Recensione: “My name is Kane (And I came back)”

Buongiorno Notters!
Oggi cominciamo la giornata col botto perché, finalmente, vi parlo di lui, il libro che tutte noi abbiamo atteso, sognato, immaginato…
Vi parlo dell’incredibile “My name is Kane (And I come back) della nostra Silvia Gurieri!
Curiose di sapere cosa ne pensiamo?
Leggete qui! 😉
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TITOLO: My name is Kane (And I came back)

AUTRICE: Silvia Gurieri
GENERE: Romance
EDITORE: Self-Publishing
DATA PUBBLICAZIONE: 22 febbraio 2017
FORMATO: eBook
PREZZO: 1,99€
SINOSSI
Quasi quattro anni sono passati dall’ultima volta che abbiamo sentito parlare di loro.
L’amore/odio tra Markus e Porzia sembra essere più forte che mai.
Ma cosa succede quando tutte le certezze crollano inesorabilmente?
Falsità, intrighi, gelosie, tradimenti e segreti, sono solo alcuni dei mali contenuti all’interno di un “Vaso di Pandora”, che non avrebbe mai dovuto essere aperto.
RECENSIONE
“Il suo profumo mi inebria lo spirito e la sua mise costituita solo da semplici pantaloni di cotone neri, non mi lascia indifferente, «Mi sono svegliato e non averti trovato accanto a me non mi è affatto piaciuto», i polpastrelli delle dita della sua mano, disegnano sulla mia schiena cerchi perfetti, «Non rifarlo piccola», il suo bisbiglio sensuale e autoritario mi irrita e mi eccita come il primo giorno.”
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Li avevamo lasciati così, i nostri Markus e Porzia, innamorati più che mai, con due fedi al dito a suggellare una promessa eterna, con l’attesa di due nuove vite nel grembo di Porzia, e con i loro modi strani e stuzzicanti di dimostrarsi amore vero, amore puro.
Una storia che ha visto tanti momenti “no” come possibili ostacoli alla loro passione sfrenata che li ha uniti fin da subito.
Momenti che hanno visto una Porzia combattente ma sofferente, è un Markus dominante ma piccolo e fragile quando si tratta della sua anima gemella.
Momenti che hanno saputo prendere di petto e affrontare insieme, in nome del grande infinito sentimento che lì lega dall’attimo in cui i loro sguardi si sono incrociati.
Momenti che hanno solo scalfito la corazza di entrambi, rendendo però il loro rapporto più forte che mai.
E ora, dopo quattro anni, tutto sembra perfetto: la loro casa sul mare in Toscana, i loro splendidi e instancabili figli, i loro splendidi super amici, persino la tata che si occupa dei gemelli rende tutto ancora più speciale!
Per non parlare della presenza di nonna Yurico, la nonna di Markus, che riempie la casa di dolcezza ed allegria, una presenza di cui nessuno riesce più a fare a meno.
E loro, Porzia e Markus, non hanno smesso un attimo si essere loro: giochetti proibiti, provocazioni, gelosia estrema e testardaggine fanno e faranno sempre parte del loro piccante ma dolce rapporto, un rapporto che ha tutta l’aria di essere per la vita…
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«Promettimi una cosa», non so come mi ritornano alla mente le parole di Anna.
«Tutto quello che vuoi», annuendo, mi sorride, accarezzandomi.
«Promettimi che niente e nessuno distruggerà mai la nostra famiglia».
Lo vedo che corruga la fronte nel tentativo di capire da cosa scaturiscano le mie paure, «Piccola, perché mi chiedi ciò? È successo qualcosa?»
«No, però tu promettimelo».
«Te lo prometto, ora però smetti di far lavorare quella tua testolina e riposati, io mi faccio una doccia e preparo le valigie».
Annuisco un po’ più serena, perché so che importanza attribuisce alla parola data. 
La nostra Porzia ci si aggrappa a quelle parole, a quella promessa. Disperatamente.
Perché a volte si ha come la sensazione che tutto possa essere “troppo bello per essere vero”, che tutto possa improvvisamente finire da un momento all’altro, che la felicità possa esserti strappata via brutalmente e non restituita mai più.
E allora succede che le parole, quelle parole, le uniche che vuoi sentire, diventano la tua ancora, la tua boa in mezzo all’oceano, il tuo giubbotto di salvataggio.
Succede che ti aggrappi alla speranza, prepotentemente, perché del resto si sa…
” Che quando smetti di sperare inizi un po’ a morire” (Almeno credo – Ligabue).
Perché Markus, nonostante i mille segreti, nonostante la vita misteriosa che continua a condurre asta insaputa, è la sua vita.
La sua anima.
Il suo respiro.
Un respiro che, però, viene a mancare nel momento in cui Porzia riceve un messaggio.
Un messaggio duro, brutale.
Un messaggio che non lascia margine di dubbi.
Un messaggio che la mette in allerta.
Un messaggio che le fa accapponare la pelle.
Suo marito le sta nascondendo qualcosa di grosso, qualcosa che potrebbe cambiare la vita di entrambi.
Qualcosa che, forse, Porzia non è del tutto convinta di scoprire ma con cui, volente o nolente, si ritrova inevitabilmente a fare i conti, conti molto amari, ritrovandosi a mettere in discussione il suo rapporto con Markus, il padre dei suoi figli, il suo matrimonio, la sua vita.
«Tu mi hai già distrutto. Me lo avevi promesso. Avevi detto che niente e nessuno avrebbe mai distrutto la nostra famiglia, tu mi hai guardato negli occhi mentre lo giuravi. Perché mi hai fatto questo? Perchè?», con i pugni stretti sbatto più volte contro al suo petto, «Perché Markus? Spiegamelo. Sei solo un falso e un bugiardo», gli urlo spingendolo poi lontano da me.
Scappo fuori e comincio a correre lungo la strada senza effetti personali, senza giacca e soprattutto senza meta, ma dopo qualche metro la testa comincia a girarmi fino a farmi perdere i sensi. unnamed (2)
Fine.
Porzia vede impressa davanti a se dopo questa parola: fine.
Non esiste più lei con Markus.
Non esiste più Markus con lei.
Non esistono più loro due insieme.
Non esiste più il loro amore.
Solo un immenso castello costruito sulle milioni di bugie raccontate da lui, un castello che si è ormai distrutto.
E cosa resta a Porzia da fare se non raccogliere i cocci del proprio cuore rotto, se non risorgere dalle ceneri come fosse una fenice, se non tirare fuori il suo lato combattivo è forte che l’ha sempre contraddistinta?
E Markus, cosa potrà fare per farsi perdonare dal suo amore, sala sua anima gemella?
Riuscirà a riavere Porzia con se o sono destinati a dirsi addio?
Come per il primo capitolo di questa incredibile storia, Markus e Porzia tornano a far parlare di loro, tornano a far sognare il lettore di un amore incredibile, struggente, forte, doloroso, passionale.
Quell’amore che tutti, almeno una volta nella vita, meriteremmo di provare.
Quell’amore che fa battere il cuore, che fa trepidare, che fa vivere, semplicemente vivere.
Quell’amore che non potrà spegnersi mai, che brucia, che scorre nelle vene.
Markus e Porzia tornano a far parlare di loro, dei loro incontri bollenti sotto le lenzuola che demarcano una passione sfrenata e sensuale.
Tornano a far parlare della loro ossessione reciproca, che non é altro che paura di perdersi.
Tornano, e lo fanno più forti, più combattenti ma anche più fragili di prima, con una storia che vi rapita mente e cuore fin dal primo istante.
L’unica nota negativa? Che non torneranno più a far parlare di loro, perché di fondo con due personaggi così con si può che desiderate altri 10, 100, 1000 romanzi che parlino di loro.

Brava Silvia, mi terrò stretta questi due pazzi, e saranno i miei mentori, sempre. ❤

Edna 🙂

Il mio giudizio:

voto-bellissimo

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ANTEPRIMA|Recensione di: “101” di Alessia Cucè

Buongiorno Notters!
È con immenso piacere che oggi vi proponiamo la recensione dell’attesissimo nuovo romanzo di Alessia Cucè, uscito proprio oggi!
Sto parlando di “101”, un libro carismatico, seduttore e che lascia col fiato sospeso dall’inizio alla fine…
siete un po’ curiosi?
Seguiteci! 😉
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TITOLO: 101

AUTRICE: Alessia Cucè
GENERE: Romance/Thriller
EDITORE: Self-Publishing
DATA PUBBLICAZIONE: 01 marzo 2017
FORMATO: eBook
PREZZO: € 1,99
SINOSSI
«Vuoi che continui a fotterti?» sussurrai crudele. Si limitò solo ad annuire e io non mi trattenni più. L’orgasmo ci colse nello stesso istante e lei gridò il mio nome come le avevo ordinato.
All’unisono.
Devastante, spaventoso, vero.
E il mio nome pronunciato dalle sue labbra in quell’attimo esatto, sugellò l’inizio della mia vendetta.
Un giorno libero, quello dopo prigioniero. Logan Reyes si ritrova costretto a cambiare vita. Qualcuno lo ha forzato a relegarsi nell’ombra, a mutare identità e diventare Sean Soul. Mesi di indagini lo hanno portato a un’unica pista dove l’unico mezzo per scoprire la verità, sarà Alice Sotero. Ha inizio così la sua partita a scacchi perversa e peccaminosa, in cui userà il sesso come tacita estorsione di informazioni. Ogni pedina dovrà essere spostata con attenzione. Ogni mossa studiata nel dettaglio. Calcolata. Precisa. Perché il desiderio di vendetta, brucia come il fuoco.
RECENSIONE
***ATTENZIONE POSSIBILE SPOILER!***
” Aiutami uscire fuori da questo inferno
Il tuo amore mi solleva come l’elio
Il tuo amore mi solleva quando sono giù giù giù
Quando cado per terra
Tu sei tutto ciò di cui ho bisogno. “
Sia – Helium
Ci sono amori che nascono per gioco, che nascono come fosse una sfida, come fossero una scommessa fatta con se stessi e le proprie emozioni, i propri obiettivi, le proprie convinzioni.
Perché succede che quando due persone ferite si incontrano, quando due anime spezzate si trovano, sono come due fuochi che bruciano all’unisono, cercando di sovrastare l’altro.
Succede che uno dei due può avere la meglio ma che, anzi, potrebbero gareggiare fino a creare un’esplosione.
Una di quelle esplosioni che distrugge tutto, che disintegra tutto, i cui cocci rotti arrivano lontani anni luce e si piantano in superficie lasciando segni indelebili del loro passaggio.
Questi due fuochi, in “101”, sono Alice e Sean.unnamed-1
Intrigante.
Ammaliante.
Seduttrice.
Combattente.
Romantica.
Fragile.
Realista.
Sexy, tremendamente sexy.
Questo, è tutto ciò che Alice è.
Alice è quella donna di cui ciascun uomo si innamorerebbe: austera, sofisticata ed elegante, ammalia tutti col suo sguardo speciale, col suo sguardo seduttore che cattura l’attenzione a causa della sua bicromia.
Ma Alice è anche una moglie è una mamma attenta, nonché una bravissima lavoratrice.
Nulla le sta più a cuore della sua famiglia e del suo lavoro, nonostante sia per lei un periodo “no”, un periodo grigio.
Costretta a stare in un limbo fatto di attese, sia in campo lavorativo con il capo che le sta col fiato sul collo per un imminente fusione, sia in campo familiare con un marito assente, un marito scostante, un marito che non la cerca più, non la tocca più, non la guarda più.
Un marito, Dick, che vede uscire ogni sera di ogni giorno con il suo soprabito immacolato è che vede tornare, ogni volta, con addosso un profumo non suo, il profumo di un’altra donna.
Svago, leggerezza, spensieratezza.
Di questo ha bisogno la nostra Alice, una ragazza diventata donna troppo in fretta, una ragazza strappata alle sue origini, alla sua fanciullezza, alla sua felicità.
Inizia così un gioco con uno sconosciuto, un certo Sean, che si limita solamente a sentire virtualmente…
Infondo, che sarà mai una chattata ogni tanto?
“Non era un tipo da frasi lunghe e insignificanti. Era sempre diretto chiaro e conciso, ma ogni lettera di ogni dannata parola era carica di un significato ammaliante. Parlammo di tutto e di niente. Non ci addentrammo mai in informazioni strettamente personali e nonostante ciò, l’attrazione che provai e la curiosità di incontrarlo, furono incalzanti.
[…] Avevo bisogno di quell’incontro. Avevo bisogno di dare un volto a Sean, di ascoltare la sua voce dal vivo, di ritrovarmelo dinnanzi e guardarlo dritto negli occhi, sperando che le sensazioni provate fossero solo illusorie.”
Quello che Alice non sa, però, è che questo non è un gioco solo per lei, no, questo è anche e soprattutto il gioco di Sean.
Un gioco intrigante, pericoloso, un gioco che scotta come fosse il più caloroso dei fuochi, un gioco che cela solamente uno scopo di tutt’altro genere: vendetta.
La vendetta di Sean.
unnamedSean è un uomo distrutto.
È un uomo che non ha più niente, che ha perso tutto.
Un uomo che non ha più paura del pericolo e del rischio perché tanto niente ha da perdere.
Un uomo cinico, egoista, malato delle proprie convinzioni e della propria sete di vendetta.
Una vendetta che progetta e pensa da anni, una vendetta che non aspetta altro che compiere.
Eppure Sean non é sempre stato così cupo, così triste, così arrabbiato col mondo.
È stato Logan, un uomo che ha saputo amare ed essere amato, che ha saputo godere delle piccole cose della vita, è stato un uomo che tanto aveva da fare e tanto ha dato, ad una persona però che é scappata dalla sua vita.
Scappata da una realtà che lo aveva messo in trappola, lo aveva incastrato, lo aveva reso succube di un meccanismo che, mano a mano, gli aveva fatto perdere tutto.

