Notting Hill Books: “Alla scoperta del SEU”!

Ciao Notters!
Oggi vi parliamo di qualcosa di molto importante, non si tratta di un romanzo, ma di un insieme di autori, di storie, di talenti e di passioni.
Oggi vogliamo porre l’attenzione su un’Associazione che occupa un ruolo importantissimo nel mondo dell’editoria.
Si tratta del S.E.U. ❤

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L’Associazione Scrittori Emergenti Uniti ha aperto un evento su facebook per farsi conoscere ai lettori e ai nuovi autori.

L’evento si trova al seguente link:


Il 19 e il 20 gennaio c’è stata la presentazione degli ultimi sei romanzi pubblicati da autori appartenenti all’associazione. Il 21 è iniziato il blog tour, che comprenderà quattro tappe e durerà fino al 1 febbraio, giorno in cui saranno proclamati i vincitori. Il 22 e il 24 sono giornate dedicate alla presentazione dell’associazione stessa.

Oggi, quindi, ringraziamo il blog per averci concesso questo spazio e vi spieghiamo gli aspetti principali, sia per i lettori che ancora non ci conoscono sia per gli autori interessati a saperne di più.

CHE COS’È L’ASSOCIAZIONE

L’associazione è nata ufficialmente nel 2015, dopo un lungo e attento impegno da parte di un gruppo di autori, che si è unito già nel 2014 con lo scopo di partecipare insieme a delle fiere. Da allora si è ingrandita e conta attualmente un’ottantina di membri, tra i quali anche il Consiglio Direttivo e la presidente Laura Santella. Non è una casa editrice, quindi accetta soltanto romanzi già pubblicati – in self o con editore – e si propone di aiutare gli autori a promuovere le proprie opere attraverso la partecipazione a importanti fiere letterarie, come il Salone del libro di Torino, il Modena Buk e il Pisa Book Festival e l’organizzazione di eventi correlati. Collabora con 4 librerie con la formula del conto vendita dei libri e propone presentazioni fisiche e iniziative social con interviste, newsletter, blog tour e diffusione di articoli e comunicati stampa.

Sul sito ufficiale www.scrittoriemergentiuniti.com è inoltre presente la sezione “I libri del mese”, dove a rotazione alcuni libri hanno maggiore visibilità, la libreria tematica con il catalogo dei romanzi degli autori aderenti e le foto degli eventi passati.

COME ADERIRE

I membri che vogliono aderire all’associazione, pagano una quota annuale d’iscrizione di 30 euro (abbassata a 25 per coloro che collaborano anche attivamente nello staff), più una quota a titolo per la partecipazione alle fiere (che può andare dai 10 ai 30 euro circa, a seconda della grandezza e del costo finale dello stand). L’associazione copre le spese principali e una percentuale degli stand, che nelle fiere più grandi sono sempre molto costosi. Si può scegliere a quale iniziativa aderire e in quale misura, non è obbligatorio prendere parte a tutti gli eventi ed è anche possibile spedire i libri senza essere fisicamente presenti a una fiera. Ogni novità viene riportata sul gruppo dei soci e discussa insieme, prima dal Consiglio Direttivo e in seguito con i soci stessi. Ogni anno, verso dicembre, si tiene online una riunione dove discutere del bilancio dell’anno appena trascorso e della previsione del successivo, oltre all’eventuale aggiunta di fiere.

Per aderire ed entrare a far parte del SEU, è necessario scaricare e compilare i moduli dal sito, mandare la scheda del libro e un estratto, che sarà valutato dal comitato di lettura, e seguire gli aggiornamenti sul gruppo Facebook apposito.

Oltre ai soci autori, l’associazione comprende i soci professionisti (editor, correttori di bozze, traduttori, ecc), che mettono a disposizione il loro lavoro con sconti pensati per gli altri membri che ne necessitano, e i soci lettori.

I SOCI LETTORI E LE PENNE D’ORO

I soci lettori sono dei lettori che, interessati ai libri degli associati, aderiscono pagando una quota di 5 euro l’anno. Hanno a disposizione una sorta di tessera punti annuale, infatti acquistano un punto (chiamato “Penna d’oro”) per ogni recensione lasciata a uno dei libri degli autori associati. Per ogni tappa raggiunta sono previsti dei premi, che vanno da sconti a copie gratuite e gadget, come riportato sotto in tabella.

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Al momento dell’iscrizione, il socio lettore riceverà gratuitamente l’ebook “Maledetta primavera”, prima antologia del SEU con racconti scritti da alcuni dei soci autori. Le recensioni possono essere inviate compilando un modulo scaricabile dal sito e saranno riportate sul blog collegato all’associazione, “Texere Fabulas”: http://texerefabulasblogseu.altervista.org.

A fine anno la scheda verrà azzerata e il Socio Lettore potrà riscuotere i relativi premi come nelle migliori raccolte punti.

PROSSIMI EVENTI

Al momento, oltre alle iniziative online, sono in programma il Modena Book dal 18 al 19 febbraio e il Salone di Torino dal 18 al 22 maggio, con la possibilità di fare presentazioni nelle apposite sale. Il programma è ancora in via di definizione.

Le librerie nelle quali è possibile trovare dei libri promossi da SEU al momento sono queste:

– Carto Club: Via Boccardo 13, Moncalieri (TO)
– Mondadori: Corso Giosuè Carducci, 9 Grosseto
– Mondadori: Corso Matteotti 141, Cecina (Li)
– Piccoli Labirinti: Via Gramsci 5, Parma

Le collaborazioni sono gestite da un socio referente di quella zona, che si prende in carico di controllare ogni tanto l’andamento delle vendite e di rifornire il magazzino.

Abbiamo cercato di spiegare brevemente i punti salienti, ma per ulteriori chiarimenti potete scrivere all’email seu.asso@yahoo.it oppure contattare su Facebook il Presidente Laura Santella o uno dei membri aderenti.

