Recensione di: “Lanty&Cookies” di Tiziana Iaccarino

Ehi Notters!
Eccoci qui con un’altra recensione.
Questa volta vi parlo del libro di Tiziana Iaccarino “Lanty&Cookies”, il libro che ha accompagnato la mia settimana e le ha sicuramente regalato un pizzico di brio!
Come il peperoncino nel cioccolato, questo è indubbiamente un libro che stuzzica la fantasia e anche il cuore di ognuno di noi.
Non l’avete ancora letto?
Beh, allora dovete assolutamente scoprirne di più! 😉

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TITOLO: Lanty&Cookies
AUTRICE: Tiziana Iaccarino
DATA PUBBLICAZIONE: 01 febbraio 2015
EDITORE: Genesis Publishing
GENERE: Romance
PAGINE: 119
FORMATO: ebook – cartaceo
PREZZO: € 2,997/€ 8,99

SINOSSI

Lanty è una stilista di accessori dalla vita professionale perfetta: ha intrapreso l’attività dei suoi sogni e sta per aprire uno showroom nel quadrilatero della moda milanese, in via Montenapoleone.
Tutto sembra procedere per il meglio se non fosse che la sua vita privata, al contrario, va completamente a rotoli o meglio… che i suoi rapporti con il marito Marcello, giornalista, non siano proprio idilliaci.
A tormentarla è un problema quasi inconfessabile: è in totale astinenza sessuale! Tutta colpa di un marito che non le si concede da un anno, che le sfugge in ogni modo e le offre l’occasione di rimettere in discussione il loro rapporto. Ma Lanty non si dà per vinta ed escogiterà qualunque sistema, persino bizzarro, per risvegliare i sensi sopiti del coniuge. Ma proprio nel momento in cui pensa di gettare la spugna, ecco che a liberarla dalla sua astinenza ci pensa Giorgio, brillante avvocato amico di suo marito.
La nostra protagonista, però, non immagina che dietro l’angolo ci sia ad aspettarla una scoperta che rimescolerà le carte in gioco e le cambierà la vita per sempre.
Lanty&Cookies è una commedia dal sapore piccante e una bordatura appena erotica, ma brillante. Ha già conquistato centinaia di persone nella sua prima edizione e si rivelerà scoppiettante e ricca di retroscena inaspettati in questa nuova edizione che offre il titolo a una serie vera e propria con la quale le avventure di Lanty continuano!

RECENSIONE
***ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER***

Vi siete mai chiesti quanto può essere difficile, per una donna, sedurre un uomo?
Personalmente, ho sempre pensato che chi deve fare il prima passo, chi deve corteggiare, chi si deve mettere in gioco in primis, chi deve stuzzicare nella coppia sia l’uomo.
Si sa, a noi donne piace sentirci corteggiate, desiderate, volute…
Fiori, cioccolatini (attenzione uomini, possono essere controproducenti se la vostra donna è a dieta!), canzoni dedicate, cene e gite fuori porta improvvisate e foto stampate a ricordare momenti indelebili, sono, anzi devono, essere alla base del savoir-fare che tanto ci cattura.
In tutto ciò non deve mancare una buona dose di mistero, di quella passione palpabile che scandalizzerebbe persino la nonnina seduta affianco a te in autobus, di quel tormento e voglia di aversi, che da decisamente pepe al rapporto.
Perché diciamoci la verità ragazze: a chi, infondo, non piacerebbe avere un uomo rude, che “comanda” sotto le lenzuola, il classico uomo a cui vorremmo urlare “fai di me ciò che vuoi!”?

image (35)Lanty, la protagonista di questo brillante e spiritoso libro scritto da Tiziana Iaccarino “Lanty&Cookies”, da questo punto di vista non è certo l’eccezione che conferma la regola.
Una bellissima donna di 32 anni, milanese doc, coi suoi lunghissimi e curatissimi capelli biondi, un corpo da urlo tenuto rigorosamente a dieta, Lanty trasuda fierezza, coraggio e portamento da tutti i pori. Ovunque vada, si girano a guardarla, chiunque incontri si ferma per farle i complimenti.
Lanty è una super donna in carriera nel mondo della moda con il suo studio ormai famosissimo, uno staff di tutto punto del quale si fida ciecamente composto dal suo fedele amico Alex e dalla sua nuova amica Daniela e un nuovo e stimolante progetto che le aprirà tutte le porte nel mondo della moda: aprire un nuovo studio in via Montenapoleone in pieno centro a Milano, nel quadrilatero più chic e più famoso della città.
Apparentemente può sembrare la classica donna assorbita completamente dal lavoro, senza una vita propria, acida, ricca e snob.
In realtà, Lanty è una donna formidabile.
Non ha avuto una vita facile; si è sempre districata tra studio e lavoro per poter realizzare ciò in cui ha sempre creduto, per la sua passione più grande, per il riscatto più grande della sua vita: il disegno e la moda.
Non ha mai chiesto niente a nessuno, ne ai suoi genitori ne tanto meno a Marcello, suo marito, convinta che ce l’avrebbe fatta solo con le sue forze, la sua tenacia e la sua invidiabile volontà. Tutto ciò ha portato nella sua vita la piena realizzazione di ciò che Lanty è adesso: una donna con la D maiuscola, un punto di riferimento, un esempio da prendere, una musa ispiratrice.

Nel tardo pomeriggio, non appena chiude la porta del suo ufficio, ecco che Lanty si “trasforma”, diventa una donna di casa, una moglie.

È, infatti, sposata con Marcello da dieci anni, il suo grande amore fin dal liceo.image (37).jpeg
Con i suoi capelli scompigliati, i suoi occhiali che gli danno un’aria intellettuale ma al contempo seducente e la sua serietà, il nostro giornalista di moda ha fin da subito fatto breccia nel cuore di Lanty.

Ogni giorno, Lanty si perde con dolcezza nei ricordi di quei periodi passati con Marcello, dove tutto era più semplice, dove i difetti sembravano solamente piccole imperfezioni ai quali porre rimedio con il tempo e con il matrimonio… Eppure, da un anno a questa parte, la nostra Lanty prende l’amara consapevolezza che una persona, infondo, non cambia.
Un anno in cui suo marito non la guarda più.
Un anno in cui non comunicano più al di la del semplice “Cosa c’è per cena?”.
Un anno in cui suo marito non la tocca più, non la desidera più.
Un anno in cui Lanty non si sente più donna.

“Non penso di preparare la cena. Marcello non si è neanche degnato di scrivermi o di chiamarmi per dire a che ora sarebbe tornato. È un comportamento normale per lui. Abituato a fare ciò che gli pare come fosse single. Forse pensa che, presa dal mio lavoro, non mi accorga del suo modo di agire.
[…] Il letto è freddo. Non c’è nessuno ad accogliermi con un abbraccio o ad accarezzarmi piano sulla pelle nuda. Mi mancano le dita di un uomo tra i capelli la sera per farmi sentire al riparo nel nostro nido d’amore. Una carezza dietro l’altra per addormentarmi, la tenerezza di un ambiente davvero familiare e l’amore che riscalda i giorni bui, le notti invernali e i momenti difficili. È solo un’illusione, naturalmente, perché tutto questo non esiste nella mia vita.
Sono stanca. Sbuffo. Per oggi ne ho abbastanza. Anche di pensare.”

Ma se avete capito un po com’è fatta la nostra protagonista, allora forse non vi stupirete nel leggere che Lanty non si da per vinta; incamera dentro di se la delusione, la rabbia e la tristezza e ogni sera tira fuori la tigre che è in lei, che da sempre ha prevalso in lei.
Cibi afrodisiaci, accappatoi che magicamente scivolano per terra nel momento in cui sente aprirsi la porta di casa e pose assurde sul divano in pelle beige, sono all’ordine del giorno per la nostra scoppiettante protagonista che, pur di riaccendere la passione nel suo matrimonio, si ritrova a comprare 20kg di cioccolato…
Si, avete proprio capito bene!!

