Presentazione di:”La peggior settimana della mia vita” di Silvia Menini

Ciao Notters!

Oggi vi presentiamo un nuovo romanzo dal mood ironico targato Rizzoli YouFeel, sto parlando di “La peggior settimana della mia vita” della bravissima Silvia Menini!
Pronti a farvi tante risate? 🙂

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TITOLO: La peggior settimana della mia vita
AUTRICE: Silvia Menini
EDITORE: Rizzoli YouFeel
DATA PUBBLICAZIONE: 24 febbraio 2017
GENERE: Romance ironico
FORMATO: eBook
PREZZO: € 2,99

 

SINOSSI

Se escludi ogni possibilità che la magia possa esistere, non la troverai mai.”
A trentaquattro anni Camilla è stufa del ruolo marginale e dello stipendio da fame che le sono riservati nell’azienda in cui lavora: ufficialmente area manager per un produttore di patate di ogni formato e sapore, in realtà si limita ad assicurare la quotidiana dose di caffeina alla sua tirannica responsabile. Sospettando una storia clandestina fra questa e il titolare dell’azienda, Camilla escogita un piano per incastrarli e costringerli ad accordarle quanto le spetta. Peccato che Camilla non sia dotata del fiuto di Richard Castle né dell’agilità delle eroine di Occhi di Gatto, il suo cartone animato preferito. Mentre il suo piano infallibile crolla miseramente, un irresistibile sconosciuto incrocia il suo cammino. Una volta. Due. Tre. Un caso? E se, oltre a lei, ci fosse qualcun altro che trama nell’ombra per realizzare i propri obiettivi?
Una storia divertente e rocambolesca, un intreccio di intrighi e malintesi in cui l’amore complica – e risolve – ogni cosa.
Mood: IRONICO – YouFeel è un universo di romanzi digital only da leggere dove vuoi, quando vuoi, scegliendo in base al tuo stato d’animo il mood che fa per te: Romantico, Ironico, Erotico ed Emozionante.

L’AUTRICE

Silvia Menini nasce nel 1981 a Verona; quando torna in Italia dopo un lungo peregrinare in giro per il mondo, decide di unire al suo amore di sempre per la lettura una nuova passione: la scrittura. Frequenta la scuola Holden di Torino e poi scrive ben tre romanzi, che tiene custoditi nel cassetto sperando che un giorno qualcuno li tiri fuori. Giornalista pubblicista e sommelier, collabora con la rivista online “Mondo Rosa Shokking” dove scrive di vini, libri e un po’ quello che le capita; ha il blog “Il Cavalibri”, dove abbina a ogni libro un vino.

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Buona lettura!
Naty&Julie ❤

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Presentazione di: “Un amore di sorpresa” di Daisy Raisi

Ciao Notters ❤
Oggi siamo in compagnia di Daisy Raisi, autrice italiana del self-publishing diventata parte della famiglia YouFeel con il suo romanzo dal titolo: “Un amore di sorpresa”.

State con noi fino alla fine perché l’autrice risponderà ad alcune curiosità 🙂

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TITOLO: Un amore di sorpresa
AUTORE: Daisy Raisi
DATA DI PUBBLICAZIONE: 25 novembre 2016
EDITORE: Rizzoli
COLLANA: YouFeel
GENERE: narrativa
FORMATO: ebook
PAGINE: 99
PREZZO: € 2,99
LINK PER L’ACQUISTO: QUI


SINOSSI

Samuel, ex frontman di una band inglese di successo, e Caterina, editor e aspirante scrittrice italiana, hanno avuto un solo vero incontro prima che lui imboccasse la strada dell’autodistruzione, in seguito alla separazione dalla moglie. Travolto dai problemi personali, Samuel vede la sua carriera declinare e non ha più modo di rivedere Caterina, che nonostante la brevità dell’incontro non è mai riuscita a dimenticare. Lo stesso vale per Caterina che serba intatto il ricordo di quel breve intensissimo incontro. Otto anni dopo si ritrovano grazie a Internet, ma insidie, nemici e un passato maledetto rischiano di dividerli per sempre.

Mood: EMOZIONANTE – YouFeel RELOADED dà nuova vita ai migliori romanzi del self publishing italiano. Un universo di storie digital only da leggere dove vuoi, quando vuoi, scegliendo in base al tuo stato d’animo il mood che fa per te: Romantico, Ironico, Erotico ed Emozionante.

ESTRATTO

Sam non si è accorto di essere arrivato a destinazione. Ѐ la voce squillante del tassista a richiamarlo alla realtà.
«Eccoci qui!» esordisce l’uomo, arrestando il veicolo e voltandosi verso di lui.
Sam si toglie immediatamente gli auricolari e gli sorride, mette mano al portafogli e salda il conto.
In un battibaleno si ritrova all’ingresso del Dublin Airport.
Ѐ di nuovo in mezzo alla folla, un vero formicaio di persone indaffarate, che si trascinano dietro i loro trolley, in fila per il biglietto o assiepati sotto i tabelloni.

Samuel non è più abituato, quei mesi in clinica lo hanno allontanato dal consorzio umano e, ad essere sincero, per certi versi non gli è dispiaciuto affatto. Spera di non tornare a stressarsi subito.
Si guarda intorno in cerca del tabellone più vicino; ha solo un semplice bagaglio a mano, contenente l’essenziale. Potrà portarlo con sé sull’aereo senza bisogno di pesarlo.
Al metal detector lascia scivolare nella vaschetta il suo Rolex d’oro bianco, la fede nuziale che continua a indossare all’anulare destro, il cellulare. Poi fa passare sul nastro trasportatore anche il suo sacco in cuoio.
Si guarda intorno alla ricerca di un bar per mettere qualcosa sotto i denti.
Nuova fila, questa volta alla cassa.
Davanti a lui una coppia sulla quarantina, con tre bambini piuttosto vivaci. Il suo pensiero corre nuovamente a Irvin e alle ginocchiere che gli ha promesso. Gliele comprerà quanto prima, ogni promessa è debito.

Mangia velocemente il suo sandwich; potrà gironzolare ancora per un po’ prima che il suo volo venga chiamato. Si infila in un negozio di dischi per scoprire le novità del momento. Sì è tolto i Rayban e il cappello con la visiera.
Un uomo, dal fisico massiccio e dal sorriso aperto e amichevole, lo squadra per qualche istante con simpatia, poi gli si avvicina.
«Il grande Samuel Patch, senza ombra di dubbio.»
Il cantante si sorprende a sorridere. Forse per la solarità del viso o forse per l’aspetto da gigante buono del suo interlocutore.
Gli ricorda un suo vecchio allenatore di calcio, che lo aveva preso in simpatia e lo incoraggiava, tessendone costantemente le lodi.
«Esattamente!» annuisce Sam, abbandonando i suoi ricordi per tornare al presente.
«Ma è grandioso! Samuel, posso darti del tu? Ti seguo dall’inizio della tua carriera. Il tuo primo singolo  Singing in a summer day lo conosco a memoria, come tutto il tuo repertorio, ovviamente.»
«Ovviamente» gli fa eco compiaciuto Samuel, sorridendogli di nuovo.
«E, senti, la faresti una firmetta per un tuo affezionato ammiratore londinese?»
«Certamente. Purché non si tratti di una cambiale», commenta divertito Sam.
«Hai sempre voglia di scherzare!» replica emozionato il suo fan. «Non mi sono nemmeno presentato. Il mio nome è Timoty.»
«Perfetto, Timoty! Dove devo metterla questa firma, allora?»
L’uomo gli porge l’agenda che tiene in mano, indicandogli uno spazio bianco: «Qui sarà perfetto!» aggiunge.

Dublino, 13 agosto 2013
Al grande Timoty.
Con simpatia.
Samuel Patch

Gli occhi di Timoty luccicano per l’emozione, sembra davvero un bambino davanti a un inaspettato regalo.
«Tornerai a suonare presto, vero?»
«Sì, certo. Nuovo disco, nuovo tour» sorride Sam, stringendogli la mano e augurandogli un buon proseguimento di giornata.
«Non mi perderò una virgola del tuo ritorno» promette Timoty, salutandolo a sua volta elettrizzato da quell’incontro inatteso.
Sam si dirige verso l’area d’attesa del suo gate.
L’incontro con Timoty lo ha messo incredibilmente di buonumore. Sorpreso, fra sé e sé, si rende conto di aver annunciato un nuovo disco e un nuovo tour. Sulla base di cosa, poi? Sì, è vero, ha scritto diversi testi in quegli anni di assenza dalle scene, ma vanno perfezionati, rivisti, limati. Bisognerà cercare un agente, una casa discografica all’altezza, studiare una campagna promozionale efficace.
Samuel si stupisce di tanta sicurezza, come se il suo progetto dovesse partire da un momento all’altro.
“Perché no?”  si domanda e una scarica di adrenalina gli percorre il corpo come un elettroshock.