Quello che ci teniamo a sottolineare è che ciò che anima l’associazione è la voglia di collaborare alle iniziative, di essere venditori di tutti i libri allo stesso modo e di proporre sempre nuove idee, che vengono di volta in volta valutate insieme. Il motto “l’unione fa la forza” è fondamentale e ciascuno, con la propria personalità e la voglia di fare, lascia un’impronta di sé. Insieme, appoggiandosi l’uno con l’altro e dando rilievo ai libri di tutti, si può fare la differenza. E arrivare in città come Torino, Milano, Pisa, Modena, Rosignano è stato solo il primo passo.

Grazie alle Notting per averci permesso di parlare del SEU e grazie ai lettori che ci hanno sostenuto finora con tanto entusiasmo!
Vi aspettiamo ai prossimi eventi 🙂 Se volete partecipare al blog tour, le tappe sono il 21, 23, 25 e 26 gennaio, seguite l’evento su Facebook per gli aggiornamenti!

Alcune foto di eventi passati:

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NOTTING HILL BOOKS & DELRAI EDIZIONI!

Ciao Notters,
oggi ve lo abbiamo anticipato così, en passant, tra un post e l’altro ma adesso è arrivato il momento di fermarci un attimo e di darvi questa notizia come si deve.

Notting Hill Books ha stretto una nuova collaborazione con la casa editrice più giovane sul territorio italiano, una casa editrice che ha definito da subito gli obiettivi da raggiungere e ci ha tenuto a rendere un concetto immediatamente chiaro:

“I nostri autori sono le nostre stelle”.

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Delrai Edizioni nasce sul progetto di Malia Delrai, scrittrice self-publishing e giornalista pubblicista.

Il mio obiettivo di autrice ed editrice è poter arrivare ai lettori con romanzi curati in ogni loro parte, dal testo alla copertina, dall’impaginazione ai ringraziamenti, niente deve essere casuale. Non ho mai abbandonato, né abbandonerei, una storia. Sperare che qualcuno si accorga dell’esistenza di un romanzo, è diverso dal fare in modo che le persone si accostino a una trama e ne siano interessate.
Questo è il mio obiettivo: cercare di parlare col lettore, di trasformare il prodotto “libro” in qualcosa che valga la pena leggere, sì, ma anche rileggere e possedere, non solo scartabellare e sistemare nella libreria.

Ogni scrittore ha un sogno e io voglio cercare di realizzarlo. La mia squadra è pronta e promette impegno, costanza, e tanta passione. Facciamo che i romanzi si raccontino, che le storie si narrino, e costruiamo una famiglia autentica sulla base di un obiettivo comune: la crescita della passione per la lettura, dove le persone insieme si rendano consapevoli della bellezza dell’impegno e della solidità delle relazioni umane quando a spingerle c’è un grande cuore.
A questo progetto ho deciso di dedicare la mia vita.

[Testo tratto dal sito internet: http://delraiedizioni.com/]

DELRAI EDIZIONI SI PRESENTA COSI’…

Grazie alla scrittura e alla lettura si entra in un altro mondo, si vive un’esistenza diversa.
Questa è la Delrai Edizioni: la passione verso le lettere esplode e diventa concreta, non è più soltanto una mera fantasia.
È ora di dar vita a un sogno e portare a chi legge lo spirito di un romanzo, l’essenza stessa di una buona lettura, per cercare l’emozione e l’indimenticabile espressione che catturi un’anima.

Le collane, nomi di stelle, per presentare il firmamento degli autori.

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Grazie alla Delrai Edizioni, a Malia Delrai e al suo Staff, per aver pensato a Notting Hill Books.

Naty&Julie ❤

Dunwich Life: concorso letterario!

Dunwich Edizioni
per festeggiare la nascita della nuova collana
* DUNWICH LIFE * 
ha deciso di indire un concorso

Cerchiamo opere di narrativa con le seguenti caratteristiche:

• da 50.000 a 100.000 parole;
• opere rigorosamente inedite e non di genere
(quindi, per esempio, nessun elemento riconducibile all’horror o al fantasy)

Gli elaborati dovranno pervenire all’indirizzo dunwichlife@gmail.com entro e non oltre il 21 settembre 2016.
La partecipazione è gratuita e il romanzo vincitore riceverà un anticipo di € 250,00 sulle royalties, oltre a un regolare contratto per la pubblicazione in formato e-book dell’opera.

Dunwich Edizioni è una casa editrice specializzata in Horror, Thriller, Mystery e con un tocco di Paranormal Romance.
Dunwich Life è la nuova collana dedicata alla narrativa.
Trovate il nostro catalogo completo al seguente link: http://goo.gl/VkFoiZ

Sperando che questo progetto possa entusiasmarvi, aspettiamo le vostre proposte!

divisorioIn bocca al lupo per questa nuova avventura!
Naty&Julie ❤

Salone Internazionale del Libro di Torino: le autrici Newton incontrano il pubblico!

Ciao Notters 🙂
Manca pochissimo all’appuntamento letterario più atteso dell’anno: la XXIX edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino.
Il titolo del Salone 2016 è Visioni.

In particolare quest’anno ci sarà un evento unico, mai realizzato prima d’ora, che prevede il ritrovo di diversi autori della Newton Compton allo stand dell’editore.

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Le autrici incontreranno il pubblico davanti allo stand Newton Compton Editori per autografare i loro libri.

Il titolo dell’evento, unico nel suo genere, è:

“Selfiepublishing”
Un selfie con gli autori Newton Compton provenienti dal selfpublishing.

Sembra esserci grande fermento attorno all’incontro di sabato 14 maggio, tant’è che il tam tam dei lettori ha portato all’adesione di oltre 400 persone in pochissimi giorni.

