Presentazione di:”Ritratto di dama”di Giorgia Penzo

Ciao Notters! 🙂
Vi segnaliamo l’ultimo libro di Giorgia Penzo, un romance intrigante che vi terrà incollati alle pagine: “Ritratto di dama”.

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TITOLO: Ritratto di dama
AUTRICE: Giorgia Penzo
EDITORE: CartaCanta Editore
DATA PUBBLICAZIONE: 05 Marzo 2017
GENERE: Romance
FORMATO: Cartaceo
PREZZO: € 13,00

 

SINOSSI

Il viaggio di due anime che si amano da sempre e che combattono per incontrarsi, una favola metropolitana dalle atmosfere parigine. Notte di San Lorenzo. Seduta su una panchina di fronte a Notre Dame una ragazza sembra aspettare qualcuno. Guillaume, studente di Storia dell’arte, la nota da lontano. Incrocia il suo sguardo e ha un sussulto: è identica alla famosa Belle Ferronnière ritratta da Leonardo da Vinci. Con una immediata complicità, dal Point Zéro inizia la loro passeggiata attraverso la Ville Lumière. I due parlano di ciò di cui è fatta la vita: arte, fato, desideri, morte. Ma soprattutto d’amore. A un passo dall’alba, la ragazza svela a Guillaume il suo segreto…

 

L’AUTRICE

Giorgia Penzo, 29enne di Reggio Emilia, è laureata in Giurisprudenza e appassionata di storia, mitologia
classica, filosofia, arte.
Nel 2013 pubblica una duologia urban fantasy (Red carpet e Asphodel, Editrice GDS) che riscuote grande
successo. Si autodefinisce una nerd, nata nel posto sbagliato, nell’epoca sbagliata e laureata nella facoltà sbagliata.
Forse proprio per questo il suo blog conta più di 5.000 iscritti (con 67.000 visitatori unici a oggi) e il suo profilo Twitter vanta più di 16.000 follower.

Blog: http://www.giorgiapenzo.wordpress.com
Twitter: @_redcarpet
Facebook: http://www.facebook.com/giorgiapenzo.autrice

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Buona lettura!
Naty&Julie 🙂

 

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Presentazione di:”La peggior settimana della mia vita” di Silvia Menini

Ciao Notters!

Oggi vi presentiamo un nuovo romanzo dal mood ironico targato Rizzoli YouFeel, sto parlando di “La peggior settimana della mia vita” della bravissima Silvia Menini!
Pronti a farvi tante risate? 🙂

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TITOLO: La peggior settimana della mia vita
AUTRICE: Silvia Menini
EDITORE: Rizzoli YouFeel
DATA PUBBLICAZIONE: 24 febbraio 2017
GENERE: Romance ironico
FORMATO: eBook
PREZZO: € 2,99

 

SINOSSI

Se escludi ogni possibilità che la magia possa esistere, non la troverai mai.”
A trentaquattro anni Camilla è stufa del ruolo marginale e dello stipendio da fame che le sono riservati nell’azienda in cui lavora: ufficialmente area manager per un produttore di patate di ogni formato e sapore, in realtà si limita ad assicurare la quotidiana dose di caffeina alla sua tirannica responsabile. Sospettando una storia clandestina fra questa e il titolare dell’azienda, Camilla escogita un piano per incastrarli e costringerli ad accordarle quanto le spetta. Peccato che Camilla non sia dotata del fiuto di Richard Castle né dell’agilità delle eroine di Occhi di Gatto, il suo cartone animato preferito. Mentre il suo piano infallibile crolla miseramente, un irresistibile sconosciuto incrocia il suo cammino. Una volta. Due. Tre. Un caso? E se, oltre a lei, ci fosse qualcun altro che trama nell’ombra per realizzare i propri obiettivi?
Una storia divertente e rocambolesca, un intreccio di intrighi e malintesi in cui l’amore complica – e risolve – ogni cosa.
Mood: IRONICO – YouFeel è un universo di romanzi digital only da leggere dove vuoi, quando vuoi, scegliendo in base al tuo stato d’animo il mood che fa per te: Romantico, Ironico, Erotico ed Emozionante.

L’AUTRICE

Silvia Menini nasce nel 1981 a Verona; quando torna in Italia dopo un lungo peregrinare in giro per il mondo, decide di unire al suo amore di sempre per la lettura una nuova passione: la scrittura. Frequenta la scuola Holden di Torino e poi scrive ben tre romanzi, che tiene custoditi nel cassetto sperando che un giorno qualcuno li tiri fuori. Giornalista pubblicista e sommelier, collabora con la rivista online “Mondo Rosa Shokking” dove scrive di vini, libri e un po’ quello che le capita; ha il blog “Il Cavalibri”, dove abbina a ogni libro un vino.

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Buona lettura!
Naty&Julie ❤

Presentazione di:”Le cose ancora non sai” di Maricla Pannocchia|ANTEPRIMA!

Notters!
Siamo ancora qui con voi a presentarvi incredibili letture, come quella dedicata a questo romanzo. Si tratta di “Le cose che ancora non sai” di Maricla Pannocchia, un romanzo che sarà pubblicato da Astro Edizioni il prossimo 20 Febbraio e che racconta una storia che vi toccherà nel profondo. ❤

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Titolo: Le cose che ancora non sai
Autore: Maricla Pannocchia
Data di uscita: 20 febbraio 2017
Genere: Young Adult, narrativa, sociale
Editore: Astro edizioni
Collana: Storie di vita
Pagine: 368
Formato: 14 x 20 cm
Prezzo: 14,90 euro

 

SINOSSI

Un inno alla vita. Soffermandosi sul piacere delle piccole cose, e su ciò che conta davvero. Allyson Boyd e Coleen Hameldon hanno sedici anni, vivono a Glasgow ma, nonostante siano compagne di scuola, si sono rivolte la parola raramente. Le loro vite cambiano quando Coleen si ammala di leucemia e Allyson si offre per portarle i compiti in ospedale. Quello sara’ il primo passo per la nascita di una delicata, importante amicizia che si sviluppa in contemporanea all’avanzare della malattia di Coleen e al piccolo, tranquillo mondo di Allyson che viene messo sottosopra.
Nelle vite delle ragazze entrano parole come chemioterapia, effetti collaterali, trapianto di midollo osseo ma entrambe riescono a trovare quel coraggio che non credevano di avere. Il coraggio per trovare se stesse, per continuare a ridere, a lottare e a vivere la vita ogni singolo secondo.
Un romanzo narrato a due voci che accompagna nell’eta’ adolescenziale quando questa viene scombussolata dall’arrivo di una grave malattia. Per ricordare che la vita e’ un dono prezioso e per aiutarci a trovare la forza di essere noi stessi e di guardare sempre avanti, nonostante le difficolta’.

Siti utili:
http://www.mariclapannocchia.weebly.com/
http://www.adolescentiecancro.org/

Link Amazon: https://www.amazon.it/dp/8899768463

DA SAPERE…

La prima stesura del romanzo ha dato all’autrice l’ispirazione per fondare la sua Associazione di volontariato, Adolescenti e cancro (sito web), che offre supporto sociale fra coetanei a ragazzi/e fra i 13 e i 24 anni da tutta Italia che hanno o hanno avuto una malattia oncologica.

Adolescenti e cancro nasce come progetto nel settembre 2014, dalla volontà di Maricla Pannocchia, scrittrice della provincia di Livorno:

“A maggio 2014 ho autopubblicato un romanzo che racconta la storia di due amiche adolescenti, di cui una malata di leucemia. Durante le ricerche svolte per il romanzo, sono venuta a conoscenza delle difficolta’ affrontate dai giovani che hanno o hanno avuto il cancro, cosi’ ho deciso di provare a fare la mia parte per offrire supporto sociale e occasioni di confronto fra coetanei a questi ragazzi”. 
 
– Testo tratto dal sito http://www.adolescentiecancro.org –

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Buona lettura e #avanticosì ragazzi, siete speciali!

Naty&Julie ❤

BLOG TOUR : “DOPPIO RITRATTO” DI CINZIA GIORGIO

Ciao Notters! 🙂

Eccoci qui, come vi avevamo anticipato, con la prima tappa del BLOG TOUR di “Doppio ritratto” di Cinzia Giorgio che si svolgerà dall’11 al 14 Luglio 2016.

Dal 1 luglio fino al 31 agosto 2016 Doppio Ritratto (Love – Aliberti Compagnia Editoriale, 2015) si troverà in tutti gli store on line al prezzo speciale di € 5,99.
In occasione di questa imperdibile promozione Cinzia, in collaborazione con 4 blog, ha organizzato un ricchissimo blog tour:

LE TAPPE:

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TITOLO: Doppio ritratto
AUTRICE: Cinzia Giorgio
COLLANA: Love
DATA PUBBLICAZIONE: 18 Novembre 2015
EDITORE: Compagnia Editoriale Aliberti
FORMATO: eBook
PAGINE: 91
PREZZO: € 5,99 (in promozione fino al 31 Agosto!)
LINK PER L’ACQUISTO: qui!

 

SINOSSI

BOOKTRAILER
realizzato da Segno Creative Lab

L’AUTRICE: CINZIA GIORGIO

Cinzia Giorgio è nata a Venosa nel 1975. È laureata in Lettere Moderne e in Lingue, si è specializzata in Women’s Studies e Storia, compiendo studi anche all’estero. Nel 2002 ha vinto una borsa di studio con la Fondazione Bellonci per il progetto di ricerca: “Narrare la storia: dal documento al racconto”. Vive a Roma, è dottore di ricerca in Culture e Letterature Comparate. Pubblica regolarmente articoli di storia e arte su riviste specializzate. Scrive saggi, romanzi, pièce teatrali e recensioni, organizza i salotti letterari dell’Associazione Leussô di Roma (www.salottiletterari.it). Dal giugno del 2015 è Art Director della rivista Pink Magazine Italia (www.pinkmagitalia.com) e dall’autunno del 2015 è direttore editoriale della collana LOVE – la prima collana digital interamente dedicata all’amore – per la Compagnia editoriale Aliberti (www.cealiberti.it). I suoi libri sono pubblicati da prestigiose case editrici come la Newton Compton (www.newtoncompton.com) e la Rizzoli (www.rcs.it). Viene spesso chiamata in Italia e all’estero per tenere lezioni e seminari su svariati argomenti e corsi di scrittura creativa.

