Recensione di: “Anime di luce – Perseo” di Lina Giudetti

Buongiorno, Notters!
Oggi è con piacere che vi parlo di “Anime di luce” di Lina Giudetti, un fantasy mitologico che ripercorre la storia di Perseo.
Sin da piccola mi sono sempre piaciuti i miti sulle divinità, li divoravo uno per uno e devo dire che è stato un vero piacere poterlo leggere in anteprima.
Dopo un inizio un poco lento, mi ha catturato e mi sono appassionata alle vicende raccontate.
E ammetto che sono curiosa di leggere gli altri libri 😉

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TITOLO: Anime di Luce – Perseo
AUTRICE: Lina Giudetti
EDITORE: Self-Publishing
DATA PUBBLICAZIONE: 25 Febbraio 2017
FORMATO: eBook
PAGINE: 428
PREZZO: € 2,99

SINOSSI

«Non siamo fatti tutti allo stesso modo. Molti di noi non sono violenti con le donne e non sarebbero mai capaci di maltrattarle.»
«Sì, lo so. Ho solo bisogno di tempo.»
«Non volete dirmi quando e chi è stato a ferirvi?»
«Non ricordo con esattezza. Forse Javier con la sua spada o uno dei suoi amici mentre mi minacciavano.»
«Che viscide canaglie che sono stati!»
«Non preoccuparti, passerà, è solo una ferita lieve in fondo e ora comunque sto bene.»
Si fissarono a lungo, poi lui le sorrise e a lei parve di perdersi in quei suoi occhi così vivi e così magnetici che la invadevano nel profondo, devastando l’innocenza del suo spirito ogni volta in cui li guardava. Nell’azzurro intenso che li caratterizzava, ravvisò ancora una volta quella scintilla selvaggia che tanto l’attraeva guardare e sentì mancarle il respiro per qualche momento. Il cuore iniziò anche a batterle forte in preda a una violenta emozione che non aveva mai provato prima di allora nel trovarsi vicino a un uomo. 

Romanzo questo, in chiave molto romantica della storia dell’eroe greco Perseo che non seguendo fedelmente gli schemi e le allegorie della mitologia greca, si concentra per lo più sulla tenera storia d’amore proprio tra Perseo e la bella ed eterea principessa Andromeda. Lei, per volere dell’oracolo di Ammone, viene incatenata nuda a una roccia sulle coste di Israele e proprio quando dieci guerrieri rudi e irruenti giungono lì per caso con una nave e cercano di violentarla, Perseo, trovandosi in volo con Pegaso, interviene e la salva.
Vengono comunque anche narrate come in una favola antica, la nascita, l’infanzia e la gioventù vissuta da lui, bello e coraggioso cavaliere senza macchia che vivrà un costante rapporto conflittuale con la propria natura di mezzosangue. Perseo infatti, è il figlio che il grande Zeus ha avuto con la mortale Danae, ma scoprirà questa verità, solo quando si appresterà a compiere sedici anni perché sarà il suo stesso fratello Hermes a rivelargliela.
Cresciuto per anni sull’isola di Serifo e divenuto uno tra i guerrieri più forti di Atena, egli non tradirà mai la sua natura di angelo di bontà disceso dal cielo con il preciso fine divino di risollevare le sorti di Argo, la sua reale terra d’origine dominata dalla tirannia di Acrisio.

Questa versione di Perseo non narra avventure di guerra, né le solite battaglie tra le forze del bene e le forze del male, ma rivisita in chiave libera, alternativa, sentimentale e fantasiosa, la versione del mito medesimo scritta da Ovidio nel quarto libro de’ “Le Metamorfosi”.

Anime di luce è il titolo di una sorta di saga ibrido di tematiche basate sulla mitologia greca e tematiche basate sulla leggendaria Atlantide. “Perseo” è un romanzo che collegandosi agli altri romanzi (parte di una duologia) “Miracoli ad Atlantide” e “Tumulto ad Atlantide” – che pure hanno come protagonista secondario Perseo in scene inedite dunque qui non contenute – ne rappresenta solo un episodio.

