Presentazione di: “Profumo d’Ottobre – Un autunno di ricordi” di Annalisa Caravante

Ciao Notters 🙂
Oggi vi segnaliamo un romanzo di ambientazione storica di una talentuosa autrice italiana proveniente dal mondo del self-publishing.
Si tratta di Annalisa Caravante e del suo romanzo: “Profumo d’Ottobre – Un autunno di ricordi”.

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TITOLO: Profumo d’Ottobre – Un autunno di ricordi
AUTRICE: Annalisa Caravante
EDITORE: Self-Publishing
DATA PUBBLICAZIONE:
GENERE: Storico/Narrativa
FORMATO: eBook/Cartaceo
PAGINE: 432
PREZZO: € 2,99/€ 19,47

 

SINOSSI

È l’alba della seconda guerra mondiale, l’adolescente Claudia resta orfana e unica ereditiera del patrimonio di famiglia. L’arrivista e spietato zio Alberto la rinchiude in un istituto scolastico che agli occhi della giovane appare come una prigione, dove bisogna rispettare regole e orari.  Tutto è triste, buio e troppo silenzioso intorno a lei, come la sua vita, quando incontra Vanni, prestante scugnizzo napoletano, solare, bello ma… Per Claudia è subito amore, passionale e travolgente, ostacolato da alterne vicende e dall’amica/rivale Benedetta. Sarà la guerra a spezzare le catene, a mostrare la labilità della vita, a rendere necessaria la ricerca di un senso a tutto, tra la morte, gli addii, i ritorni e le speranze. Sangue e polvere su una terra, Napoli, che, solare e irrequieta, crollerà insieme ai suoi palazzi, insieme ai suoi figli: vittime, eroi, carnefici… in quegli anni cupi per tutto il mondo: “…anni in cui io e i miei amici eravamo giovani e lo avevamo dimenticato.”.

ESTRATTO

Mi mancava solo il colonnato, ma avevo bisogno di riposare e mi sedetti a terra con la schiena alla parete. Il mio respiro era lieve, le forze assopite, non mi restava che lasciarmi andare. Sarei morta colpita da una bomba o per mancanza d’aria, mi dicevo. 

Non avevo idea di quanto tempo fosse trascorso, ma la morte doveva ancora prendermi, quando sentii un braccio cingermi la vita; qualcuno mi tirò su senza troppi sforzi, fino a portarmi sulla spalla. In quella posizione potevo scorgere solo la robustezza dell’uomo e la testa, ma la folta capigliatura non mi diceva chi fosse. Le onde d’urto di un’altra bomba fecero tremare l’edifico e il mio soccorritore si fermò per reggersi alla parete. Gridai dalla paura e lui esclamò – Claudy, cosa tu fai qui, in chiostro con bombe?

Riconobbi la voce e soprattutto quell’odioso Claudy, mentre Matthew aveva già ripreso a camminare. – Mettimi a terra, così rischi anche tu. – gli gridai in italiano perché in inglese non mi veniva, ma lui non mi ascoltò. Arrivammo, infine, al rifugio e quando mi lasciò, notai una ferita sulla sua guancia destra. Suor Giovanna mi raggiunse, mi strinse a sé e m’informò che era stato lo stesso Matthew ad accorgersi della mia assenza. Confusa e intontita, mi tuffai tra le braccia della clarissa e piansi. Con la coda dell’occhio vidi Thomas che ringraziava l’americano; Matthew accennò solo un sorriso e andò a sedersi accanto alla parete. Oltre alla guancia, aveva qualche problema anche alla spalla destra. Ricordando che quella era già la seconda volta che mi aveva aiutata, pensai che fosse giusto dirgli qualcosa di carino. Mi avvicinai e strinsi la gonna nervosamente: – T-thank you. – sussurrai.

– Don’t worry, tu non preoccupa.
– No, io sono stata cattiva, pensavo che mi odiassi. – provai a dire in inglese, nonostante l’imbarazzo.
– Why, perché tu penso questo?
Presi un fazzoletto, iniziai a tamponargli la fuoriuscita di sangue e risposi – Non lo so. I don’t know.
– Are you ok, now, Claudy?
– Yes. Thank you, Matthew.
– Call me Matt.


L’AUTRICE: ANNALISA CARAVANTE

Annalisa Caravante nasce a Napoli nel 1977 ed è diplomata in lingue. Ha molteplici interessi, tra i quali il disegno, ma ama soprattutto scrivere.
Pubblica nel 2011 l’ebook “Il paese degli aghi di pino” con l’editore CoreBook di Perugia, ispirato ai lavori di Matilde Serao. Nel 2013, sempre con l’editore CoreBook, pubblica un altro romanzo d’ambientazione storica “L’inverno e la primavera”. La sua prima pubblicazione cartacea arriva nel 2014 con Edizioni Arpeggio Libero che pubblica “Canta per me” e a Novembre dello stesso anno un romanzo fantasy “Tersa”.
Nel 2015 pubblica “Cattivi Pensieri” con l’editore Lettere Animate.
Collabora con il blog In Nomine Artis – Il ritrovo degli artisti, l’Associazione Licenza Poetica e il sito letterario Cultura al femminile. Nel 2016 era finalista con un romanzo storico al torneo IoScrittore.
Pubblica da self i romanzi Alma do sol, Il segreto degli aghi di pino, Il Chrismon e gli angeli caduti, Fiori d’inverno. Battiti.

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Buona lettura!
Naty&Julie ❤

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Presentazione di: “Red Nose: Le ragioni dei personaggi” di Germano Capurri

Buonngiorno Notters!
Il prossimo libro che vi presentiamo è un romanzo storico di formazione dello scrittore  Germano Capurri.

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TITOLO: Red Nose: Le ragioni dei personaggi

AUTORE: Germano Capurri
EDITORE: Self-Publishing
DATA PUBBLICAZIONE: 12 dicembre 2016
GENERE: storico di formazione
FORMATO: epub
PAGINE: 306
PREZZO: € 4,99
SINOSSI
Nell’epoca della disaffezione tre storie si intrecciano, apparentemente slegate, ma tutte destinate a un unico epilogo: uno scrittore stressato dalla volontà dei protagonisti da lui inventati di emergere e raccontare la storia da soli; eventi della storia d’Italia dal secondo dopoguerra ai giorni nostri; la storia di un uomo che percorre le due precedenti.
L’autore è soverchiato dalla volontà di raccontarsi da sé dei suoi personaggi, che invadono la sua testa, sovrascrivendo i suoi pensieri, fino a quando questi non decide di cedere alla loro volontà imponendogli di scriversela. I personaggi, in un primo momento sconvolti, accettano la sfida e cominciano a raccontare quanto loro accaduto, saltando tempi e presenze e creando una suggestiva atmosfera in cui si accavallano vivi e morti, fatti di oggi e di ieri, attraversati da eventi accaduti nell’arco degli anni che i protagonisti raccontano.
Ciascun personaggio, raccontandosi, non può fare a meno di rendersi conto che gli eventi della Storia hanno condizionato, in qualche modo, la vita di ciascuno e, particolarmente la vita di Ignazio, la cui vicenda coinvolge tutti ed è determinata dalla strage di Piazza Fontana, punto centrale della fine di un sogno appena iniziato nella mente di tutti, presenti e assenti all’evento.
Nel frattempo, tra considerazioni e riflessioni sul “chi essere” e sul “che fare”, un omicidio efferato sconvolge la tranquillità di una comunità del 2013, ignara di quanto accaduto, delle ragioni dell’omicidio, delle ragioni che porteranno a considerare questo ultimo evento come la tragica continuazione della bomba, quasi fosse una reazione all’esplosione nucleare di Chernobyl.
È il dramma di una generazione che non ha potuto avere figli “ideali” ma solo aborti e il tragico destino di essere considerata la “generazione mostro”, “la generazione perduta” che ha perduto anche il futuro dei propri figli carnali.
A questa condanna i personaggi, insieme all’autore, non vogliono rassegnarsi, convinti di aver consegnato al mondo una ben più positiva eredità.

