Recensione di: “L’amore è una formula matematica” di Cinzia Giorgio!

Ciao Notters 🙂
Bentrovati e… buon lunedì!
Sì lo so, il lunedì è una giornata difficile ma oggi ho la soluzione anche per chi ha l’umore a terra e non riesce a scrollarsi di dosso la nostalgia del weekend! La soluzione che vi propongo ha un nome: è Cinzia Giorgio. Il suo antidoto? “L’amore è una formula matematica”.

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TITOLO: L’amore è una formula matematica
AUTRICE: Cinzia Giorgio
EDITORE: Rizzoli
COLLANA: YouFeel
DATA PUBBLICAZIONE: 26 Novembre 2015
FORMATO: eBook
GENERE: Romance
PAGINE: 99
PREZZO: € 2,49

 

SINOSSI
Non fate mai i conti senza il cuore

A pochi giorni dal matrimonio Carlotta viene abbandonata dal fidanzato. E non ci sarebbe nulla di insolito: a volte capita. Peccato che Carlotta sia la guru indiscussa in materia d’amore… L’autrice del manuale bestseller “L’amore è una formula matematica”, e conduttrice di un programma tv in cui insegna come si costruisce la relazione perfetta, ora dovrebbe ammettere davanti a tutti che le sue regole non funzionano? Presa dal panico e terrorizzata dalla possibilità di essere derisa a reti unificate, Carlotta fugge da Roma e si rifugia a Orvieto, a casa di Jane, proprietaria di una splendida libreria. Ma i suoi problemi sono appena cominciati, perché lì vive e lavora Giulio, una vecchia conoscenza che metterà a dura prova le teorie in cui Carlotta crede fermamente. E allora quali formule dovrà applicare per trovare la soluzione al problema “cuore”?
“L’amore è una formula matematica” si ispira all’indimenticabile “Emma” di Jane Austen. Dopo “Prime catastrofiche impressioni”, “Cosa farebbe Jane?” e “Il bello della diretta”, il quarto e ultimo appuntamento con la miniserie “Le ragazze di Jane Austen”.
YouFeel è un universo di romanzi digital only da leggere dove vuoi, quando vuoi, scegliendo in base al tuo stato d’animo il mood che fa per te: Romantico, Ironico, Erotico ed Emozionante.
RECENSIONE
***ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER!***
“L’amore è una formula matematica” è una scoperta per me e la collana Youfeel di Rizzoli l’ennesima conferma! 🙂
Questa è una storia che si guadagna diversi primati tra i testi che custodisco gelosamente nella mia libreria digitale: il primato di ironia, quello di irriverenza, di originalità e di sfrontata genuinità. E’ un libro che racconta i più famosi stereotipi femminili e gioca su questi con un’ilarità senza pari.
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E’ la storia di Carlotta Capanna, una donna che non è niente di più lontano dalla ragazza della porta accanto o acqua e sapone. Non è ingenua come Cappuccetto Rosso né pura come La Bella Addormentata nel Bosco; questa è una favola moderna, un’equazione perfetta di romanticismo e ironia.Carlotta Capanna è una donna bella, indipendente, stabile economicamente (dire ricca era suonava come un clichè :p). Una donna che vive nella frenesia di una grande città come Roma ed è talmente impegnata che il suo stato sentimentale su Facebook potrebbe tranquillamente essere “Fidanzata Ufficialmente con iPhone”! Carlotta è la famosissima autrice del libro “L’amore è una formula matematica”, il manuale più letto ed apprezzato dalle lettrici italiane, così apprezzato da dare origine ad un format televisivo di cui Carlotta è conduttrice. Cosa chiedere di più?
La nostra protagonista è una maniaca del controllo (no, non volevo citare il Santissimo Christian Grey né Sua Maestà E.L. James, ma vi giuro che lo è!) e dell’organizzazione, la sua vita segue schemi precisi, formule scritte e scientificamente testate dalle sue fedelissime lettrici; formule con le quali ha consolidato l’amore di tante coppie che ogni giorno la contattano per confermarle quanto siano felici e innamorate, prima fra tutte sua sorella Vittoria che, grazie a suoi consigli,  si è sposata con l’amore della sua vita e ha dato alla luce due bellissimi bambini.
Una vita quasi perfetta, una carriera consolidata, una reputazione da fare invidia alle showgirl più famose della TV, un corpo da favola… neanche un Lucano potrebbe migliorare le condizioni di vita di Carlotta se non fosse che Roberto, il suo storico fidanzato, la abbandona a pochi, pochissimi, giorni dal loro matrimonio.

…Una vita distrutta. Le risposte alle sue domande vane. Improvvisamente è tutto buio. Cosa dirà ai suoi lettori? Lei, la Guru dell’amore, piantata all’alba del suo matrimonio. Con che faccia racconterà ai fans come comportarsi per garantirsi l’amore perfetto quando proprio lei non è riuscita a tenersi stretto il fidanzato facendosi mollare con un piede sull’altare?
Carlotta è disperata, non vuole deludere Vittoria né tanto meno i suoi lettori e per la prima volta non sa cosa fare, cosa dire e come uscire da questa situazione catastrofica fino a che non le balena in testa un’idea: fuggire.

