REVIEW PARTY|Recensione: “La rosa del deserto – Ishtar la sumera” di Maria e Lina Giudetti

Buongiorno Notters!
Eccomi qui a raccontarvi il secondo volume della trilogia di Maria e Lina Giudetti, “La rosa del deserto – Ishtar la sumera”.
Siete pronti a lasciarvi travolgere dal secondo appuntamento con i nostri Ishtar e Dungir? ♥
Leggete qui!

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TITOLO: La rosa del deserto – Ishtar la sumera
AUTORI: Maria e Lina Giudetti
GENERE:  Storico
EDITORE: Self-Publishing
DATA PUBBLICAZIONE: 18 marzo 2018
PAGINE: 384
FORMATO: ebook – cartaceo
PREZZO: 2,99€ – 11,99€

 

 

SINOSSI 

«Ti amo» pronunciò stringendola a sé con così tanta forza da toglierle il fiato.
«Dillo ancora una volta.»
«Ti amo, Ishtar di Uruk.»

La vita di Ishtar è cambiata. Non è più né una sacerdotessa né una schiava, ma continua a essere prigioniera del sentimento che la lega al re, Dungir. Dovrà cercare la sua strada e affrontare con coraggio il suo futuro. Da una parte, a rincuorarla, ci sarà l’amore del suo fedele servitore; dall’altra, a tormentarla, ci sarà il ricordo del re, l’uomo per il quale sarà disposta ad affrontare nuovi pericoli… cosa accadrà quando dovrà affrontare il suo passato?

La Rosa del Deserto – Ishtar La Sumera è il secondo volume di una trilogia romantico-storica. Gli altri due volumi sono:

  • La Rosa del Deserto – Ishtar La Sacerdotessa (il primo volume)
  • La Rosa del Deserto – Ishtar La Guerriera (il terzo volume)

RECENSIONE 
ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER!

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“Ishtar osservò in silenzio la folta nebbia che abbracciava gli speroni rocciosi, donando ai livelli più alti un aspetto arcano. Fu una vista che la meravigliò e che le donò un senso di pace interiore. Ogni tratto di quel paesaggio le era familiare e sembrava richiamarla in lontananza. Era come se per tutta la vita non avesse aspettato altro che quel momento.
Trasse un sospiro di sollievo e chiuse gli occhi. «Zagros» sussurrò piano Haghar fermando il suo cavallo.

Li avevamo lasciati così i nostri Dungir e Ishtar.
Il primo con l’anima ferita e vuota, costretto ormai a vivere la vita matrimoniale che mai avrebbe immaginato per se, nonostante tutto il suo cuore, tutto di lui continui a gridare un solo nome: quello della sua rosa del deserto.
Ishtar, invece, costretta a lasciare la sua città, l’unica realtà che abbia mai conosciuto, il suo tempio, i suoi affetti e, soprattutto, l’unico uomo che abbia mai amato: il re dei sumeri.
Affronta, quindi, con la tristezza nel cuore un viaggio che la porterà lontano e che nasconderà agli occhi dei nemici il frutto dell’amore tormentato tra queste due anime fragili.

Ishtar si affaccia a Zagros, la città dove è nata, dov’era la sua casa, dove le è stata strappata via la sua infanzia, insieme alla sua famiglia.
Una città sterminata dai sumeri, una città che ha bruciato per giorni interi, dove fiamme rosso fuoco hanno animato, ferito e abbattuto tutto quello che faceva parte della vita della nostra sacerdotessa.
Non sarà facile per Ishtar ricominciare a costruire la propria esistenza all’interno delle mura della sua Zagros, quella città di cui però non sente di appartenere.
Ishtar, infatti, viene vista e vissuta come una straniera, una sumera che ha portato con se scandalo e sconcerto agli occhi degli abitanti di Zagros, soprattutto agli occhi di suo cugino Nemar.