IL BOOKTRAILER

 


L’AUTRICE: DAISY RAISI

Sono da sempre una lettrice compulsiva e ho cominciato a scrivere all’età di otto anni.
Scrivevo di tutto: poesie, piccoli racconti, storie di vario genere.
Ho al mio attivo studi umanistici e collaborazioni con giornali (periodici, quotidiani), agenzie di informazione, canali web.
Crescendo, il mio amore per la scrittura non è diminuito e mi ha portato a partecipare con soddisfazione a concorsi nazionali di poesia nonché a dedicarmi alla stesura di libri e racconti a sfondo sociale  oltre che alla narrativa di vario genere.
Attualmente, sotto nomi diversi, ho al mio attivo sette libri auto-pubblicati e una breve silloge di poesie, oltre a molti scritti inediti.
Nel novembre 2016, Rizzoli Editore ha pubblicato nella collana You Feel, con il titolo di “Un amore di sorpresa”, un mio ebook risalente all’agosto 2015.
Oltre a intervistare e promuovere autori, mi occupo, con passione, della revisione dei loro libri.

FLASH INTERVISTA: CONOSCIAMO L’AUTRICE!

1. Daisy, noi di Notting siamo curiosissime e sappiamo che sei diventata una scrittrice alla tenera età di otto anni scrivendo poesie e vari racconti. Sappiamo anche che hai esperienza nel mondo “giornalistico”; cosa puoi raccontarci in merito a ciò? Com’è stata l’evoluzione dalla piccola Daisy che scrive poesie alla Daisy che scrive per giornali e scrive romanzi?

Prima di tutto, grazie per avermi concesso questo spazio sul vostro sito. Ne sono onorata. Poi, rispondendo alla vostra prima domanda, beh, la mia passione per il giornalismo e quella per la scrittura nascono da un innato bisogno di spaziare con la mente. Non sarei mai riuscita a svolgere un lavoro poco creativo o che non mi consentisse di entrare in contatto con argomenti e situazioni diversi. Non a caso ho collaborato con varie realtà a livello giornalistico, ma poi, approdando a una redazione in qualità di interna, ho riscontrato che quello veniva concepito come un mestiere impiegatizio, ben lontano dal giornalismo indipendente che mi affascinava tanto. La scrittura, in questo senso, invece, non mi ha mai deluso perché mi permette di entrare in contatto con storie fantasiose e sempre nuove; di cambiare stato, sesso, nazionalità, impiego, identificandomi nei miei personaggi.

2. Qual’e il tuo romanzo a cui sei più affezionata, quello che non cambieresti mai di una virgola e guai se lo toccano? E perché? 

“Quel che resta di noi” perché per certi versi è autobiografico e perché è una sorta di lettera d’addio scritta a una persona a me molto cara.

3. Oltre ad avere pubblicato autonomamente le tue opere, nel 2016 hai intrapreso la strada dell’editoria, esordienti con Rizzoli. Com’è stato per te lanciarti in questa nuova avventura? Quali pro e quali contro hai riscontrato? 

L’incontro con Rizzoli ha rappresentato una sorpresa e una soddisfazione. Il mio libro “Un amore di sorpresa” è stato pubblicato solo poco più di due mesi fa, quindi è prematuro tracciare un bilancio di qualsiasi genere. Per ora, posso solo dire che è stato un evento assolutamente inatteso e rapidissimo. Una decina di giorni dopo l’invio del manoscritto alla casa editrice, sono stata contattata e, un paio di settimane dopo, è stato pubblicato.

4. Come ti dicevo siamo molte curiose quindi, entrando un po’ nel personale… chi è Daisy quando non scrive? Quali sono le tue passioni a parte la lettura? 

Quando non scrivo, ascolto musica, guardo qualche buon film, amo passeggiare nella natura, trascorrere del tempo con le persone a me care e, ogni tanto, preparare dolci.

5. Daisy, un’ultima domanda: puoi svelare a Notting Hill qual’e il tuo sogno nel cassetto? 

Il mio sogno nel cassetto ? Pubblicare il cartaceo di uno dei miei libri, ma, per scaramanzia, non aggiungerò altro!

 

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Grazie a Daisy per essere stata con noi e per aver risposto alle nostre curiosità!

Quanto a voi Notters, buona lettura! ❤
Naty&Julie

Recensione di: “Quell’amore portato dall’Africa” Tiziana Cazziero

Buongiorno Notters!
Sono veramente ansiosa di raccontarvi il libro che mi ha tenuto compagnia per ben…Due sere! Ebbene sì, d’altronde quando un romanzo si lascia letteralmente divorare…Seguitemi per saperne di più di “Quell’amore portato dall’Africa” di Tiziana Cazziero!

 

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TITOLO: Quell’amore portato dall’Africa
AUTRICE: Tiziana Cazziero
GENERE: Romanzo sentimentale/emozionante
EDITORE: Rizzoli
DATA DI PUBBLICAZIONE: 30 settembre 2016
PAGINE: 113
FORMATO: Ebook
PREZZO: 2,99 €

 

SINOSSI

Chi vuole sul serio qualcosa trova una strada, gli altri una scusa. Un progetto letterario e un lutto da superare spingono la giovane scrittrice Cristina Morru a partire per il continente nero. In uno sperduto villaggio del Congo scoprirà una nuova se stessa e soprattutto l’amore, che veste i panni di Jonathan Weiss, medico americano volontario. Ma l’imprevisto si accanisce su Cristina: un tragico evento la porta via dalla sua nuova vita. Sarà costretta a lasciare l’Africa, una terra che nonostante tutto le manca e che ha imparato ad amare sopra ogni cosa. E soprattutto le mancherà Jonathan, quell’uomo che le ha riempito il cuore. Ma proprio quando ormai tutto sembra perduto, uno spiraglio di luce si affaccerà nuovamente su Cristina. La luce calda e viva dell’Africa, dove tutto può succedere, dove tutto può rinascere.

RECENSIONE
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

L’Africa è una terra sacra, una realtà che si discosta totalmente da quella che siamo abituati ad affrontare giorno dopo giorno, nel lusso delle nostre città. Sì, perché non importa quale sia la nostra condizione economica o lavorativa: di fatto, possiamo considerarci agiati in confronto alla situazione vissuta da numerosissime popolazioni africane, ancor oggi ridotte a battersi quotidianamente per racimolare quel poco cibo necessario alla propria sopravvivenza.

Noi non abbiamo idea di cosa sia la fame. Noi non abbiamo idea di cosa significhi non possedere l’istruzione base, quell’istruzione che spesso ci pesa. Noi non abbiamo idea di cosa significhi morire per un raffreddore. Per fortuna, oserei dire, ma aggiungerei anche un “purtroppo”. Avete capito bene, cari Notters; purtroppo, perché leggendo il romanzo di Tiziana Cazziero mi sono resa conto di quante cose sottovalutiamo, di quante cose ci fa comodo ignorare. Credo che sia anche per questo che “Quell’amore portato dall’Africa” mi è piaciuto tanto: oltre ad essere scritto molto bene, con un linguaggio curato e scorrevole, mediante flashback che rendono accattivante la lettura, ha smosso in me emozioni profonde, fra le quali anche una sorta di nostalgia, dovuta, probabilmente, all’immedesimazione con la protagonista. E quando un romanzo arriva dritto al cuore del lettore, scuotendolo e facendolo completamente suo, significa che ha fatto centro.

Cristina – la protagonista – è rientrata da poco da un viaggio in Congo e, oltre a nutrire una profonda malinconia per il continente nero appena lasciato, si ritrova ad essere prigioniera in casa sua. L’abitazione, infatti, è stata presa d’assedio da giornalisti che vogliono intervistarla. Il motivo? Durante il suddetto viaggio in Congo, è stata rapita da un gruppo di dissidenti che l’ha tenuta prigioniera per un mese prima che le forze militari la liberassero, rispedendola, suo malgrado, in Italia.

Scopriamo subito che Cristina non è una ragazza come tante: lei non ama la fama e la notorietà acquisite in seguito al suo sequestro, vuole semplicemente essere lasciata sola a godersi i ricordi di quella terra selvaggia in cui, nonostante tutto, ha lasciato un pezzo di cuore. Non è un modo di dire, perché durante la sua permanenza in Africa, Cristina si è innamorata. Ma andiamo con ordine.

Cristina è una scrittrice e vorrebbe trasformare la sua passione in una professione. Per questo motivo ha scelto di aderire ad un progetto letterario che prevedeva un viaggio in Congo insieme ad altri autori per scrivere un libro che testimoniasse le condizioni di vita del villaggio in cui sarebbero stati ospiti. Il reale movente che la spinge a partire, tuttavia, è l’improvvisa morte del padre a cui era particolarmente legata.
L’ultimo ricordo che conserva di lui è quello di un loro litigio, avvenuto due giorni prima che morisse; il rimpianto la perseguita e non la lascia vivere tanto quanto l’incapacità della madre di andare avanti, tant’è che si ostina ad apparecchiare ogni giorno anche per il marito deceduto. Così, Cristina, un po’ per sfinimento, un po’ per il reale bisogno di prendere le distanze da quella realtà che non le appartiene più, decide di aderire al progetto letterario e parte per il Congo.

“[…] Non era carino da parte mia mostrare quelle insicurezze, ma preferii essere sincera, non avevo voglia di indossare una maschera anche lì. Era il motivo che mi aveva spinto a partire, volevo deporre la finzione ed essere me stessa, volevo sentirmi libera. Al contempo però non volevo deludere nessuno, questa era la mia più grande paura.”