RECENSIONE
***ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER!***

Gli  Atlantidei  avevano  percorso  troppi  sentieri  oscuri,  varcando delle  porte  proibite,  mentre  i  capi  delle  nazioni  avevano cominciato  a  uccidersi  perfino  tra  consanguinei  pur  di  affermare i loro  poteri  e  domini.  Così,  tra  guerre,  prevaricazioni,  magie nere  e  mutazioni  genetiche,  l’equilibrio,  l’armonia  e  l’amore avevano  smesso  ancora  una  volta  di  regnare  sulla  terra, gettandola  nel  caos.  Seguì  inevitabilmente  una  nuova,  lunga battaglia  tra  le  tenebre  e  la  luce  e  per  volere  divino,  un  altro diluvio  cancellò  dal  pianeta,  tutto  quello  che  l’aveva  sconvolto.
Un’altra  era  finì  e  diverse  catastrofi  naturali  distrussero  facendo affondare  negli  abissi  degli  oceani,  alcune  nazioni  e  anche  intere porzioni  di  terra  di  Atlantide.  Di  essa  non  rimasero  che  cinque isole  stavolta. I  figli  di  Sirio  cercarono  come  sempre  di  cominciare  tutto daccapo  per  riportare  l’amore  sul  pianeta,  ma  soltanto  poche razze  di  uomini  buoni  vennero  salvate. 

Atlantide. La città mitica, la città perduta.
Gli uo2benvenuto-cellini-perseo-1545-1554-partciolare-loggia-dei-lanzi-firenze-1mini che sembrano portare avanti solo guerra e distruzione.
Sangue che scorre per le vie.
Violenza, lotte per il potere, egoismo.
È in questo contesto che nasce Perseo.
Un eroe diverso.
Un’anima pura.
Una vera anima di luce.
Una profezia. Un oracolo. E tutto precipita nel caos.
Un padre che rinnega addirittura sua figlia per paura, per timore del futuro.
Che la rinchiude in una torre, la sottrae alla vita perché gli è stato predetto che verrà ucciso per mano del sangue del suo sangue.
La principessa Danae trascorre le sue giornate piangendo, pensando alla morte…Desiderando la morte.
Perché sa che non vivere è morire.
E le sue grida e le sue lacrime arrivano fino all’Olimpo.
Zeus arriva in suo aiuto e le dona l’unica cosa in grado di salvarla: un bambino.

«Vuoi  dire  che  sei  venuto  a  liberarmi?»  Il  volto  di  Danae  si illuminò di  gioia  e  speranza. «No,  mia  dolce  e  pura  fanciulla,  non  è  ancora  arrivato  il  tempo di  essere  libera  per  te.  Hai  la  mia  parola  che  un  giorno  non lontano,  non  sarai  più  prigioniera  tra  queste  mura  ma  fino  ad allora,  dovrai  avere  pazienza  e  nel  frattempo,  ti  farò  un  dono molto  speciale  che  ti  aiuterà  a  sopportare  il  periodo  di  prigionia senza  più  implorare  la morte.»
«E quale  sarà  questo dono?»
«Un bambino.»
«Un… un bambino?» 
Danae  si  asciugò le  lacrime  dal viso. «Sì,  ma  non  sarà  un  bambino  qualunque.  Egli  non  è  di  questa terra,  la  sua  anima  è  molto  antica  e  avanzata,  è  un  figlio  della luce  che  nascerà  e  vivrà  per  mettere  fine  alla  tirannia  di  Acrisio un giorno,  cambiando in  meglio molte  cose  nel tuo paese.» «Io… io forse  sto sognando…»
«No  cara,  non  è  un  sogno.  Tu  dovrai  crescere  questo  bambino, questo  mio  figlio  e  gli  darai  il  nome  di  Perseo.  Significa  il distruttore  poiché  egli  nascerà  con  lo  scopo  di  distruggere  e annientare  la  corruzione  diffusa  in  questa  e  in  altre  terre. Condurrà  una  lunga  battaglia  tra  le  tenebre  e  la  luce,  sarà  un guerriero  del  sole,  destinato  a  grandi  imprese  e  a  lasciare  un segno indelebile nella  storia  dell’umanità.»

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Perseo non è un bambino qualunque.
Ha un destino da compiere.
Un destino più grande di lui.
Bandito, costretto alla fuga, sempre in lotta con se stesso, trascorre i primi quindici anni della sua esistenza nella menzogna.
Danae farebbe di tutto per lui, per proteggerlo.
E così gli racconta una bugia, gli nasconde la verità.
Ma si sa, la verità viene sempre a galla, strepita per uscire, illumina i sentieri intrapresi.
E l’improvvisa malattia di Danae è la goccia che fa traboccare il vaso.

Per salvare la madre, il giovane Perseo è disposto a ogni sacrificio, anche a rischiare la propria vita.
Dove abili e valorosi guerrieri lascerebbero l’impresa, lui, testardo e determinato, continua ad avanzare.
E sulla montagna, quel giorno, conosce Hermes, il messaggero degli dei…suo fratello.

L’impatto con la dura e cruda verità non è dei più facili.
Scoprire di essere il figlio del re degli dei non è facile da assimilare.
Perseo , all’inizio, si oppone con tutto se stesso alla realtà ma poi, per amore di sua madre, cede, e scende anche a compromessi pur di salvarla.
Triste e doloroso è accettare una verità così sconvolgente, ma più agghiacciante sarebbe perdere la propria madre, che venera e ama con tutto se stesso.

