Review Party|Recensione di: “Chasing Clementine” di Mari Thorn & Anne Went

Ciao Notters,
finalmente il countdown è finito: esce oggi.
Non mi chiedete cosa e non ditemi che non ve lo siete mentalmente, manualmente, informaticamente (sí lo so, non esiste questo termine ma… #goon) appuntato perché questa non ve la perdono eh!

Inizia oggi il Review Party di “Chasing Clementine” di Mari Thorn & Anne Went, secondo volume della serie JCube.
Adesso però seguitemi, vi racconto un viaggio… ♥️

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Cover Chasing Clementine

TITOLO: Chasing Clementine #2 JCube Series
AUTORE: Mari Thorn & Anne Went
SERIE: JCube Series
EDITORE: Self-Publishing
DATA PUBBLICAZIONE: 13/12/2019
FORMATO: eBook
GRAFICA: Michela Muzzi

 


SINOSSI

– Tu sei ossessionata dai soldi!
– Io sono ossessionata dalla MANCANZA di soldi, mio caro!

Bello, più che benestante, persino nobile (anche se ormai la cosa non fa più effetto nemmeno a Windsor) e con una carriera in crescita nella politica estera, Teddy J. Brummidge ha praticamente tutto, compresa una buona dose di snobismo.
Piccola ma terribile, graziosa solo se decide di darsi una sistemata, Clementine Douglas sempre alla ricerca del lavoro che le cambi la vita. Nel frattempo, accetta ogni possibile ingaggio, meglio se con vitto e alloggio incluso, anche se il carattere bellicoso, una lingua tagliente rischiano spesso di crearle problemi e stressare un conto bancario perennemente in rosso.
Cosa hanno in comune due tipi così? Semplice: il matrimonio dei rispettivi migliori amici. E se le cerimonie durano solo poche ore, ci penseranno Murphy (s“quello della legge), un fratello impiccione e una Lady invadente a fare in modo che le loro strade tornino ad incrociarsi.
Quanto è difficile ammettere che ci si può innamorare proprio dell’ultima persona che avremmo immaginato? Tra letti da rifare e riunioni a Whitehall, Teddy scoprirà quando può essere complicato…… CHASING CLEMENTINE!

Nota: CHASING CLEMENTINE è il secondo volume della serie JCUBE. è autoconclusivo anche se i suoi personaggi si intrecciano con le storie di tutta la serie.

RECENSIONE
ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER

Se vi dico Clementine Douglas e Theodore J. Brummidge  fidatevi che il detto “un nome, una garanzia” non è mai stato così azzeccato.
Due mondi lontani (ed intendo veramente lontani), due stili di vita opposti, due menti brillanti, due testoni senza speranza di rinsavire.
I due protagonisti di questo romanzo sono così: irriverenti, pungenti, determinati, con un cuore desideroso di amare e la testa dura come il marmo che fa di tutto per impedirlo.

Teddy e Clemy si incontrano, per caso, in occasione del matrimonio di Greta e Cliff (vedi “Loving Donovan” – JCube Serie Vol.1) anzi, a voler essere sinceri, un “cicinino” prima…

Lei è tornata a Londra solo per essere presente al matrimonio della sua migliore amica, di certo non sarebbe potuta mancare nel giorno più importante dell’unica persona che negli ultimi anni le abbia voluto veramente bene e si sia sforzata di comprendere, senza mai giudicare, ogni sua folle e stramba (talvolta inevitabile) scelta.
Il ritorno in città però implica tante cose, tra cui il dover trovare un lavoro alla velocità Emma_Watson_5.jpgdella luce, una bettola/ buco/angolo in cui dormire o, ancora meglio, un lavoro che includa vitto e alloggio.
Clemy però è forte e coraggiosa, non si lascia spaventare da nessuna situazione ed ha la deliziosa capacità di rialzarsi sempre, anche quelle poche volte che tocca davvero il fondo; e nella maggior parte dei casi al fondo non ci arriva neppure perché riesce sempre a rimbalzare quel piccolo sedere ossuto da una parte all’altra dei problemi, cavalcandoli come il miglior surfista al mondo fa con la sua onda.

