Presentazione di: “Come hai detto che ti chiami?” di Simona Fruzzetti

Ciao Notters!
Tra le segnalazioni di oggi non poteva mancare l’ultimo romanzo di Simona Fruzzetti, una chick lit romantica che vi farà sorridere e battere il cuore 🙂

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TITOLO: Come hai detto che ti chiami?
AUTRICE: Simona Fruzzetti
GENERE: chick lit (commedia romantica/ironica)
DATA DI PUBBLICAZIONE: 14 febbraio 2017
EDITORE: Self publishing – Amazon
FORMATO: eBook/Cartaceo
PREZZO: eBook € 3.89 – Cartaceo € 13.00
PAGINE: 356
LINK PER L’ACQUISTO: qui


Una famiglia come tante, qualche equivoco e un’irrefrenabile passione per i nomi.

Questi gli ingredienti principali di una commedia dai toni leggeri ma mai superficiali.

SINOSSI

Giulia fin da piccola ha dovuto fare i conti con qualcosa di scomodo: il suo nome che non è semplicemente Giulia, ma Giulia Agrippina Augusta. Appassionata conoscitrice del significato dei nomi, figlia di un insegnante di storia e di una istruttrice di pilates vegetariana fissata con la forma fisica, vive in un appartamento della nonna insieme al fratello gemello.
La comparsa di Erika, nuova fidanzata del fratello, e l’arrivo di Valerio, il nuovo coinquilino, scombineranno le carte e l’equilibrio già precario della sua vita.
Tra scontri per lo spazio della casa, gelosie, tradimenti e prese di coscienza, Giulia riuscirà nella difficile impresa di collocare al posto giusto tutti i pezzetti dell’intricato puzzle famigliare e a ricredersi sull’idea dell’amore.
Situazioni comiche, scene grottesche e personaggi bizzarri fanno da cornice a una commedia romantica, ironica e frizzante dove la famiglia ne esce protagonista in ogni sua sfaccettatura.

L’AUTRICE

Simona Fruzzetti vive in provincia di Pisa dove, oltre alla scrittura, si dedica al suo blog acasadisimo.blogspot.it. Ha vinto numerosi premi letterari e ha curato una rubrica di salute e benessere su un portale tutto al femminile. Dopo aver esordito in self publishing con “Il male minore” (2013) e “Chiudi gli occhi” (2014), è approdata alla casa editrice Piemme per la quale ha pubblicato nel 2015 “Mi piaci, ti sposo” e “Parigi mon amour” per la collana digitale In love.
“Come hai detto che ti chiami?” è il suo quinto romanzo

Blog dell’autrice: https://acasadisimo.blogspot.it/


ESTRATTO

Ciao, sono Giulia e sono sobria da un mese.
Ora voi tutti in coro dovreste dire «Ciao Giuliaaaaa» e mostrare un misto di ammirazione e compassione per il mio risultato.
In realtà sono quasi astemia, ma avrei almeno dieci motivi per trovare in una bottiglia di whisky tutto il conforto di cui ho bisogno.
Il primissimo motivo mi accompagna dalla nascita o meglio da quando ho avuto la facoltà di intendere e di volere, di capire che il mio nome in realtà non è solo Giulia ma… rullo di tamburi…
Giulia Agrippina Augusta.
Un minuto di raccoglimento, prego.
Agrippina Augusta. Nomi aggiunti che ometto sempre, ovviamente. Voglio dire, quale genitore sano di mente metterebbe un nome simile alla propria figlia? Nessuno, tranne mio padre che di mestiere fa l’insegnante di italiano e storia al liceo Pasteur di Roma. Sia chiaro, non lo sto giustificando, non potrei, visto che non si è limitato a dare alla sottoscritta un nome di cui vergognarsi a vita, ma ha segnato anche quello di mio fratello gemello chiamandolo Marco Aurelio.
Se mia madre non si fosse impuntata in tutta la sua vita mammesca a chiamarci semplicemente Giulia e Marco, a quest’ora non starei scrivendo la mia storia, ma sarei davvero davanti a un gruppo di persone racchiuse in cerchio davanti a me, a incolpare mio padre di avermi rovinato l’infanzia.
Ho trent’anni e ancora non mi sono arresa. Mi sono pure informata in Comune per cambiare una volta per tutte il mio nome, ma pare ci voglia una motivazione valida e Giulia Agrippina Augusta Randazzo evidentemente non lo è. Senza contare che mio padre mi avrebbe prima diseredato e poi ucciso il gatto.
Per mio fratello è diverso, lui non la vive male. Anche perché Marco Aurelio, detto con una certa intonazione, è anche molto figo. Peccato che addosso a lui stia bene come starebbe bene un rutto del Presidente della Repubblica in mondo visione.
E comunque tutto questo preambolo per dirvi che il nome è importante e può modificare la sorte di chi lo porta, creare scompiglio, cambiare le carte in tavola o far svoltare una serata. Credete che stia farneticando? Tzè, pivelli. Non sarei qui a raccontarvi la mia storia, se no.
E sono sicura che una volta finito di leggere tutto questo presterete molta più attenzione a una risposta. La risposta che vi daranno quando domanderete:
«Come hai detto che ti chiami?»