“Quando torno a casa sono già le otto. Al supermercato più vicino ho comprato i fatidici venti chili di cioccolato fondente. Grosse tavolette nere che mi disgustano al solo guardarla. E, al momento di pagare, persino la cassiera mi osservava in modo strano, quando ha notato che il cestino era stracolmo.
[…] Vado in cucina senza togliermi neanche le scarpe e comincio a mettere a punto il mio piano.
[…] Intanto sto sciogliendo il cioccolato nel pentolone più grande che ho. Ho dovuto fare a pezzi ben venti chili di tavolette di cioccolato, mi sembrava non finissero mai. Mi sento una pasticciera alla sua prima esperienza lavorativa, non certo una moglie che sta architettando un piano per riuscire a farsi trombare legittimamente da suo marito!”

Eppure si sa, in una coppia, per quanto uno ci provi, le cose per farle funzionare vanno sempre fatte in due…
Ma Marcello è un fantasma. Non collabora.
La presenza di Lanty in casa e nel loro letto sembra che non lo sfiori minimamente, neanche per sbaglio.
E tutti i tentativi fatti sono completamente vani.

Lanty davanti a se vede solo un lungo e buio tunnel.
Sta per gettare per sempre la spugna, sta per arrendersi, proprio lei che ama le sfide e detesta le sconfitte.
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E proprio in quell’istante, proprio in quel momento, ecco che si presenta lo spiraglio di luce che tanto aspettava e che tanto le restituisce la speranza… Giorgio.

Giorgio è l’avvocato che aiuta Lanty con il suo nuovo progetto lavorativo e, purtroppo, è dannatamente sexy, ma anche abituato ad avere accanto a se una donna diversa ogni sera.
… Senza considerare il fatto che è uno dei migliori amici di Marcello, ma pare che non se ne ricordi nel momento in cui trattiene Lanty e sfiora le sue labbra con le sue…


” << Aspetta >> dice trattenendo mi per un braccio. Mi volto per capire cosa intenda fare e mi trovo inaspettatamente le sue labbra stampate sulle mie. 
Mi scosto all’istante quasi impaurita da quel gesto.image (3).gif
<<Che stai facendo?>> chiedo. Sono frastornata.

Non risponde. Appoggia a sua volta il drink e mi afferra per l’altro braccio. Il tocco caldo delle sue labbra è tenero e leggero, per nulla invasivo, piuttosto piacevole, soprattutto nel momento in cui mi prende il visto tra le mani e si lancia in un bacio alla francese. La cosa peggiore di tutte è che lo ricambio, senza farmelo ripetere due volte. La mia bocca è schiusa a lasciare entrare la sua lingua. Ho il batticuore e le gambe che tremano. Che sto facendo? “

Stordimento.
Gioia.
Farfalle nello stomaco.
Paura.
Dubbio.
Tutte queste emozioni si insinuano nella mente e nel cuore di Lanty in un solo istante, con un solo bacio.
Divisa tra razionalità, conscia di tradire suo marito, e irrazionalità, conscia di tornare finalmente a vivere, Lanty non sa a cosa dare ascolto.
Farà prevalere l’angioletto che le sussurra di lasciar perdere, di ricordarsi che è uno dei migliori amici di suo marito…
O farà prevalere il diavolo tentatore che la seduce, e le rammenta quanto è stato bello sentirsi finalmente di nuovo voluta?

Non posso dirvi di più, cari amici di Notting, non posso perché vi rovinerei la sorpresa.
E credetemi, in “Lanty&Cookies” Tiziana ce ne regala veramente tante di sorprese!
Posso solamente dirvi che Tiziana non ha avuto pietà in questo libro per la protagonista, riservandole un colpo di scena dopo l’altro, una cruda realtà che le si para davanti agli occhi, un finale aperto del tutto inaspettato, una conclusione brutale che non avrà scampo di lei perché tradimento e bugie saranno solo alcuni degli ingredienti che fanno parte della ricetta di “Lanty&Cookies”.

Quello di Tiziana, è un libro ricco.
È ricco di zuccheri, perché la protagonista, oltre alla sua corazza dura, sa essere di una dolcezza disarmante, proprio come i Cookies che tanto ama e che fanno parte del marchio che vende con la sua attività.
È ricco di ironia; in questo romanzo Tiziana tratta un tema per niente banale, profondo, ma lo fa con una delicatezza e un’ironia che stupiscono inevitabilmente il lettore.
È ricco di inventiva, perché leggendolo non si può di certo dire che a Tiziana manchi.
Infine, è ricco di personalità, la caratteristica che più rappresenta Lanty e che penso più rappresenti Tiziana, perché scrivere un libro come “Lanty&Cookies” è indice di una grande, grandissima personalità.

Un libro che consiglio a chi ha voglia di sorridere, a chi ha voglia di riscattarsi, a chi ha voglia di non arrendersi e a chi ancora crede in se stesso prima di tutto il resto.
Un libro che consiglio e basta. 😉

Ps: Tiziana non ha avuto pietà neanche del lettore, perché adesso dovremo aspettare per leggere il seguito e posso dirlo: la curiosità mi sta divorando!! 🙂

Edna. ❤

Lanty&Cookies (Romance Vol. 1)

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Recensione di: “Sei il mio peccato e il mio tormento” di Deborah M.

Ben trovati Notters,
oggi giornata ghiotta di recensioni! La mia recensione è in occasione, dell’imminente uscita di: “Sei la mia passione” di Debora M., terzo ed ultimo capitolo della trilogia “Hearts on fire” così composta:

  • Sei il mio peccato;
  • Sei il mio tormento;
  • Sei la mia passione;

Oggi vi parlo, dei primi due capitoli della trilogia: “Sei il mio peccato e il mio tormento”!

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TITOLO: Sei il mio peccato e il mio tormento- Vol.#1-2
AUTORE: Deborah M.
EDITORE: Self-Publishing
DATA PUBBLICAZIONE: 15 Novembre 2015
PAGINE: 344
FORMATO: Ebook
PREZZO: € 2,99 (Gratis Kindle Unlimited)

 

 

SINOSSI

Sei il mio peccato: a causa di una grossa delusione avuta con Fabio, l’uomo del quale è innamorata da tempo, Katia decide di lasciare Roma e trasferirsi altrove, facendo di Londra la sua nuova casa. Diversi mesi dopo, conosce Will, un affascinante avvocato, che la conquista col suo sguardo limpido e profondo e i modi gentili e premurosi. I due si fidanzano e ben presto, lei si trasferisce nel suo appartamento di Piccadilly Circus. Tutto fila liscio finché Will non le propone di trascorrere le ferie a Roma. Katia sa che soffrirà nel rivedere Fabio, ma la voglia di riabbracciare la famiglia e gli amici è troppo forte, perciò sceglie di partire con Will. Il primo incontro tra Katia e Fabio sfocia in uno scontro acceso. Quelli successivi non vanno meglio e finiscono per coinvolgere Will e Natalia, la fidanzata di Fabio. Lite dopo lite, i due si avvicinano sempre di più e scocca inevitabilmente la scintilla. Katia capisce di non aver mai smesso di amarlo e sebbene si senta in colpa nei confronti di Will, s’imbarca in una storia clandestina con Fabio, sperimentando una passione intensa e bruciante, un piacere selvaggio e a volte brutale. Quale sarà l’epilogo di questa relazione? Che cosa ne sarà di Will e Natalia?

