Presentazione di: “Un amore proibito. Origini” di Daniela Tess| EVENTO PROMOZIONALE NATALE 2019

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Notters, terza presentazione promozionale della domenica: Un amore proibito. Origini di Daniela Tess.

 

SINOSSI

Alyce, secondogenita del conte di Rochford, è una giovane donna di una bellezza assoluta e perfetta, molto dolce, generosa ed attenta alle esigenze degli altri. Benché sia stata educata secondo i rigidi dettami della nobiltà inglese, è molto determinata e nasconde un’indole ribelle capace di non assecondare i desideri paterni, ma di combattere per realizzare il suo sogno d’amore. Lucas, moro ed attraente, è uno stalliere che ha vissuto una vita di stenti e privazioni tanto da diventare duro e cinico.
Di poche parole, non crede nell’amore, ha un’aria tenebrosa ed è circondato da un’aura di pericolo. Giorno e notte, luce e ombra… potranno mai incontrarsi ed amarsi?

Nato come racconto a puntate in una community di lettori, le vicende di Alyce e Lucas sono diventate ben presto un appuntamento fisso di migliaia di lettrici e lettori, con episodi pubblicati a cadenza quotidiana e conseguenti veglie di attesa dei follower più tenaci. Commenti e inviti alla pubblicazione hanno pian piano portato a questo primo ebook. Ad oggi si contano circa 5565 commenti e oltre 119500 visite solo per questo primo capitolo. Nuove storie e nuovi protagonisti sono già pronti a far capolino nella galassia di romanzi a firma Daniela Tess. Romanzo non autoconclusivo, primo capitolo di una trilogia che proseguirà con “Un amore proibito- Orgoglio e terminerà con “Un amore proibito-Oltre”.

ESTRATTO

«Oh, signorina Alyce, che Dio vi benedica! Ce ne fossero di nobili come voi che si
preoccupano del benessere dei loro servitori e dei braccianti… avete un cuore d’oro!»
«John, ma cosa dici?» si schermì Alyce, facendosi tutta rossa.
«Sai che amo i bambini e mi piace molto ascoltare le esigenze dei lavoratori di
mio padre e delle loro famiglie. Un giorno avrò una casa mia e come moglie di un
Pari del Regno dovrò assumermi le mie responsabilità. Non voglio ignorare quello
che succede nelle mie proprietà, per aiutare mio marito ad amministrarle. Noi donne non avremo potere decisionale in Parlamento ma nel nostro piccolo potremmo fare qualcosa incidendo sulle decisioni dei nostri mariti e….»
«Senti, senti, cosa abbiamo qui? Una piccola rivoluzionaria? Non pensavo che le
bamboline avessero anche un cervello sotto quei frivoli cappellini!»
Alyce si girò di scatto, scioccata. Chi aveva osato rivolgersi a lei in quel modo?
Mai nessuno, in tutta la sua vita aveva osato parlare così duramente alla figlia del
conte di Rochford. Stava per rispondere a tono e rimettere a posto quel villano ma si
bloccò, o meglio si bloccò la sua voce e il suo cuore. Un brivido di gelo, poi di calore le attraversò il corpo come una scarica. La bocca era secca… ma cosa le stava
succedendo? Davanti a lei c’era un giovane uomo, uno stalliere probabilmente. Era alto, molto più alto di lei, scuro, capelli neri. Un ciuffo ribelle gli era caduto sugli
occhi. Mentre lo toglieva dal viso, lei notò le sue mani, mani forti, abbronzate, dure,
abituate alla fatica ed al lavoro manuale, ma anche bellissime, con le dita lunghe e
magre. Una volta aveva visto un pianista con mani così, mani che sapevano sfiorare
ed accarezzare i tasti di un pianoforte. Si scosse. Cercò di rispondere ma aveva la lingua legata. Lo guardò in faccia, negli occhi e fece un altro errore. I suoi occhi erano neri, duri, freddi, indagatori, due fessure buie, chiuse, senza luce. Mentre la guardavano non rivelavano nulla di sé ma sembravano volerle entrare dentro e catturarle l’anima. Come se avesse intuito l’effetto che le faceva, il giovane fece un sorrisetto ironico. Il suo sguardo fu più impudente. Cominciò a squadrarla. Le accarezzò il corpo con lo sguardo.
Dove si posavano i suoi occhi lei si sentiva bruciare e formicolare.
Continuava a soppesarla, valutarla, audacemente, sfrontatamente come un
uomo, come un amante, come solo un marito, uno sposo, aveva il diritto di fare,
senza il rispetto e la discrezione che il loro diverso rango gli avrebbe imposto di
tenere.
Alyce tremava sotto quell’esame. Era paralizzata. Dopo un tempo che le parve
interminabile sentì John dire: «Lucas, sei impazzito? Cosa ti prende? Non sai chi è
costei? E’ la figlia del conte di Rochford, il tuo padrone! Chiedile immediatamente
perdono! Scusatelo, Lady Alyce, questo ragazzo è appena arrivato, è il nuovo stalliere e…»
«John, non scusarti per me» lo interruppe Lucas «so bene qual è il mio posto.
Scusatemi Lady Alyce, il mio comportamento è imperdonabile. Vedete» disse con un
luccichio malizioso ed ironico negli occhi «sono un umile e rozzo stalliere, poco
abituato a trattare con dame del vostro rango ma solo con animali e diseredati come
me».
Così dicendo le fece un inchino beffardo che voleva sembrare di rispetto e
soggezione ma che era, in realtà, di derisione e disprezzo.
Alyce, dopo la confusione iniziale, si sentì attraversare da un fremito di rabbia.
Cosa stava facendo? Permetteva ad un umile sottoposto di trattarla così?