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Buona lettura!
Naty&Julie ❤

 

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Recensione di: “Dolci Malintesi” di Rujada Atzori

Ciao Notters 😊
Sono di nuovo qui con voi per parlarvi dell’ultimo romanzo di Rujada Atzori pubblicato da Butterfly Edizioni.
Ormai lo sappiamo, Rujada ci ha abituato alla sua peculiarità stilistica e questa volta torna nella chiave che, personalmente, preferisco: quella ironica.

“Dolci Malintesi” è il titolo del romanzo che vi racconto oggi!

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TITOLO: Dolci Malintesi
AUTRICE: Rujada Atzori
EDITORE: Butterfly Edizioni
DATA PUBBLICAZIONE: 18 Settembre 2016
GENERE: Romance ironico
FORMATO: eBook
PAGINE: 101
PREZZO: € 2,99

 

SINOSSI

Victor Thompson è nato e cresciuto in un ambiente duro e difficile, che l’ha reso un uomo cinico e razionale, privo di sentimenti.
Furbo, abile con le parole e attraente, ha tre regole di vita fondamentali: non dormire mai con una donna, averne sempre una di scorta e mai perdere la testa per nessuna.
Per un importante affare di lavoro deve recarsi a New York ma tutti i suoi piani vanno in frantumi quando si accorge di aver preso la valigia sbagliata. Convinto che sia tutto organizzato per sabotare il suo lavoro e la sua reputazione, Victor decide di vendicarsi…
Ma si sa che la vendetta porta solo guai… E se il guaio in questione indossa sexy perizomi di pizzo e ha due gambe da urlo, la cosa non può che farsi pericolosa…

RECENSIONE
ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER!

Una storia che non poteva che essere scritta da Rujada Atzori, un romanzo in cui l’ironia, i sentimenti e una leggerezza delicata sono protagonisti esattamente come Viktor e Leah.

È una storia di imprevisti quella che lega i personaggi principali , una storia che racconta di un uomo bello e di successo, che sta ampliando i suoi orizzonti, che nella vita ha l’unico obiettivo di fare business senza alcuna complicazione sentimentale: tante storie e senza coinvolgimento emotivo; e di una donna attraente e sensibile, una sognatrice, una donna innamorata dell’amore e dell’idea del principe azzurro.

È in occasione di un viaggio a New York che le strade di Viktor e Leah si incontrano (o si scontrano?)…

“Vado in camera sgocciolando acqua dai capelli, mi piazzo di fronte alla valigia e la apro.
Un attimo. Qui. C’è. Qualcosa. Che. Non. Va.
Viktor


Mi vado a sedere sul letto, afferro la valigia, la apro e…
Oddio! Frugo, frugo, frugo, butto all’aria camicie, cravatte, completi da uomo, mutande ma dei miei vestiti nemmeno l’ombra!
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Ebbene sì, avete capito bene.Uno scambio di valigie in piena regola, un errore che potrebbe costare caro ad entrambi.