Sei il mio tormento: Katia è distrutta per il tradimento di Fabio, che prima le ha promesso una vita insieme e poi l’ha abbandonata, lasciandola ripartire per Londra insieme a Will. Will ha scoperto la relazione di Katia con Fabio e adesso l’unico scopo della sua vita è punirla, umiliandola e ferendola in tutti i modi possibili. L’amore sconfinato che provava per lei si è tramutato in odio profondo e la sua anima buona è diventata oscura come una notte senza luna. Katia non ha la forza di sottrarsi alla sua mano vendicativa e subisce in silenzio. L’unico spiraglio di luce è il suo nuovo amico Josh, incontrato in un negozio di musica. Fabio sta con Natalia, ma non è felice come cerca di far credere. Vive nel tormento, proprio come Katia. Il già fragile equilibrio di tutti viene ulteriormente scosso da una notizia: Viola e Samuele annunciano il loro matrimonio e tra gli invitati ci sono anche Will e Katia, scelta come damigella. La ragazza è decisa a rifiutare, terrorizzata dall’idea di rivedere Fabio, ma Will, crudele fino in fondo, la costringe ad accettare. Il giorno delle nozze, mentre avanza nervosa lungo la navata della chiesa, lo sguardo di Katia si perde in quello di Fabio. Che cosa succederà tra i due?

Sei il mio peccato e Sei il mio tormento sono i primi due volumi della trilogia romantica/erotica Hearts on Fire.

Contiene scene sessuali esplicite

RECENSIONE
*** ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER ***

Prima di incominciare con le mie impressioni, voglio farvi leggere la prefazione. Perché già lì mia ha catturata!

“I miei occhi troverebbero i tuoi fra mille. Il fragore più assordante non riuscirebbe a nascondere alle mie orecchie il suono della tua voce. Il mio corpo e la mia anima vibrano al solo pensiero di te. Sono nata per amarti, per desiderare di vivere al tuo fianco, ma la dolorosa realtà è che io per te non esisto neanche. Non mi hai mai visto nello stesso modo in cui io vedo te e non c’è niente che possa lasciarmi sperare che un giorno questa situazione cambi. Sono nata per soffrire, per odiare la donna che occuperà il posto che io non avrò mai. Dovrei scappare via, lontano dalla mia città, lontano da te, e provare a essere felice, ma non trovo la forza per lasciarti. E così, sono ancora qui, in balia di questo sentimento non corrisposto che prima o poi mi annienterà, facendo di me un guscio vuoto e inutile. Ti amo e ti odio – mi odio –, eppure sono ancora qui ad aspettarti.”

Leggendo queste poche righe, capiamo che questa trilogia è tutta una ‘strada in salita’. Una trama diversa dalle solite, una storia d’amore sofferta con colpi di scena che non ci aspettiamo. Tra le pagine che scorrono, leggiamo i vari cambiamenti dei personaggi. Questa trilogia è un tripudio di emozioni, il primo capitolo per me è stata una sorta di Purgatorio, il secondo l’Inferno… rabbia, dolcezza, odio, lussuria, peccato, tristezza e gioia,(non in questo ordine, intendiamoci!) sono le emozioni che scorrono tra queste pagine. Il primo volume è raccontato, solo dal punto di vista di Katia, il secondo da entrambi, Katia e Fabio. Rende la lettura più completa e, i sentimenti dei protagonisti, le scelte prendono una forma molto narrativa, oggetto di una lettura intensa ed emozionante.

Katia, si è trasferita a Londra dopo essere scappata da Roma. E’ scappata da un uomo, Fabio, che l’ha delusa e che non è riuscito ad amarla, nonostante le promesse. Da qualche mese ha una relazione con Will, avvocato londinese che le dimostra ogni giorno l’amore che prova per lei. Katia però in mente ha sempre lui, si sente indegna dell’amore di Will. Anche se con il passare dei giorni, riesce a stabilire una tranquillità interiore fino a quando non decidono di tornare a Roma per le vacanze estive. Qui inizia il peccato di Katia: Fabio. Lei cerca di distogliere l’idea di Will di trascorrere le vacanze a Roma, sa che cosa rischia tornando alle origini, sa chi può trovare, sa che stargli lontano sarà difficile.

Il primo incontro tra Katia e Fabio, non tarda ad arrivare, l’attrazione è palpabile ma tentano di respingersi. O meglio Katia tenta di respingere l’impulso, che la sovrasta ogni qual volta vede Fabio. Fino cedere, e tra i due la passione scoppia. I loro incontri clandestini, si fanno sempre più frequenti e le bugie che Katia si sente costretta raccontare, la fanno sentire una donna di poco valore. Ma quando c’è l’amore che ti chiama… bisogna ascoltarlo!

“Mi alzai dal divano. «Mi sta chiamando Angelica. Le rispondo fuori, così non disturbo». «D’accordo» disse Will. Anche se avrei voluto correre, mi costrinsi a mantenere un’andatura normale mentre mi dirigevo verso l’uscita. Fabio era appoggiato al muro, accanto alla porta. Appena mi vide, le sue labbra si allargarono in un sorriso affascinante e gli occhi si accesero di malizia. «Chi ti ha detto che ero qui?» «Nessuno. Ero in giro e ti ho visto passare in macchina insieme a Will». «Quindi mi hai seguito?» «Sì».«Tu sei pazzo, Fabio!» bisbigliai. Lui mi attirò tra le sue braccia. «Pazzo di te» sussurrò , e mi baciò con una prepotenza disarmante. Schiusi le labbra, dando facile accesso alla sua lingua diabolica, che si strusciò a lungo contro la mia, procurandomi brividi dappertutto. «Non dovresti essere qui. Will è dietro quella porta, a pochi passi da noi». Tuffò le mani tra i miei capelli e mi baciò ancora. «Non me ne frega un cazzo di lui. In questi due giorni, lontano da te, ho creduto d’impazzire. Dovevo vederti, Katia». Il fatto che avesse un tale bisogno di me, mi rendeva euforica.”

Come Katia è fidanzata con Will, anche Fabio ha una fidanzata, Natalia. Sia Will che Natalia hanno un grosso impatto sul libro, sono personaggi che aleggiano sempre, tra i due protagonisti. Giochi di sguardi, litigi e promesse, sono gli elementi del primo capitolo: Sei il mio peccato. Primo capitolo, che termina nella tristezza più profonda.

“Piccadilly Circus, Londra. Ero convinta che non ci avrei più rimesso piede e invece, eccomi qui. Appena entrammo nell’appartamento di Will, lui sbatté la porta con violenza e mi mollò un ceffone potentissimo, spedendomi dritta dritta sul pavimento. Come quella sera in cui era venuto a sapere che Fabio ed io c’eravamo baciati. Gridai, per la sorpresa e il dolore bruciante . Mi portai una mano alla guancia e sollevai il viso per guardarlo. Era furioso ed io non sapevo il perché. Provai a chiederglielo, ma al posto delle parole mi uscirono dei singhiozzi. «Tu credi davvero che io sia così stupido?» sbottò, e mi tirò per un polso, rimettendomi in piedi con la sua sola forza. «Io… Io non… Io non capisco…» balbettai, tremando di paura. «Non capisci? Te lo spiego io». Tirò fuori dalla tasca dei jeans un pezzetto di stoffa rosa e me lo sventolò davanti alla faccia. Aggrottai la fronte, confusa. «Sai che cos’è questo?» «No» mormorai. «È un lembo della tua gonna di seta rosa, quella che ti ho regalato io poco dopo essere arrivati a Roma. La stessa che è magicamente scomparsa dal tuo guardaroba tre giorni fa. Hai presente?» Impallidii. Parlava della gonna che Fabio mi aveva strappato in cantina. Nella foga del momento, doveva essermi sfuggito quel piccolo pezzo e Will lo aveva raccolto, ottenendo così la prova del mio sporco tradimento. Lui sapeva che ero nascosta in cantina, eppure aveva fatto finta di niente. Addirittura si era scusato con Fabio per essersi presentato senza preavviso in casa sua insieme a Natalia. Negli ultimi giorni aveva continuato a trattarmi con rispetto e gentilezza, nonostante tutto. Si era trattenuto , aspettando che arrivassimo a Londra per rivelarmi che era al corrente della nostra relazione. Perché?”

