Recensione di: “Tra le nubi del mio cuore” di Arianna Gallo

 

Ciao Notters, oggi vi parlo di un libro che mi ha regalato emozioni contrastanti e a volte non condivise con il pensiero della protagonista.
“Tra le nubi del mio cuore” di Arianna Gallo, un libro auto pubblicato.

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TITOLO: Tra le nubi del mio cuore
AUTORE: Arianna Gallo
EDITORE: Self-Publishing
DATA PUBBLICAZIONE: 25 Maggio 2015
GENERE: Romanzo Rosa
FORMATO: Ebook
PAGINE: 183
PREZZO: € 0,99 (Gratis per Kindle Unlimited)

 

SINOSSI

Una vita da sogno, una casa da dividere con l’amore della sua vita.
Anna ha tutto ciò che una ragazza possa desiderare.
Nel suo futuro una sola persona: Leo
Non cambierebbe con nessuno al mondo la strada che fino ad oggi l’ha condotta verso la felicità.
Ma ben presto, quella stessa strada subirà delle variazioni.
Nella sua mente, inizieranno a prendere posto milioni di domande che non avrebbe mai pensato di porsi.
Molte cose cambieranno, niente sarà più lo stesso.
Lei, non sarà più la stessa.
Riuscirà a scoprire cosa, o meglio, chi è nascosto tra le nubi del suo cuore?

RECENSIONE
*** ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER ***

Anna e Leo sono una giovane coppia che convive. Una di quelle coppie invidiabili, bellissimi e innamorati. Tutto sembra procedere al meglio, Anna lavora alle poste e Leo è un giornalista.  Vivono un amore romantico, dolce… insomma una favola! Fino a quando le nubi del cuore di Anna sono pronte ad oscurare il vero amore. Gabriel è il nuovo direttore delle poste, dove lavora Anna. Un uomo attraente quanto pericoloso.

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«Cosa ti fa credere che io non sia single?»
«La tua bellezza.»
Arrossisco come mio solito, e non riesco a dire neanche più una parola.
«Dai, non essere così timida. Altrimenti mi costringi a non parlarti più, sono un tipo sincero io.»
Gli sorrido, e rispondo alla sua domanda. «Comunque sì, sono fidanzata. E tu sei sposato? »
«Credi che sia altrettanto bello da non poter essere single?»
Ed ecco che ancora una volta mi mette in imbarazzo. Non so davvero cosa rispondere, ma lui inizia a ridere e capisco che si sta prendendo gioco di me per la mia timidezza. Mi ricorda tanto quella stronza di Monica.
«No, io sono super libero.»
«Per scelta?»
«Sì ancora non ho trovato la donna giusta per me. O meglio, ancora non ho trovato una donna coi tuoi stessi occhi.»
Ci sta provando con me o cosa? Qualunque cosa stia tentando di fare, deve smetterla di giocare così. È un uomo abbastanza maturo, dovrebbe imparare a comportarsi meglio con i suoi dipendenti.
«Smettila di prenderti gioco di me.» Gli dico con un sorriso forzato, con l’impulso di versargli la tazza con il cappuccino in testa.
«Dico sul serio. Hai degli occhi neri e profondi come la notte, di rado se ne vedono.»
«Di occhi neri ne è pieno il mondo.»

Anna si lascia affascinare dalle lusinghe di Gabriel, fino a renderle l’idee confuse. Non è più sicura di amare Leo, l’amore della sua vita, il suo futuro sposo, il suo sole ogni mattina, pronto ad amarla in ogni attimo del giorno. Ma non è neppure innamorata di Gabriel, almeno lo crede.  Prende una decisione, lasciare Leo. Ma sarà la scelta giusta?

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Gabriel saprà darle ciò che Leo le da ogni giorno? Sarà solo una banale avventura? E le nubi del cuore di Anna si dissolveranno? Queste sono le domande che vi porrete ad ogni pagina. “Tra le nubi del mio cuore” è un bel libro, ma avrei voluto che l’autrice approfondisse certi passaggi. Che per il mio umile parere risultano un po’ superficiali. Succede tutto troppo velocemente, volevo leggere un po’ di più dell’avventura di Anna e Gabriel e, avrei voluto che Leo si fosse comportato in altro modo. A volte ho odiato la protagonista, non perché butta al vento una storia d’amore importante  per un’avventura, ma per il modo che tratta il suo fidanzato Leo a volte troppo infantile. Ma in ogni caso mi sento di consigliarlo, nella sua interezza esprime il messaggio che l’autrice cerca di far trapelare nelle pagine di “Tra le nubi del mio cuore”.

NON SEMPRE IL NOSTRO CUORE PRENDE LE SCELTE GIUSTE. MA L’IMPORTANTE E’ ACCORGERSI CHE COS’E’ GIUSTO! 🙂

Naty ❤

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Tra le nubi del mio cuore

 

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Recensione di: “Ombre” di Maddalena Cafaro

Ciao Notters, questa settimana ho per voi una doppia recensione!
Sempre del mio amato genere fantasy 😉 e oggi vi parlo del primo volume di Maddalena Cafaro “Ombre” e a breve vi parlerò anche di Pyrox 🙂

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TITOLO: Ombre
AUTRICE: Maddalena Cafaro
EDITORE: Self-Pubishing
DATA PUBBLICAZIONE: 12 Settembre 2015
GENERE: Thriller Paranormal
FORMATO: eBook
PAGINE: 39
PREZZO: € 0,99 (Gratis per Kindle Unlimited)

SINOSSI

Strane sparizioni si susseguono di notte in notte, la paura corre sottile mentre passi silenziosi si allontanano tra le ombre. Un uomo è in cerca di vendetta oppure di giustizia, tutto per salvare colei che ama da una fine peggiore della morte. Adam è un Signore delle Ombre, un mito tornato reale per porre rimedio a un errore a cui lui stesso ha contribuito. Al di là delle tenebre, al di là della luce solo una cosa potrà salvare il destino di Adam e Livvy.

RECENSIONE

 

“Il rumore cadenzato dei passi risuonava nella notte, l’eco sinistro si propagava nel vecchio vicolo, facendo da sottofondo al tremolante riflesso dei lampioni di Via De’Mercanti.