“Chi è quella cosina vestita da hippie che avanza insieme a Susan con un caffetano coloratissimo dalle intriganti trasparenze e una bandana che le fascia la fronte? Un incrocio di sguardi e mi ritrovo a fissare un paio di occhi color cioccolato… Ehi! Io quello sguardo l’ho già visto, e neanche tante ore fa! Perché non so quale strano scherzo del destino ha voluto che la spogliarellista dai capelli rosa che stanotte ci ha raccattato al bar del Griphit sia una delle damigelle di Greta.”

«Piccolo il mondo, eh?» Gli sposi si sono appena allontanati mano nella mano sotto un tripudio di applausi e Teddy non ha perso tempo. Dal livello di disgusto che leggo nei suoi occhi capisco subito che si ricorda abbastanza della nottata da collegarmi al Griphit nonostante il mio abbigliamento hippy abbia tentato di sviare ogni identificazione. Non che la cosa mi stupisca, anzi.”

[…] «Quindi tu sei Clementine.»

Inizia tutto più o meno qui.
È da qui che Teddy e Clemy si troveranno inspiegabilmente vicini in tante situazioni, cominceranno a punzecchiarsi, litigare, mandarsi gloriosamente a quel paese e a ridere insieme.

Teddy, a differenza di Clemy, fa una vita abbastanza equilibrata, ha un lavoro al Rake-In-Progress-Douglas-Booth-1-498x668ministero che lo appaga ed è determinato a far brillare la sua carriera già in ascesa.
Ha una buona famiglia, degli amici che rappresentano molto più che una famiglia, un buon nome ed un relativo conto in banca di tutto rispetto.
Ovviamente le ragazze che gli ronzano intorno non mancano e, quando mancano, beh lui se le va a prendere.
A tutto questo aggiungiamo un pizzico di narcisismo e snobismo QB.

Capite bene che lo spazio geofisico tra questi due è sempre più vasto e che raggiungersi non è così semplice… ma dove non arriva la scienza, arriva Lady Brewster che non rinuncia a vedere sistemati i suoi nipoti (anche quelli acquisiti…)

“Un tossicchiare fastidioso interrompe il mio assalto alla bella principessa del castello. Mi volto e dietro di noi c’è una delle cameriere che mi fissa. Per poco non mi prende un colpo! È lamica di Greta, nonché cameriera itinerante e saltuaria ballerina di Lap dance. Clementine–il nostro incontro è stato abbastanza surreale perché io possa aver dimenticato il suo nome–ha un tempismo schifoso. «?» chiedo infastidito. Magari se il freddo non le ha congelato il cervello capirà di essere di troppo e se ne andrà, qualsiasi cosa voglia.”

“Mio Dio, che pena! Giuro che ho cercato di trattenermi e di osservare con il dovuto livello di distacco il documentario NatGeo che si stava svolgendo davanti ai miei occhi, ma non ce l’ho fatta. Persino David Attenborough non sarebbe riuscito a rendere credibile la sceneggiata ridicola che ho appena fermato. Perché se la bionda ha tutto il diritto di ingannare l’attesa mentre quel decerebrato del suo compagno fa il finto atleta sulla pista, Brummidge è semplicemente pietoso nel suo atteggiarsi a consolatore dei poveri.”

 E anche se potrebbe sembrare un ridondante cliché, che “chi disprezza, compra” è cosa nota.
È incredibile anche (e soprattutto) per loro arrendersi al fatto di essere inspiegabilmente attratti l’uno dall’altro e più tempo passano insieme, più le loro diversità diventano complententari, più ridono e si punzecchiano più la loro complicità cresce e le loro barriere si sciolgono come burro fuso. Per lo meno quelle di Teddy, si perché contrariamente a tante altre storie, in questa, è Clemy l’osso più duro, quella  che non si arrende ad ascoltare il cuore, schiava della sua testa che continua a ripeterle che non può davvero essere innamorata di Teddy, perché è sbagliato per lei, perché sono troppo diversi, perché lei ha sempre odiato quelli come lui… ma le cose cambieranno.
Non in fretta, ma cambieranno. 