PREFAZIONE DI LAMBOSTON

Si attraversano eventi della nostra storia dal 1948 al 2014. A persone vere che hanno determinato fatti “veri” si affiancano personaggi che prendono il sopravvento sulle sue intenzioni, per narrare fatti scritti e eventi collaterali che svelano quale sia stata la portata della Storia sulle singole vicende di personaggi, ma anche di persone vere. Con un po’ di immaginazione, o forse semplicemente di trasposizione, i personaggi spiegano come una bomba, esplosa all’interno di una banca a Piazza Fontana nel 1969, abbia ucciso nel 2013 una ragazzina innocente, che ha subito, incosciente, la violenza di quel gesto vigliacco. Ma questo accade anche in qualunque altra contrada del mondo: capita spesso mi sembra anche a New York.
Il personaggio principale di questa storia si chiama Red Nose, investigatore privato che, mascherato da pagliaccio, con naso rosso posticcio, farfalla e bombetta gira…

L’AUTORE: GERMANO CAPURRI
Mi chiamo Germano Capurri, sono un abruzzese nato nel 1957, un anno che mi porta ad essere parte di “una generazione in una generazione”, vinta, sconfitta ma presente e fiera. Nella mia vita ho fatto molti lavori ma cullando un’unica grande passione: scrivere.
Ho una splendida famiglia composta da moglie, cinque figli, tre nipotini!
Ho voglia di comunicare l’incontro continuo con la vita ed i suoi accadimenti, i miei pensieri quasi “passando il tempo a scrivere e riscrivere sempre lo stesso romanzo” (ignazio silone), che è quello della vita.
Ho auto-pubblicato un libro di poesie nel 2007, per il gusto di celebrare i miei primi 50 anni, ma non l’ho messo neanche in vendita.
Successivamente ho scritto il mio primo romanzo (mai pubblicato, ne ho fatto un e-book da solo) ed è il primo incontro con i personaggi che poi popoleranno il secondo romanzo che è quello che propongo.
Il mio alter ego, che vive con me tutte le avventure, si chiama lamboston; è una entità che c’è, c’è sempre stata, sempre ci sarà; vive nell’io di tanti, nel volto di alcuni, partecipa “presente-assente” gli umori della vita, del “già e non ancora”, di quanto è stato e sarà.
Lo puoi incontrare nel cuore di un bambino, negli occhi di una donna, nella saggia misericordia di un anziano e saggio cafone o di un barbone, ma sempre e comunque “nel fiero sguardo della TIGRE”!!
Non è facile incontrarlo, vederlo, ma c’è, è in te, è quello che ti interroga ogni giorno sul tuo essere e sul tuo pensiero, se non lo conosci devi cercarlo dentro te e, vedrai, lo troverai, magari su quella “verde isola fatta di soli amici” (Luigi Tenco)

I CONTATTI DELL’AUTORE

Mail: germano.capurri@gmail.com / lamboston@gmail.com
Sito web: https://www.lamboston.org


Buona lettura!
Naty&Julie 🙂

Presentazione di: “La gran Dama” di Pitti Duchamp

Notters, oggi vi presentiamo il libro di esordi di  Pitti Duchamp: La gran Dama. Uno storico, ambientato nella nostra Italia, dell’800. Seguiteci per leggere la trama e qualche estratto 😉

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TITOLO: La gran dama
AUTORE: Pitti Duchamp
EDITORE: Self – Publishing
DATA PUBBLICAZIONE: 5 Novembre 2017
GENERE: Romance storico
FORMATO: Kindle
PREZZO: € 2,99 (Gratis con KU)

 

SINOSSI

Matilde è una sedicenne figlia di un ricco armatore piemontese. E’ orfana di madre e suo padre l’ha fatta studiare nelle migliori scuole europee, è colta, intelligente, brillante, dolcissima e soprattutto bellissima. Al ballo d’estate al palazzo dei Savoia Matilde incontra il conte Gherardo Ostriani e con l’entusiasmo di una sedicenne se ne innamora all’istante. Lui è già un uomo fatto ed ha appena concluso una breve relazione con la marchesina Virginia Oldoini, futura contessa di Castiglione. E’ bello, ammirato, potente ed invischiato nella politica del Regno di Sardegna, piccolo regno con grandi ambizioni. Il suo scopo, preseguito insieme al primo ministro conte di Cavour, è quello di portare la Francia al fianco del Piemonte contro l’Austria per tentare la riunificazione prima del nord Italia e poi dell’Italia intera. Gherardo pur affascinato dalla bella ragazza non la ricerca, troppo preso da se stesso e dalla sua vita. Tre anni dopo Matilde, ancora innamorata e sbocciata in splendida ragazza, rivede l’oggetto dei suoi sogni allo stesso ballo di tre anni prima e viene scelta dalla nonna del conte, la contessa d’acciaio, per essere sua moglie. Gherardo è prima restio al matrimonio e poi la dolcezza e la bellezza di Matilde lo travolgono e capitola in un amore intenso e possessivo. I due si sposano e dopo il matrimonio gli impegni di Gherardo porteranno la coppia alla corte di Francia dove lui sarà preda del risentimento della Castiglione, inviata in Francia con il compito di accattivarsi le simpatie dell’imperatore, e Matilde sarà oggetto dei desideri dell’imperatore stesso. La gelosia rischierà di distruggere il loro matrimonio ma l’amore di Matilde, la sua innata lealtà e la complicità che si è stabilita tra di loro li porterà non solo a far trionfare la loro felicità, ma anche e soprattutto a portare a termine il difficile compito politico di cui Gherardo è stato incaricato.

ESTRATTI

Prologo, Lunigiana (La Spezia)/ Torino 1851
 

La camera era illuminata soltanto dal fuoco scoppiettante, il padiglione di caccia dei conti Ostriani era confortevole ed immerso in una natura selvaggia ed indomita. Gherardo sfoggiava con naturalezza tutta la sua mascolinità rimanendo nudo appoggiato al vetro della grande porta finestra. Al di là del vetro il pallido sole invernale delle colline lunigiane irradiava timidi raggi illuminando la boscaglia. Virginia si stiracchiò appagata da sotto le coperte. Il magnifico corpo della giovane era una tentazione troppo invitante ma dopo qualche mese la relazione con la marchesina Oldoini lo stava annoiando. La sua bellezza perfetta non era pari alla sua passionalità sotto le coperte e Gherardo era stufo di mirare e rimirare e ripetere complimenti a iosa.

“Cosa fai al freddo? Non vuoi scaldarti qui con me?”

“Devo andare Virginia”

“E dove?”

“Devo tornare a Torino, questa settimana c’è un evento al palazzo reale e non posso esimermi dal  partecipare ma prima voglio darti un regalo”

“Da una tasca del soprabito tirò fuori un astuccio di legno rettangolare squisitamente intagliato. Già la scatola era un’opera d’arte. Gli occhi di Virginia scintillarono avidi e le sue mani scesero lentamente ad aprire la scatola pregustando il piacere di toccare quello che sembrava essere un gioiello.

Non si era sbagliata: il velluto con cui era foderata la scatola avvolgeva uno splendido braccialetto composto da quattro fili di perle rosa chiusi da un fermaglio incrostato di diamanti. Era un dono troppo prezioso per essere un regalo “normale”.

“Sembra quasi un regalo d’addio” fece lei sospettosa

“Partirò per la Francia, ho degli impegni e dei contatti da mantenere, può darsi che stia via qualche mese”

“Perché non chiedi la mia mano a mio padre? Vuol farmi sposare il conte di Castiglione… preferirei te” Gli disse maliziosa sorridendo e lentamente lasciò che le coperte le scivolassero addosso per lasciarla completamente nuda.

“Sono troppo giovane per sposarmi Virginia. Verasis ti adora, diventerai la contessa di Castiglione e lui ti vizierà in ogni modo. Non mi sembra un brutto futuro”

“Tu non mi ami?”

