REVIEW PARTY | Recensione di: “Playing Love” di Moloko Blaze

Buongiorno, Notters!
È con grande piacere che oggi il blog partecipa al rewiew party di Playing Love di Moloko Blaze, una storia d’amore e di passione, di rinascita e dolore, una storia di luci e ombre, che mi ha totalmente rapita e che mi ha incantata, ammaliata e fatta innamorare. Una storia potente, come potente lo è il canto dell’amore, una storia che sono certa scalderà più di un cuore.



Titolo: Playing Love
Cover di: Catnip Design
Data d’uscita: 19 ottobre 2021
Genere: Hot Contemporary Romance
Numero di pagine: 360
Ebook: 2,99 euro
Cartaceo: 11,99 euro

SINOSSI

«Tu l’hai trovato? Il tuo posto nel mondo, intendo» domandai a mia volta.
«Pensavo di sì, ma mi sbagliavo.»
Abbassai lo sguardo, in difficoltà. Lui mi sollevò il mento con le dita, perché lo guardassi. «Jolene…»
E io lo feci, lo guardai, sentendomi persa nel suo universo privo di luce eppure così abbagliante.
«Vuoi che me ne vada?»
Scossi la testa. Certo che no! «Sono felice che tu sia qui.»
«E allora smettila di fare la stronza e baciami.»
Non mi diede il tempo di non fare la stronza o di baciarlo di mia iniziativa. Lo fece lui, senza aspettare il mio consenso. Non ce n’era bisogno. Il mio cuore, i miei tremiti, i miei occhi. Tutto di me lo stava implorando di baciare le mie labbra, di stringere forte il mio corpo, di farmi sentire viva.

RECENSIONE

***Attenzione, possibili spoiler***

Moloko ormai è una garanzia. Una garanzia di qualità, ma soprattutto di emozioni forti e inaspettate. Una premessa: questo non è propriamente il mio genere, non leggo molti erotici, quasi per nulla, ma ho sempre fatto un’eccezione per Moloko, perché lei riesce a scavarti dentro solchi infiniti, lei riesce a rubarti il cuore, ogni volta. Le sue storie graffiano, urlano, stridono. Non sono mai troppo semplici, mai banali o scontate. Sono storie sofferte, sanguinanti…sono storie di speranza. Speranza che ci sia sempre qualcosa di buono dopo tanto male, tanto dolore, che il sole torni sempre a splendere, anche dopo la notte più buia della nostra vita.
Sono storie che rispecchiano la realtà, che trattano argomenti importanti e tosti, che molto spesso sono un colpo allo stomaco, uno di quei pugni che ti lasciano senza fiato. Parlano di dipendenze, di violenza, ma infondono speranza e voglia di riscatto e di rinascita. Fanno riflettere perché nelle sue storie non c’è solo il sesso, ma c’è tutta una componente psicologica che ogni volta mi spiazza per la sua intensità.
Amo le sue storie, amo il suo modo di scrivere, amo come le parole scivolino in maniera fluida, come le situazioni, i personaggi, le loro vite prendono forma grazie alla sua abile penna, grazie al suo, a mio personalissimo avviso, indiscutibile talento. Moloko, per me, ha il talento delle parole e delle emozioni. Non sono appunto “solo” storie di sesso, di passioni travolgenti, sono storie di amori sconfinati, di amori in grado di sconfiggere qualsiasi mostro, di  superare qualsiasi ostacolo.

