A tu per tu con: Silvia Gurieri!

Ciao Notters! 🙂

Avete letto “Markus Kane” di Silvia Gurieri, il successone del momento? No?! Beh, avete letto la recensione pubblicata lunedì? Vi siete incuriositi almeno un po sui bellissimi e stravaganti personaggi di questa storia? Se anche voi, come me, vi siete innamorati di Markus e del suo mondo… Venite a togliervi un po di curiosità leggendo l’intervista che ho fatto a Silvia! 😉

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1- Silvia, “Markus Kane” è una storia molto intensa, complicata e intrigante. Come è venuta fuori dalla tua penna una storia d’amore tale?

Sinceramente a volte mi stupisco anch’io, inizialmente ho pensato solo ai personaggi e ad un minimo di trama, poi mi sono seduta davanti al computer e ho iniziato a scrivere, non c’è stato nulla di programmato, le idee venivano fuori da sole man mano che la storia si evolveva.

2- Perché hai deciso di intitolare il tuo libro proprio con il nome di Markus nonostante il libro sia raccontato dal punto di vista di Porzia? 12508817_1067561263307006_7036142935984775372_n

Perchè volevo un titolo che attirasse l’attenzione e che non fosse il classico titolo scontato, e devo dire che Markus Kane di attenzione ne ha attirata parecchia.

3- Nel racconto, hai riservato un ritaglio importante al tema “amicizia”, cosa che personalmente ho apprezzato molto. Come mai questa scelta?

Perchè per me è importantissima, ho attraversato momenti difficili e se non avessi avuto le mie amicizie, non so se ne sarei uscita così facilmente.

4- E ora lui, Markus Kane. Hai letteralmente fatto palpitare il cuore di molte lettrici con questo personaggio! Com’è nato? Puoi svelarci qualche segreto su questo uomo tanto misterioso?

Io ho da sempre una passione per gli uomini orientali, hanno fascino, mistero, mi trasmettono calore e quindi perchè non scriverci un libro, ci voleva un personaggio diverso dal classico stereotipo, americano, biondo, con gli occhi di ghiaccio.

5- Porzia è una donna con molto carattere, non si fa mettere i piedi in testa da niente è da nessuno. E ed è l’ultima tra i due a svelare i suoi sentimenti… Scelta coraggiosa, opposta a tanti altri romanzi. C’è qualcuno o qualcosa che ti ha ispirata per fare nascere Porzia?

Si, mi sono ispirata per certi versi un po’  a me stessa.

6- Domandone: ti senti più legata a Markus o a Porzia? E perché?

Direi a tutti e due in uguale maniera. Markus perchè potrebbe essere il mio uomo ideale e Porzia perchè un pò mi somiglia.

7- Nel tuo romanzo non mancano certamente colpi i scena e azione… Come è nato questo lato del libro? Hai scelto tu di intraprendere anche la strada della “criminalità” oppure è venuta fuori da sola, per ispirazione, mentre scrivevi?

All’inizio ho scelto di far divertare Markus un mafioso, quindi per forza un po’ di criminalità ci doveva essere, poi però la storia si è creata da sola.

8- Parliamo un po di te… Come e quando hai scoperto la tua vocazione per la scrittura?

Io adoro leggere e da ragazzina mi cimentavo spesso nella scrittura, però non ho mai avuto il coraggio di pubblicare qualcosa, poi un paio di anni fa, attraverso Facebook ho conosciuto tante ragazze scrittrici, ho letto i loro lavori, siamo diventate amiche e proprio loro mi hanno consigliato di provarci, ne ho parlato con il mio fidanzato e anche lui mi ha consigliato di provarci, così eccomi qua.

9- Ho letto dalla tua biografia che per il momento hai scritto due romanzi, entrambi rosa. Hai mai onesto di dilettanti con un altro genere?

Mi piacerebbe scrivere un fantasy e uno storico, ma al momento  non ne so abbastanza sull’argomento, vorrei leggere qualche libro del genere e poi provare.

10- E ora la domanda che tutti si aspettano, che tutti si stanno facendo: ci sarà un seguito su questa meravigliosa storia d’amore? Avremo ancora modo di leggere le avventura di Porzia e Markus?

Al momento no, però chissà, magari un giorno vi farò una bella sorpresa.

 

Edna<3

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A tu per tu con: Maddalena Cafaro!