LA NOSTRA RECENSIONE
a cura di Edna

Buongiorno Notters!
*rullo di tamburi*… Sorpresaaaaaaaa! :p
In occasione del Blog Tour del libro “Doppio Ritratto” di Cinzia Giorgio, ecco la recensione del romanzo tutta per voi!
Siete curiosi? Beh, anche se non lo siete, siatelo e correte a scoprirne di più con la vostra cara Edna! 😉

Dicono che chi ama l’arte, ama in maniera diversa, complicata, conflittuale.
Che gli artisti amino con l’anima oltre che col cuore, perché il loro è un amore spirituale e non puramente carnale.
Dicono, poi, che si crei un legame speciale tra gli artisti stessi perché condividere la passione per l’arte è la più profonda forma d’amore che ci sia.

Oggi ce lo dice anche Cinzia Giorgio con questo bellissimo e struggente romanzo che vede protagoniste due incredibili storie d’amore intrecciate tra loro, enormemente distanti eppure così spaventosamente vicine.
Due storie d’amore che vedono come protagonisti Raffaello e Margherita da un lato, e Chiara e Niccolò dall’altro.
Una storia d’amore sbocciata, vissuta, consumata nel 1500, e una nei giorni nostri.
Due storie d’amore belle, pure, passionali ma anche impossibili.
Quegli amori che si prendono tutto, senza né chiedere né dare nulla in cambio.
Quegli amori che semplicemente non si possono dimenticare.
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Chiara, la nostra coraggiosa protagonista, è finalmente a Parigi, davanti a Lui.
Davanti alla rappresentazione della maestosità di un grande artista.
Davanti a ciò che ha desiderato toccare con mano per diversi anni.
Davanti a quel quadro che le ha stappato il sonno troppe volte e che le ha dato il coraggio di affrontare la sua verità, la sua vita, oltre che un viaggio in una città sconosciuta.
Davanti al “Doppio Ritratto” di Raffaello Sanzio, il grande artista del 1500.

Chiara, non vedeva l’ora di confrontarsi con quel quadro, di scoprire ciò che aveva da offrirle e di donargli, nuovamente, quella luce che il tempo gli ha rubato.
Ma Chiara non è solo la brava restauratrice
di quadri incaricata di restaurare il “Doppio Ritratto”… No.
Chiara è anche quella ragazza cresciuta con la nonna che tutti i giorni le raccontava una storia, una bellissima storia in cui sembrava sempre che alla fine dovesse esserne lei la protagonista
Una storia che ha accompagnato la sua infanzia come fosse una nenia, che ha cullato le sue notti e impadronito i suoi pensieri.
Una storia che, all’età di ventiquattro anni, si è materializzata davanti ai suoi occhi ma che ha bisogno del suo ultimo tassello per essere completata.
E alla fine Chiara, di quella storia, ora è veramente la protagonista perché deve scoprire le origini della sua famiglia, deve a tutti i costi conoscere la verità che riguarda Raffaello Sanzio.

Così, con le parole di sua nonna nel cuore, Chiara si butta a capofitto nel restauro di quel meraviglioso quadro, scoprendo giorno dopo giorno, pennellata dopo pennellata, sempre un po’ di più della vita del misterioso e bravissimo Raffaello.
Non c’era spazio per niente e per nessuno, nessuna distrazione era concessa; la sua attenzione doveva essere dedicata interamente al “Doppio Ritratto”.
Almeno fino a che…

Il giovane si girò e fissò i suoi occhi scuri su di me. Fu come ricevere una stilettata. Ci guardammo senza parlare per qualche istante. I nostri occhi erano persi gli uni negli altri ed eravamo incapaci di dire o fare alcunché. Avvertii un formicolio alle gambe e un brivido mi corse lungo la schiena. Ero abbacinata da quello sconosciuto, non sapevo perché.”

Un uomo.
Un uomo si era impossessato della sua preziosa attenzione.
Un uomo si era impossessato dei suoi pensieri, dei suoi sensi e del suo intero essere.
Un uomo, con un solo sguardo, si era impossessato di Chiara.

E l’amore si sa che non conosce tempo, età, epoche.
Perché infatti, più di cinquecento anni fa, la stessa cosa successe proprio a lui, a Raffaello e alla sua preziosa Margherita…

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“Raffaello la osservò dapprima incuriosito poi, quando i loro sguardi si incrociarono, trattenne per un attimo il respiro. Si guardarono senza parlare per qualche istante. Raffaello sentì il ritmo accelerato del suo cuore, che sembrava trafitto da una miriade di aculei roventi. Era schiavo di quella bella sconosciuta, ancor prima di sapere chi fosse.”

Due storie che sembrano essere iniziate nello stesso identico modo: per caso.
Due storie che si sono imbattute nelle vite di Chiara e Raffaello con la stessa intensità di un uragano.
Due storie d’amore profonde ed emozionanti, destinate a segnare per sempre la vita dell’uno e dell’altro.
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Ma quanto potere ha il destino se lasciato agire con le sue carte?
Che queste storie siano destinate a finire allo stesso modo visto il legame che le unisce?
E qual’è il vero legame tra Chiara e Raffaello, perché sono concatenati l’uno all’altra inevitabilmente?
“Doppio Ritratto” sarà la risposta a queste domande.

Questo è un romanzo complesso.
Un romanzo originale, romantico, storico ma al tempo stesso contemporaneo.
È un romanzo che dimostra in maniera sorprendente la vastità del sentimento più desiderato e temuto da tutti: l’amore.
Dimostra quanto possa essere forte un legame vero, anche se non vissuto a pieno.
Dimostra che spesso, nella vita, il destino si intromette, ma che determinazione e coraggio sono e devono essere i nostri più preziosi amici.
Dimostra quanto sia importante conoscere il passato ed affrontarlo, immergersi nelle proprie origini fino a scoprire una verità del tutto sconosciuta ai nostri occhi ma conosciuta al nostro cuore.

E poi, Cinzia, ci dimostra invece quanto sia bello leggere libri di Autori con la “A” maiuscola, proprio come lei.
“Doppio Ritratto” è un romanzo scritto con passione, con amore, con ammirazione, con intelligenza e, soprattutto, con cura.
Perché Cinzia si è presa cura dei protagonisti, delle loro mille sfaccettature, delle loro idee, convinzioni e passioni e il risultato è che il lettore se ne innamori.
La tematica artistica è affrontata dall’autrice con un attenzione tale da far sembrare al lettore di ritrovarsi catapultati nel 1500 nello studio di Raffaello e ammirarlo mentre dipinge, e al tempo stesso al Louvre, mentre Chiara restaura.
L’alternarsi di presente (la storia di Chiara) e passato (la storia di Raffaello) arricchisce maggiormente il racconto rendendolo agli occhi del lettore semplicemente unico, accattivante e sorprendente.
La penna di Cinzia è un penna di classe, elegante, sicura e intensa.
Una penna che permette al lettore di conoscere l’anima di Cinzia, i suoi pensieri, i suoi desideri, le sue passioni.
Una penna che è trasparente perché parla per lei.
Insomma Notters, una penna che va ASSOLUTAMENTE letta! ❤

Ma le sorprese non sono finite! ❤

ALLA NOSTRA TAPPA DEL BLOG TOUR SARA’ COLLEGATO DALLE ORE 11:30 FINO ALLE ORE 21:30 UN FLASH GIVEAWAY CHE VEDE IN PALIO UNA COPIA DIGITALE DI “DOPPIO RITRATTO”!
Clicca qui per partecipare al giveaway!

 

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Non ci resta altro da dirvi se non raccomandarci di seguire le altre tappe di questo fantastico blog tour sui Blog Scrivere al Femminile, Flavoria Universe & Le Tazzine di Yoko.

 

BUON DIVERTIMENTO!
Naty&Julie ❤

Recensione di: “Cecilia di Ripanera” di Margot Valois

Buongiorno Notters!
Come state? Vi siete già concessi una giornata sotto i raggi del sole? Vi siete già abbrustoliti a dovere? 🙂
Io sì, e sotto l’ombrellone, con me c’era una piacevolissima ed entusiasmante lettura: il nuovo Romance storico di Margot Valois: “Cecilia di Ripanera”.
Venite a scoprirne di più! 😉

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TITOLO: Cecilia di Ripanera
AUTRICE: Margot Valois
GENERE: Romance storico
EDITORE: Compagnia Editoriale Aliberti
DATA PUBBLICAZIONE: 17 giugno 2016
PAGINE: 176
FORMATO: ebook
PREZZO: 9,99€

 

SINOSSI

Cecilia è la discendente di una nobile famiglia del Regno delle due Sicilie. Una notte scoppia un incendio al suo castello e i suoi genitori muoiono. Qualcuno ha tradito suo padre e lo ha ucciso. Cecilia è costretta a fuggire dalle sue terre con il cugino e la fantesca. Non ha più nulla e deve recarsi a Roma per raggiungere suo fratello Giulio, un alto prelato che da anni è in lite con il padre. Durante il viaggio si imbatte in un misterioso conte inglese, Lord Richard, che la salva da un’aggressione. Tra i due si infiamma la passione. Riuscirà Cecilia a conquistare l’uomo che ama e a riprendersi le sue terre? Una storia carica di forti emozioni, intrighi e tradimenti sullo sfondo dei moti rivoluzionari del 1848.

RECENSIONE
ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER!

