Presetazione di: “Brave – Signora dei Draghi” di Chiara Mineo

Ciao Notters!
Torniamo a parlarvi di Chiara Mineo e del suo libro che racchiude diversi generi letterari insieme, un libro che non vi farà sentire la mancanza di nessuna emozione: ” Brave – Signora dei Draghi”.
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TITOLO: Brave – Signora dei Draghi

AUTRICE: Chiara Mineo
EDITORE: Self
DATA PUBBLICAZIONE: 13 Marzo 2107
GENERE: Fantasy/storico/sentimentale
FORMATO: Ebook/Cartaceo
PAGINE: 391
PREZZO: 1,99/11,44 €
SINOSSI
Brave ha diciotto anni, è fragile e indifesa. Esiliata dalla sua terra è costretta a fuggire dalle grinfie del Carceriere finché non incontra Dragos, il re vichingo di Neubourg. Brave non può sfuggirgli, è destinata ad essere sua: adesso appartiene al suo popolo. Per la prima volta, vicino a Dragos, sente di poter ascoltare il suo cuore, ma il passato cercherà di dividerli. Una crudele legge si frappone tra lei e il re: per i vichinghi l’amore è solo una debolezza. Brave dovrà imparare ad essere forte e coraggiosa; dovrà affrontare il passato e salvare il suo amore. Perché lei è la Signora dei Draghi e i draghi reclamano il suo sangue.
ESTRATTO
«No!» gridò ancora Brave, ribellandosi. 
«Ferma!» ringhiò lui. L’agguantò per i capelli e la costrinse in ginocchio. 
Poi, fissandola dritto negli occhi dorati, le disse: «Questo è il regno di Neubourg e queste sono le sue leggi.»
E la marchiò per sempre.

L’AUTRICE

Chiara Mineo nata a Catania, ha studiato Beni Culturali presso il liceo artistico Emilio Greco di Catania. Pittrice e scrittrice, ama leggere i romanzi rosa, storici e fantasy. Autrice di “A Time for Love. Un tempo per amare”, una storia d’amore ambientata durante la seconda guerra mondiale; La Strada della Libertà, edito da You Feel Rizzoli; Brave Signora dei Draghi, la sua ultima pubblicazione.
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Buona lettura Notters! 🙂
Naty&Julie ❤
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Presentazione di:” La Strada della libertà” di Chiara Mineo

Ciao Notters!
Non potevamo non ricordarvi che oggi, 26 Agosto, è ufficialmente online il nuovo romanzo di Chiara Mineo: “La Strada della libertà” edito da Rizzoli per la collana YouFeel.

Un’autrice giovanissima, in grado di toccare i cuori i più duri e di strappare lacrime amare, accompagnata da una grande casa editrice.
Cosa aspettate a scoprirne il risultato? 🙂

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TITOLO: La Strada della libertà
AUTRICE: Chiara Mineo
EDITORE: Rizzoli
COLLANA: YouFeel – MOOD: emozionante
DAT PUBBLICAZIONE: 26 Agosto 2016
FORMATO: eBook
GENERE: storico/sentimentale
PAGINE: 132
PREZZO: € 2,99
LINK PER L’ACQUISTO: QUI

 

SINOSSI

Ogni uomo, nero o bianco, aveva qualcosa in comune con l’altro: il sogno.

Era il 1619 quando i primi trenta schiavi neri arrivarono in Virginia. Uomini, ma agli occhi dei bianchi soltanto bestie. Marchiati con il nome di servitori in debito. Sole, nata nella terra di mezzo di questa scacchiera dove la battaglia ancora si combatte, è una delle tante schiave della famiglia Forester. Ha gli occhi verdi e la pelle più chiara degli altri, ma la goccia di sangue bianco che i suoi colori rivelano non basta a darle la libertà. Un giorno nella tenuta, fra i campi di cotone, ritorna Will, il primogenito dei Forester. Will ha già incontrato Sole in un passato lontano, e rivederla adesso che è diventata una giovane, splendida donna, accende in lui un desiderio mai provato prima. Che sconvolgerà la vita di entrambi. Sole dovrà ribellarsi alla società per vivere il suo amore, per non soffocare sotto l’ipocrisia del suo stesso popolo. Per dimostrare agli schiavi che la strada della libertà esiste.

Mood: Emozionante – Youfeel è un universo di romanzi digital only da leggere dove vuoi, quando vuoi, scegliendo in base al tuo stato d’animo il mood che fa per te: Romantico, Ironico, Erotico ed Emozionante.