La pioggia cadeva sottile penetrando nelle ossa, nonostante il riparo dell’ombrello. Tutte le saracinesche erano abbassate, nessuna insegna luminosa che potesse tenere compagnia lungo il tragitto”.

Un romanzo particolare, una storia che ho letto con piacere.
È un romanzo breve, l’ho finito in un’oretta neanche eppure…quando l’ho finito non mi ha lasciato incompleta, a pormi domande su quanto successo, l’unica domanda che mi sono posta è stata: cosa succederà nel seguito? Non vedo l’ora di scoprirlo!
A mio modesto avviso è un romanzo breve ma completo. Perfetto così com’è.
Da subito si entra nell’atmosfera di mistero che impregna ogni singola pagina.
Chi è il ragazzo che sta camminando per strada? angel70
Perché ha la sensazione di essere seguito?
E cos’è quell’ombra spessa che avvolge ogni cosa?
Morti inspiegabili rendono il paese agitato, nervoso.
Cinque persone sono scomparse.
Senza lasciar traccia.
Senza lasciar il benché minimo segno della loro presenza.
Cosa sta succedendo?
Nessuno se lo sa spiegare, la polizia meno che mai.

Un giovane uomo cammina nell’ombra. Adam. Un animo tormentato. Una colpa da espiare. Un gioco finito male.
Una ragazza, il suo unico amore, da salvare. A ogni costo. Anche a costo della propria stessa vita.
Ma Adam non è un ragazzo come tanti, lui è diverso, è QUALCOSA di diverso, un’entità, un mostro, vive dentro di lui.
Perché un anno prima qualcosa di oscuro è successo, sembrava soltanto un gioco e invece era un piano malvagio, qualcosa di più grande di lui, che è sfuggito al controllo di tutti.
immagine_12Ma Adam è anche un ragazzo.
E lui ama Livvy con tutto se stesso.
Livvy che è fragile e vittima di una dipendenza.
Livvy che vorrebbe cambiare ma non sa come fare.
Livvy che ama e uccide il suo amore.
Livvy che prima lo conduce verso le vette più alta del paradiso per poi scaraventarlo nelle più oscure profondità degli inferi.
Livvy, il suo angelo, il suo demonio, il suo amore, la sua ossessione.

Adam combatte contro se stesso e contro la maledizione che ha colpito lui e gli altri. E combatte contro qualcuno che sembra conoscerlo bene, qualcuno che si presenta come amico ma che avverte come un nemico.
E cosa si è disposti a fare per salvare chi si ama?
Fino a che punto si può arrivare?

“Saresti disposto ad accollarti, oltre al tuo dolore, anche il suo? A ripulire il suo karma da tutta la negatività che ha accumulato nei secoli?”

Un libro da leggere senza fermarsi mai, un libro che ti catapulta da subito dentro la storia, che ti fa soffrire assieme ad Adam, che disperatamente cerca di salvare la sua Livvy, dai demoni, da se stessa, da quello che potrà essere il suo destino.
Un libro che non deve far ingannare per la sua brevità, anzi!
Un punto in più per l’autrice che è riuscita a trasmettere emozioni e sensazioni vivide in poche pagine. 😉
Non vedo l’ora di leggere il seguito, di scoprire come proseguirà la storia, se ritroverò Adam oppure incontrerò altri personaggi interessanti come lui.

Lo consiglio? Assolutamente sì! 🙂

Serenella.

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Ombre

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Recensione di: “L’amore è una formula matematica” di Cinzia Giorgio!

Ciao Notters 🙂
Bentrovati e… buon lunedì!
Sì lo so, il lunedì è una giornata difficile ma oggi ho la soluzione anche per chi ha l’umore a terra e non riesce a scrollarsi di dosso la nostalgia del weekend! La soluzione che vi propongo ha un nome: è Cinzia Giorgio. Il suo antidoto? “L’amore è una formula matematica”.

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TITOLO: L’amore è una formula matematica
AUTRICE: Cinzia Giorgio
EDITORE: Rizzoli
COLLANA: YouFeel
DATA PUBBLICAZIONE: 26 Novembre 2015
FORMATO: eBook
GENERE: Romance
PAGINE: 99
PREZZO: € 2,49

 

SINOSSI
Non fate mai i conti senza il cuore

A pochi giorni dal matrimonio Carlotta viene abbandonata dal fidanzato. E non ci sarebbe nulla di insolito: a volte capita. Peccato che Carlotta sia la guru indiscussa in materia d’amore… L’autrice del manuale bestseller “L’amore è una formula matematica”, e conduttrice di un programma tv in cui insegna come si costruisce la relazione perfetta, ora dovrebbe ammettere davanti a tutti che le sue regole non funzionano? Presa dal panico e terrorizzata dalla possibilità di essere derisa a reti unificate, Carlotta fugge da Roma e si rifugia a Orvieto, a casa di Jane, proprietaria di una splendida libreria. Ma i suoi problemi sono appena cominciati, perché lì vive e lavora Giulio, una vecchia conoscenza che metterà a dura prova le teorie in cui Carlotta crede fermamente. E allora quali formule dovrà applicare per trovare la soluzione al problema “cuore”?
“L’amore è una formula matematica” si ispira all’indimenticabile “Emma” di Jane Austen. Dopo “Prime catastrofiche impressioni”, “Cosa farebbe Jane?” e “Il bello della diretta”, il quarto e ultimo appuntamento con la miniserie “Le ragazze di Jane Austen”.
YouFeel è un universo di romanzi digital only da leggere dove vuoi, quando vuoi, scegliendo in base al tuo stato d’animo il mood che fa per te: Romantico, Ironico, Erotico ed Emozionante.
RECENSIONE
***ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER!***
“L’amore è una formula matematica” è una scoperta per me e la collana Youfeel di Rizzoli l’ennesima conferma! 🙂
Questa è una storia che si guadagna diversi primati tra i testi che custodisco gelosamente nella mia libreria digitale: il primato di ironia, quello di irriverenza, di originalità e di sfrontata genuinità. E’ un libro che racconta i più famosi stereotipi femminili e gioca su questi con un’ilarità senza pari.
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E’ la storia di Carlotta Capanna, una donna che non è niente di più lontano dalla ragazza della porta accanto o acqua e sapone. Non è ingenua come Cappuccetto Rosso né pura come La Bella Addormentata nel Bosco; questa è una favola moderna, un’equazione perfetta di romanticismo e ironia.Carlotta Capanna è una donna bella, indipendente, stabile economicamente (dire ricca era suonava come un clichè :p). Una donna che vive nella frenesia di una grande città come Roma ed è talmente impegnata che il suo stato sentimentale su Facebook potrebbe tranquillamente essere “Fidanzata Ufficialmente con iPhone”! Carlotta è la famosissima autrice del libro “L’amore è una formula matematica”, il manuale più letto ed apprezzato dalle lettrici italiane, così apprezzato da dare origine ad un format televisivo di cui Carlotta è conduttrice. Cosa chiedere di più?
La nostra protagonista è una maniaca del controllo (no, non volevo citare il Santissimo Christian Grey né Sua Maestà E.L. James, ma vi giuro che lo è!) e dell’organizzazione, la sua vita segue schemi precisi, formule scritte e scientificamente testate dalle sue fedelissime lettrici; formule con le quali ha consolidato l’amore di tante coppie che ogni giorno la contattano per confermarle quanto siano felici e innamorate, prima fra tutte sua sorella Vittoria che, grazie a suoi consigli,  si è sposata con l’amore della sua vita e ha dato alla luce due bellissimi bambini.
Una vita quasi perfetta, una carriera consolidata, una reputazione da fare invidia alle showgirl più famose della TV, un corpo da favola… neanche un Lucano potrebbe migliorare le condizioni di vita di Carlotta se non fosse che Roberto, il suo storico fidanzato, la abbandona a pochi, pochissimi, giorni dal loro matrimonio.