Viktor deve affrontare il più importante incontro di affari della sua esistenza e Leah si sta giocando il tutto e per tutto con l’uomo di cui è segretamente innamorata da mesi.
L’uno con i vestiti dell’altra.
Viktor alle prese con giarrettiere, perizomi di pizzo e collant velate e Leah impegnata a cercare, tra le lussureggianti cravatte di lui, qualcosa che assomigli ad un capo femminile.

É inevitabile, per i nostri protagonisti, iniziare a provare reciprocamente una rabbia cieca e un desiderio di vendetta spietata.
Una rabbia che troverà sfogo in aeroporto quando Viktor e Leah si incontreranno per scambiarsi le valigie e far sì di poter indossare nuovamente i propri abiti…

Durante questo incontro però qualcosa non va esattamente come previsto: Viktor è convinto che lo scambio delle valigie non sia frutto di un errore di distrazione (che sarebbe senz’altro della controparte) ma che si tratti di un piano premeditato per sabotare la sua scalata al successo e cerca così di estorcere informazioni alla nostra Leah che non è però così disponibile a collaborare ma anzi, ha tutte le intenzioni di mostrare a Viktor il suo disappunto per aver rotto i suoi pantaloni neri preferiti.

Ed è esattamente a questo punto che hanno inizio una serie di (s)fortunati eventi che vedranno legati i nostri protagonisti non solo all’aeroporto di New York ma anche laddove Leah credeva di essere al sicuro, a Londra, nella piccola banca in cui lavora da anni, a casa sua.
Viktor e Leah si troveranno legati da un una situazione che sicuramente non avrebbero scelto ma dalla quale non hanno scampo e con la quale devono necessariamente convivere.
Convivere forse non è la parola giusta visto che Viktor farà di tutto per rendere a Leah la vita impossibile, così impossibile da indurla a compiere una decisione che non avrebbe mai preso in considerazione: andarsene.

occhi-chiusi.jpg“Chiudo gli occhi e cerco di rilassarmi ma la mente mi tradisce e riporta a galla cose che vorrei non ricordare.
Il suo profumo ad esempio, o la sua risata. Il modo in cui si sistema la cravatta, quando cammina, le mani nelle tasche dei pantaloni.
Il suono della sua voce, il modo in cui mi guardava.”
Leah

Nonostante la lontananza però per Leah non è facile smettere di pensare a lui, alla sua presenza fastidiosa ma costante, alla sua voce indisponente quanto calda e penetrante.
Lo sappiamo no? Non sempre scappare è la soluzione ai problemi, non sempre è abbastanza, non sempre è sufficiente a mettere a tacere il cuore, le emozioni, i brividi.

E per quanto ci sforziamo di ricominciare, di andare oltre, di lasciarci quel Qualcosa alle spalle, spesso non serve a nulla e corriamo due rischi:
il primo è quello di rimandare una situazione che, prima o poi, ci troveremo ad affrontare. Non importa quando, né come, non importa se succederà di notte, tra le lacrime o il giorno della vigilia di Natale davanti ad un camino scoppiettante… prima o poi quella mancanza torna a farsi sentire e il nostro cuore continuerà sempre a perdere un battito.
Il secondo invece è quello di perdere per sempre quell’emozione, quell’occasione, l’opportunità di essere felice davvero, di prenderci la nostra rivincita, di lasciare andare quel Qualcosa…

«Zio Vic, perché mi chiami sempre V-Junior?».
«Perché tu sei come lo zio Vic, o meglio, mi ricordi me».
«Quindi anche tu sei stato innamorato?».img_3966
«Tu sei innamorato?».
Annuisce contento ma poi torna serio di colpo.

«Che succede, perché questo faccino serio?».

«Tu cosa fai quando sei innamorato, zio Vic?».

«Aspetto».

«Che cosa?».

«Che passi. Aspetto che passi».

«Quindi anch’io dovrei aspettare? Però se aspetto, poi quella carogna di
Richard si prende Clare e io non voglio, io voglio che lei sia mia e che sia innamorata di me come io lo sono di lei».
«Allora non devi aspettare, vai a prenderla». «E tu hai fatto lo stesso, zio?».
Scuoto la testa pensando a Leah.