Un meccanismo che ha ucciso per sempre Logan e che ha fatto nascere Sean.

“«Hai ucciso Logan Reyes, la sua vita, il suo matrimonio, il suo impero culinario costruito con grande fatica. Tu mi hai ucciso quella notte, nonostante il tuo proiettile abbia colpito il braccio di Amanda piuttosto che la mia fronte. TU. MI. HAI. UCCISO» “
E poi succede che il gioco diventa sempre più intenso, sempre più stimolante, sempre più eccitante.
Succede che Alice è stanca di essere insoddisfatta della sua vita, è stanca di parlare attraverso un telefono con una persona che, negli ultimi tempi, le aveva nuovamente ridato il sorriso.
Succede quindi un caffè, al Central Park, con Sean.
Succede la sua mano su quella di Alice.
Succede che entrambi le mani si intrecciano inavvertitamente.
Succede che Sean se ne va suggellando la sua promessa: Alice sarà sua.
E sarà veramente sua, in una stanza di un albergo, la stanza 101.
Una stanza che sarà spettatrice di incontri bollenti, che sarà testimone di una passione carnale, che scuote emozioni fin nelle viscere.
Sarà l’alcove dei loro segreti, delle frasi sussurrate, dei gemiti strozzati, del calore emanato dai loro corpi che, ad ogni incontro, diventano un tutt’uno.

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“C’era qualcosa in quel bisogno impellente di unirmi a lui che mi fece tremare le viscere. Le mie mani lo spogliarono avidamente e le sue non furono da meno. I nostri spazi vitali si fusero non appena, senza esitazione, mi spinse contro il muro ed entrò in me. 
Nessuna attesa.
Nessuna esitazione. 
Nessun dubbio. 
I nostri corpi si plasmarono in un modo a me sconosciuto. Si cercavano, si appartenevano e annaspai all’idea di cosa questo significasse.”
Ma anche nell’idillio di quei momenti un pensiero soltanto martella la testa di Sean: chi è il bastardo che mi ha tolto tutto? A quando la mia vendetta?
E la nostra Alice, sarà veramente l’esca che lanciato in mare, attaccata al suo amo, per portare a termine ciò che aveva iniziato tre anni fa?
Sono tentata di dirvi di più cari Notters, di svelarvi ogni particolare di questo libro che mi ha tenuta col fiato sospeso dalla prima all’ultima pagina ma che, credetemi, vale la pena assaporare e scoprire leggendolo.
“101” è un libro che ami e che odi.
Perché è un libro che inganna, che fa credere al lettore di aver inteso tutto, di avere la soluzione a portata di mano e di essere convinti che l’amore trionferà, ma poi…
Poi ti distrugge.
Ti annienta.
Ti porta Via tutte le convinzioni avute fino a quel momento, un po’ come a Sean, per lasciarti poi di stucco con una verità incredibile.
È un romanzo che cattura e rapisce la curiosità del lettore che si troverà immerso in una travolgente e sensuale storia d’amore ma anche in mezzo ad un mare di inganni, bugie e complotti che rimescoleranno le carte in tavola fino alla fine.
“101” è il giusto mix tra bene e male, tra amore e odio, tra bianco e nero, tra luce e buio.
I protagonisti sono eccezionali, ognuno veste i propri panni come se gli fossero stati dipinti addosso e sono perfettamente in grado di reggere tutta la storia.
L’unica nota “stonata”?
È durato troppo poco.
Avrei voluto ubriacarmi di Sean e Alice ancora un po’, avrei voluto sapere di più di quelle notti al 101, avrei voluto sapere di più della loro vendetta, avrei voluto sapere di più di Alice e Sean “dopo”.
Si, perché preparatevi, quei due creano dipendenza.
Brava Alessia!! ❤
Edna

Il mio giudizio:

voto-bellissimo

Recensione di: “L’ossessione del tronista” di Giulia Amaranto

Buongiorno Notters!
Eccomi di nuovo qui con voi a raccontarvi un’altra lettura che ha accompagnato le mie giornate… sto parlando di “L’ossessione del tronista” di Giulia Amaranto!
Curiosi?
Seguiteci! 😉
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TITOLO: L’ossessione del tronista

AUTRICE: Giulia Amaranto
GENERE: M/M
EDITORE: Self-Publishing
DATA PUBBLICAZIONE: 01 giugno 2016
PAGINE: 75
FORMATO: eBook
PREZZO: 1,20€

SINOSSI
Christian, ragazzo di famiglia ricca, è il tronista di un noto programma. È attratto dalle corteggiatrici e le sue esterne sono piccanti. Un giorno, però, arriva in studio Andrea, per corteggiare la tronista Laura. È un ragazzo semplice, lavora come operaio, vive con la nonna ed è simpatico e sensuale. Sin dal primo momento, Christian si accorge di provare una forte pulsione sessuale verso di lui. Si può sfuggire a un’ossessione o bisogna cedere?
RECENSIONE
***ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER***
“Christian era seduto a tavola con i suoi genitori. Erano più o meno le otto di sera e la cameriera, una signora di origini cubane, aveva appena servito la spigola al forno con una salsa alle erbe aromatiche, il piatto che Christian preferiva. Christian si versò un bicchiere di vino bianco molto costoso, di quelli che suo padre riceveva ogni tanto dai suoi amici importanti; mentre lo sorseggiava pensava a come comunicare la notizia ai genitori.”
Spesso si pensa che vivere nel lusso, di vivere una vita agiata, di aver sempre avuto tutto ciò che si desiderava sia meramente una fortuna.
Macchine, soldi, ville, viaggi, si pensa che appaghino la vita delle persone in maniera totalitaria, tanto da non desiderare altro.
Invece, però, succede anche che chi vive una vita del genere si senta solo.
Si senta un vuoto dentro, si senta sempre in competizione con se stesso perché lo status richiede sempre “di più”.
E allora succede che smetti di sorridere, smetti di essere felice di avere macchine e ville, succede che vuoi di più anche tu, ma vuoi più sentimenti, sensazioni ed emozioni vere, reali.
Succede che vuoi sentirti vivo.
Questo è esattamente quello che è successo a Christian, il protagonista di questa storia.
Abituato a vivere nel lusso più totale e ad avere tutto dalla vita, Christian ha sempre condotto una vita imposta, una vita che prevedeva innumerevoli regole, quelle regole che gli sono state imposte ancor prima che nascessi.
“Dovrai diventare questo”, gli dicevano.
E guai mai se anche solo potesse pensare a scelte diverse!
Così, il nostro Christian, si ritrova a vivere una vita parallela a quella del figlio modello, una vita fatta di sregolatezze che lo dipingono come il “dongiovanni di Roma”.
unnamed-1E tra feste, alcool e donne, Christian non smette mai di sognare, non smette mai di sperare che prima o poi, un giorno, il suo desiderio diventi realtà: fare parte del mondo dello spettacolo.
E sembra proprio che la fortuna abbia deciso di bussare alla sua porta perché quel giorno finalmente sembra essere arrivato, il suo desiderio sembra essere esaudito: farà parte di un programma televisivo dedito alla ricerca dell’amore.
Già, l’amore!
Una parola quasi sconosciuta per il nostro Christian che passa da un letto all’altro, che si rotola ogni volta in lenzuola diverse, ma che allo stesso tempo non lo hanno mai fatto sentire a casa.
Inizia così l’avventura di Christian al programma televisivo “Persone &e Amori”.
Un’avventura che inizia come un gioco, che Christian affronta con spavalderia, ironia e forse anche un pizzico di superficialità.
Beh, questo fino a che non arriva Andrea…
Andrea è l’opposto di Christian.
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Costretto a rimboccarsi le maniche fin da piccolo, Andrea ha sempre cercato di costruirsi il suo futuro, la sua vita, da solo, contando solamente sulle sue forze.
Un ragazzo semplice, dolce e alla mano, che divide la sua vita con la nonna, donna per la quale nutre un grande amore.
Un amore che non ha ancora donato a nessuna, perché non ha trovato una donna che potesse prendersi cura di lui, a cui poter donare il suo cuore.
Andrea non è certo un ragazzo in cerca di notorietà, ma è talmente bello che, spinto dai colleghi, decide di fare il provino per partecipare al programma “Persone & Amori”, quello stesso programma che ha bisogno della sua semplicità, della sua schiettezza, della sua naturalezza.
Ecco allora che, anche per lui, arriva la chiamata che tanto aspettava…
” Stava dormendo profondamente quando si sentì strattonare. Quasi gli prese 
 un colpo. 
 – Nonna, che c’è? Stai male? – si drizzò di scatto sul letto, e la testa 
 gli girò così forte che per qualche istante gli si appannò la vista. 
 – Andre’, devi andare in televisione!!! Ti hanno preso, a nonna! 
 – Cosa? 
 – Ha chiamato la direzione!
– La direzione? Aspetta… Ha chiamato la redazione? La redazione di 
 “Persone…”? 
 – Sì, sì! Hanno detto che te volene a fa’ il corteggiatore! Ce l’hai 
 fatta! “
Anche per Andrea inizia questa avventura, questo nuovo percorso che lo porterà non solo a corteggiare Laura ma anche a scontrarsi con un’altra realtà, una realtà più grande, una realtà che fa paura, una realtà che fa male: Andrea e Christian non potranno mai essere amici.
Perché?
Perché un amico, non desideri baciarlo…
“L’ossessione del tronista” è un libro che, a mio avviso, avrebbe tantissimo potenziale, un potenziale che, ahimè, è stato sviluppato in parte.
Indubbiamente il messaggio che lancia questo libro è un messaggio importante, soprattutto alla luce di ciò che, purtroppo, ancora succede ai giorni nostri, nelle nostre società che non riescono a concepire ciò che non rappresenta la tradizione.
È un libro che va sicuramente letto oltre le righe, che va compreso e calibrato, perché sicuramente non è facile per nessuno affrontare un tema del genere.
Un consiglio, se posso permettermi?
Forse avrei evitato di contestualizzarlo proprio in un ambiente come quello televisivo che, a mio avviso, minimizza un po’ una tematica importante come questa.
In bocca al lupo Giulia e grazie a nome di tutto lo staff di Notting Hill! 😉
Edna.