Ciao Notters,
oggi giornata “La voce dello scrittore”! Ho avuto il piacere di fare una chiacchierata con l’autrice Maddalena Caffaro, della serie “Signori delle Ombre” composta per ora da: “Ombre”, “Pyrox” e “Himogene” che sarà pubblicato a breve, vi terremo aggiornati! 🙂 Ora basta chiacchiere e seguitemi.
(Se avete perso le recensioni non vi preoccupate le trovate “Ombre” qui  e “Pyrox” qui)!

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Serenella: Ciao Maddalena,
ti ringrazio di cuore di aver accettato di essere qui con me oggi e con gli amici di Notting Hill Books ☺
Per me è un piacere immenso poter fare quattro chiacchiere con te anche se devo dirtelo: stai rischiando di farmi impazzire! 😀

1- Ombre è il primo di una serie: com’è nata l’idea di raccontare la storia del Signore delle Ombre?

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Ombre in origine era un racconto per un concorso letterario, dovevano essere seimila battute, ma la storia non era completa e alla fine non ho partecipato. A distanza di circa sei o sette mesi ho riletto la storia di Adam, nel mentre però il mio modo di scrivere era cambiato e così ho riscritto in parte tutto Ombre. Mi piaceva il risultato finale, perchè durante tutta la stesura stavo rispondendo sempre alla stessa domanda. Cosa saresti disposto a sacrificare per amore?

2- Adam e Livvy si amano ma il loro è un amore tormentato, controverso e anche malato in alcuni momenti, quasi un’ossessione. In poche pagine sei riuscita a trasmettere tutto questo. Non hai mai avuto il timore che fosse troppo breve, che non sarebbe arrivato al lettore? È stato difficile raccontare di un amore così intenso?

La storia di Adam e Livvy si è scritta tutta da sé e non mi sono mai posta il problema della lunghezza. Ogni storia nasce, si sviluppa e finisce senza che chi scrive debba aggiungere o togliere qualcosa. Potrei aggiungere qualcosa a Ombre è vero, potrei approfondire le ambientazioni, potrei dare più spazio al tormento di Adam oppure dare più spazio a Livvy e agli altri personaggi, ma a quel punto non so se risponderei ancora alla domanda che ha dato vita alla storia. Adam è una personalità forte per quanto riguarda tutto ciò che lo circonda, fatta eccezione per Livvy. Lei è la sua anima gemella, la sua ragione d’esistere, lui è consapevole di tutti i suoi difetti ma stare senza di lei non è concepibile. La parte più difficile sono state le ultime pagine. Adam doveva fare una scelta, ma l’essere umano è per natura egoista e autoconservatore, pensare di sacrificarsi per una persona, anche colei che si ama per tutta l’eternità, descrivere il dolore della scelta. Quante persone sarebbero disposte a privarsi della persona che amano se questo servisse a renderla felice?

3- Da dove nasce l’idea di dividere la storia, come se fosse a puntate? A me personalmente è piaciuta molto, l’ho trovata completa e interessante, e non vedo l’ora di sapere come prosegue 😉 1379701_10209046626151986_2166980018982713948_n

Era appena uscito Ombre e alcune lettrici volevano sapere se c’era un proseguio, cosa fosse successo a Adam. E Livvy? È davvero morta? È tutto finito? Parlando con un’amica Federica D’Ascani mi chiede e allora Adam? E io: è tornato nel futuro. Com’è questo futuro? Bè un demone si è liberato quindi abbiamo una realtà diversa, non ci sono solo umani, ma anche demoni, stregoni e ovviamente ibridi. Ma in quel periodo non potevo seguire un progetto che fosse molto lungo, ero al nono mese di gravidanza quando pubblicai Ombre e quattro giorni dopo è nato il mio secondogenito, quindi il mio tempo è stato assorbito. Ma non potevo lasciarlo in cantina, così sempre Federica mi ha suggerito di dividerlo a puntante finchè non mi fossi rimessa in carreggiata.

4- C’è un personaggio al quale sei particolarmente legata? E se sì, perché?

In effetti due. Adam per via di tutta la forza che ha dentro di sé e di tutto l’amore che potrebbe dare ma che il destino gli nega. E poi Beatrice. Io ho un debole per i personaggi forti, indipendenti e sensuali.