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Non dimenticatevi di acquistare questa nuova ed emozionante storia!
Buona lettura!

Naty&Julie ❤

Recensione di: “A cuore aperto” di Chiara Mineo

Ciao Notters 🙂
oggi vi parlo di “A cuore aperto” di Chiara Mineo, giovane autrice che è riuscita a lasciare un segno con “A time for love” romanzo storico che la nostra Martina, qualche tempo fa, vi aveva fatto conoscere. Chiara sarà riuscita a lasciare il segno, con questo nuovo romanzo?

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TITOLO: A cuore aperto
AUTORE: Chiara Mineo
EDITORE: Self-Publishing
DATA PUBBLICAZIONE: Febbraio 2016
GENERE: New Adulto
FORMATO: Ebook/Cartaceo
PREZZO: € 0,99/€ 11,27

 

SINOSSI

Chloe Evans non sa cosa sia l’amore, ma come può impedire al destino di sconvolgerle la vita quando quel destino prende il nome di Gabriel?
Chloe ha ventun anni, appartiene a una ricca famiglia e nonostante abbia avuto da sempre una vita agiata non vede l’ora di liberarsi delle catene che la tengono legata alla sua famiglia e di iniziare una nuova vita. Per continuare gli studi e diventare una brava infermiera, Chloe decide di trasferirsi a Vancouver e di vivere dalla famiglia Harvey, amici del padre. Un solo problema si frappone tra lei e il suo lavoro: Gabriel Harvey, medico chirurgo del Vancouver Hospital. Arrogante, presuntuoso, ma a volte estremamente dolce, Gabriel è il prototipo di uomo che ogni donna vorrebbe nel suo letto, ma Chloe non può concedersi alla lussuria. Eppure, ogni volta che lui le si avvicina, ogni volta che la provoca, in lei si accende un desiderio mai provato prima, rischiando di farla perdere nella tentazione. Ma cosa succede quando un cuore di spezza?
Chloe e Gabriel dovranno imparare a sopportarsi, a convivere sotto lo stesso tetto e infine… ad amarsi. Una storia d’amore, tra bisturi e tentazioni. Un’attrazione pericolosa che rischia di rovinare la carriera di entrambi, anche se… non c’è donna che possa resistergli.

RECENSIONE

*** ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER! ***

Che cos’è davvero l’amore? Ognuno di noi lo interpreta in maniera diversa, ma tutti noi sappiamo che il vero amore fa battere il cuore all’impazzata. Quel tum tum che fa vibrare il petto, appena i nostri occhi incontrano quelli dell’amore vero.
Chloe è una ragazza che ha tutto: è bella ed è ereditiera, vive senza aver nessun problema che le affligge il cervello. Almeno apparentemente. Ma basta scartare questa dolce ragazza che si vede subito che cosa l’affligge realmente. E’ fidanzata da un paio di anni con Owen, un uomo che lavoro per il padre di Chloe, che per avere successo tra le mani farebbe di tutto. Chloe si domanda più volte se Owen è il vero amore, infine lei non sa che cosa è il vero amore.clio-mila-kunis-occhi-tondi Non ha mai provato il batticuore, non ha mai provato il vibrare delle farfalle nello stomaco. Il vero carattere di Chloe viene soffocato dalle imposizioni della madre, del padre e di Owen. Chloe deve mantenere un certo livello nella società, le è sempre stata imposta ogni cosa, ogni scelta lei voce in capitolo sulla sua vita non l’ha mai davvero avuto. Lei ha un sogno: diventare infermiera. Tutti le dicono che è tempo sprecato donare le proprie ore a qualcuno da salvare. Lei deve solo preoccuparsi di essere, nel futuro, una moglie e madre amorevole, pensare al marito ai figli e poi se rimane tempo può dedicarsi a lei. Fino a che non arriva il giorno del suo fidanzamento ufficiale.

Torno a fissare Owen, domandandomi che cosa provi per me e che cosa provi io per lui. Cosa vede ogni volta che i suoi occhi si soffermano su di me?

La vera Chloe entra in scena, finalmente apre gli occhi, vede davvero chi è Owen, che cosa davvero interessa a lui. La vera Chloe entra in scena quando i suoi bellissimi occhi verdi si posano su quelli di un uomo; un uomo che si metterà sulla sua strada con quei occhi dal colore dell’argento colato, ardente. Chloe riesce a lasciare Owen e a lasciare New York per inseguire il suo sogno a Vancouver… E’ stata ammessa, contro ogni aspettativa altrui, al tirocinio al più importante ospedale del Canada.