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“Quando lo accolgo dentro di me è come se ci fosse sempre stato, come se avessi vissuto sempre in attesa di questo momento. Siamo noi, liberi dagli strati, dalle corazze che usiamo per difenderci e per nascondere le nostre debolezze. Siamo solo noi. Noi due.”

Teddy perderà completamente la testa per lei e si odierà per questo.
Clemy cercherà di rinnegare quel sentimento ma sarà destinata a fallire quando lui salirà su un aereo per raggiungerla dall’altra parte del mondo e sincerarsi che lei stia bene. Complici un panorama mozzafiato, due cuori che sembrano uscire dal petto e la voglia irrefrenabile di aversi, entrambi dovranno cedere all’evidenza: un amore inaspettato, forte, folle, sincero, complesso e puro.

L’entusiasmo di lei. La concretezza di lui.
La semplicità dell’umorismo di Clemy, il sarcasmo di Teddy.
Gli occhi color cioccolato che lo fanno impazzire, la bocca perfetta per cui Clemy perde il sonno.
Tutto, nonostante le apparenze, acquisisce un senso. ❤

Però cari miei Notters, non illudetevi perché non è finita qui. Non immaginatevi il solito libro dolce, romantico, strappalacrime con unicorni da tutte le parti perché siete fuori strada: questi due zucconi ci faranno penare fino alla fine (e lo confesso, un po’ ho odiato Mari ed Anne per questo! :p )
Però adesso mi fermo perché sto rischiando di dire troppo e poi mi sgridano!

Lo stile delle autrici è inconfondibile, se avessi gli occhi chiusi e mi leggessero ad alta voce un loro estratto le riconoscerei tra mille.
Uno stile pulito, scorrevole, ricercato senza mai essere pesante, brillante, ironico, romanticamente spietato quando deve esserlo.
Le adoro, lo dico da sempre e mi ripeto: scrivono in un modo che ogni volta che leggo un loro libro mi dico: “ma davvero?”.

Anche questa volta, hanno c’entrato il bersaglio precise e scrupolose come sempre.
E’ un libro mai banale, fresco, spiritoso, avvincente. Un libro che va controcorrente rispetto alle storie a cui ci siamo abituati nell’ultimo periodo.

E’ raro, ma stavolta mi è successo: ho trovato più feeling con il personaggio maschile, Teddy è adorabile, dall’alto del suo snobismo mi ha conquistata e ve lo dico così, con le loro parole, così capirete perché…

adesivi-murali-love-is-all-you-need.jpg“Perché non mi sono innamorato di una ragazza tranquilla, magari ambiziosa, però conscia del suo ruolo, pronta a essere una perfetta compagna di un politico? Perché l’amore non lo puoi comandare.
Ti arriva addosso come un treno e non hai scampo. Perch
é l’amore non lo spegni, non lo governi, non lo domi. E Clementine, con le sue lentiggini che le spruzzano il naso è l’amore che ho cercato senza saperlo. Anche se mi farà dannare per l’eternità adesso so che di una donna come quella che ho sempre immaginato al mio fianco non saprei che farmene. Io voglio lei, anche incatenata al cancello di un’ambasciata… e al diavolo la mia carriera!”
 

Grazie Mary e Anne, perché come sempre, siete un’assoluta certezza. ❤
Una boccata d’aria, in un mondo letterario a volte ripetitivo.

#loveyou #vediamochecombinaCharlie

Julie ❤

 

Il mio voto:

E2510D61-4B9D-432C-8325-2E588C6C7E5A5/5 stelline

P.S. Ma lo avete visto il Booktrailer?


Forza Notters, c’è un libro da comprare, cliccate qui e non perdetevi le altre tappe del Review Party.

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