5- Ho letto nella tua autobiografia che sei una giocatrice di ruolo. Ci vuoi raccontare qualcosa riguardo questa tua passione?

Ho iniziato a giocare di ruolo sui mud (multi user dungeon) sono giochi testuali dove è possibile interpretare un personaggio. Il primo è stato Silmaril basato, ovviamente, sul Signore degli Anelli, è stato lì che ho conosciuto mio marito. Dopo due anni di pausa sono tornata, purtroppo con l’arrivo dei mmorpg (es. world of warcraft) i mud si sono svuotati, così sono arrivata su Equilibrium. È stato uno dei periodi più belli della mia vita, ho conosciuto giocatori di ruolo abilissimi e ho vissuto storie degne di essere raccontate in un libro. In effetti giocare di ruolo non è altro che diventare parte di una storia.

6- Quanto tempo dedichi alla scrittura? Segui il flusso delle idee e della fantasia o hai qualche rito particolare o qualche luogo preferito dove scrivere? 

Con due bambini piccoli il tempo per la scrittura è circoscritto alle loro necessità. Cerco di scrivere tutti i giorni, non sempre con i migliori risultati, ma cerco di essere costante. Le idee possono arrivare da qualunque cosa, un odore, un ricordo, una canzone, un’immagine. Ombre nasce da un ricordo, di me che cammino un sabato sera per Via De’ Mercanti a Salerno.

7- Ho letto che hai partecipato a diversi concorsi. Cosa ci racconti della tua esperienza?

I concorsi sono un’ottima palestra ti impongono di centrare l’argomento all’interno di un range di battute. Quando hai solo quattordicimila battute per parlare di un argomento sei costretta a essere attenta a come usi ogni parola. Una volta ho scritto un racconto di seimila battute, ma ancora oggi se lo leggo, per quanto la mia scrittura di allora fosse diversa mi vengono lo stesso le lacrime agli occhi. Non sono facili, ma per me sono stati formativi.

8- Qual è stato il primo libro che hai letto? Quello che hai amato di più? Quello che invece avresti non voluto leggere? 

Il primo libro che ho letto è stato un harmony di mia madre, credo che avessi circa dodici o tredici anni.

Il libro che ho amato di più Kitchen di Banana Yoshimoto, la sua capacità di introspezione dei personaggi è l’esempio vivente che non servono seicento pagine per trasmettere emozioni al lettore.

Il libro che non avrei voluto leggere? La ragazza della torre l’autrice non la ricordo nemmeno è stato uno dei pochi libri che non sono riuscita a terminare.

9- A breve dovrebbe uscire il terzo episodio, Himogene. Ci puoi anticipare qualcosa al riguardo? Regalarci un piccolo assaggio? 😉
La storia proseguirà dopo Himogene oppure è l’episodio conclusivo?

I signori delle Ombre non si concluderanno con Himogene, al momento prevedo almeno altri due episodi Rogue e Astarte, ma se quest’ultima metterà la parola fine non posso dirlo con certezza. I personaggi non fanno mai quello che vorrei.12688193_10209046627672024_2184322347703585329_n

Con il terzo episodio scopriremo cosa è successo a Himogene, ci saranno dei flash back sul suo passato e sul suo incontro con Adam, inoltre, i suoi compagni cercheranno di salvarla e Bea e Blackman avranno un nuovo incontro “molto interessante”. Scopriremo anche cosa è successo a una zona di Roma.

10- Altri progetti per il futuro? Un sogno nel cassetto che vorresti veder realizzato? 

Oltre Himogene e gli altri episodi dei Signori delle Ombre parteciperò nuovamente al concorso Io Scrittore con un urban fantasy (non posso dire di più altrimenti potrei rischiare l’esclusione), inoltre ho un romance in uscita e un’altro in fase di stesura.

Un sogno che vorrei veder realizzato? A parte vincere il superenalotto? Mi ritengo molto fortunata e ho tutto quello che vorrei, un marito paziente che mi ama, due piccole pesti. Scrivo ed è una droga per me, quindi se riuscissi a emozionare chi mi legge e magari un giorno arrivare in libreria potrei dire che ho realizzato il mio sogno.

Serenella ❤

A tu per tu con: Lucia Guazzoni!

Ehi Notters!