Guardo le porte che scorrono oltre la mia, domandandomi quale sia quella di Gabrielò. E’ lì, da qualche parte. Così vicini, sotto lo stesso tetto, a un passo dal mio letto.

Durante i suoi studi, viene ospitata dagli Harvey, ma quello che non sa è che lì, in quella casa troverà di nuovo quegli occhi ardenti. Occhi che portano il nome di Gabriel. Gabriel, uomo pieno di misteri, con il cuore ferito, deluso dalla vita. Il carattere frizzante di Chloe, riuscirà ad arginare le ferite di Gabriel?White Collar I loro battibecchi saranno continui, ma saranno anche aria fresca per Gabriel e per Chloe, cosa saranno? Chloe riuscirà, finalmente, vivere la sua vita in pieno senza che nessuno la intralcia con le proprie imposizioni?

Quell’uomo, senza volerlo, sta scombussolando il mio equilibrio più di quanto non fosse già scombussolato.tumblr_nnnqvk83lM1r07oamo1_500
A cuore aperto è un romanzo emozionante. Dove si scopre che cos’è il vero amore. La protagonista di questo romanzo di Chiara Mineo, vivrà una crescita personale pagina per pagina. Chloe si trasformerà da ragazzina a donna. Un romanzo davvero bello, ma a rovinarlo sono i parecchi refusi dovuti dalla fretta di pubblicare. L’autrice dovrebbe riprenderlo in mano, correggere i vari errori e trasformare “A cuore aperto” in un bel romanzo in un bunissimo lavoro. Perché le emozioni ci sono, e sono davvero tante. Se Chiara riprende in mano il romanzo, credo, anzi sono sicura che vedrei questo romanzo tra i primi posti in classifica. Chiara è un’autrice giovane e da non sottovalutare, perché ha molto da raccontare. E quando uno scrittore ha da raccontare, va ascoltato!

Naty

Il mio giudizio:

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A tu per tu con: Chiara Mineo!

Ehi Notters!
Dopo aver letto il libro che tanto mi è rimasto nel cuore, “A time for love” di Chiara Mineo, ho avuto il piacere di fare una chiacchierata con questa bravissima e talentuosa scrittrice.
Venite a scoprire un po’ di più di lei e del suo romanzo! 😉

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1. Chiara, la storia che racconti attraverso il tuo libro è formidabile, davvero intensa; ci puoi raccontare come l’hai pensata inizialmente e come si è poi evoluta? Da cosa o da chi nasce “A time for love”?
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Ho sempre desiderato scrivere un romanzo ambientato durante la seconda guerra mondiale. All’età di sedici anni avevo già realizzato una bozza della trama, ma con un pizzico di fantasy. Ero troppo giovane e inesperta per realizzare un romanzo con un tema tanto importante. Dopo aver letto “Il Cavaliere d’inverno”, che ho amato con tutto il cuore, ho capito come potevo incastrare la storia d’amore con la seconda guerra mondiale. Da qui credo sia nato “A Time for Love”.

2. La letteratura che tratta il tema della guerra, del nazismo e dei campi di concentramento è davvero vasta, eppure il tuo libro non l’ha mai reso banale. Perché hai scelto di far spiccare proprio la storia d’amore tra Helen e Ethan, in mezzo a quel mondo di orrori?

Desideravo scrivere una vera storia d’amore, una storia senza limiti, tormentata e struggente. Qualcosa che restasse nel cuore dei lettori. Io vado pazza per le storie d’amore ambientate durante la seconda guerra mondiale. Non potevo non creare Helen ed Ethan. Ho fatto in modo che nonostante gli orrori generati dal nazismo brillasse una piccola speranza. Spero di esserci veramente riuscita.

3. Il personaggio di Helen è veramente interessante: forte ma al contempo fragile, tenace, combattiva, ma sempre triste e rare volte felice. È un’eroina, senza ombra di dubbio! A cosa o a chi ti sei ispirata per crearla?

Helen è un personaggio molto particolare, un po’ contrastante. Dimentica la sua infanzia per combattere gli errori del campo che la portano a chiudersi in se stessa e a diffidare degli altri, soprattutto di chi ha distrutto la sua vita. In quasi tutte le mie protagoniste tendo a lasciare una parte di me, quindi possiamo affermare che Helen è confusa come l’autrice che l’ha ideata. A parte gli scherzi, ho cercato di conferirle sentimenti che io stessa avrei provato trovandomi nella sua situazione. Per quanto riguarda l’aspetto fisico non mi sono ispirata a qualcuno in particolare ma se dovessi darle un volto quello sarebbe di Adelaide Kane.