Perseo è un semidio.
È il figlio di Zeus.
Occhi color zaffiro e capelli color oro, coraggioso e leale, è una delle anime più luminose scese sulla terra.
Altruista, generoso, intraprendente, sempre in difesa dei deboli e degli oppressi, ironico, caparbio.
E sempre in lotta con se stesso.
Lui è semplicemente Perseo, un ragazzo come gli altri.
Non vuole essere etichettato come “il figlio di”, non vuole essere considerato un privilegiato.
Lui è un dio tra i comuni mortali, ma vuole essere considerato come un comune mortale.
Anche quando viene accolto a braccia aperte da Atena o da Hermes.
Anche quando cavalca Pegaso, il cavallo alato.
Lui è semplicemente Perseo.

Sappi  che  tu,  io  e  coloro  che  vedi  qui  adesso,  siamo anime  di  luce»  continuò  Zeus,  «figli  di  una  grande  forza  che domina  al  di  là  di  questa  terra,  nello  spazio  infinito  che  è l’universo.  Siamo  la  luce  che  rischiara  le  tenebre,  siamo  i  figli delle  stelle,  siamo  coloro  che  discesero  da  Sirio  per  generare  la vita  su  questa  terra,  per  guidare  la  razza  umana  verso l’evoluzione  psichica  mentre  alcuni  altri,  discesero  in  epoche posteriori  per  riportare  una  condizione  di  pace  perduta  su  questo pianeta,  quando  gli  uomini  finirono  con  il  corrompersi  causando delle  guerre  orribili  pur  di  imporre  i  loro  domini  ovunque  e  tu… anche  se  ora  non  lo  ricordi  perché  per  quanto  evoluto,  non  sei ancora  un  Dio  e  bevesti  dal  Lete  l’oblio  delle  tue  vite  precedenti, sei  una  di  quelle  anime  di  luce  che  si  offrirono  di  prendere  un corpo  su  questa  terra  per  riportarvi  l’ordine  e  l’equilibrio,  per questo  ti  generai.

Perseo, dunque, è un eroe.
Nobile, coraggioso, altruista.
Con un’anima luminosa.
Lui è un essere di luce.
Che segue sempre l’ideale della giustizia, che lotta per riportare la pace sulla terra, che è pronto a tutto pur di difendere i più deboli.

E quando incontra Andromeda…Il mondo sembra fermarsi.

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Pegaso  obbedì  e  solo  quando  fu più  vicino  alla  roccia  Perseo  si  accorse  della  presenza  della  bella ed  eterea  Andromeda. 
I  loro  sguardi  s’incontrarono  per  un  solo momento.  Lei  si  sentì  subito  colpita  dall’intenso  e  fiammeggiate azzurro  degli  occhi  di  lui.

Andromeda.
La bellissima e dolce Andromeda.
Un destino avverso le è caduto addosso.
Vittima sacrificale per espiare  colpe che non le appartengono.
Vittima degli inganni e dei soprusi.
Timida, innocente, anche un poco ingenua, non sa ancora molto del mondo che la circonda.
Ma ben presto capisce fino dove si possa spingere la crudeltà umana.
Ma nonostante questo, lei conserva sempre un animo nobile e generoso.
Contraria a ogni più piccola forma di prevaricazione o violenza, sembra anche lei essere un’anima di luce.
Ed è proprio da quella scintilla di luce che Perseo viene abbagliato.

Sembra una scena di altri tempi.
Un eroe in sella al suo cavallo bianco (alato!) che scende in soccorso della principessa triste.
Combattendo contro i suoi stessi guerrieri, combattendo contro l’oscurità che si annida negli animi umani. 201411115269_53

Non appena i loro sguardi si incontrano, il mondo si ferma.
E nulla sarà più come prima.
Per Perseo non esiste nessuno se non Andromeda.
Per Andromeda non esiste nessuno se non Perseo.

Quando  lui  la  guardava,  le  sembrava  sempre  di  non  riuscire quasi  più  a  respirare  e  poi,  ogni  volta  in  cui  la  sfiorava,  si infiammava  senza  riuscire  a  prevenirlo  e  adesso  che  le  aveva addirittura  preso  le  mani,  si  sentiva  perfino  felice,  come  se potesse  toccare  il  cielo  con  un  dito. 

Un amore puro e sincero.
Un amore passionale e travolgente.
Un amore che sembra andare oltre lo spazio, oltre il tempo, oltre anche la morte stessa.
Un amore destinato a durare in eterno.
Un amore che verrà tramandato nei secoli a venire.
Un amore sussurrato, un amore urlato.
Un amore raro.