…Una vita distrutta. Le risposte alle sue domande vane. Improvvisamente è tutto buio. Cosa dirà ai suoi lettori? Lei, la Guru dell’amore, piantata all’alba del suo matrimonio. Con che faccia racconterà ai fans come comportarsi per garantirsi l’amore perfetto quando proprio lei non è riuscita a tenersi stretto il fidanzato facendosi mollare con un piede sull’altare?
Carlotta è disperata, non vuole deludere Vittoria né tanto meno i suoi lettori e per la prima volta non sa cosa fare, cosa dire e come uscire da questa situazione catastrofica fino a che non le balena in testa un’idea: fuggire.

Sì, ne è convinta: cambierà taglio e colore di capelli, una trasformazione in piena regola ed una fuga che farebbe invidia ad Angelina Jolie in “Salt”.

“Forse dovrei comprare delle lenti a contatto colorate. Ho sempre desiderato avere gli occhi verdi. Perché no? Si useranno ancora? Ci penserò dopo, oragambe-sexy-che-corrono-tacchi-alti-36263622hh devo fuggire. Mi infilo le scarpe. Possibile che io non abbia pensato di comprare un paio di ballerine? Guiderò da cani con il tacco dodici. Dannazione.

Entro distrattamente nell’ascensore e per poco non mi prende un colpo: stento a riconoscermi. La trasformazione è perfetta, magnifica. Sorrido compiaciuta alla mia immagine nello specchio e premo il pulsante per il garage. Sono appena salita in strada dalla rampa del garage quando sento distintamente la voce di mia sorella Vittoria che parla al telefono. È davanti al portone di casa e la vedo dallo specchietto retrovisore, mentre accelero per fuggire via da Roma.
Mi sento euforica, che strano. Voglio dire, sto scappando perché ho fallito nel mio mestiere di guru dell’amore eppure un senso di euforica allegria mi pervade. Accendo lo stereo e mi metto a cantare, seguendo Who Knew di Pink. La mia voce diventa sempre più alta, e arrivata al raccordo anulare mi rendo conto che sto cantando a squarciagola. Ah, questa sì che è vita! Da anni non provavo un senso di liberazione così forte, violento, catartico.

Mi immetto in uno svincolo senza sapere dove sto andando. Sono sulla Roma-Firenze? Boh, poco importa! Premo il piede sull’acceleratore e mi dirigo verso la mia destinazione ignota. Verso una nuova vita. Al diavolo tutti.”

La destinazione ignota di Carlotta ben presto ebbe un nome e, nonostante la meta fosse del tutto casuale, quel nome le ricordava qualcosa: Orvieto.
Chissà perché quella città le suonava familiare, non aveva parenti a Orvieto né amici eppure…
Cominciò qui l’avventura della nostra protagonista, un’avventura che la vedeva fuggitiva sotto una pioggia battente, senza un posto dove andare né qualcuno con cui parlare.
Era sotto copertura e, anche se non era una spia della CIA, doveva assolutamente mantenere l’anonimato!
A salvarla da una notte rannicchiata al gelo nell’abitacolo della sua macchina fu Tommaso, che per una serie di eventi fortuiti, arrivò in suo soccorso e, senza fare troppe domande, la invitò a trascorrere la notte a casa sua insieme all’adorabile zia, Jane.
Da quel momento, la reale identità di Carlotta venne riposta accuratamente in un cassetto e la nostra protagonista cambiò nome e diventò Emma.Tra Jane ed Emma (che vi ricordo essere sempre la nostra Carlotta) nacque subito una forte simpatia, un affetto sincero e disinteressato che le portò a diventare amiche. Jane era una donna ammirevole, una donna generosa e dal cuore immenso, abituata ad aiutare gli altri più di sé stessa.

La mattina successiva, Emma raggiunse Jane alla libreria di cui è proprietaria, la “Libreria dei Sette” e fu proprio lì che incontrò quello che diventerà la valida ragione della sua fuga, la risposta ai suoi “perché?”, il motivo delle sue riflessioni…

“Gironzolo ancora un po’ nella grande libreria e mi ritrovo, senza volerlo, davanti agli scaffali dedicati alla manualistica. Eccolo lì, il mio libro. È tra quelli più in vista. Invece di esserne felice mi vergogno come una ladra, afferro una copia e osservo la mia foto in bianco e nero sul retro della copertina.

«Faccia da schiaffi!» sussurro a mezza voce.Manganiello-olycom.jpg

«Ma no, è solo un po’ supponente» risponde qualcuno alle mie spalle. Mi giro, nascondendo il libro sotto una pila di libri sull’autocoscienza e guardo il mio interlocutore. Alto, spalle larghe, capelli lunghi ma non troppo, occhi scuri e barba di almeno una settimana.

