Presentazione di: “Storia del cane che non voleva più amare” di Monica Pais

Ciao Notters,
è con immenso piacere ed il cuore stretto in una morsa che vi parliamo del nuovo libro edito Longanesi​.
“Storia del cane che non voleva più amare”, attraverso gli occhi della veterinaria Monica Pais​, ci racconta la storia di “Mano”. 🐾 ❤️

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TITOLO: Storia del cane che non voleva più amare
AUTRICE: Monica Pais
EDITORE: Longanesi
COLLANA: La Gaja scienza
GENERE: Narrativa (Agricoltura e allevamento)
FORMATO: eBook/Cartaceo
PAGINE: 96
PREZZO: € 6,99 – € 10,20

 

SINOSSI

Mano è un randagio, un maremmano scontroso e taciturno, regale e bellissimo come i maremmani sanno essere. Ma quando arriva nella clinica di Monica non è più niente di tutto questo. È stato ripescato da un canale, incaprettato e con la museruola. Un pescatore di carpe lo ha notato dibattersi nell’acqua torbida e ha chiamato i soccorsi. Ora, sul tavolo da visita, quello scheletro di cane stremato e semiannegato sembra solo uno straccio intriso d’acqua e fango. Sta rivolto con il muso verso il muro, perfettamente immobile, e non risponde a nessuno stimolo. Ma se una mano entra nel suo campo visivo lui si difende con ferocia disperata: morde a vuoto l’aria, perché nessuno deve toccarlo. Morde per istinto, per scelta, per disperazione. Morde per paura. In onore della sua missione di flagellatore di mani, il nuovo arrivato viene battezzato Mano e Monica si imbarca nella lunga avventura di curarlo e restituirlo al mondo dei vivi. La aspetta una delle sfide più lunghe, ardue e straordinarie con cui le sia mai capitato di misurarsi. Questa è la storia del cane Mano, che dagli umani ha ricevuto la violenza più atroce e il dono dell’amore, e che degli umani toccherà nel profondo le coscienze. Parte dei proventi di questo libro finanzieranno i progetti e le attività della onlus Effetto Palla.

“La sua condizione clinica era spaventosa. Risultava positivo a tutte le possibili malattie infettive canine, ma a preoccuparci era soprattutto l’aspetto dei polmoni, letteralmente imbevuti dall’acqua che l’animale aveva aspirato nel canale durante il tentativo di annegamento.
Iniziammo senza molta speranza a somministrare terapie per risolvere la crisi respiratoria, convinti che non avrebbe superato la notte. Invece lui resistette e la mattina lo trovammo addormentato “per finta” sulla coperta pulita. Non sapevamo se esserne felici o meno perché, come presto scoprimmo, trattarlo non era facile né scevro di rischi. Nessuno poteva fargli una medicazione o somministrargli una terapia senza rischiare le mani. Lui le odiava. Solo se gli si copriva la testa con una coperta, allora restava immobile. Qualsiasi cosa volessimo fargli – prelievi, iniezioni, medicazioni – l’importante era fare in modo che non vedesse le nostre mani avvicinarsi a lui. In caso contrario, la controffensiva scattava letale: non muoveva un muscolo, né ringhiava per avvisarci del pericolo. L’unica cosa che fremeva era il labbro, a scoprire dei canini magnifici e inquietanti.”

Dopo aver commosso i lettori con la storia del cane Palla e quelle degli altri pazienti della clinica Duemari, Monica Pais, la veterinaria più amata del web, racconta la storia di Mano, il cane randagio che ha conosciuto sia l’orrore della violenza che il dono dell’amore: una favola illustrata che scalderà i cuori di tutti i lettori.

Mano è un randagio, un maremmano scontroso e taciturno, regale e bellissimo. Ma quando arriva nella clinica di Monica non è più niente di tutto questo. È stato ripescato da un canale, incaprettato e con la museruola. Un pescatore di carpe lo ha notato dibattersi nell’acqua torbida e ha chiamato i soccorsi. Ora, sul tavolo da visita, quello scheletro di cane stremato e quasi annegato sembra solo uno straccio intriso d’acqua e fango. È rivolto con il muso verso il muro, perfettamente immobile, e non risponde a nessuno stimolo. Ma se una mano entra nel suo campo visivo lui si difende con ferocia disperata: morde a vuoto l’aria, perché nessuno deve toccarlo. Morde per istinto, per scelta, per disperazione. Morde per paura.

In onore della sua missione di flagellatore di mani, il nuovo arrivato viene battezzato Mano e Monica si imbarca nella lunga avventura di curarlo e restituirlo al mondo dei vivi. Quello che ancora non sa, però, è che la aspetta una delle sfide più lunghe, ardue e straordinarie con cui le sia mai capitato di misurarsi.

L’AUTRICE
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MONICA PAIS, chirurgo veterinario, nel 2003 ha fondato con il marito Paolo la Clinica Duemari di Oristano, dove esercita la sua professione prendendosi cura degli animali di famiglia e dei «rottami»: selvatici e randagi, gli «ultimi» del mondo animale. Nel 2016, dopo aver incontrato e salvato la vita del suo cane Palla, Monica ha creato la onlus Effetto Palla. Oggi l’organizzazione è diventata una fitta rete di volontari che opera in Italia e all’estero occupandosi di animali in difficoltà, cercando adozioni, affidi e organizzando staffette. Il primo libro di Monica (e Palla), Animali come noi, è uscito a marzo 2019 per Longanesi.


Una storia destinata a toccare le corde più profonde del cuore.
Venite con noi a conoscere Mano?

Naty&Julie ❤

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