Come ogni mercoledì, ecco l’intervista a Lucia Guazzoni, che è stata protagonista del nostro lunedì di recensioni con il suo bellissimo romanzo “Brughiere Selvagge”.
Se anche voi amate la storia, le epoche passate e la magia di quei tempi, venite a scoprire di più su Lucia e il suo libro!

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1- Lucia, il tuo libro rappresenta un vero e proprio tuffo nel passato. Da cosa nasce questa tua curiosità, passione, interesse per l’epoca che fa da sfondo al tuo racconto?

Ho sempre avuto la passione per la storia e quindi a volte mi immergo in un periodo e ci vivo dentro per un po’. Questo periodo storico in particolare mi attirava e mi ci sono buttata dentro!

 2- Cosa ti ha spinto a creare “Brughiere Selvagge” e ad ambientarlo sia in Scozia che a Londra? C’è qualcuno o qualcosa che ti ha dato l’incipit iniziale?

Adoro la Scozia, le storie dei Clan, le canzoni, le leggende…e abbinare assieme la Londra un po’ libertina del tempo mi è sembrato una buona idea

3- Veniamo ai personaggi… ho apprezzato molto il fatto che nel racconto tu abbia dato il giusto spazio anche alla storia d’amore tra Bruce e Maeve piuttosto che focalizzarti solo su quella tra Bruce e Isobel. Perché questa scelta?

Diciamo che la storia è nata con Maeve; ma poi in mente mi è venuto il personaggio di Isobel e quindi ho spostato l’attenzione su di lei, mantenendo però vivo il personaggio quasi fatato di Maeve

4- Bruce è un uomo eroico, senza dubbio. Come nasce il suo personaggio?

Ah, io ho sempre amato i personaggi così! Forti, eroici, intraprendenti, i Principi Azzurri delle fiabe! E poi sono cresciuta vedendo Ivanhoe alla TV!

5- Leggendo il libro, è facile innamorarsi sia di Maeve che di Isobel, è impossibile non fare il tifo per loro! Ma questi due personaggi, a mio avviso, sono agli antipodi. Come li hai creati? Puoi svelarci qualcosa di più su entrambe?

Maeve è l’amore puro, la dolcezza della donna, la famiglia, tutto ciò che di positivo ci può essere in una donna. Isobel è la trasgressione, la sfida, la femminilità al quadrato. E non sono agli antipodi, ognuna delle due è DONNA completa e credo che dentro ognuna di noi ci sia un po’ di tutte e due

6- Tutta la storia è raccontata con grande ironia, nonostante la drammaticità degli eventi. Hai avuto difficoltà nel mettere insieme questi due elementi durante la scrittura del libro?

No, è il mio modo di scrivere, di vivere. Per quanto le cose vadano male, anche nella vita, cerco sempre di vedere il lato ironico, il lato leggero. E’ un sistema per andare avanti senza suicidarsi ad ogni angolo di strada o ad ogni difficoltà che si incontra!

7-Per raccontare il crudele piano messo a punto sia per l’uccisione di Maeve che per la “distruzione” di Bruce, hai preso spunto da qualche altra storia oppure è tutto frutto della tua fantasia?

Credo che in fondo alla nostra mente ci siano storie già raccontate, già udite. Non coscientemente, no, non ho copiato niente ma non potrei dire con certezza che non esistano da qualche parte…in fondo, noi raccogliamo le storie dall’universo, no?

8- Parliamo un po’ di te… dalla tu biografia ho letto che nel mondo della scrittura sei nata come autrice di articoli di viaggio e di costume nei quotidiani italiani ed esteri, poi hai deciso di scrivere libri. Come mai? Da cosa deriva questa tua scelta, questo tuo cambiamento?

Forse perché con gli articoli hai uno spazio limitato, un numero di battute in cui restare circoscritto e a volte invece mi veniva da approfondire, da allungare. Così ho optato per i racconti e per i romanzi e adesso mi trovo perfettamente a mio agio così

9- Ho letto anche che oltre a “Brughiere Selvagge”, hai anche scritto un romanzo d’amore e uno d’avventura. C’è un genere che prediligi di più, che ti cattura di più da sviluppare per creare un libro?