Accidenti che bell’uomo… Un momento… ma io… oh no, no, no!

Merda! Io questo lo conosco, non lo conosco bene ma lo conosco. Merda! È il testimone di mio cognato, suo cugino nonché suo migliore amico. Al matrimonio di mia sorella eravamo seduti assieme agli sposi, perché io ero la testimone di “Vittoria e lui di Paolo. Se mi riconosce sono fritta. Abbozzo un sorriso evitando di commentare. Calmati, Carlotta, hai fatto la tinta e tagliato i capelli, ricordi? E se riconosce la mia voce? Sono almeno due anni che non lo vedo. L’ultima volta che ci ho parlato è stata, se la memoria non mi inganna, due anni fa al battesimo di mio nipote Luca. Ho buone probabilità che non mi riconosca, mi auguro. Merda! Ora mi spiego perché Orvieto mi sembrava un luogo familiare: mia sorella e Paolo ci vengono spesso a trovare… a trovare… come diavolo si chiama? Ecco, mi dico, lo vedi? Nemmeno ti ricordi come si chiama, figurati se lui si ricorderà mai di…

«Intendevo l’autrice» mi spiega sorridendo. Avrà notato il mio panico? Okay, cerchiamo di essere razionali, mi impongo, comportiamoci come se nulla fosse.

 Ed eccola l’incognita, quella odiata nelle espressioni algebriche, quella che non riusciamo a capire né a risolvere: Giulio Cavalieri.
Il fulmine a ciel sereno nella vita, già di per sé incasinata, di Carl…ehm Emma.
Contro ogni aspettativa, la passione tra Emma e Giulio divenne presto irresistibile (per presto intendo subito eh?) e la nostra Guru dell’amore si trovò ad infrangere tutte le sue formule, una dopo l’altra.
Riuscite a capire il cataclisma che è piombato nella vita di questa donna, riuscite a capirne il dramma? Una vita a professare regole, consigli e emendamenti su quel bizzarro sentimento che chiamiamo “Amore” e *puff*! in ventiquattro ore tutte le certezze sono andate in fumo: la sua vita di coppia, la sua reputazione, la sua identità e… il suo manuale!Emma si trovò a crogiolarsi in quei dubbi che tanto condannava, anche lei si trovò a farsi quelle fastidiose ma classiche domande che noi donne ci facciamo immancabilmente quando ci piace qualcuno “Perché non mi chiama?”, “Dovrei forse chiamarlo io?, “Mi faccio trovare davanti a casa sua”? :)Quella tra Emma e Giulio è una storia esilarante, una storia di una dolcezza leggera, di un romanticismo velato, di un amore improvviso e incontenibile ma al tempo stesso delicato. Le incomprensioni, le alzate di testa e l’orgoglio non furono alleati di questa unione, si rincorsero, si guardarono da lontano, si cercarono senza dirselo, si pensarono e soprattutto si desiderano silenziosamente, ciascuno nel suo letto a fissare il soffitto almeno fino a che…

​“Sullo schermo mi compare la notifica di un messaggio su whatsapp.
L’utente è sconosciuto. Sono quasi tentata dal cancellarlo per paura che sia un giornalista, ma la curiosità ha la meglio: “Mi spieghi come faccio a chiamarti se non mi lasci nemmeno il tuo numero?”
Guardo lo schermo e rileggo il messaggio. Chi diavolo è? Qualcuno che ha sbagliato numero, è evidente. Cosa faccio? Glielo scrivo o non rispondo? Domanda superflua: quale donna non risponderebbe se sapesse che in ballo potrebbe esserci la felicità di un innamorato? Ecco, io mi sento in dovere morale di rispondere.
“Mi dispiace ma temo che lei abbia mandato questo messaggio alla persona sbagliata” digito.
On line… sta scrivendo… on line… sta scrivendo… on line… sta scrivendo… In quel momento mi si accende una lampadina nel cervello: e se fosse…? Non faccio in tempo a pensarlo che arriva la risposta.
“Non credo, Carlotta. A meno che tua sorella non mi abbia dato di proposito il numero di un’altra donna”.
“Giulio?”
“Brava! Non ti facevo così perspicace.”
“Scemo!”
“Senti, non mi piace scrivere messaggi, preferisco di gran lunga il faccia a faccia… ci vediamo domani al pozzo di San Patrizio?”
“Perché proprio lì?”
“Lo scoprirai domani alle undici in punto.”
“Dove ci vediamo, di preciso?”
“In fondo al pozzo, che domande! ’Notte.”
“Buonanotte. A domani…”

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Mi fermo, con molta fatica, e non vi svelo altro ma DOVETE e dico DOVETE leggere questo libro. Cinzia è una perla dell’editoria italiana e questo libro me lo conferma!

Una storia semplice, dalla trama ben sviluppata ma al tempo stesso originale e divertente. Questo libro sembra il diario di un’adolescente innamorata e al tempo stesso il racconto di una mamma alla figlia adolescente su “cosa va fatto e su cosa è da evitare”.
Una storia di stereotipi che ti fa sorridere e al tempo stesso ti fa riflettere su quelle stupidaggini che ciascuna di noi ha fatto e magari ha confidato solo all’amica più cara. Una storia completa e scritta in maniera magistrale.
Una storia che ho adorato dall’inizio e ho amato quando Cinzia ha scritto…

“La vera regola in amore è che non esistono regole. Tutto può accedere e puntualmente tutto accade.”

Ho avuto modo di dirglielo in privato e lo scrivo qui, pubblicamente, perché è giusto che lo sappiate prima di correre a comprare questo libro: se per l’amore esistesse una formula e quella formula la scrivesse Cinzia Giorgio… beh io comprerei il manuale senza pensarci due volte! ❤

Julie.

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Recensione di: “Dire Amnesia” di Raffaella Grandi

Ciao Notters!
Oggi voglio presentarvi un romanzo che aspettavo da qualche mese con trepidazione, uno dei più emozionanti che io abbia letto negli ultimi tempi, uno che resterà a lungo nel mio cuore, un romanzo che merita senza ombra di dubbio il cartaceo (spero arrivi presto) e che mi fa sperare nel seguito, che deve arrivare il prima possibile, visto il finale da cardiopalma che si ritrova!