Oltre le guerre, oltre la cattiveria, oltre i pregiudizi, oltre le malignità.
Un amore così puro e luminoso da sconfiggere ogni oscurità che incontra sul proprio cammino.
Un amore dolce e spontaneo.
Un amore che travolge.
Un amore che unisce e cura.
Un amore che rimarrà scritto anche nelle stelle.

Le  loro  labbra  si avvicinarono  lentamente  e  spontaneamente,  lei  chiuse  gli  occhi ancora  umidi,  ma  seguitò  a  piangere  perché  bruciava  dal
desiderio  di  sentire  un  contatto  con  lui  che  tuttavia,  le  prese  il volto  con  una  mano  e  inclinandole  delicatamente  la  testa,  le stampò  un  bacio  solo  sulla  fronte.  Andromeda  riaprì  gli  occhi  e lo  guardò  affranta.  Le  lacrime  continuarono  a  scenderle  sul  viso triste  e  deluso,  bagnandolo sempre  di più.

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Dopo una partenza un poco al rallentatore, mi sono ritrovata catapultata nel mondo degli dei, a combattere e soffrire al fianco di Perseo e di Andromeda.
Una storia che fa battere il cuore, per la sua purezza, per gli attimi di vita e passione, per la sua dolcezza.
Una storia romantica e passionale allo stesso tempo.
Una storia che mi ha tenuto compagnia in queste fredde sere di fine inverno.
Una storia che mi ha riscaldato e che ho apprezzato, prima lentamente, poi all’improvviso.
Una storia che consiglio! 😉

Serenella 🙂

Il mio giudizio:

voto-bellissimo

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Recensione di: “Il mio matador” di Lina Giudetti

Carissimi Notters,

ecco per voi una questione spinosa: il sequel! Spinosa e piena di insidie, aspettative da non deludere e attenzioni da non tradire. Vediamo come se l’è cavata Lina Giudetti con “Il mio matador”, sequel del gia recensito sempre per voi “Il mio Angelo”.

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TITOLO: Il mio matador
AUTORE: Lina Giudetti
DATA PUBBLICAZIONE:
EDITORE: Self-Publishing
GENERE: Romanzo Rosa
FORMATO: Ebook
PAGINE:
PREZZO:

SINOSSI

Dopo aver ritrovato l’affetto del padre, Aura comincia a diventare una ragazza più forte e soprattutto riesce a sconfiggere la bulimia. Sente tuttavia il bisogno di diventare anche indipendente e un giorno decide di trasferirsi in Spagna, a Valencia, dove viene assunta a lavorare come receptionist in un albergo. A causa della delusione d’amore ricevuta dal suo “Angelo”, è ancora diffidente nei confronti degli uomini e pensa che rimanere single sia la cosa migliore finché il suo percorso di vita non incrocia quello di Ricardo de la Vega, un famoso matador che inizialmente le sembra tutto l’opposto di quello che le piace in un uomo poiché lo ritiene rozzo e sboccato, per quanto irrimediabilmente sexy, bellissimo e perfino divertente oltre che una continua scoperta e sorpresa… vengono entrambi coinvolti in una girandola di emozioni finché Angelo non si ripresenta nella vita di lei…

Un romanzo che sullo sfondo di antiche tradizioni spagnole e del fascino dell’arena, mescola dramma e tenerezza, malinconia e comicità, parlando di amore e di speranza.

RECENSIONE    

Ricominciare da zero. Questa la sfida che Aura, protagonista del secondo romanzo della duologia di Lina Giudetti, sceglie di affrontare. Per prima cosa lasciare l’Italia e ripartire da se stessa. La ragazza vola in Francia dal padre ritrovato, conosce sua moglie Veronique, e i due figli, suoi fratelli. Per due anni la ragazza vive con loro, impara ad amarli, come mai avrebbe pensato di poter fare, e viene amata da loro, come mai avrebbe pensato fosse possibile. La forza che questo le da, le permette di sconfiggere il male che l’affligge da troppo tempo ormai, la bulimia. I medici e le terapie sono indispensabili certo, ma ciò che la rigenera e riporta sulla retta via sono gli affetti che in Francia ella trova, con non poca sorpresa.

Aura riprende e conclude gli studi, ma il giorno della sua laurea la madre non c’è, a riprova di quanto poco le importi della figlia, o almeno cosi crede la ragazza. Finalmente la vita le sorride, nonostante il suo passato, nonostante Angelo, nonostante la sua infanzia, nonostante il comportamento della madre, nonostante l’autolesionismo. Tuttavia Aura sente le manchi qualcosa. Si deve affacciare al mondo del lavoro ora, e per coniugare le due cose, si propone per un impiego in un albergo, come receptionist, nel’ambito del turismo quindi, per cui ha studiato, e lo ottiene.