«Allora perché non vai a prenderla?».
Mi fermo di colpo e guardo il bambino che mi fissa con due occhioni neri curiosi. Gli accarezzo la testa e lo poso per terra mentre mi fiondo nella mia camera e senza pensarci troppo inizio a preparare la valigia.”

È davvero difficile scrivere questa recensione senza rischiare di rovinarvi la lettura, questa è una storia in cui il ritmo degli eventi è serrato, gli equilibri sottili e le dinamiche tutt’altro che casuali.
Rujada scrive una nuova storia che fa divertire il lettore e al tempo stesso lo fa sognare ad occhi aperti lasciandosi cullare da quel pizzico di surrealismo che non stona ma anzi, dà una marcia in più al racconto.
Una storia dalla dolcezza mai melensa, mai regalata quanto, piuttosto, velata, centellinata a dovere e dalla semplicità disarmante.
Una storia di imprevisti, coincidenze e seconde opportunità, di raziocinio che combatte il cuore, di delusioni e regole infrante, di un amore inaspettato, sorprendente e meraviglioso.

Julie ❤️

Il mio giudizio:

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Recensione di: “L’amore è una formula matematica” di Cinzia Giorgio!

Ciao Notters 🙂
Bentrovati e… buon lunedì!
Sì lo so, il lunedì è una giornata difficile ma oggi ho la soluzione anche per chi ha l’umore a terra e non riesce a scrollarsi di dosso la nostalgia del weekend! La soluzione che vi propongo ha un nome: è Cinzia Giorgio. Il suo antidoto? “L’amore è una formula matematica”.

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TITOLO: L’amore è una formula matematica
AUTRICE: Cinzia Giorgio
EDITORE: Rizzoli
COLLANA: YouFeel
DATA PUBBLICAZIONE: 26 Novembre 2015
FORMATO: eBook
GENERE: Romance
PAGINE: 99
PREZZO: € 2,49

 

SINOSSI
Non fate mai i conti senza il cuore

A pochi giorni dal matrimonio Carlotta viene abbandonata dal fidanzato. E non ci sarebbe nulla di insolito: a volte capita. Peccato che Carlotta sia la guru indiscussa in materia d’amore… L’autrice del manuale bestseller “L’amore è una formula matematica”, e conduttrice di un programma tv in cui insegna come si costruisce la relazione perfetta, ora dovrebbe ammettere davanti a tutti che le sue regole non funzionano? Presa dal panico e terrorizzata dalla possibilità di essere derisa a reti unificate, Carlotta fugge da Roma e si rifugia a Orvieto, a casa di Jane, proprietaria di una splendida libreria. Ma i suoi problemi sono appena cominciati, perché lì vive e lavora Giulio, una vecchia conoscenza che metterà a dura prova le teorie in cui Carlotta crede fermamente. E allora quali formule dovrà applicare per trovare la soluzione al problema “cuore”?
“L’amore è una formula matematica” si ispira all’indimenticabile “Emma” di Jane Austen. Dopo “Prime catastrofiche impressioni”, “Cosa farebbe Jane?” e “Il bello della diretta”, il quarto e ultimo appuntamento con la miniserie “Le ragazze di Jane Austen”.
YouFeel è un universo di romanzi digital only da leggere dove vuoi, quando vuoi, scegliendo in base al tuo stato d’animo il mood che fa per te: Romantico, Ironico, Erotico ed Emozionante.
RECENSIONE
***ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER!***
“L’amore è una formula matematica” è una scoperta per me e la collana Youfeel di Rizzoli l’ennesima conferma! 🙂
Questa è una storia che si guadagna diversi primati tra i testi che custodisco gelosamente nella mia libreria digitale: il primato di ironia, quello di irriverenza, di originalità e di sfrontata genuinità. E’ un libro che racconta i più famosi stereotipi femminili e gioca su questi con un’ilarità senza pari.
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E’ la storia di Carlotta Capanna, una donna che non è niente di più lontano dalla ragazza della porta accanto o acqua e sapone. Non è ingenua come Cappuccetto Rosso né pura come La Bella Addormentata nel Bosco; questa è una favola moderna, un’equazione perfetta di romanticismo e ironia.Carlotta Capanna è una donna bella, indipendente, stabile economicamente (dire ricca era suonava come un clichè :p). Una donna che vive nella frenesia di una grande città come Roma ed è talmente impegnata che il suo stato sentimentale su Facebook potrebbe tranquillamente essere “Fidanzata Ufficialmente con iPhone”! Carlotta è la famosissima autrice del libro “L’amore è una formula matematica”, il manuale più letto ed apprezzato dalle lettrici italiane, così apprezzato da dare origine ad un format televisivo di cui Carlotta è conduttrice. Cosa chiedere di più?
La nostra protagonista è una maniaca del controllo (no, non volevo citare il Santissimo Christian Grey né Sua Maestà E.L. James, ma vi giuro che lo è!) e dell’organizzazione, la sua vita segue schemi precisi, formule scritte e scientificamente testate dalle sue fedelissime lettrici; formule con le quali ha consolidato l’amore di tante coppie che ogni giorno la contattano per confermarle quanto siano felici e innamorate, prima fra tutte sua sorella Vittoria che, grazie a suoi consigli,  si è sposata con l’amore della sua vita e ha dato alla luce due bellissimi bambini.
Una vita quasi perfetta, una carriera consolidata, una reputazione da fare invidia alle showgirl più famose della TV, un corpo da favola… neanche un Lucano potrebbe migliorare le condizioni di vita di Carlotta se non fosse che Roberto, il suo storico fidanzato, la abbandona a pochi, pochissimi, giorni dal loro matrimonio.