“Perché mi fai queste domande? Non ho mai parlato di amore… sei così bella… è impossibile non volerti ma l’amore… Virginia… “ sembrava quasi imbarazzato. Lui, il conte Ostriani non si sarebbe legato con quella ragazza per quanto bellissima potesse essere, non la amava, in fondo era stata una conquista veramente troppo facile e lui era annoiato dalle cose facili. Virginia si agganciò il prezioso bracciale poi con apparente calma si vestì mentre anche Gherardo si ricomponeva.Quando entrambi furono pronti per uscire lei lo apostrofò con lo splendido viso che grondava astio “Sono vendicativa Gherardo, e tu mi stai gettando come una scarpa vecchia” “Suvvia amor mio, non prendertela, non sarei un gran che come marito, Verasis è ricchissimo ed innamorato, ti aprirà le porte della corte piemontese, è quello che vorresti anche sposando me” poi le voltò le spalle ed uscì dalla stanza, dal padiglione, dalla sua vita.

 Il primo incontro

Era la prima volta che Matilde partecipava ad  un ballo a corte. Aveva  preso lezioni di ballo appositamente per l’occasione, non avrebbe sbagliato ed avrebbe reso suo padre fiero di lei, il suo dolce, burbero, apprensivo e magnifico padre. Non vantava un titolo nobiliare era figlia di un ricco industriale e soprattutto era una delle fanciulle più graziose di Torino. Una splendida moretta ancora un po’ acerba con i suoi sedici anni, aveva un volto antico, da statua, armonico: la fronte alta alla greca, sopracciglia eleganti e ben disegnate, ciglia lunghissime e folte, occhi grandi e marroni da cerbiatta  bocca ben formata ed uno splendido naso alla francese, denti bianchissimi ed un personale già ben formato. L’abito turchese cucito dalla modista per la serata era rifinito con pizzo francese fissato sul corpetto e sulla gonna con il risultato che la pelle bianca delle spalle e del petto si intravedeva dai trafori del pizzo in un vedo non vedo audace ed incantevole. Matilde si sentiva bella e sicura, emozionata. Non vedeva l’ora di essere presentata alle loro maestà ed a tutti quei nomi e titoli altisonanti di cui sentiva sempre discorrere suo padre. Fu una serata magnifica: si accorse che molte dame la guardavano storcendo il naso, forse infastidite dalla mancanza di un titolo nobiliare davanti al suo pur rispettabile cognome oppure rose dall’invidia per la sua fresca bellezza che spiccava su tutta la nobiltà. Non era comunque tipo da farsi intimidire ed era decisa a godersi ogni istante della serata, il suo libretto delle danze si riempì velocemente dei nomi dei rampolli delle famiglie più illustri.Le sale erano magnifiche e sontuose, illuminate a giorno e decorate con affreschi e splendidi arazzi, i lampadari della sala da ballo scaldavano l’aria illuminando le colonne barocche, i soffitti a cassettone decorati con figure nude e vestite, tutto sapeva di sogno, sembrava così lontana la vita nei collegi da quello sfolgorio di cotillon, sete e gioielli. Le porta finestre erano spalancate nel tentativo di rinfrescare l’aria soffocante della sala affollata. Nonostante il caldo e la mancanza di ossigeno Matilde rideva e danzava e si lasciava guardare dagli occhi incantati di uomini e donne mentre suo padre la osservava da lontano orgoglioso. La sua unica figlia era il suo tesoro più prezioso e anche se l’esposizione della sua bellezza non gli faceva piacere, ammetteva che queste occasioni erano il modo più efficace per trovare un degno genero ed un consorte che rendesse sua figlia felice. Volteggiando nella grande sala del palazzo reale Matilde notò un giovane molto bello, avrà avuto almeno dieci anni più di lei giudicò,  era circondato da un gruppo di ragazze in sontuosi abiti.

AUTORE: PITTI DUCHAMP

Pitti Duchamp vive nelle campagne fiorentine, ha due bellissimi figli ed un marito amatissimo. Dopo la maturità classica e la laurea in scienze politiche comincia un percorso lavorativo nel mondo della comunicazione e del marketing prima come pr in un’agenzia poi come agente pubblicitario. La nascita del secondo bambino la porta ad aprire una parentesi familiare in cui riscopre la passione della scrittura e la voglia di approfondire la storia di un paese, l’Italia, che deve essere riscoperta e diffusa per alimentare un’unità popolare ormai un po’ dimenticata.

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Naty&Julie ❤

Recensione di: “Lenita” di J. Ribeiro e A. Speranza

Buongiorno Notters!
Oggi vi racconto un romanzo storico che mi ha fatta viaggiare fino in Brasile, tra i colori caldi di una natura incontaminata e un profumo ineguagliabile di caffè.
Sto parlando di “Lenita” di J. Ribeiro e A. Speranza. 

Venite a scoprirne di più! 😉

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Lenita

TITOLO: Lenita
AUTORI: J. Ribeiro e A. Speranza
EDITORE: Self-Publishing
DATA PUBBLICAZIONE: 22 giugno 2016
GENERE: Storico
PAGINE: 99
FORMATO: eBook
PREZZO: 0,99€

SINOSSI

Tradotto per la prima volta in italiano, questo romanzo di Júlio Ribeiro fu pubblicato nel 1888 con il titolo “A Carne”. Provocò scandalo e scalpore tra le famiglie tradizionaliste brasiliane per aver affrontato temi fino a quel momento ignorati nella letteratura, come il divorzio, l’amore libero e il nuovo ruolo della donna nella società.
È stato uno dei libri più discussi e popolari del paese per aver sbalordito una società che vedeva ancora la donna come un essere passivo e inferiore all’uomo, e a molte giovani è stato proibito di leggere l’opera.
Contrario a tutte le convenzioni sociali dell’epoca, l’autore brasiliano osa far conoscere al pubblico una protagonista indipendente, molto colta, con intensi desideri sessuali e che si dichiara a un uomo non per amore ma per desiderio carnale. Diversa dalle eroine tipiche dei romanzi borghesi, vergini intoccabili, caste e sottomesse, Lenita è decisa, ostinata e sensuale.
“L’oscenità” della trama può sembrare puerile agli occhi del lettore di oggi ed evidenzia la notevole trasformazione comportamentale trascorsa in poco più di un secolo.

Il libro racconta la storia di Lenita, una bella ragazza di ventidue anni estremamente colta. Per cercare di superare la morte di suo padre, Lenita si trasferisce alla fattoria di un vecchio amico di famiglia, il colonnello Barbosa. Conosce il figlio, Manuel Barbosa, un uomo maturo e divorziato. La grande amicizia che nasce tra i due si trasforma poco a poco in ardente passione, creando un forte conflitto tra i desideri carnali e i comportamenti morali.
La storia è ambientata in Brasile in un’immensa fattoria circondata da piantagioni di caffè e di canne da zucchero. Gli schiavi sono i personaggi secondari di questa storia svolta poco prima dell’abolizione della schiavitù.


RECENSIONE

Ci sono storie che, con le mille vicende e le innumerevoli avventure, appassionano il lettore più dei protagonisti stessi.
Poi ci sono protagonisti, invece, talmente forti e talmente “presenti” da arricchire incredibilmente le storie. E il lettore non avrà più bisogno di imprese straordinarie e contorni sbalorditivi per rimanere attratto è colpito da un libro, no.
Avrà bisogno di quel personaggio, di quelle caratteristiche, di quei pensieri per entrare veramente nel suo mondo.
E questo è esattamente il caso di “Lenita”.

unnamedLenita è una ragazza cresciuta in modo strano rispetto alle sue coetanee che, obbligate ad assumere i “modi da signora” che prevedono il non mostrare mai le caviglie, o il salutare in maniera poco concitata, o il parlare in un certo modo e prendere il the al pomeriggio, vivono nella loro preziosa bolla fatta di oppressione e finzione.
Lenita, invece, ha vissuto tra i libri, imparando a leggere e scrivere, imparando lingue diverse, imparando a conoscere il mondo che la circonda, a conoscerlo veramente. E a lei non interessa non mostrare le caviglie, prendere il the del pomeriggio o salutare con un inchino.