Si, ma in Spagna, a Valencia.

Cosi, dopo qualche anno passato a ricostruirsi e a ritrovarsi, Aura riparte, diretta verso quello che sarà l’inizio del resto della sua vita, ma ancora questo lei non lo sa. Giunta in Spagna, sistemate le questioni burocratiche fra lavoro e appartamento in affitto, si comincia finalmente! Il lavoro è stimolante, semplice ma necessario, la gavetta devono farla tutti in fondo no? I colleghi sono simpatici, il posto è meraviglioso, Valencia e la Spagna in generale sono sempre state per Aura di grande attrattiva, quasi sapesse che ci sarebbe andata prima o poi, per un periodo.

All’hotel conosce Carmen, con cui fa amicizia fin da subito, grazie anche a diversi turni insieme, diurni e notturni. Giunge Marzo, e a Valencia quell’anno voleva dire una sola cosa: stagione delle corride e festa delle Fallas. Una sera Carmen la sorprende invitandola a recarsi con le sue amiche al primo degli spettacoli della stagione. Inizialmente titubante per via della crudeltà secondo cui a suo parere vengono trattati i tori, Aura finisce comunque per farsi convincere, spinta dall’amica impaziente di vedere lo spettacolo dei matadores, e di uno in particolare, Ricardo de la Vega.

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Inizialmente lo spettacolo le piace, la musica e i colori della festa tutt’intorno sono affascinanti e coinvolgenti, poi però la corrida ha inizio e come in qualsiasi altro spettacolo la tensione cresce, fino al culmine: il momento dell’uccisione del toro. Aura non può guardare e anzi subito dopo quasi fugge, senza dare troppe spiegazioni all’amica, sentendosi sopraffatta dall’atmosfera che si respira nell’arena. Quella sera Aura dorme male, tormentata dalla questione morale intrinseca della tauromachia.

Il giorno successivo, terminato il turno in hotel, non se la sente di tornare subito a casa e decide così di recarsi da “Peccati di Gola”, un ristorantino con cucina italiana, nei pressi della spiaggia Las Arenas. Ma nemmeno a pranzo si può stare tranquilli: prima ancora di ricevere ciò che ha ordinato infatti, uno dei clienti del ristorante inizia ad importunarla ed a pretendere attenzioni che lei non vuole assolutamente dargli. L’insistenza e la maleducazione di quest’uomo fanno scattare in Aura tutte le sue barriere, erette per difendersi, principalmente dalla possibilità di affezionarsi ed essere poi ferita di nuovo, ma in questo caso anche e semplicemente dalla bassezza di cui certi uomini (o tutti a suo parere ormai) sono capaci, specie se ubriachi.

Per potersi difendere, emotivamente, Aura infatti rifiuta qualsiasi tipo di rapporto affettivo con un uomo che non sia suo padre. Angelo ha lasciato una ferita profonda dentro di lei, l’ha tradita e ingannata, tornando sui suoi passi alla prima occasione, gettandola via come una scarpa vecchia dopo che lei gli aveva donato se stessa, in tutti i sensi.

In quell’occasione però interviene il proprietario del locale, che con fare deciso sbatte fuori dal locale l’uomo e si assicura che Aura stia bene. L’uomo è gentile nel rivolgersi ad Aura chiacchierando come si farebbe per “coccolare” una cliente che rischia di diventare ex-cliente, ma ormai le barriere sono attive e in allarme ed Aura riesce solo a trattarlo con freddezza e rispondendo alle sue battute colpo su colpo, anche se… completamente rapita e spiazzata dalla sua bellezza.

Solo dopo che il proprietario avrà lasciato il locale, dalle parole di Beatrice, addetta alla cassa del ristorante, Aura scoprirà egli essere nientemeno che Ricardo de la Vega, il matador. Nel raccontarlo a Carmen, l’amica quasi impazzisce sapendo ora dove poterlo trovare. Come in passato con Angelo, la vita riserva sorprese ad Aura, e capita nei giorni e nelle settimane successivi, che i due si incontrino spesso, per caso e non.

Più i due si frequentano più è evidente l’interesse reciproco, nonostante Aura sia fermamente decisa a non invischiarsi più in storie sentimentali, non credendoci affatto, ne tantomeno per soffrire di nuovo poiché certa che gli uomini siano tutti superficiali e farfalloni. Aura ha inoltre deciso di aiutare l’amica Carmen ad avvicinare Ricardo, che non sembra però minimante interessato all’esuberante ragazza. E’ impossibile però ormai negare ciò che sente, che qualcosa di più grande di quella che sembra essere diventata un’amicizia sincera, che si cela dietro le sue barriere.

