Recensione di: “Alice from Wonderland” di Alessia Coppola

Buongiorno Notters 🙂

Oggi ho il piacere di presentarvi un libro che mi ha incantato dalla prima all’ultima pagina, comprendendo la bellissima cover, le meravigliose illustrazioni al suo interno, la piacevole sorpresa dello spin off (leggetelo, merita molto per la sua dolcezza), il linguaggio ricercato e quasi poetico, le atmosfere cupe e quella follia che regna sovrana e impregna ogni singola pagina.
Vi presento Alice from Wonderland di Alessia Coppola.

divisorio


TITOLO: Alice from Wonderland
AUTORE: Alessia Coppola
EDITORE: Dunwich Edizioni
DATA PUBBLICAZIONE: 20 Aprile 2015
GENERE:
PAGINE: 279
FORMATO: eBook/Cartaceo
PREZZO: € 2,99/€ 8,42

SINOSSI

Cosa accadrebbe se Alice varcasse la dimensione di Wonderland?
Quanto labile diverrebbe il confine tra lucidità e follia?
Una strega, un sortilegio e un libro sono il principio di tutto.
Alice non è più la bambina sprovveduta che vagheggiava tra labirinti di carte. È una giovane innamorata, alla ricerca della propria identità. Per trovarla viaggerà nel tempo e oltre il tangibile.
Scrittori, scienziati, circensi e matti sono i suoi compagni in uno straordinario viaggio verso una meta impossibile.
Sottomondo non è mai stato così sopra.
Che la magia abbia inizio, la tana del coniglio vi aspetta.

RECENSIONE

È terribile. È davvero una cosa terribile non ricordare nulla del proprio passato. A me è successo e vi posso assicurare che ci si sente annientati, soli. In fondo, siamo un po’ come gli alberi, noi umani: abbiamo bisogno di solide radici scavate nella terra e un cielo verso cui sollevare gli occhi.
Io non avevo terra che ricordassi come la mia e non riconoscevo nemmeno quel cielo che mi sovrastava. Non ricordavo il mio nome, da dove venissi, dove stessi andando.

Seconda metà del 1800.

hqdefault (1).jpgUna ragazza vaga per le strade di Guidford, una piccola cittadina inglese, in una tarda sera nebbiosa, senza memoria, senza alcun ricordo, senza passato né futuro.
Chi è?
Perché non ricorda nulla del suo passato?
Grandi occhi azzurri, lunghi capelli biondi, una minuscola chiave al collo, una chiave per aprire tutte le porte, così le sussurra la sua mente confusa.

Una giovane coppia benestante la accoglie in casa, trattandola come una figlia…come la figlia tanto amata, morta prematuramente.
Lei è sola e disperata e così accetta il loro affetto, il calore di una casa, i regali costosi, ma lei non è Astrid e il fuoco della ribellione le scorre nelle vene.
Lei così anticonformista, così libera e indomita, così lontana da qualsiasi etichetta che cercano di imporle.
Lei la cui mente vaga sempre lontana anni luce.

Strani e inquietanti sogni popolano le sue notti.
Fugaci ricordi senza senso attraversano la sua mente all’improvviso.

Presi il primo sorso.
Come una scossa elettrica, il calore si diffuse fino al cuore e un lampo mi accecò.
Ticche tacche, tignolina, a che cosa sei vicina?
Rimasi immobile. Era affiorato un altro ricordo. Ma ero alquanto delusa di non avere idea di cosa significassero quelle parole.

Astrid continua a sopravvivere, ogni giorno una tremenda agonia in quella vita che sa che non le appartiene ma alla quale per il momento sembra non poter rinunciare, non sapendo dove altro potrebbe andare.
Un giorno, però, tutto cambia.
In un negozio di abiti conosce un giovane ragazzo dall’aria stranita e malinconica.
Un giovane cappellaio.

La mia mente venne colpita come un gong dorato.
Qualcosa si scosse ed ebbi la certezza che quell’Edmund capisse come mi sentivo o, addirittura, potesse fornirmi risposte.

Lo fissai e non mi importò di sembrare inopportuna. Ci fu un istante in cui il suo sguardo si spostò su di me ed ebbi l’impressione che i nostri occhi avessero allacciato una connessione segreta. Si stavano parlando, senza che le labbra si pronunciassero.

Da quel giorno la ragazza cerca con tutte le sue forze di ricordare, di ricostruire il suo passato.
E fa una terribile scoperta che la porta a dubitare della sua sanità mentale, di se stessa.