Il mio giudizio:

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Recensione di: “L’anello di Beatrice” di Chiara Cipolla

Buongiorno Notters, sono tornata!
Oggi vi racconto una lettura dolce, romantica ed emozionante che mi ha strappato mille sorrisi ma anche attimi di rabbia tale da voler entrare nel libro, prendere la testa del protagonista e…
Va beh, non aggiungo altro, lascio a voi libera interpretazione con la recensione di “L’anello di Beatrice” di Chiara Cipolla!
Leggete qui 😉
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TITOLO: L’anello di Beatrice

AUTRICE: Chiara Cipolla
GENERE: Narrativa
EDITORE: Self – Publishing
DATA PUBBLICAZIONE: 30 maggio 2016
PAGINE: 406
FORMATO: eBook
PREZZO: € 1,99

SINOSSI
Emma, ventisette anni, supplente di matematica, delusa dagli uomini, accetta a malincuore l’ennesimo appuntamento al buio organizzato dagli amici.È così che conosce l’affascinante ed eclettico Edward, professore di Storia Antica all’Università di Oxford, in Italia per lavoro. Non potrebbero essere più diversi: lei sogna il grande amore, quello che legge nei romanzi rosa; lui cerca solo avventure occasionali. Lei è carina, solare e sempre disponibile ad aiutare tutti. Lui è bellissimo, schivo e spesso allergico alle relazioni umane. Eppure l’attrazione che li lega è talmente forte, che li coinvolge fin dal primo incontro, e la passione li travolgerà come un treno in corsa.Ma quando tutto sembra ormai scritto, le ferite e i legami del passato di Edward si insinuano tra lui ed Emma e rischiano di spezzare quel rapporto unico che hanno creato insieme.
RECENSIONE
“Almeno tu rimani fuori
dal mio diario degli errori
da tutte le mie contraddizioni
da tutte le mie imperfezioni
dalle paure che convivono con me
dalle parole di un discorso inutile
almeno tu rimani fuori
dal mio diario degli errori”
Diario degli errori – Michele Bravi.
Si dice che noi donne siamo strane, siamo complicate, che spesso e volentieri gli uomini non capiscono cosa vogliamo, i nostri desideri, i nostri bisogni, quando a volte quello di cui necessitiamo è solamente…
Amore.
Già, l’amore… quella cosa magica che nessuno riesce mai a descrivere, che nessuno riesce mai ad esprimere ma che riempie il cuore di calore, che rende più leggeri, che ci disegna quel sorriso ebete sulla faccia che accompagna ogni singolo momento della giornata.
Si dai, quella cosa delle farfalle sullo stomaco, delle canzoni d’amore che ti fanno pensare alla tua persona, quelle che alzi il volume quando sei in macchina e ti metti a cantarla a squarciagola, con gli occhi che brillano e la consapevolezza di chi, finalmente, è felice davvero.
L’amore, quello che regala sensazioni uniche, sensazioni che Emma non prova più da tempo ormai.
Emma è una giovane insegnante di matematica, la classica insegnante/amica degli alunni ma che non pecca mai di professionalità.
È un’insegnante di cuore, una di quelle che prende a cuore i propri alunni e il loro percorso scolastico, disposta anche a fermarsi dopo le lezioni se qualcosa non è chiaro o anche solo perché sbrogliare quella matassa che i giovani studenti hanno in testa che si traduce in un’unica domanda: cosa voglio fare da grande?
E questo perché Emma non solo è un’insegnante di cuore, ma anche e soprattutto perché é una persona di cuore.
Emma ama la sua città, ama la buona cucina, ama la tradizione che la lega alle sue origini, ama girare Bologna in bicicletta, ama la sua routine, ama i suoi meravigliosi ma strampalati amici, soprattutto Gianluca, l’amico gay che tutte le donne vorrebbero.
Emma è una ragazza semplice, che si accontenta con poco, sempre pronta ad aiutare chi ne ha bisogno rischiando spesso di mettere in secondo piano i suoi bisogni.
Si perché di fondo Emma, ama tutto, tranne se stessa nel profondo,
Sente che le manca qualcosa, sente un vuoto dentro che l’accompagna da sempre, sente di sentirsi sola e di essere stanca di accontentarsi.
Così, in preda alla noia e alla malinconia, accetta l’ennesimo incontro al buio organizzato dai suoi migliori amici.
Cenare con una persona sconosciuta, consapevole che lei é la single disperata del gruppo, che la studierà dall’inizio alla fine e che, come minimo, la riempirà di domande.
Ottima prospettiva per una serata perfetta, no?
Per non parlare del suo look… completamente da rimodernizzare!
Ciao ciao ai maglioncioni, ciao ciao ai jeans consumati e ciao ciao alle scarpe basse!
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“Questo fa schifo… no, questo no…Oddio e questo cos’è?”
 “Oh Gianlu, oggi non è giornata per le tue stronzate sulla moda” Apriva e chiudeva i miei cassetti e le ante del mio armadio in cerca di qualcosa di appariscente, di qualcosa che avrebbe fatto rimanere a bocca aperta mister X, cioè lo sconosciuto che avrei dovuto incontrare a cena.
[…] “Così non va, Emma!” Lanciò un paio di pantaloni neri sul letto agitando le mani: “Tesoro mio non hai un capo decente in questo armadio. Non c’è un tessuto degno di essere toccato, non parliamo poi della manifattura; capisco che tu sia squattrinata, ma ogni tanto regalati un abito degno di questo nome”
“Si” farfugliai sconfitta sedendomi sul letto accanto alla pila di pantaloni e maglie.
Tra un consiglio di Gianluca di qua, è un po’ di trucco di la, Emma è pronta.
È pronta e speranzosa di incontrare il suo futuro, un futuro che ha un bellissimo nome: Edward.
Edward è un uomo elegante, composto, passionale, romantico e galante: un vero lord inglese!
Cresciuto in America, con una carriera universitaria alle spalle da 10 e lode è una passione profonda per la letteratura e la storia dell’arte, Edward a tutto il fascino di chi sa quello che vuole e da come prenderselo.
Insomma, sembra avere tutte le carte in tavola per conquistare il nostro cuore solitario Emma!
unnamed-2E pure la cena sembra andare a gonfie vele: non fanno che incrociare gli sguardi, fantasticare sui loro corpi, mangiarsi con gli occhi. Se non fosse per un’ospite poco gradita…
“Osservando meglio infatti ebbi l’impressione che lei, e dico lei, la nuova arrivata, cercasse di fare la carina con… insomma tutti sapevano che l’amico dell’ingegnere era lì per me, non era sul mercato, era mio, possibile che Tiziana non glielo avesse detto chiaramente? Avrei voluto saltarle alla giugulare, ma mi trattenni e loro me lo portarono via, ed uscirono nel cortile.”
Eppure Emma ha visto che Edward guardava lei, sembrava realmente interessato a lei.
E cari Notters, la conferma non tarderà ad arrivare!
Vorrei andare avanti, raccontarvi di più, dirvi di quanto sia dolce e romantica questa storia d’amore che nasce tra una forchettata di tagliatelle al ragù e l’altra, ma vi rovinerei la lettura.
Posso solo dirvi che il loro amore crescerà a dismisura, talmente tanto che Emma farà una scelta drastica, che le cambierà la vita, ma che ci saranno momenti in cui quasi se ne pentirà perché vedrà il mondo crollarle addosso e sentirà di non avere sostegno dal suo uomo, di essere come abbandonata, di venire nuovamente messa in un angolo.
“Beh! Tutto sommato è andata piuttosto bene. No?”
 “Cosa cazzo stai dicendo Edward? Io sono furiosa, questa è stata la peggiore serata della mia vita” lo attaccai immediatamente “Tua madre, la tua famiglia, sono… sono degli stronzi snob. E tu non hai mosso un dito per difendermi”
 “Mi dispiace Emma se la pensi così, ma io conoscendoli mi aspettavo di peggio” disse con cautela, quindi si tolse la giacca e la appoggiò, con eleganza, alla spalliera della sua sedia. Si girò e incontrò il mio sguardo caparbio e riprese con tatto: “Stai parlando di quando ha insinuato che non sei perbene?”
 “Sto parlando di tutto quanto!”  
“Mi dispiace”
 “Ti dispiace sto cazzo, non hai mosso un dito per difendermi”
[…]  “Va bene Edward, pensala come vuoi, ma io me ne vado di qui il prima possibile, tu fai quello che vuoi. Dimmi solo se devo prenotare il volo per Londra solo per me… o preferisci che lo prenoti direttamente per Bologna?”
 “Fai quello che vuoi”  
“Bene”
 “Bene”
Arrabbiati e nervosi non ci rivolgemmo più la parola, andammo a turno in bagno, ci mettemmo il pigiama e andammo a letto.
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Ma, nonostante questo, sarà la svolta per Emma questo grande amore?
Riuscirà a colmare quel voto che accompagnava le sue giornate?
Riuscirà a conoscere il vero amore?
“L’anello di Beatrice” è un romanzo che parte piano, con calma, che cresce di intensità gradualmente, mano a mano che il lettore ne intraprende la lettura, per poi finire col botto.
È un libro che tiene incollati alle pagine, con picchi di romanticismo da togliere il fiato e far addolcire anche i cuori più duri ma che non tralascia neanche momenti di rabbia in cui il lettore si ritroverà quasi ad detestare Edward e la sua famiglia.
È una storia, infatti, di amore ed odio quasi quella di Emma ed Edward ma che sa regalare emozioni vere, forti, sentite.
Brava Chiara, hai sicuramente regalato un brivido ai tuoi lettori! 😉
Edna
Il mio giudizio:

voto-bellissimo

Recensione di: “Vanità di potenza – L’amore al tempo della musica”