Inizialmente fa molta fatica ad adattarsi allo stile di vita del villaggio, contraddistinto dalla miseria più totale. È estremamente sincera e umile nell’ammettere i propri limiti, ragion per cui l’ho enormemente apprezzata. Non si nasconde dietro a un dito, non cerca di fare l’eroina che non è: ammette molto semplicemente di non sopportare determinate condizioni.

“[…] Le persone mi guardavano con curiosità, ogni tanto qualche bambino si avvicinava correndo per toccarmi e accarezzarmi. Non volevo offenderli, cercavo di rispondere ai loro tocchi con gentilezza, ma in verità non volevo il loro contatto. Erano sporchi, probabilmente non facevano un bagno da chissà quanto tempo, se mai ne avevano fatto uno. Mi vergognai dei miei pensieri.
«Sei stata vaccinata a dovere prima di arrivare qui. Tranquilla, non puoi prendere alcuna malattia» disse Roberto leggendomi nel pensiero.
«Mi spiace, è davvero così evidente?»
«Ci farai l’abitudine. Ricorda, se superi una settimana, hai vinto» disse ancora. Questa volta mi sforzai anch’io di sorridere. Non sapevo che cosa sperare, se scappare via o vincere come aveva detto lui.”

Ciò nonostante, Cristina tiene duro e si sforza di ambientarsi e di socializzare con la diffidente popolazione locale, anche grazie all’aiuto dei volontari provenienti da tutto il mondo che, giorno dopo giorno, assistono la popolazione.
La sua semplicità e la sua voglia di mettersi in gioco la portano a diventare la beniamina dei bambini del villaggio, ma anche delle donne, solitamente più sospettose nei confronti degli sconosciuti.
È in tale contesto che Cristina, tra uno strafalcione e l’altro – ammettiamolo, spesso è adorabilmente goffa e s’imbarazza per un nonnulla -, conosce il dottor Jonathan Weiss, di origine italo-americana. Rimane subito colpita dalla figura di questo medico all’apparenza burbero e distaccato, ma in grado di rivelare la parte migliore di sé quando si trova in mezzo ai bambini.

“[…] Era in mezzo a un gruppo di bambini che ridevano e giocavano tutto intorno e lui si adoperava a loro favore impugnando delle siringhe e facendo loro delle iniezioni. La sua bocca era carnosa, sempre pronta a un sorriso smagliante che regalava gentilmente ai suoi piccoli pazienti. Ogni tanto qualche bambino piangeva, si lanciava in grida disperate per via del tocco con l’ago, e lui lo faceva smettere con grande maestria. Lo accarezzava e gli raccontava qualcosa che non potevo udire.”

I due si avvicinano mediante una serie di figuracce da parte di Cristina e momenti imbarazzanti, fino a quando qualcosa fra di loro cambia.

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“[…] non so come, ma mi ero messa in una situazione fastidiosa, non sapevo come uscirne; non avevo notato però che nel frattempo lui, silenzioso e circospetto, si era terribilmente avvicinato a me e, quando me ne accorsi, fu troppo tardi.
Ricordo un sapore dolce e tenero, quello delle sue labbra che sfioravano le mie con una delicatezza infinita. La mia mente si annebbiò del tutto. Potevo sentire il battito del mio cuore che pulsava nel petto a un ritmo incalzante.
[…] «Stavi cominciando a dire frasi senza senso. Non sapevo come fermarti.» disse. La sua voce era appena un sussurro.
«Ci sei riuscito bene però. Hai trovato un modo ineccepibile per bloccare il mio sproloquio.»”

Il loro sentimento cresce insieme alle difficoltà del posto, visto che gruppi di ribelli continuano a colpire tutti gli innocenti che capitino loro a tiro, in virtù dell’odio che provano per i muzungu, ovvero gli stranieri bianchi. Il panico si fa sentire sempre di più, tant’è che i colleghi di Cristina, autori in missione come lei, desiderano ardentemente rientrare in patria. Naturalmente la nostra protagonista non è dello stesso avviso e non si lascia sfuggire l’occasione di rimproverare il  loro egoismo.

“[…] Sapevamo che non saremmo andati in vacanza. Parliamo dell’Africa, una terra molto bella e affascinante, dove non regna solo la povertà e la miseria ma anche una popolazione desiderosa di riscatto e una cultura che vuole solo essere scoperta e accettata per quella che realmente è.

A nessuno piace che qualcuno arrivi in casa propria e detti leggi nuove. Forse a volte è difficile ammettere ciò che non si comprende: modi e stili di vita differenti. Forse volevo ancora essere ottimista nel mio cuore, forse…Chissà, c’era del bene che andava alimentato.”

Cristina è razionale e diretta, non fa mai troppi giri di parole ed è una caratteristica che ho apprezzato molto di lei. È anche una persona che sa stare al suo posto e rispettare gli spazi altrui, come dimostra con il suo amato dottor Weiss.
In seguito al bacio, infatti, segue una notte di passione durante la quale i due si amano ripetutamente, addormentandosi uno fra le braccia dell’altra. Questo sarà l’ultima occasione che Cristina avrà per abbandonarsi a lui, poiché nei giorni successivi Jonathan tende ad evitarla, fino al giorno in cui i ribelli irrompono nel villaggio e la sequestrano. In tale occasione è commovente il modo in cui lui cerca di difenderla, di trattenerla a sé, ma invano.

Da questo momento in avanti, non riuscirete più a staccarvi dalle pagine del romanzo, neanche volendo, perché sarete troppo assorbiti dalla vicenda in corso. La paura di Cristina sarà papabile e vi ritroverete in preda all’ansia che possa accaderle qualcosa di brutto, che i dissidenti le facciano del male. Conterete i giorni insieme a lei e con lei vi aggrapperete ai suoi ricordi felici nel folle tentativo di sopravvivere. Vi sembrerà di essere al suo fianco in quella cella, sospesi in una sorta di attesa che vi toglierà il respiro, fino a quando giungerà il giorno della sua liberazione. Sarete ansiosi di sapere che fine avrà fatto Jonathan, se sia vivo oppure no…

Non voglio raccontarvi altro, perché dovete assolutamente leggere questo romanzo: vi garantisco che ne varrà la pena. Non solo sarete travolti da una miriade di emozioni dalla prima all’ultima pagina, ma il finale…Beh, vi lascerà a dir poco di stucco. Io non me l’aspettavo proprio e sono rimasta con la bocca spalancata per cinque minuti buoni.

“Quell’amore portato dall’Africa” è un romanzo che si distingue nettamente dalla massa e che, pur narrando una storia d’amore, lo fa con modalità del tutto inusuali. Inoltre, la storia d’amore non è l’unica costante, non è prettamente in primo piano; lo è, sì, ma viene affiancata strettamente da tematiche ugualmente e forse più importanti: la profonda dedizione dei medici senza frontiere per la propria missione, le difficoltà di adattamento a realtà che si discostano dalla propria, la miseria, la fame, le guerriglie…Diciamo pure che al centro ci sono tutti questi temi, contornati e addolciti dalla bellissima storia d’amore fra Cristina e Jonathan. Il loro sentimento è fresco, tuttavia, proprio per le condizioni in cui è nato, si manifesta subito per quello che è: un amore vero, profondo, destinato a durare nel tempo, nonostante la distanza, nonostante le difficoltà…Ecco, perché, sebbene vengano divisi più e più volte dal fato, dai dissidenti e dalla vita, entrambi sono certi che l’amore che li lega non si affievolirà mai.

Insomma, non so più cosa dire per convincervi a leggere questo libro.
La scrittura fluida e scorrevole di Tiziana vi farà immergere in una realtà che vorrete toccare con malogo-1no. Patirete insieme a Cristina il mal d’Africa, desiderando tornarci insieme a lei.

Lasciatevi cullare da questa storia, chiudete gli occhi e immaginate di trovarvi sotto il sole cocente del magico e ignoto continente nero, circondati dalle risate spensierate dei bambini incuriositi dalla vostra presenza.

Tuttavia, mantenete alta l’attenzione, perché se c’è una cosa che questo romanzo ci insegna è che bisogna sempre bussare prima di entrare (in punta di piedi) in casa di altre persone e sarebbe gradito che non vi lamentiate se il pasto non è di vostro gradimento. Il rispetto prima di tutto.

É un libro estremamente piacevole, ma, al tempo stesso, costruttivo; lo consiglio vivamente perché, nonostante le tematiche non siano sempre allegre, si lascia leggere facilmente, grazie alla capacità dell’autrice di coinvolgere il lettore fin dalle primissime pagine.

Brava Tiziana, mi sei arrivata dritta al cuore.
Laura Z. ❤

Il mio giudizio:

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Recensione di: “Un adorabile lunedì” di Giulia Dell’Uomo

Buongiorno Notters!

È con grande piacere ed emozione che recensisco il primo libro per Notting Hill Books e questa mia avventura non poteva cominciare meglio.
Volete sapere il perché? Semplice: questa settimana ho avuto il piacere di leggere “Un adorabile lunedì” di Giulia Dell’Uomo che, credetemi, non poteva regalarmi un inizio migliore!