4. Ethan è… Uomo, semplicemente. Impossibile non innamorarsene. Lui, invece, com’è nato?

Ethan è Ethan. Rappresenta l’ideale di uomo. Ogni donna cerca in un protagonista il suo ideale, io non faccio eccezione alla regola. Trovandoci in tempi differenti ho dovuto creare un uomo che rispecchi la lealtà, la passione e il coraggio, caratteristiche fondamentali per un soldato. Fisicamente parlando lo assocerei a Liam Hemsworth.

5. Molti sono i personaggi che fanno parte di questa incredibile storia; qual’e quello che hai amato di più e quale, invece, quello che hai odiato di più? Perché?

Il personaggio che ho amato è senza dubbio Helen. Per me lei rappresenta la fuga, il desiderio di evacuare da una vita soffocante ma la paura di spiccare il volo. Il personaggio che ho odiato è Richter… beh, lui è solo un bastardo, il personaggio che tende a distruggere la storia e che tutti vorrebbero cancellare, ma senza un nemico non ci sarebbe nessuna storia.

6. Parliamo un po di te… Come mai hai deciso di scrivere un libro ambientato proprio nella seconda guerra mondiale? Cosa ti affascina di questo periodo storico?

Quando si parla di seconda guerra mondiale tutti tendiamo a immaginare gli orrori che ha causato: il nazismo, il fascismo, il comunismo, le persone che purtroppo sono cadute in battaglia… ma non pensiamo mai a chi, in mezzo al popolo, ha lottato per sopravvivere, a quegli amori divisi e distrutti dalla guerra. Con il mio libro ho voluto dare una speranza a chi ha lottato per il proprio amore durante la seconda guerra mondiale, senza tralasciare ciò che la guerra ha realmente causato.

7. Come nasce il tuo amore per la scrittura e cosa ne pensi del mondo del Self-Publishing?

Ho iniziato a scrivere all’età di quindi anni per nascondermi dal mondo e dal dolore che stavo vivendo in quel periodo. Scrivere ha rappresentato la mia salvezza, un modo per sfogarmi, lasciando nel foglio bianco ciò che sentivo. Adoro il Self-Publishing, ho scoperto un nuovo mondo. Ho la possibilità di gestire tutto in piena libertà, senza privarmi di qualcosa, soprattutto per quanto riguarda i prezzi perché a mio parere bisogna dare a tutti la possibilità di leggere.

8. Hai un sogno nel cassetto che riguarda proprio il mondo della letteratura? Se sì, quale in particolare?

Ho due sogni. Primo e super importante, realizzare una libreria in stile “La Bella e la Bestia”. Compro sempre solo cartacei con la speranza di lasciare, un giorno, ai miei figli un ricco patrimonio letterario (se i miei figli non ameranno leggere sarà un duro colpo). Il secondo sogno racchiude una piccola speranza, una luce che tengo sempre accesa ma cui non oso mai completamente appoggiarmi per timore di rimanere delusa: mi piacerebbe che i personaggi di A Time for Love prendessero vita in un bel film, poter sentire le voci di ogni personaggio. Sarebbe stupendo

9. Una curiosità: è da quando ho finito di leggere il libro che mi chiedo “ma come sarà finita tra Helen e Ethan? Sarà tornato tutto come prima tra loro?”. Nella tua mente, è mai continuata la loro storia? Se sì, come te la immagini?

Inizialmente contavo di scrivere un finale completamente diverso. Almeno una volta nella vita volevo scrivere un finale che lasciasse un segno e quindi niente lieto fine, ma poi penso che nella realtà c’è abbastanza tristezza per concludere un romanzo con le lacrime. Il romanzo inizia con Marco/Ethan che promette a Elena/Helen che un giorno l’avrebbe portata in giro per Roma a bordo di una moto. Mi piace immaginare loro due che girano intorno al Colosseo a bordo di questa moto, con il vento che fruscia tra i capelli, la gioia nel viso e Speranza insieme a loro.