No, perché lei è quella che si tuffa nuda nel fiume non appena ci si imbatte, è quella che corre incontro a suo padre per salutarlo dopo un lungo viaggio e gli salta addosso rischiando anche di staccargli il collo per la forza del suo abbraccio.
Perché Lenita è semplicemente viva, pura è vera.
È una ragazza che non sa fingere, che non sa essere una persona che non è, e questo è sia il suo più grande pregio che il suo più grande difetto. Perché quando suo padre la lascerà, quando suo padre non ci sarà più, sarà costretta ad essere la vera se stessa con altre persone, sarà costretta a farle abituare al suo essere così diversa.
Sarà costretta a stravolgere la sua vita è quella di un altra famiglia, la famiglia Barbosa. 

” Per Lenita l’isolamento alla fattoria fu orribile, peggio che restare in città.

[...] Lenita mangiava quasi sempre da sola nella grandissima veranda. Dopo il pranzo o la cena andava a parlare con il colonnello e compiva sforzi incredibili per farsi sentire dalla moglie che, passiva e sorridente, avvicinava la mano all’orecchio per cogliere le parole. Tale situazione stancava la ragazza che ritirava presto nella sua stanza a leggere, cercando di distrarsi.

[…] Era un inferno.”

Lenita si trova in un mondo a lei sconosciuto, fatto di semplicità e di genuinità, dove terra e caffè regnano sovrani.
Avrà a che fare con persone che non conosce e che non sanno niente di lei nonostante siano amici di famiglia, ma che l’accolgono da subito come fosse una seconda figlia.
Avrà a che fare con le stranezze di una servitù ambigua, dove si nasconde una personalità perversa e brutale, da cui tutti dovranno difendersi.

Ma niente spaventa Lenita, niente la incuriosisce come lui, come Manuel Barbunnamed-1osa.
Manuel è il figlio del colonnello presso cui vive Lenita; costantemente in viaggio e impegnato nei suoi affari, nel primo periodo di vita a
casa Barbosa, Lenita si è sempre limitata a sentir parlare di Manuel e, di conseguenza, ad immaginarlo.
Se lo immaginava in mille modi diversi, in modi pochi consoni ad una donna come lei ma ormai lo sappiamo, Lenita è una donna speciale.
Tanta è la curiosità di conoscerlo, che nella sua mente l’immagine inventata di Manuel Barbosa prende vita oramai tutti i giorni, in tutti i momenti, a tutte le ore…

“Lo immaginava un uomo virile, dato che non era giovane ma neanche vecchio: lo raffigurava forte e atletico come il Torso del Belvedere. Pensava avesse occhi neri, imperiosi, profondi e dominatori. Lenita desiderava sentire al più presto la notizia del suo arrivo.”

E poi, finalmente succede.
Finalmente la notizia che Lenita aspettava da tempo: finalmente Manuel torna.
Si troverà faccia a faccia con lui, con l’uomo che si è sempre immaginata fino a quel momento, con l’uomo con cui ha sognato di fare lunghi discorsi sulla letteratura, sulla geografia, magari anche in un’altra lingua.
Perché di una cosa era certa, almeno: la passione per i libri, per il sapere, li accomunava ancor prima di conoscersi.
E quando Lenita si imbatte in Manuel, nel suo sguardo stanco, nel suo viso pallido, nei suoi capelli umidi e incollati alla fronte, Lenita non può credere ai suoi occhi.

“Lenita si ritirò nella sua stanza, sbattè le finestre e non volle cenare, rispondendo quasi con durezza al colonnello che insisteva per farla venire a tavola a mangiare un’ala di pollo, una fetta di prosciutto o quantomeno un dolce. Strappò dal petto, con violenza, le due belle rose e le lanciò per terra, calpestandole. Si SONY DSCspogliò furibonda, strappando i bottoni e rompendo i gancetti. Con un movimento veloce delle gambe, fece volare lontano le scarpe. Si buttò sul letto, si rannicchiò, si morse le braccia e iniziò a piangere in modo convulso. Pianse e singhiozzò per molto tempo, poi si calmò. Iniziò a riflettere. Aveva progettato un ideale, lo aveva plasmato e lo aveva animato e all’improvviso s’imponeva la realtà tremendamente prosaica, bestialmente banale.”

È arrabbiata, delusa, ferita. Lo è con Manuel, per non essere come si aspettava.
Ma più di tutti, lo è con se stessa, per aver permesso alla sua immaginazione di prendersi gioco di lei.
Riuscirà ad affezionarsi lo stesso al nostro Manuel, un uomo affascinante a modo suo, galante ed estremamente colto?
Le loro personalità riusciranno ad andare oltre il primo impatto, oltre al primo incontro?
E soprattutto, se dovesse succedere, riusciranno poi a fare a meno l’uno dell’altro?
Ah beh certo, ancora non ve l’ho detto ma  il cuore di Manuel potrebbe non essere libero…

“Lenita” è un libro particolare, a tratti difficile da leggere e da interpretare.
La storia è semplice, quel che rende speciale questo libro, a mio avviso, è proprio al protagonista.
Il suo essere così “modernizzata” in una società antica e ottusa, la rende estremamente interessante agli occhi del lettore che si imbatte in questa storia oggi. È curioso pensare che sia una storia scritta nel 1888 e ritrovare tante similitudini, invece, coi giorni nostri.
Ecco perché mi piace pensare che questo libro sia uno storico/contemporaneo, che traduce il presente nel passato.
Questo aspetto, è sicuramente quello che maggiormente ho apprezzato in questo libro e quello che, sicuramente, cattura e travolge il lettore.
È un libro che consiglio sicuramente agli amanti degli storici e delle storie intriganti, quelle non semplici, quelle dolorose, quelle che lasciano l’amaro in bocca. 

Un finale sorprendente e per nulla scontato fa, infatti, da contorno alla storia di Lenita, una storia che, alla fine, fa arrabbiare ma che rimane sicuramente impressa nella mente. 

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Il mio giudizio:

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Presentazione di: “La mia signora” di Karen Waves

Ciao Notters e bentrovati!
Torniamo a parlarvi dell’amica Karen Waves che pubblicherà, il prossimo 18 Novembre, una nuova novella storica.
Seguiteci! 😉

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TITOLO: “La mia signora”
AUTRICE: Karen Waves
EDITORE: Self-Publishing
DATA PUBBLICAZIONE: 18 novembre 2016
GENERE: storico
FORMATO: eBook
PAGINE: 90 circa
PREZZO: € 0,99 prezzo speciale per la prevendita- € 1,99 prezzo normale
LINK PER L’ACQUISTO: QUI

 

 

SINOSSI

“Chiama il mio nome con dolcezza, ma potrebbe essere quello di chiunque altra.”

Matilda ha solo diciassette anni quando è costretta dal padre a sposare un cavaliere di cui non conosce né volto né nome. Sa di non avere scelta, perché è una donna e di nobile casato, ma mentre viaggia a bordo del carro che la conduce alla nuova dimora decide che gli resisterà il più a lungo possibile.

Per Corrado il matrimonio è la ricompensa per i servizi resi al suo signore Ademaro delle Querce. Grazie alla dote riuscirà a bonificare la palude, ricostruire il ponte e, forse, potrà permettersi un nuovo destriero. Da ragazzo immaginava di sposare una fanciulla di cui poter sognare durante il fidanzamento, non una sconosciuta, e quando vede la figlia degli Zecca per la prima volta vorrebbe che fosse come la dama di un poema cavalleresco, innocente e bisognosa della sua protezione.

Invece Matilda, anche se giovane, è selvatica e combattiva, e non ha alcuna intenzione di cedere alle lusinghe del marito senza combattere.

Sopravvivranno i due giovani sposi all’attrazione violenta che provano senza esserne consumati? E tra ansie roventi e sogni infranti, lo strano sentimento che li unisce potrà mai diventare amore?

ESTRATTO

Matilda, pensò Corrado, ripetendo il nome nella mente, dandogli forma. Assaggiandolo, sapendo che l’avrebbe pronunciato per il resto della vita.

Matilda: indugiando silenziosamente con le labbra sulla m piena, la prima a aperta, il suono che si chiudeva nella strettezza della t e la i.

Matilda: se fossero stati in un poema cavalleresco avrebbe potuto sognare di lei, portare quel nome con sé immaginando la donna che vi rispondeva, saggiarlo come una nuova, sconosciuta creatura. Si ricordò il ragazzo che era stato, i sogni vaghi di una dama il cui fazzoletto voleva legarsi al braccio. Un ragazzo selvatico, che si aggirava per i canneti durante gli intervalli tra le lunghe ore di addestramento per divenire un cavaliere.

