Recensione di: “Un adorabile lunedì” di Giulia Dell’Uomo

Buongiorno Notters!

È con grande piacere ed emozione che recensisco il primo libro per Notting Hill Books e questa mia avventura non poteva cominciare meglio.
Volete sapere il perché? Semplice: questa settimana ho avuto il piacere di leggere “Un adorabile lunedì” di Giulia Dell’Uomo che, credetemi, non poteva regalarmi un inizio migliore!

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TITOLO: Un adorabile lunedì
AUTRICE: Giulia Dell’Uomo
EDITORE: Rizzoli
COLLANA: YouFeel – MOOD: Emozionante
DATA PUBBLICAZIONE: 26 maggio 2016
GENERE: Romance
FORMATO: eBook
PAGINE: 179
PREZZO: € 2,99


SINOSSI

Questione di fiuto

Eva è una giovane maestra di una scuola elementare. Edoardo, quarant’anni, insegna canto al conservatorio e la sua unica regola di vita è schivare le responsabilità. Si incontrano per caso, poi per lavoro, e si scontrano violentemente per i loro caratteri tanto diversi. Eva nasconde un passato difficile, un groviglio di dolori, rimorsi e promesse infrante. Edoardo invece ha un presente fin troppo facile, fatto solo di donne e amici, ed è proprio il tipo di uomo che Eva ha sempre detestato. Eppure passo dopo passo – complice Lunedì, un simpatico cane randagio adottato da Eva – i loro cuori iniziano a conoscersi e riconoscersi. Ma per Eva aprirsi significa correre un grande rischio, ed Edoardo sembra una persona di cui sarebbe disastroso fidarsi… Un romanzo che vi farà commuovere per la sua tenerezza, perché l’amore arriva all’improvviso, anche di Lunedì.

Mood: Emozionante – YouFeel è un universo di romanzi digital only da leggere dove vuoi, quando vuoi, scegliendo in base al tuo stato d’animo il mood che fa per te: Romantico, Ironico, Erotico ed Emozionante.

RECENSIONE

ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER

Quante volte nella vita ci capita di indossare una maschera che ci aiuti a sopravvivere e a nascondere agli occhi altrui l’intimo dolore che portiamo dentro? È una condizione che bisogna imparare a sostenere e ad affrontare prima o poi, che fa soffrire, che logora dentro.
Avete presente la canzone di Cesare Cremonini, “Il comico”? É l’autrice stessa ad utilizzarla un po’ come colonna sonora della storia e direi che mai frase fu più azzeccata:

…E l’occhio ride ma ti piange il cuore…

È esattamente ciò che accade alla protagonista del romanzo, Eva.

keira_knightley1Eva è una ragazza semplice, genuina, dotata di una bellezza scaturita dal profondo dolore che ha provato in passato e che tutt’ora la opprime; una bellezza limpida e pulita che lei non vede, ma qualcun altro sì. È una donna ferita, a cui la vita ha portato via tanto, oserei dire tutto; una donna bloccata in una sorta di limbo dal quale non vuole riaffiorare, la cui essenza è data dal susseguirsi di confortanti abitudini quotidiane. La sua vita, infatti, segue i soliti ritmi, scanditi dai pochi impegni da cui è assorbita: il lavoro di maestra elementare, l’affetto della migliore amica Laura e le serate trascorse a leggere.

A scuoterla dal torpore della sua monotonia sono due fatti che avvengono in rapida successione: l’incontro con un cane randagio e la conoscenza con Edoardo. Il tutto avviene di lunedì, ragion per cui Eva dà al cane il nome di questo giorno settimanale. Lunedì diventa una sorta di faro nel buio per la sua vita, una ventata fresca di affetto e di speranza; speranza di uscire da quel tunnel di tristezza nel quale è sprofondata due anni prima, come si evince attraverso dei misteriosi flashback.

“Fu in quel momento che capii che mi stava implorando.
Fu in quel momento che capii che io stessa mi stavo implorando.
Di darmi una possibilità. Di dargli una possibilità.

[…] Ero padrona del suo destino, e proprio al destino pensai.
Se qualcuno lo aveva messo sul mio cammino, sulla mia strada, dovevo cogliere l’attimo e salvarlo. Perché forse lui avrebbe salvato me. E avrei dimenticato il passato. Avrei ricominciato a partire da lui e lui avrebbe ricominciato con me.
Per questo lo chiamai Lunedì. Il giorno in cui ci siamo incontrati. Lunedì fu a tutti gli effetti un nuovo inizio.”

È proprio grazie a Lunedì e, in seguito, al lavoro, che Eva incontra e si scontra con l’affascinante Edoardo, un uomo sulla quarantina affetto dalla sindrome di Peter Pan.

