Recensione di: “L’anello di Beatrice” di Chiara Cipolla

Buongiorno Notters, sono tornata!
Oggi vi racconto una lettura dolce, romantica ed emozionante che mi ha strappato mille sorrisi ma anche attimi di rabbia tale da voler entrare nel libro, prendere la testa del protagonista e…
Va beh, non aggiungo altro, lascio a voi libera interpretazione con la recensione di “L’anello di Beatrice” di Chiara Cipolla!
Leggete qui 😉
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TITOLO: L’anello di Beatrice

AUTRICE: Chiara Cipolla
GENERE: Narrativa
EDITORE: Self – Publishing
DATA PUBBLICAZIONE: 30 maggio 2016
PAGINE: 406
FORMATO: eBook
PREZZO: € 1,99

SINOSSI
Emma, ventisette anni, supplente di matematica, delusa dagli uomini, accetta a malincuore l’ennesimo appuntamento al buio organizzato dagli amici.È così che conosce l’affascinante ed eclettico Edward, professore di Storia Antica all’Università di Oxford, in Italia per lavoro. Non potrebbero essere più diversi: lei sogna il grande amore, quello che legge nei romanzi rosa; lui cerca solo avventure occasionali. Lei è carina, solare e sempre disponibile ad aiutare tutti. Lui è bellissimo, schivo e spesso allergico alle relazioni umane. Eppure l’attrazione che li lega è talmente forte, che li coinvolge fin dal primo incontro, e la passione li travolgerà come un treno in corsa.Ma quando tutto sembra ormai scritto, le ferite e i legami del passato di Edward si insinuano tra lui ed Emma e rischiano di spezzare quel rapporto unico che hanno creato insieme.
RECENSIONE
“Almeno tu rimani fuori
dal mio diario degli errori
da tutte le mie contraddizioni
da tutte le mie imperfezioni
dalle paure che convivono con me
dalle parole di un discorso inutile
almeno tu rimani fuori
dal mio diario degli errori”
Diario degli errori – Michele Bravi.
Si dice che noi donne siamo strane, siamo complicate, che spesso e volentieri gli uomini non capiscono cosa vogliamo, i nostri desideri, i nostri bisogni, quando a volte quello di cui necessitiamo è solamente…
Amore.
Già, l’amore… quella cosa magica che nessuno riesce mai a descrivere, che nessuno riesce mai ad esprimere ma che riempie il cuore di calore, che rende più leggeri, che ci disegna quel sorriso ebete sulla faccia che accompagna ogni singolo momento della giornata.
Si dai, quella cosa delle farfalle sullo stomaco, delle canzoni d’amore che ti fanno pensare alla tua persona, quelle che alzi il volume quando sei in macchina e ti metti a cantarla a squarciagola, con gli occhi che brillano e la consapevolezza di chi, finalmente, è felice davvero.
L’amore, quello che regala sensazioni uniche, sensazioni che Emma non prova più da tempo ormai.
Emma è una giovane insegnante di matematica, la classica insegnante/amica degli alunni ma che non pecca mai di professionalità.
È un’insegnante di cuore, una di quelle che prende a cuore i propri alunni e il loro percorso scolastico, disposta anche a fermarsi dopo le lezioni se qualcosa non è chiaro o anche solo perché sbrogliare quella matassa che i giovani studenti hanno in testa che si traduce in un’unica domanda: cosa voglio fare da grande?
E questo perché Emma non solo è un’insegnante di cuore, ma anche e soprattutto perché é una persona di cuore.
Emma ama la sua città, ama la buona cucina, ama la tradizione che la lega alle sue origini, ama girare Bologna in bicicletta, ama la sua routine, ama i suoi meravigliosi ma strampalati amici, soprattutto Gianluca, l’amico gay che tutte le donne vorrebbero.
Emma è una ragazza semplice, che si accontenta con poco, sempre pronta ad aiutare chi ne ha bisogno rischiando spesso di mettere in secondo piano i suoi bisogni.
Si perché di fondo Emma, ama tutto, tranne se stessa nel profondo,
Sente che le manca qualcosa, sente un vuoto dentro che l’accompagna da sempre, sente di sentirsi sola e di essere stanca di accontentarsi.
Così, in preda alla noia e alla malinconia, accetta l’ennesimo incontro al buio organizzato dai suoi migliori amici.
Cenare con una persona sconosciuta, consapevole che lei é la single disperata del gruppo, che la studierà dall’inizio alla fine e che, come minimo, la riempirà di domande.
Ottima prospettiva per una serata perfetta, no?
Per non parlare del suo look… completamente da rimodernizzare!
Ciao ciao ai maglioncioni, ciao ciao ai jeans consumati e ciao ciao alle scarpe basse!
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“Questo fa schifo… no, questo no…Oddio e questo cos’è?”
 “Oh Gianlu, oggi non è giornata per le tue stronzate sulla moda” Apriva e chiudeva i miei cassetti e le ante del mio armadio in cerca di qualcosa di appariscente, di qualcosa che avrebbe fatto rimanere a bocca aperta mister X, cioè lo sconosciuto che avrei dovuto incontrare a cena.
[…] “Così non va, Emma!” Lanciò un paio di pantaloni neri sul letto agitando le mani: “Tesoro mio non hai un capo decente in questo armadio. Non c’è un tessuto degno di essere toccato, non parliamo poi della manifattura; capisco che tu sia squattrinata, ma ogni tanto regalati un abito degno di questo nome”
“Si” farfugliai sconfitta sedendomi sul letto accanto alla pila di pantaloni e maglie.
Tra un consiglio di Gianluca di qua, è un po’ di trucco di la, Emma è pronta.
È pronta e speranzosa di incontrare il suo futuro, un futuro che ha un bellissimo nome: Edward.
Edward è un uomo elegante, composto, passionale, romantico e galante: un vero lord inglese!
Cresciuto in America, con una carriera universitaria alle spalle da 10 e lode è una passione profonda per la letteratura e la storia dell’arte, Edward a tutto il fascino di chi sa quello che vuole e da come prenderselo.
Insomma, sembra avere tutte le carte in tavola per conquistare il nostro cuore solitario Emma!
unnamed-2E pure la cena sembra andare a gonfie vele: non fanno che incrociare gli sguardi, fantasticare sui loro corpi, mangiarsi con gli occhi. Se non fosse per un’ospite poco gradita…
“Osservando meglio infatti ebbi l’impressione che lei, e dico lei, la nuova arrivata, cercasse di fare la carina con… insomma tutti sapevano che l’amico dell’ingegnere era lì per me, non era sul mercato, era mio, possibile che Tiziana non glielo avesse detto chiaramente? Avrei voluto saltarle alla giugulare, ma mi trattenni e loro me lo portarono via, ed uscirono nel cortile.”
Eppure Emma ha visto che Edward guardava lei, sembrava realmente interessato a lei.
E cari Notters, la conferma non tarderà ad arrivare!
Vorrei andare avanti, raccontarvi di più, dirvi di quanto sia dolce e romantica questa storia d’amore che nasce tra una forchettata di tagliatelle al ragù e l’altra, ma vi rovinerei la lettura.
Posso solo dirvi che il loro amore crescerà a dismisura, talmente tanto che Emma farà una scelta drastica, che le cambierà la vita, ma che ci saranno momenti in cui quasi se ne pentirà perché vedrà il mondo crollarle addosso e sentirà di non avere sostegno dal suo uomo, di essere come abbandonata, di venire nuovamente messa in un angolo.
“Beh! Tutto sommato è andata piuttosto bene. No?”
 “Cosa cazzo stai dicendo Edward? Io sono furiosa, questa è stata la peggiore serata della mia vita” lo attaccai immediatamente “Tua madre, la tua famiglia, sono… sono degli stronzi snob. E tu non hai mosso un dito per difendermi”
 “Mi dispiace Emma se la pensi così, ma io conoscendoli mi aspettavo di peggio” disse con cautela, quindi si tolse la giacca e la appoggiò, con eleganza, alla spalliera della sua sedia. Si girò e incontrò il mio sguardo caparbio e riprese con tatto: “Stai parlando di quando ha insinuato che non sei perbene?”
 “Sto parlando di tutto quanto!”  
“Mi dispiace”
 “Ti dispiace sto cazzo, non hai mosso un dito per difendermi”
[…]  “Va bene Edward, pensala come vuoi, ma io me ne vado di qui il prima possibile, tu fai quello che vuoi. Dimmi solo se devo prenotare il volo per Londra solo per me… o preferisci che lo prenoti direttamente per Bologna?”
 “Fai quello che vuoi”  
“Bene”
 “Bene”
Arrabbiati e nervosi non ci rivolgemmo più la parola, andammo a turno in bagno, ci mettemmo il pigiama e andammo a letto.
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Ma, nonostante questo, sarà la svolta per Emma questo grande amore?
Riuscirà a colmare quel voto che accompagnava le sue giornate?
Riuscirà a conoscere il vero amore?
“L’anello di Beatrice” è un romanzo che parte piano, con calma, che cresce di intensità gradualmente, mano a mano che il lettore ne intraprende la lettura, per poi finire col botto.
È un libro che tiene incollati alle pagine, con picchi di romanticismo da togliere il fiato e far addolcire anche i cuori più duri ma che non tralascia neanche momenti di rabbia in cui il lettore si ritroverà quasi ad detestare Edward e la sua famiglia.
È una storia, infatti, di amore ed odio quasi quella di Emma ed Edward ma che sa regalare emozioni vere, forti, sentite.
Brava Chiara, hai sicuramente regalato un brivido ai tuoi lettori! 😉
Edna
Il mio giudizio:

voto-bellissimo

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Recensione di: “Vanità di potenza – L’amore al tempo della musica”