Sei il mio tormento:  L’Inferno per Katia, sta per arrivare. Will sta progettando una vendetta, dura, cruda e piena di rabbia. Qui ha inizio il: tormento. Katia è costretta a subire i soprusi di Will, li accetta perché sa di essere colpevole, sa di aver provocato una profonda sofferenza a Will, sa di aver tradito la sua fiducia. Ma quello che non sa, che non solo lei sta passando un tremendo tormento. Perché c’è una persona, che soffre profondamente, lontano da lei. Fabio, la sua vita con Katia, non ha avuto opportunità ed è obbligato stare con Natalia. Katia, sarà obbligata nascondere a tutti le sue ferite. Il nuovo incontro tra i due non tarderà ad arrivare. Ma non tirerete un sospiro di sollievo, anzi la strada sarà tutt’altro che in discesa. Le loro vite parallele, in questo secondo capitolo scorrono apatiche, tristi, cariche di rabbia. Leggiamo scene crudeli e distruttive per Katia. Ma la luce, tornerà a splendere? Katia e Fabio, lotteranno?

Vorrei davvero continuare a raccontarvelo, ma vi consiglio assolutamente di leggerlo… non vi pentirete di esservi lasciati trasportare dalla scrittura di Deborah M. poi manca davvero poco, all’uscita del terzo capitolo: Sei la mia passione. E non tarderà ad arrivare la mia opinione anche su questo! E per mio appunto personale… non vedo l’ora di sapere come andrà a finire 😉

Naty ❤

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Sei il mio peccato e il mio tormento:
‘Hearts on fire’ trilogy #1-2

 

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Recensione di: “Orbeth – La Leggenda di San Gelmar” di Marco Perrone

Ciao Notters,
è con enorme piacere che oggi vi presento “Orbeth- La leggenda di San Gelmar” secondo capitolo della trilogia di Marco Perrone, un dark fantasy molto appassionante.

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TITOLO: La Leggenda di San Gelmar
AUTORE: Marco Perrone
EDITORE: Self-Publishing
DATA PUBBLICAZIONE: 09 Giugno 2015
FORMATO: eBook
PAGINE: 214
PREZZO: € 2,99


SINOSSI

La trama riprende da dove ci aveva lasciati, soffermandosi su un intero continente distrutto dalla cruenta espansione dei Rim.

Dalla roccaforte situata nell’ultimo stato ancora integro, Fellingtone, gli eroi dell’intera Orbeth si coalizzeranno per tentare di contrastare il crescente pericolo, rispolverando al contempo perduti miti e lanciandosi all’esplorazione di terre ignote, situate aldilà del misterioso Terranio.

Continui colpi di scena, epiloghi imprevisti e un cast di personaggi e luoghi ulteriormente allargato, caleranno nuovamente il lettore in questo atteso seguito, stuzzicando continuamente la sua fantasia tramite gli inattesi percorsi che la trama imboccherà di capitolo in capitolo, nella chiave unica e tanto amata da migliaia di appassionati che hanno già apprezzato il primo capitolo di questa intensa Trilogia

RECENSIONE
***ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER***

La storia riprende da dove si era fermata nel primo libro.

Una sanguinosa battaglia ha avuto fine.
I nemici di un tempo si sono alleati per sconfiggere gli esseri mutati dal terribile Rim.
Il generale Malcus ha riportato gravi ferite dallo scontro con un gigantesco mostro mutato.
La principessa Fionn e la nomade Jean si prendono amorevolmente cura di lui.
L’Eccelso e freddo Eleist, che ha salvato il suo nemico di un tempo, è chiuso in meditazione.
Il giovane Raek combatte contro un futuro incerto.
E la minaccia del Rim è ancora più viva che mai.
Un futuro incerto e oscuro si delinea all’orizzonte.
Ma Werlin, Rinfold e Fellingtone, un tempo nemiche, adesso sono unite, pronte a combattere fino all’ultimo respiro per sconfiggere ed estirpare il male dalla faccia della terra.

Un nuovo giorno ha inizio e finalmente Malcus apre gli occhi e torna alla vita.
Un attimo di pace prima dell’imminente battaglia.
E i suoi occhi incrociano quelli della bellissima Jean, un sentimento appena sbocciato e a cui non sanno ancora dare un nome li unisce, e vibra potente tra loro.

Illuminata dal bagliore delle candele, che simmetricamente spuntavano dalle pareti lungo tutto lo spazio, un profilo femminile lo fissava a braccia larghe e bocca spalancata mentre, dalla bacinella rovesciata ai suoi piedi, acqua tiepida inzuppava il manto rosso.
Jean era ammutolita in un’espressione di stupore, stranamente abbigliata da una vaporosa tunica in tinta azzurra, totalmente distante dai suoi abituali costumi ; anche la consueta treccia era sciolta, e una coltre di fluente capigliatura bruna le scendeva dietro il capo.
Il werlimita la fissò, anch’egli silenzioso e disorientato: la sua mente gli riportò agli occhi il momento, ora così distante, in cui risvegliandosi nella tenda nomade aveva visto la ragazza per la prima dd8b462e4076905027d4d686dfe19852volta, nei suoi atteggiamenti così ostili e incomprensibili.
Il senso di smarrimento e incredulità era il medesimo, quella sensazione di essere in un sogno dal quale non è possibile svegliarsi: cambiavano però i sentimenti che ora quella vista iniettava al suo cuore, e avvertiva dallo sguardo di lei che la ragazza doveva trovarsi nel medesimo stato d’animo.”

Se nel primo capitolo la scelta molto ricercata e particolare di ogni singola parola mi aveva stupito e reso inizialmente la lettura faticosa, adesso è stato un piacevole ritrovarsi. Ogni parola è dove deve essere e ammiro molto questa scelta. Si viene portati dentro la storia, si respira l’aria che gli stessi personaggi respirano, in un mondo lontano, antico, classico.

“Il profilo del castello era davvero imponente e maestoso, se osservato da appena fuori la sua circolare porta d’ingresso.
Una moltitudine di basse e tozze casupole di mattoni fece capolino dinanzi al meravigliato Malcus, ed egli voltava  il suo capo in tutte le direzioni per cercare di carpire ogni più piccolo dettaglio.
Le alte e ispide cime dei monti attorniavano totalmente il versante occidentale della città, coprendo il profilo di un sole ormai prossimo a tramontare.
Mura alte svariate decine di metri si staccavano dal profilo della catena montuosa per chiudere l’intero borgo in un anello difensivo, che si congiungeva da ambo i lati confluendo nel forte regio ubicato ad est.”

Ogni personaggio viene tracciato e delineato con cura.
Sono personaggi indimenticabili, a cui ci affeziona e per cui spesso si soffre.

La combattiva e risoluta Jean.
Il nobile d’animo e coraggioso Malcus.
La dolce altruista principessa Fionn.
Il misterioso inarrivabile Eleist, che cela il suo volto dietro un elfo a forma di lupo.
Il caparbio, generoso, entusiasta, idealista Raek.
Ma anche il narratore svolge un ruolo importante e molto presente, nel dirigere ogni singola situazione con grande maestria: un vero direttore d’orchestra.
Molti preferiscono leggere libri narrati in prima persona, io personalmente preferisco la narrazione in terza persona perché, se ben usata (ed è questo il caso!!!), offre una vasta e accurata panoramica di ogni personaggio che entra in scena e il narratore diventa egli stesso un personaggio di rilievo.

La pace, però, sembra destinata a essere solo quella di un attimo.
Attimi per guardare nel proprio cuore, per vivere i sentimenti che lo animano, per trovare nuova forza in se stessi.

“La magica serenità di quella borgata era tangibile e assai rilassante, ma i ricordi bussavano di tanto in tanto alle porte del pensiero, sottolineando che quella pace era solo un’infinitesimale oasi in un deserto di assoluta disperazione.”

E la minaccia del Rim è ancora più forte. Non lascia scampo, si diffonde in ogni dove, infetta ogni essere vivente che incontra sulla sua strada, porta alla pazzia, trasforma e fa perdere ogni traccia di umanità, mette a rischio la vita dell’intero continente, infesta, non si ferma, nulla sembra poterlo arrestare. È una minaccia enorme, una piaga che annienta.

