratterizzato il libro: la cover, ma anche l’impaginazione interna, con motivi a tema e le pagine dedicate ai titoli dei capitoli decisamente azzeccate.

Dracula di Natascia Luchetti affronta tantissime e svariate tematiche, ma ce n’è una, in particolare, che mi ha colpito e fatto riflettere. Vlad è un personaggio negativo e la sua sete di sangue va di pari passo con l’amore che prova per Yrden. Non è un eroe, tutt’altro: lui è il cattivo. Uccide, si serve delle persone a suo piacimento, medita vendetta e plagia le menti deboli che possono aiutarlo a perseguire i suoi scopi. Ma lo amerete. Eccome se lo amerete. Non potrete farne a meno. Sarete totalmente affascinati dalla sua retorica, dall’eleganza racchiusa nei suoi gesti, dalla magnificenza del suo aspetto, dalla fiera nobiltà che sprigiona nel suo rapportarsi tanto agli amici quanto ai nemici.

Ciò che voglio dire è che, sebbene sia il protagonista e a qualunque lettore (me compresa) venga spontaneo affezionasi a lui, non bisogna dimenticare che non incarna il bene, tutt’altro. Eppure, alla fine è proprio lui ad insegnare qualcosa a coloro che lo considerano da sempre un mostro. E qui, concedetemelo, nella mia testolina ha cominciato a ripetersi il motivetto di una canzone del Gobbo di Notre Dame:

 “Chi può decidere un mostro cos’è?” 

 Già, chi può farlo? E chi è il vero mostro in questa storia? Ai lettori l’ardua sentenza.

Una cosa è certa: non esistono limiti definiti tra ciò che è bene e ciò che è male. C’è un po’ di entrambi in ciascuno di noi, sta ad ogni persona decidere quale parte di sé far emergere maggiormente, di modo che la definisca.
Solo una cosa mi sento di dire all’autrice: bravissima. Non hai fatto centro, di più.
Tutti dovrebbero immergersi nella lettura di questo splendido libro, perché sono pronta a scommettere che si rivelerà una sorpresa anche per i più scettici.
So già che presto lo rileggerò nuovamente, perché Dracula mi manca già e la sua storia non risulterà banale nemmeno alla centesima lettura di questo romanzo.

Laura Z.

Il mio giudizio:

voto-ottimo