…Una vita distrutta. Le risposte alle sue domande vane. Improvvisamente è tutto buio. Cosa dirà ai suoi lettori? Lei, la Guru dell’amore, piantata all’alba del suo matrimonio. Con che faccia racconterà ai fans come comportarsi per garantirsi l’amore perfetto quando proprio lei non è riuscita a tenersi stretto il fidanzato facendosi mollare con un piede sull’altare?
Carlotta è disperata, non vuole deludere Vittoria né tanto meno i suoi lettori e per la prima volta non sa cosa fare, cosa dire e come uscire da questa situazione catastrofica fino a che non le balena in testa un’idea: fuggire.

Sì, ne è convinta: cambierà taglio e colore di capelli, una trasformazione in piena regola ed una fuga che farebbe invidia ad Angelina Jolie in “Salt”.

“Forse dovrei comprare delle lenti a contatto colorate. Ho sempre desiderato avere gli occhi verdi. Perché no? Si useranno ancora? Ci penserò dopo, oragambe-sexy-che-corrono-tacchi-alti-36263622hh devo fuggire. Mi infilo le scarpe. Possibile che io non abbia pensato di comprare un paio di ballerine? Guiderò da cani con il tacco dodici. Dannazione.

Entro distrattamente nell’ascensore e per poco non mi prende un colpo: stento a riconoscermi. La trasformazione è perfetta, magnifica. Sorrido compiaciuta alla mia immagine nello specchio e premo il pulsante per il garage. Sono appena salita in strada dalla rampa del garage quando sento distintamente la voce di mia sorella Vittoria che parla al telefono. È davanti al portone di casa e la vedo dallo specchietto retrovisore, mentre accelero per fuggire via da Roma.
Mi sento euforica, che strano. Voglio dire, sto scappando perché ho fallito nel mio mestiere di guru dell’amore eppure un senso di euforica allegria mi pervade. Accendo lo stereo e mi metto a cantare, seguendo Who Knew di Pink. La mia voce diventa sempre più alta, e arrivata al raccordo anulare mi rendo conto che sto cantando a squarciagola. Ah, questa sì che è vita! Da anni non provavo un senso di liberazione così forte, violento, catartico.

Mi immetto in uno svincolo senza sapere dove sto andando. Sono sulla Roma-Firenze? Boh, poco importa! Premo il piede sull’acceleratore e mi dirigo verso la mia destinazione ignota. Verso una nuova vita. Al diavolo tutti.”