Le sorprese però non sono finite!
Le autrici presenti allo stand si rendono infatti disponibili per interviste a blogger e giornalisti e di far riferimento a Valeria Luzi per l’organizzazione a questa email: info@valerialuzi.it

Non perdetevi questa occasione, noi ci saremo e… vi aspettiamo! 🙂
Naty&Julie

Notting’s Mimosa!

Ciao Notters 🙂
Il mese di marzo sta finendo e ci troviamo oggi a condividere con voi l’ultimo racconto “Mimosa”. A farci compagnia oggi è una Grande dell’editoria italiana ed è con immensa emozione che vi presentiamo “All’ombra della Torre Cesarea” di Paola Picasso.

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ALL’OMBRA DELLA TORRE CESAREA

di
Paola Picasso

 

Dormivo e ho udito la tua voce chiamarmi. Sono corsa fuori e la luce del sole mi ha abbagliata.
Dove sei, amore mio?
La spiaggia di Torre Cesarea ha la forma di un arco profilato alle spalle da una corona di basse colline verdeggianti. Un gabbiano solitario volteggia sopra di me.
Onde leggere lambiscono la sabbia, accarezzan-dola con lenti sospiri. L’acqua quasi incolore ha la trasparenza del cristallo, ma allontanandosi dalla riva assume una colorazione azzurra che verso l’orizzonte diventa di un blu cobalto.
Era laggiù che volevamo arrivare, ricordi, Daniele? Tu per misurare la tua resistenza e allenarti in vista di una gara. Io perché fin da piccola, ti seguivo dovunque.
– Devi essere più autonoma, Marianna – mi dicevi. Avrai delle preferenze. Assecondale. Non devi vivere nella mia ombra.
Avrei potuto dirti che non avevo scelta. Un mollusco può vivere solo all’interno della sua conchiglia, protetto dalle sue valve, ma temevo che mi avresti derisa.
-Portami a vedere le antiche torri e raccontami dei Saraceni che nel XVI secolo volevano invadere la penisola Sorrentina – ti pregavo.
– Ancora? – protestavi tu, ridendo.
– Ancora. Mi piace vedere quei baluardi di pietre posti a difesa di questo territorio. Amo immergermi nella natura, amo i tronchi contorti degli ulivi che si oppongono al vento, i fiori selvatici, gli uccelli. La nostra terra è così magica che dovremmo esplorarne ogni angolo.
Tu scrollavi la testa ridendo e poi mi accontentavi perché era quello che desideravi fare.
– Ai piedi della torre Cesarea Daniele e io ci eravamo dati il primo bacio ed era là, alla sua ombra, che in seguito ci eravamo incontrati mille volte, consumandoci di baci e d’amore.
Nell’aria vibra ancora il suono delle nostre risate. Il vento lo ha racchiuso nelle grotte carsiche disseminate lungo la costa affinché non si disperdesse e ricordasse agli amanti smemorati di godere ogni istante perché la felicità non dura in eterno.

Dovevamo sposarci, Daniele e io. La data era stata fissata proprio per oggi, l’abito bianco era pronto. Una nuvola nella quale affondavo il viso, sognando. Lui si era laureato in geologia, lavorava e in quegli anni aveva costruito una casetta rustica sulla scogliera che piomba a picco nel Mare Adriatico. Sarebbe stato il nostro nido, una finestra sull’immensità.
E poi…Un mattino di un mese fa, Daniele ha inforcato la sua moto ed è andato a Lecce per comprarmi un regalo di nozze. Non ha fatto in tempo a sceglierlo. Un pirata della strada l’ha fermato per sempre.
Nello stesso istante io ho smesso di vivere e adesso, distrutta da un dolore che non cesserà mai, ho deciso di arrendermi.
Tu non ci sei più e io non voglio pensare al passato. I ricordi mi dilanierebbero. Meglio annegarli nel mare. Meglio, mille volte meglio non ascoltare il tuo richiamo.
Sento che m’implori, che preghi il vento d’impedirmi di avanzare, la nebbia di accecarmi, il mare di diventare cemento, ma non ti ascolto e m’immergo tra le onde.
Sto scappando dal futuro che ti ostini a offrirmi, dalle mille chimere che convochi intorno a me perché mi persuadano che un dolore, per quanto grande, non può spezzare la mia vita come la tua.
Non voglio più sperare in un futuro felice per poi torcermi dal dolore come un’alga strappata dal fondale.
Il sussurro delle Chimere m’insegue. – Sei giovane, Arianna, sei sana, sei bella. Il tuo corpo vibra, desidera e aspetta.
– No!- grido.- Non è vero. Sarebbe un sacrilegio.
– Senti la carezza del vento, il tepore del sole, il profumo del mare? E’ la vita scorre dentro di te. Non puoi negarlo.
Non posso e mi dispero. Vorrei essere inerte come un fossile. Vorrei non avere pensieri o desideri, ma li sento e mi odio perché il fiume di lacrime che ho versato non è valso a spezzare la presa del mio corpo che si aggrappa alla vita.
Mi tuffo e l’onda mi accoglie. Il suo abbraccio è delicato, un raso sottile che si lacera per poi avvolgermi. Nuoto con vigore verso la linea che separa il cielo dal mare. Vorrei dissolvermi nell’acqua, vorrei sparire come un granello di sabbia. La stanchezza mi attanaglia le membra, ma non mi fermo. Ormai la mia meta è vicina. Ancora uno sforzo e la raggiungerò.
Morire sarà dolce nel mio mare.
Il richiamo mi giunge improvviso. E’ forte, quasi imperioso. – Torna indietro, Marianna!
E’ lui, l’uomo che mi ha tanto amata e che vorrebbe salvarmi.
– Vivi per me, Arianna. la sua voce è un miele intriso di un veleno che m’intossica.
– No! – urla il mio cuore straziato. – Tu mi proponi un calvario e io non ho la forza di portare questa croce. Lasciami in pace, Daniele.
Amore mio, tu non lo sai ancora, ma il tuo corpo è una culla sacra – sussurra il vento con la tua voce. – Nel tuo ventre si sta formando nostro figlio. Se non vuoi vivere per me, se non vuoi vivere per te, vivi per lui. Permettimi di rinascere in lui.