Sì, ne è convinta: cambierà taglio e colore di capelli, una trasformazione in piena regola ed una fuga che farebbe invidia ad Angelina Jolie in “Salt”.

“Forse dovrei comprare delle lenti a contatto colorate. Ho sempre desiderato avere gli occhi verdi. Perché no? Si useranno ancora? Ci penserò dopo, oragambe-sexy-che-corrono-tacchi-alti-36263622hh devo fuggire. Mi infilo le scarpe. Possibile che io non abbia pensato di comprare un paio di ballerine? Guiderò da cani con il tacco dodici. Dannazione.

Entro distrattamente nell’ascensore e per poco non mi prende un colpo: stento a riconoscermi. La trasformazione è perfetta, magnifica. Sorrido compiaciuta alla mia immagine nello specchio e premo il pulsante per il garage. Sono appena salita in strada dalla rampa del garage quando sento distintamente la voce di mia sorella Vittoria che parla al telefono. È davanti al portone di casa e la vedo dallo specchietto retrovisore, mentre accelero per fuggire via da Roma.
Mi sento euforica, che strano. Voglio dire, sto scappando perché ho fallito nel mio mestiere di guru dell’amore eppure un senso di euforica allegria mi pervade. Accendo lo stereo e mi metto a cantare, seguendo Who Knew di Pink. La mia voce diventa sempre più alta, e arrivata al raccordo anulare mi rendo conto che sto cantando a squarciagola. Ah, questa sì che è vita! Da anni non provavo un senso di liberazione così forte, violento, catartico.

Mi immetto in uno svincolo senza sapere dove sto andando. Sono sulla Roma-Firenze? Boh, poco importa! Premo il piede sull’acceleratore e mi dirigo verso la mia destinazione ignota. Verso una nuova vita. Al diavolo tutti.”

La destinazione ignota di Carlotta ben presto ebbe un nome e, nonostante la meta fosse del tutto casuale, quel nome le ricordava qualcosa: Orvieto.
Chissà perché quella città le suonava familiare, non aveva parenti a Orvieto né amici eppure…
Cominciò qui l’avventura della nostra protagonista, un’avventura che la vedeva fuggitiva sotto una pioggia battente, senza un posto dove andare né qualcuno con cui parlare.
Era sotto copertura e, anche se non era una spia della CIA, doveva assolutamente mantenere l’anonimato!
A salvarla da una notte rannicchiata al gelo nell’abitacolo della sua macchina fu Tommaso, che per una serie di eventi fortuiti, arrivò in suo soccorso e, senza fare troppe domande, la invitò a trascorrere la notte a casa sua insieme all’adorabile zia, Jane.
Da quel momento, la reale identità di Carlotta venne riposta accuratamente in un cassetto e la nostra protagonista cambiò nome e diventò Emma.Tra Jane ed Emma (che vi ricordo essere sempre la nostra Carlotta) nacque subito una forte simpatia, un affetto sincero e disinteressato che le portò a diventare amiche. Jane era una donna ammirevole, una donna generosa e dal cuore immenso, abituata ad aiutare gli altri più di sé stessa.

La mattina successiva, Emma raggiunse Jane alla libreria di cui è proprietaria, la “Libreria dei Sette” e fu proprio lì che incontrò quello che diventerà la valida ragione della sua fuga, la risposta ai suoi “perché?”, il motivo delle sue riflessioni…

“Gironzolo ancora un po’ nella grande libreria e mi ritrovo, senza volerlo, davanti agli scaffali dedicati alla manualistica. Eccolo lì, il mio libro. È tra quelli più in vista. Invece di esserne felice mi vergogno come una ladra, afferro una copia e osservo la mia foto in bianco e nero sul retro della copertina.

«Faccia da schiaffi!» sussurro a mezza voce.Manganiello-olycom.jpg

«Ma no, è solo un po’ supponente» risponde qualcuno alle mie spalle. Mi giro, nascondendo il libro sotto una pila di libri sull’autocoscienza e guardo il mio interlocutore. Alto, spalle larghe, capelli lunghi ma non troppo, occhi scuri e barba di almeno una settimana.

Accidenti che bell’uomo… Un momento… ma io… oh no, no, no!

Merda! Io questo lo conosco, non lo conosco bene ma lo conosco. Merda! È il testimone di mio cognato, suo cugino nonché suo migliore amico. Al matrimonio di mia sorella eravamo seduti assieme agli sposi, perché io ero la testimone di “Vittoria e lui di Paolo. Se mi riconosce sono fritta. Abbozzo un sorriso evitando di commentare. Calmati, Carlotta, hai fatto la tinta e tagliato i capelli, ricordi? E se riconosce la mia voce? Sono almeno due anni che non lo vedo. L’ultima volta che ci ho parlato è stata, se la memoria non mi inganna, due anni fa al battesimo di mio nipote Luca. Ho buone probabilità che non mi riconosca, mi auguro. Merda! Ora mi spiego perché Orvieto mi sembrava un luogo familiare: mia sorella e Paolo ci vengono spesso a trovare… a trovare… come diavolo si chiama? Ecco, mi dico, lo vedi? Nemmeno ti ricordi come si chiama, figurati se lui si ricorderà mai di…

«Intendevo l’autrice» mi spiega sorridendo. Avrà notato il mio panico? Okay, cerchiamo di essere razionali, mi impongo, comportiamoci come se nulla fosse.