“Cecilia, Cecilia, per l’amor di Dio, svegliati!”
La ragazza aprì gli occhi, chiedendo con voce assonnata: “Che cosa succede, madre mia?”
“Alzati e vestiti più in fretta che puoi, ma per carità, fai presto… presto. Non c’è un minuto da perdere!” La marchesa Elisabetta Landolfi di Ripanera fuggì via dalla stanza, mentre dava disposizioni a Lina, la cameriera di Cecilia, affinché preparasse una valigia leggera per la figlia.

Un incendio.
image (18)Alte fiamme color dell’oro che lambiscono il palazzo della famiglia di Cecilia di Ripanera.
Il palazzo che è stato la sua casa, la sua nicchia quando voleva nascondersi dal resto del mondo.
Il palazzo che ospita la sua stanza, luogo in cui sono racchiusi tutti i suoi pensieri e segreti più profondi come fosse uno scrigno.
Il palazzo in cui ha condiviso ogni istante con la sua meravigliosa famiglia, con i suoi amati genitori e, ahimè, il suo tanto odiato cugino Oreste.
Quello stesso palazzo ora sta bruciando a causa di moti rivoluzionari che hanno spinto il popolo a rivoltarsi contro la sua famiglia, e con esso, brucia anche il suo cuore.

Inizia così l’avventura di Cecilia di Ripanera, costretta a partire con Lina, la sua fantesca, e Oreste, suo cugino, lasciandosi alle spalle tutta la sua vita.
Un’avventura che marchierà indelebilmente la  sua quotidianità, che rimescolerà le carte in tavola del suo destino e che, infine, lo cambierà.image (19)
Ma noi già lo sappiamo che il destino, quando ci si mette, può essere sia il nostro peggior nemico che il nostro migliore amico, vero?
Sta solo ed esclusivamente a noi capire il suo gioco e fare le altre mosse…
E anche Cecilia dovrà affrontare questo gioco pericoloso se vuole riprendersi ciò che le è stato tolto: il suo palazzo in cui giacciono i corpi senza vita dei suoi genitori, le sue terre, il suo cuore, la sua vita.

Prima di tutto questo Cecilia era una dolce ragazza di diciassette anni che viveva la vita al passo con la sua età; protetta dalle mura del suo palazzo e dall’amore dei propri genitori, nulla poteva scalfire l’ingenuità e la spensieratezza dei suoi diciassette anni.
A molti potrebbe sembrare che si tratti della classica ragazza ricca, viziata, tenuta sotto una campana di vetro.
Ma in realtà Cecilia è tutt’altro: la sua gentilezza, il suo amore per la cultura e l’attaccamento viscerale con la sua Ripanera, fanno di lei una giovane Marchesa atipica per la sua età.
E di questo, si accorge anche Oreste, il suo tanto odiato cugino che vorrebbe sposarla.
Peccato che Cecilia non si fidi di lui.
Perché?
Semplicemente perché conosce il vero Oreste.
Non quello che appare agli occhi della gente, agli occhi dei suoi genitori, soprattutto a quelli del padre che l’ha sempre trattato come fosse suo figlio.
No, lei conosce tutto di lui, anche quella parte oscura e sinistra che tenta di nascondere pur di appropriarsi del rispetto (e non solo) della sua famiglia, quella stessa parte che ha avuto il dispiacere di vedere coi propri occhi quattro anni fa, quando Oreste, ancora una volta, ha liberato la sua vera natura.

Con una dolorosa pesantezza nel cuore, Cecilia affronta con sconforto e profonda tristezza il suo viaggio per raggiungere Giulio, suo fratello, a Roma.
Uno sconforto che presto cambierà, si tramuterà in qualcos’altro nel momento esatto in cui la sua giovane innocenza incontrerà l’adulta irruenza e protezione di Lord Richard.

“Improvvisamente Cecilia udì un tonfo e vide il cugino accasciarsi ai suoi piedi.
“Mi pare che la signora vi abbia chiesto di lasciarla in pace, se non sbaglio” esclamò un uomo dal lieve accento straniero, uscendo dall’ombra.
Cecilia lo guardò riconoscente e si vergognò del suo stato: aveva i capelli scompigliati e il corpetto mezzo aperto. Raccolse da terra lo scialle che le era scivolato via e se lo avvolse sulle spalle. L’uomo si avvicinò sorridendole e tendendole una mano, per aiutarla a passare oltre il cugino che si teneva il capo, lì dove lo straniero lo aveva colpito con il bastone da passeggio. “Venite, madame” le disse, dolcemente.
“Grazie,” mormorò Cecilia, guardando il suo salvatore con occhi colmi di gratitudine e di sollievo.”

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Quegli occhi…
Quegli occhi così meravigliosamente profondi da sembrare quasi oscuri, così penetranti da farla sembrare nuda nonostante i numerosi strati di vestiti che ha addosso, così affascinanti da attrarla come fossero una calamita, fanno immediatamente breccia nella sua mente e nel suo cuore.
Nel suo cuore perché Cecilia, da quel momento, è stata conquistata da quel bellissimo Lord.
Nella sua mente perché Cecilia l’ha già visto quel bellissimo uomo, ha già incrociato una volta il suo sguardo…
Già, ma dove?

L’incontro con Lord Richard sarà la chiave per aprire la porta della verità, una verità che vede un solo traditore, un solo colpevole della morte dei suoi genitori e della lontananza di Cecilia dalla sua tanto amata Ripanera.

“Cecilia di Ripanera” è un romanzo che racconta di un viaggio alla scoperta della verità tra Roma, Ischia e Napoli, paesaggi incantevoli che fanno da sfondo ad una storia intricata.
Numerosi nodi al pettine verrano svelati rendendo tutto il racconto carico di suspense, incuriosendo così il lettore che si ritroverà estremamente coinvolto nella lettura, tanto da leggerlo tutto d’un fiato.

Ho iniziato la lettura di questo romanzo carica di aspettative perché avevo già avuto il piacere di leggere la penna della nostra Margot; devo dire che le mie aspettative non sono state per niente deluse, anzi!
Come la prima volta, Margot mi ha regalato innumerevoli emozioni: sgomento, tenerezza, rabbia, gioia, speranza, amore e mille altre ancora.
Ho sentito lo sconforto di Cecilia quando ha dovuto lasciare la sua casa, mi sono sentita spaesata durante il suo viaggio, mi sono sentita triste per la morte dei suoi genitori e mi sono venire le farfalle nello stomaco quando ha conosciuto Richard.
Poi mi sono sentita battagliera quando era vicina alla verità e, infine, mi sono sentita felice.
Felice di aver avuto la possibilità di leggere un romanzo così ben scritto, così ben raccontato.
Felice di essermi imbattuta in questa brillante autrice che adoro.
Felice di essere così amante dei libri, delle belle storie, proprio come questa.

In questo romanzo l’eleganza e la scorrevolezza della scrittura di Margot vengono esaltate all’ennesima potenza rendendo tutto il racconto piacevole alla lettura.
Il linguaggio ricercato, la descrizione dei paesaggi e dei luoghi in cui si è svolta la vicenda, arricchiscono la storia rendendola un piccolo gioiello, un piccolo diamante che brilla di luce propria in mezzo a tanti.

Quindi grazie Margot per questa bellissima storia, grazie per questa tormentata storia d’amore (anche se mi hai fatto penare fino alle ultime pagine! :p), grazie per questo scorcio di passato in cui mi hai catapultata.
Semplicemente grazie! ❤

Edna.<3

Il mio giudizio:

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Recensione di: “Il silenzio di Luca” di Paola Bettini Picasso

Buondì Notters!
Oggi vi parlo dell’ultimo libro di Paola Picasso “Il silenzio di Luca”.
Un’autrice che ho avuto il piacere e l’onore di scoprire recentemente e che non abbandonerò mai più.
Perché? Scopritelo con me! 😉

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TITOLO: Il silenzio di Luca
AUTRICE: Paola Picasso
GENERE: Narrativa
EDITORE: Compagnia Editoriale Aliberti
DATA PUBBLICAZIONE: 26 febbraio 2016
PAGINE: 131
FORMATO: ebook
PREZZO: 9,99€

SINOSSI

Luca è un bambino di sei anni, intelligente e sensibile. I suoi genitori, assorbiti dai loro lavori, sono spesso assenti e distratti. Lo amano in modo sbagliato, assicurandogli il benessere fisico, molte comodità, ma lesinandogli la loro attenzione e quelle manifestazioni d’affetto che scaldano il cuore. Luca ne soffre. Il suo unico punto di riferimento è il nonno, uomo di immensa saggezza e umanità. È a lui che il bambino si rivolge per ricevere comprensione e affetto ed è solo con lui che sceglie di parlare. Ma quando il nonno si ammala gravemente, Luca sente crollare il suo mondo e decide di fuggire…

RECENSIONE
***ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER***

C’era una volta, in un tempo non molto lontano da noi, un bambino piccolo piccolo che viveva in una città tanto grande; il suo nome era Luca.
Luca, con i suoi capelli biondi e i suoi grandi occhi azzurri, sembrava proprio un angelo… Ma che caratterino che aveva!
Con la sua infinita curiosità, innata ingenuità e disarmante dolcezza, Luca era un peperino niente male.
Era un bambino molto fortunato perché il suo papà Alfredo, avvocato, e la sua mamma Anna, giornalista, erano i classici genitori in carriera  e non gli facevano mancare mai nulla: Luca aveva molte cose che, magari, tanti altri bambini avrebbero voluto tra giochi, vacanze al mare etc.
Eppure chi si fermava ad osservare quel bimbo tanto dolce, notava che i suoi occhioni non brillavano; Luca non era felice.
Come mai?
Cosa mai gli poteva mancare?