Boccheggio. L’acqua salata mi entra in bocca, tenta d’invadermi i polmoni ma il mio corpo la rifiuta, espellendola. Un bambino! Il figlio di Daniele! Mi sembra di sentirlo fremere e urlare.
– Mamma, mamma, lascia che io nasca, che impari a conoscere e ad amare questo angolo di mondo così bello, che cammini dove tu e mio padre avete camminato, tenendovi per mano.
Mamma. Gli occhi mi si riempiono di lacrime. Non esiste richiamo più forte. Quella piccola voce ha un potere immenso, un potere a cui non posso sottrarmi.
Tento di nuotare, ma le mie braccia si ribellano. L’energia è fluita dalle mie membra. Sono un relitto trascinato dal moto ondoso, ma cerco di restare a galla. Non voglio più morire.
Lotto, ma sono impotente. Non posso che fluttuare e la corrente mi trascina a riva. Un’onda più forte mi fa rotolare sulla battigia e io mi fermo sulla rena che il sole ha già intiepidito.
Il gabbiano ruota sopra di me, poi punta verso la casetta sulla scogliera, emettendo un grido roco che il vento ripete all’infinito: – Grazie, Marianna.

Paola Picasso

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Che ne pensate? 🙂
Ditecelo votando il racconto e condividendo la storia di Paola!

Naty&Julie

 

Notting’s Mimosa!

Ciao Notters 🙂
Eccoci con il quarto racconto “Racconto Mimosa” di Notting Hill Books 🙂
Oggi è con noi la bravissima Giuliana Guzzon che ci presenta la sua storia al femminile!
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PresunteStorie

di
Giuliana Guzzon

Sara di parole ne conosceva tante, conosceva la tecnica per gestirne il fascino.
Ascoltava il suono dei pensieri per non sentirsi sola.
Di gesti ne conosceva pochi, pensando potessero bastare.
Viveva nella finzione di essere felice, imprigionata nei ricordi che usavano la sua voce e il suo cuore.
Un giorno scelse due occhi in cui guardare, mischiando le passioni e cancellando gli umori tristi, lasciando sfogare gli impulsi.
Fingeva di non averla un’anima, smaniosa di correre più veloce, pensando che poteva scegliere di non perdersi. Ma si sbagliava.

Rebecca cercava la resurrezione e nelle tenebre la certezza.
Due occhi non bastavano a dare un senso a ciò che vedeva se oscuravano la ragione con fatuo ardore o immenso dolore.
Scelse di non mangiare più le unghie, ma mangiava i pensieri, li divorava, trascurando i reali bisogni che un’anima potrebbe avere.
Non voleva chiedere aiuto, rimanendo rilegata a quel perimetro che era la sua stanza, la sua aria conosciuta e respirava dei suoi respiri.

Sonia, rispecchiando il proprio nome, sognava.
New York, Toronto, Sidney, ma anche Parigi, Berlino, Londra. Tutti posti segnati sulla sua mappa geografica, che durante gli anni di scuola aveva sempre ignorato.
Aveva scelto la libertà, l’aveva scelta prima che qualcuno potesse minacciarla.
Si era imposta di realizzare i suoi sogni, di inventare il suo destino, perché a non farlo avrebbe tradito gli anni passati ad aspettarlo.
Non smetteva di guardarli quei luoghi lontani, fino a plasmare immagini ordinarie in opere di perfetta armonia. E in armonia trovò nuovi occhi in cui viaggiare, perché anche senza muoversi, avrebbe camminato.

Giulia si strusciava sul soffitto sospesa nell’aria di non appartenenza al mondo. S’abbandonava al suo sguardo riflesso nello specchio vicino al letto, dicembre, un mese ancora da passare intero, angoscia che le stringeva la pelle, la gettava nel mondo dal quale lei cercava di fuggire, penetrata da pugnali di inutile realtà.
Presa a contare le ore prima di una nuova scia di luna pallida, cercava dolcezza con le mani sul suo corpo. Nelle lenzuola, attimi di estasi sfumata.
Creatura nuda che abbandonava la pelle a momenti di piacere auto inflitto per sentirsi ancora viva, per perdersi in orgasmi solitari, amandosi.

Soledad amava l’azzurro; il mare e il cielo.
Le piaceva avvicinarsi a diverse figure e se una la faceva stare male la sostituiva con un’altra.
Continuava ad affascinarsi di uomini che sceglievano di non amarla, cercando di conquistarsi l’amore di chi non avrebbe voluto offrirle niente.
Come sul foglio bianco dei poeti aggiungeva ali ai sogni.
Raccontava il mare, il suo mare, con tutti gli odori dei suoi umori, sparsi su un lenzuolo immenso, ma non lasciava traccia in quella sabbia, che resa l’anima, non conservava la sua presenza.

Potrei continuare. Ogni vita racconta la sua storia, la fa vivere nei respiri in cui l’eterno sposa l’attimo e fa nascere il destino. Quando si esiste tutto è famigliare.

Le donne combattono, amano, si spaventano, soffrono, rinascono e lo fanno all’infinito.

 

[Giuliana Guzzon]

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Che ne pensate? 🙂
Ditecelo votando il racconto e condividendo la storia di Giuliana!

Naty&Julie ❤

Notting’s Mimosa!

Ciao Notters 🙂
Siamo molto felici di presentarvi il terzo “Racconto Mimosa” di Notting Hill Books 🙂
Torna a farci compagnia la bravissima Melissa Pratelli.