“Gruppi di fiori rossi, simili a tulipani dal gambo più corto, ammorbavano il verde del sottobosco come un sadico tappeto a chiazze.”

Bisogna trovare una soluzione. Alla minaccia del Rim, alla guerra che ancora si combatte tra le lande di Orbeth.
Un gruppo, capitanato da Tarlin, al quale si uniscono Raek e la principessa Fionn, proverà ad arginare la minaccia, a riprendere i territori perduti e a cercare una spedizione di valorosi uomini, di cui si sono perse le tracce.
Un altro gruppo, invece, si recherà nelle terre ignote, al di là del mare, per trovare una soluzione, un alleato, sulle orme di un’antica leggenda, che, forse, è più vera e reale di quanto potrebbe sembrare.
Un nome che evoca un’epoca lontana. Una creatura mitologica. Un mistero, una speranza.
Terre sconosciute, inesplorate, selvagge…magiche.

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Jean oltrepassò gli ultimi anfratti di vegetazione più folta, e spalancò la bocca dinanzi all’immane bellezza che accarezzò il suo sguardo.
Un’intera distesa di fiori notturni apriva i suoi odorosi petali al buio, e una moltitudine di piccole lucciole accorreva  al loro richiamo, generando flebili e intermittenti luminescenze.

Minuziose e dettagliate descrizioni arricchiscono ogni pagina, ogni momento diventa degno di nota e ti porta a vedere la scena come se ce l’avessi davanti.
Una maestosa Arena rosso vermiglio. Un duello all’ultimo sangue. Un duello che segnerà la vita di ogni presente. E, grazie alla notevole bravura di Marco, non mi sono sentita soltanto una solitaria spettatrice, ma parte della storia, era come se fossi davvero dentro quell’arena. Non tutti a mio avviso riescono in un’impresa simile, a coinvolgere così tanto il lettore!

“I tre prigionieri furono condotti attraverso un’imponente inferriata mobile che fungeva da ingresso, e da lì indirizzati verso la sola delle quattro gradinate che portava verso l’alto.
Li avvolse il buio di un ultimo corridoio, poi mossero i propri passi su una larga piana in muratura, sopraelevata dal suolo per alcuni metri.
Colonne di pietra partivano dal terreno per sorreggere pungente peso della pedana, lungo tutto il suo perimetro.”

Continui colpi di scena, nuove sfide da affrontare, nuovi alleati, l’ombra del Rim che si percepisce sempre, anche nei momenti di tranquillità, sentimenti che diventano sempre più intensi , nuove amicizie e nemici pronti a tutto.

Un viaggio verso terre sconosciute.
Un viaggio dettato dalla speranza.
Un viaggio pericoloso.
Un popolo primitivo e violento.
Un popolo prigioniero.
Uno scontro all’ultimo sangue.
Una leggendaria creatura.
Un segreto nascosto nel folto della foresta.
Una storia antica che racchiude l’essenza stessa di Orbeth e di ogni essere umano che cammina sui suoi territori.
Una sfida senza eguali.
Il destino che si compie.
Una scelta altruista.
Un epilogo che fa gridare: voglio assolutamente il seguito!!!

Un romanzo a mio avviso completo: nobili valori e ideali cavallereschi, grandi amori, impegnativi duelli, una carrellata di svariati paesaggi mozzafiato, nemici risoluti, e un elemento surreale, tipicamente fantasy, che me l’ha fatto amare ancora di più!
Si respira davvero un’aria di altri tempi, ogni personaggio entra dritto nel cuore, pronto a superare le proprie paure e debolezze, pronto addirittura a sacrificare la propria vita per quello in cui crede.

Il lettore non sa mai cosa aspettarsi.
E molti interrogativi si fanno strada.
Chi è San Gelmar, colui a cui è dedicato questo secondo capitolo?
Un alleato? Un nemico? Il nome FB_IMG_1455454103158drago viene sussurrato ed evocato.
Un vero drago, come nell’immaginario fantastico oppure un simbolo?
E cosa si è disposti a fare per salvare la propria gente, il futuro di tutta Orbeth?
Quale destino aspetta Malcus, Eleist, Jean, Raek, Fionn, Tirlain e tutti gli altri protagonisti?

Non ci resta che aspettare il seguito, che spero arrivi al più presto!
Lo consiglio? Assolutamente sì!

Serenella 🙂

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Orbeth – La Leggenda di San Gelmar

 

 

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Recensione di: “Outside: Un amore di periferia” di Flora A. Gallert

Buon lunedì, Notters!
Oggi, come da programma, ecco per voi la recensione di “Outside: un amore di periferia” della dolcissima Flora A. Gallert.
Che dire, la nostra Flora con questo libro è come se mi avesse dato uno schiaffo a cinque dita in pieno viso ma, subito dopo, una tenerissima carezza che mi ha fatta sentire coccolata, accompagnando dolcemente il mio San Valentino.
Se non ne avete avuto abbastanza dei cioccolatini, fiori e regali di questa domenica d’amore, allora venite a scoprire questa storia, così si che raggiungerete l’overdose di zuccheri! ❤

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TITOLO: Outside: un amore di periferia
AUTRICE: Flora A. Gallert
GENERE: Romance
DATA PUBBLICAZIONE: 28 ottobre 2015
EDITORE: Self-Publishing
PAGINE: 51
FORMATO: Ebook
PREZZO: 0,99€

SINOSSI

Via delle Rose è un nome bizzarro per indicare uno stretto corridoio di cemento a cui si affacciano palazzi grigi, dove non si vede l’ombra di un fiore alle finestre spente e dove la puzza di fogna e di spazzatura regna sovrana. Eppure, davvero l’amore può nascere dovunque, anche in un parchetto dove le giostre sono rotte e per terra si possono trovare siringhe usate.
Proprio lì, due bambini, Jennifer e Daniel, ogni sera si recano per giocare. Crescono insieme, affrontando i cambiamenti che l’adolescenza comporta, parlando per ore seduti su di una panchina.
Purtroppo la gioia di essersi trovati non dura a lungo: ad attenderli, infatti, ci sono tante difficoltà, come le amicizie sbagliate e un fratello in carcere per lui, una madre depressa e un padre alcolizzato per lei.
Daniel, però, ha l’aspetto di un angelo e Jennifer è sicura che lui sia il suo angelo custode, un angelo di cui perdutamente s’innamora ma che per paura di perderlo totalmente decide di essere solo una sua amica.
Poi le sue parole, un ragazzo accecato dalla rabbia che ritorna in periferia, un affronto e per Jennifer sembra la fine.

RECENSIONE
*** ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER ***

Ho sempre pensato che scrivere a caldo ciò che un libro ha trasmesso sia il modo migliore per scrivere una recensione.
Ammetto che, però, questa volta con “Outdise” faccio un po’ fatica ad adottare questa mia “filosofia letteraria” semplicemente perché questo libro è un concentrato di emozioni.
51 pagine di rabbia, di sconforto, di freddo dentro e di ingiustizia.
51 pagine di speranza, desideri, promesse rubate, di calore e di amore.
Sono cinquantuno pagine che investono il lettore come fossero una tempesta, una di quelle estive che si abbatte sulla città all’improvviso, senza pietà per chi passeggia all’aperto, ritrovandosi così in un attimo zuppo d’acqua senza neanche avere avuto la possibilità di trovare un riparo.
“Outside” un riparo non lo contempla nemmeno.
È un libro in grado di catapultare il lettore in una realtà amara, cruda, difficile, che spesso viene nascosta o si fa finta di non vedere perché troppo dura da digerire.
È un libro che fa riflettere su ciò che ci circonda, che strazia il cuore e fa arrabbiare come quando viene strappato dalle mani qualcosa che si ha avuto l’occasione di stringere tra le dita per troppo poco tempo.
Al tempo stesso, è un libro che regala speranza attraverso ciò che non si può comprare, ciò che non è materiale ma appaga il cuore e l’anima molto, molto di più di ciò che invece lo è: l’Amore.
E non è il “solito libro sdolcinato”, no.
È un libro che rappresenta una denuncia e parla per chi non ha la possibilità di farlo…
E lo fa attraverso la voce di Jennifer e Daniel.