Playing Love ci ripropone un personaggio che chi, come me, segue Moloko, aveva già conosciuto e amato. Io, infatti, avevo amato moltissimo Rhys Aglukark. Con la sua pelle terrosa, i suoi scurissimi e lunghi capelli, i suoi occhi antichi, pozzi oscuri che inghiottono tutto quello che gli sta attorno, dentro i quali è facile perdersi, con i suoi modi di fare da predatore, da dominatore. Fotografo di New York, circondato sempre da bellissime modelle e da suadenti attori, selvaggio, senza freni e senza inibizioni, è impossibile resistergli. E forse è anche irraggiungibile, questo è quello che pensa Jolene. Lei così diversa, così lontana anni luce dal mondo di lui.
Lei con un passato doloroso che le ha lasciato profonde cicatrici. In tutto i sensi.
Lei che la vita ha messo a dura prova, più volte al tappeto, una batosta dietro l’altra, un ceffone e uno spintone dopo l’altro.
Jolene che, a venticinque anni, sente di essere finita, di non aver mai vissuto veramente la sua giovinezza. Sente di non essere all’altezza di Rhys e delle bellissime modelle di cui si circonda. Lei che non riesce a vedersi per la giovane donna forte e determinata che in realtà è. Lui che la guarda, ma la guarda veramente.
Appartengono a due mondi, a due vite così diverse, diametralmente opposte eppure…
C’è una scintilla tra i due giovani. C’è alchimia, una strana energia che li attira l’uno verso l’altra. Come due calamite. Diversi come il giorno e la notte eppure, quando sono insieme, sono così… perfettamente incastrabili, come i due pezzi mancanti di un puzzle.

Ho amato Jolene dal primo istante in cui ha fatto la sua comparsa.
Così fragile, così rovinata da quello che doveva essere l’amore della sua vita. Come mi ha fatto arrabbiare la figura di Bobby, come mi ha fatto indignare, come mi hanno fatto commuovere i ricordi della ragazza, di quegli attimi terribili, di tutte le sofferenze che ha dovuto patire. Moloko non ha girato attorno ai fatti, ha tirato un pugno dritto allo stomaco, ha reso Jolene un personaggio vero, reale, con le sue insicurezze, con le sue fragilità, con le sue zone d’ombra, ma soprattutto con il suo coraggio, con il suo rifiorire, con il suo essere resiliente, una combattente, con il suo essere donna ma non essere consapevole del proprio fascino, del proprio potere, della propria bellezza, quella che rende luminosa ogni donna, quella che (scusate il termine) nessun bastardo violento riuscirà a strapparti via. Moloko è stata cruda e delicata allo stesso tempo, ci ha sbattuto in faccia le urla, il dolore, le lacrime di Jolene, ma ci ha anche mostrato la sua resistenza, la sua rinascita, il suo cadere per poi rialzarsi.

Jolene, grazie a Rhys, si sente veramente bella. Almeno per un attimo, almeno per una notte.
Notte dopo notte, scopre un lato di sé che non aveva mai considerato. È un gioco, è esplorarsi attraverso gli occhi e le mani e i baci esperti di Rhys. Un angolo di paradiso, un angolo di pace per qualche settimana. Ma poi i dubbi e le incertezze tornano a tormentarla. Lei, così fragile in quel momento, sente di non meritare quella felicità. Lei, con le sue cicatrici così profonde e indelebili. Lei che preferisce attaccare per poi fuggire.
Perché l’amore spesso è un uragano che ti travolge quando meno te lo aspetti, che ti lancia in aria alla velocità della luce e che, l’attimo successivo, rischia di scaraventarti nelle viscere della terra. E cosa fare quando hai ferite che non riescono a rimarginarsi? Cosa fare quando il senso di colpa è più forte della voglia di felicità? Quando senti di non appartenere a nessun posto? Quando non sai nemmeno chi sei. Quando ancora non ti conosci a fondo. Cosa puoi fare se non frapporre chilometri e chilometri tra te e quello che potrebbe diventare il tuo futuro?

Mi aspettavo un Rhys più temerario, più spavaldo,un Rhys a cui importava solo di fare sesso estremo o bollente, un Rhys senza freno alcuno e invece…ho trovato molto di più! Un Rhys con le sue cicatrici, un Rhys con i suoi dubbi e le sue incertezze. Un Rhys romantico oltre che affascinante e sensuale. Un Rhys di cui innamorarsi.
Se già mi aveva colpito e incuriosita in Playing time, qui l’ho letteralmente adorato e amato alla follia. Un personaggio complesso, dalle mille sfaccettature, dalle zone d’ombra e di luce, un personaggio completo, a 360°, non puoi odiarlo, puoi solo amarlo. Un personaggio indimenticabile. Come indimenticabile è la sua storia con Jolene. Come indimenticabile è lo stesso libro. Uno di quelli che mi hanno strappato un pezzo di cuore per poi ricucirlo con più colori, con più emozioni.
Rhys è un uomo di altri tempi, un uomo di quelli che ti guardano davvero.