Il genere che preferisco è un mix di avventura, amore, giallo…sono cresciuta leggendo i romanzi “gotici” inglesi e mi piace quello stile che mischia un po’ la storia d’amore con un pizzico di suspense e di mistero. Ho cercato di attenermi a quel filone, che mi è decisamente congeniale

10- Ultima domanda Lucia: quando ci delizierai con un altro dei tuoi emozionanti romanzi? Noi di Notting Hill siamo tutte orecchie ! 😉

A breve uscirà un nuovo romanzo storico, sempre con lo stesso editore, Santi Edizioni, dove amore e mistero di mischieranno di nuovo in uno scenario ricco di atmosfera…altro non posso dire!!!

Edna ❤

Recensione di “Tutto questo o nulla” di Mari Thorn & Anne Went!

Ciao Notters,
arrivo anche a metà settimana a farvi compagnia (o a rompere le scatole, dipende dai punti di vista!) con una nuova recensione.
Una recensione a cui tengo tantissimo perché si tratta di un romanzo a cui tengo tantissimo di due autrici alle quali tengo tantissimo insomma è una recensione che mi emoziona a trecentosessanta gradi. Una recensione di un grande libro, di due grandi scrittrici. Una recensione che spero possa trasmettere almeno la metà delle emozioni che ha regalato a me. E’ “Tutto questo o nulla” di Mari Thorn & Anne Went.

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TITOLO: Tutto questo o nulla
AUTRICE: Mari Thorn & Anne Went
EDITORE: Self-Publishing
DATA PUBBLICAZIONE: 08 Febbraio 2016
GENERE: Romance
FORMATO: eBook
PAGINE: 167
PREZZO: € 2,99 (Gratis su Kindle Unlimited)

 

 

SINOSSI

Noah è un vigile del fuoco. Un lavoro aspro che lo costringe a non lasciarsi sopraffare dalle emozioni, ma dentro è segnato dalla guerra che gli ha lasciato più cicatrici di quante non ne abbia sulla pelle. Noah conosce solo un modo per vivere, il suo. Non pretende che la sua filosofia vada bene a tutti, pretende di essere lasciato libero di decidere per se stesso.
Carrie è la sua donna, o almeno lei si considera tale anche se lui non le ha mai promesso nulla più di quello che le ha dato fin’ora. Però Carrie non è come immagina lui, Carrie è esattamente come tutte le altre donne e vuole di più. Lo implora di accompagnarla da una consulente di coppia e Noah non riesce a trattenere il suo fastidio. Come è possibile che la donna con cui divide quei pochi momenti di vita fuori dalla tensione, non abbia capito che per lui tra uomo e donna deve esserci esclusivamente un dare e avere, onesto e senza alibi, fatto sì di rispetto ma limitato ad un sesso soddisfacente e appagante? Eppure la segue in quello studio così accogliente e formale dove li attende Lillian.
Lillian sa tutto sull’amore, sulle sue crisi, le sue debolezze, sa come riconoscere i segnali di allarme di un rapporto ormai logoro e sa cosa dire e far dire per provare a ricostruire.
Lillian. Noah. Lillian e Noah, e Carrie, che vuole costruire qualcosa che abbia un futuro. Ma quale futuro visto che Noah non crede nel futuro? Quale futuro se Noah tenta da sempre di dimenticare il passato? Per Noah esiste solo il presente.
Ma allora perché un uomo che nega ogni legame, che rifiuta ogni coinvolgimento, si ritrova a preoccuparsi per un ragazzino che ha perso tutto nell’incendio della sua casa? E perchè quella donna affascinante quanto insopportabile diventa la sua ossessione?
Lillian e Noah. Noah e le sue contraddizioni, Lillian e le sue paure.
Tra di loro si accenderà qualcosa a cui entrambi faticheranno a dare un nome. Qualcosa di tanto forte da non poter essere ignorato. La vita li metterà davanti a scelte spesso sbagliate, ma la passione li unirà nonostante le distanze, anche se il cuore faticherà a capire cosa li tiene vicini. Uniti e divisi fino al giorno in cui dovranno decidere se per tutto questo vale la pena di buttarsi nelle acque scure del futuro.
Un tuffo nell’ignoto, in un amore mai provato prima da entrambi, tanto spaventoso quanto inevitabile.