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TITOLO: Un adorabile lunedì
AUTRICE: Giulia Dell’Uomo
EDITORE: Rizzoli
COLLANA: YouFeel – MOOD: Emozionante
DATA PUBBLICAZIONE: 26 maggio 2016
GENERE: Romance
FORMATO: eBook
PAGINE: 179
PREZZO: € 2,99


SINOSSI

Questione di fiuto

Eva è una giovane maestra di una scuola elementare. Edoardo, quarant’anni, insegna canto al conservatorio e la sua unica regola di vita è schivare le responsabilità. Si incontrano per caso, poi per lavoro, e si scontrano violentemente per i loro caratteri tanto diversi. Eva nasconde un passato difficile, un groviglio di dolori, rimorsi e promesse infrante. Edoardo invece ha un presente fin troppo facile, fatto solo di donne e amici, ed è proprio il tipo di uomo che Eva ha sempre detestato. Eppure passo dopo passo – complice Lunedì, un simpatico cane randagio adottato da Eva – i loro cuori iniziano a conoscersi e riconoscersi. Ma per Eva aprirsi significa correre un grande rischio, ed Edoardo sembra una persona di cui sarebbe disastroso fidarsi… Un romanzo che vi farà commuovere per la sua tenerezza, perché l’amore arriva all’improvviso, anche di Lunedì.

Mood: Emozionante – YouFeel è un universo di romanzi digital only da leggere dove vuoi, quando vuoi, scegliendo in base al tuo stato d’animo il mood che fa per te: Romantico, Ironico, Erotico ed Emozionante.

RECENSIONE

ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER

Quante volte nella vita ci capita di indossare una maschera che ci aiuti a sopravvivere e a nascondere agli occhi altrui l’intimo dolore che portiamo dentro? È una condizione che bisogna imparare a sostenere e ad affrontare prima o poi, che fa soffrire, che logora dentro.
Avete presente la canzone di Cesare Cremonini, “Il comico”? É l’autrice stessa ad utilizzarla un po’ come colonna sonora della storia e direi che mai frase fu più azzeccata:

…E l’occhio ride ma ti piange il cuore…

È esattamente ciò che accade alla protagonista del romanzo, Eva.

keira_knightley1Eva è una ragazza semplice, genuina, dotata di una bellezza scaturita dal profondo dolore che ha provato in passato e che tutt’ora la opprime; una bellezza limpida e pulita che lei non vede, ma qualcun altro sì. È una donna ferita, a cui la vita ha portato via tanto, oserei dire tutto; una donna bloccata in una sorta di limbo dal quale non vuole riaffiorare, la cui essenza è data dal susseguirsi di confortanti abitudini quotidiane. La sua vita, infatti, segue i soliti ritmi, scanditi dai pochi impegni da cui è assorbita: il lavoro di maestra elementare, l’affetto della migliore amica Laura e le serate trascorse a leggere.

A scuoterla dal torpore della sua monotonia sono due fatti che avvengono in rapida successione: l’incontro con un cane randagio e la conoscenza con Edoardo. Il tutto avviene di lunedì, ragion per cui Eva dà al cane il nome di questo giorno settimanale. Lunedì diventa una sorta di faro nel buio per la sua vita, una ventata fresca di affetto e di speranza; speranza di uscire da quel tunnel di tristezza nel quale è sprofondata due anni prima, come si evince attraverso dei misteriosi flashback.

“Fu in quel momento che capii che mi stava implorando.
Fu in quel momento che capii che io stessa mi stavo implorando.
Di darmi una possibilità. Di dargli una possibilità.

[…] Ero padrona del suo destino, e proprio al destino pensai.
Se qualcuno lo aveva messo sul mio cammino, sulla mia strada, dovevo cogliere l’attimo e salvarlo. Perché forse lui avrebbe salvato me. E avrei dimenticato il passato. Avrei ricominciato a partire da lui e lui avrebbe ricominciato con me.
Per questo lo chiamai Lunedì. Il giorno in cui ci siamo incontrati. Lunedì fu a tutti gli effetti un nuovo inizio.”

È proprio grazie a Lunedì e, in seguito, al lavoro, che Eva incontra e si scontra con l’affascinante Edoardo, un uomo sulla quarantina affetto dalla sindrome di Peter Pan.

“Purtroppo o per fortuna per me, non avevo ancora trovato la donna giusta, quella in grado di farmi perdere la testa o, cosa più sensata, di farmela ritrovare. Ero convinto che stare da solo fosse molto più appagante che stare in coppia. Niente costrizioni, niente limiti, niente regole: ero l’unico padrone di me stesso. Non riuscivo a controllare questo mio istinto innato, parte integrante del mio carattere. Forse perché la mia infanzia non mi aveva aiutato da questo punto di vista e sentivo sempre una forte necessità di distaccarmi da ogni relazione potenzialmente pericolosa, in grado di rendermi schiavo di un’altra persona.

Le donne che avevo frequentato fino a quel momento erano belle e curate. Amavo i dettagli, la preziosità dello smalto rosso fuoco sulle unghie, la pelle liscia di pesca, il rossetto su labbra carnose. Ero affascinato e ammaliato dai capelli lunghi, ondulati, che cadevano sulle spalle morbidamente. Adoravo i seni prosperosi, gli abiti stretti e fascianti. Ma nessuna di queste donne era stata in grado di farmi amare la testa oltre che il corpo.

luca-argenteroA primo impatto Edoardo può sembrare un uomo frivolo, egoista e completamente concentrato su di sé…Beh, ragazze mie, sappiate che, per sua stessa ammissione, lo è! Tuttavia lasciatemi dire a sua difesa che nel corso del romanzo rivelerà che, al pari di Eva, anche lui si porta dietro delle profonde ferite lasciate dal passato, ferite, però, che finiranno per renderlo una persona migliore. E allora non potrete fare a meno di amarlo.

“«Vorrei poterti promettere la luna, o qualunque cosa tu desideri, ma sento che hai sofferto troppo per credere alle promesse. E allora ti dico: non lasciare che il tuo dolore ti soffochi. Datti una possibilità. Volta pagina. Voltiamola insieme.»”

Ed è così che Edoardo irrompe prepotentemente nella solida routine di Eva, armato di carisma e fascino da vendere a cui lei non resta indifferente.

Eva è l’unica in grado di far traballare le sue certezze sulla vita da single e per la prima volta Edoardo si troverà a rincorrere una donna, a volerla conoscere, scoprire e capire quale bagaglio emotivo si porti dietro. D’altro canto, lei rifiuta qualsiasi approccio, anche perché nel corso della storia riceverà non poche delusioni da Edoardo, che però non voglio svelarvi…Sarebbe uno spoiler grosso come una casa e non voglio assolutamente rovinarvi la lettura di questo dolcissimo romanzo.

“Posai le mani sul bordo del materasso. Lo afferrai forte, quasi per scaricare la tensione in quel punto. Chiusi gli occhi e nascosi il viso sotto le lenzuola. Singhiozzi. Solo singhiozzi. Uscivano dalla mia bocca esplodendo, e più li trattenevano più rimbombavano nel silenzio della stanza. Guardandomi intorno mi resi conto di essere sola.”

Un adorabile lunedì , oltre ad essere un romanzo d’amore, è anche una storia di speranza, in grado di donare conforto a tutti coloro che hanno sofferto o che stanno tutt’ora soffrendo. Eva è una donna fragile e forte al tempo stesso, una donna che fa a pugni con il proprio passato per sopravvivere ogni giorno, fino a quando si renderà conto che l’unico modo per farcela veramente è quello di lasciarlo andare. In ciò Edoardo sarà fondamentale, perché l’aiuterà a vedersi bella come la vede lui, una bellezza che proviene da dentro, fino a riflettersi nel suo aspetto. Grazie ad Edoardo, ricomincerà a volersi bene, ad apprezzarsi come un tempo.

Eva è una di noi, perché non è perfetta né vuole esserlo; s’imbarazza per un complimento, arrossisce per uno sguardo, non si vergogna di manifestare apertamente l’amore che prova per il suo Lunedì. A tal proposito, è impossibile non apprezzare la dolcezza con cui Giulia affronta il rapporto cane-persona. Da amante degli animali quale sono, mi sono immedesimata fortemente anche in questa piccola sfumatura romanzesca e ho adorato l’importanza del ruolo rivestito da Lunedì (così come la questione del nome).

Ciò che mi ha colpito maggiormente è che l’autrice, con il suo stile fluido, scorrevole ed elegante, affronta l’intera vicenda narrata con tenerezza, delicatezza e un pizzico di divertente ironia, che non guasta mai. Le pagine scivolano via velocemente e in un batter d’occhio ci si ritrova ad aver concluso la lettura del romanzo, con gli occhi leggermente velati d’emozione e un sorriso commosso sul viso. Almeno, questo è ciò che ha suscitato a me ed è il motivo per cui lo consiglio davvero a tutti. Brava Giulia!

Laura Z.

Il mio giudizio:

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Recensione di: “Un marine per sempre” di Silvia Carbone&Michela Marrucci

Ciao Notters,

dopo vari impegni improrogabili, finalmente sono di nuovo in vostra compagnia! Pian piano vi racconterò tutte le mie ultime letture. Inizio col parlarvi di Silvia Carbone&Michela Marrucci: “Un marine per sempre”. Edito Rizzoli per la collana YouFeel Reloaded.