Buongiorno Notters!
Eccoci qui con una nuova recensione fresca fresca per voi!
Oggi vi trasportiamo nella magica Venezia del 700 con “Vanità di Potenza” di Giulia Esse.
Siete pronti a fare questo salto nella storia?
Seguiteci! 😉
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TITOLO: Vanità di potenza – L’amore al tempo della musica

AUTRICE: Giulia Esse
GENERE: Narrativa
EDITORE: Youcanprint
DATA PUBBLICAZIONE: 24 agosto 2016
PAGINE: 236
FORMATO: eBook / cartaceo
PREZZO: 1,99€ / 15,00€
SINOSSI
Venezia 1797. Napoleone Bonaparte è ormai alle porte della Serenissima: dopo tanti colpi e sventure, presto la Repubblica cadrà. Insieme all’orgoglio della città deve piegarsi anche quello di Anna, giovane sposa costretta dai debiti del marito a trasferirsi nella casa dello zio di lui, Fosco Alvise Candiani, il più acclamato compositore di Venezia. Abbandonata in una casa ostile, strappata ai suoi affetti e a tutto ciò che conosceva, Anna si aggrappa all’unica cosa che le resta: il suo sogno di diventare violinista. Per farlo, è pronta ad assumere l’identità del marito, di cui nessuno ha più visto il volto fin da quando era ragazzo. Nei panni di un uomo, Anna trova la libertà che ha sempre bramato, ma rischia di perdere se stessa. E gli occhi severi di Fosco, l’uomo che sembra la sua perfetta antitesi, sono pronti a ricordarglielo in ogni momento. Echi di concerti, clangore di spade e pettegolezzi sussurrati corrono tra le rughe e le calli, ma tra i mille specchi di Venezia si cela la domanda più importante di tutte: è più giusto vivere secondo coscienza, o secondo reputazione?
RECENSIONE
***ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER!***

“Credo nel rumore di chi sa tacere
Che quando smetti di sperare inizi un po’ a morire”
Almeno credo – Ligabue 

Anna è una giovane e bellissima donna, che scruta il mondo che la circonda coi suoi grandi occhi verdi, quegli stessi occhi che si sono dipinti di milioni di emozioni.
Prima la curiosità e l’ingenuitá di una bambina, che guarda il mondo per la prima volta.
Poi l’amore, quello per la sua città, per la sua terra, di cui conosce ogni angolo, ogni rumore, ogni profumo.
Poi la passione, quella per la musica, le note dolci e delicate che provengono dai violini, quelle casse di legno tanto speciali da essere in grado di produrre suoni magici.
E infine di nuovo l’amore, quello per suo marito Lorenzo.
Lorenzo è un uomo bello, giovane e forte, uno di quegli uomini di cui ci si innamora e basta.
Un uomo affascinante, con il mare dentro.
Un uomo misterioso, con una tempesta dentro.
Un uomo cresciuto circondato da apparenze e convinzioni, da concetti e preconcetti che gli hanno sempre limitato le aspettative, le speranze, la vita.
È un uomo che si è sempre sentito in gabbia, una gabbia a cui non apparteneva, di cui non si è ma sentito parte in causa, in cui non si è mai sentito se stesso.
La sua gabbia era la sua casa, la sua Venezia, in cui viveva con lo zio Fosco, famoso musicista che ha cercato i tutti i modi di tramandargli la sua passione, quella per la musica.
E Lorenzo ci ha provato, ci ha provato davvero, ma non è mai riuscito a farne una parte di se.
E così, la sua frustrazione, l’amarezza per non essere capito, la delusione di se stesso per non essere riuscito a diventare l’uomo che volevano che fosse, lo hanno fatto cadere in un abisso, in un gioco senza vincitori e senza vinti.
Un gioco che, volente o nolente, coinvolgerà anche sua moglie Anna…
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«Sarei uno sciocco se ti nascondessi ancora la deprecabile condizione in cui mi ritrovo e non voglio che ci siano più segreti fra noi. Sai che non sono mai stato un uomo abbiente e che vivo dietro la cortesia di mio zio, anche se non così cortese da garantirmi una vita degna. Pur a conoscenza di ciò mi hai sposato e hai giurato che né in miseria né in povertà il tuo amore sarebbe mutato. Ti ho trascinata nelle più basse delle miserie» la voce di Lorenzo divenne serrata e smise di guardarla.
[…] «Sperare che la nostra vita cambi non la cambierà. Non ti ho ancora confessato il mio segreto ma l’idea che tu possa detestarmi » gracchiò interrompendosi.
«Sii chiaro e non nasconderti dietro le mie reazioni ancora irrealizzate.»
«Mesi or sono ho sperperato tutto il denaro giocando d’azzardo in una di quelle bettole dove le vittorie d’onore non esistono. Le partite erano truccate ed io me ne sono reso conto troppo tardi. Ero ebbro, Anna, non mi rendevo conto di cosa stavo facendo. Ho puntato più di quanto era in mio possesso e pochi giorni dopo le nostre nozze, ricordi? Sono tornato qui quasi nella stessa condizione in cui mi trovo ora. Ho dovuto consegnar loro, a quei bastardi, la tua dote. E non è bastata, non basta. Non basteranno mai i miei guadagni per coprire il debito e mio zio non lo risanerà mai.»
Ed ecco che gli occhi di Anna si dipinsero di una nuova emozione: la delusione.
Costretta a partire alla volte di Venezia per sopperire ai debiti del marito e chiedere aiuto allo zio che suo marito tanto odia, Anna si sente smarrita, si sente persa, si sente svuotata.

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È proprio quando pensa che non ci possa essere di peggio, proprio quando pensa che da quel punto si possa solo risalire, ecco che tocca di nuovo il fondo, ecco che suo marito l’abbandona…
“Era abituata ad alzarsi al sorgere del sole, prima ancora di Lorenzo, ma la stanchezza del lungo viaggio le aveva lasciato solo un tiepido e smaniante bisogno di riposo. Si spostò di malavoglia dall’altra parte, nel buio della stanza, ma quando provò a smuovere suo marito si accorse di essere sola. Nullus erat. Il letto era vuoto. Persino il suo calore era andato perduto, nemmeno l’impronta del suo peso.
[…] «Allora ditemi a che gioco stiamo giocando. Dov’è vostro marito?» spiegò Fosco il motivo di tanta irruenza.
[…] «Non so rispondere alla vostra domanda. Stamane mi sono svegliata e  lui non era nella stanza. Ho chiesto ai domestici e nemmeno loro lo hanno visto.»
 «Certo che no, quel ragazzo è un diavolo» ringhiò Fosco passando una mano tra i capelli che spettinò e poi le lanciò una rinnovata occhiata colma di biasimo. Afferrò una lettera dal sigillo spezzato e gliela consegnò «non mentitemi: voi eravate a conoscenza delle sue intenzioni.»
 Anna strappò la lettera dalle sue mani e la aprì con foga.”
Ed ecco che Anna è costretta a reinventarsi, è costretta a tirare fuori le unghie e combattere per ritrovare se stessa, per ritrovare l’amore per se stessa, ad imparare ad amare una città nuova è sconosciuta, a sentirla sua.
E solo una cosa può aiutarla in questo senso: l’amore per la musica.
Quelle note dolci e amare allo stesso tempo, capaci di trascinarla in un tempo è un mondo in cui non si sente giudicata, non si sente puntate dita contro e sussurrare che il marito è il giovane Lorenzo, quel giovane di cui tutti parlano e che nessuno ha più visto.
Ma non sarà facile, non lo sarà per niente, perché dovrà abituarsi a vivere con i modi sgarbati di Fosco, con le sue parole dure, con la sua capacità di dire ogni cosa senza scrupoli.
Eppure c’è qualcosa in Fosco, c’è qualcosa nei suoi pensieri, nelle sue parole, nel suo modo di parlare con lei che nasconde un animo diverso, un animo buono.unnamed-1
Ad Anna, rimane solo una cosa da fare per riappropriarsi di se stessa: trasformarsi in Lorenzo e imparare a suonare.
“Vanità di potenza” è un libro in cui l’amore regna sovrano, ma in una forma diversa, una forma particolare, perché l’amore di cui parlo è quello per la musica.
È un libro che trasporta in un’altra epoca perché descrive in maniera minuziosa ogni angolo e vicolo di una città magica come Venezia, una città che, dopo aver letto questo libro, chiunque può dire di aver visitato, anche chi non ci é mai stato.
Questa è poi una storia di rivalsa, di coraggio, di forza, quella stessa forza che caratterizza noi donne, una tenacia che ci accompagna ogni giorno, in ogni epoca storica, in ogni situazione.
È la storia di Anna è di Lorenzo e del loro amore “maledetto”.
Ma è anche una storia di rinascita.
Un libro interessante, forse in alcuni punti è fin troppo dettagliato e questo rischia di sconcentrare il lettore, ma comunque piacevole.
Una lettura che consiglio, in modo particolare, chi ama la storia e la musica.
Una lettura che insegna.
Edna
Il mio giudizio:

voto-bello

 

Recensione di: “L’amante Mitteleuropeo” di Ale X

Buondì Notters!
Oggi, se avete molto freddo, non vi preoccupate, vi scaldo io parlandovi di questo romanzo super bollente!
Sto parlando di “L’amante Mitteleuropeo” di Ale X, un romanzo erotico tutto da… scoprire! 😉
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TITOLO: L’amante Mitteleuropeo

AUTRICE: Ale X
GENERE: Erotico
EDITORE: Self-Publishing
DATA PUBBLICAZIONE: 22 maggio 2016
PAGINE: 249
FORMATO: eBook
PREZZO: 3,99€
SINOSSI