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Saving Celeste

di
Melissa Pratelli

 

Celeste è la mia migliore amica.
La nostra è quel tipo di amicizia che non si perde nei meandri del tempo ma si fortifica col passare degli anni. Abbiamo condiviso insieme gioie e dolori, soddisfazioni e delusioni, sogni e ambizioni.
A 10 anni volevamo diventare prime ballerine per indossare dei bellissimi tutù rosa; a 12 volevamo essere chef stellate; a 16 volevamo partire per un giro del mondo zaino in spalla. A 20 anni non siamo né ballerine, né chef, né avventuriere ma siamo ancora insieme, sempre e comunque.
Celeste è una ragazza solare, gentile, ama con ogni fibra del suo essere e vede sempre il buono delle persone. Io sono cinica e diffidente e forse è per questo che il suo fidanzato Andrea non mi è mai andato a genio.
Andrea è di due anni più grande ed è il classico bel tipo tutta apparenza. Celeste lo ama tanto e io l’ho accettato, specie perché lui sembra renderla davvero felice.
Da un po’ di tempo però, la luce di Celeste appare offuscata e questo è bastato a far scattare in me un campanello d’allarme. Ho tentato più volte di indagare, ma lei ha magistralmente glissato sull’argomento. Sono a cena dai miei quando il mistero comincia a svelarsi. Celeste si presenta alla porta, ha gli occhi arrossati, le mani che tremano e un sorriso nervoso. Ha pianto ma non vuole mostrarlo.
Mi scuso con mamma e papà e la trascino nella mia vecchia stanza.
“Cosa succede?” domando a bruciapelo. Questa volta deve sputare il rospo, non accetterò altre blande spiegazioni.
Lei liquida la domanda con un gesto della mano e fa una smorfia quando si appoggia al letto.
“Scusa l’improvvisata” dice, simulando un sorriso, “avevo voglia di un po’ di compagnia.”
“Dimmi la verità. Sono mesi che sei strana.”
Scuote la testa. “Sono solo stressata per l’università, niente di che. Capita, no?”
Lo dice in modo così ragionevole che sono quasi portata a crederle. In fondo, in sessione d’esame siamo tutti un po’ isterici. Come gesto di conforto le metto una mano attorno alle spalle ed è in quel momento che, vedendola sobbalzare, comincio ad intuire la verità.
Non le do nemmeno il tempo di trovare una scusa, le strappo il cardigan di dosso, lasciandole le spalle scoperte. Celeste è piena di lividi, alcuni in guarigione, altri più recenti e mentre io la esamino con l’orrore dipinto in volto, lei fissa il pavimento. Quando mi chino per scoprirle la schiena, si scosta bruscamente e si rimette il cardigan.
“Sono caduta” dice, alzandosi e allontanandosi. “Sono maldestra in questo periodo.” Accenna un sorriso. Io ho già le lacrime agli occhi per la rabbia e il dolore.
“Non osare mentirmi” la avviso. “Non proteggerlo.”
Celeste mi lancia uno sguardo di sfida. “Di cosa stai parlando? Ti ho detto che sono caduta! Cosa vai a pensare, Mia?”
Non farlo, Celeste.“Cazzate! Studio medicina, ricordi?” Abbassa lo sguardo. Non riesce a guardarmi negli occhi, non senz lasciar trapelare l’orrore e la paura.
“Andrea attraversa un periodo difficile. Il lavoro non va bene e lui, beh, qualche volta è nervoso.” Mi sento mortificata ad ascoltare le parole della mia migliore amica, che tenta disperatamente di giustificare l’ignobile comportamento di quello stronzo.
“Così ti ha presa per un sacco da boxe?” Celeste alza lo sguardo, scioccata.
“No! È che certe volte lo esaspero!”
Scuoto la testa, incredula, cercando di capire quale meccanismo della mente o del cuore possa portarti a scusare la violenza da parte di chi dovrebbe proteggerti.
“Non provare a dire che è colpa tua, non comportarti da succube!” sbotto, lasciando fuoriuscire la rabbia.
“Non lo faccio” sussurra. “Mi ha chiesto scusa. Dice che non sa cosa gli è preso e che non lo farà più. L’ha promesso.”
“Non sei mai stata una stupida. Non cominciare ora.” Ormai sto ringhiando.
Celeste non risponde. “Quante volte?”
Si stringe nelle spalle. “Due.”
“Devi lasciarlo e denunciarlo” dichiaro decisa.
Lei strabuzza gli occhi. “No! No Mia, ha promesso. Lui mi ama e io non voglio scappare al primo momento di difficoltà.” Non posso crederci. Sono davvero arrabbiata con lei.
“Lo farà di nuovo, non capisci? Se ti amasse davvero non potrebbe mai farti una cosa del genere!”
Celeste stringe i pugni e si avvia alla porta, lanciandomi un’occhiata ferita.
“Non hai il diritto di dirmi come devo vivere la mia relazione. So che sembra terribile ma non è come pensi. Andrea mi ama e non lo farà più. Mi spiace che tu non ti fidi del mio giudizio.”
Detto ciò, esce dalla stanza. Sono svuotata. Devo calmarmi e poi trovare una soluzione.
Aggredire la mia amica non è stata una mossa furba, l’ha solo messa sulla difensiva. I sentimenti le offuscano il giudizio, il desiderio di credere nell’amore professato da Andrea la fa sentire in dovere di essere paziente e resistere.
Io sono quella che deve farle capire la verità e che deve convincerla che lui non la ama. Non so cosa sia successo ad Andrea e non mi interessa, non è un mio problema. Il mio problema è salvare la mia migliore amica. Mi reco all’ingresso, infilo il cappotto ed esco, intenzionata a piombare in casa di quei due. La porterò via da lì, volente o nolente.