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TITOLO: Un marine per sempre
AUTORE: Silvia Carbone & Michela Marrucci
EDITORE: Rizzoli
COLLANA: YouFeel
DATA PUBBLICAZIONE: 30 Settembre 2016
MOOD: Emozionante
FORMATO: Ebook
PREZZO: â‚¬ 2,99

 

SINOSSI

Passione ad alta quota

Due lutti a distanza di pochi giorni distruggono la vita di Josephine, giovane e attraente ufficiale dei marines: la prematura perdita del padre, colonnello dell’aeronautica americana, e il dolore per la morte di Travis, l’amore della sua vita, durante una missione in Afghanistan, la spingono a congedarsi prematuramente e abbandonare la vita militare. Trascorso un anno da quei giorni bui, però, Joe riagguanta le redini della propria vita. Riprende gli studi, ma il destino le gioca un brutto scherzo: per conseguire il master è costretta a fare ricerche informatiche all’interno della base militare Miramar di San Diego. Qui conoscerà il capitano Callhan Meyer, e tutta la serenità che Joe credeva di aver ritrovato scoppierà come una bolla di sapone. Tenere lontano Cal e la strana e incontrollabile e attrazione che li lega si dimostrerà più arduo del previsto. Chi ha tanto sofferto ha paura di tornare ad amare, ma non si può resistere per sempre al richiamo dei sentimenti, né ai desideri del proprio corpo… “Un marine per sempre” è il primo avvincente e sexy volume della serie “Destini Intrecciati”.

RECENSIONE

Avere tutto e l’attimo dopo perderlo. Dopo la morte del padre e del fidanzato per Josephine non è più lo stesso. La vita in un soffio le ha fatto perdere per sempre le persone più importanti per lei. Riprendere a vivere è dura, ma Josephine deve fare un passo avanti e per farlo vuole tornare a studiare, dopo aver abbandonato la carriera militare. Da quanto si evince già dalla trama per Josephine, il destino ha deciso che ha bisogno di una nuova opportunità. Aprire il cuore può sembrare la giusta soluzione. Ma non è semplice, sa già cosa significa avere al fianco un militare, soprattutto se deve partire in missione. Non può innamorarsi di nuovo di una persona che per carriera fa un lavoro duro e pericoloso. Il capitano download.jpgCallhan Meyer, con il suo fascino calamitoso, per Josephine sarà uno sporco lavoro tenerlo lontano. Far finta di non sentire una grande attrazione per lui. Lasciarsi andare e lasciare il cuore libero di volare? Tornare ad amare per tornare a respirare? Passione, amicizia, intrighi e suspance saranno tutti elementi molto significativi per “Un marine per sempre”.

Erano poche le cose che lo lasciavano senza parole. Questa donna, invece, lo confondeva e lo incuriosiva più di quanto avrebbe dovuto. durante il loro battibecco aveva scorto il fuoco nei suoi occhi. Si era eccitato. […]

Silvia e Michela, come ho già avuto modo di apprezzare, anche in questa storia lasciano la loro firma. Narrando con semplicità e scorrevolezza una storia coinvolgente e passionale.download-1 I colpi di scena fanno si che il lettore voglia continuare la lettura senza fermarsi mai. Mi piace il loro modo di descrivere le emozioni e i caratteri dei loro protagonisti. Sempre ben delineati e mai banali. Questa storia da spazio all’amore e alle sue mille possibilità!

Naty

Il mio giudizio:

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Recensione di: “Quando il marito scappa” di Tiziana Iaccarino

Buongiorno Notters!!
Oggi è con immenso piacere che vi parlo dell’ultima meraviglia di Tiziana Iaccarino, “Quando ti scappa il marito”.
Sicuramente molti di voi lo avranno già letto ma questo è uno di quei libri da non lasciarsi “scappare” (scusate, il gioco di parole era d’obbligo!) assolutamente!
E quindi forza Notters, venite a scoprirne di più! 😉

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TITOLO: Quando il marito scappa
AUTRICE: Tiziana Iaccarino
GENERE: Romance
EDITORE: YouFeel Rizzoli
DATA PUBBLICAZIONE: 30 Settembre 2016
PAGINE: 121
FORMATO: ebook
PREZZO: 2,99€

SINOSSI

In amor vince chi resta

Nora è un’agente pubblicitario che gestisce la società di famiglia insieme allo zio Litio, brillante e impertinente dongiovanni sempre in cerca di ragazze giovani e siliconate. Ma Nora, malgrado abbia sotto agli occhi modelli di comportamento bizzarri e libertini – suo padre si mette a imitare la vita sregolata del fratello Litio, sua madre parte alla volta delle Hawaii con la sua migliore amica –, continua a credere nell’amore e nei valori che le sono stati trasmessi da bambina.
A rafforzare le sue convinzioni ci pensa il fidanzato Jamie, un bellissimo agente immobiliare che trova la casa dei loro sogni nel centro di Manhattan e le propone di sposarlo dopo soli sei mesi di fidanzamento. Tutto sembra filare liscio ma, al ritorno dalla luna di miele, una sorpresa non proprio piacevole coglie Nora impreparata: Jamie è irreperibile, qualcuno ha messo a rischio il loro sogno d’amore per strapparle suo marito per sempre. Nora sarà risparmiata dal destino che accomuna tutte le donne della sua famiglia?

RECENSIONE

Avete presente quel famoso detto “in amore vince chi fugge”?
Ecco, dimenticatelo.
Dimenticatelo perché non è vero, perché l’attesa non aumenta il desiderio, perché il mistero non rende più sexy e perché l’uomo tenebroso non affascina più.
Almeno non per Nora, la divertentissima protagonista di questo romanzo.

imageNora è una ragazza semplice, che ama vestire ogni giorno le sue scarpe da ginnastica e i suoi jeans consumati e contornare il tutto con un filo di gloss, a rendere la sua bellezza acqua e sapone irresistibile.
Infatti, Nora è una ragazza che riscuote un discreto successo con gli uomini che, puntualmente, si girano a guardarla quando incrocia la loro traiettoria.
Ma lei sembra essere inconsapevole della sua bellezza naturale e del suo fascino, tanto da non credere ancora, dopo sei mesi, che Jamie sia proprio li, al suo fianco, ogni notte e ognimage-1i mattina.

“Jamie. I suoi occhi blu sprofondarono nei miei senza chiedere neanche il permesso, appena
oltrepassarono la soglia della porta del mio ufficio. Mi colsero decisamente di sorpresa mentre stavo riordinando gli ultimi documenti prima di tornarmene a casa. “

Non crede possibile che quel ragazzo così bello, così sexy, così uomo possa essersi invaghito di lei.
Non crede possibile che ogni sera scelga di passare la notte stretto al suo fianco, che scelga di svegliarsi alla mattina guardando i suoi occhi.
Non crede possibile che Jamie abbia scelto lei.

Lei, proprio lei, l’inguaribile romantica della famiglia.
Lei, che ha alle spalle una situazione familiare complicata, fatta di intrighi e tradimenti, di famiglie rovinate e irrimediabilmente distrutte.
Lei, che ha sempre visto scappare gli uomini della sua famiglia a partire da suo zio e finendo con suo padre, che ha scoperto da poco essere infedele a sua madre.
Lei, che nonostante sia testimone del fallimento dei matrimoni della sua famiglia e dei continui litigi che minano l’unione familiare, ha sempre creduto e sperato che fuori, nel mondo, ci sia qualcosa di vero per lei.
Che ci sia l’affetto sincero, che ci sia il rispetto, la fiducia, che ci sia la voglia di condividere, di creare un futuro con qualcuno disposto a dividere la propria esistenza con te.
Che ci sia l’amore vero.

“Avevo creduto, fino a quel momento, che i miei genitori si sarebbero amati per il resto della vita, restando fedeli a sé stessi e l’uno all’altro, invece no… invece la storia di Rosa e Litio si ripeteva. I fratelli Bordetti si erano dimostrati della stessa pasta, avevano commesso gli stessi errori, percorrevano la stessa strada, e ora sembrava che non ci fosse altro da fare che accettarne le conseguenze.
Ero davvero l’unica a credere ancora nel matrimonio? “

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E tutto questo Nora lo spera, lo crede e lo vive con Jamie, quello che presto diventerà suo marito, il suo “cavallo vincente”, quello che sa per certo la sposerà e non la lascerà più.

Perché è innamoratissimo della sua Nora, perché la protegge e la difende da tutto e tutti, persona dalla pesantezza della famiglia di lui.
Perché la venera, perché la guarda con occhi sognati e Nora, puntualmente, scorge nel suo sguardo una sincerità che non può che farla sentire sicura e felice.

E così si sposano Nora e Jamie, coronano il loro sogno davanti ad un altare che aspettava solamente il loro “si”.
Si sposano e si trasferiscono nel loro primo e unico appartamento, nel cuore di Manhattan, un appartamento pronto ad accogliere la loro intimità, i loro corpi avvinghiati ogni notte, le loro risate a anche le loro litigate perché si sa, un matrimonio implica anche quello!!
E dopo la prima notte passata nel loro meraviglioso appartamento, nella loro meravigliosa nuova vita, succede l’inaspettato: Nora si sveglia e Jamie non è accanto a lei.
Nora è sola, tocca con la mano quella parte di letto che dovrebbe essere occupata ma che invece e fredda perché vuota.
Eppure sua zia e sua mamma glielo avevano detto… “Non ti fidare Nora, prima o poi gli uomini scappano!”.
E lei… Beh, lei non ci aveva creduto.