Ale è una delle campionesse di tennis più amate, è la regina di Wimbledon e del Roland Garros, la Kaiserin per i fans tedeschi, la encantadora per i sudamericani; è bellissima e mediatica, i suoi successi sportivi e i suoi amori famosi conquistano la stampa. Nessuno direbbe mai che nella sua vita c’è un uomo segreto, Axel, fascinoso e sposato erede al trono del Principato del Wilhemstein.
Sono amanti da quando uno sguardo, a un party, ha cambiato le loro vite. Si incontrano segretamente in giro per l’Europa, l’attico di lei a Montecarlo, il pied a terre di lui in Baviera, una masseria in Puglia, nei posti più sconosciuti del continente, per evitare i paparazzi; scoprono i loro corpi, sperimentano il piacere in tutte le sue forme, affrontano i tabù che educazione e retaggi culturali hanno lasciato loro, non riescono a rinunciare ai sentimenti che li uniscono, nonostante la loro relazione probita metta in pericolo i progetti e gli obiettivi di vita di entrambi.
Ma può un amore clandestino resistere al passare del tempo? Può un principe cattolico prossimo al trono dimenticare il proprio destino? E una donna bella e corteggiata può rinunciare al proprio futuro?
L’amante mitteleuropeo è una storia d’amore e di sesso inaspettata e travolgente, in cui i protagonisti mettono in gioco i propri valori e i propri corpi, in un viaggio sentimentale ed erotico che li cambierà per sempre.
RECENSIONE
***ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER***
Lei, appassionata, sexy, determinata.
Lui, un uomo altolocato, composto e tutto d’un pezzo.
Lei, sportiva, tenace, intraprendente.
Lui, devoto alla sua carica pubblica, impassibile, inarrivabile.
Lei, che ha fatto della sua passione il suo amore più grande, la sua forza, la sua vita.
Lui, che la sua vita l’aveva già scritta ancora prima di nascere, che vive seguendo i propri schemi mentali e che ha rigide regole da rispettare e seguire.
Loro, così diversi eppure così simili.
Loro, così distanti ma così vicini.
Loro, che è bastato uno sguardo, uno solo per catturare l’anima di entrambi e incatenarla alla propria.
Loro, bellissimi, famosissimi e… innamoratissimi.
Innamorati di un amore che non conosce tempo, non conosce luoghi, non conosce ostacoli.
Un amore che non conosce impegni sociali, che non segue le regole e nemmeno gli schemi mentali.
Un amore che lei ha sentito subito sotto la pelle, a cui lui, invece, si è dovuto abituare.
Per forza, perché quando il vero amore bussa non puoi che aprire la porta…
Questa è la storia dell’amore di Ale e Axel, la tennista più gettonata è famosa del momento è il futuro erede al trono della Mitteleuropa.
unnamedAle è una bellissima ragazza che ha impostato la sua vita seguendo il suo sogno, la sua passione: il tennis.
Vola a destra e a manca per giocare, per sognare e sperare di vincere quelle partite, che vede, ogni volta, come traguardi da raggiungere, come ostacoli da superare, che le servono per mettersi in discussione come tennista e come persona perché non puoi fare niente senza amore e grinta.
È una ragazza diverte e brillante, che, però, non si è mai innamorata.
Beh, questo almeno prima di conoscere Axel…
“Eravamo a un party, organizzato da qualche ente benefico, nel Wilhemstein. Axel e Helena erano seduti in altri tavoli e, a un certo punto, lui si era alzato, per andare non so dove, ed era passato vicino al nostro tavolo. Mi aveva guardato e io avevo guardato lui e mentre lo guardavo pensavo “Wow!” e sapevo che lui stava pensando la stessa cosa. È stato il momento più magico della mia vita.”
unnamed-1Axel è un uomo ricco, importante, che deve sottostare alla propria carica pubblica, dettata da una vita che gli è stata imposta fin dalla nascita.
È un uomo all’apparenza freddo e distaccato, ma che sa lasciarsi andare ad una passione travolgente ed eccitante, se solo sapessero toccare le corde giuste.
Quelle corde che sembra saper toccare solo lei, solo Ale, la famosa tennista più giovane di lui di 17 anni che gli ha rapito il cuore quel maledetto giorno in cui i loro occhi si sono posati sullo sguardo dell’altro.
Già, maledetto…
Maledetto perché Axel è sposato, ha dei figli.
Maledetto perché Ale è destinata ad essere la sua amante e, per tanto, a rimanere nell’ombra.
Perché la società non potrebbe tollerare un tale scandalo.
Perché Axel non può permettere di vedere affondare la sua famiglia e gli sforzi fatti di una vita.
Maledetto perché vincolato da imposizioni sociali e religiose a cui non possono sfuggire.
E maledetto anche perché sono loro, perché sono semplicemente Ale e Axel.
” -Ho 17 anni più di te, Ale.  Sono tanti. Potremmo farci molto male-mi aveva sussurrato. E io avevo annuito, perché tutte le volte che qualcuno ti attrae potrebbe farti molto male.”
La loro è una storia travagliata, una storia vissuta in giro per i mondo, in stanze di alberghi nei paesi più strani che hanno visto fin troppe volte lenzuola spiegazzate e materassi ancora bollenti.
Una storia vissuta di nascosto, in segreto, sussurrata solo alle loro orecchie, quelle stesse orecchie che non si stancano mai di sentire il piacere che accompagna entrambi ogni volta che si incontrano.
E, nonostante le difficoltà, nonostante tutto sembra essere contro di loro, Ale e Axel trovano sempre il modo di consumare il loro amore, trovano sempre il modo di incontrarsi…
“Il taxi mi lascia all’angolo della Kleistrasse con la Kalckreuthstrasse, a Schoeneberg, Berlino. 
 Lo vedo appena scendo, biondo, longilineo e mitteleuropeo, con il suo abito grigio, impeccabile e leggero, nel fresco giugno tedesco. Mancano pochi minuti alle 15 del nostro appuntamento e lui è già lì, che guarda distrattamente le anonime vetrine di un supermercato, per far passare il tempo. Non arrivo mai prima di lui.
[…] unnamed-2 Ci scambiamo un abbraccio fuggevole e un tenero bacio sulle labbra.
-Ciao- mi sussurra teneramente, guardandomi negli occhi.
 -Ciao- gli rispondo con un sorriso.
 -Aspettavi da tanto?- gli chiedo, mentre lui mi indica la direzione da prendere, appoggiando leggermente una mano sui miei fianchi. 
 È quasi un gioco delle parti, che non ci neghiamo mai, a ogni incontro. “
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Un bacio al volo e un salto su un aereo e chissà poi quando potranno rivedersi…
Ma se molti pensano che l’imprevedibilità è la non staticità di questo amore può solamente renderlo più forte e mantenerlo vivo a lungo, c’è chi inizia a non essere più di questa idea.
Inizia a volere più notti passate addormentati abbracciati, più momenti vissuti insieme e non solamente in stanze di alberghi.
Ale inizia a crescere, e a sognare di avere una famiglia, quella famiglia che sogna solo con lui, con la persona che ama.
Ma Axel sarà pronto a rinunciare a tutto ciò che ha costruito fino a quel momento, alla fiducia e al rispetto del suo popolo, alla sua vita, per stare con Ale?
Troveranno un compromesso?
E soprattutto, riusciranno a mantenere forte e vivo questo amore impossibile ma che fa sognare?
“L’amante Mitteleuropeo” è un libro emozionante e travolgente.
Un po’ troppo surreale forse a tratti e, ai miei umilissimi occhi, forse un pelino troppo incentrato sugli incontri passionali dei protagonisti ma è un libro che funziona.
Funziona perché non solo fa sognare e fantasticare, ma anche perché ha mille sfaccettature.
È un libro che riesce a cogliere il diverso, l’altra parte, quella parte che spesso noi non vediamo o non vogliamo vedere perché abbindolati da preconcetti e pregiudizi che non ci permettono di vedere tra le righe, di vedere il vero.
Perché si, un tradimento è sempre brutto, ma un amore vero, forte, unico, è sempre bello, é sempre giusto.
Edna

Il mio giudizio:

voto-bello

Recensione di “Vampyland – Un Natale da ricordare” di Federica D’Ascani

Buongiorno Notters!
Ricominciata la settimana lavorativa eh?
Beh, se volete trovare un motivo in più per sorridere non potete perdervi il libro di cui vi parlo oggi, un libro scritto da un’autrice che adoro è che ammiro tantissimo, un’autrice che non mi stancherei mai di leggere…

Sto parlando di Federica D’Ascani e del suo “Vampyland: un Natale da ricordare”!

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15065061_10209585695630716_266234127_oTITOLO: Vampyland – Un Natale da ricordare

AUTRICE: Federica D’Ascani
GENERE: Narrativa per bambini
EDITORE: Self-Publishing
DATA PUBBLICAZIONE: 01 dicembre 2016
PAGINE: 118
FORMATO: cartaceo
PREZZO: € 6,99

SINOSSI
Sei mai stato a Vampyland? No? Be’, neanche Francesco. Ma Danny, il suo migliore amico, è proprio da lì che proviene, e il suo tempo sulla Terra sta scadendo, ormai. Mancano poche settimane prima che il piccolo pipistrello di peluche sia costretto a tornare indietro, dal Signor Dentifini, e la prospettiva non piace a nessuno dei due amici. Il pauroso Arcivampiro, infatti, non è solo cattivo e perfido, ma vuole fare di Danny un vampiro a tutti gli effetti, proprio come lui.
Con Natale alle porte, questo di certo non è un bel modo di festeggiare. Anche perché il piccolo peluche è l’unico amico di Francesco. Senza di lui, con chi parlerà? Poche parole e la musica rock sono tutto ciò a cui è abituato. Da sempre…
Ma… La magia del Natale arriva anche in casa dei due amici e Beatrice, una bambina dalle trecce arancioni come le carote, irromperà nelle loro vite come un tornado di simpatia, abbattendo una a una tutte le barriere di Francesco.
Il primo episodio di “Vampyland” ti attende: verrai catapultato in un mondo completamente diverso da quello che conosci. E una volta incontrato Danny, tornare indietro sarà impossibile!
RECENSIONE
***ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER!***
Francesco è un ragazzo speciale.
È un ragazzo che non ha necessariamente bisogno di parlare per farsi capire e comprendere ciò che lo circonda, no.
È un ragazzo che non ha bisogno di grandi gesti o grandi attenzioni.
È un ragazzo che si diverte con poco e facilmente, ma che, con la stessa facilità, può chiudersi a riccio e dirsi ferito.

È un ragazzo buono, puro e semplice, dorato di una sensibilità unica e fuori dal comune, quella stessa sensibilità che, però, spesso lo fa sentire un pesce fuor d’acqua in quel mondo tanto bello quanto difficile, il mondo dei bambini.

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Si perché Francesco non é un ragazzino come tutti gli altri, questo almeno è quello che gli hanno sempre detto; ma infondo poi cos’è la normalità?
Noi la troviamo nelle parole, nei dialoghi, nelle discussioni, nel nostro modo convenzionale di esprimerci che ci permette di essere compresi e di capire gli altri. Ma chi l’ha detto che tutto ciò che è al di fuori di questo non è normale?
Esistono i gesti, esiste la manualità, esiste lo sguardo, esiste la comunicazione non verbale del corpo.
Gli occhi, le mani e il corpo possono dire molto di più di mille parole, basta saperli utilizzare.
E Francesco sa farlo; sa utilizzare il suo corpo per farsi capire, riesce a cogliere quello più di quanto la gente possa mai pensare con un semplice sguardo.
Peccato, però, che nessuno riesca a capire lui…
nessuno riesce a capire l’espressione della sua contentezza, sbattendo i piedi e facendo una giravolta.
Nessuno riesce a capire che quando è confuso lo esprime dondolando su se stesso oppure quando è triste si accovaccia in un angolino e inizia ad ascoltare la sua musica rock.
fede1Nessuno riesce a capire che ciò desidererebbe è solamente stare in gruppo, avere degli amici e giocare con loro.
Allora si, allora forse Francesco è davvero speciale perché diverso dagli altri; ma a me piace pensare che siano gli altri ad essere diversi da Francesco perché il suo modo di vivere, il suo modo di esprimersi è puro e semplice proprio come lui.
E non è difficile da capire, anzi, è più difficile capire noi grandi che diamo importanza a cose che non dovrebbero nemmeno averne, complicando così relazioni, rapporti e discussioni.
Invece sarebbe così semplice affrontare la vita come l’affronta Francesco che, a differenza di quello che si può pensare, non è poi così solo…
Danny… Be’, lui sì che era forte! Un vampiro proprio forte… Certo, era completamente diversofede2 da tutti quelli di cui aveva sempre sentito parlare, ma proprio per questo sentiva di non poter più fare a meno della sua amicizia. Vulcanico, dalla simpatia fuori dal comune, quel pipistrello peloso era l’unico essere in grado di capirlo alla perfezione. E poi non doveva andare a scuola e già questo lo rendeva un eroe, ai suoi occhi. Sua madre, d’altro canto, non voleva che Francesco lo portasse con sé in classe, diceva che i giochi non erano ammessi. Già, i giochi… Lei non sapeva cosa fosse Danny, non immaginava che era in grado di parlargli, di spiegargli le cose che non capiva, che nessuno voleva spiegargli. 
Danny è il suo migliore amico.
Piombato nella vita di Francesco dal nulla, catapultatosi nella sua stanza in una fredda e grigia giornata invernale, quel peluche di pipistrello che parla con lui, che mangia chili di cioccolata con lui, che gli svolazza sempre intorno e che gli prende le guance per abbracciarlo, è l’unico vero amico che ha.
L’unico con cui Francesco riesce a parlare.
L’unico con cui si sente se stesso.
L’unico con cui non si sente giudicato, semplicemente perché non lo giudica.
L’unico con cui si sente libero di esprimersi nel suo modo convenzionale, nel modo che conosce.