Lessi l’articolo e non potei fare a meno di piangere, stringendo la carta tra le mani e macchiandomi i polpastrelli di nero.
Inchiostro e sangue.
Mi premetti le dita sulle tempie.
Strabuzzai gli occhi e fui accecata da pagliuzze bianche che vorticavano confuse.
Mi sovvenne l’immagine di un lungo corridoio con le mattonelle nere e le pareti scrostate e umide, che un tempo probabilmente erano state tinteggiate di verde scuro.
Poche finestre e quelle presenti erano serrate.
Rividi stanze tetre e spoglie. E una miriade di volti guardarmi smarriti. I loro occhi mi tornarono alla mente, pungendomi l’anima e dandomi una vertigine alla bocca dello stomaco.
Tutto era tetro e scivoloso, come quegli incubi che inghiottono persino la speranza di svegliarsi.
E ancora sentii nelle orecchie il dissonante schiamazzo di pianti e risate. E grida.

Il ricordo di un manicomio, di una lunga prigionia.
Lei sa che qualcosa non va nella sua mente.
Si sente sempre fuori posto.
Sa che quello non è il suo posto.
Ma ancora non riesce ad afferrare i ricordi.
E ,una volta appresa la verità sul suo passato, decide di scappare.
È la mattina di Natale, sale sul primo treno per Londra.
Sola ma determinata a ritrovarsi, accetta il lavoro di bambinaia.
I giorni si trascinano identici e lenti.   E la notte i sogni prendono vita, sempre più dettagliati, sempre più strani e inquietanti.

9ddf83a77e0ed18854eef459a25b5849 (2).jpg

Cadevo vorticosamente attraverso un cunicolo spettrale e lunghissimo.
Cercavo di appigliarmi alle radici che sbucavano dalle pareti, senza riuscirci. E mentre scivolavo giù, un mucchio di carabattole saliva su: forchette, tazzine, piattini, orologi, scarpe, cappelli.
Tutto fluiva verso l’alto come se fosse aspirato e inghiottito da un mostro famelico. Mi domandai se fossi io ad andare controsenso o meno.
Precipitavo a piombo come una biglia di vetro in una grondaia. Per poco non presi in pieno un pianoforte che nuotava nell’aria e suonava da solo, con tanto di pedali e tasti che si abbassavano e sollevavano. Continuavo, sfiorando pendoli dorati della mia statura, che oscillavano nel vuoto e producevano un’eco metallica.
Infine atterrai a testa in giù, trovandomi a pochi centimetri dal pavimento a scacchiera che si srotolava sotto di me.
A un tratto il sopra divenne sotto e il sotto sopra.

Nuova vita e nuovo nome. Adesso si fa chiamare Marianna.
E un giorno conosce un giovane elegante e raffinato.
Algar, occhi color zaffiro, sorriso seducente.
Accanto a lui sembra dimenticare ogni cosa.
Persino se stessa.

Mi incantava. Bevevo le sue parole come fossero nettare. E mi nutrivano, saziando la solitudine, la paura e il vuoto del mio passato.

Non è naturale, non è sano.
Dimenticare ogni cosa, vivere in un eterno oblio.
Chi è realmente Algar?
E perché esercita quel potere ipnotico su di lei?
La ama o la vuole soltanto possedere come se fosse un oggetto?
Ma finalmente riesce a reagire, a scappare di fronte alla minaccia sempre più pressante.
E finalmente i ricordi affiorano in superficie, con la potenza devastante di un tornado.

-Dove corri? – domandò, tenendomi i polsi.
E capii.
Fui accecata da un bagliore bianco e immagini incontrollate si ripeterono nella mia testa. Un farfuglio di voci si accavallò senza sosta e alla fine tutto mi fu chiaro.
Avevo ricordato ogni cosa.
Finalmente sapevo chi ero.
Ero Alice.

alice_in_wonderland_by_ashley17 (2).jpgAlice.
Un nome che evoca un mondo lontano e magico.
Alice del paese delle meraviglie.
Alice che è sangue e inchiostro.
Alice che sente nostalgia per casa.
Alice che è innamorata.
Alice che ha paura dell’amore.
Alice che vuole tornare a casa.

Ma com’è possibile che Alice e gli altri personaggi vivano nella Londra di Lewis Carroll?
Una strega, un’antica magia e un libro sono stati l’inizio di tutto.

