Recensione: “L’elisir di Mantova” di Francesca Cani e Mariachiara Cabrini

Buongiorno, Notters!
Oggi vi parlo con molto piacere di L’elisir di Mantova, un romanzo storico e appassionante scritto a quattro mani da Francesca Cani e Mariachiara Cabrini.

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TITOLO: L’elisir di Mantova
AUTORE: Francesca Cani e Mariachiara Cabrini
EDITORE: Leggereditore
DATA DI PUBBLICAZIONE: 14 agosto 2019
GENERE: romance/storico
FORMATO: eBook e cartaceo
PREZZO: € 4.99 e € 17.00


SINOSSI

Autunno, 1815. Il maggiore austriaco
William Roschmann, reduce dalla battaglia di Austerlitz, viene trasferito a Mantova. Lì, durante i festeggiamenti in onore dell’imperatore d’Austria, incontra una creatura all’apparenza fragile ed eterea.
Lei è Matilde Vicolini, testimone di un orribile delitto, asserragliata nelle sue paure. Insieme trovano la forza di combattere i loro demoni interiori ma una serie di attentati minacciano la vita di Matilde e ogni promessa di felicità sembra svanire fra complotti, omicidi e il nascente fervore indipendentista.
Primavera, 1846. Adam Roschmann è un uomo in fuga dalle responsabilità e dal mondo. Figlio di William e Matilde, viene espulso con disonore dall’Accademia militare. Coinvolto in vicende torbide legate al gioco d’azzardo, si dedica a imprese che non dovrebbero riguardare un uomo del suo ceto. Ritornato nei luoghi natali come guardia del corpo di un nobile, si imbatte in Elena, un’amica d’infanzia. Elena Harting sta seguendo le orme del padre, lavora in ospedale e cura i malati proprio come fosse un vero medico. Troppo testarda e intelligente per uno spregiudicato buono a nulla come Adam. Fra Verona e Mantova colpite da un morbo insidioso e la città di Vienna custode di molti segreti, il loro rapporto si trasforma in una pericolosa altalena di emozioni.

RECENSIONE
***ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER***

Fin dalla prima pagina sono stata catapultata in un epoca lontana. Fin dalla prima pagina ti ritrovi con il respiro mozzato, il cuore che batte a mille. Fin dalla prima pagina entri nel vivo della storia e provi empatia per i protagonisti.
Fin dalla prima pagina ti innamori di questa storia. Per lo meno è quello che è successo a me. Erano anni che non leggevo uno storico e ne sono profondamente rimasta affascinata.
Mi ha tenuto compagnia per qualche settimana e, pagina dopo pagina, mi sono immersa nella storia a cavallo tra il 1815 e il 1846, tra Mantova e Vienna, una storia romantica, che rapisce dal primo istante e che mi ha provocato un poco di malinconia nel momento in cui ho dovuto salutare i personaggi a cui mi ero affezionata tantissimo. Anzi, non una storia ma ben due, unite dal sottile filo rosso del destino. Una storia per chi ama i romanzi storici, una storia per chi ama i duelli, gli intrighi, una storia per chi ama gli amori appassionati e appassionanti. Una storia molto scorrevole, che sa conquistarti sin dalla prima riga.

Un inizio con il botto, con la dolce Matilde testimone di un efferato omicidio. Subito mi sono affezionata a lei. Uno spirito indomito, una pittrice in mezzo agli uomini, in un mondo ancora un bel poco retrogrado e chiuso per le donne, una mentalità che vorrebbe confinare la donna soltanto tra le quattro mura domestiche. Ho adorato Matilde, la sua fierezza, la sua passione per l’arte, la sua testardaggine e anche le sue fragilità, le sue gabbie mentali. E, al di sopra di ogni cosa, la sua voglia di riscattarsi e riappropriarsi della propria vita. Matilde è una sopravvissuta. Matilde è una giovane donna che è stata a un passo dalla morte ma che ha deciso di tornare a riabbracciare la vita, che ha deciso di non soccombere davanti al mostro nero che la vorrebbe morta. Una donna coraggiosa, che sa lottare per quello in cui crede e soprattutto in nome dell’amore.7b6ae23761c78aaa9d4e6be55f25f372

«Penso che tu abbia un grande talento, Matilde, e che sia un peccato che vada sprecato. Quante cose potresti fare…»
«Sono una donna, zio.»
«Esistono donne pittrici.»