10. Ultima domanda Chiara: quando avremo l’onore di poter leggere qualcos’altro di tuo? Puoi anticiparci qualcosa? 😉

Non so se scriverò ancora qualcosa. Dico sempre di no, ma poi sorprendo me stessa. Ho iniziato scrivendo molti fantasy, A time for Love rappresenta per me l’età adulta, pieno di scene che un tempo non avrei mai pensato di scrivere. Due mesi fa ho pubblicato il mio ultimo romanzo “A Cuore Aperto”, un New Adult semplice, una di quelle storie che leggi per rilassarti, ma mi rendo conto che dopo “A Time for Love” i lettori si aspettano da me qualcosa di altrettanto impegnativo. Non sono pronta per scrivere qualcosa di così forte, è già stato abbastanza difficile scrivere A Time for Love. Se proprio dovessi scrivere qualcosa mi piacerebbe tornare nel mondo del fantasy.

Edna: Ancora un immenso grazie a Chiara per il tempo che ci ha dedicato!

Chiara: Grazie mille a tutti voi che mi avete dato questa opportunità. È sempre un piacere chiacchierare con voi!

Edna 🙂

 

 

 

Recensione di: “A Time for Love. Un tempo per amare” di Chiara Mineo

Buongiorno Notters!
Oggi vi parlo del libro che ha accompagnato le mie giornate in questa settimana rendendole tutto tranne che monotone e noiose…
Sto parlando di “A time for love” di Chiara Mineo.
Un libro che mi ha lasciata senza parole, letteralmente.
Un libro che semplicemente non potete prendervi per nulla al mondo, parola di Notters! 😉

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TITOLO: A Time for Love. Un tempo per amare
AUTRICE: Chiara Mineo
DATA PUBBLICAZIONE: 20 aprile 2015
GENERE: Romance storico
EDITORE: Self-Publishing
PAGINE: 389
FORMATO: ebook / cartaceo
PREZZO: 0,99€ / 13,52€


SINOSSI

24 Giugno 1929. Elena, una bambina dolce e spensierata, è finalmente giunta al suo decimo compleanno e non vede l’ora di festeggiarlo, ma quel giorno la sua vita è destinata a cambiare per sempre. Nei pressi del Colosseo, dove tutto sembra immortale, Elena viene rapita da due misteriosi uomini, dallo strano accento. Quella mattina Elena compiva dieci anni, ma quella stessa mattina perdeva tutto: l’amico Marco, la famiglia… la sua vita. Elena, improvvisamente, non è più una bambina, ma una detenuta del campo tedesco. Impara a lottare, ad obbedire, a sopravvivere. Dove Elena ha perso la sua identità passando a Helen Krämer, dove tutti perdono la loro umanità, lei non può far altro che sperare. Dove regna la miseria e la violenza Helen trova l’unico filo di ragnatela in grado di garantirle la libertà. Può decidere di rimanere nel campo e di morire o di diventare assistente medico per l’esercito tedesco. È il 2 Novembre 1939, la festa dei morti, quando Helen si ritrova in mezzo la guerra. Nella città di Danzica, dove tutto ha inizio e fine, Helen incontra Ethan, giovane capitano dell’esercito tedesco. Helen non sa dove ha già visto occhi tanto verdi, del colore della giada, poiché il campo le ha strappato persino i ricordi. Ogni volta che Ethan le mostra un briciolo di umanità e di sentimento, lei è costretta a fare un passo indietro. Un fardello troppo grande pesa sul suo cuore, un segreto da nascondere al bellissimo capitano: un codice di detenzione tatuato sopra il seno sinistro.
Mentre una feroce guerra investe tutto il mondo, la dolce Helen e il coraggioso Ethan non possono far altro che sperare, imparare a riconoscersi… imparare ad amarsi.
Sperare, lottare e vivere sono le tre regole fondamentali di chi vive la guerra. Sperare in un futuro migliore. Lottare per sopravvivere. Vivere per avere la pace.

RECENSIONE
***ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER!***

Ci sono libri che parlano di storie d’amore, che raccontano sentimenti, passioni, emozioni palpabili.
Li leggi, ci entri, ti immergi e poi quando li chiudi… Finisce la magia.