Ricomponendosi, gli rispose: «Non si preoccupi… signor? Lucas giusto? Capisco
benissimo che sia poco abituato a trattare con delle vere signore. Se vorrà mi renderò disponibile per un ripasso delle buone maniere… ne ha davvero bisogno! John» disse rivolta al vecchio uomo con il migliore dei suoi sorrisi stampato sul viso «Potreste preparare la mia giumenta? Vorrei fare una cavalcata e visitare la tenuta. Dopo tutti questi anni ho davvero il desiderio di vedere tutti i cambiamenti che ci sono stati».
Mentre parlava con il vecchio stalliere, Lucas continuò a guardare la contessina
e sorrise per il tentativo di lei di escluderlo, voltandogli le spalle. Dal canto suo non
era affatto tranquillo come voleva apparire, né, se per questo, indifferente.

AUTORE

Daniela Tess: insegnante di scuola primaria, lettrice compulsiva e scrittrice di romances. Vive a Roma, della cui storia è un’appassionata. Ama viaggiare, adora l’estate e il mare, elemento che ritiene un toccasana per il suo spirito, un naturale antidepressivo. Sogna una casa con terrazzo dove far spaziare lo sguardo e dove inseguire le sue visioni. Sì perché da quando ha iniziato a scrivere non si è più fermata. Lei non “pensa” alle sue storie, lei le “vive” nella sua mente, le appaiono come film precostituiti. Può solo assecondarle e seguire i caratteri capricciosi dei personaggi che affollano la sua mente. Vorrebbe avere più tempo per leggere e “creare trame” ma è anche consapevole di amare i “suoi” bambini e ritiene l’insegnamento una “passione” a cui difficilmente potrebbe rinunciare. Vedere occhioni spalancarsi di curiosità ed entusiasmo è un’emozione irrinunciabile nonché una responsabilità grande e gratificante. L’avvicinamento alla scrittura è stato graduale. Dapprima Daniela è stata una lettrice onnivora, amante soprattutto di gialli e rosa. Dopo aver letto migliaia di romances, un bel giorno, in un forum, raccolse una sfida: avrebbe provato a scrivere una fan fiction storica, ambientata nell’ottocento inglese. Il primo capitolo nacque come d’incanto…finalmente le sue fantasie avevano la possibilità di liberarsi e correre a briglia sciolta. Nel suo primo romanzo ha messo gli elementi per lei ideali di una storia: un’eroina bella, dolce, generosa e determinata a perseguire i suoi ideali e la felicità; un eroe forte, onesto, romantico e passionale; un amore contrastato, inaspettati colpi di scena e tanta introspezione psicologica, alla Balogh-maniera, scrittrice che predilige. Daniela ama scavare nell’animo dei suoi personaggi, rivelarne l’anima nascosta. Nelle sue storie, ricche di “coup de theatre”, spesso nulla è come appare.
– bibliografia completa
1) Un amore proibito- Origini #1 trilogia
2) Un amore proibito- Orgoglio #2 trilogia
3) Un amore proibito-Oltre #3 della trilogia

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