A quel ragazzo sarebbe piaciuto sapere che un giorno la sua dama sarebbe giunta. Avrebbe amato di meno non avere tempo per sognarla, per prepararsi a incontrarla di persona.

L’AUTRICE: KAREN WAVES

Karen Waves è nata a Vicenza, ma vive a Padova dove studia lingue moderne all’Università.

Nella vita reale è accompagnata da un fidanzato paziente e un gatto assassino, mentre in quella immaginaria da un potatore coreano e la sua simpatica “morosa” veneta, i protagonisti de Le cesoie di Busan, Bad girl e Il titolista di Bassano.

La mia signora è la sua quarta pubblicazione nel 2016, una novella storica ambientata nell’Italia del XII secolo.

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In bocca al lupo Karen e a voi, nostri cari Notters, non resta che augurare una splendida lettura!

Naty&Julie ❤

BookBlog Tour: “Il Barone dell’Alba” di Stefano Valente

Buongiorno Notters!
Eccoci qui felici ed onorate di aprire il BLOG TOUR di “Il Barone del’Alba” di Stefano Valente che si svolgerà dal 10 al 14 Ottobre 2016.

Oggi vi terremo compagnia con la prima tappa ma ce ne saranno altre quattro!
Cinque tappe ricche di curiosità quindi mi raccomando, non perdetevene nemmeno una eh!? 🙂

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LE TAPPE

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IL ROMANZO

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TITOLO: Il Barone dell’Alba
AUTORE: Stefano Valente
GENERE: Narrativa
EDITORE: Graphofeel Edizioni
DATA PUBBLICAZIONE: 20 maggio 2016
PAGINE: 333
FORMATO: Cartaceo
PREZZO: 14,00€

 

SINOSSI

La fine del ’700: il Grand Tour del giovane barone borbonico Francesco Antonio si trasforma in una rocambolesca sequenza di avventure cui fanno da sfondo l’Italia e il Mediterraneo, la Sicilia e Malta, fino all’Egitto delle antichissime divinità teriomorfe e dei loro orripilanti misteri.
Sulle tracce di un enigmatico ritratto di donna il barone di Santamaria di Calòria percorrerà i mari e gli Stati, in compagnia di preti avventurieri e bestemmiatori, di sbirri negromanti dall’ambigua bellezza, braccato dai sicari della Chiesa e dalle spie dell’Inquisizione. Rapimenti, duelli, le prime esperienze dei sensi. Dalle sabbie del deserto africano al ritorno nella città dorata dove ogni cosa ha avuto inizio, la Storia si fonde con l’Immaginario. Le lingue, le parlate e i dialetti si amalgamano nella narrazione in cui sfilano tableaux ricchissimi e vivaci di luoghi, comparse e personaggi mai del tutto decifrabili, ciascuno col proprio insospettabile segreto. E soprattutto scorre davanti ai nostri occhi il racconto della Notte che incalza invano il Mattino e le sue rivelazioni: poiché sa che, quando infine li avrà raggiunti, non sarà in grado di riconoscerli. Verità e Finzione, Ragione e Follia, Voce e Silenzio, si danno convegno per raccontare una vita.


Era il 20 Maggio quando Notting Hill Books recensiva per voi questa intrigante storia, ve lo ricordate vero? E voi che ne pensate? Vi va di raccontarcelo?

La nostra Edna ne parla così…

“Questo libro non racconta un’avventura… Lo è.
È un viaggio nelle realtà italiane, tanto belle quanto maledettamente ottuse.
È un viaggio nell’affascinante e misterioso Egitto, coi suoi complicati geroglifici e con la curiosa cultura che lo contraddistingue.
È un viaggio di anime, più che di persone, che non scoprano solo luoghi nuovi ma bensì realtà nuove.
È un viaggio difficile da intraprendere, a tratti tortuoso, che un lettore attento può affrontare.

Il linguaggio ricercato rende la lettura affascinante anche se leggermente impegnativa, ma Stefano è riuscito ad intrecciare in maniera intelligente il modo di raccontare settecentesco con quello dei nostri giorni modernizzando a tratti la lettura.

Un libro che incuriosisce e che, chi ama il genere, non può lasciarsi scappare!😉

La recensione completa è disponibile qui:
https://nottinghillbooks.com/2016/05/20/recensione-di-il-barone-dellalba-di-stefano-valente/

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QUATTRO CHIACCHIERE CON STEFANO VALENTE

 

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1. Stefano, da cosa deriva la tua scelta di utilizzare documenti storici e farne poi un libro, una storia da raccontare al pubblico? Cosa ti ha portato a questa decisione?

Il Barone dell’Alba è in realtà un libro nel libro, l’invenzione di un manoscritto settecentesco all’interno di un’indagine archivistica: per certi versi lo si potrebbe anche definire un “bibliothriller”. Di vero ci sono soltanto le ambientazioni e i riferimenti agli anni in cui i fatti – le peripezie del giovane barone Francesco Antonio di Santamaria – prendono vita. Sono felice che il mio “inganno”, costruito su studi documentari e letterari settecenteschi, sia riuscito in pieno. Volevo che il lettore credesse fino in fondo all’avventura senza respiro de Il Barone dell’Alba…

2. Diversi passaggi del racconto sono scritti in dialetto; a questo proposito, hai avuto difficoltà con la loro traduzione? Come hai lavorato su questi passaggi?

Tutto Il Barone dell’Alba si regge sulla veridicità della trama narrativa. Per questo scopo mi era necessario architettare idiomi e parlate – quelli del protagonista e degli altri personaggi – assolutamente “plausibili”. Un lavoro non facile, certo (mi sono dovuto basare, fra l’altro, su epistolari e atti mercantili del XVIII secolo), ma la mia formazione e i miei studi di linguistica, storia della lingua e dialettologia sono stati preziosi. A un secondo livello, poi, ho lavorato con le varie voci del libro per allestire uno scenario il più ricco e multicolore possibile. Per avvicinarmi alla dimensione “teatrale” e multiforme tanto tipica del Settecento, secolo in cui di fatto non esisteva ancora un italiano “stabilizzato”, e il Mediterraneo risuonava di parlate esotiche d’ogni tipo.

3. Il racconto è ambientato in luoghi molto diversi tra loro come l’Italia, la Francia e l’Egitto. In ciascuno di questi Paesi hai raccontato delle loro rivoluzioni, delle vicende che hanno segnato la storia. Come hai unito la storia di Francesco con quella “reale”, quella che ritroviamo nei libri? Hai incontrato mai qualche ostacolo da questo punto di vista?

Scrivere è per me anche giocare con la Storia, fare un po’ l’equilibrista fra realtà – il dato reale, la cronaca attestata – e invenzione narrativa pura. È questo che innesca la scintilla della curiosità in buona parte dei lettori: trovare una risposta a tanti risvolti degli accadimenti, così come sono riportati ufficialmente, attraverso le vicissitudini di personaggi “possibili”. In questo modo il barone Francesco Antonio di Santamaria di Calòria, le sue Alterne venture e tutte le figure in cui s’imbatte prendono posto nell’“altra” Storia – quella che non appare nei testi scolastici.

4. Francesco è un personaggio bizzarro sì, ma anche forte, coraggioso e intelligente. Oltre ai documenti storici che hai utilizzato per scrivere il libro, ti sei ispirato a qualcuno per raccontare di Francesco?

Mi viene da dire: a me stesso. E a ognuno di noi. Perché il protagonista de Il Barone dell’Alba racchiude in sé le luci e le ombre di ciascun essere umano: le sue miserie e la sua ricchezza, i tormenti e le certezze, la ragionevolezza e la follia. E lotta incessante che combattiamo tutti nelle diverse fasi della vita: fra l’odio e il voler amare. E il poter amare. Per questo l’odissea di Francesco Antonio, il Barone dell’Alba, ci rappresenta tutti. È un eroe vero, vulnerabile e esitante, eppure forte della forza più straordinaria, e dolorosa: quella che ci spinge ogni giorno a domandarci chi siamo veramente. E cosa siamo diventati…

5. E per finire, una curiosità: il tuo è sicuramente un libro interessante, una lettura importante e impegnativa. Hai mai avuto il timore di uno riscontro negativo con il pubblico?