” «Nonno.»
«Dimmi, Nostromo.»
«Tu senti sempre la mia voce?»
«Se parli, la sento, sì. Non sono ancora sordo.»
Luca raccolse una manciata di sassolini misti a polvere. «Credi che la mamma e il papà lo siano?», domandò scagliandoli lontano.
«Siano che cosa?»
«Sordi.»
Il nonno allungò un braccio e afferrandogli una spalla, lo fece voltare. «Perché mi fai questa domanda?»
«Perché…» Il bambino esitò. «Perché non mi rispondono mai. Io chiedo delle cose ma loro non sentono.»
Il nonno strinse le labbra, il volto offuscato. «Sono sempre molto presi dal lavoro, distratti. Non devi crucciarti.»
«No», rispose Luca. «Però parlare non serve.» ”

L’attenzione dei suoi genitori era ciò che Luca non aveva e che al contempo più desiderava.

Troppo assorbiti dai propri doveri e dalle responsabilità lavorative, troppo impegnati a vomitarsi addosso accuse di ogni genere e ad incolparsi a vicenda per un matrimonio che non funzionava più, non si accorsero che Luca piano piano stava alzando un muro verso di loro e verso il mondo esterno.
Luca, infatti, era convinto di avere una voce senza suono perché ogni volta che provava a parlare con uno di loro due, questo non lo sentiva.

” La lite continuò, distraendolo.
Era un palleggio di accuse incomprensibili. Molte parole gli erano ignote, ma sapeva che chiedere spiegazioni sarebbe stato inutile. I suoi genitori non udivano la sua voce. Lui parlava, domandava, supplicava, ma non succedeva mai niente. Le sue frasi smozzicate cadevano nel vuoto nessuno le raccoglieva. Forse era convinto di parlare, ma la sua voce non aveva suono. Quel dubbio gli fece corrugare la fronte.image (38).jpeg
Era una teoria interessante. Doveva verificare.
Mentre padre e madre si guardavano in cagnesco, aprì la bocca e lasciò partire un urlo spaventoso che fece trasalire tutti.
«Che cos’è successo?», domandarono padre e madre all’unisono.
Luca chiuse la bocca, la riaprì e forzando al massimo le sue corde vocali, gridò. «Vado a letto!»

In tutto questo una sola persona era in grado di ascoltare davvero Luca: il nonno, il suo super eroe.
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Quell’uomo in carrozzina coi capelli e la barba bianchi, era per lui il più prezioso dei tesori, il sorriso sincero che nasceva sul suo viso, il motivo per il quale sopportava le urla dei genitori… Era il Re dei nonni.
Ed era proprio lui, insieme al piccolo Blu, il cagnolino che salvarono un giorno dalla strada, che decise di non tagliare fuori dal suo mondo, di escludere da quel muro che aveva alzato verso tutti gli altri.
È proprio con lui che Luca parlava ancora.
Si perché Luca, quella voce silenziosa, l’aveva persa.
Provava a farla uscire, ad esprimersi a parole, eppure qualcosa da dentro la bloccava, rendendo Luca letteralmente muto.

Che sia la volta buona che Anna e Alfredo si accorgano di lui?
Del resto si sa, un silenzio vale più di mille parole!

Ho iniziato a leggere “Il silenzio di Luca” con il ricordo ancora vivido in me delle sensazioni e delle emozioni che ho provato leggendo il libro “Un batter d’ali” di quest’autrice.
Un senso di grande attesa e di eccitazione avevano preso il sopravvento; sono entrata come in fibrillazione.
Devo dire, cari Notters, che questa lettura non ha assolutamente deluso le mie aspettative, anzi, se possibile le ha pure superate!

“Il silenzio di Luca” è una meraviglia.
Un libro che tutti dovrebbero leggere, indistintamente.
Perché fa riflettere, perché squarcia il petto, perché è di una dolcezza indescrivibile e perché è semplicemente bello.
Ma bello davvero.
È uno di quei libri che non dovrebbe mai “passare di moda”, uno di quei libri che insegna persino meglio del “manuale del perfetto genitore”.
È uno di quei libri che mamme, figli, padri, zii, nonni, fratelli, amici e cugini dovrebbero leggere perché non ha età o generazioni.
È un quadro dipinto a mano che rappresenta la società in cui viviamo e che, coi suoi colori accesi, grida al mondo intero ciò che le persone tengono nascosto per paura o vergogna.
È un libro scritto con coraggio e che va letto con altrettanto coraggio.

C’è poco da dire: Paola Picasso si è confermata come la grande autrice che è.
E sono certa di non esagerare e non sbagliarmi nel dire che è anche una grande Donna, perché solo una Donna con la “D” maiuscola è in grado di cogliere le fragilità e le debolezze tacite ma maledettamente esplicite che aleggiano nelle nostre case, nelle nostre vite quotidianamente e trattarle con così grande delicatezza e rispetto.
Sono certa di non esagerare nel dire che, coi suoi libri, Paola rappresenta un po’ la mamma di tutti: una mamma amica e una mamma autoritaria, che mette i propri lettori davanti alla realtà delle cose e li obbliga a prenderne coscienza senza, però, abbandonarli mai.
Li accompagna in un viaggio complicato, pieno di insidie, un viaggio che può diventare introspettivo e che, proprio per questo, può spaventare.
Ma la sua mano dolce e forte guiderà per tutto il tempo il lettore, infondendogli sempre un senso di sicurezza e determinazione che lo accompagnerà per tutta la lettura.

Che dire di più?
I libri di Paola Picasso sono uno squarcio di realtà che, volenti o nolenti, necessitano e meritano lo spazio che quest’autrice gli riserva; e noi lettori non possiamo certo fare orecchie da mercante.
Perciò, come disse il caro vecchio Steve Jobs: “Siate affamati, siate folli” e imbattetevi in questa bellissima ed emozionante lettura.

Edna ❤
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Il silenzio di Luca

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Recensione di “Lanty in love” di Tiziana Iaccarino

Buongiorno Notters!
È con immenso piacere ( a dir la verità scalpitavo, morivo dalla voglia di leggerlo! 😉 ) che oggi vi racconto il secondo volume della serie di Tiziana Iaccarino “Lanty&coockies”: “Lanty in love”!
Una nuova divertente e romantica avventura si prospetta per la nostra protagonista…
Ma sarà la nuova strada per la felicità?
Venite a scoprirlo con me! 🙂

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TITOLO: Lanty in love
AUTRICE: Tiziana Iaccarino
GENERE: Romance
EDITORE: Genesis Publishing
DATA PUBBLICAZIONE: 02 marzo 2016
PAGINE: 138
FORMATO: ebook/cartaceo
PREZZO: 2,99€/8,99€


SINOSSI

La vita professionale di Lanty va a gonfie vele, ma quella privata è un totale disastro. Questo sembra essere il suo destino anche quando, a coincidere con la sua nuova condizione da single, le capita sotto mano un affare allettante.
Un imprenditore americano decide di investire sull’attività della ragazza che vola a New York accompagnata dall’amica Daniela, per definire i dettagli della collaborazione, senza immaginare che ad attenderla ci sia una nuova vita.
Gli ingredienti? Pochi e semplici: una cena di lavoro, un bicchiere di troppo, un ascensore e un’amica ubriaca che farà da terzo incomodo nel momento in cui Lanty incontrerà Ryan.
Ma chi è questo ragazzo dall’aria scanzonata e il fascino irresistibile di chi sa da subito ciò che vuole?
Quando sembra tornare il sereno nella vita di Lanty, però, entrano in scena due persone pronte a cambiare di nuovo le carte in tavola: Alex e Giorgio.
Che siano in combutta?
Lo scopriremo nel modo e per le circostanze più impensabili, soprattutto quando Lanty si accorgerà di esser diventata l’oggetto del desiderio di due uomini. Ma con chi sarà vero amore?
Lanty in love è l’appassionante seguito di una serie piccante e divertente che trova nell’amore la sua naturale evoluzione.

RECENSIONE
***ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER***

Mi è capitato spesso di iniziare una trilogia o una serie e di innamorarmi all’istante del primo libro, della storia, dei personaggi.
Purtroppo, mi è capitato altrettanto spesso di rimanere delusa dai libri a seguire.
Ebbene cari Notters, sono lieta, anzi felice, anzi… Felicissima, di dirvi che questo con la serie di Tiziana Iaccarino che racconta le avventure della nostra stravagante Lanty, non è assolutamente successo.
Un’eccezione alla regola, una grande conferma, un seguito all’altezza delle aspettative.
In tre parole?
Lanty in love.

Dov’eravamo rimasti alla fine di Lanty&Cookies, dite?
Beh, ve lo ricordo io!

Lanty si è spezzata.
Da un lato, ha visto crollare attorno a se tutto il suo mondo, le sue certezze.
Ha visto infrangersi il suo sogno di vivere un matrimonio felice, ha visto il suo migliore amico voltarle le spalle e la sua unica speranza di felicità volatilizzarsi nel nulla.
Lanty ha perso.
Fine, the end, stop, game over.
Dall’altro lato, seppur con il cuore rotto in mille pezzi, ha cercato di riprendere in mano la sua vita da combattente qual’è; da quel giorno maledetto, quel giorno in cui ha scoperto i tre uomini della sua vita cospirare alle sue spalle, Lanty si è svestita di tutte le sue delusioni, di tutte le sue amarezze ed ha deciso di indossare l’abito della conquista, della perseveranza, del coraggio.
Dal quel momento in poi solo una parola riecheggiava nella sua testa, solo una era la parola d’ordine per la sua nuova vita: ricominciare.