Buongiorno Notters!
Eccoci qui con una nuova recensione fresca fresca per voi!
Oggi vi trasportiamo nella magica Venezia del 700 con “Vanità di Potenza” di Giulia Esse.
Siete pronti a fare questo salto nella storia?
Seguiteci! 😉
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TITOLO: Vanità di potenza – L’amore al tempo della musica

AUTRICE: Giulia Esse
GENERE: Narrativa
EDITORE: Youcanprint
DATA PUBBLICAZIONE: 24 agosto 2016
PAGINE: 236
FORMATO: eBook / cartaceo
PREZZO: 1,99€ / 15,00€
SINOSSI
Venezia 1797. Napoleone Bonaparte è ormai alle porte della Serenissima: dopo tanti colpi e sventure, presto la Repubblica cadrà. Insieme all’orgoglio della città deve piegarsi anche quello di Anna, giovane sposa costretta dai debiti del marito a trasferirsi nella casa dello zio di lui, Fosco Alvise Candiani, il più acclamato compositore di Venezia. Abbandonata in una casa ostile, strappata ai suoi affetti e a tutto ciò che conosceva, Anna si aggrappa all’unica cosa che le resta: il suo sogno di diventare violinista. Per farlo, è pronta ad assumere l’identità del marito, di cui nessuno ha più visto il volto fin da quando era ragazzo. Nei panni di un uomo, Anna trova la libertà che ha sempre bramato, ma rischia di perdere se stessa. E gli occhi severi di Fosco, l’uomo che sembra la sua perfetta antitesi, sono pronti a ricordarglielo in ogni momento. Echi di concerti, clangore di spade e pettegolezzi sussurrati corrono tra le rughe e le calli, ma tra i mille specchi di Venezia si cela la domanda più importante di tutte: è più giusto vivere secondo coscienza, o secondo reputazione?
RECENSIONE
***ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER!***

“Credo nel rumore di chi sa tacere
Che quando smetti di sperare inizi un po’ a morire”
Almeno credo – Ligabue 

Anna è una giovane e bellissima donna, che scruta il mondo che la circonda coi suoi grandi occhi verdi, quegli stessi occhi che si sono dipinti di milioni di emozioni.
Prima la curiosità e l’ingenuitá di una bambina, che guarda il mondo per la prima volta.
Poi l’amore, quello per la sua città, per la sua terra, di cui conosce ogni angolo, ogni rumore, ogni profumo.
Poi la passione, quella per la musica, le note dolci e delicate che provengono dai violini, quelle casse di legno tanto speciali da essere in grado di produrre suoni magici.
E infine di nuovo l’amore, quello per suo marito Lorenzo.
Lorenzo è un uomo bello, giovane e forte, uno di quegli uomini di cui ci si innamora e basta.
Un uomo affascinante, con il mare dentro.
Un uomo misterioso, con una tempesta dentro.
Un uomo cresciuto circondato da apparenze e convinzioni, da concetti e preconcetti che gli hanno sempre limitato le aspettative, le speranze, la vita.
È un uomo che si è sempre sentito in gabbia, una gabbia a cui non apparteneva, di cui non si è ma sentito parte in causa, in cui non si è mai sentito se stesso.
La sua gabbia era la sua casa, la sua Venezia, in cui viveva con lo zio Fosco, famoso musicista che ha cercato i tutti i modi di tramandargli la sua passione, quella per la musica.
E Lorenzo ci ha provato, ci ha provato davvero, ma non è mai riuscito a farne una parte di se.
E così, la sua frustrazione, l’amarezza per non essere capito, la delusione di se stesso per non essere riuscito a diventare l’uomo che volevano che fosse, lo hanno fatto cadere in un abisso, in un gioco senza vincitori e senza vinti.
Un gioco che, volente o nolente, coinvolgerà anche sua moglie Anna…
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«Sarei uno sciocco se ti nascondessi ancora la deprecabile condizione in cui mi ritrovo e non voglio che ci siano più segreti fra noi. Sai che non sono mai stato un uomo abbiente e che vivo dietro la cortesia di mio zio, anche se non così cortese da garantirmi una vita degna. Pur a conoscenza di ciò mi hai sposato e hai giurato che né in miseria né in povertà il tuo amore sarebbe mutato. Ti ho trascinata nelle più basse delle miserie» la voce di Lorenzo divenne serrata e smise di guardarla.
[…] «Sperare che la nostra vita cambi non la cambierà. Non ti ho ancora confessato il mio segreto ma l’idea che tu possa detestarmi » gracchiò interrompendosi.
«Sii chiaro e non nasconderti dietro le mie reazioni ancora irrealizzate.»
«Mesi or sono ho sperperato tutto il denaro giocando d’azzardo in una di quelle bettole dove le vittorie d’onore non esistono. Le partite erano truccate ed io me ne sono reso conto troppo tardi. Ero ebbro, Anna, non mi rendevo conto di cosa stavo facendo. Ho puntato più di quanto era in mio possesso e pochi giorni dopo le nostre nozze, ricordi? Sono tornato qui quasi nella stessa condizione in cui mi trovo ora. Ho dovuto consegnar loro, a quei bastardi, la tua dote. E non è bastata, non basta. Non basteranno mai i miei guadagni per coprire il debito e mio zio non lo risanerà mai.»
Ed ecco che gli occhi di Anna si dipinsero di una nuova emozione: la delusione.
Costretta a partire alla volte di Venezia per sopperire ai debiti del marito e chiedere aiuto allo zio che suo marito tanto odia, Anna si sente smarrita, si sente persa, si sente svuotata.