“Ma porquè sei sempre così aspra con me?” Mi chiese pochi attimi dopo a bruciapelo Ricardo.
“Io aspra?”
“Si, non sei mai gentile con me… cosa te ho fatto?” Quell’osservazione mi ammutolii per qualche momento. Come avrei mai potuto fare a spiegargli che odiavo gli uomini in generale e lui in modo particolare perché nonostante non riuscissi a soffrirlo in tutta la sua rozzezza, lo trovavo maledettamente sexy qualunque cosa facesse?

In questo secondo capitolo della vita di Aura, Lina Giudetti ci porta ancora più a fondo nella scoperta dell’animo della protagonista, costretta a vivere e rivivere esperienze, anche violente, che la segneranno nel profondo. Esperienze che purtroppo e per fortuna ognuno di noi può trovarsi ad affrontare: ancora una volta l’autrice sa trasformare le possibilità della vita in romanzo, ancora una volta una storia che sembra parlare di tutti noi in molte delle sue sfumature. Certo l’aspetto dell’inventiva rimane, permettendo ai lettori di fantasticare e sognare sull’improbabile, come l’amore nei luoghi e nei tempi più impensati, ma ciò non nega, a chi sfoglia “Il mio Matador” di riflettere su grandi dogmi della vita.

Ancora una volta Aura dovrà scontrarsi con l’imprevedibile, l’impossibile, con il ritorno di chi l’ha ferita e con la consapevolezza che forse proprio quella persona non ha mai lasciato davvero il suo cuore. Ci sarà spazio per un nuovo tipo di amore? Aura sceglierà di fidarsi del cuore o lascerà che il passato riemerga con tutto ciò che di buono e di cattivo porta con se?

Francesca.

 

Recensione di: “Il mio angelo” di Lina Giudetti

Eccomi di nuovo, carissimi Notters,
per raccontarvi di Aura, di Angelo, di Elena, di una famiglia e di una vita, quella di Aura, che purtroppo oggi, rispecchia molte delle vite dei giovani in tutto il mondo.

Con questo romanzo Lina Giudetti, ci porta dentro una storia fatta di molto dolore prima e di un agognato lieto fine poi, che vi invito a scoprire con questa lettura, che vi proponiamo qui oggi.

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TITOLO: Il mio angelo
AUTORE: Lina Giudetti
EDITORE: Self-Publishing
DATA PUBBLICAZIONE: 22 Febbraio 2016
GENERE: Romanzo Rosa
FORMATO: Ebook
PREZZO: € 1,99

SINOSSI

Aura è una ragazza molto complicata e segnata dal divorzio dei suoi genitori. A causa dell’abbandono del padre che si trasferì all’estero con la sua nuova compagna quando lei era ancora una ragazzina, ha sviluppato una profonda diffidenza nei confronti degli uomini che considera tutti dei gran bastardi e non ha mai voluto impegnarsi sentimentalmente con nessuno tanto che a ventitré anni è ancora illibata. I suoi unici interessi sembrano essere lo studio e il conseguimento di una laurea finché un giorno il destino non pone sulla sua strada Angelo, un trentacinquenne affascinante ed empatico che svolgendo la stessa professione di suo padre, l’odontoiatra, stravolgerà la sua vita al punto tale da spingerla a rivalutare ogni convinzione e preconcetto. Tra loro nascerà sin da subito una forte attrazione che porterà Aura a scoprire pian piano le gioie dell’amore e del sesso…
Angelo le colmerà il vuoto che ha nel cuore donandole la tenerezza e la dolcezza di cui ha bisogno. Tutti i suoi drammi interiori tuttavia e il suo inconscio complesso di Elettra renderanno la sua vita ricca di alti e bassi finché non accadrà l’impensabile…

RECENSIONE

Ci sono vite che, se non vengono vissute in prima persona, si trova incredibile dire che possano esistere davvero. Aura, protagonista del romanzo, è giovane, piena di insicurezze, chiusa verso la vita e verso gli uomini. E’ stata tradita una volta, dal padre adorato, e le è bastata. Non ha alcuna intenzione di farsi coinvolgere da un uomo in una relazione, ne sentimentale ne sessuale. Non ha fiducia, in nulla, se non nello studio, che la porterà a laurearsi, ad avere un buon lavoro ed a costruirsi una buona carriera e magari ad essere felice. Questo è quello che conta.

Il padre è fuggito, con un’altra donna, a Parigi. Ha altri due figli e si è dimenticato di lei, non la vuole, e Aura si chiede se l’abbia mai voluta davvero o se non fingesse quando la chiamava “bambina mia” e la stringeva fra le sue braccia forti e la accarezzava con le sue mani grandi.