Quando mi guardava, non vedeva la mia cicatrice, vedeva me.

Rhys vede Jolene.
La vede per quello che è realmente: una giovane donna che ha attraversato l’inferno e che ne è uscita cambiata, più forte, più determinata, una donna di una bellezza unica e rara.
Jolene e Rhys si appartengono. Sono una collisione tra due pianeti che ne formano uno, più grande, più rigoglioso e denso di ossigeno, di vita (cit.).
Sono fuoco e ghiaccio.
Sono luce e ombra.
Sono un’esplosione di colori e di luci quando si sfiorano, quando semplicemente si guardano o si divorano con gli sguardi.
Sono esseri complementari, sono anime gemelle?
Sono anime affini, anime che si guardano, ma guardano veramente.
Rhys ha invaso la sua mente, il suo cuore, è il sangue che le scorre nelle vene, è l’ossigeno di cui ha bisogno per continuare a vivere.
E Jolene che cos’è per Rhys? Una possibilità di riscatto? Un finalmente essere a casa?

Con le lacrime agli occhi, risalii i primi due gradini, ma subito fui bloccata dalle sue mani che mi costrinsero a voltarmi verso di lui. «Jolene.» Una parola, un nome. Una promessa. I suoi occhi neri e antichi precipitarono nei miei, ricolmi di angoscia, le labbra a schiudersi in un tremore che non aveva nulla dei freddi calcoli che aveva appena esposto. Afferrò la mia treccia e se l’avvolse intorno alla mano, continuando a esplorare la mia anima con lo sguardo. Respirò sul mio viso, che era quasi alla stessa altezza del suo visto che mi trovavo due gradini più su. «Jolene» ripeté con la stessa intensità, pur utilizzando un finissimo filo di voce. Decisi che era arrivato il momento di agire senza ascoltare le sue perplessità, i suoi alibi. Mi gettai sulle sue labbra, tacciando ogni sua riserva. Lo divorai con ogni residuo di energia rimasta, a costo di non avere più fiato, più vita.

L’ho già detto che ho amato questa storia??? L’ho letteralmente adorata. Perché è molto di più di quello che potrebbe sembrare. Ci sono molte scene sensuali, ma mai volgari. E lo dice una che non ama particolarmente il genere, ma in Playing Love ho trovato l’equilibrio tra passione e perversione, tra sesso e amore. E il fatto che Moloko scriva molto fluidamente credo sia un vantaggio in più. La storia scorre veloce, come sabbia tra le dita, ma, a differenza della sabbia, rimane ben impressa nella mente e soprattutto nel cuore. Le parole graffiano, si insinuano sotto pelle e ti fanno sognare.
E poi ho trovato tutto quello che più mi piace in una storia: tantissime emozioni, qualche lacrima di commozione, un viaggio on the Road attraverso l’America e una colonna sonora interessante.
Playing Love è una di quelle storie che rileggerei più di una volta…anche dal punto di vista di Rhys, sarebbe molto interessante, devo dire.
Lui è fuoco, è vita, è il respiro antico del mondo. E Jolene sembra essere la sua parte mancante. Sembrano combaciare alla perfezione. Non sono per nulla perfetti, sbagliano, sbagliano forte, si fanno del male, si rincorrono, rischiano di perdersi per incomprensioni, grandi o banali, ma sono così reali, così credibili che non puoi non fare il tifo per loro!!!
Cos’altro posso aggiungere? Che assolutamente consiglio questa storia!
Mi ha emozionato tantissimo, mi ha fatto ridere, indignare e commuovere. L’ho amata. Nel profondo. Ed è stato un peccato terminarla, doverle dire addio. Una storia che, per me, merita molto 💜

Serenella

Classificazione: 5 su 5.

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