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È proprio quando pensa che non ci possa essere di peggio, proprio quando pensa che da quel punto si possa solo risalire, ecco che tocca di nuovo il fondo, ecco che suo marito l’abbandona…
“Era abituata ad alzarsi al sorgere del sole, prima ancora di Lorenzo, ma la stanchezza del lungo viaggio le aveva lasciato solo un tiepido e smaniante bisogno di riposo. Si spostò di malavoglia dall’altra parte, nel buio della stanza, ma quando provò a smuovere suo marito si accorse di essere sola. Nullus erat. Il letto era vuoto. Persino il suo calore era andato perduto, nemmeno l’impronta del suo peso.
[…] «Allora ditemi a che gioco stiamo giocando. Dov’è vostro marito?» spiegò Fosco il motivo di tanta irruenza.
[…] «Non so rispondere alla vostra domanda. Stamane mi sono svegliata e  lui non era nella stanza. Ho chiesto ai domestici e nemmeno loro lo hanno visto.»
 «Certo che no, quel ragazzo è un diavolo» ringhiò Fosco passando una mano tra i capelli che spettinò e poi le lanciò una rinnovata occhiata colma di biasimo. Afferrò una lettera dal sigillo spezzato e gliela consegnò «non mentitemi: voi eravate a conoscenza delle sue intenzioni.»
 Anna strappò la lettera dalle sue mani e la aprì con foga.”
Ed ecco che Anna è costretta a reinventarsi, è costretta a tirare fuori le unghie e combattere per ritrovare se stessa, per ritrovare l’amore per se stessa, ad imparare ad amare una città nuova è sconosciuta, a sentirla sua.
E solo una cosa può aiutarla in questo senso: l’amore per la musica.
Quelle note dolci e amare allo stesso tempo, capaci di trascinarla in un tempo è un mondo in cui non si sente giudicata, non si sente puntate dita contro e sussurrare che il marito è il giovane Lorenzo, quel giovane di cui tutti parlano e che nessuno ha più visto.
Ma non sarà facile, non lo sarà per niente, perché dovrà abituarsi a vivere con i modi sgarbati di Fosco, con le sue parole dure, con la sua capacità di dire ogni cosa senza scrupoli.
Eppure c’è qualcosa in Fosco, c’è qualcosa nei suoi pensieri, nelle sue parole, nel suo modo di parlare con lei che nasconde un animo diverso, un animo buono.unnamed-1
Ad Anna, rimane solo una cosa da fare per riappropriarsi di se stessa: trasformarsi in Lorenzo e imparare a suonare.
“Vanità di potenza” è un libro in cui l’amore regna sovrano, ma in una forma diversa, una forma particolare, perché l’amore di cui parlo è quello per la musica.
È un libro che trasporta in un’altra epoca perché descrive in maniera minuziosa ogni angolo e vicolo di una città magica come Venezia, una città che, dopo aver letto questo libro, chiunque può dire di aver visitato, anche chi non ci é mai stato.
Questa è poi una storia di rivalsa, di coraggio, di forza, quella stessa forza che caratterizza noi donne, una tenacia che ci accompagna ogni giorno, in ogni epoca storica, in ogni situazione.
È la storia di Anna è di Lorenzo e del loro amore “maledetto”.
Ma è anche una storia di rinascita.
Un libro interessante, forse in alcuni punti è fin troppo dettagliato e questo rischia di sconcentrare il lettore, ma comunque piacevole.
Una lettura che consiglio, in modo particolare, chi ama la storia e la musica.
Una lettura che insegna.
Edna
Il mio giudizio:

voto-bello

 

Presentazione di: “Profumo d’Ottobre – Un autunno di ricordi” di Annalisa Caravante

Ciao Notters 🙂
Oggi vi segnaliamo un romanzo di ambientazione storica di una talentuosa autrice italiana proveniente dal mondo del self-publishing.
Si tratta di Annalisa Caravante e del suo romanzo: “Profumo d’Ottobre – Un autunno di ricordi”.

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TITOLO: Profumo d’Ottobre – Un autunno di ricordi
AUTRICE: Annalisa Caravante
EDITORE: Self-Publishing
DATA PUBBLICAZIONE:
GENERE: Storico/Narrativa
FORMATO: eBook/Cartaceo
PAGINE: 432
PREZZO: € 2,99/€ 19,47

 

SINOSSI

È l’alba della seconda guerra mondiale, l’adolescente Claudia resta orfana e unica ereditiera del patrimonio di famiglia. L’arrivista e spietato zio Alberto la rinchiude in un istituto scolastico che agli occhi della giovane appare come una prigione, dove bisogna rispettare regole e orari.  Tutto è triste, buio e troppo silenzioso intorno a lei, come la sua vita, quando incontra Vanni, prestante scugnizzo napoletano, solare, bello ma… Per Claudia è subito amore, passionale e travolgente, ostacolato da alterne vicende e dall’amica/rivale Benedetta. Sarà la guerra a spezzare le catene, a mostrare la labilità della vita, a rendere necessaria la ricerca di un senso a tutto, tra la morte, gli addii, i ritorni e le speranze. Sangue e polvere su una terra, Napoli, che, solare e irrequieta, crollerà insieme ai suoi palazzi, insieme ai suoi figli: vittime, eroi, carnefici… in quegli anni cupi per tutto il mondo: “…anni in cui io e i miei amici eravamo giovani e lo avevamo dimenticato.”.

ESTRATTO

Mi mancava solo il colonnato, ma avevo bisogno di riposare e mi sedetti a terra con la schiena alla parete. Il mio respiro era lieve, le forze assopite, non mi restava che lasciarmi andare. Sarei morta colpita da una bomba o per mancanza d’aria, mi dicevo. 

Non avevo idea di quanto tempo fosse trascorso, ma la morte doveva ancora prendermi, quando sentii un braccio cingermi la vita; qualcuno mi tirò su senza troppi sforzi, fino a portarmi sulla spalla. In quella posizione potevo scorgere solo la robustezza dell’uomo e la testa, ma la folta capigliatura non mi diceva chi fosse. Le onde d’urto di un’altra bomba fecero tremare l’edifico e il mio soccorritore si fermò per reggersi alla parete. Gridai dalla paura e lui esclamò – Claudy, cosa tu fai qui, in chiostro con bombe?

Riconobbi la voce e soprattutto quell’odioso Claudy, mentre Matthew aveva già ripreso a camminare. – Mettimi a terra, così rischi anche tu. – gli gridai in italiano perché in inglese non mi veniva, ma lui non mi ascoltò. Arrivammo, infine, al rifugio e quando mi lasciò, notai una ferita sulla sua guancia destra. Suor Giovanna mi raggiunse, mi strinse a sé e m’informò che era stato lo stesso Matthew ad accorgersi della mia assenza. Confusa e intontita, mi tuffai tra le braccia della clarissa e piansi. Con la coda dell’occhio vidi Thomas che ringraziava l’americano; Matthew accennò solo un sorriso e andò a sedersi accanto alla parete. Oltre alla guancia, aveva qualche problema anche alla spalla destra. Ricordando che quella era già la seconda volta che mi aveva aiutata, pensai che fosse giusto dirgli qualcosa di carino. Mi avvicinai e strinsi la gonna nervosamente: – T-thank you. – sussurrai.

– Don’t worry, tu non preoccupa.
– No, io sono stata cattiva, pensavo che mi odiassi. – provai a dire in inglese, nonostante l’imbarazzo.
– Why, perché tu penso questo?
Presi un fazzoletto, iniziai a tamponargli la fuoriuscita di sangue e risposi – Non lo so. I don’t know.
– Are you ok, now, Claudy?
– Yes. Thank you, Matthew.
– Call me Matt.


L’AUTRICE: ANNALISA CARAVANTE

Annalisa Caravante nasce a Napoli nel 1977 ed è diplomata in lingue. Ha molteplici interessi, tra i quali il disegno, ma ama soprattutto scrivere.
Pubblica nel 2011 l’ebook “Il paese degli aghi di pino” con l’editore CoreBook di Perugia, ispirato ai lavori di Matilde Serao. Nel 2013, sempre con l’editore CoreBook, pubblica un altro romanzo d’ambientazione storica “L’inverno e la primavera”. La sua prima pubblicazione cartacea arriva nel 2014 con Edizioni Arpeggio Libero che pubblica “Canta per me” e a Novembre dello stesso anno un romanzo fantasy “Tersa”.
Nel 2015 pubblica “Cattivi Pensieri” con l’editore Lettere Animate.
Collabora con il blog In Nomine Artis – Il ritrovo degli artisti, l’Associazione Licenza Poetica e il sito letterario Cultura al femminile. Nel 2016 era finalista con un romanzo storico al torneo IoScrittore.
Pubblica da self i romanzi Alma do sol, Il segreto degli aghi di pino, Il Chrismon e gli angeli caduti, Fiori d’inverno. Battiti.

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Buona lettura!
Naty&Julie ❤

Presentazione di: “Dentro l’acquario – la ragazza del centro massaggi” di Viola Nagis

Ciao Notters,
nuova presentazione per voi e si tratta di un romanzo di narrativa contemporanea dalle sfumature erotiche firmato Viola Nagis.
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TITOLO: Dentro l’acquario – la ragazza del centro massaggi

AUTRICE: Viola Nagis
EDITORE: Self-Publishing
DATA PUBBLICAZIONE: 5 ottobre 2016
GENERE: Narrativa contemporanea
FORMATO: epub, mobi
PAGINE: 399
PREZZO: 3,99 euro

SINOSSI

“Esiste un giorno capace di mimetizzarsi fra gli altri, non lo si distingue dal profumo nell’aria o dalla luce che cade diversamente sulla testa. Si annida insospettabile in un tempo qualunque, in attesa di raggiungere la quotidianità per imporre una scelta rapida, una direzione che cambierà per sempre la vita.
Per me fu un mercoledì.”
Inizia così la parabola discendente che porterà Viola a vivere, nell’ambiguo mondo dei “Centri Massaggi”, esperienze intense e degradanti, in un racconto poetico e disperato che mescola lo squallore della quotidianità al ricordo dei traumi dell’infanzia.
Il caso, la necessità o l’attrazione per il lato oscuro del sesso la avvicineranno a pratiche erotiche perverse, consentendole di osservare con lucidità i risvolti sfaccettati dei diversi personaggi che popolano i recessi più bui delle moderne case del piacere.
L’intensa rievocazione degli amori morbosi che la protagonista sperimenta nella vita conferiscono alla narrazione introspettiva un denso sapore a volte dolcemente trasognato, altre amaramente tormentato.
Una nota di benevola autoironia e la profonda aspirazione alla libertà preserveranno infine Viola dall’autodistruzione, in un viaggio emotivo tra ragione e follia attraverso cui giungerà alla consapevolezza di sé.
Uno struggente romanzo di sensibilità femminile che tratteggia in chiaroscuro, attraverso i brividi del corpo, le pieghe dell’anima.

