Recensione di: “Non voglio che te” di Tiziana Iaccarino

Ciao Notters!
Questa settimana mi ha tenuto compagnia “Non voglio che te” di Tiziana Iaccarino e, come ogni lunedì, sono qui per raccontarvelo…
È un romanzo rosa a tutti gli effetti, infatti l’amore è il protagonista indiscusso di questa bellissima e dolorosa storia.
Ma Tiziana ce lo racconta in una chiave diversa, per niente scontata e banale, che mi ha emozionata.
Se anche voi amate le storie che raccontano di persone coraggiose, che non si attendono davanti a nulla e che lottano per quello che vogliono…
Beh, che aspettate?
Leggete qui! 😉

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TITOLO: Non voglio che te
AUTORE: Tiziana Iaccarino
EDITORE: Self-Publishing
DATA PUBBLICAZIONE: 04 Novembre 2015
GENERE: Romanzo rosa
FORMATO: eBook
PAGINE: 367
PREZZO: € 0,99 (Gratis per Kindle Unlimited)

 

SINOSSI

Siena, Italia – 1959.
Un giorno Sara nota per caso sua sorella Giuditta parlare in strada con un ragazzo che riconosce al primo sguardo. Sono passati tanti anni, ma Lorenzo ha mantenuto intatto il suo fascino. I ricordi riaffiorano violenti e desolanti con il ritorno del ragazzo in città, perché condividono con lui un terribile segreto.
Quando le loro strade sembrano divise dal passato, però, le emozioni affievolite dal tempo tornano a frastornare la vita di Lorenzo che, innanzi alla bellezza in fiore di Sara, scopre l’essenza pudica di un sentimento nuovo e inatteso.
Tra i due nasce una storia di sguardi languidi e appassionati nei muti e puntuali incontri con cui arrivano allo sconvolgimento dei sensi, quasi a volersi scambiare una promessa o l’idea di una sconosciuta intimità.
E poi scoppia l’amore a cui è impossibile sottrarsi, ma non hanno fatto i conti con il rancore mai superato da chi vive nel doloroso ricordo di cui sono vittime.
Il destino rema contro i due giovani soprattutto quando, in seguito a un evento che sconvolgerà di nuovo le loro vite, sono costretti a dirsi addio.
Ma un grande amore può sopportare un tale sacrificio a causa dell’odio di chi non perdona?
“Non voglio che te” è una storia dal sapore nostalgico di un’Italia che non esiste più, nella quale si grida allo scandalo innanzi a un amore in grado di combattere contro il mondo e i suoi pregiudizi.

RECENSIONE
***ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER!***

Siena, 1959.
Cosa vi ricordate o sapete degli anni ’60?
Rivoluzione, moda, ribellione, cambiamento.
Sono gli anni in cui si era stanchi di sentirsi oppressi dalle imposizioni sociali, stanchi di sentirsi oppressi da mentalità che non concepivano i cambiamenti, che non capivano le voglie e la curiosità delle nuove generazioni. Ci si sentiva stanchi di continuare a portarsi addosso il fardello dei decenni passati, stanchi di sentirsi vincolati dai ceti sociali o dagli stereotipi. Stanchi di avere addosso un etichetta destinata ad imprimersi per sempre nella mente e negli occhi della gente, stanchi di sentirsi rinchiusi in una campana di vetro, di conoscere il mondo solo come volevano farlo vedere agli occhi di chi ancora non lo conosceva poi così bene.
“Non voglio che te” è un libro che racconta tutto questo attraverso gli occhi di Sara.