“Purtroppo o per fortuna per me, non avevo ancora trovato la donna giusta, quella in grado di farmi perdere la testa o, cosa più sensata, di farmela ritrovare. Ero convinto che stare da solo fosse molto più appagante che stare in coppia. Niente costrizioni, niente limiti, niente regole: ero l’unico padrone di me stesso. Non riuscivo a controllare questo mio istinto innato, parte integrante del mio carattere. Forse perché la mia infanzia non mi aveva aiutato da questo punto di vista e sentivo sempre una forte necessità di distaccarmi da ogni relazione potenzialmente pericolosa, in grado di rendermi schiavo di un’altra persona.

Le donne che avevo frequentato fino a quel momento erano belle e curate. Amavo i dettagli, la preziosità dello smalto rosso fuoco sulle unghie, la pelle liscia di pesca, il rossetto su labbra carnose. Ero affascinato e ammaliato dai capelli lunghi, ondulati, che cadevano sulle spalle morbidamente. Adoravo i seni prosperosi, gli abiti stretti e fascianti. Ma nessuna di queste donne era stata in grado di farmi amare la testa oltre che il corpo.

luca-argenteroA primo impatto Edoardo può sembrare un uomo frivolo, egoista e completamente concentrato su di sé…Beh, ragazze mie, sappiate che, per sua stessa ammissione, lo è! Tuttavia lasciatemi dire a sua difesa che nel corso del romanzo rivelerà che, al pari di Eva, anche lui si porta dietro delle profonde ferite lasciate dal passato, ferite, però, che finiranno per renderlo una persona migliore. E allora non potrete fare a meno di amarlo.

“«Vorrei poterti promettere la luna, o qualunque cosa tu desideri, ma sento che hai sofferto troppo per credere alle promesse. E allora ti dico: non lasciare che il tuo dolore ti soffochi. Datti una possibilità. Volta pagina. Voltiamola insieme.»”

Ed è così che Edoardo irrompe prepotentemente nella solida routine di Eva, armato di carisma e fascino da vendere a cui lei non resta indifferente.

Eva è l’unica in grado di far traballare le sue certezze sulla vita da single e per la prima volta Edoardo si troverà a rincorrere una donna, a volerla conoscere, scoprire e capire quale bagaglio emotivo si porti dietro. D’altro canto, lei rifiuta qualsiasi approccio, anche perché nel corso della storia riceverà non poche delusioni da Edoardo, che però non voglio svelarvi…Sarebbe uno spoiler grosso come una casa e non voglio assolutamente rovinarvi la lettura di questo dolcissimo romanzo.

“Posai le mani sul bordo del materasso. Lo afferrai forte, quasi per scaricare la tensione in quel punto. Chiusi gli occhi e nascosi il viso sotto le lenzuola. Singhiozzi. Solo singhiozzi. Uscivano dalla mia bocca esplodendo, e più li trattenevano più rimbombavano nel silenzio della stanza. Guardandomi intorno mi resi conto di essere sola.”

Un adorabile lunedì , oltre ad essere un romanzo d’amore, è anche una storia di speranza, in grado di donare conforto a tutti coloro che hanno sofferto o che stanno tutt’ora soffrendo. Eva è una donna fragile e forte al tempo stesso, una donna che fa a pugni con il proprio passato per sopravvivere ogni giorno, fino a quando si renderà conto che l’unico modo per farcela veramente è quello di lasciarlo andare. In ciò Edoardo sarà fondamentale, perché l’aiuterà a vedersi bella come la vede lui, una bellezza che proviene da dentro, fino a riflettersi nel suo aspetto. Grazie ad Edoardo, ricomincerà a volersi bene, ad apprezzarsi come un tempo.

Eva è una di noi, perché non è perfetta né vuole esserlo; s’imbarazza per un complimento, arrossisce per uno sguardo, non si vergogna di manifestare apertamente l’amore che prova per il suo Lunedì. A tal proposito, è impossibile non apprezzare la dolcezza con cui Giulia affronta il rapporto cane-persona. Da amante degli animali quale sono, mi sono immedesimata fortemente anche in questa piccola sfumatura romanzesca e ho adorato l’importanza del ruolo rivestito da Lunedì (così come la questione del nome).

Ciò che mi ha colpito maggiormente è che l’autrice, con il suo stile fluido, scorrevole ed elegante, affronta l’intera vicenda narrata con tenerezza, delicatezza e un pizzico di divertente ironia, che non guasta mai. Le pagine scivolano via velocemente e in un batter d’occhio ci si ritrova ad aver concluso la lettura del romanzo, con gli occhi leggermente velati d’emozione e un sorriso commosso sul viso. Almeno, questo è ciò che ha suscitato a me ed è il motivo per cui lo consiglio davvero a tutti. Brava Giulia!

Laura Z.

Il mio giudizio:

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