Ci sono poi libri che invece scalpitano per essere letti, che li vedi e ti sembra quasi che tremino per l’energia che sprigionano, per la voglia che hanno di farsi scoprire dal lettore che si ritrova inevitabilmente incuriosito.
Quei libri che appena li apri urlano a squarciagola la loro storia, crudeli, senza curarsi di chi li legge perché la voglia di tirar fuori il mondo che risiede, in silenzio, in loro, è troppa.
Libri che accompagnano ogni momento, ogni secondo della giornata del lettore, che si infilano in un pensiero e non lo mollano mai, che martellano nella testa, una costante, una dipendenza, peggio di una droga.
Cento coltellate al cuore e mille tachicardie.
“A time for love” è tutto questo.
È tutto ciò che un lettore si aspetta da un libro: un universo che inghiotte, che zittisce i rumori della città, della stanza, che strappa il cuore dal petto e lo tiene con sé per un po’, giusto il tempo di cambiare qualcosa per sempre e poi rimetterlo al proprio posto con la consapevolezza che mai niente sarà come prima. Niente.

Roma, 1929.
Elena è una bambina spensierata, osserva il mondo che la circonda con i suoi dolcissimi occhi azzurri, incapace anche solo di pensare che il male e il dolore stanno ad un passo da lei.
Vive i suoi giorni con curiosità e voglia di fare, ignara dei pericoli che si nascondono nella sua città, la sua amata Roma… quella città che, con quell’enorme Colosseo, la fa sentire tanto piccola.
Non vuole crescere, pensa che per quello, per le “cose da grandi” ci sia ancora tempo, anche se la sua voglia di conoscenza, la sua avidità di lettura dicono tutt’altro.

Marco, più grande di lei di tre anni, è il suo più caro amico.
Gelati, passeggiate, corse in bicicletta e chiacchiere sono all’insegna delle loro giornate anche se nei profondi occhi verdi di Marco si nasconde da sempre qualcos’altro, qualcosa di meno “puro” rispetto ai pensieri di Elena, qualcosa “da grande”.

Era una giornata speciale, il giorno del compleanno di Elena, il giorno in cui tutto cambiò.
Quella giornata si portò via l’innocenza e il futuro di due bambini, la loro spensieratezza e anche la loro amicizia.
Quel giorno, Elena e Marco non hanno avuto scampo: il destino, beffardo, gli ha giocato un brutto scherzo.
Un destino chiamato guerra.

“Erano su quel treno da quattro giorni ormai. Vivevano nel sudiciume e nella miseria. La notte del quarto giorno il treno si fermò per l’ultima volta.
[…] Il vagone venne aperto brutalmente, al punto che le pareti tremarono. Un soldato con addosso una divisa verde puntò sui loro volti una torcia elettrica.
«Aussteigen», disse il soldato in tedesco.
“Scendete”.
Era l’unica cosa che sentivano dire da giorni, l’unica parola che riconoscevano.
[…] Erano arrivati a un bivio. In quel punto, sperduto nel mondo, i soldati avrebbero deciso cosa farne dei bambini.
Rimanevano in silenzio attendendo nuove istruzioni, con tre soldati a fare da guardia al gruppo. Dal fondo della steppa giunsero sei furgoni militari. Erano guidati da soldati, tedeschi che urlavano e sbraitavano ordini. I bambini vennero fatti salire a bordo e, una volta dentro, il telone venne abbassando, chiudendo ogni rapporto con l’esterno, mentre il treno riprendeva il suo viaggio ma senza di loro.”

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Elena si ritrova catapultata in una realtà lontana da lei, una realtà che con la sua innocenza non riusciva nemmeno ad immaginare ma che, purtroppo, si è abbattuta su di lei in maniera impetuosa.
Ma Elena è una tosta; con una forza d’animo da far invidia persino al protagonista di “Cast Away”, non si arrende, non si lascia abbattere dalla sofferenza e dal dolore, continua a (soprav)vivere giorno dopo giorno, passando così sette lunghi anni in un campo di concentramento tedesco.

“Tutto era fermo, statico, intorno a lei. Helen era lì, in piedi, ma allo stesso tempo era altrove. Non era in quello spazio angusto, soffocante. No, lei era in un altro mondo, dove tutto si tingeva di nero, dove lei non era costretta a vedere nulla se non il vuoto. Si sentì debole e stanca, non solo fisicamente ma anche nell’animo. Era quello il peso del corpo, ciò che più feriva tra tutti i tormenti. Doveva sorreggere il peso dell’anima, la coscienza che le dettava ordini come un soldato e con il fucile puntato addosso lei non poteva permettersi di crollare e cadere. Doveva continuare a rialzarsi. Sempre e comunque.”

