Presentazione di: “Come hai detto che ti chiami?” di Simona Fruzzetti

Ciao Notters!
Tra le segnalazioni di oggi non poteva mancare l’ultimo romanzo di Simona Fruzzetti, una chick lit romantica che vi farà sorridere e battere il cuore 🙂

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TITOLO: Come hai detto che ti chiami?
AUTRICE: Simona Fruzzetti
GENERE: chick lit (commedia romantica/ironica)
DATA DI PUBBLICAZIONE: 14 febbraio 2017
EDITORE: Self publishing – Amazon
FORMATO: eBook/Cartaceo
PREZZO: eBook € 3.89 – Cartaceo € 13.00
PAGINE: 356
LINK PER L’ACQUISTO: qui


Una famiglia come tante, qualche equivoco e un’irrefrenabile passione per i nomi.

Questi gli ingredienti principali di una commedia dai toni leggeri ma mai superficiali.

SINOSSI

Giulia fin da piccola ha dovuto fare i conti con qualcosa di scomodo: il suo nome che non è semplicemente Giulia, ma Giulia Agrippina Augusta. Appassionata conoscitrice del significato dei nomi, figlia di un insegnante di storia e di una istruttrice di pilates vegetariana fissata con la forma fisica, vive in un appartamento della nonna insieme al fratello gemello.
La comparsa di Erika, nuova fidanzata del fratello, e l’arrivo di Valerio, il nuovo coinquilino, scombineranno le carte e l’equilibrio già precario della sua vita.
Tra scontri per lo spazio della casa, gelosie, tradimenti e prese di coscienza, Giulia riuscirà nella difficile impresa di collocare al posto giusto tutti i pezzetti dell’intricato puzzle famigliare e a ricredersi sull’idea dell’amore.
Situazioni comiche, scene grottesche e personaggi bizzarri fanno da cornice a una commedia romantica, ironica e frizzante dove la famiglia ne esce protagonista in ogni sua sfaccettatura.

L’AUTRICE

Simona Fruzzetti vive in provincia di Pisa dove, oltre alla scrittura, si dedica al suo blog acasadisimo.blogspot.it. Ha vinto numerosi premi letterari e ha curato una rubrica di salute e benessere su un portale tutto al femminile. Dopo aver esordito in self publishing con “Il male minore” (2013) e “Chiudi gli occhi” (2014), è approdata alla casa editrice Piemme per la quale ha pubblicato nel 2015 “Mi piaci, ti sposo” e “Parigi mon amour” per la collana digitale In love.
“Come hai detto che ti chiami?” è il suo quinto romanzo

Blog dell’autrice: https://acasadisimo.blogspot.it/


ESTRATTO

Ciao, sono Giulia e sono sobria da un mese.
Ora voi tutti in coro dovreste dire «Ciao Giuliaaaaa» e mostrare un misto di ammirazione e compassione per il mio risultato.
In realtà sono quasi astemia, ma avrei almeno dieci motivi per trovare in una bottiglia di whisky tutto il conforto di cui ho bisogno.
Il primissimo motivo mi accompagna dalla nascita o meglio da quando ho avuto la facoltà di intendere e di volere, di capire che il mio nome in realtà non è solo Giulia ma… rullo di tamburi…
Giulia Agrippina Augusta.
Un minuto di raccoglimento, prego.
Agrippina Augusta. Nomi aggiunti che ometto sempre, ovviamente. Voglio dire, quale genitore sano di mente metterebbe un nome simile alla propria figlia? Nessuno, tranne mio padre che di mestiere fa l’insegnante di italiano e storia al liceo Pasteur di Roma. Sia chiaro, non lo sto giustificando, non potrei, visto che non si è limitato a dare alla sottoscritta un nome di cui vergognarsi a vita, ma ha segnato anche quello di mio fratello gemello chiamandolo Marco Aurelio.
Se mia madre non si fosse impuntata in tutta la sua vita mammesca a chiamarci semplicemente Giulia e Marco, a quest’ora non starei scrivendo la mia storia, ma sarei davvero davanti a un gruppo di persone racchiuse in cerchio davanti a me, a incolpare mio padre di avermi rovinato l’infanzia.
Ho trent’anni e ancora non mi sono arresa. Mi sono pure informata in Comune per cambiare una volta per tutte il mio nome, ma pare ci voglia una motivazione valida e Giulia Agrippina Augusta Randazzo evidentemente non lo è. Senza contare che mio padre mi avrebbe prima diseredato e poi ucciso il gatto.
Per mio fratello è diverso, lui non la vive male. Anche perché Marco Aurelio, detto con una certa intonazione, è anche molto figo. Peccato che addosso a lui stia bene come starebbe bene un rutto del Presidente della Repubblica in mondo visione.
E comunque tutto questo preambolo per dirvi che il nome è importante e può modificare la sorte di chi lo porta, creare scompiglio, cambiare le carte in tavola o far svoltare una serata. Credete che stia farneticando? Tzè, pivelli. Non sarei qui a raccontarvi la mia storia, se no.
E sono sicura che una volta finito di leggere tutto questo presterete molta più attenzione a una risposta. La risposta che vi daranno quando domanderete:
«Come hai detto che ti chiami?»