Non ci metto molto a raggiungere la meta, dieci minuti in auto e mi parcheggio davanti all’ingresso. Sento già le urla. Andrea inveisce, apostrofando Celeste con epiteti che mi fanno rabbrividire. Già me lo immagino che incombe su di lei mentre la mia amica se ne sta in un angolo a subire, aggrappandosi al ricordo dell’uomo che ha amato.
Fortuna vuole che io abbia una copia delle chiavi, per le emergenze. Mi chiedo cosa stiano facendo i vicini e perché nessuno sia ancora intervenuto. È impossibile non sentire le grida, sono quasi assordanti. Entro di soppiatto, cercando di contenere la voglia di saltare addosso ad Andrea e riempirlo di botte. Non avrei la meglio, quell’uomo pesa il doppio di me. Magari, vedendomi, si renderà conto di ciò che sta facendo. Questo è ciò che spero quando attraverso la soglia del salotto. La scena è come me la sono immaginata, l’unica differenza è che Celeste è a terra, sanguinante e con il naso rotto e Andrea troneggia su di lei, pronto a sferrarle un calcio. Non ragiono più, parto alla carica e mi lancio su di lui neanche fossi una wrestler. Andrea, colto alla sprovvista, cade all’indietro, giusto il tempo di riprendersi e mi assesta uno schiaffo in pieno volto, facendomi rotolare di lato, stordita.
Non so se è stato il vedere Andrea picchiare anche me a risvegliarla dal suo torpore ma Celeste si alza e si avventa su di lui, schiaffeggiandolo e colpendolo con forza. Andrea, sconvolto da quella reazione inaspettata, resta immobile e incassa i colpi.
Mi tiro in piedi, raccatto un porta candele in ottone e mi avvicino ai due, sento già il livido che si sta formando sulla guancia.
“Noi ce ne andiamo. Non provare mai più ad avvicinarti a lei o giuro su Dio che troverò il modo di ammazzarti.”
Prendo Celeste per un braccio e la guido fuori. Lei esce senza voltarsi indietro, appoggiandosi a me.
Sono passati sei mesi da quella sera e, se ci penso, ancora sento la violenza del colpo di Andrea sul mio viso. Celeste è rinata. Il tempo ha curato le sue ferite, fisiche e psicologiche e adesso è tornata l’amica che conoscevo, più forte e più determinata di prima a trovare l’amore.

Io sono ancora accanto a lei.

[Melissa Pratelli]

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Naty&Julie ❤

Recensione di: “Sfida d’amore a San Valentino”|Anteprima!

Ciao Notters 🙂
E’ una giornata speciale per me e per Notting Hill Books.
E’ una giornata speciale perché la nostra adorata Butterfly Edizioni esce con un nuovo romanzo, un romanzo che ci ha chiesto di recensire in anteprima! 🙂
E’ una giornata speciale perché questo romanzo è della bravissima Antonella Maggio, autrice che abbiamo già ospitato ma che continuiamo a seguire e a sostenere con orgoglio.

Oggi è la giornata dell’equazione perfetta:
Antonella Maggio + (Butterfly Edizioni + Argeta Brozi) + Romance + San Valentino =

SFIDA D’AMORE A SAN VALENTINO ❤

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TITOLO: Sfida d’amore a San Valentino

AUTRICE: Antonella Maggio
EDITORE: Butterfly Edizioni
DATA PUBBLICAZIONE: 09 Febbraio 2016
FORMATO: eBook/Cartaceo
GENERE: Romance
PAGINE: 85
PREZZO: € 2,99/€ 9,90 (In offerta il giorno dell’uscita a € 0,99)

 

 

 

SINOSSI

“Quando la ragione ci urla di lasciar perdere, è il momento di dar ascolto solo al proprio cuore.”

Nicole Leblanc è un’insegnante sottopagata di economia e la sua filosofia di vita è la razionalità. Dopo l’ennesima delusione amorosa e dopo aver mollato il suo fidanzato nerd, conviene con i suoi migliori amici che vivere senza sentimenti e aspettative sia la cosa più giusta e semplice da fare. Ethan Walsh, trasferitosi da poco a Montrèal per dimenticare il suo passato, lavora nel campo dell’informatica, è romantico come pochi e con un sorriso vero di chi ha rischiato di non avere più nessun motivo per essere felice. Lui le lancia una sfida: un gioco di seduzione a colpi di romanticismo per convincerla che non tutti gli uomini sono uguali. Nicole però non è disposta a cedere facilmente ai sentimenti, non si fida di nessuno ed è convinta che l’attrazione per Ethan si limiti solo al sesso. Ma l’amore è destinato a fare sempre scacco matto ai cuori…