image (5).jpegSara è una bellissima diciannovenne che guarda con stanchezza il mondo in cui vive; lo fa attraverso i suoi profondi occhi neri, due pozze immense in cui è facile perdersi.
È una ragazza dolce, educata, riservata, timida e volenterosa; trascorre infatti il suo tempo e la sua vita ad aiutare sua madre nelle faccende domestiche e a lavorare nel panificio di suo padre.
Quello, per lei, ha sempre rappresentato il  luogo in cui dare anima e corpo, la sua seconda casa… un luogo in cui ricorda i biscotti che sfornava sempre il suo papà, quel papà che ora non c’è più.
Una perdita che l’ha distrutta, per cui ha sofferto, che ha per sempre cambiato la sua vita e quella di sua madre e dei suoi fratelli, Mario e Giuditta.
Sara è una ragazza semplice, acqua e sapone, non ama fare lunghi discorsi ma le piace perdersi tra i suoi pensieri e, infatti, ci racconta proprio così la sua storia: attraverso le sue insicurezze, le sue fragilità, le sue paure ma anche la sua voglia di cambiare, di riscattarsi e riscattare la vita di chi ama.
La famiglia per lei ha sempre rappresentato un’ancora alla quale appigliarsi sia nei momenti belli che in quelli di sconforto, eppure qualcosa ha cambiato drasticamente l’armonia che circondava la sua casa quando lei era ancora una bambina.

Questo cambiamento ha un nome: Lorenzo.image (6)
Lorenzo è uno dei migliori amici di suo fratello Mario ed è sempre stato innamorato di sua sorella Giuditta. Benché Sara fosse solo una ragazzina, lo osservava con uno sguardo, sognante, incantato…di ammirazione.
Lorenzo rappresentava qualcosa di irraggiungibile che però lei avrebbe voluto a tutti i costi.

Eppure ci sono cose nella vita, errori importanti, che si faticano a dimenticare, a cancellare, a perdonare. Il perdono. Questa è la chiave di questa storia.

Una parola semplice ma che racchiude dentro se tutta la difficoltà del mondo.
Perdonare è tanto difficile quanto chiedere scusa, e quelli sono gli anni in cui perdonare è quasi impossibile.
Sono anni che non perdonano.

Lorenzo rappresenta proprio questo aspetto nel libro, rappresenta il perdono.
Ha commesso uno sbaglio, uno sbaglio grande, uno sbaglio che lo condannerà per il resto della vita.
Macchiato da questo errore, sparirà da Siena per sei anni.
Sei anni in cui Sara si chiederà dove sia finito, dove si sia nascosto, se soffrirà anche lui come stanno soffrendo lei e la sua famiglia e, soprattutto, se starà pensando a quello che è successo, fino a quando…

“Il cartello era tenuto al vetro della porta con una ventosa e, in quel momento, esponeva all’esterno il lato che diceva “Aperto”. Lo voltai e infilai la chiave sottile nella serratura. Nel gettare lo sguardo oltre la porta, m’imbattei in una scena che non avrei mai immaginato di vedere. Mai da sei anni a quella parte e mai per il resto della vita. In strada, sul marciapiede di fronte, Giuditta si stava intrattenendo a parlare con un ragazzo che somigliava molto a Lorenzo. Era tornato? Pensai di essermi sbagliata o, forse, di aver confuso quell’uomo con Lorenzo. Ma il dubbio mi assalì senza alcuna apparente ragione e pensai di aprire la porta per chiamare Giuditta, di modo che anche quel tipo si voltasse nella mia direzione.
Urlai a mia sorella che stavamo per chiudere e attirai l’attenzione di entrambi. Era lui. Rimasi di sasso. E lo stupore mi colse ancora di più quando mi accorsi che Giuditta sembrava ben disposta a parlargli, quasi sorridente o forse solo in imbarazzo. Non avrei saputo commentare quella scena.
Che cosa stava succedendo?”

Lorenzo era tornato.
Con i suoi bellissimi occhi verdi che avevano il potere di ipnotizzare e il suo dolcissimo sorriso, era tornato e sia era inevitabilmente portato con se tutto il peso di quei lunghi e silenziosi sei anni.
Tornò cambiato nell’aspetto ma anche nell’animo: Sara aveva notato in lui una determinazione che non aveva mai visto prima.
Voleva farsi perdonare a tutti i costi dalla sua famiglia e anche da lei.
Cominciò così a presentarsi ogni giorno nel panificio in cui lavorava, tanto che Sara iniziò a farci l’abitudine.
E non esistevano pioggia, temporali e tuoni che potessero fermarlo. Lorenzo tornava, sempre.
Alle 13.00, Sara, iniziava la sua pausa e puntualmente il suo sguardo si mescolava a quello di Lorenzo che la guardava dall’altra parte della strada.