Non senza fatica, la nostra sacerdotessa dovrà dimostrare di essere degna di vivere a Zagros, la città dove i suoi amati genitori hanno regnato con amore e saggezza.
Dovrà dimostrare di essere pronta a difendere suo figlio da tutto e tutti.
Dovrà dimostrare di essere una donna forte, coraggiosa e intelligente… dovrà dimostrare di essere una vera gutea.
E anche in questo capitolo della trilogia troveremo una Ishtar tenace, fiera, coraggiosa.
Una donna che non ha paura di essere schernita e derisa, ma che crede in se stessa e che ha fiducia negli altri.
Una donna che ama, intensamente, con passione e fermento.
Una donna determinata e testarda, che stravolgerà la vita di tutti, proprio come ha stravolto quella di Dungir.

Il nostro re, invece, assumerà un ruolo più “passivo” in questo secondo capitolo.
Assisterà con impotenza e profondo dolore alla “finta morte” della sua amata Ishtar, senza indagare oltre o farsi giustizia da solo.
Sarà un uomo debole, ferito e vuoto.
Un uomo che subisce il destino che gli è capitato, intrappolato nella sua stessa vita.
Il suo cuore sanguinerà e si dispererà per la morte dell’unica donna che abbia mai amato, senza però cercarne il perché.

Ci penserà Ishtar, però, ad avere forza e coraggio per tutti e due, decidendo anche di sfidare la sorte pur di incontrare l’amore della sua vita per l’ultima volta…

“Ishtar deglutì e, sopraffatta da un’ansia improvvisa, pensò che fosse stata una follia recarsi a palazzo.
[…] Con ogni passo, i contorni della figura  che riposava sul letto davanti a lei divennero familiari e fu pervasa da una profonda emozione non appena riconobbe Dungir. Lacrime silenziose cominciarono a scendere e bagnare le sue guance.
[…] Riaprì le palpebre e notò che le labbra di lui erano leggermente dischiuse, quasi come se fosse stato un invito a chinarsi verso di esse e toccarle con le proprie. Deglutì di nuovo. Doveva andarsene pensò confusa, prima che la voglia di baciarlo l’avesse sopraffatta.”

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Ma sarà davvero l’ultima volta che si vedranno?
Ishtar accetterà veramente di essere una gutea e di vivere insieme al suo ostile cugino e a tutto il popolo di Zagros?
Riuscirà a farsi conoscere ed apprezzare per quella che è?
Soprattutto: l’amore che prova per Dungir rimarrà tale o si tramuterà in qualcos’altro?
Inizia così, per Ishtar, un viaggio nel passato, un viaggio di profonda conoscenza della sua famiglia e di se stessa ed è proprio quando Zagros viene minacciata che si insinua in lei una grande convinzione…

“Le parole e le voci si sovrapposero una sull’altra finché Ishtar non sentì la propria rabbia crescere. Lei non era nata per essere una schiava! Non lo era mai stata e non avrebbe più permesso a nessuno di soggiogarla. Si sarebbe battuta per suo figlio, per tutta quella gente e soprattutto per se stessa. Avrebbe dimostrato a Dungir che chiunque minacciasse lei o anche solo una delle persone che occupavano un posto nel cuore, avrebbe sfidato la morte e sarebbe perito.”

Non posso raccontarvi di più Notters, davvero non posso, rischierei di rovinarvi la lettura di questa trilogia super avvincente!
Posso, però, confermarvi la bellezza anche di questo secondo capitolo.
Marina e Lina continuano a raccontarci con passione ed eleganza la storia d’amore tra Ishtar e Dungir, nonostante questo sia un capitolo della loro storia che vivono separatamente seppur in parallelo.
Non mancheranno i colpi di scena, soprattutto alla fine, e questo terrà il lettore incollato alla lettura Fino all’ultima pagina, nonostante sia una lettura abbastanza impegnativa.
Ho amato anche questo secondo capitolo della trilogia, dove nulla è lasciato al caso è tutto è affrontato dalle autrici con estrema minuzia.
E forse, se posso esprimere il mio modestissimo parare, proprio questo aspetto a volte ha rischiato di rendere la lettura leggermente “pesante” e un po’ meno coinvolgente ma non vi preoccupate notters, Ishtar e Dungir ne valgono sempre la pena!

Pronti, allora, con il terzo e ultimo capitolo della trilogia?
Alla prossima puntata…

Edna.

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