L’AUTRICE: ANTONELLA MAGGIO
Antonella Maggio, nata nel 1988 a Modugno (Puglia), è diplomata come ragioniera turistica. Adora leggere, viaggiare e cucinare. Ha vinto diversi concorsi letterari e pubblicato i seguenti romanzi: “Profumo d’amore a New York”, “Manchi solo tu” e “Questo nostro dolce Natale”. I libri pubblicati con la Butterfly Edizioni sono diventati in poco tempo dei bestseller, arrivando a vendere oltre 20000 copie in pochi mesi. Con il self-publishing ha pubblicato: “Un’estate a Rimini per innamorarsi” e “Un weekend per quattro” scritto in collaborazione con un’altra autrice.
RECENSIONE
***ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER!***
Una nuova storia d’amore per noi che amiamo perderci tra le emozioni, che viviamo quelle dei protagonisti dei libri come se fossero le nostre.
Sono Ethan Walsh e Nicole Leblanc i protagonisti di questo fresco e dolce amore.AnneHathawayJan10.jpg
Nicole Leblanc è una ricercatrice universitaria di 27 anni, una sognatrice.
Una ragazza che crede e cerca l’amore vero, quell’amore che ti tolga il respiro e ti faccia sentire l’unica donna sulla faccia della terra con un solo, piccolo, gesto.
Nicole vive da sola, in un piccolo ed impersonale appartamento nella cittadina in cui è nata, Montréal; ha due migliori amici, Emy e Philippe, senza i quali si sentirebbe persa. Uh, sì… Nicole ha anche un “fidanzato”, Daniel, il cui obiettivo primario nella vita è superare i livelli più difficili e misteriosi dei giochi della Play Station; un ragazzo con cui non è felice ma che non si sente pronta a lasciare per paura di restare sola.
Ed è proprio dopo l’ennesima discussione con Daniel, dopo l’ennesima serata disastrosa trascorsa insieme, dopo la rinnovata indifferenza di lui davanti alla sua infelicità che Nicole decide di lasciarlo, con una furiosa ma sincera telefonata, uno sfogo bello e buono al quale lui non si degnò nemmeno di tentare di rispondere.
Ed è proprio in quell’occasione, davanti al bancone del bar Lucien (il bar in cui lavorano Emy e Philippe) mentre tenta di ricacciare indietro le lacrime che minacciano di scendere impietose sul suo viso che incontra lui: Ethan.
«Ehm, scusate! Potrei avere il conto?».

Una voce alle mie spalle mi fece trasalire, ricordandomi dove fossi e non ebbi il coraggio di voltarmi per guardare negli occhi chi avesse seguito in diretta i miei drammi, le mie paranoie e il mio ridicolo romanticismo. Philippe rispose al cliente del bar e si avviò verso la cassa, io cominciai a sperare che non si trattasse di un mio alunno. Gli studenti della McGill nutrivano già poca simpatia nei miei confronti e se avessero ascoltato le mie ossessioni sentimentali, mi sarei giocata definitivamente la reputazione e quel briciolo di autorità che mi ero guadagnata sino a quel momento.

«Quello ad esempio potrebbe essere il tuo candidato tipo», esclamò Emy ammiccando un paio di volte. Si riferiva al tipo che aveva richiesto il conto, lo stesso che aveva ascoltato la mia pantomima, dunque era da scartare a priori ma la curiosità ebbe la meglio e, fingendo indifferenza, mi voltai appena.
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Era alto, capelli castani, lunghetti e sbarazzini e una faccia nota. Quando terminò di saldare il suo conto, si voltò e i nostri occhi si cercarono, si studiarono a vicenda e alla fine sembrarono riconoscersi. Era il tipo della metro, quello del giorno prima, che io avevo urtato, lui mi aveva chiesto scusa e mi aveva afferrato prima che ruzzolassi per terra. Venne verso di me, ma solo perché quello era il percorso obbligatorio per uscire dal locale e, contro ogni mia aspettativa, quando mi passò accanto, sollevò una mano e mi porse qualcosa che accettai nonostante nella mia testa risuonava la voce lagnosa di mia madre che, quando ero piccola, mi aveva ripetuto fino alla nausea di non accettare mai niente dagli sconosciuti.

Mi resi conto di stringere tra le mani una rosa di carta fatta a origami solo quando lui, dopo aver sorriso con timidezza, andò via, lasciando spiazzata anche la mia amica. Nel mezzo del fiore bianco, creato con i tovagliolini presenti su tutti i tavoli di Lucien, c’era un biglietto, lo afferrai con mani tremanti cominciando a temere cosa celasse all’interno, sospettando del suo numero di telefono e che, con ogni probabilità, sarebbe finito nel cestino della spazzatura che distava solo qualche metro da me. 

«Che stai aspettando? Vedi cosa c’è scritto», mi ordinò Emy e io dispiegai subito la carta.

“Di qualunque cosa le nostre anime siano fatte,
la mia e la tua sono fatte della stessa cosa.”
(Emily Brontë)

 …Forse sarebbe più giusto dire “lo incontra dopo essersi scontrata con lui”; eh già, a Nicole quegli immensi occhi color nocciola non erano nuovi, era sicura di averli già visti ed il suo era profumo vagamente familiare. E indovinate un po? Non si sbagliava! 🙂
Lei ed Ethan si erano già “scontrati” in metro, le sue braccia avevano già stretto la nostra protagonista per non lasciarla cadere quando lei, immersa nei suoi pensieri e furiosa con il suo (ormai ex) fidanzato, si era catapultata come un caterpillar sul treno dell’Underground non curandosi dei passeggeri che dovevano scendere e l’avrebbero schiacciata nel giro di pochi secondi. In quell’occasione Ethan andò in suo soccorso e le evitò così un colossale schianto al suolo…
Come avrebbe potuto sapere la nostra Nicole che quella volta non sarebbe stata l’ultima ma anzi la prima di infinite altre? ❤

Dopo la rottura con Daniel, per Nicole iniziò un periodo difficile, un periodo di sfiducia negli uomini e soprattutto nei sentimenti. Un periodo in cui l’immensità dell’amore corrispondeva solo a delusione e la delusione ad una profonda tristezza; almeno fino a che…

«Ethan… sarò sincera con te» dissi sospirando e tornando a guardarlo negli occhi, anche se non era facile per niente. «Ora come ora sono satura e anche parecchio demotivata e poi, insomma, tu lavori in un negozio di informatica».
Ethan Walsh sollevò un sopracciglio e io sospirai.
«Se ami la tecnologia, non puoi amare una donna».
«La tecnologia al massimo è il mio lavoro… che diavolo c’entra con tutto il resto?».
«Magari sei bravo a fingerti romantico e poi, una volta ottenuto ciò che vuoi…».
«Non sono come il tuo ex!».
«Voi maschi siete tutti uguali!».
«Mettimi alla prova, Nicole».
Diceva sul serio? Rimasi a osservarlo con il bicchiere sospeso e quasi vuoto di rum e cola.
«Non ho intenzione di fare l’insegnante anche fuori dall’ambiente universitario e poi sono stanca di dare voti… per lo più negativi» affermai con decisione, scolai tutto la bevanda e mi leccai le labbra per raccogliere le ultime gocce dolci e aspre. Lui seguì tutti i miei movimenti e il suo sguardo si fece intenso.images (1)
«Ok! Allora ti sfido io!».
«Che cosa?».
«Hai capito bene, Nicole! Oggi è 14, tra un mese esatto sarà San Valentino. Vediamo chi tra noi due saprà organizzare qualcosa di più romantico!».
«Non stai dicendo sul serio…».
«Sono serissimo! Allora? Accetti?».