RECENSIONE
***ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER***

E’ una storia particolare quella di Noah e Lillian, i due protagonisti di “Tutto questo o nulla”. Una storia calda, piena, estrema.
La storia di un amore intenso, estenuante, tanto profondo quanto difficile.
Un amore che nasce per caso, un pomeriggio, quando Carrie e Noah fanno il loro ingresso nel studio di Lillian.
Lillian è una  consulente di coppia, una donna sicura, una di quelle convinte di avere la verità in tasca e di poterla vendere senza troppi problemi. Una donna che ama il suo lavoro, che crede in quello che fa e che concentra sulla sua professione gran parte della sue energie.
imagesLillian è bella, ma non di quelle bellezze statuarie né di quelle da copertina. Non ha il viso di porcellana, né grandi occhi azzurri e tanto meno un corpo da favola. Una bellezza particolare: il viso spigoloso, due bottoni neri a illuminarle il volto e una criniera scura a incorniciare quegli spigoli che presto saranno protagonisti dei sogni di Noah.

Questo primo incontro è l’emblema di quelli successivi, un mantra che si ripete ogni qualvolta i loro sguardi si incrociano.

Noah non la sopportava e Lillian forse anche peggio. Si sfidavano, continuamente, a suon di offese velate e di sguardi velenosi.

Noah non era un tipo facile, non nascose né a lei né alla sua fidanzata, Carrie, il disappunto di trovarsi in quel luogo, a raccontare i fatti suoi ad una sconosciuta alla quale non importava proprio un bel niente se il loro rapporto di coppia funzionava oppure no. Non sopportava il fatto che qualcuno potesse entrare nella sua testa, non più.
Non sopportava la saccenteria, né quella aria convinta e supponente di Lillian, quello sguardo indagatore che sembrava leggergli dentro… e sembrava riuscirci bene, troppo bene per lasciarla andare avanti.

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Noah è un vigile del fuoco, un ex militare. “Ex” si fa per dire, dopo aver visto l’orrore della Guerra non smetterà mai di esserlo, nell’anima sarà sempre un miliare; col suo gelo, la sua freddezza, la sua lucidità, quel tentativo di indifferenza, quella forza e quella sconfinata stanchezza celata da due occhi che brillano, forse per la paura.
Inutile girarci intorno, Noah è bello; dannatamente, maledettamente bello.
Il corpo scolpito, non solo dai muscoli ma anche dai tatuaggi, tante fotografie istantanee impresse sulla sua pelle come scatti convulsi di una polaroid. Gli occhi profondi ma distanti, occupati a nascondere chissà quale doloroso segreto.

Un inizio, tra i nostri protagonisti, di quelli che non definirei esattamente rose e fiori. Violento, spietato, passionale. Proprio come quello che provano l’uno per l’altra.
Noah e Lillian odiano.
Odiano sé stessi per quello che sentono nascere dentro e si odiano reciprocamente per ciò che rappresentano.
Noah e Lillian combattono.
Combattono contro la passione che li divora e per poter stare insieme.
Noah e Lillian amano.
Amano ciò che diventano quando i loro corpi si sfiorano e si amano, non volendolo ammettere neanche a loro stessi.

Si cercano, facendo credere al mondo di non volersi trovare.
Si baciano, incolpandosi l’un l’altro per quel gesto folle.
Si sfidano, senza tregua, senza rinunciare ai colpi bassi, solo per poter dire di aver attaccato per ultimi.
Ma la verità è che si vogliono, senza “se” e senza “ma”. Si vogliono contro ogni aspettativa, contro ogni regola, contro ogni logica.

Si vogliono al punto da rincorrersi ma hanno paura, tanta da lasciarsi andare.
Noi però lo sappiamo che in amore non esiste formula, né ragione e per Noah e Lillian non sarà diverso.

Si incontreranno una mattina, sul treno della metropolitana, diretti ognuno verso la propria vita, sulla propria strada. Una strada che non permette deviazioni, almeno finché i loro sguardi si incrociano.

“«Potremmo incontrarci qui tutti i giorni. Solo pochi minuti.»
«Tutti i giorni?» Stavolta trova il coraggio di alzare gli occhi che scintillano, pieni di sfida e d’incredulità. Ne approfitto di nuovo. La mia bocca è sulla sua, troppo stupita per riuscire a serrarsi in tempo. Il suo sapore è di caffè e menta e di un qualcosa che non riesco a definire ma che mi arriva dritto al cervello e lo manda in tilt. Siamo sulla metro, in mezzo a decine e decine di persone, è fidanzata, eppure l’unica cosa a cui riesco a pensare è che la voglio, come mai nessuna prima. Mi stacco, e resto fermo a un soffio da lei. Incrocio i suoi occhi. Dentro c’è sconfitta e sconcerto. «Pochi minuti… a te basterebbero, Noah?» Lei sa che non bastano, ma mi attacco alla speranza come un naufrago si tiene alla zattera persa tra le onde. «Lui ti ha sempre. Può toccarti, guardarti nuda, passarti la spugna sulla schiena mentre fai il bagno, sprofondare dentro di te ogni notte. Io ti chiedo solo i pochi minuti di una corsa in metro. Nient’altro.»”