Jennifer ha diciotto anni, eppure se ne sente sulle spalle molti di più.
Si guarda allo specchio, e ogni volta è un po come se si vedesse per la prima volta; vede una ragazza normale, acqua e sapone, sia per la sua semplicità d’animo che per il fatto che non può permettersimagei altro.
Non può permettersi vestiti alla moda, scarpe e borse all’ultimo grido o uscite con le amiche ogni sabato sera.
Cresciuta troppo in fretta per la sua età, è sempre stata abituata a cavarsela con ciò che aveva, con ciò che la vita aveva da offrire: un appartamento al quale spesso tolgono la luce, uno zaino usato per il suo fratellino, vestiti Caritas e niente di più.
Eppure lei, quella, la chiama Casa. È Casa perché ci sono i suoi fratelli più piccoli, Michele e Lorena, le uniche gioie della sua vita, gli unici motivi che le danno la forza per alzarsi la mattina e andare avanti, giorno dopo giorno.

Costretta a non poter più contare sui suoi genitori, si è fin da subito data da fare per cercare di farli crescere dignitosamente, come fosse lei la loro mamma, rinunciando così agli studi.
Ma quella vita le sta stretta, si ripete ogni giorno che quella vita non fa per lei.
Lei che sogna una bella casa, con un camino e un salotto in cui passare le serate a leggere libri, i suoi più cari amici, con un calice di vino in mano.
Lei che sogna di essere spensierata e felice, di essere grata alla vita per quello che la circonda. Di non dover più ripercorrere quei vicoli bui, stretti e maleodoranti che la conducono a casa, ma di poter essere libera di camminare per strada senza avere paura di chi o in cosa potrebbe imbattersi.
Jennifer sogna solamente di poter offrire ai suoi fratelli un futuro migliore di quello che hanno i ragazzini che vivono in quella zona, delinquenti che passano le loro giornate a fumare, rubare e minacciare.
Sogna di andare via da quella maledetta Via delle Rose; un nome che lei stessa trova buffo per rappresentare la sua Via.
Ma fino ad ora non l’ha fatto perché Jennifer è inevitabilmente e disperatamente ancorata a Via delle Rose. Sapete perché?
Perché in realtà, la sua vera ancora è Daniel.

Daniel è il suo vicino di casa.
Poco più grande di lei, ha conquistato il suo cuore dal primo momento in cui l’ha visto all’età di sei anni…
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“Era una serata calda e il buio non era ancora calato del tutto. Come al solito il cassonetto della spazzatura era pieno e poi era comunque troppo alto per me, quindi abbandonai la busta al lato, accanto alle altre. Feci per voltarmi, quando sentii dei singhiozzi provenire dall’altro lato dei cassonetti.
[…] Infatti, quando mi affacciai, trovai un bambino seduto per terra a gambe incrociate, dal biondo dei suoi capelli capii che si trattava di Daniel.
[…] Ebbene, nonostante non lo conoscessi, nonostante intuivo che le nostre famiglie non si vedevano di buon occhio, proprio non ce la feci a vederlo soffrire.”

Spaventosamente simili, è come se il vissuto che li accomuna avesse creato un filo invisibile a tenerli uniti.
Da quel momento in poi, infatti, Jenny sapeva che niente sarebbe stato uguale, niente sarebbe stato come prima…
O almeno lo sperava.
Si perché Daniel le aveva ridato la speranza, Daniel le aveva promesso che uno giorno l’avrebbe salvata, l’avrebbe portata via da quell’orribile posto perché meritava il meglio dalla vita; lo meritavano entrambi.
Con quella chioma bionda che spiccava tra il grigiore di quei palazzi, Daniel era il suo raggio di sole personale, un angolo di cielo pieno di stelle, in grado di illuminare l’intera città.
Quella sera, Jennifer e Daniel fecero un patto che li avrebbe uniti per sempre, consapevoli del fatto che tanto, in un modo o nell’altro, lo sarebbero stati comunque.

“Poi mi venne un’idea brillante, le regole tra noi due potevano cambiare. “Ascolta Daniel, io devo scappare altrimenti la mamma si preoccupa. Che ne dici di ritrovarci in questo punto tutte le sere? Alla stessa ora?”. Nonostante le guance del bambino ancora brillavano umide, i suoi occhi si illuminarono. “D’accordo, ma deve essere un segreto” disse con voce concitata, forse alludendo al fatto che le nostre famiglie non andassero proprio d’amore e d’accordo. “Ok” dissi sorridendogli, “A proposito, io sono Jennifer.”

Così, un sacco dell’immondizia, era diventato il loro ponte, il loro contatto, il loro modo per stare insieme.
E come cresceva il tempo che trascorrevano insieme, crescevano e cambiavano anche loro, senza accorgersene.
Continuano infatti a vedere l’uno negli occhi dell’altro il bambino impaurito e solo che hanno conosciuto quella sera tra i bidoni dell’immondizia, senza rendersi conto che invece ormai erano diventati un uomo e una donna. Capaci di desiderare, di piacere, di emozionare e di emozionarsi.
Ma si sa, i cambiamenti prima o poi diventano evidenti e a niente serve far finta che non sia così, far finta di non vedere una realtà e rimanere convinti di una qualcosa che invece non esiste più.
… E in Quell’attimo succede. In quell’innocente e spensierato attimo di ilarità, succede.

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Brutta stronza” mi disse. Però iniziò a farmi il solletico. Infilò le mani sotto il mio giacchetto e sotto la maglia. Urlai quando le sue dita fredde vennero a contatto con la mia pelle, sfiorandomi nei punti più sensibili, che lui conosceva bene. Mi aveva sempre fatto il solletico, solo che era passato del tempo dall’ultima volta e da allora qualcosa era cambiato. Me ne accorsi perché quando le sue mani sfiorarono la stoffa del mio reggiseno si bloccarono. I nostri respiri erano diventati affannati e le mie urla si erano spente, lasciando che il silenzio e la consapevolezza dei nostri cambiamenti ci piombasse addosso e cambiasse tutte le carte. Non eravamo più bambini ma due adolescenti in piena tempesta ormonale. Per un attimo anche io lo osservai meglio e alla luce della luna notai che il suo viso non era più liscio come un tempo, notai che le sue labbra sembravano morbide, invitanti… e in me si scatenò una voglia irrefrenabile di baciarle. Ma l’inesperienza e il fatto che lui si staccò da me come se avesse preso una scossa, mi riportò alla realtà. Si alzò, fece qualche passo indietro e disse: “Ora devo andare, si è fatto tardi”.

Nella vita, però, spesso ci ritroviamo a fare i conti con un qualcosa che inizialmente è forte, troppo forte da combattere, troppo forte da fermare: la paura.
Paura di rovinare un rapporto già perfetto di suo, di perdere il proprio “migliore amico”, di perdere quei momenti che fino a quel giorno hanno dato ad entrambi un motivo per sorridere nonostante tutto.
Partiti con ingranata la quinta, Jenny e Daniel si ritrovano a dover inserire la prima, a malincuore, non avendo il coraggio di ammettere a loro stessi che com’erano cambiati loro, lo stesso valeva anche per i sentimenti che provavano l’uno per l’altro.

Fisicamente lontani, ma con il cuore vicini, i nostri due protagonisti cercano di spezzare quel filo che li ha tenuti incollati fin dal primo incontro: Daniel si rifugiava nelle compagnie sbagliate e Jennifer tra le braccia di Luca.