Naturalmente. Quale scrittore non ne ha? Spero che Il Barone dell’Alba incontri il favore dei lettori. In piena umiltà – l’umiltà che, credo, deve essere la prima prerogativa di un autore. L’ultima parola va sempre ai lettori. E li ringrazio fin d’ora se sceglieranno di passare il loro tempo, e viaggiare col pensiero e il cuore, sulle pagine de Il Barone dell’Alba…

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MA LE SORPRESE NON SONO FINITE! 

ALLA NOSTRA TAPPA DEL BLOG TOUR SARA’ COLLEGATO DALLE ORE 10:30 FINO ALLE ORE 21:30 UN FLASH GIVEAWAY CHE VEDE IN PALIO UNA COPIA CARTACEA DI “IL BARONE DELL’ALBA”!
Clicca qui per partecipare al giveaway!

Vi aspettiamo!
Naty&Julie ❤

 

Presentazione di:” La Strada della libertà” di Chiara Mineo

Ciao Notters!
Non potevamo non ricordarvi che oggi, 26 Agosto, è ufficialmente online il nuovo romanzo di Chiara Mineo: “La Strada della libertà” edito da Rizzoli per la collana YouFeel.

Un’autrice giovanissima, in grado di toccare i cuori i più duri e di strappare lacrime amare, accompagnata da una grande casa editrice.
Cosa aspettate a scoprirne il risultato? 🙂

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TITOLO: La Strada della libertà
AUTRICE: Chiara Mineo
EDITORE: Rizzoli
COLLANA: YouFeel – MOOD: emozionante
DAT PUBBLICAZIONE: 26 Agosto 2016
FORMATO: eBook
GENERE: storico/sentimentale
PAGINE: 132
PREZZO: € 2,99
LINK PER L’ACQUISTO: QUI

 

SINOSSI

Ogni uomo, nero o bianco, aveva qualcosa in comune con l’altro: il sogno.

Era il 1619 quando i primi trenta schiavi neri arrivarono in Virginia. Uomini, ma agli occhi dei bianchi soltanto bestie. Marchiati con il nome di servitori in debito. Sole, nata nella terra di mezzo di questa scacchiera dove la battaglia ancora si combatte, è una delle tante schiave della famiglia Forester. Ha gli occhi verdi e la pelle più chiara degli altri, ma la goccia di sangue bianco che i suoi colori rivelano non basta a darle la libertà. Un giorno nella tenuta, fra i campi di cotone, ritorna Will, il primogenito dei Forester. Will ha già incontrato Sole in un passato lontano, e rivederla adesso che è diventata una giovane, splendida donna, accende in lui un desiderio mai provato prima. Che sconvolgerà la vita di entrambi. Sole dovrà ribellarsi alla società per vivere il suo amore, per non soffocare sotto l’ipocrisia del suo stesso popolo. Per dimostrare agli schiavi che la strada della libertà esiste.

Mood: Emozionante – Youfeel è un universo di romanzi digital only da leggere dove vuoi, quando vuoi, scegliendo in base al tuo stato d’animo il mood che fa per te: Romantico, Ironico, Erotico ed Emozionante.

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Non dimenticatevi di acquistare questa nuova ed emozionante storia!
Buona lettura!

Naty&Julie ❤

Recensione di: “Il serpente e la colomba” di Lucia Guazzoni

Ehi Notters!
Eccomi di nuovo qui con voi a raccontarvi l’altra mia lettura della settimana, “Il Serpente e La Colomba” di Lucia Guazzoni.
Un libro ambientato nella meravigliosa India tutto da scoprire!
Perché?
Leggete qui! 😉

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TITOLO: Il Serpente e La Colomba
AUTRICE: Lucia Guazzoni
GENERE: Narrativa
EDITORE: Santi Editore
DATA PUBBLICAZIONE: 01 marzo 2016
PAGINE: 271
FORMATO: ebook
PREZZO: € 2,49

 

 

SINOSSI

La giovanissima Amanda sposa Lord Radcliffe per salvare la sua famiglia dalla bancarotta e lo segue in India, dove l’uomo ha piantagioni di tè e terre. Schiava di timori e pregiudizi, benché desiderandolo, non riesce a concedersi al suo amore e così Lord Radcliffe trova consolazione tra le braccia di Sonja, una ambiziosa ragazza indiana che vorrebbe prendere il posto della moglie.
Amanda deve così iniziare una battaglia per riconquistare il marito e rimane coinvolta in un vortice di intrighi e odi feroci che la portano a sfiorare la morte ma anche a conoscere la vera essenza dell’Amore.

RECENSIONE
ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER!

“La pesante carrozza da viaggio, trainata da quattro cavalli bai, avanzava senza eccessiva velocità lungo la strada polverosa, poco più di una pista, che da Cochin, grande porto dell’India sud-occidentale, portava verso il sud, verso Shencotta e Rajapalajam,  inoltrandosi sempre di più nel Kerala.
La sua destinazione finale era la residenza “Il Nido della Colomba”, situata al centro di una vasta distesa di piantagioni di proprietà di Lord Geoffrey Andrew Radcliffe.”

Ha inizio così, lo strepitoso viaggio tra le culture, le usanze, gli incantevoli paesaggi indiani che regnano sovrani in questa bella storia.
Ha inizio così il viaggio di lei, di Amanda, la nostra protagonista, la nostra piccola ma grande donna.
Ma questo è il viaggio anche di Geoffrey, nonostante non sia lui a dover abbandonare gli affetti, le abitudini.
Questo è il viaggio di un amore nato lentamente, come la piccola fiamma di un fiammifero non appena lo si accende.
Ma quella stessa fiamma, se alimentata, può diventare il più pericoloso tra i fuochi e far scoppiare il più grande incendio di sempre.
Ed è esattamente quello che succede a Geoffrey ed Amanda, due protagonisti così diversi eppure così tremendamente perfetti insieme; due calamite che si attraggano, due lucciole che illuminano la notte, due anime che si cercando per poi incontrarsi e fondersi l’un l’altra.

image (27)Amanda è una giovane ragazza londinese che, a causa dei numerosi problemi familiari, all’età di 17 anni non si è ancora sposata, nonostante le sue coetanee lo siano già.
Nessuno che voglia il suo amore.
Nessuno che voglia i suoi fardelli.
Nessuno disposto a mettere da parte l’orgoglio del ceto familiare pur di averla accanto.
Perché Amanda vive in un mondo fatto di apparenze, di usi, costumi, di cose artefatte e non dettate dal cuore.
Amanda vive in una società costruita, che di naturale non ha niente, in cui qualsiasi signora che si rispetti deve necessariamente svolgere le mansioni da donna.
Leggere, andare a cavallo, studiare, imparare altre lingue non era concesso a chi, come lei, doveva prendere il the nel pomeriggio con le altre signore.
“Non sta bene, sono cose da donne dai facili costumi quelle!”, le dicevano.
Ma grazie a Dio, nella sua vita, era presente suo padre che le ha permesso di coltivare le sue passioni e di sognare come una qualsiasi ragazza, senza imporle mai nulla.
Ed è proprio questa la virtù più bella di Amanda: sognare e credere che i sogni, prima o poi, si avverano.
Tra i suoi sogni, uno si affaccia prepotente tra i suoi pensieri: avere un marito che la rispetti, che non pretenda immediatamente ciò che lei non è pronta a dare a che si innamori del suo essere, non del suo bel faccino.
Non sa ancora se il suoi desiderio sia stato realmente ascoltato, nel momento in cui conosce Geoffrey…

“Amanda aveva pianto tutta la notte, immaginando un uomo vecchio e orribile, mimage (28)a il pomeriggio seguente aveva indossato il suo vestito più bello, una mussolina verde acqua che le lasciava le spalle appena scoperte ed era scesa con un sorriso stampato in faccia,  pronta  per  il  sacrificio.  Quando  aveva  fissato per la prima volta il viso maschio e fortemente abbronzato di sir Geoffrey Andrew Radcliffe, si era sentita avvampare e aveva immediatamente abbassato il suo. Suo fratello aveva avuto ragione, era incredibilmente bello. Bello e tenebroso.”