Matilde è considerata dai benpensanti strana, bizzarra. Dopo l’incidente (ha assistito a un omicidio ma tutti preferiscono definirlo incidente!!!) si è un poco allontanata da tutto e da tutti e questo ha portato la gente a mormorare, a insinuare…a giudicare ogni suo minimo comportamento. Lei che si è sempre sentita un pesce fuor d’acqua ai ricevimenti e ai balli, che ha sempre preferito dipingere piuttosto che fare da soprammobile accanto a un uomo. Matilde ha dei sogni e una fervida immaginazione, ma, al tempo stesso, è consapevole dei limiti che pone e impone la società in cui vive.
Vorrebbe ma non può. Le piacerebbe…ma sa che i suoi sogni non si realizzeranno. Sa che non c’è ancora un posto per donne come lei, ma non vuole arrendersi, vorrebbe continuare a seguire il suo sogno. E così, mentre nessuno sembra capirla davvero, mentre tutti però la giudicano per quelle che considerano stranezze (dopo essere scampata a un assassino non si può mica pretendere che tutto torni come prima) si rifugia tra i suoi quadri, tra i suoi carboncini. Per fortuna suo zio la capisce, anzi la esorta a coltivare il suo talento, offrendole sempre un caldo rifugio.
I giorni scorrono lenti e, in parallelo, iniziamo a conoscere William, un maggiore dell’esercito austriaco, che non vede l’ora di ritornare alla dura vita da soldato e sfuggire allo sfarzo della corte viennese, che per lui rappresenta solo una gabbia, dorata, ma pur sempre una gabbia.
Fin dal primo istante ho aspettato con trepidazione l’attimo in cui Matilde e William si sarebbero incontrati. Non vedevo l’ora! Ogni pagina era carica di attesa per questo momento. E, quando finalmente è arrivato, mi sembrava di essere lì con loro.

Girò intorno al fusto di un ulivo e si accorse che, celata dalle fronde, vi era una panca in marmo e, seduto su di essa, un uomo molto alto e dalla corporatura imponente. Teneva il capo chino, le lunghe gambe stese davanti a sé e le larghe spalle incurvate, come se dovessero sopportare un peso invisibile. Questo, unito all’uniforme austriaca che indossava, agli zigomi alti e al profilo deciso, le fece venire in mente un antico guerriero.
a1d895760237b886ccb12306d5be2f79 Sorpresa dalle sue stesse azioni, Matilde si avvicinò silenziosa, trattenendo il respiro per paura che quella visione si dissolvesse. Da vicino la colpirono il biondo chiarissimo dei capelli ravviati all’indietro e la profondità degli occhi scuri e penetranti. Impulsivamente gli si sedette accanto, poggiando i palmi dei guanti bianchi sul marmo fresco della panca.

Finalmente William e Matilde si sono incontrati! Finalmente i loro destini si sono incrociati e ho avvertito subito la sensazione che nulla sarebbe più stato come prima. William è una specie di orso: schivo, diffidente, allergico alla vita di corte, ma leale, onesto, fedele, con un senso dell’onore che lo rende l’eroe perfetto per questa storia.
E lo rende perfetto per Matilde, così caparbia, forte e fragile al tempo stesso.
Sono simili loro due. E sono perfetti per stare insieme. Lui riesce a mostrare la sua dolcezza che nasconde sotto strati di uniforme e rigidità morale. Lei tira fuori quella grinta che pensava di non avere più.

Era una tortura deliziosa che lo teneva incatenato agli occhi di Matilde, che lo fissavano come se fosse il principio e la fine del mondo. Nessuno l’aveva mai guardato così prima, ed era un balsamo che alleviava le ferite di una drammatica giornata in cui aveva perso un amico. Voleva annullarsi in lei e dimenticare ogni dolore e preoccupazione.

Matilde è un balsamo per la sua anima ferita e William è un porto sicuro in cui rifugiarsi quando tutto il mondo sembra andarle contro.
Sono due anime unite dal destino.
Perché era destino che loro si incontrassero! Questa è stata la sensazione dominante per tutto il romanzo. La loro è la storia di un grande amore, un amore che deve affrontare oscuri nemici, complotti, assassini, rivoluzionari, dure prove ma che è disposto a qualsiasi sacrificio pur di riuscire a vivere. È la storia di un grande amore che fa battere forte il cuore, che fa sognare e che ti fa sentire parte della storia.
Tu sei lì che tifi per loro, che speri vivamente che riescano a vincere la dura guerra che è la vita. Sei lì che aneli quel bacio, che sogni a occhi aperti. Quel bacio che è un attimo di pace in mezzo alla guerra e agli intrighi e alla meschinità di certi personaggi. Tutto il mondo rimane chiuso fuori ed esistono solo loro due e il loro amore. E questo rende questa storia una di quelle che sono assolutamente da leggere!