E siglarono quel folle accordo consapevoli che l’indomani sarebbero stati lì e che quel giorno non avrebbero fatto altro che pensare alle sensazioni che facevano sentire vivo Noah, vivo come non lo era mai stato, rinato, guarito nel profondo, molto più di quanto lo avessero guarito quei medici dopo averlo trovato a brandelli tra le macerie di un esplosione in Iraq. Guarito nell’anima.

“Ho trovato una nuova droga, solo che stavolta ha il visetto appuntito a forma di cuore e uno sguardo che ti entra nell’anima e che vede bene, troppo bene. Non riesco a trattenermi. Le altre volte che mi succede cerco di essere rispettoso, solo che oggi non ho voglia dei calzini di Colin, ho voglia di trattenere lei e il suo profumo tra le mani. Mentre le porte si aprono la attiro a me. Sono rude, non ho alcuna grazia. Saccheggio la sua bocca, le mordo un labbro e la sento sussultare quando il suo sangue scivola sulla mia lingua. Sono euforico, ora mi sentirà ancora a lungo. Lillian si stacca e tampona la piccolissima ferita con il suo fazzoletto mentre scivolo via dal treno, eccitato e pieno di sensi di colpa.
Mi giro in tempo per intercettare il suo sguardo mentre il treno si allontana. Ha il fazzoletto sulle labbra ma potrei giurare che sta sorridendo.”

Lillian è la sua droga, la sua medicina, il suo perché, il motivo per respirare, la ragione per alzarsi la mattina e salire su quel vagone sopportando il dolore di vederla andare via. Ogni maledettissima mattina.

Noah è per lei la vita, la fiamma, il fuoco. L’entusiasmo, il sorriso sulle labbra.
Le sua mani sono ancore, il suo odore è casa, i suoi baci energia: linfa vitale.

Andò avanti per un po’, cercarono di farsi bastare quei pochi minuti insieme, dovevano farseli bastare perché non avevano alternative.
Ma un giorno qualcosa cambiò, una mattina quei dodici minuti sul treno non furono abbastanza.

“Non mi sazio mai di lei. Il letto sfatto di una pensione a due stelle è diventato il mio paradiso. È paradossale che un diavolo come il sottoscritto possa sentirsi in estasi, eppure è così. Vorrei avere il dono dell’eloquenza per saperle dire nel modo giusto che questo è il momento più felice e terribile della mia intera vita.

 

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Assorbo Lillian come una spugna con l’acqua, la faccio penetrare sotto pelle, imprimo le sue forme nelle mie mani. Mi porterò dietro tutto questo quando non ci sarà più. Ora non mi fermo, non le do pace e lei non la dà a me.

Ci distruggiamo l’un l’altro amandoci come solo gli amanti disperati sanno fare. Lillian mi stringe accasciandosi. Mi tiene così stretto che non potrei scivolare via da lei neanche volendo. Tanto non voglio. Resterei così fino alla morte.
Non riesco a dormire. Ad occhi chiusi ascolto il respiro di Lillian che si fa sempre più leggero. Il leone che c’è in me continua a ruggire, non è ancora sazio e riesco a tenerlo calmo solo con un estremo sforzo di volontà.  Un orologio mi ticchetta in testa. Non c’è tempo. Tutto, ora e subito. Lillian dorme tranquilla, per lei questo è un inizio, per me il contrario.
Vorrei poter rimanere, cullarla per tutta la notte e domattina ricominciare da capo, ma cosa otterrei? Inutile stringere ancora di più le catene che ci legano, impedirle di proseguire una vita che ama.
Crede di volermi ma quello che la acceca è il desiderio, altrimenti vedrebbe che non c’è niente da amare in uno come me. Se rimanessi finirebbe per accorgersene ben presto, esattamente come sta accadendo a Carrie. La osservo in silenzio, i lunghi capelli scuri sparsi sul cuscino, i seni che spuntano maliziosi dal lenzuolo che le si è attorcigliato lungo le gambe snelle, il sesso appena nascosto dal cotone. Dio come farò a fare a meno di lei? Un passo dopo l’altro, come un condannato nel miglio verde, mi rivesto in silenzio e scivolo fuori dalla camera e dalla sua vita.
So già che al risveglio mi odierà, ma posso sopportarlo se so che è felice. L’anello di fidanzamento che le circonda l’anulare ne è la prova. Io non sarò mai l’uomo giusto per lei, per milioni di motivi, uno sopra tutti: sono un vigliacco. Ho paura di amare e di soffrire di nuovo, e scappo finché mi sento in vantaggio, ma mai come ora questa sensazione mi sfugge.
Mi violento e chiudo la porta dietro di me, lascio che il sonno la culli al mio posto.
Esco all’aperto dopo aver lasciato una lauta mancia al portiere di notte perché le faccia trovare la colazione sulla porta. Mi allontano da quel posto e da lei e non mi guardo indietro, anche se ogni metro mette un macigno sul mio cuore e un’altra tacca, la più meschina, sulla mia coscienza da quattro soldi.”