Beh, di certo possiamo dire che non era ciò che si aspettava!

Geoffrey, il nostro affascinante uomo indiano, dal canto suo è il perfetto gentiluomo.
Bello, dolce, educato, rispettoso, non teme assolutamente il fatto che sua moglie possa essere più colta di lui, anzi!
Questo per Geoffrey rappresenta solo un grande senso di orgoglio verso la donna che si addormenterà tutte le notti al suo fianco e si sveglierà tutte le mattine coi capelli sparsi sul cuscino accanto a lui.
Sì perché Geoffrey, a differenza di molto altri,
crede realmente nell’istituzione del matrimonio e nella sua durata eterna.
Con grande cura e attenzione, ha tratto Amanda fin dall’inizio con immenso rispetto, non facendole mai fretta e non pretendendo da lei nulla in cambio che qualche chiacchiera notturna nello stesso letto.

Ma col passare dei giorni e delle notti passate a chiacchierare, qualcosa stava cambiando in lui, qualcosa che lo rendeva meno gentiluomo e più “maschio” (almeno a livello mentale!).
Geoffrey non riesce più a stare accanto a sua moglie, Amanda, senza sfiorarla.
Il suo sguardo, il suo profumo, le sue mani, i suoi capelli, tutto gli urlava di possederla, di consumare il loro matrimonio, di farla sua una volte per tutte.
Ma c’era una cosa che gli impediva di fare perché più forte dei suo istinto: l’amore.
Già, Geoffrey si era innamorato perdutamente di Amanda e non voleva forzarla perché se mai lei avesse dovuto odiarlo, la delusione e il dolore sarebbero stati troppo grandi da sopportare.

Cosa fare allora per non impazzire?
Cosa fare per placare il suo istinto ma rispettare la donna che ama?
Ecco che, allora, fa il suo ingresso un ospite inatteso, oserei dire indesiderato.
Ecco che in punta di piedi si intrufola nella vita di Amanda e Geoffrey, Sonja.

Eppure Anavendra, la governante di Geoffrey, aveva messo più volte in guardia Amanda…

“- Memsahib, sai cosa fa un serpente quando non riesce a mangiare una colomba? –
Lei le sorrise, maliziosa.
–  No, Anavendra! Dimmelo tu, cosa fa?-
– Oh, semplicissimo! Un serpente DEVE mangiare, capisci memsahib? E se non riesce a mangiarne una di specifica…  una qualsiasi colomba va bene. Capisci cosa voglio dire? -“

E se Sonja rappresentasse la colomba di Geoffrey?
Cosa può fare Amanda per evitare che suo marito si getti tra le braccia di un’altra?

“Il Serpente e La Colomba” è un libro avvincente, interessante e, nonostante sia ambientato in un epoca lontanissima a noi, estremamente attuale.
Racconta di come sia difficile mantenere vivo il matrimonio, di come il rispetto per l’altro vada sopra ogni cosa, a volte supera persino l’amore.
Dimostra che bisogna combattere con le unghie e con i denti per chi si ama e che non bisogna permettere a terzi di ostacolare un rapporto se vero e forte come quello di Amanda e Geoffrey.
Ma è anche la dimostrazione di come i soldi, le convinzioni, le usanze e i costumi imposti dalla società siano completamente secondari ad un sentimento puro e bello come il vero amore.
Dimostra che bisogna avere il coraggio delle proprie azioni, di non nascondersi solo perché si è “diversi” ma, anzi, di avvalorare la propria “diversità”.
Dimostra che non ci sono epoche, leggende, anni o tempo per l’amore.
Dimostra che un tempo, come adesso, il matrimonio può ancora essere qualcosa di meraviglioso se vissuto con coraggio da entrambi.

Lucia Guazzoni, come sempre, dimostra il mondo attraverso una penna.
E se ci riesce, cari Notters, vuol dire solo una cosa: è nata per fare questo!

Quindi grazie Lucia, per aver creato l’ennesima “bella storia”! 🙂

Edna.

Il mio giudizio:

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Presentazione di: “L’alchimista innominato” di Anonima Strega

Ciao Notters!
Torna, dal 06 Luglio, Anonima Strega a farci compagnia con un nuovo romanzo auto-conclusivo: “L’alchimista innominato”.

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TITOLO: L’alchimista innominato
AUTRICE: Anonima Strega
EDITORE: Self-Publishing
DATA PUBBLICAZIONE: 6 luglio 2016
GENERE: Romance/Storico
PAGINE: 217
PREZZO: € 1,99
LINK PER L’ACQUISTO: QUI

 

 

SINOSSI

E se i promessi sposi fossero vissuti nella Firenze del Trecento?
Se Lucia fosse stata una filatrice a favore dei diritti delle lavoratrici?
Se l’Innominato si fosse dedicato alla ‘conversione’ del metallo in oro?

 

Firenze, 1348. La filatrice Lucia è promessa al lanaiolo Lorenzo de’ Tramaglini, ma il notaio ser Roderico ha scommesso che la sposerà. Nonostante il vantaggioso cambio di programma, Lucia oppone resistenza al progetto del notaio, che minaccia di screditarla agli occhi della legge a causa delle sue idee politiche. Per rinviare le nozze, Roderico organizza il rapimento della ragazza e chiede aiuto all’Innominato, un nobile despota che si nasconde nelle campagne di Fiesole grazie alla sua protezione, per la quale riceve in cambio favori di natura criminale. Nel frattempo, però, la vita isolata e gli studi stanno portando l’Innominato su un’altra strada. La crisi di coscienza e il conflitto con la prigioniera gli offrono spunto sulla ‘conversione’ del metallo in oro letta alla luce di una tradizione arrivata dalla via della seta: l’unione con la compagna predestinata per compiere insieme la Grande Opera, la trasformazione dell’energia sessuale nel corpo dell’adepto, per risalire all’armonia perduta. Ma questo non rientra nei piani di Roderico…


L’AUTRICE

ANONIMA STREGA si occupa da sempre di tematiche legate all’occulto. Preferendo tutto quanto concerne l’universo femminile neopagano, è di conseguenza al contempo molto romantica, anche se l’oggetto dei suoi desideri esce spesso dalle righe, così come i personaggi delle sue storie: i romanzi “Spettabile Demone” e “Il Diavolo e la Strega”, la trilogia “Le spose della notte”, e racconti disseminati per vari blog. In una vita precedente ha già avuto a che fare con i libri, ma i vaghi ricordi sono perlopiù negativi, e per libertà di movimento si dichiara disinteressata a qualsiasi proposta editoriale. Il suo antro è situato in un luogo nascosto, custodito da una gatta nera d’angora e una coppia di anziani troll norvegesi. Da lì dispensa consigli magici attraverso anonimastrega.blogspot.it

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Una storia particolare, scritta in un modo diverso da quello a cui Anonima Strega ci ha abituato ma non temete, la magia non ci abbandonerà…

Buona lettura!
Naty&Julie

 

Recensione di: “Cecilia di Ripanera” di Margot Valois

Buongiorno Notters!
Come state? Vi siete già concessi una giornata sotto i raggi del sole? Vi siete già abbrustoliti a dovere? 🙂
Io sì, e sotto l’ombrellone, con me c’era una piacevolissima ed entusiasmante lettura: il nuovo Romance storico di Margot Valois: “Cecilia di Ripanera”.
Venite a scoprirne di più! 😉

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TITOLO: Cecilia di Ripanera
AUTRICE: Margot Valois
GENERE: Romance storico
EDITORE: Compagnia Editoriale Aliberti
DATA PUBBLICAZIONE: 17 giugno 2016
PAGINE: 176
FORMATO: ebook
PREZZO: 9,99€

 

SINOSSI

Cecilia è la discendente di una nobile famiglia del Regno delle due Sicilie. Una notte scoppia un incendio al suo castello e i suoi genitori muoiono. Qualcuno ha tradito suo padre e lo ha ucciso. Cecilia è costretta a fuggire dalle sue terre con il cugino e la fantesca. Non ha più nulla e deve recarsi a Roma per raggiungere suo fratello Giulio, un alto prelato che da anni è in lite con il padre. Durante il viaggio si imbatte in un misterioso conte inglese, Lord Richard, che la salva da un’aggressione. Tra i due si infiamma la passione. Riuscirà Cecilia a conquistare l’uomo che ama e a riprendersi le sue terre? Una storia carica di forti emozioni, intrighi e tradimenti sullo sfondo dei moti rivoluzionari del 1848.