… Ed ecco che qui entra in gioco la Lanty di “Lanty in love”.
Una donna tenace, forte, bella come non mai, grintosa, combattiva e ambiziosa fa da protagonista a questo secondo libro.
Ma tutto questo noi già lo sapevamo; con “Lanty&Cookies”, infatti, tutti noi abbiamo imparato a conoscere e ad apprezzare Lanty per quello che è.
Abbiamo riso con lei, pianto con lei, ci siamo arrabbiate con lei, ci siamo eccitate con lei, abbiamo provato gli stessi brividi che ha provato lei.
Dov’è la novità?
Che qui, in “Lanty in love”, ritroviamo sì la stessa Lanty , ma se prima l’adoravamo, adesso non potremo faremo a meno di innamorarcene.
Ritroviamo una Lanty più dolce, fragile.
Una Lanty che ha paura di soffrire, di “cascarci di nuovo”.
Una Lanty che vorrebbe tanto lasciarsi andare, prendere la rincorsa e fare quel salto che forse le permetterebbe di essere finalmente, di nuovo, felice.
Anche se… Lanty lo è mai stata? Forse no.

Dopo aver chiuso tutti i ponti con Marcello, Giorgio e Alex, la sua carriera (almeno quella!) però, procede a gonfie vele: Lanty è riuscita ad aprire il suo show-room nella Milano bene insieme alla sua amica, nonché fidato braccio destro, Daniela attirando l’attenzione di tutti con i suoi bellissimi prodotti di alta moda.
E quando dico che ha attirato l’attenzione di tutti, intendo proprio tutti tutti!!
Persino da… New York.
Sì, avete capito bene!

La Sig.ra Leonor Martins, moglie di Dave Martins, uno dei più famosi imprenditori americani nel mondo della moda, si è innamorata della collezione di Lanty, tanto da parlarne al marito che è immediatamente rimasto ammaliato sia dai prodotti di Lanty, che da lei stessa (strano, no?!).
E sapete questo cosa significa per la nostra meravigliosa protagonista?

“<<Allora, signora Lantes…>> Dave Martins prende la parola, dopo essere rimasto in silenzio, in attesa del momento più opportuno per intavolare il suo discorso. La sua voce risulta calda e bonaria in un italiano dal chiaro accento americano.
Lo interrompo subito per invitarlo a una conversazione più informale.
<<La prego, mi chiami semplicemente Lanty.>>
Annuisce, compiaciuto e riconoscente, prima di proseguire, senza distogliere lo sguardo da me e Daniela.
<<Mia moglie Leonor ha trovato i vostri accessori all’avanguardia, molto piacevoli e comodi da indossare per una signora che ama sperimentare nuove mode e soprattutto che adora usare oggetti artistici>> […].
<<Mi piacerebbe che stipulassimo un contratto produttivo per entrambi: il mio nome in Italia e il tuo in America>> propone Dave Martins, per poi chiedere. <<Che cosa ne pensi?>>.

Una collaborazionBlond girl shopaholic in Manhattan New Yorke con l’imprenditore più famoso di New York.
Un soggiorno all inclusive proprio a New York in un hotel di lusso per conoscere l’ambiente.
Un week end a Miami, nella casa dei Martins, per conoscersi meglio.
Sembrerebbero quasi gli ingredienti perfetti per la ricetta della felicità! (Altroché cookies! :p)
Che la fortuna stesse dalla sua parte, per una volta?

Esterrefatta, meravigliata, incredula, lusingata e altre mille parole non servirebbero a descrivere lo stato d’animo di Lanty in quel momento.
Quel momento in cui una sola parola, la stessa, le tornava in mentre, nitida e chiara più che mai: ricominciare.
Una nuova avventura e un’esperienza straordinaria iniziavano per Lanty che, dal canto suo, era pronta più che mai.
È fatta, è deciso, si parte.

Atterrata a New York con Daniela, tra cene chic, visite negli store dei Martins e qualche cocktail di troppo, Lanty ricomincia a vivere.
Ricomincia a sentire brividi di eccitazione, emozioni vere, forti, ricomincia a sognare.
E proprio quando pensava che non potesse essere tutto più perfetto di così, ecco che arriva lui, con un ingresso quasi trionfale a rubarle la scena ma, soprattutto, a ruimage (34).jpegbarle il cuore.
Ecco che arriva Ryan.

“Aspetto, quindi, che le porte si chiudano per ripartire alla volta del nostro piano ma, proprio quando stanno per sigillarsi, nella sottile fessura lenta a serrarsi, s’infila una mano agile a riaprirle.
I suoi occhi verdi entrano nei miei nel preciso istante in cui ci troviamo l’uno innanzi all’altra a guardarci in un ascensore in cui il terzo incomodo è un’amica ubriaca che, nel silenzio dei piani a venire, comincia pure a ruttare.
Restiamo occhi negli occhi per un lasso di tempo che sembra interminabile […]
Ha un aspetto regale. Ho il cuore che batte all’impazzata e non so cosa fare.
Cosa diamine mi è preso all’improvviso? Quasi non mi riconosco. Devono essere i fiumi dell’alcol, possibile che mi stiano facendo un effetto tanto… emozionante?
Perché di questo si tratta.”

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L’attrazione era palpabile, l’imbarazzo a mille e la voglia di aversi ancor di più.
Una birra con gli amici, un lento ballato in un pub, una tessera magnetica che cade dalle mani di Lanty e…
Ecco che l’incontro tra Lanty e Ryan, degno del titolo del film “Attrazione fatale”, diventa un incontro destinato a cambiare la vita di entrambi per sempre.

Può la felicità, quella vera, arrivare in un attimo?
La cerchi per tutta una vita, disperatamente, e poi eccola che arriva all’improvviso, quando meno te lo aspetti.
Ricordiamoci, però, che il pericolo è sempre dietro l’angolo e, proprio come la fortuna, anche questo ti coglie all’improvviso e, la maggior parte delle volte, impreparato…

“Mi levo le scarpe e mi accomodi sul divano mentre Daniela riprende a parlare.
<<Sai chi ho visto nella hall?>>
La guardo esterrefatta e domando.
<<Chi?>>
<<Alex>> afferma con gli occhi allucinati e la voce distorta che mi convince a non credere neanche per un nano secondo.
<<Ma smettila!>> esclamo. <<Quanto vino hai bevuto?>> le chiedo cambiando argomento.
[…] <<Che cosa ti avevo detto?>> mi dice Daniela a un orecchio con tono soddisfatto, quando ci accorgiamo della presenza di Alex al bar con un uomo seduto al quale accarezza una gamba mentre assaggia un cappuccino.
[…] <<Alex si occuperà della campagna pubblicitaria italiana>> fa sapere Dave Martins. <<Me lo ha raccomandati un amico di mia moglie.>> Sorride.
Già, vorrei conoscere il nome dell’amico di sua moglie!
<<Giorgio Corizzo>> si precipita a dire Leonor e penso che sarebbe stato meglio se non avesse pronunciato quel nome.”

D’altronde queste sono le avventure di Lanty, un pizzico di brio è il minimo sindacale per questo scoppiettante personaggio! 😉
E credetemi, non posso dirvi di più, vi rovinerei questa bellissima lettura e sarebbe davvero imperdonabile!

Avete presente quando aprite il barattolo della Nutella, guardate quella crema così invitante e decidete di prenderne un po’ con il dito anziché con il cucchiaino perché così ha un sapore diverso?
E quel momento in cui il dito si avvicina e il suo profumo vi invade le narici e inizia a venirvi l’acquolina in bocca?
Per non parlare di quel momento in cui la crema sfiora le vostre labbra e…
Accade la magia: le papille gustative entrano immediatamente in contatto col vostro cervello e tutti i cinque sensi, regalandovi uno stato di beatitudine.
(Ok ora ritornate alla realtà! :p ) Sapete di cosa sto parlando, vero?
Ecco, per me leggere Lanty in love è stato esattamente questo.

Tiziana, con “Lanty in love”, ha voluto farci un regalo un po’ come se fosse Babbo Natale che porta a tutti i suoi doni di notte, mentre dormiamo.
Solo che lei non si cala giù da un camino…
Tiziana porta doni attraverso la scrittura.

Una lettura che mi ha regalato ore di pace, di divertimento, di commozione, di gioia.
Una lettura fresca, talmente fresca da sembrare una boccata d’aria in cima all’Everest.
Una lettura sensuale, ammaliante e al contempo dolce, genuina.
Una lettura divertente, perché anche stavolta l’ilarità non si fa certo desiderare; del resto è la firma di Tiziana!
Tiziana Iaccarino non è una maga, ne tantomeno una strega: è semplicemente un’autrice vera.
Un’autrice in grado di trasmettere ai suoi lettori tutta la passione che ripone in una penna, tutti i pensieri che affollano la sua mente e tutte le speranze che ripone nei suoi romanzi.
Incredibile pensare che riesca a farlo solamente attraverso delle semplici pagine, vero?
Ma del resto si sa, Tiziana è infinitamente sorprendente.

Mi sono appassionata alla serie “Lanty&Cookies” fin da subito, ma adesso posso dire che ne sono completamente affascinata.
Brava Tiziana! ❤

Edna 🙂

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Recensione di: “Un battito d’ali” di Paola Bettini Picasso

Buongiorno Notters, e buon inizio settimana!
Oggi vi parlerò di un libro meraviglioso che ho divorato in pochi giorni ma che mi è rimasto impresso nella mente per tutta la settimana…
Sto parlando di “Un battito d’ali” di Paola Bettini Picasso. Un libro straziante, un libro doloroso, un libro che è un piccolo capolavoro.
E come me ne sono innamorata io, spero che possiate farlo anche voi… Intanto, leggete qui! ❤

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TITOLO: Un battito d’ali
AUTRICE: Paola Bettini Picasso
EDITORE: Compagnia Editoriale Aliberti
DATA PUBBLICAZIONE: 18 novembre 2015
GENERE: Narrativa Contemporanea
PAGINE: 98
FORMATO: Cartaceo/Ebook
PREZZO: €14,00 / €9,99

SINOSSI

Una donna, Alessandra, alla disperata ricerca di se stessa; un marito dal cuore fedele e dall’amore invincibile; una madre impotente, piegata dalla sofferenza, ma sempre presente. Tre persone che lottano separatamente, ciascuna con i propri mezzi, ma tutte tese verso il medesimo fine: far emergere una verità terribile ma forse risanatrice. E sullo sfondo, quasi invisibile tra colleghi più illustri e titolati, uno psicologo sui generis, capace d’individuare l’uscita da un labirinto oscuro e d’intravedere un primo raggio di luce.