Passò più di un anno da quella mattina. Da quella dannata mattina in cui Noah lasciò Lillian in quella squallida camera.

Un anno dopo Lillian era sposata (sposata e basta, senza vezzeggiativi, superlativi assoluti o relativi). Sì, portava una fede al dito… e un’altra nel cuore.
Noah era solo, o quasi. Nessuna donna a fargli compagnia, va bene qualcuna nel suo letto ogni tanto ma nessuna nella sua vita e tanto meno nel suo cuore. Nessuna sopo Lillian. Nessuna ne era degna, nessuna aveva il suo odore né la sua pelle. Nessuna quelle forme che si adattavano così bene alla sue mani. Nessuna aveva i suoi spigoli.

Un anno di esistenza, un anno in meno di Vita… fino a quel giorno.
Il giorno in cui, per caso o per fortuna, Lillian si ritrovò nello studio di Tosca, una bravissima tatuatrice che scoprì essere anche la sua, quella di Noah. Scorrendo le foto dei suoi lavori sul tablet, lo vide. Quel tatuaggio. Quall’angelo dai capelli neri ed il suo nome impresso indelebilmente sulla pelle. Era lui.

…Si ritroveranno? Lillian rimetterà in discussione tutta la sua vita per lui, per loro? Noah sarà finalmente pronto ad amare e lasciarsi amare? Il loro amore sarà sufficiente?

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Non vi svelerò come prosegue la storia, non posso farvi questo! Vorrei eh, ma non posso; sarebbe un dispetto troppo grande.
E’ una storia che va letta, che DEVE essere letta. Una storia che non può essere raccontata, nella quale dovete perdervi e lasciar correre le emozioni.

Un capolavoro. ❤
Ecco cos’è. Un libro che ti consuma, ti logora, ti distrugge. Un libro che scatena rabbia, dolore, un senso di inadeguatezza.
Un libro che detesti e che ami incondizionatamente.
Una storia intensa, cruda, brutale.
La storia di due anime affini spaventate dall’essere in fondo troppo simili. Due personalità diverse ma complementari. Due cuori ed una sola anima. Quella che senti squarciarsi in alcuni passaggi di questo libro e quella che senti leggera, quando in lacrime leggi la parola “Fine”.

Mari ad Anne hanno fatto un qualcosa che non so descrivere, non mi bastano le parole, non ne conosco abbastanza.
La loro scrittura è meravigliosamente coerente, ricercata e curata nei dettagli.
La banalità? Queste due autrici non sanno cosa sia.
Molto particolare anche la scelta della narrazione, che alterna la prima e la terza persona oltre ai due punti di vista dei protagonisti. Caotica dite? Forse, per chi non scrive come loro.

L’ennesima conferma della sconfinata bravura di queste due folli amiche, il primo romanzo a portare il loro nome per esteso… “ci hanno messo la faccia” e io posso solo dirvi che hanno fatto bene e che se era una scommessa, per me, hanno sbancato.

“Chi lo dice che l’amore è per forza gioia, serenità, leggerezza?
L’amore è bisogno, necessità, presenza. (cit.)”

Julie. ❤

Il mio giudizio:

voto-ottimo