Recensione di: “L’azzurro dell’amicizia” di Imma Pontecorvo

Buongiorno Notters.

Oggi vi parlo di L’azzurro dell’amicizia di Imma Pontecorvo, un racconto che tratta temi delicati come bullismo, razzismo e anoressia e che fa molto riflettere.
Non appena finito di leggerlo, avevo diverse emozioni a sconquassarmi dall’interno. Non è stato per nulla facile scrivere a caldo ma mi sono accorta che non lo era neppure farlo a freddo.
Perché purtroppo il bullismo fa parte della nostra società ed è difficile da debellare. Ognuno di noi , però, nel suo piccolo, potrebbe fare qualcosa per vincere questa battaglia.
Non bisogna arrendersi, e non bisogna voltarsi dall’altra parte e chiudere gli occhi. Non si può e non si deve rimanere nell’omertà. C’è sempre qualcosa che si può fare. Iniziare a parlarne è un inizio.
E Imma lo fa con molta delicatezza ma senza girarci troppo attorno.
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TITOLO: L’azzurro dell’amicizia
AUTRICE: Imma Pontecorvo
EDITORE: Self-publishing
DATA PUBBLICAZIONE: seconda edizione 2019
GENERE: Narrativa/Tematiche sociali
FORMATO: Cartaceo
PAGINE: 50
PREZZO: € 6,80

SINOSSI

Alessia è un’adolescente come tante, con un’innata passione per la danza e soprattutto per la scrittura. Da grande, infatti, sogna di diventare una giornalista. Condivide questi interessi con la sua migliore amica, Shaila, di origini indiane. Entrambe non hanno mai badato al diverso colore della pelle, o alla differenza tra le proprie culture di origine. All’inizio del secondo anno di liceo, però, l’inserimento in classe di due ripetenti, Gilda e Iolanda, romperà gli equilibri. Fin dai primi giorni, Shaila viene aggredita dalle due bulle con insulti razzisti e minacce di violenza. Solo grazie all’autenticità di quel bene sincero che provano l’una per l’altra riescono a superare queste difficoltà, ridipingendo le loro vite di azzurro. Una storia di due adolescenti ispirata a fatti reali, che affronta i temi attuali della disuguaglianza sociale, del razzismo e del bullismo in contesti scolastici ed extrascolastici. Un racconto che intende aprire un dialogo tra adulti e minori, al fine di sensibilizzare le coscienze su questi temi che negli ultimi anni stanno condizionando la vita di molti adolescenti.
Età di lettura: da 12 anni.