Aura è sola, o almeno è cosi che si sente. La madre, rimastale vicina, è anch’essa sfiduciata, e cambia compagno con estrema facilità, anche a causa di un abuso di alcol, che la porta ad essere scostante, nei confronti di tutti. Le due donnFOTO 1e sono spesso in conflitto e non si comprendono a vicenda. Aura tenta di aiutarla con i suo disturbo.. mentre la madre è completamente ignara del suo.

Aura è bulimica, e nessuno lo sa.

Questo il preambolo de “il mio Angelo”. Una vita fatta di dolore e rancore accumulati per anni, nei confronti delle due figure che dovrebbero sostenerti e aiutarti nella crescita, e che invece nella vita di Aura, si sono fatti entrambi di nebbia. Da questo ne scaturisce un potente complesso di Elettra, che si renderà manifesto solamente alla comparsa di Angelo: l’odio e la rabbia covati da Aura nei confronti del padre, saranno inizialmente sfogati su questo apparentemente pio giovane uomo, a causa del fatto che entrambi portano lo stesso nome di battesimo, Angelo appunto, ma soprattutto che entrambi svolgono il mestiere di odontoiatra.

I due si conoscono a causa di un esigenza clinica di Aura che, portata in studio dalla sua amica Elena, si scontrerà con tutti i ricordi che strumenti e ambienti le riportano a galla. Le tecniche usate da suo padre, gli innumerevoli strumenti e procedure mediche, fanno paragonare questo aitante giovane dottore, al padre manchevole, traditore e farfallone. Il clichè è alla base dell’atto di paragonare le due figure: il padre di Aura è fuggito con quella che all’epoca era la sua assistente allo studio dentistico, Veronique. Perciò agli occhi della ventitreenne, ogni odontoiatra è (passatemi l’espressione) “un bastardo approfittatore”, che come passatempo seduce e getta via le sue igieniste, una dopo l’altra.

Proprio perché certe cose se non le vivi, non ci credi, la strada di Aura torna ad intrecciarsi più volte casualmente con quella del gentile dentista, nei giorni successivi alla visita. I due cominciano a conoscersi e a questo punto si sviluppa la parte più pericolosa del complesso di Elettra, la parte affettiva, la parte che riguarda un’inspiegabile attrazione verso questa figura maschile che trasmette sicurezza in se stessi, forza d’animo, coraggio, e ha mani grandi e braccia forti, per proteggerti, come una bambina.

“Era il mio angelo in tutti i sensi e io sentivo o forse più che altro speravo che mi avrebbe salvata da me stessa, si, da quella parte marcia e buia che da tempo dominava la mia essenza, la mia anima.”

In breve tempo i due instaurano una relazione profonda, fatta di alti e bassi, fatta di confessioni e pericolose ricadute psicologiche. Aura è fragile, ma per la prima volta nella sua vita si sente protetta, Angelo è li, sempre presente per aiutarla, sorreggerla e proteggerla, anche da se stessa e dalle sue crisi bulimiche. Si, Angelo sa, e come non potrebbe? Gia alla prima visita allo studio dentistico, chiese ad Aura spiegazioni sui segnali che la sua bocca riportava. Lui sa riconoscere i segnali, anche la sua vita lo ha messo davanti a diverse difficoltà, fra cui quella di amare e perdere una persona affetta da bulimia.

“Lui era stato l’unico spiraglio di luce che avessi intravisto in un lunghissimo tunnel buio. Si preoccupava per me come nessun altro e mi aveva “resa” una donna permettendo e aiutando la mia femminilità a sbocciare.”

Questo vortice di emozioni, frustrazioni, mancanze e presenze, psicologia e disturbi alimentari, porterà Aura a fidarsi, ad aprire il suo cuore, a vivere la sua prima esperienza sessuale con un uomo che ama, di diversi anni più grande, con lo stesso nome e lavoro del padre. Un uomo che custodisce un segreto per Aura straziante, e che quando verrà rivelato renderà la ragazza più vulnerabile, sola, debole e persa che mai.

La vita di Aura è letteralmente un disastro, ma alla fine, quando ogni speranza è perduta, quando viene meno la voglia di vivere, forse un cambiamento è possibile. Forse solo così, Aura potrà cominciare davvero ad amare, se stessa per prima però questa volta. Alla fine di questo capitolo, Aura riceverà l’aiuto che ha sempre voluto, chiarirà molto dubbi e farà luce si convinzioni che l’hanno portata sulla strada dell’odio e del rancore, verso se stessa e gli altri.