Ma quando gli sguardi si cercano, le mani si sfiorano, i pensieri volano e le fantasie non si frenano…
Cosa può veramente far morire un amore?
Niente.
Jennifer e Daniel lo impareranno, capiranno che per quanto si sforzino, tutto torna sempre a loro due, al loro mondo, al loro vero amore.
Ma la vita, in quei posti di periferia abbandonati da tutti, dimenticati da tutti, non perdona.
E, forse, allora per Jenny e Daniel sarà troppo tardi…

“Outside” è un libro che mi ha distrutta.
Flora ha concentrato benissimo una storia importante e per niente scontata in pochissime pagine, e questo permette al lettore di entrare in un mondo a parte per poche ore dimenticandosi completamente di tutto quello che lo circonda.
Mi sono letteralmente immersa in questo libro e l’ho divorato in veramente pochissimo tempo ma le sensazioni che mi ha lasciato le porterò con me per molto, moltissimo tempo.
Scritto in maniera scorrevole, con flashback che aiutano a capire l’evolversi e i “perché” della storia, è un romanzo che il lettore si ritrova a leggere come se stesse guardando l’ultima puntata del suo telefilm preferito: con un bagaglio di puntate alle spalle e il cuore sospeso per il finale di stagione.
È un libro che lascia senza parole, profondo, che fa credere che ci possa essere davvero un posto migliore se con la persona giusta.
È un libro che sfugge alla monotonia della quotidianità, è un salto nel coraggio e nella forza d’animo che consiglio a chi, infondo, è insoddisfatto di quello che ha e vorrebbe molto di più.
A chi crede veramente in quello che sogna o che fa e anche a chi, invece, avrebbe solo bisogno di una spinta in più per fare quel salto nel vuoto che potrebbe cambiargli la vita.
È un libro che consiglio. Punto.

… Se ho critiche da fare?
Solo una: vorrei che Flora potesse, un giorno, regalarci uno di quei romanzi lunghissimi, quasi eterni, così da poter fuggire dalla realtà per tantissimo tempo!

Edna

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Outside: Un amore di periferia

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Recensione di: “Ti regalo l’amore” di Alessandra Paoloni| BLOGTOUR

Ciao Notters,

eccomi con voi in questo nuovo lunedì. 🙂

Un lunedì speciale perché ci lascia sulla pelle le meravigliose emozioni della festa degli innamorati, un lunedì che ci vede con gli occhi sognanti e la dolce sensazione di toccare il cielo con un dito (o di camminare Tre Metri Sopra il Cielo, se preferite!) 😁

…Ma non è tutto! Oggi, oltre ad essere lunedì (e quindi giornata di recensioni) è anche il 15 Febbraio, giorno in cui Notting Hill Books ha il piacere di ospitare la terza ed ultima tappa del

Blogtour di Alessandra Paoloni  regalandovi la recensione del suo
“Ti regalo l’amore”. ❤️

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TITOLO: Ti regalo l’amore
AUTRICE: Alessandra Paoloni
EDITORE: Newton Compton Editori
GENERE: Romance
DATA DI PUBBLICAZIONE: 23 Dicembre 2015
FORMATO: eBook (La versione cartacea si prevede nel 2016).
PAGINE: 288
PREZZO: € 2,99 (eBook)

SINOSSI

Single da poco, disoccupata, Clelia trascorre le sue giornate tra serie TV in streaming e lunghe sedute di relax sul divano. Ma la sua vita monotona cambierà quando, per il suo trentunesimo compleanno, riceve in regalo un viaggio organizzato dalla Doppio di Cuori, un’agenzia italiana di meetings & holidays. Ad accompagnarla nel suo viaggio ci sarà Dante, un ragazzo bello, gentile e anche misterioso. Il feeling tra i due è destinato a tramutarsi in qualcosa di più profondo. Infatti, nell’assolata campagna umbra e all’ombra dei monumenti della città di Perugia, nascerà una storia sensuale e tenera al tempo stesso. Clelia crede finalmente di vivere la sua favola ma la realtà, sempre in agguato, busserà ben presto alla sua porta…

RECENSIONE
***ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER***

Era un libro che aspettavo di leggere da tempo “Ti regalo l’amore”, un po’ incuriosita dal titolo e un po’ invogliata anche dall’umiltà dell’autrice, Alessandra.Un libro, ed un’autrice, dai quali mi aspettavo grandi cose o forse è più giusto dire “qualcosa di diverso” e che devo dire non mi hanno assolutamente deluso.

images.jpgClelia de Marino è la nostra “LEI”, una ragazza il cui secondo nome è semplicità.
Capelli chiari ad incorniciarle il viso dalla carnagione “tintarella di luna”, occhi sinceri, altezza media (un metro e sessantacinque di tutto rispetto :p) e un baule colmo di sogni e desideri inespressi da realizzare.

Conosciamo Clelia in un momento della sua vita non proprio idilliaco: ha da poco perso il lavoro come impiegata in un call center e chiuso definitamente la storia con il suo ormai “ex” fidanzato, Riccardo; un uomo che si è scelta più per la paura di rimanere sola come “la bella Cecilia che tutti la vogliono ma nessuno la piglia” che per le poche (pochissime) cose che avevano in comune.
Clelia si affaccia alla soglia dei 30 anni e, proprio per quest’occasione, gli amici decisero (sapientemente guidate da Arianna e Mara, le migliori amiche di Clelia) di farle un regalo speciale, un regalo che non avrebbe potuto dimenticare né nemmeno lontanamente aspettarsi…

 “Perché aveva la sensazione di essere vittima di uno scherzo o addirittura di qualcosa di peggio? «La Doppio di Cuori è un’agenzia di meetings and holidays. La prima sul mercato italiano». Meetings and holidays. Incontri e vacanze. No, quel foglietto che teneva sotto gli occhi non prometteva nulla di buono. In un inglese per nulla perfetto, Mara ripeté quelle due parole straniere, come se Clelia attraverso di esse potesse capire ogni cosa. «Questo biglietto vale una fortuna», spiegò Mara agitando le mani, eccitata come se fosse davanti a una vetrina di saldi di fine stagione. «Vale una vacanza in una località nostrana da passare con uno dei fighi dell’agenzia. Tipo questo qui». E indicò con l’indice il cowboy che le sorrideva da sotto il suo ridicolo cappello. Clelia pensò che tutti in quella stanza si stessero prendendo gioco di lei. Aveva da poco perso il lavoro ed era single da qualche mese; un’infinità di mesi in realtà, ma nessuno trovava che fosse di buon gusto sottolinearlo. Potevano essere delle buone giustificazioni per decretare il fatto che, a trent’anni da poco compiuti, una persona con quei requisiti era da considerarsi fallita. Finita. Mara proseguì: «È una vacanza organizzata dalla ddc. Loro mettono a disposizione auto, hotel, cene, pranzi e ciliegina sulla torta… un figaccio da compagnia! È una nuova vacanza trendy. In America ce ne sono a centinaia di agenzie simili, ma questa è la prima in Italia. Tu devi solo preparare la valigia e rilassarti.».

Una vacanza. Completamente pagata ed organizzata.
Una vacanza. Con uno sconosciuto super sexy che persino Brad Pitt in Troy sembrava essere superato.
Una vacanza. Con un’unica clausola: nessun coinvolgimento emotivo.
Una vacanza…per rilassarsi, dicevano!

Ma dove? Come? Chi sarebbe stato il suo misterioso accompagnatore?
Come avrebbe nascosto quei dannatissimi chili che le si erano accoccolati sulla pancia negli ultimi mesi? Cosa avrebbe messo in valigia?

Per Clelia non fu facile accettare la folle idea dei suoi amici, non si sentiva a suo agio né tanto meno bendisposta a socializzare con un fusto da calendario a lei sconosciuto.
Si sentiva offesa per quel regalo che all’apparenza suonava come un “non hai il becco di un quattrino e ti stai deprimendo a guardare serie TV, alzati e dai un senso alla tua insignificante vita!” ma al tempo stesso era profondamente eccitata da quell’insolita circostanza e dall’alone di mistero che ne derivava.

Così decise di accettare questa sfida con sé stessa e contattò la Doppio di Cuori per organizzare il suo viaggio.
Una settimana, a partire dal 29 maggio, destinazione Castello dei Montessori.
Ebbene sì, una vacanza atipica rispetto alle mete sognate dalla maggioranza delle ragazze del pianeta Terra. Clelia voleva tenere bikini, spiagge, sole e creme di qualsiasi tipo da spalmare sul fisico asciutto e slanciato del suo accompagnatore il più lontano possibile da lei.