RECENSIONE
***ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER***
Alessia e Shaila si conoscono da diversi anni, frequentano l’ultimo anno di liceo classico, il loro legame è indissolubile, sono migliori amiche, sono quasi come sorelle. Non c’è differenza alcuna tra loro, i loro cuori battono all’unisono.
Shaila ha occhi neri come il carbone, capelli folti e scuri, un bel viso dai lineamenti delicati…e la pelle color del cacao amaro.
È indiana…ed è la migliore amica che Alessia potesse mai conoscere.
Lei la ammira molto, ammira la sua personalità forte e decisa e il fatto che tende sempre a proteggerla, in diverse occasioni è stata la sua ancora di salvezza, il suo faro luminoso.
Si sono conosciute sui banchi di scuola e da allora non si sono più separate: l’alchimia tra loro è stata subito evidente, subito in perfetta sintonia dal primo istante, un’amicizia rara, un’amicizia speciale.
Le mie giornate si suddividevano tra la scuola, la danza e le serate a riempire pagine bianche del mio diario che tingevo dei miei stati d’animo e sogni.
Tanti sogni.
Shaila era stata forse portata da quei sogni. Ci ritrovammo sedute l’una accanto all’altra quel primo giorno di scuola e bastò uno sguardo, un sorriso, per ritrovarci immerse a raccontarci delle nostre vite.
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L’esame di maturità è alle porte, dovrebbero passare i pomeriggi a studiare e sognare.
Alessia, infatti, ha le idee molto chiare: vuole iscriversi all’università di Lettere moderne e poi specializzarsi con un master di giornalismo.
Le è sempre piaciuto scrivere fin dalla tenera età e questo amore, questa passione la lega ancora di più a Shaila.
L’estate sta arrivando, potrebbero essere spensierate ma un compito di scuola le preoccupa non poco, perché le porta a rivivere un evento del passato che le ha segnate in modo irrimediabile.
Una macchia, un dolore immenso.
Tutto cambiò per sempre quando, al secondo anno di liceo, arrivarono due nuove compagne: Gilda e Iolanda.
Da subito iniziarono i problemi.
Un livido, parole sprezzanti verso Shaila, scritte dispregiative nei bagni…piccoli “scherzi” che di innocente non avevano proprio niente.
Sentii tirarmi la maglietta, ma non solo. Due dita mi stavano premendo la pelle lungo la spina dorsale. Forte, con una violenza tale da strattonarmi.
Mi voltai di scatto e mi ritrovai lo sguardo di una di loro puntato addosso. Chi fosse non lo ricordo. Del resto, ancora non avevo capito bene chi era chi. Ma la guardai e nei suoi occhi lessi qualcosa che mi fece tremare.
Una lama di ostilità e prepotenza, come non credevo nemmeno potesse esistere. L’amica al suo fianco mi sorrideva con una smorfia di scherno.
Mi rigirai e passai il resto della giornata cercando di ignorarle. Non fu facile. Non perché stessero continuando a importunarmi quanto perché quel gesto così gratuito, così totalmente privo di significato proprio non riuscivo a capirlo.
L’inizio dell’incubo.
Sei lunghi mesi di soprusi, di parole sputate con cattiveria e odio, fino arrivare all’apice della violenza.
Gilda e Iolanda che si considerano intoccabili per via del lavoro del padre di una di loro.
L’omertà dei compagni di scuola.
La paura di Alessia che non vuole parlarne con nessuno, soprattutto con sua madre, per non peggiorare la situazione.
Gli insegnanti (non tutti per fortuna) che sembrano non vedere.
Due ragazze isolate dal resto del mondo che si trovano a combattere contro qualcosa di più grande di loro: l’odio.
Le loro abitudini cambiano, i piccoli riti che erano una certezza nella loro amicizia vengono accantonati…loro stesse cambiano. Si chiudono un po’ di più in se stesse, arrivando a mettere in pericolo anche la loro stessa vita.
Finché non si arriva al punto di non ritorno.
Finché Alessia non esplode.
Finché la loro amicizia non viene messa in pericolo.
E allora quando si rischia di toccare il fondo si può solo risalire.
E Alessia, che si è sempre considerata fragile e non in grado di sapersi difendere, non avendo grande fiducia nelle proprie capacità, decide che è arrivato il momento di reagire.
Per Shaila che ha perso la sua grinta.
Per Shaila che rischia di perdersi, di venir inghiottita da un subdolo mostro.
Loro sono migliori amiche, loro ci sono sempre state l’una per l’altra, loro insieme ce la possono fare, con l’affetto che le ha sempre legate possono sconfiggere l’odio che voleva distruggerle.
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È una storia, come dicevo all’inizio, che tratta temi delicati: razzismo, xenofobia, bullismo, anoressia…
Temi duri, temi tosti, trattati però appunto con delicatezza.
Temi purtroppo attuali, soprattutto tra i giovanissimi.
È un breve racconto che lascia però il segno.
Perché parla anche di un’amicizia così forte che riesce a sconfiggere i “mostri”.
Parla del coraggio che si tira fuori quando la persona a cui teniamo di più è in pericolo e parla anche della forza che riusciamo a trovare e che non sapevamo di avere.
Parla del pericolo che l’omertà può portare ma anche del riscatto che si può seguire quando ci si rende conto dei propri errori.
È una storia che scivola delicata, come la sabbia tra le dita, ma che è importante da condividere.
Perché mostra che c’è una via.
La via del dialogo, dell’unione che fa la forza.
Alessia e Shaila riescono a sconfiggere il male perché rimangono unite, nonostante tutti le abbiano abbandonate, e comprendono che non devono più nascondersi né tantomeno tenere all’oscuro le proprie famiglie.
Parlarne. Subito e sempre.
Credo sia uno dei messaggi di questo breve racconto.
Parlarne è importante. E lo è anche condividere le proprie esperienze passate e anche subite, così che altre persone ne possano trovare l’aiuto necessario per debellare questo male che va diffondendosi ovunque.
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È una storia che va dritta al cuore.
Una scena l’ho trovata letteralmente agghiacciante per la carica emotiva che portava con sé.
L’inizio della fine. Toccare il fondo per poi darsi la giusta spinta per risalire.
Sono rimasta turbata da quella scena perché l’ho trovata emotivamente forte, ma credo fosse purtroppo necessaria per comprendere come l’odio sia ovunque, nascosto anche dietro un bel sorriso (di facciata).
Il finale , però, è pieno di speranza e di sentimenti positivi.
Restando uniti si può fare la differenza.
Parlando con genitori e insegnanti si può fare la differenza.
Perché nessuno ha il diritto di offendere o di ferire un’altra persona.
Nessuno ha il diritto di calpestare un’altra persona.
Nessuno. Mai.

Lo consiglio? Sì, senza ombra di dubbio.

Serenella.

Il mio giudizio:
voto-bellissimo
Voto: 4 stelline e mezzo

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