Elena Castelli diventa Helen Krämer, una bellissima ragazza tedesca di diciassette anni finita in quel triste mondo.
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Una ragazza tedesca costretta a vivere i soprusi dei soldati, dell’insegnante di medicina del campo, costretta a guardare la gente intorno a sé morire, trovando solo in Michael, il suo unico amico da quel giorno maledetto, quel poco di conforto in grado di farla svegliare la mattina.
In tutti questi anni, però, una domanda ha da sempre invaso i suoi pensieri: “e Marco? Che sia veramente morto quel giorno nello scontro con il mio rapitore?”…

Ma il destino continua ad esserle avverso, non le da tregua; dopo una sua alzata di testa, una sua ribellione, Elena si ritrova a dover compiere una scelta: abbandonare il campo di concentramento e andare a Danzica a lavorare come infermiera per i soldati ed entrare nel vivo della guerra, oppure rimanere all’interno del campo e partecipare al progetto “Normalizzazione”.
Cosa scegliere?
Tentare di salvarsi o arrendersi fin da subito?

“Helen tremò a quel punto, un lungo brivido che la scuoteva dalla testa ai piedi, ma non abbassava lo sguardo dagli occhi del generale. Semplicemente, non vedeva più niente se non il buio delle sue parole.
«Siete state scelte tra tanti detenuti, potete considerarla fortuna o onore, ma siete state scelte. Se vi rifiutate rimarrete con le vostre compagne, ma se accettate sopravvivrete».
Un soldato che Helen non aveva notato si avvicinò a lei stringendo in mano una divisa militare, piegata con cura. Gliela porse con delicatezza e indifferenza. Helen guardò stralunata la divisa non vedendovi nulla di onorevole o di fortunato.
[…] «Non sprecate questa opportunità che vi viene data», le consigliò Hoffmann.
Era un’altra sfida della vita. Forse l’ultima. Forse la milionesima.”

Per cosa avrebbe potuto mai optare una guerriera come lei?
Si ritrova così catapultata nuovamente nell’ennesima diversa realtà: la caserma di Danzica.
Qui Elena riscoprirà il valore del rispetto, il calore di un abbraccio, il piacere di sorridere.
Salverà delle vite, farà nuove amicizie, capirà che non tutti i soldati sono uguali, che non tutti credono che la guerra sia giusta e che non tutti siano cattivi.
Imparerà a godere delle piccole cose, come di un gelato sul molo e una passeggiata sulla spiaggia.
Ma, ciò che realmente la cambierà, ciò che realmente la farà impazzire, saràimage (1) imbattersi in Lui, nel Sentimento.
Sarà incontrare Ethan.

“Helen alzò lo sguardo senza lasciar andare la mano del capitano e lo guardò in viso. Rimase sorpresa, a bocca aperta. I capelli dell’uomo erano sinuosi, neri come l’ebano, gli zigomi sporgenti, i lineamenti sensuali, le labbra pronunciate, il naso perfetto e dritto, una cicatrice gli attraversava la guancia. Era alto, così alto che Helen dovette reclinate la testa indietro per poterlo vedere. Il suo corpo era muscoloso, la maglietta nera aderiva al torace. Ciò che più colpì Helen furono i suoi occhi. Non erano grigi e spenti come i mille occhi che aveva visto fino ad allora. No, quegli occhi erano qualcosa di travolgente, la marea che trascina via, il fondo del mare quando l’acqua è più alta. Due gemme, di un verde burrascoso, la fissavano con dolcezza. Helen rimase incantata sentendosi perdere dentro le sue iridi. Vi vedeva la luce del sole catturata al loro interno, frammenti di bottiglie che brillavano su una spiaggia deserta.
Il capitano le sorrise divertito. «Mi piacerebbe riavere indietro la mia mano», le disse gentile.
«Sì… la mano…», disse Helen tra le nuvole. «Oh, sì! La mano!»”

Quel ragazzo la attrae come una calamita e lei mai prima d’ora si era sentita così.
Tranne che… Un attimo, e quegli occhi verdi?
Dove li aveva già visti?
Ad Elena ricordavano qualcosa, anzi qualcuno, ma proprio non riusciva a ricordare chi.
Il suo passato era sepolto in lei, coperto e nascosto da quel tatuaggio sopra al seno sinistro, all’altezza del cuore, quel numero che ha paura possa farla scoprire e che ogni tanto sfiora da sopra la maglietta, giusto per ricordarle da dove viene, chi è.
Eppure ogni giorno che passa è un passo in più verso Ethan e a ciò che può offrirle: tornare ad essere felice.
Ma qualcosa la trattiene, qualcosa non permette ad Elena di lasciarsi andare: la paura di farsi scoprire da lui, di farsi guardare per ciò che è realmente e quindi farsi odiare.
E poi lei non si innamora mai, non può innamorarsi, perché altrimenti dopo soffrirebbe.
Perché in questa vita, in questa guerra, solo uno è il vincitore su tutti: la morte.