Oggi vi parlo di “Dire Amnesia” di Raffaella Grandi! 🙂

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TITOLO: Dire Amnesia – Il Campo dei Soffioni
AUTRICE: Raffaella Grandi
EDITORE: Self-Publishing
DATA PUBBLICAZIONE: 11 Gennaio 2016
GENERE: Fantasy
FORMATO: eBook
PAGINE: 246
PREZZO: € 3,37 Google Play

SINOSSI

Sono passati nove mesi dal giorno in cui Elisa è caduta nel “Buco del Diavolo” salvandosi solo grazie all’aiuto di Stephen, il misterioso angelo nell’ombra… la sua anima gemella. Un Dire Wolf.
La sua vita è ormai tornata ad essere tranquilla; non ha più avuto visioni di morti imminenti, e il rapporto con Sam si trova ad una svolta decisiva.
Una sera, mentre lo aspetta per festeggiare insieme il suo compleanno, ha la visione che cambierà per sempre non solo il corso del suo destino, ma anche quello di molte persone che le vogliono bene.
Scompare per diverse ore e, quando finalmente viene ritrovata sanguinante e sotto shock accanto ad un cadavere brutalmente dilaniato dai morsi di una bestia feroce, Sam e Stephen capiscono subito che quell’episodio l’avrebbe segnata per sempre.
Un violento colpo alla testa le ha causato una frattura cranica, spazzando via i ricordi degli ultimi due anni di vita… compresi quelli dell’omicidio a cui, con tutta probabilità, ha assistito.
Riuscirà Elisa a scoprire chi si nasconde dietro l’efferato omicidio di cui non ricorda niente?
Cosa ne sarà del suo rapporto con Sam, ora che non ricorda più nulla del loro amore?
Un’avventurosa corsa contro il tempo.
Un giallo che si svela un poco per volta.
Un’appassionante storia d’amore che vi terrà con il fiato in sospeso fino all’ultima pagina.
Dire Amnesia– Il campo di soffioni” è la prima parte del seguito di “Dire Wolf”.

RECENSIONE
***ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER***

Ho amato questo libro sin dalle primissime pagine perché mi sono ritrovata nuovamente catapultata nell’atmosfera magica, quasi fiabesca che tanto avevo apprezzato nel primo capitolo.
Ero curiosa di scoprire come proseguiva la storia, che piega avrebbe preso (se sarebbe stata la stessa che io desideravo leggere) e posso dire che le mie aspettative non sono state minimamente deluse, anzi!

“Negli  ultimi giorni ho passato  molto tempo a riflettere sulla vita, sul suo significato. Per qualche ragione che ancora non so spiegarmi, non riesco a togliermi dalla mente la convinzione che ci sia sempre una  ragione ben definita dietro ai fatti  che accadono ogni giorno. Magari  sapientemente occultata da qualche parte fra gli schizzi predisposti dal destino e le morbide  pieghe del nostro inconscio…Oppure, messa così in evidenza da  indurci d’istinto a fare di tutto per  nasconderla alla vista del mondo intero. Per paura, diffidenza, bisogno di proteggere ciò che amiamo.
Ogni cosa che accade, persino  quella che ci sembra più banale e  insignificante, ha un senso ben preciso. Niente è lasciato al caso…  E che siano l’amore, l’odio, o  qualsiasi altro sentimento puro o meschino a darci la sensazione di potere in qualche modo decidere  del nostro destino, rimane il fatto che ciò che deve accadere accade, semplicemente”.

Ritroviamo Elisa, la protagonista del primo libro, dolce, determinata, testarda al punto da risultare esasperante, coraggiosa, altruista, ironica e combattiva.
Una voce che proviene dal futuro e che sembra voler analizzare, spiegare, capire il passato.

Un salto nel futuro.
Prologo. 25 luglio 2003.
La storia dieci anni dopo.
Due bambini che sorridono allegri.
Lontani dalla brutalità del mondo.
Una madre che li guarda amorevolmente da lontano.
E con la mente ritorna al passato.

Capitolo uno. 11 settembre 1993.
Sono passati quasi due anni da dove si era interrotta la storia.
Elisa e Sam stanno insieme, si amano molto, ridono, pensano al futuro, scherzano, cercano di conciliare i vari impegni, la scuola, il lavoro, il branco di lupi, la famiglia, provando a conoscersi ancora più a fondo, non solo come amici ma come due innamorati.
Tutto sembra andar per il meglio, il clima è gioioso, allegro, spensierato.
Fino alla notte in cui cambia tutto.

Elisa ha una visione.
Vede attraverso gli occhi di un suo amico, di un licantropo.
Vede la morte del ragazzo sopraggiungere.
Una giovane vita che viene brutalmente spezzata.
Vede il nemico della sua razza, un Dire Wolf, uno spietato licantropo che si ciba di carne umana e che prova piacere nel ferire e infierire sulle proprie vittime, dare inizio a un subdolo e perverso piano di distruzione.
Ed Elisa non può stare a guardare, non vuole.
Lei, che ha un cuore enorme, corre per provare a salvare quel ragazzo.
Ed è lì che tutto precipita.

moon-fantasyUn corpo martoriato.
Un nemico che si nasconde nell’ombra.
Un nemico che osserva e scruta.
Dubbi, insicurezze. Paura.
E al centro di tutto lei: Elisa.
Vittima predestinata, pedina in un gioco pericoloso di cui non conosce le regole, testimone di un massacro.
Torturata dai sensi di colpa per qualcosa che sa, che ha visto…ma che non ricorda.
Un colpo violento alla testa ed Elisa perde la memoria.
Amnesia grave, che le strappa gli ultimi due anni di ricordi.
Quello che è, quello che potrebbe diventare, quello che prova.
Ogni ricordo è cancellato.

E in suo arrivo arriva Stephen, il suo cavaliere dall’armatura scintillante, sempre pronto a sostenerla e a salvarla.
Senza mai chiedere nulla in cambio.
Pronto persino a dare la propria vita per quella di lei.
Stephen che l’ha sempre protetta, che ha sempre vegliato su di lei, lontano, nell’ombra.
Stephen che ha sempre risposto al suo richiamo, che non riesce a starle lontano.
Come uomo, come amico, come lupo.