RECENSIONE
ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER!

“Cecilia, Cecilia, per l’amor di Dio, svegliati!”
La ragazza aprì gli occhi, chiedendo con voce assonnata: “Che cosa succede, madre mia?”
“Alzati e vestiti più in fretta che puoi, ma per carità, fai presto… presto. Non c’è un minuto da perdere!” La marchesa Elisabetta Landolfi di Ripanera fuggì via dalla stanza, mentre dava disposizioni a Lina, la cameriera di Cecilia, affinché preparasse una valigia leggera per la figlia.

Un incendio.
image (18)Alte fiamme color dell’oro che lambiscono il palazzo della famiglia di Cecilia di Ripanera.
Il palazzo che è stato la sua casa, la sua nicchia quando voleva nascondersi dal resto del mondo.
Il palazzo che ospita la sua stanza, luogo in cui sono racchiusi tutti i suoi pensieri e segreti più profondi come fosse uno scrigno.
Il palazzo in cui ha condiviso ogni istante con la sua meravigliosa famiglia, con i suoi amati genitori e, ahimè, il suo tanto odiato cugino Oreste.
Quello stesso palazzo ora sta bruciando a causa di moti rivoluzionari che hanno spinto il popolo a rivoltarsi contro la sua famiglia, e con esso, brucia anche il suo cuore.

Inizia così l’avventura di Cecilia di Ripanera, costretta a partire con Lina, la sua fantesca, e Oreste, suo cugino, lasciandosi alle spalle tutta la sua vita.
Un’avventura che marchierà indelebilmente la  sua quotidianità, che rimescolerà le carte in tavola del suo destino e che, infine, lo cambierà.image (19)
Ma noi già lo sappiamo che il destino, quando ci si mette, può essere sia il nostro peggior nemico che il nostro migliore amico, vero?
Sta solo ed esclusivamente a noi capire il suo gioco e fare le altre mosse…
E anche Cecilia dovrà affrontare questo gioco pericoloso se vuole riprendersi ciò che le è stato tolto: il suo palazzo in cui giacciono i corpi senza vita dei suoi genitori, le sue terre, il suo cuore, la sua vita.

Prima di tutto questo Cecilia era una dolce ragazza di diciassette anni che viveva la vita al passo con la sua età; protetta dalle mura del suo palazzo e dall’amore dei propri genitori, nulla poteva scalfire l’ingenuità e la spensieratezza dei suoi diciassette anni.
A molti potrebbe sembrare che si tratti della classica ragazza ricca, viziata, tenuta sotto una campana di vetro.
Ma in realtà Cecilia è tutt’altro: la sua gentilezza, il suo amore per la cultura e l’attaccamento viscerale con la sua Ripanera, fanno di lei una giovane Marchesa atipica per la sua età.
E di questo, si accorge anche Oreste, il suo tanto odiato cugino che vorrebbe sposarla.
Peccato che Cecilia non si fidi di lui.
Perché?
Semplicemente perché conosce il vero Oreste.
Non quello che appare agli occhi della gente, agli occhi dei suoi genitori, soprattutto a quelli del padre che l’ha sempre trattato come fosse suo figlio.
No, lei conosce tutto di lui, anche quella parte oscura e sinistra che tenta di nascondere pur di appropriarsi del rispetto (e non solo) della sua famiglia, quella stessa parte che ha avuto il dispiacere di vedere coi propri occhi quattro anni fa, quando Oreste, ancora una volta, ha liberato la sua vera natura.

Con una dolorosa pesantezza nel cuore, Cecilia affronta con sconforto e profonda tristezza il suo viaggio per raggiungere Giulio, suo fratello, a Roma.
Uno sconforto che presto cambierà, si tramuterà in qualcos’altro nel momento esatto in cui la sua giovane innocenza incontrerà l’adulta irruenza e protezione di Lord Richard.

“Improvvisamente Cecilia udì un tonfo e vide il cugino accasciarsi ai suoi piedi.
“Mi pare che la signora vi abbia chiesto di lasciarla in pace, se non sbaglio” esclamò un uomo dal lieve accento straniero, uscendo dall’ombra.
Cecilia lo guardò riconoscente e si vergognò del suo stato: aveva i capelli scompigliati e il corpetto mezzo aperto. Raccolse da terra lo scialle che le era scivolato via e se lo avvolse sulle spalle. L’uomo si avvicinò sorridendole e tendendole una mano, per aiutarla a passare oltre il cugino che si teneva il capo, lì dove lo straniero lo aveva colpito con il bastone da passeggio. “Venite, madame” le disse, dolcemente.
“Grazie,” mormorò Cecilia, guardando il suo salvatore con occhi colmi di gratitudine e di sollievo.”

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Quegli occhi…
Quegli occhi così meravigliosamente profondi da sembrare quasi oscuri, così penetranti da farla sembrare nuda nonostante i numerosi strati di vestiti che ha addosso, così affascinanti da attrarla come fossero una calamita, fanno immediatamente breccia nella sua mente e nel suo cuore.
Nel suo cuore perché Cecilia, da quel momento, è stata conquistata da quel bellissimo Lord.
Nella sua mente perché Cecilia l’ha già visto quel bellissimo uomo, ha già incrociato una volta il suo sguardo…
Già, ma dove?

L’incontro con Lord Richard sarà la chiave per aprire la porta della verità, una verità che vede un solo traditore, un solo colpevole della morte dei suoi genitori e della lontananza di Cecilia dalla sua tanto amata Ripanera.

“Cecilia di Ripanera” è un romanzo che racconta di un viaggio alla scoperta della verità tra Roma, Ischia e Napoli, paesaggi incantevoli che fanno da sfondo ad una storia intricata.
Numerosi nodi al pettine verrano svelati rendendo tutto il racconto carico di suspense, incuriosendo così il lettore che si ritroverà estremamente coinvolto nella lettura, tanto da leggerlo tutto d’un fiato.

Ho iniziato la lettura di questo romanzo carica di aspettative perché avevo già avuto il piacere di leggere la penna della nostra Margot; devo dire che le mie aspettative non sono state per niente deluse, anzi!
Come la prima volta, Margot mi ha regalato innumerevoli emozioni: sgomento, tenerezza, rabbia, gioia, speranza, amore e mille altre ancora.
Ho sentito lo sconforto di Cecilia quando ha dovuto lasciare la sua casa, mi sono sentita spaesata durante il suo viaggio, mi sono sentita triste per la morte dei suoi genitori e mi sono venire le farfalle nello stomaco quando ha conosciuto Richard.
Poi mi sono sentita battagliera quando era vicina alla verità e, infine, mi sono sentita felice.
Felice di aver avuto la possibilità di leggere un romanzo così ben scritto, così ben raccontato.
Felice di essermi imbattuta in questa brillante autrice che adoro.
Felice di essere così amante dei libri, delle belle storie, proprio come questa.

In questo romanzo l’eleganza e la scorrevolezza della scrittura di Margot vengono esaltate all’ennesima potenza rendendo tutto il racconto piacevole alla lettura.
Il linguaggio ricercato, la descrizione dei paesaggi e dei luoghi in cui si è svolta la vicenda, arricchiscono la storia rendendola un piccolo gioiello, un piccolo diamante che brilla di luce propria in mezzo a tanti.

Quindi grazie Margot per questa bellissima storia, grazie per questa tormentata storia d’amore (anche se mi hai fatto penare fino alle ultime pagine! :p), grazie per questo scorcio di passato in cui mi hai catapultata.
Semplicemente grazie! ❤

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Il mio giudizio:

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