“Un tuffo al cuore.
Ero ancora in vestaglia, mi preparavo il caffè e tenevo il cellulare all’orecchio in attesa che mio marito rispondesse. In attesa di un cenno qualunque.image-3
Niente.
[…] Le sue parole mi trafissero come una lama invisibile pronta a ferirmi lì dove il cuore ancora batteva troppo forte e sperava di essersi fidato dell’uomo giusto. Confidavo in Jamie, non poteva lasciarmi così. Che diavolo stava succedendo?
Come aveva potuto partire senza dirmi niente?
Ci eravamo appena sposati e già era scappato.”

Dolore, delusione, tristezza e preoccupazione si impossessano di lei e la ossessionano per tutto il giorno.

Mille domande le frullano in testa, mille “perché” ai quali non trova risposta.
“Dove sarà Jamie?” “Perché non ha lasciato neanche un bigliettino?” E soprattutto… “Perché ha il telefono staccato?”

Ma poi Nora scopre che Jamie è partito, è a Los Angeles. È li, senza di lei.
Cosa ci fa Jamie a Los Angeles?
Perché non ha detto a Nora che doveva assolutamente partire?
Cosa le sta nascondendo?
C’è solo un modo per scoprirlo, un modo che vede Nora su un aereo che ha un’unica direzione: Los Angeles.

Inizia così per Nora un’avventura che rivelerà la verità ai suoi occhi, che la coglierà impreparata, che la travolgerà e la stravolgerà.
Che potrebbe cambiare per sempre la sua vita.

Riusciranno Nora e Jamie a rimanere insieme nonostante tutto, nonostante la “maledizione” della famiglia di Nora?

“Quando il marito scappa” è l’ennesimo libro firmato Tiziana Iaccarino.
Dico così perché Tiziana è incredibile: riesce a scrivere generi diversi calandosi completamente nella storia ed interpretando alla perfezione il MOOD scelto riuscendo a mantenere sempre e comunque il suo inconfondibile stile, la sua impronta.
Tiziana ha scritto libri drammatici, passionali, romantici e divertenti e io ho avuto la fortuna di leggere molti dei suoi lavori e posso dirvi che sono tutti fantastici ma, a mio avviso, il genere ironico è quello che poi affascina e cattura il lettore.
Perché leggendo questo libro, ancora una volta ho capito quanto la personalità di Tiziana sia esplosiva, forte e determinata.
Quanto sia brava a saper affrontare le situazione nel giusto modo, quanto sia portante per lei poter vedere il bicchiere metà pieno anziché metà vuoto.
E lei riesce a trasmettere tutto questo nelle sue storie, nei suoi romanzi.

Ancora una volta, Tiziana, ha regalato ai lettori qualcosa che parla di se con la storia di Nora e Jamie, una storia semplice se vogliamo, ma resa unica dalla brillante scrittura di Tiziana che per me, ormai, è una garanzia.

Leggetelo Notters, e non solo voi donne, questo è un libro che (forse) dovrebbero leggere soprattutto gli uomini…
Capirete perché! 😉

Edna ❤

Il mio giudizio:

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Recensione di: “Danza per me” di Emily Pigozzi

Ciao Notters!
Trovare il tempo di raccontarvi le mie letture sta diventando quasi impossibile ma non mi arrendo e così, eccoci qui!

Oggi torno a parlarvi di un’autrice affezionata di Notting Hill Books, una delle prime che ci ha tenuto compagnia e che, nonostante il passare del tempo, continua a sceglierci ad ogni pubblicazione. È Emily Pigozzi con il suo nuovo romanzo new adult: “Danza per me”.

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TITOLO: Danza per me
AUTRICE: Emily Pigozzi
EDITORE: Rizzoli
COLLANA: Youfeel – Mood erotico
DATA PUBBLICAZIONE: 30 Settembre 2016
GENERE: New Adult
FORMATO: eBook
PAGINE: 100
PREZZO: € 2,99

 

 

SINOSSI

Lei non conosceva il linguaggio della passione, lui le avrebbe insegnato i passi per raggiungere la felicità.

Fin da bambina Bianca ha un sogno: diventare una famosa ballerina classica. Per questo studia duramente all’Accademia della Scala. Nella sua vita sembra non esserci posto per l’amore, il suo corpo è solo uno strumento per la danza. Ma un giorno, in seguito a un provino andato male, una delle sue insegnanti le spiega che il suo modo di ballare è corretto ma meccanico, senza sentimenti. Delusa e piena di dubbi, Bianca decide di partire e per caso, complici un treno guasto e un black-out, conosce Max. Giovane, bellissimo ed enigmatico, per Bianca è naturale confidargli i suoi problemi e le sue paure. Max le fa una proposta: sparire con lui per pochi giorni. Le insegnerà il gusto dell’amore e della sensualità. E subito dopo i due dovranno salutarsi, per non rivedersi mai più. Ma non sempre la vita va come previsto, spesso lo spettacolo è diverso dalle prove. Dopo quei pochi giorni nulla è più come prima: Bianca e Max si ritroveranno invischiati in una spirale di passione e di desiderio dalla quale sembra impossibile uscire, per quanto la vita provi a dividerli per sempre.
Un romanzo delicato e sorprendente, una passione che sboccia in punta di piedi e diventa un maestoso e sensuale passo a due.

RECENSIONE
***ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER***

Se dovessi descrivere questo romanzo con una sola parola beh, non avrei alcun dubbio; la scelta ricadrebbe inesorabilmente sulla parola PASSIONE.
“Danza per me” parla di questo.
Di Bianca, giovane e talentuosa ballerina classica che ha fatto della danza la sua migliore amica. Di Bianca e della sua passione per la danza, di Bianca e della sua passione per Max, di Max e della passione che lo lega a Bianca.
Un unico, inesorabile, vortice di passione, Sfrontata e crudele, sana e dispettosa.

img_3347Bianca è una ragazza determinata, dedita al sacrificio, innamorata delle sue mezze punte e dei tutù che indossa con rigore ogni giorno. Ama la danza fin da bambina e l’Accademia della Scala non ha fatto altro che alimentare questo fuoco che domina la sua vita.
È un allenamento duro e doloroso quello della danza, in particolar modo di quello di una danza in cui la perfezione stilistica e tecnica sono fondamentali tanto quanto l’ossigeno che respiriamo. Non esistono distrazioni, serate con gli amici, storie d’amore, cinema il sabato sera. Non esiste nulla per la nostra Bianca, se non lei: la danza.

“Avete mai visto i piedi di una ballerina? Sono uno scenario di devastazione, di cicatrici, di carne viva. E se sei come me devi lottare ogni giorno per mantenere quel livello, perché forse madre natura con te non è stata abbastanza generosa, nonostante ti abbia fornito un corpo creato per essere una macchina per la danza. Allora non puoi permetterti distrazioni di alcun genere. Non so da quanto tempo non faccio tardi la sera, da quanto non ho un ragazzo. Bé,
quello da mai, diciamo. Ma nella mia testa c’è una sola cosa: il balletto. So perché sto correndo, so dove vado. Dritta verso la meta, seria e concentrata, il mio corpo come un meccanismo che non deve sentire dolore, paura, amore.
Bianca di ghiaccio, mi chiamano.
Ballo, ballo e basta. Il mio corpo esegue, la testa si estrania e controlla che lui, macchina perfetta, sia schiavo della danza.”

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Fino a che arriva quel momento. Quello che sembra annientare ogni cellula, ogni fibra e che spazza via ogni possibilità di appiglio, di illusione. Arriva quel momento in cui senti la guancia bruciare sotto le dita della delusione è quello schiaffo brucia come non mai.
E spesso chi è in grado di farci tanto male è proprio ciò che amiamo di più.
Nel caso di Bianca è proprio la danza a lasciarla vuota e inerme, a tradirla attraverso la voce della sua rigidissima insegnante, Irina Netrebko: “Ti manca qualcosa, Bianca”.
Queste parole risuonano nella sua mente come un motivo incessante, una melodia a tutto volume che non vuoi sentire ma che non riesci ad abbassare.
Delusa e amareggiata decide di prendersi una pausa e di andare a Roma a trovare la madre che non vede da tempo.
Un treno che parta da Milano e arrivi nella capitale. Un piano semplice e con poche possibilità di variazioni improvvise, tutte tranne una…

“Mi guardo attorno, stropicciandomi gli occhi: il vagone è semideserto, e soprattutto buio. Cos’è successo? Mi alzo in piedi, facendo cadere a terra il cappotto con cui mi ero coperta: siamo fermi in mezzo al nulla, e fuori dal finestrino c’è solo un grigio plumbeo tendente all’oscurità, quasi un presagio di tempesta. Dove sono finita?
«Ma cosa…» sbotto. Lo scompartimento sembra essere vuoto: evidentemente gli altri passeggeri nel frattempo sono scesi, o si sono spostati. Decido di cambiare anche io vagone: non è prudente stare qui da sola, penso, alzandomi in piedi.
«Siamo fermi da qualche minuto, credo sia un guasto. Presto ci diranno qualcosa, spero.»
A parlare è stata una voce maschile calda e molto profonda. Mi guardo attorno alla ricerca del proprietario della voce e due file avanti, nella penombra, vedo un ragazzo. Vista l’oscurità non mi è facile distinguerne i tratti: noto che è ben piazzato, sembra muscoloso e anche giovane.”