Un filo rosso che li unisce.
Un segreto che fa vibrare l’aria intorno a loro.
Un legame forte e incrollabile.

dcf4e7cc174a293d4c303ca2423bb22b“Nel silenzio tombale che seguì, si  udì solo il suono soffocato dei  miei singhiozzi. Quella non poteva essere la  realtà…  Doveva  sicuramente trattarsi di un incubo. Del più orribile, macabro incubo  che
 avessi mai avuto in tutta la  vita. Mi  nascosi il viso con le mani,  il corpo ormai al limite delle forze scosso da un pianto inarrestabile. Qualcuno mi mise saldamente un braccio attorno alle spalle e uno sotto alle ginocchia, sollevandomi  di peso senza il minimo sforzo. Mi  ritrovai con il viso schiacciato su di un petto duro come il marmo, senza riuscire a trovare la forza di oppormi.”

Un segreto (per voi, non per me che ho letto il libro 😉 ) che mi ha tenuta incollata fino all’ultima pagina.
Confesso che, sinceramente, non volevo finirlo, avrei voluto durasse ancora altre cinquecento pagine come minimo!
A volte ci sono storie che non finiscono mai, che appaiono lungue, interminabili e a tratti noiose, e altre (ed è il caso di Dire Amnesia!!) che, invece, finiscono troppo presto.
Ho adorato questo libro e aspetto con trepidazione il seguito!

Elisa e Stephen sono due personaggi indimenticabili.
Ogni volta che entrano in contatto, si può sentire l’aria crepitare.
La tensione e l’attrazione sono così intense da far male.
Basta uno sfiorarsi casuale per incendiare l’universo.

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“Gli sfiorai d’istinto le mani intrecciate in sospensione fra le  ginocchia, osservando le spalle    incurvate in avanti con una stretta  al cuore.
Fu un attimo.
Con ogni probabilità anche meno,  eppure bastò a cambiare tutto.
La mia personale percezione del  mondo, per cominciare.”

Sono ghiaccio e fuoco.
Sono luce e ombra.
Sono due poli che si respingono e si attraggono.
Sono due universi che collidono.
Sono scintille.
Sono elettricità mal trattenuta.
Sono due anime che si riconoscono.
Sono due libri aperti l’uno per l’altra.
I silenzi parlano, uno sguardo parla.
E un abbraccio diventa casa.
E stare vicini senza potersi toccare fa male.
Ma stare lontani è più di un dolore fisico, è sofferenza dell’anima.

“C’era qualcosa nei suoi silenzi. Qualcosa di così intenso e travolgente che mi affascinava e spaventava insieme.
Di colpo, fu come se nella stanza ci fossimo solo io e lui.
Sguardo nello sguardo. Anima nell’anima.”

Due anime gemelle destinate a essere separate.
Perché Elisa sa di amare il suo Sam, il suo migliore amico.
Sa che un’altra Elisa, solo qualche mese prima, ha preso un’importante decisione.
Ma sa anche che non può stare lontana da Stephen.
E l’amnesia che l’ha privata di due anni di ricordi non fa che peggiorare la situazione, la confonde, la rende insicura, incerta e preda dei dubbi.
È come se esistessero due Elisa.
La Elisa che tutti conoscono, che Sam adora e ama al di sopra di ogni cosa, la Elisa determinata ma pacata, tenace ma dolce e innocente.
E poi c’è la Elisa confusa, tagliente, nervosa, che non sa chi è, che sente qualcosa di molto forte nei confronti di quel uomo così schivo e scostante ma al tempo stesso tenero e leale.

Anche questa volta sono rimasta piacevolmente colpita dal ritmo serrato con il quale scorreva (e correva) il romanzo.
Tutta la storia si svolge nell’arco di pochissimi giorni e, se per alcuni può sembrare una scelta azzardata, per me è la scelta più azzeccata e appropriata che l’autrice potesse fare!

Un attimo fugace di pace. Qualche risata. Qualche momento di spensieratezza. E poi tutto viene stravolto.
Le visioni. Una dietro l’altra.
I fili di un piano studiato nel minimo dettaglio che si stringono come un cappio attorno a Elisa.
Ogni tessera del puzzle che fluidamente scivola al proprio posto.
Domande che ottengono risposta.
Verità svelate.
E nuovi segreti, nuovi interrogativi, nuovi dubbi.
E il nemico sempre più vicino.
Un destino avverso che però non lascia scampo.
Una decisione da prendere.
Un cambiamento all’orizzonte.
Una possibile nuova strada.
E poi…un campo di soffioni al chiaro di luna.
Una radura magica, un incontro mozzafiato.
Tra Elisa e il suo lupo.

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“Socchiusi gli occhi e, sebbene la vista di quell’enorme lupo nero chino su di me intento a leccarmi il viso avrebbe dovuto farmi rizzare i capelli in testa, rimasi calma a guardarlo. Seppi chi era senza avere la necessità di parlare o di pensare, e mi sorpresi a invidiare quella sua naturale capacità di capire e di anteporre i miei bisogni ai suoi. Perché fosse lì nonostante avesse sentito l’esigenza di prendere le distanze da me, era una  forma di altruismo che gli fece guadagnare altri mille punti, ai miei  occhi.
Sollevai una mano per accarezzarlo  appena dietro un orecchio, dove il  pelo era più corto e soffice e lui chinò la testa per arrivare ad appoggiare la sua fronte alla mia.
Il mugolio di piacere che ricevetti in  risposta mi strappò un  sorriso; mi  girai sul dorso per prendergli il muso fra le mani.
Com’era bello poterlo toccare, coccolare anche solo così. Era  strano pensare che ci fosse lui  dietro a quel gigantesco lupo dall’aspetto terrificante, eppure  così tenero.
Rabbrividii. Mi battevano i denti per  il freddo, e il suo sguardo si fece subito attento. Mi fissò pensieroso  per una frazione di secondo, poi si  alzò sulle quattro zampe come se  stesse per andarsene, e sentii la mia voce supplicarlo:
«Non andare via! Ti  prego. Resta con me…».”