Ad una prima lettura e/o impressione, il romanzo è di difficile lettura, alcuni paragrafi, a volte capitoli interi, faticano a scivolarti sotto gli occhi piacevolmente: i tanti termini tecnici relativi all’odontoiatria, le procedure mediche, dettagli fin troppo specifici, rendono alcuni tratti poco scorrevoli all’apparenza. Istintivamente ci si chiede il perché di una scelta narrativa tanto tecnica e “pesante” in termini di scorrevolezza della lettura, e la spiegazione a mio avviso è molto semplice: è parte della mente di Aura questo tipo di pensiero analitico e tecnico e solo così era davvero possibile comprendere la psicologia del personaggio e della storia stessa.

E’ una romanzo carico di analisi psicologia, sotto molti aspetti. Il complesso di Elettra, la bulimia nervosa, e in ultima analisi anche il sistema narrativo, fatto di tecnicismi dell’ambito dentistico, sono tutti strumenti per il lettore, per comprendere Aura e la sua condizione.

Leggendo questo libro ho avuto l’impressione che fosse scritto per tutti quelli che non sanno vedere i segnali, non per forza della bulimia, ma in generale di una condizione distorta nella psicologia di un figlio, di una nipote, di amico. La storia trasmette paura, dolore, abbandono. Aura trasmette solitudine, rancore, ma soprattutto terrore, il terrore profondo dell’essere incompresi, e apparentemente non voluti, di sentirsi in difetto, brutti e senza valore.

E’ una storia di oggi, dei nostri giovani, delle nostre famiglie che si disgregano. E’ una storia che parla di amore, o meglio della ricerca dell’amore più puro di tutti, il primo che conosciamo, quello di una madre e di un padre. E dell’amore verso noi stessi.

Francesca. ❤

Il mio giudizio:

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Presentazione di: “Il mio angelo” di Lina Giudetti

Ciao Notters!
Dal 22 Febbraio 2016, Lina Giudetti con il suo nuovo libro “Il mio angelo” è sullo store online. Venite a scoprirlo 😉

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TITOLO: Il mio angelo
AUTORE: Lina Giudetti
EDITORE: Self-Publishing
DATA PUBBLICAZIONE: 22 Febbraio 2016
GENERE: Romanzo Rosa
FORMATO: Ebook
PREZZO: € 1,99
LINK D’ACQUISTO: Il mio Angelo

 

SINOSSI

Aura è una ragazza molto complicata e segnata dal divorzio dei suoi genitori. A causa dell’abbandono del padre che si trasferì all’estero con la sua nuova compagna quando lei era ancora una ragazzina, ha sviluppato una profonda diffidenza nei confronti degli uomini che considera tutti dei gran bastardi e non ha mai voluto impegnarsi sentimentalmente con nessuno tanto che a ventitré anni è ancora illibata. I suoi unici interessi sembrano essere lo studio e il conseguimento di una laurea finché un giorno il destino non pone sulla sua strada Angelo, un trentacinquenne affascinante ed empatico che svolgendo la stessa professione di suo padre, l’odontoiatra, stravolgerà la sua vita al punto tale da spingerla a rivalutare ogni convinzione e preconcetto. Tra loro nascerà sin da subito una forte attrazione che porterà Aura a scoprire pian piano le gioie dell’amore e del sesso…
Angelo le colmerà il vuoto che ha nel cuore donandole la tenerezza e la dolcezza di cui ha bisogno. Tutti i suoi drammi interiori tuttavia e il suo inconscio complesso di Elettra renderanno la sua vita ricca di alti e bassi finché non accadrà l’impensabile…

ESTRATTO

“SI COMPORTAVA COME UN UOMO D’ALTRI TEMPI, SEMPRE SCRUPOLOSO, RISPETTOSO E GENTILE D’ANIMO, UN UOMO DI BUONI PRINCIPI INSOMMA. ERA IL MIO ANGELO IN TUTTI I SENSI E IO SENTIVO O FORSE PIU’ CHE ALTRO SPERAVO CHE MI AVREBBE SALVATA DA ME STESSA, SI, DA QUELLA PARTE MARCIA E BUIA CHE DA TEMPO DOMINAVA LA MIA ESSENZA, LA MIA ANIMA. ATTINGEVO DA LUI COME SE FOSSE STATA LA MIA PERSONALE FONTE DI ENERGIA IN DEI TEMPI IN CUI ANCORA NON ERO COSCIENTE DI CONFONDERE IL BISOGNO DI AGGRAPPARMI A QUALCUNO PER ANNIENTARE I MIEI DRAMMI INTERIORI, CON L’AMORE.”

CHI E’ LINA GIUDETTI?

Nata a Taranto sotto il segno del leone, lavora come web designer ed è appassionata di mitologia e religione, ma legge un po’ di tutto. Ha già all’attivo un romanzo pubblicato con Lettere Animate-“Anime Eterne”.

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Buona lettura!

Naty&Julie