L’AUTRICE

Viola è nata nell’83, vive a Milano insieme al suo vecchio cane, non è sposata.
“Dentro l’acquario – la ragazza del centro massaggi” è il suo romanzo d’esordio, con cui si fa portavoce di una realtà nota ai più, ma di cui nessuno ha ancora raccontato.

ESTRATTO

“Esiste un giorno capace di mimetizzarsi fra gli altri, non lo si distingue dal profumo nell’aria o dalla luce che cade diversamente sulla testa. Si annida insospettabile in un tempo qualunque, in attesa di raggiungere la quotidianità per imporre una scelta rapida, una direzione che cambierà per sempre la vita. 
Per me fu un mercoledì.”
“Rosso è la prima cosa che vedo. Il colore del dolore, delle urla.
Di vita e di morte. Dell’amore, insomma. Forse sto nascendo.
Accenditi, cuore mio, batti e vivi.”
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Buona lettura!
Naty&Julie ❤

Recensione di “Vampyland – Un Natale da ricordare” di Federica D’Ascani

Buongiorno Notters!
Ricominciata la settimana lavorativa eh?
Beh, se volete trovare un motivo in più per sorridere non potete perdervi il libro di cui vi parlo oggi, un libro scritto da un’autrice che adoro è che ammiro tantissimo, un’autrice che non mi stancherei mai di leggere…

Sto parlando di Federica D’Ascani e del suo “Vampyland: un Natale da ricordare”!

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15065061_10209585695630716_266234127_oTITOLO: Vampyland – Un Natale da ricordare

AUTRICE: Federica D’Ascani
GENERE: Narrativa per bambini
EDITORE: Self-Publishing
DATA PUBBLICAZIONE: 01 dicembre 2016
PAGINE: 118
FORMATO: cartaceo
PREZZO: € 6,99

SINOSSI
Sei mai stato a Vampyland? No? Be’, neanche Francesco. Ma Danny, il suo migliore amico, è proprio da lì che proviene, e il suo tempo sulla Terra sta scadendo, ormai. Mancano poche settimane prima che il piccolo pipistrello di peluche sia costretto a tornare indietro, dal Signor Dentifini, e la prospettiva non piace a nessuno dei due amici. Il pauroso Arcivampiro, infatti, non è solo cattivo e perfido, ma vuole fare di Danny un vampiro a tutti gli effetti, proprio come lui.
Con Natale alle porte, questo di certo non è un bel modo di festeggiare. Anche perché il piccolo peluche è l’unico amico di Francesco. Senza di lui, con chi parlerà? Poche parole e la musica rock sono tutto ciò a cui è abituato. Da sempre…
Ma… La magia del Natale arriva anche in casa dei due amici e Beatrice, una bambina dalle trecce arancioni come le carote, irromperà nelle loro vite come un tornado di simpatia, abbattendo una a una tutte le barriere di Francesco.
Il primo episodio di “Vampyland” ti attende: verrai catapultato in un mondo completamente diverso da quello che conosci. E una volta incontrato Danny, tornare indietro sarà impossibile!
RECENSIONE
***ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER!***
Francesco è un ragazzo speciale.
È un ragazzo che non ha necessariamente bisogno di parlare per farsi capire e comprendere ciò che lo circonda, no.
È un ragazzo che non ha bisogno di grandi gesti o grandi attenzioni.
È un ragazzo che si diverte con poco e facilmente, ma che, con la stessa facilità, può chiudersi a riccio e dirsi ferito.

È un ragazzo buono, puro e semplice, dorato di una sensibilità unica e fuori dal comune, quella stessa sensibilità che, però, spesso lo fa sentire un pesce fuor d’acqua in quel mondo tanto bello quanto difficile, il mondo dei bambini.

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Si perché Francesco non é un ragazzino come tutti gli altri, questo almeno è quello che gli hanno sempre detto; ma infondo poi cos’è la normalità?
Noi la troviamo nelle parole, nei dialoghi, nelle discussioni, nel nostro modo convenzionale di esprimerci che ci permette di essere compresi e di capire gli altri. Ma chi l’ha detto che tutto ciò che è al di fuori di questo non è normale?
Esistono i gesti, esiste la manualità, esiste lo sguardo, esiste la comunicazione non verbale del corpo.
Gli occhi, le mani e il corpo possono dire molto di più di mille parole, basta saperli utilizzare.
E Francesco sa farlo; sa utilizzare il suo corpo per farsi capire, riesce a cogliere quello più di quanto la gente possa mai pensare con un semplice sguardo.
Peccato, però, che nessuno riesca a capire lui…
nessuno riesce a capire l’espressione della sua contentezza, sbattendo i piedi e facendo una giravolta.
Nessuno riesce a capire che quando è confuso lo esprime dondolando su se stesso oppure quando è triste si accovaccia in un angolino e inizia ad ascoltare la sua musica rock.
fede1Nessuno riesce a capire che ciò desidererebbe è solamente stare in gruppo, avere degli amici e giocare con loro.
Allora si, allora forse Francesco è davvero speciale perché diverso dagli altri; ma a me piace pensare che siano gli altri ad essere diversi da Francesco perché il suo modo di vivere, il suo modo di esprimersi è puro e semplice proprio come lui.
E non è difficile da capire, anzi, è più difficile capire noi grandi che diamo importanza a cose che non dovrebbero nemmeno averne, complicando così relazioni, rapporti e discussioni.
Invece sarebbe così semplice affrontare la vita come l’affronta Francesco che, a differenza di quello che si può pensare, non è poi così solo…
Danny… Be’, lui sì che era forte! Un vampiro proprio forte… Certo, era completamente diversofede2 da tutti quelli di cui aveva sempre sentito parlare, ma proprio per questo sentiva di non poter più fare a meno della sua amicizia. Vulcanico, dalla simpatia fuori dal comune, quel pipistrello peloso era l’unico essere in grado di capirlo alla perfezione. E poi non doveva andare a scuola e già questo lo rendeva un eroe, ai suoi occhi. Sua madre, d’altro canto, non voleva che Francesco lo portasse con sé in classe, diceva che i giochi non erano ammessi. Già, i giochi… Lei non sapeva cosa fosse Danny, non immaginava che era in grado di parlargli, di spiegargli le cose che non capiva, che nessuno voleva spiegargli. 
Danny è il suo migliore amico.
Piombato nella vita di Francesco dal nulla, catapultatosi nella sua stanza in una fredda e grigia giornata invernale, quel peluche di pipistrello che parla con lui, che mangia chili di cioccolata con lui, che gli svolazza sempre intorno e che gli prende le guance per abbracciarlo, è l’unico vero amico che ha.
L’unico con cui Francesco riesce a parlare.
L’unico con cui si sente se stesso.
L’unico con cui non si sente giudicato, semplicemente perché non lo giudica.
L’unico con cui si sente libero di esprimersi nel suo modo convenzionale, nel modo che conosce.

Nasce quindi una bellissima e solidissima amicizia, una di quelle che sarà destinata a durare per sempre… o forse no?