Un romanzo che regala emozioni a non finire, un fantasy romantico e struggente.
Lo consiglio? Assolutamente sì!

Serenella 🙂

P.S. Disponibile su Google Play, a breve anche su Amazon!
Clicca qui per acquistare Dire Amnesia 🙂

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Recensione di: “Non voglio che te” di Tiziana Iaccarino

Ciao Notters!
Questa settimana mi ha tenuto compagnia “Non voglio che te” di Tiziana Iaccarino e, come ogni lunedì, sono qui per raccontarvelo…
È un romanzo rosa a tutti gli effetti, infatti l’amore è il protagonista indiscusso di questa bellissima e dolorosa storia.
Ma Tiziana ce lo racconta in una chiave diversa, per niente scontata e banale, che mi ha emozionata.
Se anche voi amate le storie che raccontano di persone coraggiose, che non si attendono davanti a nulla e che lottano per quello che vogliono…
Beh, che aspettate?
Leggete qui! 😉

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TITOLO: Non voglio che te
AUTORE: Tiziana Iaccarino
EDITORE: Self-Publishing
DATA PUBBLICAZIONE: 04 Novembre 2015
GENERE: Romanzo rosa
FORMATO: eBook
PAGINE: 367
PREZZO: € 0,99 (Gratis per Kindle Unlimited)

 

SINOSSI

Siena, Italia – 1959.
Un giorno Sara nota per caso sua sorella Giuditta parlare in strada con un ragazzo che riconosce al primo sguardo. Sono passati tanti anni, ma Lorenzo ha mantenuto intatto il suo fascino. I ricordi riaffiorano violenti e desolanti con il ritorno del ragazzo in città, perché condividono con lui un terribile segreto.
Quando le loro strade sembrano divise dal passato, però, le emozioni affievolite dal tempo tornano a frastornare la vita di Lorenzo che, innanzi alla bellezza in fiore di Sara, scopre l’essenza pudica di un sentimento nuovo e inatteso.
Tra i due nasce una storia di sguardi languidi e appassionati nei muti e puntuali incontri con cui arrivano allo sconvolgimento dei sensi, quasi a volersi scambiare una promessa o l’idea di una sconosciuta intimità.
E poi scoppia l’amore a cui è impossibile sottrarsi, ma non hanno fatto i conti con il rancore mai superato da chi vive nel doloroso ricordo di cui sono vittime.
Il destino rema contro i due giovani soprattutto quando, in seguito a un evento che sconvolgerà di nuovo le loro vite, sono costretti a dirsi addio.
Ma un grande amore può sopportare un tale sacrificio a causa dell’odio di chi non perdona?
“Non voglio che te” è una storia dal sapore nostalgico di un’Italia che non esiste più, nella quale si grida allo scandalo innanzi a un amore in grado di combattere contro il mondo e i suoi pregiudizi.

RECENSIONE
***ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER!***

Siena, 1959.
Cosa vi ricordate o sapete degli anni ’60?
Rivoluzione, moda, ribellione, cambiamento.
Sono gli anni in cui si era stanchi di sentirsi oppressi dalle imposizioni sociali, stanchi di sentirsi oppressi da mentalità che non concepivano i cambiamenti, che non capivano le voglie e la curiosità delle nuove generazioni. Ci si sentiva stanchi di continuare a portarsi addosso il fardello dei decenni passati, stanchi di sentirsi vincolati dai ceti sociali o dagli stereotipi. Stanchi di avere addosso un etichetta destinata ad imprimersi per sempre nella mente e negli occhi della gente, stanchi di sentirsi rinchiusi in una campana di vetro, di conoscere il mondo solo come volevano farlo vedere agli occhi di chi ancora non lo conosceva poi così bene.
“Non voglio che te” è un libro che racconta tutto questo attraverso gli occhi di Sara.

image (5).jpegSara è una bellissima diciannovenne che guarda con stanchezza il mondo in cui vive; lo fa attraverso i suoi profondi occhi neri, due pozze immense in cui è facile perdersi.
È una ragazza dolce, educata, riservata, timida e volenterosa; trascorre infatti il suo tempo e la sua vita ad aiutare sua madre nelle faccende domestiche e a lavorare nel panificio di suo padre.
Quello, per lei, ha sempre rappresentato il  luogo in cui dare anima e corpo, la sua seconda casa… un luogo in cui ricorda i biscotti che sfornava sempre il suo papà, quel papà che ora non c’è più.
Una perdita che l’ha distrutta, per cui ha sofferto, che ha per sempre cambiato la sua vita e quella di sua madre e dei suoi fratelli, Mario e Giuditta.
Sara è una ragazza semplice, acqua e sapone, non ama fare lunghi discorsi ma le piace perdersi tra i suoi pensieri e, infatti, ci racconta proprio così la sua storia: attraverso le sue insicurezze, le sue fragilità, le sue paure ma anche la sua voglia di cambiare, di riscattarsi e riscattare la vita di chi ama.
La famiglia per lei ha sempre rappresentato un’ancora alla quale appigliarsi sia nei momenti belli che in quelli di sconforto, eppure qualcosa ha cambiato drasticamente l’armonia che circondava la sua casa quando lei era ancora una bambina.

Questo cambiamento ha un nome: Lorenzo.image (6)
Lorenzo è uno dei migliori amici di suo fratello Mario ed è sempre stato innamorato di sua sorella Giuditta. Benché Sara fosse solo una ragazzina, lo osservava con uno sguardo, sognante, incantato…di ammirazione.
Lorenzo rappresentava qualcosa di irraggiungibile che però lei avrebbe voluto a tutti i costi.

Eppure ci sono cose nella vita, errori importanti, che si faticano a dimenticare, a cancellare, a perdonare. Il perdono. Questa è la chiave di questa storia.

Una parola semplice ma che racchiude dentro se tutta la difficoltà del mondo.
Perdonare è tanto difficile quanto chiedere scusa, e quelli sono gli anni in cui perdonare è quasi impossibile.
Sono anni che non perdonano.