Poi basta un attimo, quella voce intensa, il calore del suo giubbotto, i suoi occhi, le sue mani… tutte le barriere di Bianca sembrano sbriciolarsi in un nonnulla e così, come un fiume in piena, si lascia andare a raccontare a quella splendida creatura a lei estranea, ogni più piccola paura, frustrazione, ogni sfumatura di delusione, ogni particella di dubbio e insoddisfazione. Insieme alle lacrime, che scorrono copiose sul suo viso, Bianca sembra perdere anche quella razionalità che ha sempre distinto il suo carattere e si trova ad accettare una proposta abbastanza insolita, una proposta che, col senno di poi, potrebbe cambiarle la vita.

Due giorni, solamente due. Due giorni in compagnia di Max, quello sconosciuto che sta toccando corde del suo corpo che non sapeva nemmeno potessero suonare.
img_3345Quello sconosciuto che la sta facendo sentire preda di un cacciatore spietato ma anche donna, come non si era mai sentita. Due giorni con un uomo di cui non sapeva niente e che non le prometteva fiori né cene al lume di candela ma unicamente amore. Un viaggio sensoriale attraverso il quale la nostra Bianca conoscerà il suo corpo, imparerà ad ascoltarlo e ad essere padrona.
Due giorni, e niente di più. Due giorni al termine dei quali ciascuno di loro tornerà alla propria vita, senza voltarsi indietro.

Ma se le cose andassero diversamente? Se dimenticare quei giorni fosse più difficile del previsto? Se trovarsi, anche solo per poche ore, rappresentasse linfa vitale? Se Max e Bianca non riuscissero a stare lontani?

Comincia così l’avventura di Bianca e Max, un’avventura inaspettata, intensa, profonda, estremamente delicata a volte per poi diventare amara e dolorosa.
Una storia d’amore che sembra volersi nascondere, un eterno gioco di ruolo che sembra trovare la giusta soluzione quando i nostri protagonisti si trovano l’uno tra le braccia dell’altra.
Una storia dalla trama originale, che non conosce banalità. Inutile ribadire la classe dell’autrice che si conferma, anche in questa veste più sensuale, una penna da ammirare.

“Danza per me” è un romanzo appassionante e passionale, dalle tinte rosso fuoco e dal gusto al peperoncino, non conosce noia né momenti di empasse. È un libro avvincente, che coccola il lettore con attimi di infinita dolcezza e poi lo riscuote con avvincenti colpi di scena.
Un romanzo caldo, appassionante, armonico.
Un meraviglioso passo a due che fa vibrare l’anima e accende emozioni fino all’ultimo applauso, quando il sipario cala e, insieme al battito accelerato del cuore, resta il buio.

“Ho imparato che non vale la pena tenersi tutto dentro, perché la vita può finire in un soffio. Però può anche stupirti, regalandoti momenti di rara perfezione, da conservare per sempre e trasformare in una lezione speciale.”

Julie ❤️

Il mio giudizio:

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Presentazione di:” La Strada della libertà” di Chiara Mineo

Ciao Notters!
Non potevamo non ricordarvi che oggi, 26 Agosto, è ufficialmente online il nuovo romanzo di Chiara Mineo: “La Strada della libertà” edito da Rizzoli per la collana YouFeel.

Un’autrice giovanissima, in grado di toccare i cuori i più duri e di strappare lacrime amare, accompagnata da una grande casa editrice.
Cosa aspettate a scoprirne il risultato? 🙂

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TITOLO: La Strada della libertà
AUTRICE: Chiara Mineo
EDITORE: Rizzoli
COLLANA: YouFeel – MOOD: emozionante
DAT PUBBLICAZIONE: 26 Agosto 2016
FORMATO: eBook
GENERE: storico/sentimentale
PAGINE: 132
PREZZO: € 2,99
LINK PER L’ACQUISTO: QUI

 

SINOSSI

Ogni uomo, nero o bianco, aveva qualcosa in comune con l’altro: il sogno.

Era il 1619 quando i primi trenta schiavi neri arrivarono in Virginia. Uomini, ma agli occhi dei bianchi soltanto bestie. Marchiati con il nome di servitori in debito. Sole, nata nella terra di mezzo di questa scacchiera dove la battaglia ancora si combatte, è una delle tante schiave della famiglia Forester. Ha gli occhi verdi e la pelle più chiara degli altri, ma la goccia di sangue bianco che i suoi colori rivelano non basta a darle la libertà. Un giorno nella tenuta, fra i campi di cotone, ritorna Will, il primogenito dei Forester. Will ha già incontrato Sole in un passato lontano, e rivederla adesso che è diventata una giovane, splendida donna, accende in lui un desiderio mai provato prima. Che sconvolgerà la vita di entrambi. Sole dovrà ribellarsi alla società per vivere il suo amore, per non soffocare sotto l’ipocrisia del suo stesso popolo. Per dimostrare agli schiavi che la strada della libertà esiste.

Mood: Emozionante – Youfeel è un universo di romanzi digital only da leggere dove vuoi, quando vuoi, scegliendo in base al tuo stato d’animo il mood che fa per te: Romantico, Ironico, Erotico ed Emozionante.

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Non dimenticatevi di acquistare questa nuova ed emozionante storia!
Buona lettura!

Naty&Julie ❤

Recensione di: “Specchio delle mie brame” di Tiziana Iaccarino

Buongiorno Notters!
Eccomi di nuovo qui, a parlarvi della mia lettura della settimana, una super novità uscita da pochissimo negli store.
Di cosa sto parlando?
Semplice, di “Specchio delle mie brame” della nostra Tiziana Iaccarino.
In vacanza o no, questo libro va letto, fidatevi!
E se non mi credete… Leggete qui! 😉

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TITOLO: Specchio delle mie brame
AUTRICE: Tiziana Iaccarino
GENERE: Romance
EDITORE: Rizzoli
DATA PUBBLICAZIONE: 29 luglio 2016
PAGINE: 114
FORMATO: ebook
PREZZO: 2,99€

SINOSSI

Karola è una personal stylist geniale e affascinante. Ha solo una mania: ama guardarsi allo specchio. Sa benissimo di essere bella, e cura molto il proprio aspetto sia per lavoro sia per abitudine, eppure non riesce a fare a meno di darsi una controllatina ogni volta che può. Tanto che insegna perfino al suo yorkshire Lustro a fare lo stesso. Quando Karola capisce che nel noto atelier di Milano per cui collabora non le rinnoveranno il contratto, lo scottante segreto di lavoro che ha casualmente appena scoperto acquisisce un’importanza decisiva. Karola, combattuta, si troverà a dover gestire una verità scomoda. L’incontro con Luke, un affascinante modello inglese che le ronza attorno, e l’arrivo di un’improvvisa rivale in amore, non sembrano semplificarle la situazione…

RECENSIONE
ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER!

“La bellezza è relativa solo se non hai uno specchio.”

Se c’è una verità nell’universo femminile è questa: la vanità è femmina.
Non esiste una sola donna, non una, che non si sia mai specchiata anche solo per una sbirciatina veloce.
Ci sono donne più timide di altre, più insicure, più “acqua e sapone”, meno attente alla loro immagine di altre, è vero.
Ma, inevitabilmente, lo specchio fa parte della vita di ognuna di noi, volenti o nolenti.
Non ditemi che non vi è mai capitato di uscire a cena e di specchiarvi mille volte per appurare che il trucco sia perfetto, o specchiarvi nello specchietto retrovisore della macchina prima di andare al lavoro o anche per parlare a voi stesse, darvi la giusta carica per affrontare la giornata.
Quindi, cari Notters, infondo questa non è solo la storia di Karola.
Se leggiamo tra le righe, se leggiamo al di la di ciò che vediamo, questa è la storia di ognuna di noi.

Karola è una giovane personal stylist che ha fatto della moda il suo mantra quotidiano: nella sua vita tutta trasuda stile, eleganza, ogni elemento è abbinato e ogni dettaglio mai trascurato.
Certo, bisogna ammettere che mantenere questo tenore di vita non è affatto semplice come sembra!
Ed ecco che qui entra in azione il suo migliore amico, il suo unico alleato in questo modo pieno di insidie: lo specchio.
Karola passa la metà della sua giornata a specchiarsi.
Un capello fuori posto, il rossetto sbavato e il mascara colato sono i suoi nemici numero uno e può combatterli solo servendosi dell’aiuto del suo caro amico specchio.
Quando si sveglia al mattino, quando si prepara, prima di andare a lavorare, prima di scendere dalla macchina, prima di arrivare in ufficio, prima di incontrare il capo e ancora, ancora, ancora.
Persino il suo cagnolino, il piccolo Lustro, trova un certo giovamento nello specchiarsi ormai!
Sì ok, descritta così può sembrare una malattia (e forse potrebbe anche esserlo), ma Karola non fa certo tutto questo perché è una ragazza appariscente, anzi…
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Karola è dolce, semplice, a tratti anche ingenua, e non ha mai avuto tutto facile dalla vita.
Si ritrova a Milano, con un contratto di lavoro di qualche mese, sfruttata fino al midollo solo per raggiungere il suo obiettivo, per realizzare il suo sogno nel cassetto: affermarsi nel mondo della moda e lavorare all’estero.
Trascorre le sue giornata correndo a destra e a manca, accettando di tutto pur di avere una promozione, pur di essere assunta con un contratto di due anni come merita.