«Tu hai… cooooosa?» chiese sbigottito Danny, balzando sul materasso. «Non è possibile… tu… lei…Ma è fantastico! Se diventate amici io potrò finalmente tornare a casa mia!» esclamò contento il vampiro tappandosi subito dopo la bocca. Francesco lo guardò confuso e Danny distolse lo sguardo.
«Credo di aver parlato troppo…» ammise il pipistrello iniziando a camminare avanti e indietro sul letto.
Già, avete capito bene: Danny non potrà starà per sempre con Francesco, Danny dovrà tornare a Vampyland, la sua città.
Ma quando?  E perché?  Ma soprattutto: perché allora è entrato nella vita di Francesco?
Quel che il nostro amico Francesco ignora è che Danny è in missione, una missione che potrebbe avere più o meno l’età di Francesco, due occhi grandi e luminosi, vestitini rosa e lunghi capelli arancioni… una missione che ha un nome: Beatrice.
Una missione che si deve trasformare in una sola cosa: amicizia.
“Vampyland: un Natale da ricordare” è un libro straordinario.
È un libro scritto per sensibilizzare tutti noi riguardo ad un tema importante e spesso taciuto, come quello dell’autismo.
E ciò che rende questo libro veramente speciale, è che l’autrice l’abbia fatto in maniera completamente anticonvenzionale, proprio come il nostro Francesco.
Perché questo non è assolutamente un libro triste, che racconta con drammaticità la storia di un bambino autistico che fatica ad integrarsi in società.
No, questo è un libro divertente, ironico, coraggioso e che infonde speranza.
È un libro che racconta la stessa storia, ma con una chiave di lettura diversa, una chiave di lettura che non ha bisogno di toccare determinate corde per immedesimarsi e far capire la grandezza e l’importanza dell’autismo.
Ma tocca, invece, le corde giuste per far capire che ciò che ci sembra lontano e diverso da noi, può essere veramente speciale.
E il fatto che l’autrice abbia deciso di scrivere questa storia apposta per i bambini, apposta per far comprendere loro che la diversità è simbolo di unicità, è assolutamente geniale.
Ma ciò che è ancora più geniale è che forse questo libro serve più ai grandi, per tornare a pensare come quando erano bambini, per tornare a pensare con semplicità.
Un ragazzo “diverso”, un’amicizia “diversa”, una storia “diversa” sono gli ingredienti di questa storia che nella sua diversità, è semplicemente ciò che tutti noi vorremmo nella nostra normalità.
Brava Fede, come sempre sei una garanzia!
Edna

Il mio giudizio:

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Presentazione di: “Tienimi Stretta”di Francesca Scamarcio

Ciao Notters! 🙂
Da pochi giorni è approdato nei maggiori store il nuovo romanzo di Francesca Scamarcio dal titolo “Tienimi Stretta”.

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TITOLO:  Tienimi Stretta
AUTRICE: Francesca Scamarcio
EDITORE: Youcanprint
DATA PUBBLICAZIONE: 17 Ottobre 2016
GENERE: Narrativa
PAGINE: 178
FORMATO: eBook/Cartaceo
PREZZO: € 2,99/€ 15,00

 

SINOSSI

Vera vive a Napoli, ha due figli e un lavoro nel campo dell’alta moda. Dopo la separazione dal marito la sua vita affettiva continua ad essere disastrosa, gli uomini da cui si sente attratta diventano tutti dei fantasmi, l’abbandono si insinua nella sua vita come uno schema fisso. La sua infanzia è un gomitolo di ricordi oscuri, percezioni mai elaborate, paure indecifrate, che fungono da esca per i suoi carnefici. Sarà la confessione della madre, affidata ad una lettera lasciatale in punto di morte, che rivelerà l’origine di quella dinamica masochista: un abuso sessuale subito a cinque anni in famiglia. Da quella rivelazione il suo mondo interiore all’improvviso si ricomporrà, come schegge di un vetro rimesse insieme con pazienza, da cui riesci di nuovo a specchiarti intera. Tutto si riallineerà sul filo doppio della consapevolezza e del perdono, ogni nodo sarà sciolto, e la saggezza dell’anima coprirà come un manto la mente e i suoi percorsi deliranti, riallacciandosi all’innocenza dei suoi giochi di bambina allo specchio.

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Buona lettura!
Naty&Julie

Recensione di: “Your passion, the way” di Monica Talea

Buongiorno Notters!
Dopo questo week end uggioso e freddo, eccomi qui a raccontarvi la mia lettura della settimana.
Questa volta è toccato alla nostra Monica Talea con il suo “Your passion, the way”, un libro che, ad oggi, tutti dovrebbero leggere, grandi e piccini.
Perché?
Beh, leggete un po qui! 😉

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TITOLO: Your passion, the way
AUTORE: Monica Talea
GENERE: Narrativa
EDITORE: 13 LAB Editore
DATA PUBBLICAZIONE: 1 aprile 2016
FORMATO: cartaceo
PAGINE: 170
PREZZO: € 14,00

SINOSSI

Isabel, ragazza confusa che non ha ancora trovato la propria dimensione, cambia pelle grazie alla crisi economica e si occupa, per una serie di coincidenze, della sua vera passione: le borse. Il pezzo di maggior successo, che lei stessa disegna, è la borsa rossa, un Made in Italy su cui fa imprimere una frase dedica per tutte le donne, un promemoria per raggiungere la felicità: Your Passion, The Way.  La passione, infatti, dovrebbe guidare le scelte importanti della vita e indicarci la direzione da seguire. Isabel s’imbarca con la famiglia (e non solo) in un’avventura imprenditoriale che pare, all’inizio, azzardata e che la conduce alla sua piena realizzazione professionale. Per presentare al grande pubblico la pochette, Isabel ha in mente una campagna promozionale: la stessa pensata dall’autrice del romanzo, Monica Talea, che ha fatto realizzare l’oggetto da un artigiano. Gli esiti di tale operazione hanno portato a questa seconda edizione aggiornata de La borsa rossa (2014). Ecco, dunque, fantasia e realtà magicamente intrecciarsi per lanciare il messaggio che occorre avere la tenacia e la forza di credere nei propri sogni, malgrado tutto. C’é sempre qualcuno, un’anima simile alla nostra, pronta ad ascoltare.

RECENSIONE
ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER

Isabel e Ambra sono colleghe/amiche, entrambe lavorano presso un agenzia assicurativa ed entrambe passano le giornate chiedendosi quanto manca alla fine del turno.
Insoddisfatte del loro lavoro, si trascinano le ore dietro quella scrivania, accettando passive che qualcosa possa mai cambiare.
Se ci aggiungiamo, poi, che la loro vita sentimentale va a rotoli a causa di uomini (che poi tanto uomini non sono!) incapaci di apprezzare ciò che hanno al loro fianco, beh, direi che avete un bel quadro della situazione!

Ambra non sta più bene nei suoi chili di troppo e, specchiandosi, non vede più quella luce che contraddistingueva il suo sguardo nocciola dagli altri illuminandole il viso.
Isabel, invece, non si sente realizzata; sente che deve cambiare qualcosa, sente che il tempo le sta scivolando via dalle mani e ha l’impressione di non aver concluso nulla fino ad ora.

Cosa potrebbe cambiare la vita di queste due amiche?
Cosa potrebbe far ritornare la luce negli occhi di Ambra e cosa potrebbe far sentire realizzata Isabel?
Beh, spesso si dice che “staccare la spina per un po aiuta a schiarirsi le idee”!
E allora perché non approfittarne e fare un viaggio?

image-6<< Bene. Allora rimangono due cose da fare. Prima: parrucchiere per entrambe. Finita una storia, si sa, è d’obbligo tagliare i capelli. Fa sentire meglio, giusto? Seconda/ pensiamo a una bella vacanza da fare insieme io e te. Lorenzo e Luca rientreranno a breve, poi sta a noi pianificare le ferie. Dobbiamo darci una mossa, ragazza! Altrimenti tu non smetti di ridere e tutti ti prenderanno per pazza, mentre io diventerò la donna più grassa di Roma! Serve una svolta, ma deve partire da noi! >> Ambra aveva una strana luce negli occhi, la luce di chi è determinato a prendere in mano il timone della propria esistenza. Isabel colse quella forza e determinazione e decise di aggrapparsi.”

Isabel e Ambra sono cariche di aspettative: un nuovo look, una nuova avventura alle porte che le porterà a conoscere gli affascinanti fiordi norvegesi e magari chissà che in quella crociera non si scontrino col vero amore!
Così, tra una sforbiciata di capelli e il restauro dell’armadio di entrambe, le due amiche sentono di avere nuovamente il mondo in mano, di essere vicine alla felicità.
Eppure, in realtà, quella nuvoletta di Fantozzi che aleggia sopra le loro teste non ha ancora deciso di abbandonarle, soprattutto Isabel.