Il gran giorno arrivò molto più in fretta di quanto pensasse e quando quella mattina qualcuno suonò alla porta del suo monolocale, Clelia ebbe la certezza che non sarebbe arrivata sana e salva alla fine di quei sette giorni; certezza che divenne solenne quando apri la porta e si trovò davanti “LUI”.
Il suo accompagnatore, il suo figaccione da compagnia, la sua quotidianità per i giorni a venire, l’uomo che veniva pagato per trascorrere del tempo con lei.

IMG_8600Darryl. Un adone moro con i capelli lunghi fino alle spalle, due pozzi verdi al posto degli occhi, alto a non finire, muscoloso e con una barba appena accennata che gli garantiva l’aria di “quello che non deve chieder mai” (ok, non era solo la barba!) :p.

Il loro inizio fu… insolito e il loro amico più fedele? L’imbarazzo.
Clelia non era una ragazza espansiva né particolarmente estroversa e tanto meno assumeva quegli atteggiamenti tipici da “saltamiaddossotipregoosarócostrettaafarloio”.

Era esattamente l’opposto rispetto alle ragazze a cui Darryl era abituato e con le quali era solito trascorrere le sue giornate lavorative/vacanze brevi.
Allo stesso modo Darryl era luce nuova per Clelia, nessuno dei ragazzi che aveva frequentato ostentava quella sicurezza, né quella sensualità e poi quegli occhi…Clelia fino a quel momento li aveva visti sul calendario di Raul Bova.

Una reciproca novità, ecco cosa rappresentavano l’uno per l’altra.
Una novità che li incuriosiva, li attirava pericolosamente l’uno all’altro. In sua compagnia Clelia si sentiva come una falena attirata dalla luce: sapeva di correre il rischio di bruciarsi rovinosamente ma non riusciva a fare a meno di avvicinarsi a lui e inebriarsi del suo profumo.

Darryl dal canto suo si sentiva disperatamente attratto da lei, da quella sua a tratti fastidiosa spontaneità e da quel sorriso sincero, da quelle gote arrossate molto più di quanto lei volesse ammettere, da quel l’imbarazzo che guidava i suoi movimenti. Era a suo agio con lei, così a suo agio da chiederle di chiamarlo con il suo vero nome: Dante.

«Se non vuoi che mi comporti come uno dei ragazzi dell’agenzia, allora dobbiamo riprendere tutto da capo. Lo hai già scoperto, ma mi ripresento: mi chiamo Dante». Clelia si morse un labbro e sorrise, in parte ancora incredula. Strinse la sua mano, che ormai aveva imparato a conoscere bene e nella quale la sua, più piccola, si trovava a proprio agio come in una confortevole nicchia. «Clelia De Marino. E il piacere è tutto mio». Juliane li guardava come fossero due alieni. Restare rinchiusi nella torre, al buio, doveva forse averli fatti ammattire. «Posso offrirti qualcosa da bere?». Clelia assentì. «Paghi tu o l’agenzia?» «L’agenzia, ovvio». Clelia sghignazzò. Dopotutto, bivaccare assieme a Dante a spese di Erminia Molinari non era una delle peggiori torture da subire. Dante ritirò la mano e le fece cenno di precederla. La giornata non era ancora conclusa e la vacanza si prospettava diversa da come entrambi l’avevano immaginata.”

Ebbene sí, cari i miei lettori innamorati dell’amore!
La vacanza prese una piega assolutamente diversa da quella che si aspettavano. Una piega incontrollabile, indomabile, vera. ❤️
Una piega imprevista, anche per chi aveva scommesso su quella vacanza per regalare un po’ di spensieratezza alla nostra Clelia; una piega insolita anche per l’agenzia Doppio di Cuori.

Gli sguardi tra Dante e Clelia erano sempre più lunghi, il silenzio tra un discorso è l’altro sempre più pieno, i contatti rubati sempre più frequenti, l’attrazione sempre più palpabile, il desiderio di aversi sempre più incontrollabile.

L’insicurezza di Clelia e la sua bassa autostima ci faranno compagnia per tutta la storia così come la confusione di Dante che all’improvviso sembra non capire più cosa è giusto.
…ma cosa succede quando una scommessa diventa un gioco pericolosamente reale? Quando i sentimenti che dovevano essere costruiti si scoprono essere dannatamente reali? Quando la voglia di viversi fa venire voglia di mandare al diavolo tutto il resto?

“Ma il destino era stato beffardo con entrambi e li aveva gabbati, ridendosela sotto i baffi. «Tu per me non sei mai stata solo lavoro. Resta da capire cosa sono io per te». Clelia trovò nella testa una serie di aggettivi e frasi lusinghiere, e forse un tantino esagerate, che non ebbe il coraggio di dire ad alta voce. Tra queste c’era anche: “Il miglior sesso che abbia mai fatto”. Non rispose subito. Prima allungò una mano per afferrare quella grande di lui. Dante, come sperò, non rifiutò quel contatto. «Sei stato tutto per me in questi giorni. Il ragazzo stupendo che quelle come me sognano, l’amico divertente, l’incontro inaspettato della vita. E sei stato anche la speranza di sentire ancora i brividi sottopelle, e tutte quelle altre cose da film romantico o da libro smielato. Sei stato il mio sogno. Un sogno fin troppo reale, visto quello che è successo stanotte e stamattina». Clelia sorrise e arrossì, pronunciando quelle ultime parole. «Sento che sta arrivando un ma…», disse lui. «Ti sbagli. Sta arrivando un…». L’articolo indeterminativo aleggiò sulle loro teste per qualche lungo istante, in trepidante attesa di ciò che lo avrebbe seguito. «Sta arrivando un… ti amo anche io». Non dovette sforzarsi troppo per fargli quella confessione. La sua voce era cristallina, priva di balbettamenti. Fu come levare via una pesante maschera carnevalesca, una corazza che avrebbe rischiato di asfissiarla per sempre. «Nemmeno per me sei stato solo una vacanza», proseguì. «Io in questa situazione mi sono trovata coinvolta, e quando hai bussato alla mia porta…». Dante non le lasciò completare la frase poiché le tappò la bocca con la sua. Un bacio rude, quasi disperato, che la fece prima tremare e poi ritrarre.”

Non vi svelerò di più: non vi dirò come finirà la vacanza di Dante e Clelia, né se alla fine di questa i nostri due protagonisti continueranno a frequentarsi e tanto meno se la Doppio di Cuori metterà loro i bastoni tra le ruote perché questo libro merita di essere letto e non raccontato. 🙂

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Una scrittura pulita quella di Alessandra Paoloni che fa da perfetta cornice ad una storia semplice ma mai banale, frizzante, originale e in grado di coinvolgere il lettore in esilaranti inconvenienti e subito dopo in sensuali circostanze.

“Ti regalo l’amore” (che non avevo letto nella sua versione Self) è un libro che definirei completo e assolutamente riuscito; la descrizione minuziosa dei personaggi e delle sensazioni trasporta il lettore dentro la storia: ad un certo punto ci finisci dentro e non sai esattamente né come né quando. Solo che stai bene lì e non non vorresti uscirne. 🙂

Un libro che non ha deluso le mie aspettative ed un’autrice che sono felice di aver scoperto ed orgogliosa di aver conosciuto.
Una storia che ti fa sognare, volente o nolente, di ricevere in regalo un pacchetto all-inclusive della Doppio di Cuori, comprensivo di imprevisti, gelati sui vestiti e rovinose cadute dal tapis roulant. :p

Una storia d’amore, un amore di quelli intensi, veri e profondi contro ogni aspettativa. Un amore  che vissuto è sempre meraviglioso ma regalato… ha tutto un altro sapore.

E voi? Siete pronti a farvi regalare l’amore? ❤️
Julie ❤

Ti regalo l’amore (eNewton Narrativa)

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