Nasce quindi una bellissima e solidissima amicizia, una di quelle che sarà destinata a durare per sempre… o forse no?

«Tu hai… cooooosa?» chiese sbigottito Danny, balzando sul materasso. «Non è possibile… tu… lei…Ma è fantastico! Se diventate amici io potrò finalmente tornare a casa mia!» esclamò contento il vampiro tappandosi subito dopo la bocca. Francesco lo guardò confuso e Danny distolse lo sguardo.
«Credo di aver parlato troppo…» ammise il pipistrello iniziando a camminare avanti e indietro sul letto.
Già, avete capito bene: Danny non potrà starà per sempre con Francesco, Danny dovrà tornare a Vampyland, la sua città.
Ma quando?  E perché?  Ma soprattutto: perché allora è entrato nella vita di Francesco?
Quel che il nostro amico Francesco ignora è che Danny è in missione, una missione che potrebbe avere più o meno l’età di Francesco, due occhi grandi e luminosi, vestitini rosa e lunghi capelli arancioni… una missione che ha un nome: Beatrice.
Una missione che si deve trasformare in una sola cosa: amicizia.
“Vampyland: un Natale da ricordare” è un libro straordinario.
È un libro scritto per sensibilizzare tutti noi riguardo ad un tema importante e spesso taciuto, come quello dell’autismo.
E ciò che rende questo libro veramente speciale, è che l’autrice l’abbia fatto in maniera completamente anticonvenzionale, proprio come il nostro Francesco.
Perché questo non è assolutamente un libro triste, che racconta con drammaticità la storia di un bambino autistico che fatica ad integrarsi in società.
No, questo è un libro divertente, ironico, coraggioso e che infonde speranza.
È un libro che racconta la stessa storia, ma con una chiave di lettura diversa, una chiave di lettura che non ha bisogno di toccare determinate corde per immedesimarsi e far capire la grandezza e l’importanza dell’autismo.
Ma tocca, invece, le corde giuste per far capire che ciò che ci sembra lontano e diverso da noi, può essere veramente speciale.
E il fatto che l’autrice abbia deciso di scrivere questa storia apposta per i bambini, apposta per far comprendere loro che la diversità è simbolo di unicità, è assolutamente geniale.
Ma ciò che è ancora più geniale è che forse questo libro serve più ai grandi, per tornare a pensare come quando erano bambini, per tornare a pensare con semplicità.
Un ragazzo “diverso”, un’amicizia “diversa”, una storia “diversa” sono gli ingredienti di questa storia che nella sua diversità, è semplicemente ciò che tutti noi vorremmo nella nostra normalità.
Brava Fede, come sempre sei una garanzia!
Edna

Il mio giudizio:

voto-ottimo

Recensione di: “Mamma e papà sono single” di Francesca Rossini

Buongiorno Notters!
Come state?
Passate bene le feste?
Io le ho trascorse in compagnia di Francesca Rossini con il suo “Mamma papà sono single” e devo dire che è stata veramente un’ottima compagnia!
Visto che noi di Notting siamo ancora in clima festivo, fatemi un regalo, leggete insieme cosa ne penso di questo fantastico libro! 😉
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TITOLO: Mamma papà sono single

AUTORI: Francesca Rossini
GENERE: Romance
EDITORE: Self-Publishing
DATA PUBBLICAZIONE: 09 maggio 2016
PAGINE: 256
FORMATO: ebook/cartaceo
PREZZO: 0,99€/10,30€
SINOSSI
Due passati che lasciano il segno: Lui, Massimo, un divorzio fresco alle spalle e sulle spalle, con una ex moglie asfissiante e una figlia usata come ricatto. Lei, Susanna, una vita da errante, per fuggire da un dolore enorme, con unico desiderio di costruire una vita serena per sua figlia.
Amici per dovere, amanti per patto. Riusciranno a sfuggire ai loro stessi preconcetti, alle proprie paure, all’orgoglio?
Può un rapporto procedere a ritroso, passando dal sesso all’amicizia, senza complicazioni?
RECENSIONE
***ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER!***
Esistono due categorie, in generale, di mamme:
le mamme vips, quelle che “Chanel, Gucci e Prada” devono essere le parole d’ordine per iniziare un discorso, quelle che non si spettegola mai troppo, quelle con la puzza sotto al naso e i tacchi a spillo alle 08.00 del mattino, quelle 08.00 del mattino, quelle che portano i figli a scuola e poi vanno dal parrucchiere o a fare la manicure.
Poi ci sono loro, le mamme comuni, le mamma che portano i figli a scuola in tuta e spesso in ritardo, quelle che usano i mezzi pubblici perché la loro macchina non va, quelle che odiano il the del pomeriggio e biscotti annessi, perché non portano a niente più del gossip, quelle che sono un disastro in cucina e che non partecipano mai alle iniziative scolastiche proprio per questo (o magari comprano un dolce confezionato!).
In realtà ci sono anche altre milioni di categorie per descrivere il “magico mondo delle mamme”, ma per noi è più semplice perché la nostra super protagonista, Susanna, rientra proprio in una di queste due categorie… indovinate voi quale?
Susanna è una mamma giovane e single, una mamma che vive la vita sempre sul filo del rasoio con un lavoro sottopagato ma che appaga la sua anima più di qualsiasi altra cosa.
unnamed-2 È una mamma che arriva in ritardo a scuola per prendere sua figlia, una mamma distratta che inciampa nei suoi stessi passi, una mamma che “pizza e gelato” sono la cena perfetta, ovviamente da consumare sul divano davanti alla tv!
È una mamma non convenzionale, ma una di quelle che ama sua figlia più della sua stessa vita.
Una di quelle che si ucciderebbe pur di vedere sempre il sorriso della sua bambina, una di quelle che gliela danno sempre vinta, perché infondo è più bambina della figlia stessa!
Ma Susanna non è solo questo, no; non è solo la donna che si divide tra la casa editrice presso cui lavora e il tempo da dedicare a sua figlia.
Susanna è una donna che ha sofferto molto, che si porta ogni giorno addosso il peso del suo dolore, il peso del suo passato.
È una donna che ha visto spegnersi la luce della propria vita, è quel che è peggio è che lo ha fatto passivamente, conscia di non poter far nulla per evitarlo.
È una donna che sorride a sua figlia indossando una maschera che possa aiutarla a nascondere le proprie emozioni, la propria sofferenza, le proprie lacrime.
Lacrime che bagnano il suo volto ogni volta che rimane sola a pensare, ogni volta che sua figlia non é accanto a lei, ogni volta che il destino le ricorda che oltre alla piccola, non ha nessun altro.
Eppure Susanna è riuscita a mantenere un che di freschezza e di fanciullezza nel suo essere, un qualcosa che affascina e attrae, come se fosse una calamita, come se fosse l’esca attaccata all’amo, e in quella trappola c’è cascato anche lui, Massimo.
Massimo è un papà single. unnamed-1
Si, lo so, già questo lo rende sexy e accattivante; il tutto si complica se è anche bello, bello da togliere il fiato!
Un fisico scolpito, capelli sbarazzini e sguardo furbo sono gli ingredienti della ricetta perfetta per far capitolare qualsiasi donna… proprio qualsiasi!
Anche la nostra Susanna, infatti, nonostante sia una mamma atipica, un po’ fuori dagli schemi, non è riuscita a rimanere impassibile difronte alla bellezza di questo uomo… del resto è pur vero che gli occhi sono fatti per guardare, no?
“Lo sbircio di sottecchi: no, ha la faccia da bravo ragazzo.  
Smettila di fissarlo Susy -però sbaglio o quella sulla guancia è una fossetta?- “
E direte voi “ma un lato negativo dovrà pur averlo!”
Ebbene sì care Notters, e sapete quale?
È il papà della migliore amica di Mia, la figlia di Susanna e… udite udite, l’ex marito di Livia, la stessa Livia che ha invitato Susanna e la bambina a casa sua per far giocare le due piccole!
Ma insomma, potrebbe esserci iniziò più avverso per Susanna e Massimo?
“Lo sguardo si sposta al muretto dove la fila di mamme agghindate mi fissa e parlotta. Certo la mia  sfilata  stile  pigiama  deve  essere  un  allettante  argomento  di  pettegolezzo.  
Poi  vedo  che  non sghignazzano e che lo sguardo saltella da me a lui. “O cazzo!” stanno facendo taglia e cuci su di noi, da  domani  saremo  l’inciucio  più  di  moda.  Da  domani  lo saprà  anche  la  moglie  e  io  avrò  terra bruciata se non qualche costola fratturata.”
Eppure c’è qualcosa che li unisce, qualcosa che li attrae.
Un filo invisibile che li collega anche quando sono separati, un destino che è tutt’altro che avverso perché questi due si incontrano e si scontrano in continuazione: davanti la scuola, per strada, a far la spesa al supermercato…
Ora di corsa a prendere il latte fresco e le uova. Uno schianto mi fa tremare le braccia dandomi la scossa fino ai gomiti. 
 «Ma che cavolo fai!» grido all’idiota che mi ha ribaltato il carrello e frantumato le uova. Alzo lo  sguardo e lo vedo. 
Cerco di ricordarmi in quale sdolcinato e mediocre film io abbia visto la scena di  due  che  s’innamorano  dopo  lo  scontro  dei  carrelli  al  supermercato,  mentre  lui  mortificato raccatta il mio pranzo. 
 «Scusami, però anche tu mi sei sbucata dalla corsia come un razzo»
[…] «Ok, ok posso offrirti un caffè per farmi perdonare?» 
 «Un caffè?» 
[…]  «Ok si può fare se aggiungi una fetta di torta: non ho pranzato» dico invece.