“Non attaccarti mai a nessuno perché nessuno tornerà mai indietro”,  si ripeteva sempre.”

Riuscirà Ethan a farle cambiare idea?
Sarà capace di sciogliere quell’enorme lastra di ghiaccio che Elena ha sul cuore?
E lei sarà in grado di lasciarsi andare?
Si ricorderà dove aveva visto quegli stessi occhi verdi?
Ma, soprattutto, l’amore sarà in grado di superare gli orrori della guerra, sarà più forte della morte?
Ed Elena combatterà per questo?

“Eppure, non è così difficile riconoscere qualcosa di prezioso, quando lo incontri. Non brilla, riempie.”
– Twitter.

Non posso dirvi altro Notters, veramente non posso.
Dovete leggere questo incredibile libro e io non posso permettermi di rovinarvi una così stupefacente lettura.
Sarebbe davvero un crimine.

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“A time for love” è una bomba, letteralmente.
È la bomba della guerra che distrugge ospedali, case, chiese, intere città.
È anche quella bomba che fa esplodere il cuore in mille pezzi che diventano milioni di emozioni e sensazioni diverse, sparse per tutto il corpo.
Quella bomba che non da il tempo di rialzarsi e costruire un qualcosa di nuovo, mattone dopo mattone, perché torna più potente di prima, più forte che mai e trafigge anche la più potente delle corazze.
Ma è pure la bomba che si riesce, finalmente, a disinnescare e che fa tornare la quiete dopo la tempesta portandosi con sé i frammenti di tristezza e agonia che si trascina dietro.

Un libro che è capace di raccontare meglio di qualsiasi altro film trasmesso durante la giornata della memoria, che parla più forte delle voci che raccontano la guerra per sentito dire.
Non c’è 25 aprile che tenga, questa storia è lo sguardo col binocolo sul mondo di ottanta anni fa, anzi di più.
È vivere la guerra sulla propria pelle, patire la fame e la sete, svenire per la fatica, piangere per l’immensa sofferenza, accontentarsi di un sorriso ogni tanto, di un gesto affettuoso che faccia sentire vivi, di ricordare da dove si viene e di chi si è.
È uccidere uomini solo per il dovere di farlo, per sopravvivere, è compiacere soldati solo perché si è considerati oggetti e non permettere ai sentimenti di prevalere, per paura di soffrire ancora di più,
È anche riscoprire l’amore e abbeverarsi di quel sentendo giorno dopo giorno, finché non torni davvero in vita.

Questo libro mi ha devastata, disarmata, folgorata.
Credetemi, non riesco a trovare un termine esatto che possa avvicinarsi a come mi sono sentita leggendo questa meraviglia.
Una scrittura elegante, emozionante ed esaltante quella di Chiara Mineo che è in grado di rendere interessante e travolgente qualsiasi vicenda, qualsiasi storia.
Un libro che, sicuramente, esalta la profonda conoscenza del periodo storico della scrittrice e della sua sensibilità, fragilità e curiosità per quell’orrore chiamato guerra che non è poi così distante da noi.
Chiara affronta, infatti, il tema con estrema maturità e non si riguarda dal trattenere quel velo di malinconia e compassione per chi ha vissuto quegli anni, che accompagna la lettura di tutta la storia.

È un libro che si è abbattuto sulla mia quotidianità come una fulmine a ciel sereno scombussolando completamente le mie giornata, travolgendo inaspettatamente ogni mio pensiero.
Una volta finito, mi ha fatto venir voglia di ricominciare a leggerlo una seconda, una terza, una quarta, una centesima volta, per potermi riempire nuovamente di tutte quelle emozioni che è stato in grado di suscitarmi.
È un libro che non stanca mai, che fa riflettere e che insegna a guardare ciò che ci circonda con occhi diversi perché in fondo, noi, oggi siamo veramente fortunati.
E non dovremo dimenticarcelo mai.

Se potessi darei a questo libro il doppio del massimo delle stelline, perché se le merita davvero tutte.
Complimenti Chiara e grazie, per averci regalato questa meraviglia. ❤

Edna ❤


A Time for Love. Un tempo per amare

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