La destinazione ignota di Carlotta ben presto ebbe un nome e, nonostante la meta fosse del tutto casuale, quel nome le ricordava qualcosa: Orvieto.
Chissà perché quella città le suonava familiare, non aveva parenti a Orvieto né amici eppure…
Cominciò qui l’avventura della nostra protagonista, un’avventura che la vedeva fuggitiva sotto una pioggia battente, senza un posto dove andare né qualcuno con cui parlare.
Era sotto copertura e, anche se non era una spia della CIA, doveva assolutamente mantenere l’anonimato!
A salvarla da una notte rannicchiata al gelo nell’abitacolo della sua macchina fu Tommaso, che per una serie di eventi fortuiti, arrivò in suo soccorso e, senza fare troppe domande, la invitò a trascorrere la notte a casa sua insieme all’adorabile zia, Jane.
Da quel momento, la reale identità di Carlotta venne riposta accuratamente in un cassetto e la nostra protagonista cambiò nome e diventò Emma.Tra Jane ed Emma (che vi ricordo essere sempre la nostra Carlotta) nacque subito una forte simpatia, un affetto sincero e disinteressato che le portò a diventare amiche. Jane era una donna ammirevole, una donna generosa e dal cuore immenso, abituata ad aiutare gli altri più di sé stessa.

La mattina successiva, Emma raggiunse Jane alla libreria di cui è proprietaria, la “Libreria dei Sette” e fu proprio lì che incontrò quello che diventerà la valida ragione della sua fuga, la risposta ai suoi “perché?”, il motivo delle sue riflessioni…

“Gironzolo ancora un po’ nella grande libreria e mi ritrovo, senza volerlo, davanti agli scaffali dedicati alla manualistica. Eccolo lì, il mio libro. È tra quelli più in vista. Invece di esserne felice mi vergogno come una ladra, afferro una copia e osservo la mia foto in bianco e nero sul retro della copertina.

«Faccia da schiaffi!» sussurro a mezza voce.Manganiello-olycom.jpg

«Ma no, è solo un po’ supponente» risponde qualcuno alle mie spalle. Mi giro, nascondendo il libro sotto una pila di libri sull’autocoscienza e guardo il mio interlocutore. Alto, spalle larghe, capelli lunghi ma non troppo, occhi scuri e barba di almeno una settimana.

Accidenti che bell’uomo… Un momento… ma io… oh no, no, no!

Merda! Io questo lo conosco, non lo conosco bene ma lo conosco. Merda! È il testimone di mio cognato, suo cugino nonché suo migliore amico. Al matrimonio di mia sorella eravamo seduti assieme agli sposi, perché io ero la testimone di “Vittoria e lui di Paolo. Se mi riconosce sono fritta. Abbozzo un sorriso evitando di commentare. Calmati, Carlotta, hai fatto la tinta e tagliato i capelli, ricordi? E se riconosce la mia voce? Sono almeno due anni che non lo vedo. L’ultima volta che ci ho parlato è stata, se la memoria non mi inganna, due anni fa al battesimo di mio nipote Luca. Ho buone probabilità che non mi riconosca, mi auguro. Merda! Ora mi spiego perché Orvieto mi sembrava un luogo familiare: mia sorella e Paolo ci vengono spesso a trovare… a trovare… come diavolo si chiama? Ecco, mi dico, lo vedi? Nemmeno ti ricordi come si chiama, figurati se lui si ricorderà mai di…

«Intendevo l’autrice» mi spiega sorridendo. Avrà notato il mio panico? Okay, cerchiamo di essere razionali, mi impongo, comportiamoci come se nulla fosse.