RECENSIONE
*** ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER ***

Fisso la pagina bianca che riempie lo schermo del mio computer alla ricerca delle parole da usare per raccontarvi e riuscire a spiegarvi le sensazioni che mi ha dato “Un battito d’ali” di Paola Picasso. Lo guardo e sono in difficoltà, perché ho la mente e il cuore carichi di emozioni, tutte contrastanti tra loro.
Perché questo è un libro che da tanto e toglie tutto allo stesso tempo.
Perché colma i vuoti che ognuno di noi ha dentro, ma è in grado anche di crearli.
Perché toglie il respiro, crea una burrasca interiore, rimescola l’anima e poi, pian piano, la tempesta si arresta anche se lascia dietro di sé un grande caos.
Perché è un libro che ha governato i miei pensieri da quando ho iniziato a leggerlo a quando l’ho terminato, e non li ha abbandonati neanche dopo.
Perché è un libro a cui mi sono affezionata in modo particolare, che mi ha dato qualcosa che pensavo fosse impossibile trasmettere attraverso una penna.

Avete mai sentito parlare del vaso di pandora?
Si dice che sia un contenitore che, una volta aperto, riversa tutti i mali del mondo su di esso. In questa storia, il vaso di pandora è Alessandra. O meglio, la sua mente.
Alessandra è una trentenne confusa, disorientata e profondamente infelice.
Guarda il mondo come se lei fosse un microscopico puntino e tutte le persone attorno a sé, invece, giganti in grado di calpestarla da un momento all’altro. Osserva affascinata e distante la quotidianità degli altri, lo scorrere delle loro vite come se fosse tutto normale, come se non avessero alcun problema all’interno delle loro case o sul posto lavoro, mentre la sua di vita va a rallentatore. Sembra che qualcuno abbia applicato una sorta di moviola alle sue giornate, che passano sempre in modo dolorosamente lento.
Il letto è il suo migliore amico: con le coperte che l’abbracciano come se fossero grandi braccia, Alessandra trova in lui un porto sicuro, un rifugio, una boa di salvataggio alla quale appigliarsi nei momenti in cui si sente persa come se fosse in mezzo all’Oceano Atlantico.
Il suo nemico numero uno?
Beh, facile: Ale.
Chi è Ale, dite?
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È la parte peggiore di sé stessa.
È quella vocina in testa che le sussurra quanto sia inetta, quanto povera sia la sua vita, quanto sia una donna senza spina dorsale.
È la parte di Alessandra che vuole distruggerla, che vuole preval
ere a tutti i costi, che la spinge al limite facendole compiere gesti folli ma che poi, alla fine, le fa aprire gli occhi e le restituisce il senno, facendola tornare sui suoi passi. Un po’ come fosse una sorella maggiore, ecco.

“Ti sbagli” grido. “La mia mente conserva milioni d’immagini. Molte sono slegate, ma riuscirò a ricucirle e allora…tu non avrai più ragione di esistere”.
“Ti consiglio di non farlo. L’ago che vuoi adoperare ha la punta avvelenata. Usalo e morirai”.
“Morirò anche se non tenterò” rispondo. “Morirò perché se non riprenderò possesso della mia vita, tu finirai per distruggermi. Lo stai facendo da molto tempo. Sento il tuo scalpello che lavora nella mia testa, che stacca frammenti su frammenti e me la riempie di polvere. Devi smetterla. Lasciami in pace, per favore”.
“Se non ti avessi soccorso nel momento del bisogno, non saresti più qui” replica lei con gravità. “Lo sai, vero?”
Scuoto la testa e chiudo gli occhi.
[…] Sai perché non sei mai andata fino in fondo?” domanda.
No. Non lo so. Al momento decisivo, sono sempre tornata indietro come se una catena di ferro mi trattenesse dal compiere l’ultimo passo.
[…] “Perché ogni volta sono intervenuta io” afferma Ale con sussiego. “Non volevo morire insieme a te. Se ti sei arresa, se la tua scintilla di vita si è spenta, la mia arde ancora. Anzi, è più brillante che mai. È alimentata dal desiderio di vendicarmi. Il destino mi ha beffata, ma io voglio beffare lui. Illuderlo di avermi vinta, per poi conficcargli le dita nel collo e urlare che sarò io a decidere di me stessa. Che lui ha sparato tutti i suoi proiettili e non può farmi più niente. Tu soffri, stupida donna. Non sai, dimentichi, ti smarrisci. Io so e non dimentico. Qualcuno deve pagarmela.”

L’accompagna ogni giorno, le riempie la testa e, anche se è solo una voce debole, Alessandra la sente dentro di sé come se le parlasse attraverso un megafono.
Vorrebbe zittirla, vorrebbe tappargli quella bocca e avere i suoi momenti di pace, come quando, quelle rare volte, passeggia nella sua amata Bologna con la testa leggera e la curiosità di una bambina.
Eppure, ogni volta, quando meno se lo aspettata ecco che Ale torna. Torna sempre.
Questo fa di Alessandra una mina vagante: silenziosa e pacata all’apparenza, ma pronta ad esplodere da un momento all’altro.
image (29).jpeg“Una farfalla con un’ala sola”, così l’ha sempre definita Andrea, suo marito. Alessandra ha molte mancanze: la cognizione del tempo, la capacità di emozionarsi, la capacità di sorridere, anche la memoria ormai l’ha abbandonata, infatti non ricorda quasi più nulla del suo passato.
Ogni tanto, però, capita che qualcuno o qualcosa le ricordi qualche momento della sua vita così di farla viaggiare nel tempo come se fosse la passeggera all’interno di una macchina che la trasporta dal presente al passato.

Mentre mescolo il caffè, osservo il cagnolino che ormai ha vuotato la ciotola e di colpo alla sua immagine si sostituisce quella di un piccolo dalmata dallo sguardo dolcissimo.
[…] Avevo in mano due piccoli candelieri d’argento e mi stavo domandando dove sistemarli, quando Andrea era rincasato e mi aveva messo tra le braccia un piccolo dalmata.
“L’ho visto nella vetrina di un negozio di animali e non ho resistito” mi aveva spiegato. “Sono entrato e lui mi ha detto che voleva venire con me.”
“Te l’ha detto lui?”
“Certo. Sa parlare, ma ha la erre moscia. La padrona del negozio ha assicurato che crescendo la pronuncerà bene”.
Ero scoppiata a ridere e avevo baciato il cagnolino che mi stava lavando la faccia. “Ha un nome?”
Mio marito aveva sospirato. “Lui dice che gli piace Tonno.”
“Tonno?”
“È il suo cibo preferito.”
“Allora è deciso”.

Intrappolata in questo labirinto che non ha vie d’uscita, travolta dagli eventi che le hanno scombussolato la vita e, ancor di più, l’anima, Alessandra ha però qualcosa che niente è nessuno riuscirà mai a toglierle: non è sola.
Affianco a se ha una madre che darebbe persino la sua vita per vedere anche solo per un istante l’Alessandra di qualche anno fa: bellissima, solare, generosa, invidiata da tutti, amata da tutti.image (31).jpeg
Una madre che, da quel giorno, da quel maledetto giorno, ha nascosto o
gni singola foto, ogni singolo oggetto che potesse far rivivere ad Alessandra tutto quel dolore che le ha oscurato l’anima.

La sua mamma non ha smesso di essere presente nemmeno per un istante, dandole quello che solo una madre sa dare: amore. Puro, vivo ed incondizionato amore.

Ma c’è anche un’altra figura che accompagna Alessandra lungo tutto il suo percorso senza lasciarla mai, allungandole sempre la mano ogni volta che ne ha bisogno, afferendola ogni volta che inciampa e curando le sua ferite ogni volta che cade… Suo marito Andrea.
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Andrea è un compagno di vita estremamente presente e fondamentale nella vita di Alessandra, eppure lei non può fare a meno di odiarlo.
Non sa perché, non sa come, ma c’è qualcosa che la spinge e volerlo tenere lontano da lei, senza potergli dare l’opportunità di parlare, di chiarire, di capire.
Alessandra lo vuole lontano da sé e basta. Per sempre.

 Mi spingo indietro e …lo sento. È reale, forte, grande come una montagna.
Volto la testa e lo vedo a pochi centimetri dalla mia faccia. Sobbalzo con tanta violenza da cadere dal letto e comincio a urlare.
“Calmati!” m’implora lui, sollevandomi. “Sono solo io.”
“Che cosa fai qui? Perché sei steso sul mio letto? Chi ti ha chiamato?”
Tua madre, mezz’ora fa. Era angosciata perché non ti svegliavi. Temeva che il calmante avesse avuto un effetto troppo forte. Ha provato a chiamarti, a scuoterti, ma tu non davi segni di vita.”
“E la tua idea è stata quella di spaventarmi a morte?”
“Volevo…” Andrea si alza, mi volta le spalle e si copre il viso con le mani. “Dio! Ho ceduto al desiderio di abbracciarti, ho approfittato del tuo sonno. Un tempo quando non stavi bene, ti prendevo tra le braccia, ti cullavo e ti passava tutto. Se ti abbandonassi a me…”
“Vattene!” grido. “Non voglio che mi tocchi. Non voglio che mi guardi.” Scivolo sotto le coperte e mi rannicchio verso il fondo del letto come facevo da piccola, quando avevo paura. Ho paura anche adesso. Della luce, della sua voce, di lui. “Va’ via” imploro, mentre Ale sghignazza divertita. Sento dei passi che si allontanano adagio e poi il tonfo della porta che si chiude.