[…] «Oh ma allora andiamo alla tavola calda, devo pranzare anch’io»

 

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E una passione, quella più grande, li accomuna, tanto da permettere a Massimo di aprirsi con Susanna come non aveva mai fatto con nessun’altra.
Susanna, che diventa un pensiero fisso.
Susanna, che diventa il viso di tutte le altre donne con cui prova ad uscire Massimo per dimenticarla.
Lei, che diventa un’ossessione.
Lei, che io suo profumo accompagna Massimo ogni giorno.
Lei, lei che è un frutto proibito, che se fa tanto di coglierlo… è fregato per sempre.
Lei, che vuole Massimo tanto quanto lui vuole lei.
Che pensa a lui costantemente.
Che trova piacevole anche le sue stranezze legate al cibo.
Che si ritrova ad essere gelosa e a litigare con altre donne per lui, come non faceva da quando era adolescente.
E sono due micce pronte ad esplodere.
Due scintille che formano un fuoco che arde.
Due corpi che si vogliono e due anime che si completano.
Ma non possono stare insieme: che penserebbe Livia di Susanna?
Che penserebbero le bambine?
Cosa ne sarà della loro preziosa amicizia?
Perché rovinarla con l’amore?
Perché Susanna e Massimo ci provano ad essere amici, ci provano a non fare a meno l’uno dell’altro per il bene delle loro figlie, sapendo che una relazione potrebbe solo ferirli e loro non vogliono più farsi male per colpa dell’amore.
Però…
“Mamma papà sono single” è un libro spiritoso, diventante romantico ed incantevole.
Affronta tematiche importanti come la genitorialità, l’essere genitori single con una grande naturalezza e una piacevole semplicità che rendono la lettura frizzante e ammaliante.
Ciò che più mi ha colpito è che tutto questo viene affrontato nel modo “giusto” rispetto ai nostri tempi, perché essere una mamma single non deve voler dire venire giudicati o puntate il dito contro.
Perché famiglia è con chi stai bene, con chi ami, con chi condividi, con chi cresci. E spesso le persona con cui nasci non sono queste.
Qui l’amore è il fulcro di ogni cosa: l’amore tra un genitore e il proprio figlio, l’amore tra adulti, l’amore dei bambini per i genitori e per la propria amichetta del cuore.
Ogni frase, ogni parola, ogni lettera di questo romanzo trasuda amore.
E ciò non è assolutamente stucchevole o fastidioso, anzi!
Questo libro è una fonte inesauribile di energia, un qualcosa che regala emozioni vere e attimi in cui staccare dalla routine della propria vita per immergersi nelle avventure di questi due meravigliosi e strani protagonisti.
Questo libro, però, è anche fonte di grande insegnamento ed è per questo che lo consiglio a tutti, grandi e “piccini”, perché da questo romanzo c’è solo da imparare (oltre che sognare!)
Che dire di più? Bello, bello è ancora bello!!
Edna

Il mio giudizio:

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Recensione di: “Lenita” di J. Ribeiro e A. Speranza

Buongiorno Notters!
Oggi vi racconto un romanzo storico che mi ha fatta viaggiare fino in Brasile, tra i colori caldi di una natura incontaminata e un profumo ineguagliabile di caffè.
Sto parlando di “Lenita” di J. Ribeiro e A. Speranza. 

Venite a scoprirne di più! 😉

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Lenita

TITOLO: Lenita
AUTORI: J. Ribeiro e A. Speranza
EDITORE: Self-Publishing
DATA PUBBLICAZIONE: 22 giugno 2016
GENERE: Storico
PAGINE: 99
FORMATO: eBook
PREZZO: 0,99€

SINOSSI

Tradotto per la prima volta in italiano, questo romanzo di Júlio Ribeiro fu pubblicato nel 1888 con il titolo “A Carne”. Provocò scandalo e scalpore tra le famiglie tradizionaliste brasiliane per aver affrontato temi fino a quel momento ignorati nella letteratura, come il divorzio, l’amore libero e il nuovo ruolo della donna nella società.
È stato uno dei libri più discussi e popolari del paese per aver sbalordito una società che vedeva ancora la donna come un essere passivo e inferiore all’uomo, e a molte giovani è stato proibito di leggere l’opera.
Contrario a tutte le convenzioni sociali dell’epoca, l’autore brasiliano osa far conoscere al pubblico una protagonista indipendente, molto colta, con intensi desideri sessuali e che si dichiara a un uomo non per amore ma per desiderio carnale. Diversa dalle eroine tipiche dei romanzi borghesi, vergini intoccabili, caste e sottomesse, Lenita è decisa, ostinata e sensuale.
“L’oscenità” della trama può sembrare puerile agli occhi del lettore di oggi ed evidenzia la notevole trasformazione comportamentale trascorsa in poco più di un secolo.

Il libro racconta la storia di Lenita, una bella ragazza di ventidue anni estremamente colta. Per cercare di superare la morte di suo padre, Lenita si trasferisce alla fattoria di un vecchio amico di famiglia, il colonnello Barbosa. Conosce il figlio, Manuel Barbosa, un uomo maturo e divorziato. La grande amicizia che nasce tra i due si trasforma poco a poco in ardente passione, creando un forte conflitto tra i desideri carnali e i comportamenti morali.
La storia è ambientata in Brasile in un’immensa fattoria circondata da piantagioni di caffè e di canne da zucchero. Gli schiavi sono i personaggi secondari di questa storia svolta poco prima dell’abolizione della schiavitù.


RECENSIONE

Ci sono storie che, con le mille vicende e le innumerevoli avventure, appassionano il lettore più dei protagonisti stessi.
Poi ci sono protagonisti, invece, talmente forti e talmente “presenti” da arricchire incredibilmente le storie. E il lettore non avrà più bisogno di imprese straordinarie e contorni sbalorditivi per rimanere attratto è colpito da un libro, no.
Avrà bisogno di quel personaggio, di quelle caratteristiche, di quei pensieri per entrare veramente nel suo mondo.
E questo è esattamente il caso di “Lenita”.

unnamedLenita è una ragazza cresciuta in modo strano rispetto alle sue coetanee che, obbligate ad assumere i “modi da signora” che prevedono il non mostrare mai le caviglie, o il salutare in maniera poco concitata, o il parlare in un certo modo e prendere il the al pomeriggio, vivono nella loro preziosa bolla fatta di oppressione e finzione.
Lenita, invece, ha vissuto tra i libri, imparando a leggere e scrivere, imparando lingue diverse, imparando a conoscere il mondo che la circonda, a conoscerlo veramente. E a lei non interessa non mostrare le caviglie, prendere il the del pomeriggio o salutare con un inchino.

No, perché lei è quella che si tuffa nuda nel fiume non appena ci si imbatte, è quella che corre incontro a suo padre per salutarlo dopo un lungo viaggio e gli salta addosso rischiando anche di staccargli il collo per la forza del suo abbraccio.
Perché Lenita è semplicemente viva, pura è vera.
È una ragazza che non sa fingere, che non sa essere una persona che non è, e questo è sia il suo più grande pregio che il suo più grande difetto. Perché quando suo padre la lascerà, quando suo padre non ci sarà più, sarà costretta ad essere la vera se stessa con altre persone, sarà costretta a farle abituare al suo essere così diversa.
Sarà costretta a stravolgere la sua vita è quella di un altra famiglia, la famiglia Barbosa. 

” Per Lenita l’isolamento alla fattoria fu orribile, peggio che restare in città.

[...] Lenita mangiava quasi sempre da sola nella grandissima veranda. Dopo il pranzo o la cena andava a parlare con il colonnello e compiva sforzi incredibili per farsi sentire dalla moglie che, passiva e sorridente, avvicinava la mano all’orecchio per cogliere le parole. Tale situazione stancava la ragazza che ritirava presto nella sua stanza a leggere, cercando di distrarsi.

[…] Era un inferno.”

Lenita si trova in un mondo a lei sconosciuto, fatto di semplicità e di genuinità, dove terra e caffè regnano sovrani.
Avrà a che fare con persone che non conosce e che non sanno niente di lei nonostante siano amici di famiglia, ma che l’accolgono da subito come fosse una seconda figlia.
Avrà a che fare con le stranezze di una servitù ambigua, dove si nasconde una personalità perversa e brutale, da cui tutti dovranno difendersi.

Ma niente spaventa Lenita, niente la incuriosisce come lui, come Manuel Barbunnamed-1osa.
Manuel è il figlio del colonnello presso cui vive Lenita; costantemente in viaggio e impegnato nei suoi affari, nel primo periodo di vita a
casa Barbosa, Lenita si è sempre limitata a sentir parlare di Manuel e, di conseguenza, ad immaginarlo.
Se lo immaginava in mille modi diversi, in modi pochi consoni ad una donna come lei ma ormai lo sappiamo, Lenita è una donna speciale.
Tanta è la curiosità di conoscerlo, che nella sua mente l’immagine inventata di Manuel Barbosa prende vita oramai tutti i giorni, in tutti i momenti, a tutte le ore…

“Lo immaginava un uomo virile, dato che non era giovane ma neanche vecchio: lo raffigurava forte e atletico come il Torso del Belvedere. Pensava avesse occhi neri, imperiosi, profondi e dominatori. Lenita desiderava sentire al più presto la notizia del suo arrivo.”

E poi, finalmente succede.
Finalmente la notizia che Lenita aspettava da tempo: finalmente Manuel torna.
Si troverà faccia a faccia con lui, con l’uomo che si è sempre immaginata fino a quel momento, con l’uomo con cui ha sognato di fare lunghi discorsi sulla letteratura, sulla geografia, magari anche in un’altra lingua.
Perché di una cosa era certa, almeno: la passione per i libri, per il sapere, li accomunava ancor prima di conoscersi.
E quando Lenita si imbatte in Manuel, nel suo sguardo stanco, nel suo viso pallido, nei suoi capelli umidi e incollati alla fronte, Lenita non può credere ai suoi occhi.

“Lenita si ritirò nella sua stanza, sbattè le finestre e non volle cenare, rispondendo quasi con durezza al colonnello che insisteva per farla venire a tavola a mangiare un’ala di pollo, una fetta di prosciutto o quantomeno un dolce. Strappò dal petto, con violenza, le due belle rose e le lanciò per terra, calpestandole. Si SONY DSCspogliò furibonda, strappando i bottoni e rompendo i gancetti. Con un movimento veloce delle gambe, fece volare lontano le scarpe. Si buttò sul letto, si rannicchiò, si morse le braccia e iniziò a piangere in modo convulso. Pianse e singhiozzò per molto tempo, poi si calmò. Iniziò a riflettere. Aveva progettato un ideale, lo aveva plasmato e lo aveva animato e all’improvviso s’imponeva la realtà tremendamente prosaica, bestialmente banale.”