 Ed eccola l’incognita, quella odiata nelle espressioni algebriche, quella che non riusciamo a capire né a risolvere: Giulio Cavalieri.
Il fulmine a ciel sereno nella vita, già di per sé incasinata, di Carl…ehm Emma.
Contro ogni aspettativa, la passione tra Emma e Giulio divenne presto irresistibile (per presto intendo subito eh?) e la nostra Guru dell’amore si trovò ad infrangere tutte le sue formule, una dopo l’altra.
Riuscite a capire il cataclisma che è piombato nella vita di questa donna, riuscite a capirne il dramma? Una vita a professare regole, consigli e emendamenti su quel bizzarro sentimento che chiamiamo “Amore” e *puff*! in ventiquattro ore tutte le certezze sono andate in fumo: la sua vita di coppia, la sua reputazione, la sua identità e… il suo manuale!Emma si trovò a crogiolarsi in quei dubbi che tanto condannava, anche lei si trovò a farsi quelle fastidiose ma classiche domande che noi donne ci facciamo immancabilmente quando ci piace qualcuno “Perché non mi chiama?”, “Dovrei forse chiamarlo io?, “Mi faccio trovare davanti a casa sua”? :)Quella tra Emma e Giulio è una storia esilarante, una storia di una dolcezza leggera, di un romanticismo velato, di un amore improvviso e incontenibile ma al tempo stesso delicato. Le incomprensioni, le alzate di testa e l’orgoglio non furono alleati di questa unione, si rincorsero, si guardarono da lontano, si cercarono senza dirselo, si pensarono e soprattutto si desiderano silenziosamente, ciascuno nel suo letto a fissare il soffitto almeno fino a che…

​“Sullo schermo mi compare la notifica di un messaggio su whatsapp.
L’utente è sconosciuto. Sono quasi tentata dal cancellarlo per paura che sia un giornalista, ma la curiosità ha la meglio: “Mi spieghi come faccio a chiamarti se non mi lasci nemmeno il tuo numero?”
Guardo lo schermo e rileggo il messaggio. Chi diavolo è? Qualcuno che ha sbagliato numero, è evidente. Cosa faccio? Glielo scrivo o non rispondo? Domanda superflua: quale donna non risponderebbe se sapesse che in ballo potrebbe esserci la felicità di un innamorato? Ecco, io mi sento in dovere morale di rispondere.
“Mi dispiace ma temo che lei abbia mandato questo messaggio alla persona sbagliata” digito.
On line… sta scrivendo… on line… sta scrivendo… on line… sta scrivendo… In quel momento mi si accende una lampadina nel cervello: e se fosse…? Non faccio in tempo a pensarlo che arriva la risposta.
“Non credo, Carlotta. A meno che tua sorella non mi abbia dato di proposito il numero di un’altra donna”.
“Giulio?”
“Brava! Non ti facevo così perspicace.”
“Scemo!”
“Senti, non mi piace scrivere messaggi, preferisco di gran lunga il faccia a faccia… ci vediamo domani al pozzo di San Patrizio?”
“Perché proprio lì?”
“Lo scoprirai domani alle undici in punto.”
“Dove ci vediamo, di preciso?”
“In fondo al pozzo, che domande! ’Notte.”
“Buonanotte. A domani…”

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Mi fermo, con molta fatica, e non vi svelo altro ma DOVETE e dico DOVETE leggere questo libro. Cinzia è una perla dell’editoria italiana e questo libro me lo conferma!

Una storia semplice, dalla trama ben sviluppata ma al tempo stesso originale e divertente. Questo libro sembra il diario di un’adolescente innamorata e al tempo stesso il racconto di una mamma alla figlia adolescente su “cosa va fatto e su cosa è da evitare”.
Una storia di stereotipi che ti fa sorridere e al tempo stesso ti fa riflettere su quelle stupidaggini che ciascuna di noi ha fatto e magari ha confidato solo all’amica più cara. Una storia completa e scritta in maniera magistrale.
Una storia che ho adorato dall’inizio e ho amato quando Cinzia ha scritto…

“La vera regola in amore è che non esistono regole. Tutto può accedere e puntualmente tutto accade.”

Ho avuto modo di dirglielo in privato e lo scrivo qui, pubblicamente, perché è giusto che lo sappiate prima di correre a comprare questo libro: se per l’amore esistesse una formula e quella formula la scrivesse Cinzia Giorgio… beh io comprerei il manuale senza pensarci due volte! ❤

Julie.

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