Perché Alessandra è arrivata a questo?
Perché quella splendida ragazza si è ritrovata, un giorno, a guardarsi allo specchio e a non riconoscersi più?
Perché ha perso quella luce negli occhi che la contraddistingueva?
Perché ha fatto sì che la sua stessa vita le scivolasse via fra le dita?
Cosa si nasconde tra i suoi ricordi offuscati?
Cos’ha scatenato tutto questo?

Un percorso, quello di Alessandra, difficile, triste, pericoloso, inimmaginabile eppure necessario.
Necessario per ricordare cosa l’ha ridotta in quello stato, per riprendere in mano la sua vita, per uscire da quel tunnel tanto angusto, per riscattarsi, per ritrovare ciò che ha perso per strada e costruire qualcosa di nuovo, di più bello.
Un percorso che è stato segnato anche dal passaggio del Dottor Anselmi, il primo psicologo al quale Alessandra ha sentito di potersi affidare, al quale ha confessato ciò che la sua mente aveva rimosso e che l’ha aiutata a riprendere coscienza di sè stessa e di quello che era accaduto.

Che dire… “Un battito d’ali” è una bomba.
Non posso negarlo: non è un libro per tutti, tanto meno un libro da affrontare a cuor leggero.
È un libro che merita rispetto, che merita di essere trattato come il gioiello che è.
Semplicemente perchè è l’anima di una persona contenuta in 98 pagine.
È una storia estremamente intima nella quale il lettore entra in punta di pied per poi cascarci/finirci dentro con tutte le scarpe, divorato dall’enormità degli eventi che inevitabilmente si abbattono su di lui come meteoriti.
È un viaggio introspettivo che spaventa e affascina, come la più seduttrice delle sirene.
È un libro che rappresenta una presa di coscienza su cosa vuol dire soffrire, ma soffrire per davvero.
È un libro che mi ha fatto sentire come sulle montagne russe: momenti in cui l’adrenalina scorre nelle vene, in cui senti che il mondo è ai tuoi piedi e poi… Momenti in cui perdi completamente il controllo e rimani stordito, in balia degli eventi.
Un “su e giù” continuo, che incatena il lettore al libro, dimenticandosi però di restituirgli la chiave per liberarsi da quelle catene. Ho amato tutto di questa storia.
Ho amato Alessandra, un personaggio che fa disperare, che fa pensare, che mi ha immediatamente riportato ad una frase di una canzone…

“Sono un peso per me stessa, sono un vuoto a perdere, sono diventata questa senza neanche accorgermene”
Noemi – Vuoto a perdere.

Ho amato la tenacia estrema di Andrea, che si rivelerà davvero fondamentale nel percorso di Alessandra.
Ho amato la scrittura del romanzo, capace di catapultare il lettore all’interno della storia; infatti non potrà fare a meno di immedesimarsi talmente tanto da arrivare a chiedersi “Ma questo libro parla di me? Questa sono io?”
Ho amato la scelta di Paola di voler affrontare una tematica come questa per aiutare il lettore a prendere consapevolezza del dolore che a volte inconsciamente ci circonda, per aiutarlo a vedere con occhi diversi chi incontriamo per strada, in autobus, al supermercato, in farmacia. Perché ogni persona ha una storia, un vissuto, un bagaglio dentro di sè che si trascina dietro ogni giorno.
Perché è troppo facile giudicare senza conoscere, e ben più difficile guardare senza giudicare.
Ho amato la scelta dell’autrice di intervallare i momenti presenti di Alessandra, a quelli del passato che aiutano man mano a trarre le fila della storia come se il lettore stesse componendo un puzzle, pezzo dopo pezzo, pagina dopo pagina.
Ho amato persino il momento in cui il mio cuore è esploso in mille pezzettini e il mio viso si è inondato di lacrime.
Ho amato ogni punto, ogni virgola, ogni singola parola di questo libro che, lasciatemelo dire, è la rappresentazione di quello che a mio avviso vuol dire saper scrivere veramente.

“Un battito d’ali” è stato un avventura che mi ha portato a conoscere un’Autrice (si, avete letto bene, con la A maiuscola!!) come Paola Picasso, una perla rara nel mondo della letteratura.
Questo libro è l’esempio che scrivere storie come queste arricchisce il lettore di un qualcosa che non si può comprare, di un qualcosa che rimarrà aggrappato all’anima per sempre. Penso che creare un libro da una storia come questa sia estremamente complicato e molto, molto rischioso. Penso quindi che farlo, e farlo bene, non sia una cosa da tutti…
Ma in questo caso posso dirlo: Paola ci è riuscita alla stragrande e mi ha letteralmente e irrimediabilmente conquistata.
Cos’altro aggiungere?
LEGGETELO!

Edna

 

 

 

Un battito d’ali

 

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A tu per tu con: Margot Valois!

Ciao Notters,
ci abbiamo messo un po’ di tempo ma siamo riuscite ad intervistare un’autrice a cui Notting Hill Books vuole particolarmente bene… E’ Margot Valois che ci racconta qualche curiosità sul suo meraviglioso romanzo, “Memorie di una cortigiana” (se vi siete persi la recensione cliccate qui!) e sui progetti futuri.

Ehm sì, è imperdibile quindi seguiteci! 😉

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Ciao Margot, e grazie per averci dedicato un po’ del tuo tempo! Sappiamo che sei impegnatissima e per questo ti siamo ancora più grate! 🙂
Non voglio rubarti troppo tempo quindi inizio subito!

  1. Margot, innanzitutto complimenti, il tuo libro mi ha conquistata! Cosa ti ha ispirata a scrivere un romanzo storico ambientato a Venezia? 

    Avevo letto diversi libri sulle cortigiane italiane del Cinquecento e l’argomento aveva stuzzicato la mia fantasia. Erano donne molto forti e determinate, mi sono piaciute fin dal primo istante. Inoltre Venezia esercita un fascino enorme su di me. La sua storia, i personaggi che l’hanno resa ancora più splendente, tutto mi ispirava.

  1. Come nasce la tua curiosità per il cosiddetto “mondo antico”? Cosa ti affascina di più? 

    Sono una vera appassionata di storia. Passo intere giornate in biblioteca. Per me scrivere romanzi storici è meraviglioso, ti permette di volare con la fantasia, pur rimanendo nel reale. Mi affascina entrare nelle vite di persone che hanno vissuto e amato in epoche passate. Adoro scrivere romanzi storici e ne ho scritti anche altri. Mi piace calarmi nelle varie epoche storiche e vivere con i miei protagonisti. È come viaggiare nel tempo… lo trovo bellissimo.

  1. Parliamo un po’ dei personaggi di questa bellissima storia… Veronica è un personaggio molto positivo, una donna forte e da ammirare. Come nasce la nostra protagonista? A cosa o a chi ti sei ispirata per crearla?

    Mi sono ispirata alla storia della famosa cortigiana veneziana Veronica Franco. Una donna forte, decisa, determinata e profondamente moderna. Una donna che non aveva paura di vivere a modo suo.
  1. Man mano che andavo avanti con la storia, devo dire che ho riscoperto e apprezzato molto anche il personaggio di Paola, la madre di Veronica, anche se inizialmente faticavo a capirlo… cosa ci puoi raccontare di lei? 

    Paola è una donna figlia del suo tempo. Non capisce la figlia ma poi, quando ne sente il vero dolore, si fa in quattro per aiutarla. Avrebbe voluto una vita più facile per Veronica, ma si rende conto che il marchio e il pregiudizio sono ombre incancellabili. Così comincia ad aiutare Veronica per rendere più agevole la sua scalata al successo. I consigli che le dà, nascono dall’esperienza e anche dalla sofferenza.

  1. Inutile dire che Marco Venier rappresenta l’uomo che tutte noi sogniamo e il Panizza, invece, tutto ciò che noi donne detestiamo. I due personaggi sono uno il contrario dell’altro, ma in questo romanzo non si tratta di due ragazzi che si contendono la protagonista: la differenza di età (oltre che nell’aspetto fisico, nel carattere, nel linguaggio, etc.) qui è importante. Come mai questa scelta? 

    Panizza è fondamentalmente un vile: debole con i forti e forte con i deboli. Quando sposa Veronica, crede di poterla sopraffare con la sua arroganza perché a suo avviso lei deve essergli riconoscente per l’opportunità che le sta offrendo. Una falsità, la verità è che anche lui è schiavo dei pregiudizi e non sa vedere oltre il suo naso. Marco è tutt’altro uomo. Giovane e ribelle, anche se molto tormentato. Ama Veronica ma il pregiudizio ha la meglio fino a quando non la rivede. Due uomini agli antipodi.

  1. Tra tutti i personaggi presenti nel libro, a quale di loro ti senti più legata? E perché? 

    Di sicuro a Veronica. È lei il raggio di sole del romanzo. Una giovane donna moderna, che sa il fatto suo e che non si lascia piegare da niente e da nessuno.

  1. In “Memorie di una cortigiana” il mestiere più antico del mondo ce lo racconti con molta eleganza e molta raffinatezza, cosa che ho apprezzato tantissimo: mai una scena imbarazzante, mai descrizioni volgari, racconti tutto con estrema classe. Come mai hai deciso di scrivere un romanzo proprio su questo aspetto? 

    Avevo letto alcuni sonetti di Veronica Franco e il personaggio mi aveva molto incuriosito. Così ho fatto delle ricerche e ho parlato anche con alcuni amici. Di solito leggo un documento, o guardo un ritratto antico e mi viene un’idea. Poi faccio delle ricerche per capire se l’idea della storia che ho in mente di scrivere sia plausibile. Se lo è, mi butto a capofitto nel lavoro. Bene, la storia di Veronica era lì, pronta per essere scritta. Devo ringraziare la casa editrice Aliberti per il sostegno. Loro mi hanno appoggiato fin da subito. Sono fantastici.

  1. Dalla tua biografia ho letto che sei cresciuta nella libreria parigina di tuo nonno. È lì che è nata la tua passione per la scrittura? Come? 