Ma siamo sul finire dell’Ottocento e il povero incompreso Carroll è morto e i personaggi da lui tanto amati si sentono alla deriva, abbandonati.
Ci sono tutti.
Edmund, il Cappellaio Matto che non riesce a essere serio, che non riesce ad accettare i suoi sentimenti.
Wade, lo Stregatto, segnato da un amore perduto, che si sente solo e a disagio.
Rupert, il BiancoConiglio che finalmente può studiare il tempo, piegarlo al suo volere e dedicarsi alle sue folli straordinarie invenzioni.
Algar, il BrucoCaliffo, tormentato, oscuro, con un segreto che forse lo porterà alla distruzione.
La Regina di Cuori, altezzosa come sempre ma meno propensa a tagliare teste (per fortuna!), che sente la mancanza della sorella, la Regina Bianca.
E poi ci sono i gemelli Tuideldum e Tuideldì, abili circensi acrobati, il dolce pauroso Humpty Dumpty, l’esercito delle carte.

Ma vivere nel mondo reale non è semplice.
Loro che sono così folli non riescono ad adattarsi completamente alla normalità.
Ma la normalità è una maschera.
E Alice è folle.
È dannatamente, consapevolmente, irrimediabilmente folle. È la sua natura. E il richiamo di Wonderland è troppo forte. Ha provato a vivere una vita normale tra i normali ma lei è se stessa soltanto nella sua sana follia, perché “la follia stessa é il viaggio più incredibile concesso”.

Esiste un mondo in cui possa sentirmi io?
Non importa dove,
non importa quando e come,
purché sia altrove.

Anime incomprese, inquiete, percosse come strumenti scordati, instabili, sole, profondamente sole. Wonderland è la sola casa che può accoglierli.
E così, tra mille avventure e nuovi amici, si imbarcano in un viaggio che ha dello straordinario, alla ricerca della tana del BiancoConiglio…o di uno specchio che consenta loro di tornare finalmente a casa.
cappellaio-matto-486 (1).pngMa l’amore è presente in ogni gesto, in ogni azione.
È l’amore che guida Alice.
Ed è sempre l’amore che la ostacola, che le toglie il respiro.
Un amore che innalza e un amore che distrugge.
Due facce della stessa medaglia.
Perché Alice sarà anche intensamente folle ma è anche innamorata.
Solo che non conosce ancora tutta la verità.
Solo che le manca un tassello del puzzle.
Qualcosa le sfugge, un ricordo della sua vita precedente, anzi delle sue vite precedenti.

Un amore che la porta a mettere in discussione la sua intera esistenza.
Perché l’amore può innalzare fino al paradiso ma anche far sprofondare nel più oscuro degli inferni.

Serrai le ciglia e fluttuai in una dimensione che non conoscevo ; la tempesta e la quiete, il frastuono e il silenzio, tutto si affollava nel mio cuore.
Le sue labbra erano setose come un pennello che passa su una tela.
Io ero quella tela, mentre dipingeva sulla mia anima figure di un amore infinito.
Nulla e nessuno lo avrebbe incrinato.

Un amore che è luce.
E un amore che è oscurità.
Un amore che arricchisce e un amore tormentato che rende folli.
E la follia a volte porta a scelte dolorose e in grado di annientare un intero universo.

Un libro visionario, folle, irresistibilmente, irrimediabilmente, straordinariamente folle.
Un viaggio al contrario.
Un viaggio sull’orlo della follia.
Un elogio alla follia stessa.
Una scrittura fluida e impeccabile, ogni parola una pennellata.
I personaggi prendono vita, non si può non amare Alice e i suoi amici.
E quella straordinaria follia che regna sovrana.
Un libro indimenticabile.

Un libro indimenticabile, magico, che mi ha fatto venir voglia di rileggere il classico di Carroll.
Dimenticate la bambina curiosa, testarda, e anche un poco insopportabile! Adesso Alice è cresciuta, è reale e molto innamorata.
Ho adorato questa versione cupa e folle, dove ogni personaggio si ritrova a combattere contro una umanità che sembra non appartenergli e dove la pazzia è l’unica condizione ammissibile perché in fondo la follia è solo un modo diverso di percepire la realtà. Non sbagliato, soltanto diverso. E nella loro follia sono più reali delle persone cosiddette normali.
IMG_20160228_214332 (1).jpg
Una storia incantevole, con un finale che sorprende e che toglie il fiato.
Un viaggio per tornare a casa che diventa un viaggio alla scoperta di se stessi.
Un viaggio la cui forza motrice è l’amore.
Un amore intenso, in bilico tra follia e ragione.
Una storia magica di ordinaria e straordinaria fantasia.

Lo consiglio? Assolutamente sì!
Serenella 🙂


 

 

 

Alice in Wonderland

 

 

picsart_01-08-12.48.14.jpg

Annunci

Un pensiero su “Recensione di: “Alice from Wonderland” di Alessia Coppola

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...