<< Posa i sacchetti, Isabel! La giornata si chiude con una brutta notizia. Mi dispiace! >>
<< Che cosa è successo? Non tenermi sulle spine! >>
<< Siamo nei guai: il mobilificio è in crisi da tempo e sta per chiudere. Avremo meno soldi per vivere d’ora in avanti. >>
<< Cosa? >> 

Sì, era accaduto veramente, suo padre aveva perso il lavoro.
Successe che la crisi che stava colpendo l’Italia, colpì anche la sua famiglia.
Perché la vita é così: ne senti ogni giorno in televisione, alla radio, leggi sul giornale le notizie più improbabili ma anche le più spaventose, e finchè non colpiscono chi sta vicino a te o te direttamente, non ci dai peso.
Poi, quando la realtà delle cose bussa alla tua porta, non puoi fare altro che aprire e prendere consapevolezza che non si è immuni a niente in questo mondo.

Ed è proprio quello che è successo ad Isabel e alla sua famiglia ma non solo: molte famiglie risentirono della chiusura del mobilificio, una chiusura che è pesata molto a Giacomo, il titolare, che aveva investito tutta la sua vita in quelle mura.
Ma purtroppo la crisi non ha pietà, non fa sconti a nessuno e ti piega come se fosse il più pesante dei macigni.
E cosa poter fare, a questo punto?
Come poter sopravvivere ad una tale tempesta?
La parola chiave è una sola: reinventarsi.

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Sapete cosa succede quando unite un grande lavoratore che non si arrende davanti a niente perché l’amore per la sua famiglia lo spinge a credere in se stesso e nelle sue risorse, un ex imprenditore, un pubblicitario, una donna stanca di fare la casalinga e desiderosa di rendersi utile in famiglia e, soprattutto, una ragazza con una passione smisurata per le borse?
Ecco, succede che una famiglia, anziché dividersi, si unisce ancor di più.
Succede che un uomo e una donna ritrovano la complicità in un matrimonio ormai spento.
Succede che una giovane ragazza ritrova la speranza e la voglia di vivere, di esprimere se stessa.image-8
Succede che è ora di investire i risparmi di una vita, investirli per un qualcosa che ne valga veramente la pena.
Succede che nasce S&I.

E poi, succede che nasce la borsa rossa, la borsa che lancia un messaggio a tutte le donne: “Your passion, the way”.
Perché se ci credi, se metti passione in ciò che fai, allora la vita ti sorriderà e quella nuvoletta di Fantozzi si sposterà un po più in la.

“Your passion, the way” è un libro che potrebbe tranquillamente essere un manuale di vita, uno di quelli che ognuno di noi dovrebbe leggere almeno una volta nella vita, uno di quelli che insegna.
Si perché questo libro insegna a saper accettare le condizioni che ci vengono poste, a prendere consapevolezza di ciò che è la realtà che ci circonda.
Insegna a non arrendersi, che la vita a 50 anni non è ancora finita, e che non finisce nemmeno quando ne hai 70.
Insegna che in amicizia e in amore bisogna avere coraggio, lo stesso coraggio che bisogna avere nel proprio ambito lavorativo.
Insegna che bisogna avere rispetto, in primis per se stessi, per la proprie passioni.
Insegna che bisogna crederci, sempre, perché “se vuoi puoi”, ed è davvero così.

Questo libro è uno spaccato della realtà che le nostre famiglie, chi più chi meno, sta vivendo tutt’ora.
Ed è proprio per questo che questa non è solo la storia di Isabel e della sua famiglia, ma è quella di tutti noi.
È la storia di chi si è ritrovato disoccupato dopo anni e anni di lavoro, di chi si alza al mattino col pensiero di non percepire più uno stipendio e quindi di non contribuire al sostentamento della famiglia.
È la storia della nostra Italia, delle nostre case, dei nostri padri.
Ed è una storia che ci urla a gran voce una sola cosa: abbiate la forza e il coraggio di reinventarvi, sempre.

Edna ❤

Il mio giudizio:

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BookBlog Tour: “Il Barone dell’Alba” di Stefano Valente

Buongiorno Notters!
Eccoci qui felici ed onorate di aprire il BLOG TOUR di “Il Barone del’Alba” di Stefano Valente che si svolgerà dal 10 al 14 Ottobre 2016.

Oggi vi terremo compagnia con la prima tappa ma ce ne saranno altre quattro!
Cinque tappe ricche di curiosità quindi mi raccomando, non perdetevene nemmeno una eh!? 🙂

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LE TAPPE

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IL ROMANZO

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TITOLO: Il Barone dell’Alba
AUTORE: Stefano Valente
GENERE: Narrativa
EDITORE: Graphofeel Edizioni
DATA PUBBLICAZIONE: 20 maggio 2016
PAGINE: 333
FORMATO: Cartaceo
PREZZO: 14,00€

 

SINOSSI

La fine del ’700: il Grand Tour del giovane barone borbonico Francesco Antonio si trasforma in una rocambolesca sequenza di avventure cui fanno da sfondo l’Italia e il Mediterraneo, la Sicilia e Malta, fino all’Egitto delle antichissime divinità teriomorfe e dei loro orripilanti misteri.
Sulle tracce di un enigmatico ritratto di donna il barone di Santamaria di Calòria percorrerà i mari e gli Stati, in compagnia di preti avventurieri e bestemmiatori, di sbirri negromanti dall’ambigua bellezza, braccato dai sicari della Chiesa e dalle spie dell’Inquisizione. Rapimenti, duelli, le prime esperienze dei sensi. Dalle sabbie del deserto africano al ritorno nella città dorata dove ogni cosa ha avuto inizio, la Storia si fonde con l’Immaginario. Le lingue, le parlate e i dialetti si amalgamano nella narrazione in cui sfilano tableaux ricchissimi e vivaci di luoghi, comparse e personaggi mai del tutto decifrabili, ciascuno col proprio insospettabile segreto. E soprattutto scorre davanti ai nostri occhi il racconto della Notte che incalza invano il Mattino e le sue rivelazioni: poiché sa che, quando infine li avrà raggiunti, non sarà in grado di riconoscerli. Verità e Finzione, Ragione e Follia, Voce e Silenzio, si danno convegno per raccontare una vita.


Era il 20 Maggio quando Notting Hill Books recensiva per voi questa intrigante storia, ve lo ricordate vero? E voi che ne pensate? Vi va di raccontarcelo?

La nostra Edna ne parla così…

“Questo libro non racconta un’avventura… Lo è.
È un viaggio nelle realtà italiane, tanto belle quanto maledettamente ottuse.
È un viaggio nell’affascinante e misterioso Egitto, coi suoi complicati geroglifici e con la curiosa cultura che lo contraddistingue.
È un viaggio di anime, più che di persone, che non scoprano solo luoghi nuovi ma bensì realtà nuove.
È un viaggio difficile da intraprendere, a tratti tortuoso, che un lettore attento può affrontare.

Il linguaggio ricercato rende la lettura affascinante anche se leggermente impegnativa, ma Stefano è riuscito ad intrecciare in maniera intelligente il modo di raccontare settecentesco con quello dei nostri giorni modernizzando a tratti la lettura.

Un libro che incuriosisce e che, chi ama il genere, non può lasciarsi scappare!😉

La recensione completa è disponibile qui:
https://nottinghillbooks.com/2016/05/20/recensione-di-il-barone-dellalba-di-stefano-valente/

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QUATTRO CHIACCHIERE CON STEFANO VALENTE

 

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1. Stefano, da cosa deriva la tua scelta di utilizzare documenti storici e farne poi un libro, una storia da raccontare al pubblico? Cosa ti ha portato a questa decisione?

Il Barone dell’Alba è in realtà un libro nel libro, l’invenzione di un manoscritto settecentesco all’interno di un’indagine archivistica: per certi versi lo si potrebbe anche definire un “bibliothriller”. Di vero ci sono soltanto le ambientazioni e i riferimenti agli anni in cui i fatti – le peripezie del giovane barone Francesco Antonio di Santamaria – prendono vita. Sono felice che il mio “inganno”, costruito su studi documentari e letterari settecenteschi, sia riuscito in pieno. Volevo che il lettore credesse fino in fondo all’avventura senza respiro de Il Barone dell’Alba…

2. Diversi passaggi del racconto sono scritti in dialetto; a questo proposito, hai avuto difficoltà con la loro traduzione? Come hai lavorato su questi passaggi?

Tutto Il Barone dell’Alba si regge sulla veridicità della trama narrativa. Per questo scopo mi era necessario architettare idiomi e parlate – quelli del protagonista e degli altri personaggi – assolutamente “plausibili”. Un lavoro non facile, certo (mi sono dovuto basare, fra l’altro, su epistolari e atti mercantili del XVIII secolo), ma la mia formazione e i miei studi di linguistica, storia della lingua e dialettologia sono stati preziosi. A un secondo livello, poi, ho lavorato con le varie voci del libro per allestire uno scenario il più ricco e multicolore possibile. Per avvicinarmi alla dimensione “teatrale” e multiforme tanto tipica del Settecento, secolo in cui di fatto non esisteva ancora un italiano “stabilizzato”, e il Mediterraneo risuonava di parlate esotiche d’ogni tipo.