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Buona lettura!
Naty&Julie ❤

 

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Recensione di: “Fashion Love – Anche le commesse sognano” di Sara J. Del Consile

Ciao Notters 🙂
La nostra Paola Garbarino ha letto e recensito per voi il primo volume della serie “Fashion Love” di Sara J. Del Consile.

Seguiteci 😉

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TITOLO: “Fashion Love – Anche le commesse sognano”
AUTRICE: Sara J. Del Consile
SERIE: Fashion Love #1
EDITORE: Self Publishing
GENERE: Romanzo Rosa /Chick lit
FORMATO: eBook
PREZZO: € 0,99

 

SINOSSI

La storia è raccontata dalla giovane Mia, commessa milanese vittima della Moda e di un grande sogno: trovare l’Amore, quello, appunto, con la A maiuscola.

La vita di Mia si snoda dai pressanti orari del famoso negozio in centro in cui lavora, il Fashion Love, alle feste organizzate dalla migliore amica Barbie, una nota pr; ai pranzi con l’adorata nonna, agli aperitivi con l’amico e collega Gabri, la spalla gay che conosce tutti i suoi segreti.

Questo ritmo scandito si scontra, letteralmente, contro uno stupendo ragazzo che incarna alla perfezione il sogno d’amore di Mia. Ma nella città della Moda e delle apparenze, ci si può fidare di ciò che sembra un sogno avverato all’improvviso?

RECENSIONE
ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER!

Iniziando a leggere questo libro mi sono ritrovata ad immergermi in un mondo che conosco, avendo studiato Moda per anni, che mi attira e respinge allo stesso tempo: la parte puramente creativa della Moda è meravigliosa ma non lo è altrettanto il mondo che vi gira intorno e che spesso è vacuo, superficiale, dorato soltanto all’apparenza.
Qui però non siamo in un romanzo di denuncia dei costumi della società occidentale contemporanea, ma in una storia leggera, che consiglio caldamente a chi voglia trascorrere qualche ora con una lettura spensierata.

Il romanzo è scorrevole e scritto bene dal punto di vista dello stile e della grammatica in generale e, questo aspetto, in un libro self, non è affatto da dare per scontato. Non è una polemica verso il mondo della Letteratura auto-pubblicata, sono una self-publisher anch’io e leggendo libri di “colleghi” ho trovato sia perle sia roba pessima; quindi, un punto di forza di questo romanzo sta sicuramente nella forma.

Manca, purtroppo, un’introspezione psicologica che a mio avviso era dovuta, soprattutto dato che il punto di vista della narrazione è interno, affidato alla stessa protagonista. Conosciamo i suoi pensieri ma spesso sembrano restare in una bolla, sulla superficie di un mare profondo che possiamo soltanto immaginare. Alcuni dettagli sono troppo semplificati e gli altri personaggi sembrano appartenere a i tipi fissi delle Fiabe: la migliore amica bionda e bellissima, non a caso chiamata Barbie, PR famosa che fa partecipare Mia a tutti gli eventi migliori di Milano; il miglior amico e collega, bellissimo ma non “pericoloso” perché gay, che diviene, naturalmente, la spalla della protagonista; Diego, il ragazzo stupendo che salva Mia da una situazione che sta mettendo a rischio il suo diego-1lavoro e che incarna la perfezione del classico Principe Azzurro. Unica nota diversa, la presenza di un superiore, Christian (figlio della capa, altro ragazzo bellissimo) che, innamorato respinto, non inizia a comportarsi come da cliché, ossia rendendole la vita sul lavoro un inferno, anzi, a mio avviso reagisce in un modo poco realistico, che non approfondirò per non rischiare di spoilerare.

mia-1Mia è un personaggio simpatico, un po’ superficiale ma “buono”, ingenuo, sarebbe stato bello scoprire qualcosa di più, andare a fondo, mentre l’immagine che resta di lei è molto adolescenziale, di una ragazza che si fa i selfie con vari capi di abbigliamento addosso e li invia all’amico perché le faccia da consulente via social-network. Resta un personaggio fashion-victim, ossessionato dallo shopping compulsivo, pronto a rischiare il licenziamento pur di avere in anteprima un capo di vestiario griffato.

“Sbatto con violenza contro qualcosa e volo per terra… alzo lo sguardo per identificare l’ostacolo contro cui mi sono scontrata (probabilmente una colonna), ma la luce del sole mi acceca… la colonna contro cui pensavo di avere sbattuto è in realtà il più bell’esemplare di ragazzo proveniente dal Pianeta Terra.”