… Ma vi ho già detto che Karola ha una vita complicata, vero?

«Che succede?» gli chiedo, quindi, con la voce che trema, perché credo di aver già capito ciò che deve dirmi.
Rolando prende un profondo respiro e poi mi fissa, con aria seria e rincresciuta allo stesso tempo, prima di prendere la parola.
«Mi dispiace, Karola» dice, incrociando le dita sulla scrivania. «Non posso rinnovarti il contratto, al momento.» 

Un attimo, un solo secondo in cui Karola vede il suo stesso mondo trasformarsi in carta pesta e sgretolarsi lentamente tra le sue mani.
Un attimo in cui mille pensieri le affollano la testa: e ora come pagherà la casa? Le bollette? Come farà a dire alla sua famiglia che ha fallito? Come farà a spiccare il volo se ogni volta le tarpano le ali?

Ma noi sappiamo che quando il destino decide di schierarsi dalla nostra parte può fare veri e propri miracoli e, questa volta, ha deciso di schierarsi proprio dalla parte di Karola.
Come?
Beh, avete presente il suo mondo diventato carta pesta?
Sta tornando ad essere reale, sta tornando a toccarlo con mano costruendolo mattone dopo mattone perché Karola ha un asso nella manica.
Un segreto che cambierà la sua vita e la vita di tutti i componenti del Fashion In, l’atelier presso cui lavora perché si da il caso che questo segreto lo riguardi molto, molto da vicino…

In tutto questo, poteva mancare l’amore?
Assolutamente no!
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Il tutto si fa decisamente più interessante nel momento in cui Karola si imbatte in Luke, un modello di una bellezza da capogiro che, non appena la vede, non ci pensa due volte a presentarsi…

«Tu sei Karolina, vero?» sento dire a solo un passo di distanza.
 Il bel tipo sorride e guarda gli appunti che ho in mano, poi risponde in tutta calma: «Ho sentito parlare molto bene di te ed ero curioso di conoscerti». Quindi mi allunga la mano. «Sono Luke, uno dei modelli che indosserà gli abiti che stanno confezionando».

Incontro fortuito o no, Karola è più che decisa a non intraprendere alcun tipo di conoscenza con Luke proprio perché è un modello e, come tale, Karola è convinta che usi le donne come fossero bambole.

E poi, anche volendo, si frequenta con una sua cliente quindi come si sul dire “non c’è trippa per gatti”!
E allora cosa sono quelle farfalle nello stomaco che prendono a svolazzare ogni volta che lo incontra?
Cos’è quell’euforia mista ad agitazione che le causa quasi un arresto cardiaco quando legge il nome di lui sul display del suo cellulare?
E quel sorriso ebete che ha stampato in faccia quando Luke la invita a cena?
Qualcosa sicuramente vorranno dire!

Ed è proprio grazie a queste sensazioni, a queste emozioni che Karola prova a lasciarsi andare durante il secondo tentativo di una cena insieme (visto che la prima volta non era andata granché bene) permettendo a Luke di aprirsi e di farsi conoscere e a lei stessa di godere di quell’attimo, delle piccole cose, senza curarsi troppo del domani.

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Ma in questa cornice, cosa succederà alla nostra Karola?
Riuscirà ad ottenere il suo contratto?
Riuscirà ad usare il segreto a suo favore?
E, soprattutto, riuscirà ad innamorarsi di Luke?

“Specchio delle mie brame” è un libro che regala qualche ora di brio, spensieratezza e freschezza: il mix ideale per trascorrere al meglio la giornata sotto l’ombrellone!
La storia è ricca di momenti ironici, che strappano un sorriso anche a chi un motivo per sorridere non ce l’ha.
La protagonista può risultare all’apparenza superficiale ma, in realtà, man mano che il lettore entra dentro la storia e inizia ad entrare nell’intimo di Karola, capisce che è insicura, che è fragile, e questo ce la fa apprezzare ancora di più.
Ho adorato come Tiziana abbia creato il personaggio di Luke perché, nonostante sia un modello, non è il classico belloccio che tutto vuole e tutto ha.
È un ragazzo dolce, alla mano, onesto e sincero. E soprattutto: è veramente innamorato di Karola e voi lo sapete meglio di me che davanti a queste cose ci sciogliamo!

Che dire di Tiziana?
Ormai ho letto praticamente tutti i suoi libri e la cosa sorprendente è che in ognuno di loro ho scoperto una Tiziana diversa: una Tiziana ironica, una Tiziana seria, una Tiziana romantica, una Tiziana drammatica e una Tiziana molto sensuale.
“Specchio delle mie brame” mi ha fatto conoscere il lato di Tiziana forse quello più nascosto, proprio per il messaggio che, secondo me, ha voluto dare con questo libro: mai fermarsi davanti alle apparenze.
Tenacia, forza, grinta e voglia di lottare per ciò che si vuole devono essere mantra che accompagnano ogni minuto delle nostre giornate.
Perché crederci è importante, é il primo passo verso il successo.
E allora il “se lo vuoi tutto è possibile” non è solo una frase banale e scontata, ma è lo stile di una vita.

Ancora una volta, grazie Tiziana! ❤
Edna.

Il mio giudizio:

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Recensione di: “Ho vinto te” di Angela Castiello

Ciao Notters!
Oggi vi parlo del romanzo di Angela Castiello: Ho vinto te. Nato come romanzo auto pubblicato che ha riscosso un buon successo e che dal 29 Luglio 2016 è tornato nelle veste di Rizzoli per la collana YouFeel.

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TITOLO: Ho vinto te
AUTORE: Angela Castiello
EDITORE: Rizzoli – YouFeel
DATA PUBBLICAZIONE: 29 Luglio 2016
MOOD: Romantico
FORMATO: Ebook
PREZZO: € 2,99
LINK DI ACQUISTO: http://amzn.to/2aFls83

 

 

SINOSSI

L’amore vince sempre, ma non sempre la vittoria è facile da raggiungere.

La passione che Andrea ha per il tennis si trasforma in ossessione, al punto da indurlo a commettere errori capaci di portarlo all’odio verso se stesso e verso tutto ciò che il tempo e i sacrifici hanno costruito. Un piccolo incidente è l’inizio di un lungo declino che lo costringerà a rinunciare alla carriera da tennista. Ma quando Andrea crede di essersi incamminato verso la strada che lo condurrà all’oblio, il viso di una ragazza riesce a restituirgli la luce. Inizierà una storia di un’intensità assoluta, colma di passione e sentimento. Ma è sufficiente l’amore, con la sua forza e la sua determinazione, per abbattere ogni ostacolo? Oppure le oscure ombre del passato offuscheranno il cammino, impedendo ai loro occhi di vedere un futuro insieme?

RECENSIONE

*** ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER! ***

Andrea ha un obbiettivo: diventare un tennista di successo. Ma quello che lo spinge oltre i suoi limiti è sentire suo padre sempre al suo fianco, non deluderlo e non sentirsi un perdente. Purtroppo la sua incoscienza in poco gli fa perdere la cosa più importante che ha, l’obiettivo che si è prefissato da sempre: lo sport.tennis-infarto-defibrillatore Un infortunio l’ha bloccato ma la sua testardaggine gli ha giocato un brutto scherzo. La fretta di ritornare sul campo rosso, è l’errore più grosso che Andrea commette.

La mia carriera non esiste più e mio padre, ovunque si trovi, sarà delusissimo di me.

Andrea cade in depressione. La fine della sua carriera lo ha segnato per sempre, ma una sfortuna ti porta una fortuna più grande… una Gioia. Gioia è la ragazza che ascolta, capisce e sostiene: è la giusta “cura” per Andrea.

Ti guardavo e i pensiero negativi sparivano, la mia mente prendeva una pausa dall’angoscia…

Andrea sono diciotto mesi che si siede sempre sulla solita panchina al parco, è lì che l’ha vista per la prima volta con il naso dentro ad un libro. Ed è da quella panchina che tutto nasce e prende forma, il sentimento che Andrea prova nei confronti di Gioia.

Amo questa panchina, amo questo meraviglioso parco perché è qui che ti ho vista, per la prima volta, esattamente diciotto mesi fa.

Un’amore che cresce a dismisura ogni giorno che passa. Un’amore che risolleva Andrea dal suo tunnel buio, che con gran fatica ha ritrovato la luce. La luce che lo scalda ogni giorno è la sua Gioia, di nome e di fatto 🙂

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“Ho vinto te” è amore puro. Carico di sentimento e romanticismo, ed è un romanzo di crescita. Andrea cresce al fianco di Gioia. Angela ha descritto perfettamente due persone “normali” non stereotipati che si leggono quasi sempre, che sfiorano l’assurdità. Angela ha descritto: noi, con le nostre insicurezze e fragilità. Che con la persona giusta accanto posso diventare i nostri punti di forza. La scrittura di Angela è scorrevole, ben articolata e diretta. Ho apprezzato moltissimo i vari aforismi che aprivano i capitoli, e la narrazione al maschile, particolarità difficile da trovare! “Ho vinto te” è un romanzo breve che vi consiglio di portare con voi in vacanza. ❤

Naty

Il mio giudizio:

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