3. Il racconto è ambientato in luoghi molto diversi tra loro come l’Italia, la Francia e l’Egitto. In ciascuno di questi Paesi hai raccontato delle loro rivoluzioni, delle vicende che hanno segnato la storia. Come hai unito la storia di Francesco con quella “reale”, quella che ritroviamo nei libri? Hai incontrato mai qualche ostacolo da questo punto di vista?

Scrivere è per me anche giocare con la Storia, fare un po’ l’equilibrista fra realtà – il dato reale, la cronaca attestata – e invenzione narrativa pura. È questo che innesca la scintilla della curiosità in buona parte dei lettori: trovare una risposta a tanti risvolti degli accadimenti, così come sono riportati ufficialmente, attraverso le vicissitudini di personaggi “possibili”. In questo modo il barone Francesco Antonio di Santamaria di Calòria, le sue Alterne venture e tutte le figure in cui s’imbatte prendono posto nell’“altra” Storia – quella che non appare nei testi scolastici.

4. Francesco è un personaggio bizzarro sì, ma anche forte, coraggioso e intelligente. Oltre ai documenti storici che hai utilizzato per scrivere il libro, ti sei ispirato a qualcuno per raccontare di Francesco?

Mi viene da dire: a me stesso. E a ognuno di noi. Perché il protagonista de Il Barone dell’Alba racchiude in sé le luci e le ombre di ciascun essere umano: le sue miserie e la sua ricchezza, i tormenti e le certezze, la ragionevolezza e la follia. E lotta incessante che combattiamo tutti nelle diverse fasi della vita: fra l’odio e il voler amare. E il poter amare. Per questo l’odissea di Francesco Antonio, il Barone dell’Alba, ci rappresenta tutti. È un eroe vero, vulnerabile e esitante, eppure forte della forza più straordinaria, e dolorosa: quella che ci spinge ogni giorno a domandarci chi siamo veramente. E cosa siamo diventati…

5. E per finire, una curiosità: il tuo è sicuramente un libro interessante, una lettura importante e impegnativa. Hai mai avuto il timore di uno riscontro negativo con il pubblico?

Naturalmente. Quale scrittore non ne ha? Spero che Il Barone dell’Alba incontri il favore dei lettori. In piena umiltà – l’umiltà che, credo, deve essere la prima prerogativa di un autore. L’ultima parola va sempre ai lettori. E li ringrazio fin d’ora se sceglieranno di passare il loro tempo, e viaggiare col pensiero e il cuore, sulle pagine de Il Barone dell’Alba…

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MA LE SORPRESE NON SONO FINITE! 

ALLA NOSTRA TAPPA DEL BLOG TOUR SARA’ COLLEGATO DALLE ORE 10:30 FINO ALLE ORE 21:30 UN FLASH GIVEAWAY CHE VEDE IN PALIO UNA COPIA CARTACEA DI “IL BARONE DELL’ALBA”!
Clicca qui per partecipare al giveaway!

Vi aspettiamo!
Naty&Julie ❤

 

Le prossime uscite di DeAgostini Libri!

Ciao Notters,
ecco qui per voi le novità letterarie proposte da DeAgostini Libri!

Testata newsletter De Agostini Libri

 

Narrativa


Quando amavamo Hemingway, 
Naomi Wood
 (Bookme – 25 ottobre)

Bestseller in Inghilterra, in corso di traduzione in 13 Paesi, presto una miniserie prodotta da Amazon con Jude Law e Ben Jackson come produttori esecutivi.

La prima è Hadley, dopo è venuta Pauline, poi c’è Martha e infine Mary. Quattro mogli, quattro donne tra le tante amate e tradite dallo scrittore più famoso e tormentato della sua generazione. Tra la Parigi degli Anni Venti e Key West, tra Cuba e l’America della Guerra Fredda, le quattro Mrs. Hemingway si passano il testimone per raccontare una storia densa di passioni e tradimenti, di intrighi, ambizioni e gelosie. Perché dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna.

AUTRICE IN ITALIA 3-4 NOVEMBRE

 
Tutti i gradini del male, 
Giulio Galli
(Libromania – 25 ottobre)

Lei uccide per vendetta, per soldi o per puro piacere: perché è una professionista ed è la migliore nel suo campo.

Cosa si nasconde nel passato della creatrice dei reality della paura? Quale mistero l’ha incatenata all’inferno del suo lato oscuro? Quale terribile segreto l’ha spinta a salire tutti i gradini del Male fino a creare l’organizzazione criminale più sofisticata mai scoperta?

 

 

Bambini e Ragazzi

 


Steven Street of Magic

(Super – 11 ottobre)

Steven è un talentuoso prestigiatore che con i suoi trucchi lascia senza fiato chiunque gli passi vicino. La Street Magic è una forma di magia che abbandona frac e bacchette magiche e lascia libere colombe e conigli. Una magia rapida, giovane, fatta congli oggetti della vita di tutti i giorni.
Tanti trucchi spiegati con parole semplicie dirette, adatte al target. Trick facili da imparare e da replicare davanti agli amici.


Shadow Magic
, Joshua Khan
(De Agostini – 18 ottobre)

“Se cercate quel brivido che avete provato la prima volta che avete letto Harry Potter, non lasciatevi scappare Shadow Magic. Vi sfido a non innamorarvi di questa storia!”
Rick Riordan

Da quando i suoi genitori sono morti in circostanze misteriose, Lily Shadow si  è  ritrovata  unica  erede  al  trono  di  Gehanna.  Ma  per  una  ragazzina  di tredici anni, che non ha alcuna conoscenza della magia nera, governare il regno delle ombre è impossibile. I suoi antenati erano in grado di comunicare con glispiriti, risvegliare i morti, radunare truppe dalle tombe. Come potrà lei difendere il  Paese  senza  magia  e  senza  un  esercito?

Epico e avventuroso, dall’Inghilterra il primo capitolo di una nuova straordinaria saga.

AUTORE A LUCCA COMICS &  GAMES 2016

 

Young Adult


The boy band
, Goldy Moldavsky
(DeA – 11 ottobre)

Intelligente e irriverente, dark e ironico, un nuovo YA bestseller del New York Times.

Hadley ha quindici anni e una vera e propria ossessione per i Ruperts, la boyband del momento. Insieme alle sue tre amiche del cuore affitta una stanza nello stesso hotel dove alloggerà il gruppo a New York. Le ragazze sperano di incontrare il loro idolo, ma le cose prendono una piega del tutto inaspettata e si ritroveranno a… rapire… il membro della boyband. Il cantante sarà trovato morto e tutte si dichiarano innocenti, Hadley capisce che non può più fidarsi di nessuno e si ritroverà davanti a un dubbio amletico: tradire le amiche e confessare o tradire il grande amore e farla franca?

Varia

Have a good day, Caroline Webb
(De Agostini – 25 ottobre)

Hai mai la sensazione che il tuo mondo sia complicato, pieno di ansie, frustrante?

Caroline Webb, sfruttando le scoperte delle neuroscienze, della psicologia sociale edell’economia comportamentale ci suggerisce come migliorare la qualità della nostra vita, lavorativa e non, con un percorso articolato in sette sezioni. L’obiettivo è “trasformare ogni giorno in una bella giornata”, cercando di essere sempre in contatto con la parte migliore di noi stessi.

Chiunque può così imparare a gestire al meglio le relazioni, a essere più efficace, ad attivare risorse positive. Perché il vero obiettivo, più della produttività e dei guadagni, è il nostro benessere psicofisico.