 Ed eccola l’incognita, quella odiata nelle espressioni algebriche, quella che non riusciamo a capire né a risolvere: Giulio Cavalieri.
Il fulmine a ciel sereno nella vita, già di per sé incasinata, di Carl…ehm Emma.
Contro ogni aspettativa, la passione tra Emma e Giulio divenne presto irresistibile (per presto intendo subito eh?) e la nostra Guru dell’amore si trovò ad infrangere tutte le sue formule, una dopo l’altra.
Riuscite a capire il cataclisma che è piombato nella vita di questa donna, riuscite a capirne il dramma? Una vita a professare regole, consigli e emendamenti su quel bizzarro sentimento che chiamiamo “Amore” e *puff*! in ventiquattro ore tutte le certezze sono andate in fumo: la sua vita di coppia, la sua reputazione, la sua identità e… il suo manuale!Emma si trovò a crogiolarsi in quei dubbi che tanto condannava, anche lei si trovò a farsi quelle fastidiose ma classiche domande che noi donne ci facciamo immancabilmente quando ci piace qualcuno “Perché non mi chiama?”, “Dovrei forse chiamarlo io?, “Mi faccio trovare davanti a casa sua”? :)Quella tra Emma e Giulio è una storia esilarante, una storia di una dolcezza leggera, di un romanticismo velato, di un amore improvviso e incontenibile ma al tempo stesso delicato. Le incomprensioni, le alzate di testa e l’orgoglio non furono alleati di questa unione, si rincorsero, si guardarono da lontano, si cercarono senza dirselo, si pensarono e soprattutto si desiderano silenziosamente, ciascuno nel suo letto a fissare il soffitto almeno fino a che…

​“Sullo schermo mi compare la notifica di un messaggio su whatsapp.
L’utente è sconosciuto. Sono quasi tentata dal cancellarlo per paura che sia un giornalista, ma la curiosità ha la meglio: “Mi spieghi come faccio a chiamarti se non mi lasci nemmeno il tuo numero?”
Guardo lo schermo e rileggo il messaggio. Chi diavolo è? Qualcuno che ha sbagliato numero, è evidente. Cosa faccio? Glielo scrivo o non rispondo? Domanda superflua: quale donna non risponderebbe se sapesse che in ballo potrebbe esserci la felicità di un innamorato? Ecco, io mi sento in dovere morale di rispondere.
“Mi dispiace ma temo che lei abbia mandato questo messaggio alla persona sbagliata” digito.
On line… sta scrivendo… on line… sta scrivendo… on line… sta scrivendo… In quel momento mi si accende una lampadina nel cervello: e se fosse…? Non faccio in tempo a pensarlo che arriva la risposta.
“Non credo, Carlotta. A meno che tua sorella non mi abbia dato di proposito il numero di un’altra donna”.
“Giulio?”
“Brava! Non ti facevo così perspicace.”
“Scemo!”
“Senti, non mi piace scrivere messaggi, preferisco di gran lunga il faccia a faccia… ci vediamo domani al pozzo di San Patrizio?”
“Perché proprio lì?”
“Lo scoprirai domani alle undici in punto.”
“Dove ci vediamo, di preciso?”
“In fondo al pozzo, che domande! ’Notte.”
“Buonanotte. A domani…”

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Mi fermo, con molta fatica, e non vi svelo altro ma DOVETE e dico DOVETE leggere questo libro. Cinzia è una perla dell’editoria italiana e questo libro me lo conferma!

Una storia semplice, dalla trama ben sviluppata ma al tempo stesso originale e divertente. Questo libro sembra il diario di un’adolescente innamorata e al tempo stesso il racconto di una mamma alla figlia adolescente su “cosa va fatto e su cosa è da evitare”.
Una storia di stereotipi che ti fa sorridere e al tempo stesso ti fa riflettere su quelle stupidaggini che ciascuna di noi ha fatto e magari ha confidato solo all’amica più cara. Una storia completa e scritta in maniera magistrale.
Una storia che ho adorato dall’inizio e ho amato quando Cinzia ha scritto…

“La vera regola in amore è che non esistono regole. Tutto può accedere e puntualmente tutto accade.”

Ho avuto modo di dirglielo in privato e lo scrivo qui, pubblicamente, perché è giusto che lo sappiate prima di correre a comprare questo libro: se per l’amore esistesse una formula e quella formula la scrivesse Cinzia Giorgio… beh io comprerei il manuale senza pensarci due volte! ❤

Julie.

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