“Ripresi la mia solita vita di sempre e riuscii quasi ad autoconvincermi del fatto che fosse possibile non tornare col pensiero a lui, fino a quando, puntualmente, all’ora di pranzo, al momento della chiusura della porta, di cui mi occupavo sempre io, lo rividi. Era ancora appostato sul marciapiede di fronte a braccia conserte. In attesa. Ma di cosa e di chi? Era lì per Giuditta? Peccato che mia sorella quella mattina non fosse in negozio. Aveva da fare delle spese con la mamma per completare il suo corredo in vista del matrimonio. Possibile che Lorenzo non sapesse che Giuditta, quella mattina, non sarebbe stata in negozio? Provai a far finta di niente fino al momento in cui lo vidi avvicinarsi con passo sicuro e non chiusi la porta per attendere ciò che mi avesse detto. […]
Cercai di non fargli notare l’agitazione che mi aveva colto in quel momento, per evitare di dovergli dare delle spiegazioni che non gli erano dovute e attesi che pronunciasse parola.
«Ciao.» Sorrise quasi intimidito nel riavvicinarsi a scambiare quattro chiacchiere con me, sulla soglia della porta.
«Mi spiace, ma Giuditta non è in negozio stamattina.» gli annunciai subito, abbassando lo sguardo, prima di fargli capire che avevo premura di andare a pranzare.
«Aspetta!» esclamò, appoggiando una mano sul bordo della porta.
«Non sono qui per Giuditta.» Rimasi in apnea per qualche secondo, poi capii che cercava mio fratello e gli dissi: «Mario sta mangiando in questo momento ma, se vuoi, te lo chiamo.»
Lorenzo attese che alzassi lo sguardo su di lui, prima di dire: «Sono qui per te, Sara.» Mi mancò la terra sotto ai piedi.”

Sara era confusa, non capiva le vere intenzioni di Lorenzo fino a quando un dubbio si insinuò dentro di lei.
Non le erano passati inosservati gli sguardi che le lanciava, il sorriso che gli nasceva nel momento in cui la guardava.

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“Mi fissò per un lungo istante piacevolmente colpito dal mio cambiamento.
Ero cresciuta, dopotutto. Avevo diciannove anni.
L’ultima volta che ci eravamo visti ero ancora una bambina.
I suoi occhi color smeraldo si persero nel buio dei miei come la notte in cui ci eravamo visti per l’ultima volta, dopo ciò che aveva fatto a mia sorella.
Non riuscii ad avere nessuna reazione innanzi al suo fascino.”

Che provasse qualcosa per lei?
E come fare per scoprirlo se non permettergli di entrare di nuovo nelle loro vite in punta di piedi?
Ma la realtà era un’altra…
La realtà era che Lorenzo, infondo, dalle loro vite non era mai uscito.
Soprattutto da quella di Sara.

“Non voglio che te” è una storia che vuole essere una denuncia ma anche una testimonianza di cosa vuol dire riscattarsi e volerlo fare veramente, con tutte le proprie forze e convinzioni.
È un libro struggente, passionale, che non lascia vie di fuga per nessuno dei protagonisti.
È un libro che non ammette regole, che crea una voce fuori dal coro che grida “basta condanne, basta etichette!”.
È una storia che fa soffrire il lettore, strazia l’anima e provoca una piccola crepa al cuore.
Tutto il racconto è contornato da temporali, tuoni e fulmini, quasi a voler rimarcare la forza e la disperazione, sentimenti che nei protagonisti prendono il sopravvento sugli tutti gli altri. Tutti tranne uno.
L’unico, il più forte, il più coinvolgente, il più bello e anche il più difficile da gestire e da accettare: l’amore.
Qui, questo sentimento, sarà sempre e per sempre il raggio di sole che squarcia il grigiore del cielo.
Qui, sarà sempre Sara e Lorenzo.

Edna ❤

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Non voglio che te

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