Lorenzo rappresenta proprio questo aspetto nel libro, rappresenta il perdono.
Ha commesso uno sbaglio, uno sbaglio grande, uno sbaglio che lo condannerà per il resto della vita.
Macchiato da questo errore, sparirà da Siena per sei anni.
Sei anni in cui Sara si chiederà dove sia finito, dove si sia nascosto, se soffrirà anche lui come stanno soffrendo lei e la sua famiglia e, soprattutto, se starà pensando a quello che è successo, fino a quando…

“Il cartello era tenuto al vetro della porta con una ventosa e, in quel momento, esponeva all’esterno il lato che diceva “Aperto”. Lo voltai e infilai la chiave sottile nella serratura. Nel gettare lo sguardo oltre la porta, m’imbattei in una scena che non avrei mai immaginato di vedere. Mai da sei anni a quella parte e mai per il resto della vita. In strada, sul marciapiede di fronte, Giuditta si stava intrattenendo a parlare con un ragazzo che somigliava molto a Lorenzo. Era tornato? Pensai di essermi sbagliata o, forse, di aver confuso quell’uomo con Lorenzo. Ma il dubbio mi assalì senza alcuna apparente ragione e pensai di aprire la porta per chiamare Giuditta, di modo che anche quel tipo si voltasse nella mia direzione.
Urlai a mia sorella che stavamo per chiudere e attirai l’attenzione di entrambi. Era lui. Rimasi di sasso. E lo stupore mi colse ancora di più quando mi accorsi che Giuditta sembrava ben disposta a parlargli, quasi sorridente o forse solo in imbarazzo. Non avrei saputo commentare quella scena.
Che cosa stava succedendo?”

Lorenzo era tornato.
Con i suoi bellissimi occhi verdi che avevano il potere di ipnotizzare e il suo dolcissimo sorriso, era tornato e sia era inevitabilmente portato con se tutto il peso di quei lunghi e silenziosi sei anni.
Tornò cambiato nell’aspetto ma anche nell’animo: Sara aveva notato in lui una determinazione che non aveva mai visto prima.
Voleva farsi perdonare a tutti i costi dalla sua famiglia e anche da lei.
Cominciò così a presentarsi ogni giorno nel panificio in cui lavorava, tanto che Sara iniziò a farci l’abitudine.
E non esistevano pioggia, temporali e tuoni che potessero fermarlo. Lorenzo tornava, sempre.
Alle 13.00, Sara, iniziava la sua pausa e puntualmente il suo sguardo si mescolava a quello di Lorenzo che la guardava dall’altra parte della strada.

“Ripresi la mia solita vita di sempre e riuscii quasi ad autoconvincermi del fatto che fosse possibile non tornare col pensiero a lui, fino a quando, puntualmente, all’ora di pranzo, al momento della chiusura della porta, di cui mi occupavo sempre io, lo rividi. Era ancora appostato sul marciapiede di fronte a braccia conserte. In attesa. Ma di cosa e di chi? Era lì per Giuditta? Peccato che mia sorella quella mattina non fosse in negozio. Aveva da fare delle spese con la mamma per completare il suo corredo in vista del matrimonio. Possibile che Lorenzo non sapesse che Giuditta, quella mattina, non sarebbe stata in negozio? Provai a far finta di niente fino al momento in cui lo vidi avvicinarsi con passo sicuro e non chiusi la porta per attendere ciò che mi avesse detto. […]
Cercai di non fargli notare l’agitazione che mi aveva colto in quel momento, per evitare di dovergli dare delle spiegazioni che non gli erano dovute e attesi che pronunciasse parola.
«Ciao.» Sorrise quasi intimidito nel riavvicinarsi a scambiare quattro chiacchiere con me, sulla soglia della porta.
«Mi spiace, ma Giuditta non è in negozio stamattina.» gli annunciai subito, abbassando lo sguardo, prima di fargli capire che avevo premura di andare a pranzare.
«Aspetta!» esclamò, appoggiando una mano sul bordo della porta.
«Non sono qui per Giuditta.» Rimasi in apnea per qualche secondo, poi capii che cercava mio fratello e gli dissi: «Mario sta mangiando in questo momento ma, se vuoi, te lo chiamo.»
Lorenzo attese che alzassi lo sguardo su di lui, prima di dire: «Sono qui per te, Sara.» Mi mancò la terra sotto ai piedi.”

Sara era confusa, non capiva le vere intenzioni di Lorenzo fino a quando un dubbio si insinuò dentro di lei.
Non le erano passati inosservati gli sguardi che le lanciava, il sorriso che gli nasceva nel momento in cui la guardava.

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“Mi fissò per un lungo istante piacevolmente colpito dal mio cambiamento.
Ero cresciuta, dopotutto. Avevo diciannove anni.
L’ultima volta che ci eravamo visti ero ancora una bambina.
I suoi occhi color smeraldo si persero nel buio dei miei come la notte in cui ci eravamo visti per l’ultima volta, dopo ciò che aveva fatto a mia sorella.
Non riuscii ad avere nessuna reazione innanzi al suo fascino.”

Che provasse qualcosa per lei?
E come fare per scoprirlo se non permettergli di entrare di nuovo nelle loro vite in punta di piedi?
Ma la realtà era un’altra…
La realtà era che Lorenzo, infondo, dalle loro vite non era mai uscito.
Soprattutto da quella di Sara.

“Non voglio che te” è una storia che vuole essere una denuncia ma anche una testimonianza di cosa vuol dire riscattarsi e volerlo fare veramente, con tutte le proprie forze e convinzioni.
È un libro struggente, passionale, che non lascia vie di fuga per nessuno dei protagonisti.
È un libro che non ammette regole, che crea una voce fuori dal coro che grida “basta condanne, basta etichette!”.
È una storia che fa soffrire il lettore, strazia l’anima e provoca una piccola crepa al cuore.
Tutto il racconto è contornato da temporali, tuoni e fulmini, quasi a voler rimarcare la forza e la disperazione, sentimenti che nei protagonisti prendono il sopravvento sugli tutti gli altri. Tutti tranne uno.
L’unico, il più forte, il più coinvolgente, il più bello e anche il più difficile da gestire e da accettare: l’amore.
Qui, questo sentimento, sarà sempre e per sempre il raggio di sole che squarcia il grigiore del cielo.
Qui, sarà sempre Sara e Lorenzo.

Edna ❤

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Non voglio che te

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