È arrabbiata, delusa, ferita. Lo è con Manuel, per non essere come si aspettava.
Ma più di tutti, lo è con se stessa, per aver permesso alla sua immaginazione di prendersi gioco di lei.
Riuscirà ad affezionarsi lo stesso al nostro Manuel, un uomo affascinante a modo suo, galante ed estremamente colto?
Le loro personalità riusciranno ad andare oltre il primo impatto, oltre al primo incontro?
E soprattutto, se dovesse succedere, riusciranno poi a fare a meno l’uno dell’altro?
Ah beh certo, ancora non ve l’ho detto ma  il cuore di Manuel potrebbe non essere libero…

“Lenita” è un libro particolare, a tratti difficile da leggere e da interpretare.
La storia è semplice, quel che rende speciale questo libro, a mio avviso, è proprio al protagonista.
Il suo essere così “modernizzata” in una società antica e ottusa, la rende estremamente interessante agli occhi del lettore che si imbatte in questa storia oggi. È curioso pensare che sia una storia scritta nel 1888 e ritrovare tante similitudini, invece, coi giorni nostri.
Ecco perché mi piace pensare che questo libro sia uno storico/contemporaneo, che traduce il presente nel passato.
Questo aspetto, è sicuramente quello che maggiormente ho apprezzato in questo libro e quello che, sicuramente, cattura e travolge il lettore.
È un libro che consiglio sicuramente agli amanti degli storici e delle storie intriganti, quelle non semplici, quelle dolorose, quelle che lasciano l’amaro in bocca. 

Un finale sorprendente e per nulla scontato fa, infatti, da contorno alla storia di Lenita, una storia che, alla fine, fa arrabbiare ma che rimane sicuramente impressa nella mente. 

Edna

Il mio giudizio:

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Recensione di: “I giorni dell’odio” di Letizia Musu

Buongiorno Notters!

Eccomi qui a raccontarvi un romanzo storico che mi ha colpita tantissimo, che mi ha fatta sognare e mi ha trasportata nel lontano 1400… sto parlando del fantastico “I giorni dell’odio” di Maria Letizia Musu!
Un libro che prevede un seguito che, beh, vi giuro non vedo l’ora di leggere!! Intanto, venite a scoprire qualcosa in più su questo fantastico romanzo! 🙂

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TITOLO: I giorni dell’odio
AUTORI: Maria Letizia Musu
GENERE: Storico
EDITORE: Self-Publishing
DATA PUBBLICAZIONE: 18 giugno 2016
PAGINE: 287
FORMATO: ebook
PREZZO: € 0,99

SINOSSI

Inghilterra, 1450.
La rivalità tra i conti di Brygthon e i baroni di Seymore costringe le due famiglie a combattersi per secoli. Una profezia ha predetto che l’erede dei Seymore riuscirà a sconfiggere i rivali, ma quando il conte di Brygthon viene a sapere che il barone ha avuto una bambina, si illude che la fine della sua casata sia scongiurata per sempre.
Vent’anni dopo, Duncan Brygthon (erede e primogenito del conte) viene fatto prigioniero con l’inganno dagli uomini del barone.
Sullo sfondo della Guerra delle Due Rose, una storia d’odio e d’amore.

RECENSIONE

Due famiglie: i Brygthon e i Seymor.
Due realtà che si scontrano, due ricchezze che capeggiano, due mondi che vogliono primeggiare l’uno sull’altro.
Una guerra lunga anni, che si abbatte imperterrita sulle vite di ogni componente della famiglia del Falco e quella della Lince. Una guerra che è destinata a non vedere né vinti né vincitori.  Una guerra che non dà pace.

La famiglia Brygthon è una famiglia nobile che vede come protagonisti il Conte, la giovane moglie Lady Rowenna e i figli Duncan e Richard.
Duncan è nato dall’unione tra il Conte e la sua prima moglie, una bellissima e dolcissima donna strappata via dalla sua famiglia troppo presto.
Richard è il secondo genito, nato dopo il matrimonio del Conto con Lady Rowenna, una bellissima donna spietata, fredda, distaccata e calcolatrice che ha già in mente piani su piani per far sì che sia il figlio l’erede del titolo quando il Conte morirà.

2Seppur fratelli, i due sono completamente opposti l’un l’altro: Duncan è un ragazzo semplice, distinto, a volte anche un po’ burbero ma che non può nascondere il suo cuore buono dietro al suo sguardo. È un ragazzo che ha sofferto moltissimo dopo la perdita della donna che amava, un uomo che ha deciso di chiudersi in se stesso e di non provare più nemmeno le sensazioni bellissime che l’amore ha da donare per paura di soffrire di nuovo, paura di sentire nuovamente il suo cuore spezzarsi in mille pezzi.
Ha un legame forte e sincero con il padre, un legame che niente e nessuno potrà mai spezzare… forse.

Richard è un ragazzo ambizioso, succube delle idee e delle rivalse della madre, che non ha paura di niente e di nessuno, che non guarda in faccia a nessuno pur di ottenere ciò che vuole.
È un ragazzo che nasconde la sua sofferenza dietro una maschera di sfrontatezza e freddezza, che nessuno sembra essere in grado di battere; nemmeno Duncan, che vede come Richard guarda con malinconia il padre ogni volta che si rivolge a lui anziché a Richard. Vede come soffre per quel rapporto forte che loro hanno, e che Richard tanto desidera.
Ma sembra sempre un fantasma per il Conte, e si sa che dopo la tristezza subentra sempre la rabbia…
Tanto che, come per magia, Duncan si ritrova ad essere prigioniero tra le mura dei Seymore, vittima di un imboscata creata solamente da chi poteva conoscere le sue mosse e quelle dei suoi uomini.

La famiglia Seymore, invece, è una famiglia nobile ma che non vive più in ricchezza nonostante il titolo che l’accompagna.
Vestiti di abiti semplici e con pochissimo personale al servizio della famiglia stessa all’interno del castello, i Seymore cercano di sopravvivere giorno dopo giorno, perché in realtà hanno smesso di vivere già da un po’, esattamente da quando la moglie del barone muore tragicamente.1
Costretto ad allevare una figlia da solo, il barone si rimbocca le maniche e decide di non far comunque mancare nulla a quel pargoletto che tanto ama. E così Johanna Seymore, cresce senza madre ma con un padre pronto a darle l’amore di cui ha bisogno moltiplicato per due.
Diventa così una ragazza spigliata, tenace, intraprendente, poco dedita alle buone maniere è più interessata alla vita reale piuttosto che a quella frivola fatta di inchini e the del pomeriggio.
Johanna è una ragazza atipica perché all’età di 21 anni non si è ancora sposata, né ha intenzione di farlo: gli uomini sono l’ultimo dei sui pensieri!!
Beh certo, questo fino a quando non incontra Duncan Brygthon, suo acerrimo rivale e… uomo attraente, molto attraente!

” […] i suoi occhi non abbandonarono il profilo che nonostante il pallore spiccava sulle lenzuola bianche. Con azzardo e senza riflettere,  allungò la mano e scostò i cappelli dalla tempia.
[…] si sentì colpita da quel volto così diverso dai classici canoni di bellezza, quasi inspiegabilmente attratta, come lo si è dalle cose che non si conoscono e che ci sono estranee. “

E sembra che nemmeno a Duncan, che inizialmente si ostina ad odiarla, sia completamente indifferente quella bella ragazza dalle forme prosperose e dal viso angelico.
Una ragazza che non si aspettava di incontrare, una ragazza che è stata una sorpresa e forse chissà, potrebbe anche aprirgli nuovamente il cuore. Un mare di emozioni contrastanti attraversano la mente, lo stomaco e il petto di Johanna e Duncan.
Perché provare attrazione per chi dovresti odiare?
Perché guardare con occhi diversi che dovresti guardare con odio?
Perché prendersi cura del nemico che finalmente è stato fatto prigioniero?
Perché curarlo e non lasciarlo morire?

” Osservò quel volto pallido che aveva cominciato a conoscere così bene nelle ultime ore e nella sua testa era come se esistessero due Duncan Brygthon, opposti e distinti. Uno era quello arrogante  e presuntuoso, un individuo che lei disprezzava dal profondo del suo cuore, il nemico, l’essere spregevole verso il quale aveva puntato lo stiletto  solo  pochi  giorni  prima  nei  sotterranei  delle  prigioni,  l’ individuo che aveva combattuto contro la sua famiglia, privandola di tutto, ricchezze, serenità e onore. 

E  poi  c’era  l’altro,  ma  forse  esisteva  solo  nella  sua  fantasia,  perché  costui  era gentile e dolce, appassionato e intenso, con profondi occhi blu che p otevano avvolgerla, con mani delicate e forti allo stesso tempo. Un uomo capace di pronunciare parole come ti amo , anche se rivolte ad un’altra donna. “

3
In realtà un motivo c’è: la pace tra le due famiglie. Se Duncan sopravvive alla prigionia, la pace è assicurata.
La cosa positiva? Niente più guerra e niente più rivalità.
Il prezzo da pagare? Il più alto: la libertà di Johanna.

“Lord Seymore guardò sua figlia con un’ espressione dolce e nel contempo triste. Si avvicinò e le accarezzò la guancia. 
‹‹ I Brygthon accettano la pace e tutte le condizioni che ho imposto loro.›› 
‹‹ Allora cosa c’è che non va? Non capisco…›› 
[…] Mentre discutevamo, mi sono reso conto che non avrei avuto alcuna garanzia una volta liberato  il giovane Brygthon.  Cercavo disperatamente di trovare una soluzione che non fosse quella che Ascott mi aveva suggerito, ma non riuscivo a trovarla…›› 
‹‹ Che soluzione?›› 
L’uomo  sfuggiva  ancora  gli  occhi  della  figlia.  Non  aveva  il  coraggio  di guardarla  dritta in faccia perché sentiva di star per fare l’atto più spregevole della sua vita. 
‹‹ Unire le nostre due famiglie con un matrimonio.›› 
Johanna si sentì chiudere la gola.”

Cosa succederà alle due nobili famiglie?
Riusciranno a far regnare la pace o la guerra vincerà sulle loro buone intenzioni?
Duncan riuscirà a capire chi l’ha ingannato, chi è la talpa nel suo castello?
E cosa succederà tra Johanna e Duncan? Riusciranno a mantenere il loro rapporto sul filo dell’equilibrio o sconfinerà in amore?

Molti sono i protagonisti di questa incredibile storia, una storia che catapulta letteralmente il lettore in età medievale, dove cavalli, potenti armature, castelli, maledizioni e matrimoni combinati sono il contorno di una vicenda incalzante e avvincente che rapisce e cattura a prima vista chi ci si imbatte.

“I giorni dell’odio” è un libro scritto davvero bene, elegante, semplice ed essenziale, arriva in modo diretto e conciso al lettore che ne rimane senz’altro affascinato.
Qui, amore e odio, sono due facce della stessa medaglia ed è proprio vero che rappresentano un confine sottilissimo molto facile da superare.
I personaggi sono forti, giusti e ognuno interpreta il proprio ruolo magnificamente.
Per chi faccio il tifo? Beh ovvio: Duncan e Johanna, che con il loro amore/odio emozionano a dismisura e fanno sognare.

Impossibile non tifare per l’una o l’altra famiglia, impossibile non farsi soggiogare da questa lotta al potere, dove magia e sotterfugi non mancheranno con la figura di Fell, una sorta di chiromante che vede il futuro.
Questo è un libro ammaliante che non potete assolutamente perdervi perché dimostra che la magia esiste davvero: porta indietro nel tempo.

E il finale?! Oddio il finale!
Con quel “continua” la nostra Maria Letizia mi ha quasi mandata in iper ventilazione!
Ed è in trepidante attesa che vi dico che non vedo l’ora di leggere il seguito perché… se inizi, non riesci più a smettere, parola di notters! 😉

Edna

Il mio giudizio:

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