Recensione di: “Dalle stelle alle stalle” di Elisa Grosso

Buongiorno Notters!
Eccomi qui di nuovo con voi (scusate se ci ho messo un po, mi farò perdonare giuro!) a parlarvi della mia lettura della settimana.
Un libro bellissimo che mi è entrato nel cuore, il libro di Elisa Grosso “Dalle stelle alle stalle”.
Non lo avete ancora letto?!
Beh, non vi resta che scoprirlo insieme a me? 😉

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TITOLO: Dalle stelle alle stalle
AUTORE: Elisa Grosso
GENERE: Narrativa
EDITORE: Self-Publishing
DATA PUBBLICAZIONE: aprile 2016
FORMATO: eBook / cartaceo
PAGINE: 238
PREZZO: € 0,99 / 6,97€

SINOSSI

Brendon è un uomo alla soglia dei quarant’anni che ha perso tutto: lavoro, famiglia, amici e l’amore per se stesso.
Sopravvive alla giornata rifugiandosi nei ricordi che arrivano senza preavviso innescati da profumi, colori o oggetti. Si crogiola nel passato senza speranza nel futuro, ma per il presente il destino ha altri piani…
Una sua collega scopre una parte della sua storia e decide di aiutarlo a combattere per riprendersi la propria vita, affiancata anche da altri vecchi amici o parenti. Decidono tutti di unirsi aiutandolo a combattere il suo peggior nemico: Sé stesso!
Un viaggio alla scoperta del protagonista e di come non sia il destino a remarci contro, ma noi stessi!

RECENSIONE
ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER!

“Ci sono momenti che pensi alla vita
ed altri in cui credi che è proprio finita
E ti viene da vivere
e ti viene da piangere
e ti viene da prendere un treno
andare affanculo e lasciare tutto com’è “
Com’è straordinaria la vita – Dolcenera.

Quello che Brandon stava attraversando, era proprio uno di quei momenti.
Un momento buio, cupo e triste della sua vita in cui il suo unico pensiero era quello di estraniarsi da tutto e tutti, di allontanarsi dal suo passato, da quello che era nel suo passato, da ciò che rappresentava la sua esistenza nella sua vita passata.
Voleva stare seduto lì, nell’angolino buio del suo angusto monolocale e crogiolarsi nel suo dolore.
Brandon viveva così le sue giornate: non dormiva, non mangiava, andava al lavoro e si comportava come un automa.
Nessuna relazione amichevole, nessuno con cui parlare, nessuno con cui condividere i suoi pensieri, quegli stessi pensieri che lo tormentavano a qualsiasi ora della giornata, squarciandogli il petto ogni volta…

“Dai Brendon , vieni! Non fare il fifone! L’acqua è calda” mi chiama Amber  mentre  corre verso la distesa d’acqua scura, illuminata solo dalla luna.
“Non abbiamo gli asciugamani” le urlo cercando di farla desistere, ma lei non mi ascolta e ridendo si tuffa con grazia. Scuoto la testa urlandole “Aspettami!” e mi spoglio rimanendo in boxer.
Mi tuffo e devo ammettere che, dopo il primo impatto, l’acqua è veramente piacevole. In poche bracciate la raggiungo e la prendo tra le braccia perché lei non tocca. I nostri visi sono a pochi centimetri e l’elettricità è palpabile nell’aria. Sono due anni che sogno questo momento.
Ci fissiamo coimage-3n il fiato sospeso, mentre i nostri corpi si sfiorano cullati dall’acqua. Le onde si infrangono in sottofondo e la luce della luna  ci illumina. I nostri occhi esprimono ciò che a parole non riusciamo a dichiarare. Le mie mani le accarezzano la schiena mentre le sue, allacciate alla base della mia nuca, giocano con i miei capelli.  Il tempo scompare ed io, trasportato dalla magia del momento, mi avvicino piano al suo volto. Le sue labbra si dischiudono in un ta cito invito ed i suoi occhi brillano di felicità.

Diminuisco la distanza con lentezza per assaporare ogni singolo secondo e quando le nostre labbra si uniscono il mondo intero scompare.
Le nostre lingue danzano lente conoscendosi timide, le nostre labbra  si sfiorano in dolci carezze e le nostre mani ci tengono stretti in quel paradiso in terra… “

Solo una bottiglia a fargli compagnia.
Una dannatissima bottiglia dalla quale fa sempre più fatica a separarsi.
Una bottiglia che è diventata, purtroppo, la sua migliore amica.
Una bottiglia che allevia le sue sofferenze inebriandolo a tal punto da non ricordarsi nemmeno più chi è, chi è stato.
Una bottiglia che diventerà presto la sua malattia.

E chi era Brandon prima di diventare questo?
Era un uomo che ha conosciuto il suo grande amore nell’età dell’adolescenza ed è riuscito a portarlo all’altare, superando milioni di ostacoli che sembravano volerli separare, ma la verità è che il loro amore è sempre riuscito ad abbatterli tutti.
Era un uomo diventato padre troppo in fretta ma che, con la stessa fretta, è diventato il migliore padre del mondo.
Era un uomo che si è fatto un quattro per farsi valere nel mondo del lavoro, riuscendo a diventare uno dei pubblicitari più importanti della città.
Era un uomo che amava stare in famiglia e che la famiglia amava a sua volta.
Era un uomo rispetto da tutti, circondato da amici, uno in particolare era come un fratello per Brandon.
Era un uomo realizzato, sì.
E poi…
E poi qualcosa accadde nella sua vita, qualcosa si spezzò, ruppe la sua tranquillità, la sua quotidianità.

Perché succede che quando qualcosa va storto, la nostra prima reazione è quella di fuggire; fuggire dalle responsabilità, dal dolore.
Trovare rifugio in qualcosa che distolga la mente da quel pensiero, qualcosa che regali attimi di stordimento per qualche ora.
Ed è proprio quello che è successo a Brandon, in un momento di crisi con la sua splendida moglie.
E da lì, il nostro super uomo, ha perso tutto.image-4

“Vorrei bere un po’ di scotch per annebbiare i ricordi, per dimenticare e sopravvivere alla vita che mi sono scelto… perché, anche se è brutto ammetterlo, mi ritrovo in questa situazione per una mia scelta. Per la mia incapacità di essere un bravo marito, un ottimo padre… sono un fallito, e purtroppo ho scelto di esserlo sputando fango sull’unica persona che mi aiutava ad essere una persona migliore.”

Ma tre anni di redenzione, di struggimento, di disperazione sono forse troppi.
E le persone che ti stanno accanto, che ti vogliono bene veramente, se ne accorgono.
E allora cosa accade?
Che quelle stesse persone ci spronano a fare di più, a fare meglio, ci fanno riflettere, ci sbattono in faccia la realtà con un sono schiaffo e, anche se fa male, ci rendiamo conto dopo di quanto ci servisse.

Ecco allora che nella vita di Brandon si affaccia prepotente una sua collega che, con l’aiuto della sorella di Brandon, proverà a compiere il miracolo: restituire a Brandon la sua vecchia vita.

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Ma questi due uragani faranno di più: gli infonderanno coraggio e speranze, cose di cui Brandon aveva scordato l’esistenza.
Riuscirà il nostro protagonista a prendere in mano la sua vita?
Riuscirà a perdonare se stesso e a farsi perdonare?
Riuscirà a riavere con se la sua famiglia?
Lo scopriremo solo vivendo! 😉

“Dalle stelle alle stalle” è un libro curioso: la storia di Brandon è una di quelle storie che, solitamente, porterebbe ad odiare il protagonista maschile.
Qui, in realtà, l’autrice ha voluto sottolineare non tanto l’aspetto dell’errore commesso dall’uomo, quanto la sua voglia di riscattarsi per l’amore infinito verso la sua famiglia.
Ho apprezzato tanto questo aspetto perché sono dell’idea che dietro ad ogni gesto ci sia sempre una motivazione e, un libro come questo dimostra che puntare il dito non serve a niente perché gli occhi vedono solo ciò che vogliono vedere, bisogna invece usare il cuore per vedere oltre.

I personaggi sono meravigliosi, ognuno rappresenta alla perfezione il proprio ruolo all’interno della storia.
Personalmente ho provato emozioni contrastanti per Brandon: a tratti l’ho amato e a tratti l’odiato, ma non per quello che aveva fatto, bensì per la sua insicurezza personale. Insomma, non vi nego che a volte ho provato l’impulso irrefrenabile di entrare nel libro e dirgli “ehi, ma ti vuoi svegliare?!?!”!
Ma questo è stato anche il suo bello, perché è un personaggio fragile, dolce e soprattutto imperfetto, quindi vero.

Nonostante il romanzo affronti una tematica forte e importante come quella delle relazioni familiari, il tutto è raccontato dall’autrice con un pizzico di leggerezza che non rende mai pesante o noiosa la lettura, anzi, l’arricchisce maggiormente regalando anche momenti di ironia al lettore.

Dico la verità: ero un po scettica quando ho iniziato a leggere questo libro ma sono felice di dirvi che mi sono ricreduta all’istante.
Insomma Notters, questo è un libro da leggere, parola di Edna! 🙂

Edna.

Il mio giudizio:

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