    Sì, sono nata e cresciuta tra i libri. Amo leggere prima che scrivere. Il profumo delle librerie è casa per me.

  1. Ho inoltre letto che hai viaggiato in tutto il mondo… c’è stato, c’è tutt’ora un posto che ti ispira più di tutti gli altri, un posto che rappresenta il tuo rifugio dove creare i tuoi romanzi? 

    Il mio posto preferito nel mondo? Ne ho tanti, ma la regione della Linguadoca per me è una fonte continua di ispirazione e d’amore. Le lande dei Catari, i castelli arroccati e la gente così gioviale e sanguigna, mi piace tutto. Poi ovviamente Roma e Parigi. Come potrei vivere senza di loro?

  1. Ho un’ultima domanda per te, Margot, che ho voluto farti da quando ho letto l’ultima pagina del tuo romanzo: esiste un seguito a questa meravigliosa storia tra Veronica e Marco? 

    Ebbene sì, ma è un progetto top secret… ops! L’ho detto 🙂

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Siamo arrivate alla fine in un lampo, grazie grazie e ancora grazie per essere stata con noi!

Edna. ❤

Recensione di: “Memorie di una cortigiana” di Margot Valois

Ciao Notters,
nuova recensione per voi! 🙂

Si tratta di un romanzo storico di grande successo edito da Compagnia Editoriale Aliberti – Collana LOVE.
Vi sto parlando di “Memorie di una cortigiana” di Margot Valois scrittrice emergente dall’indiscusso talento!
Questo romanzo ha illuminato la mia settimana quasi quanto le lucine dell’albero di Natale, è una storia ambientata nella magica Venezia del ‘500, romantica, passionale, una storia che emoziona dall’inizio alla fine… Una storia da leggere tutta d’un fiato!

… Siete almeno un po curiosi? Allora venite a scoprirla con me! 🙂

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TITOLO: Memorie di una cortigiana
AUTORE: Margot Valois
EDITORE: Compagnia Editoriale Aliberti
DATA PUBBLICAZIONE: 18 novembre 2015
PAGINE: 200 edizione cartacea – 61 ebook
GENERE:
PREZZO: € 9,99

 

 

SINOSSI

Venezia 1595. Veronica, figlia di una delle cortigiane più note di Venezia, viene data in spposa a un vecchio medico. Il matrimonio dura meno di un mese: la ragazza riesce a fuggire dal marito, che la teneva segregata in casa e la costringeva a giochi erotici perversi. Nella sua fuga, viene soccorsa da Marco Venier, un giovane intellettuale della Serenissima, destinato alla carriera politica. Ora deve scegliere: tornare dal marito oppure diventare cortigiana. La sua strada è decisa: Veronica impara così da sua madre tutti i segreti dell’eros, diventando in poco tempo la donna più desiderata di Venezia. La sua fama di amante focosa e di donna intelligente la precede ovunque vada. Peccato che non abbia fatto i conti con la passione, quella vera, che quando arriva la travolge in pieno…

RECENSIONE

Memorie di una cortigiana è stato davvero una bella scoperta!

È un romanzo breve che parla di una storia che potremmo tranquillamente ritrovare nei giorni nostri, nonostante sia ambientata nel ‘500, raccontata con semplicità ed eleganza dall’autrice, Margot Valois.

A partire dall’atmosfera magica di Venezia descritta nei minimi dettagli, dai più nascosti e pericolosi vicoli della città, ai profumi, sapori, rumori del mercato principale, fino ai racconti delle affascinanti abitudini di quegli anni, è impossibile per il lettore non perdersi e non lasciarsi travolgere dalle pagine di questo libro che ho letteralmente divorato.

Questa è la storia di Veronica, una bellissima ragazza di diciannove anni il cui destino, nonostante la giovane età, è già segnato: deve sposare il signor Panizza, un vecchio medico della città, e vivere come una signora. Un destino deciso da sua madre, la cortigiana più famosa in tutta Venezia, che non poteva permettere a quella ragazza così incredibilmente bella, dalla pelle di madreperla, i capelli biondo rame e gli occhi di un insolito color smeraldo e oro, di diventare come lei… di diventare una cortigiana.

Veronica è una protagonista che il lettore non può fare a meno di amare: bellissima, colta, curiosa, con tanta voglia di fare, di imparare, coraggiosa e affascinante, non si arrende ad una vita fatta di soprusi, di violazioni nel corpo e nell’anima da parte del marito che usa il Senzatitolo-2.jpgsesso in maniera totalmente perversa. Ha paura dell’uomo con cui deve condividere il letto, ha paura di sentirsi ogni notte quelle mani su di sé che, prepotenti, le lasciano marchi indelebili del loro passaggio. Segregata in casa, costretta da suo marito a non poter vedere nessuno, a non poter uscire, a non poter leggere alcun libro, costretta ad una vita di silenzi, di umiliazione, con una madre che non l’ascolta perché convinta che quello sia il suo posto, Veronica si sente in trappola, sente che quella non è la vita che fa per lei, sente che fuori da quelle mura c’è qualcosa di meglio per lei.

Un mese, un mese e non un giorno di più in quel palazzo, nel letto di quell’uomo, e Veronica decide di dar voce ai suoi pensieri: scappa.
Fugge da quella vita che le sta tanto stretta e non le importa se sua madre si arrabbierà, è disposta a tutto pur di non tornare da suo marito, anche a diventare una cortigiana. Veronica si arma di un mantello di seta nera e percorre tutti i corridoi del palazzo senza mai voltarsi indietro fino a quando non si ritrova, finalmente, all’aria aperta e una dolcissima sensazione di libertà la investe. Ma…

<< Dove credi di andare, ragazza?>> una voce maschile dal timbro deciso le rivolse quella domanda. Un’ombra si avvicinò a lei, non appena fu fuori dal cancello del palazzo di Panizza.

Veronica restò immobile per qualche istante prima di voltarsi verso l’uomo che aveva arrestato la sua fuga. Non aveva paura, non si trattava della voce del Panizza, ma di quella di un giovane uomo. Scrollò le spalle, si ricompose e affrontò lo sconosciuto con sguardo fiero.

<<Vado a casa mia, signore>> esclamò in tono di sfida. Abbassò il cappuccio del domino rivelando la sua chioma, che brillò di intensi riflessi ramati e dorati sotto i raggi del sole mattutino. L’uomo restò per un attimo incantato e poi posò lo sguardo sul viso di lei. I loro occhi si incrociarono. E stavolta fu Veronica a rimanere senza parole. Lui era bello come un dio. Era alto e slanciato. L’ovale del viso era spigoloso e incorniciato da una folta chioma riccia e nera. Gli occhi leggermente divergenti, erano di un indefinito colore tra il verde e il nocciola. Il naso era dritto e appuntito. Le labbra regolari e carnose.

Un incontro/scontro con uno sconosciuto che la sconvolge, che le fa perdere le sue sicurezze, che la stordisce, che la investe come un uragano, e che nel profondo del suo cuore, sa già che le cambierà la vita… ma Veronica ha ancora in mente il suo obiettivo: fuggire da quell’uomo. E così, con un “indovinello”, lascia il suo sconosciuto e se ne va.

<<Posso almeno sapere il vostro nome?>> le chiese quando lei ormai lo aveva superato. Veronica si fermò per un attimo, si girò verso di lui e gli rivolse uno sguardo impertinente mentre gli rispondeva:
<<Il mio nome è nascosto nel volto di Nostro Signore… se volete sapere di più, chiedete della fanciulla in Santa Maia Formosa.>>
Lo sguardo dello sconosciuto si fece più attento. Aveva smesso di ridere, ora, e guardava Veronica con ammirazione. […] Veronica si confuse tra le gente che cominciava a riempire le calli della Serenissima. Voltò l’angolo e si appoggiò al muro di un palazzo. Il cuore le batteva forte in petto e aveva le guance in fiamme. Non si trattava della corsa. Si sentiva euforica.

Così, con questa nuova sensazione in testa e nel cuore, comincia la sua nuova avventura, la sua nuova vita. Promettendo a sé stessa che mai nessun’altro uomo l’avrebbe trattata come il suo ormai ex marito, che nessun’altro avrebbe avuto la meglio su di lei e con l’aiuto di sua madre, dopo mesi di lezioni sugli uomini, sull’eros, sulla sensualità che Veronica aveva innata, arriva il giorno del suo debutto: sarebbe finalmente diventata una cortigiana. Anzi, la cortigiana più richiesta in tutta Venezia.

Veronica è felice, euforica, spaventata ma anche decisa e convinta della scelta che ha fatto. Eppure, una frase di sua madre si insinua nei suoi pensieri nel momento stesso in cui vi fa capolino il volto di uno sconosciuto…

<<Non capisci, Veronica, che la cosa più importante alla quale rinunci è l’amore>>

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Un romanzo che colpisce, che rapisce, che senti scorrere sotto la pelle, che ammalia e che fa quasi desiderare di essere al posto della protagonista. Una storia che affascina, che fa sospirare di gioia e di frustrazione, che fa desiderare un colpo di fulmine simile anche a noi. Un romanzo che non può che avere il tanto atteso “happy ending”! 🙂

Personalmente ho apprezzato che sia ambientato in Italia, a Venezia, e che si capisca leggendolo che l’autrice ha una grande conoscenza dell’epoca e della città stessa.

Memorie di una cortigiana è un libro che mi ha fatto desiderare un seguito, una nuova avventura per Veronica e il suo uomo misterioso, che mi ha fatto sentire coccolata fin dalla prima pagine e che, nel momento in cui ho letto l’ultima, mi ha fatta sentire come se avessi perso un amico…

Scritto in maniera semplice e  chiara, Margot Valois ci ha regalato un vero gioiello che deve assolutamente far parte della nostra libreria personale!

Consigliato? No… consigliatissimo!! 😉

Edna.