Il personaggio più interessante, anche se appare poco, è la nonna di Mia, l’unica, tra l’altro, a rendersi conto che la migliore amica Barbie sta nascondendo qualcosa (e quando si scoprirà quel qualcosa si resterà perplessi, perché due “migliori amiche” non si tacerebbero certe cose, è poco realistico e, appunto, manca introspezione, sono cose grosse e Mia non percepisce assolutamente niente di tutto ciò e questo ce la fa apparire un po’ ottusa o decisamente egocentrica).

Resta comunque un libro con una buona forma, con un’idea di base invitante per chi ama le commedie romantiche e il lieto fine.

Alcune gag sono molto divertenti e certe dinamiche che accadono tra colleghi sono ben descritte. Pur essendo poco realistico, il rapporto col migliore amico Gabri ci fa sognare, tutte vorremmo qualcuno capace di supportarci e, soprattutto, sopportarci così, coi nostri pregi e difetti!

Questa è di sicuro la situazione più imbarazzante e penosa di tutta la mia vita. Credo che perfino Bridget Jones mi guarderebbe con pietà e direbbe “Tesoro, io sarò anche sfigata, ma tu sei la regina delle sfigate.”

E alla fine la lettura scorre perché vogliamo arrivare allo scioglimento del piccolo mistero che ha scompigliato la vita di Mia, vogliamo scoprire anche noi se il Principe Azzurro resterà tale o si trasformerà, invece, in un cavaliere nero o, peggio, in uno stalliere.

Consigliato alle fashion-victim e a chi ama le commedie rosa; sconsigliato a chi non conosce niente del campo della Moda, perché la serie di marche che vengono snocciolate, nonché i cambi d’abito degni di un concerto di Madonna, potrebbero far desistere dal continuare la lettura.

Un prodotto godibile, una lettura scorrevole, un po’ allo zucchero filato!

Paola Garbarino

Il mio giudizio:

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Presentazione di: “Cercasi fidanzato per Natale” di Eleonora Mandese

Ciao Notters 🙂
Dopo il grandissimo successo pubblicato con Butterfly Edizioni, torna Eleonora Mandese a farci compagnia con il suo nuovo romanzo.
Si tratta di una chick-lit divertente, romantica e… magica!
Fidatevi di noi! 😉

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TITOLO: Cercasi fidanzato per Natale
AUTRICE: Eleonora Mandese
EDITORE: Self-Publishing
DATA PUBBLICAZIONE: 25 novembre 2016
GENERE: Chick-lit
FORMATO: eBook
PAGINE: 150
PREZZO: € 0,99 (in offerta lancio) / € 1,99 


SINOSSI

Elizabeth Baker non crede nella fortuna. Come potrebbe?

La sua vita è un puzzle incompleto di rimpianti, lavoro insoddisfacente e singletudine acuta. Tra serate in compagnia di una bottiglia di vino e risvegli in una redazione giornalistica gremita di donne in menopausa, la sua unica ancora di salvezza ha due occhi blu ed è il direttore del giornale per cui lavora: Paul Grey.
Il solo suono del suo nome è sufficiente per far perdere i sensi a qualsiasi essere umano provvisto di ormoni.
Peccato che Eli non sappia che qualcuno la sta osservando da molto, troppo tempo ed è disposto a fare qualsiasi cosa per renderla felice.
Cosa succede se una fantasma pasticciona si intromette nella sua vita promettendole di esaudire qualunque suo desiderio?
Eli è nel panico, sa perfettamente che tutto questo non può essere reale: ma se proprio dovesse esprimere un desiderio, un fidanzato perfetto è tutto ciò che vorrebbe per Natale…

ESTRATTO

Sono le dieci e oggi, dopo circa quattro anni, mi godo la prima mattina infrasettimanale senza lavoro.

Non sento battere freneticamente sui tasti del laptop a causa di tante mani operative sul bancone, non mi domando se la dieta Dukan sia più efficace del contacalorie giornaliero
Oggi, semplicemente, non me ne frega proprio niente.
Aspiro una lunga boccata d’aria e mi fermo per un attimo ad osservare la neve scendere dal cielo.
Quando è stata l’ultima volta che mi sono fermata per osservare qualcosa? Quando è stata l’ultima volta che ho pensato valesse la pena osservare qualcosa?
Sorrido e contemplo un fiocco di neve oscillare nell’aria e perdersi in una pozzanghera in prossimità del marciapiede.
Posso considerare questa giornata semplicemente come un nuovo inizio.
Un nuovo giorno lontano il più possibile dal passato.



Per contattare l’autrice potete utilizzare la pagina Facebook: 
https://facebook.com/eleonoramande/

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Buona lettura,
Naty&Julie ❤