La particolarità di questo romanzo è che contiene ben due storie: la storia di William e Matilde e la storia di Elena e Adam. Come ho detto all’inizio, due storie intrecciate tra di loro, unite dal destino…e da quel filo conduttore di tutto il libro che è l’amore.
Cosa dire della storia tra Elena e Adam? Mi sono letteralmente innamorata di questi due personaggi! Sentivo le scintille tra i due! Due caratteri molto forti che si scontravano, due anime affini. Una storia appassionante la loro, da far battere forte il cuore. Meno romantica forse rispetto a quella tra Matilde e William ma avventurosa, più sensuale, travolgente. Elena è letteralmente una forza della natura! L’unica in grado di tenere testa ad Adam! Li ho trovati adorabili assieme… semplicemente perfetti! Come lo ying e lo yang: complementari!
Una frase credo che rispecchi l’essenza di questa storia: Omnia vincit amor o Amor vincit omnia. L’amore vince su tutto.

Quando ho chiuso l’ultima pagina e ho riflettuto su quello che L’elisir di Mantova mi aveva lasciato, questa frase mi è subito tornata in mente e credo, a mio personalissimo parere, che sia perfetta.

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È una storia veramente scritta bene: percepisci le emozioni dei protagonisti, sei lì che vuoi sapere e al tempo stesso non vuoi sapere. Ho riso, ho pianto.. dal troppo ridere, mi sono commossa, mi sono indignata e ho amato le due protagoniste femminili, soprattutto Elena, ma anche i due protagonisti maschili, soprattutto Adam, di cui si sentiva tutto il dolore e l’angoscia. Sentivo i suoi turbamenti, avevo una vaga idea del segreto che nascondeva e che lo portava a essere quello che era: a uno sguardo poco attento una persona che aveva fallito ogni cosa, a uno sguardo più accurato come quello di Elena un essere ferito dalla vita stessa. Non credo sia facile creare empatia con il personaggio maschile, in genere non riesco a immedesimarmi molto in lui, ma invece questa volta è successo e sembrava quasi fosse un personaggio reale, in carne e ossa.
Ho amato i personaggi maschili tanto quanto quelli femminili.
Ho apprezzato la dolcezza di Matilde, la sua caparbietà e il suo rialzarsi a testa alta dopo il trauma per l’efferato crimine a cui ha assistito.
Ho apprezzato il coraggio di Elena, il suo impegno per portare avanti il suo sogno di diventare dottore in un mondo di soli uomini.
Elena che è come una giovane eroina dei giorni nostri, uno spirito libero che non vuole essere imprigionato e imbrogliato dalla chiusura mentale dell’epoca in cui vive, che vuole realizzare il suo sogno, anche se questo vuol dire combattere contro la rigidità e l’ottusità di quel mondo.

Elena  e Matilde sono due donne moderne, che sono nate libere e così vogliono rimanere, 7112d10f5f27a714d18287ababb07865due spiriti indomiti, due anime appassionate, due donne coraggiose che lottano per quello in cui credono e per le persone che amano.

«Il coraggio che hai dimostrato nel voler seguire i tuoi sogni, a discapito delle convenzioni e dell’ottusità maschile, mi fa sperare che ci siano sempre più donne disposte a lottare per raggiungere i loro obiettivi…»

Ho apprezzato, inoltre, il senso dell’onore di William e la tenerezza che sapeva mostrare a Matilde. E ho apprezzato la lealtà di Adam, il suo prendersi una colpa che non gli apparteneva pur di salvare le persone a cui teneva. Ho apprezzato ogni singola pagina. Ho apprezzato ogni singolo personaggio.

Anche quelli secondari. Per esempio i genitori di Elena: non voglio rivelarvi nulla al riguardo, ma credetemi se vi dico che meritano molto anche loro, a mio avviso si meriterebbero un libro tutto loro 😍

Vi ho parlato molto dell’amore che traspare per gran parte del libro ma L’elisir di Mantova non è solo una storia d’amore, è molto di più. È un romanzo completo: ci sono l’amore e la passione, ma ci sono anche gli intrighi, i colpi di scena, la guerra, la pace, le battaglie, gli inseguimenti, i pedinamenti, eroi pronti al sacrificio e cattivi da sconfiggere, e anche una terribile malattia che non lascia scampo. E poi c’è Mantova, protagonista indiscussa di questa storia. Questo libro ha un’anima, questa è stata la mia sensazione. Scrittura fluida, scorrevole, dettagli nitidi che rendono veritiere le scene, descrizioni ad hoc che non appesantiscono, ma anzi arricchiscono la storia.

Un romanzo completo a mio avviso.

Cosa posso aggiungere? Leggetelo! Ve lo consiglio caldamente 🙂

Serenella

Il mio giudizio:

Voto 5

 

 

 

 

 

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