Potete immaginare quale fu la risposta della nostra testarda protagonista ed è esattamente così che iniziò la storia/sfida, o sfidante storia, di Ethan e Nicole. ❤

Una storia che Nicole cercherà di non vedere e che Ethan invece vedeva ma aveva paura di affrontare, una sfida fatta di provocazione, di colpi serrati, di discussioni e di infinita dolcezza. Una storia in cui vedremo una Nicole esasperante ed un Ethan estremamente paziente, una Nicole irritante ed un Ethan assolutamente accomodante e poi ancora, un Ethan estremamente romantico ed una Nicole le cui gambe vacillano ed il cuore batte senza ritegno.
E’ una sfida quella di Ethan e Nicole, che si trasformerà in qualcosa di più, qualcosa che li cambierà profondamente, che darà loro una seconda chance.
Una chance che entrambi si sforzeranno di rinnegare, alimentata da un’attrazione sempre più profonda, sempre più viva.
Nicole, che non riusciva ad immaginare neanche di fare la spesa senza i suoi inseparabili schemi mentali comincerà, lentamente, a lasciarsi andare, a non pensare, a fare in modo che fosse il suo cuore, almeno per questa volta, a decidere per lei.Lo baciava e al tempo stesso si convinceva che era tutto finto, solo una scusa per calarsi nel ruolo di quella stupida sfida che avevano messo in piedi e che si sarebbe conclusa la sera di San Valentino. Faceva l’amore con lui e al tempo stesso si ripeteva che era solo sesso, esattamente come tra Emy e Philippe, che erano amanti da anni ma fingevano di non provare alcun sentimento l’uno per l’altra. Lo voleva e subito dopo lo rinnegava a sé stessa. Lo amava, ma non voleva.
Ethan, dal canto suo (nell’assoluta semplicità dell’esemplare maschile che noi donne ben conosciamo) aveva le idee molto più chiare ed era decisamente più spontaneo; le sorprese che lui le faceva trovare al lavoro, sotto il portone di casa, nell’Underground non erano parte di un piano, non erano un modo per vincere la sfida… o forse sì, ma solo quella di farla innamorare.

Nicole era un osso duro però e nonostante sentisse dentro di lei di aver infranto tutte le regole che si era imposta, di aver superato tutte le boe di salvataggio, di aver permesso al suo cuore di battere così veloce da farle venire il fiatone, non si arrendeva.
Fu proprio la sera di San Valentino, mentre lo aspettava e al tempo stesso si malediceva per aver bruciato la cena che cominciò a pensare a quanto Ethan avesse fatto per lei, a quanto le aveva dimostrato con i suoi piccoli gesti e la sua presenza costante.
Cominciò a pensare che forse, ne valeva la pena… ❤

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“Ethan, però, rappresentava a quanto pare l’eccezione alla regola. Amore. A come amicizia, quella che seppur giocando ci aveva uniti, riscoprendoci a volte simili, a volte diversi, testardi e disposti entrambi a tutto pur di vincere, A come le anime affini che Ethan aveva creduto che fossimo all’inizio. Emme come un mare di disastri e assurdità nel quale ero rimasta a sguazzare per un mese intero, cercando di restare a galla quando qualcosa si era aggrappata alle mie gambe per tirarmi in basso, sul fondo ma Ethan era stato il mio salvagente, con lui non ero annegata. O come ostacolo perché dopo tutta quella farsa, mi sarebbe toccato fare a pugni con le difficoltà, oppure O come orso perché Ethan me lo vedevo così, a volte grande e grosso rispetto a me e io ero mi ero sentita una bambina al sicuro e al caldo del suo abbraccio, oppure O come orgasmo, il migliore in assoluto di quelli vissuti e provati sino a quel momento. Erre come la ragione che era fuggita via da me, alla stessa stregua di un ragazzino che tenta la sua prima fuga da casa oppure erre come la rosa a origami che mi aveva regalato Ethan. E come l’estintore di cui avevo bisogno per spegnere il fuoco che Walsh mi accendeva dentro. Amore e io ero sorpresa, sconvolta, arrabbiata perché non bisognerebbe mai dire amore se non lo è davvero, perché l’aveva fatto per telefono e non volevo che dopo avermi chiamata a quel modo, lui potesse vedermi in quelle condizioni disastrose. Ma mi aveva chiamato amore, come si chiamano quelli che stanno assieme, mi aveva chiamato amore, come quando qualcuno tiene a calcare l’importanza, ti vuole e ti desidera, amore
che sa di gentilezza e rispetto, di dedizione e affetto.”
Mi fermo qui e non vi svelo altro, non voglio in nessun modo rovinarvi la lettura perché Nicole aveva ragione… ne valeva la pena! ❤
Un’altra bellissima storia di Antonella Maggio che, secondo me, potrebbe vendere emozioni in scatola in qualsiasi supermercato. Un’altra bellissima storia di un’autrice italiana che ha tanto da dare all’editoria italiana.
Un’altra bellissime storia che fa riflettere perché dietro ad ogni storia di Antonella c’è uno spunto di riflessione, una battaglia da combattere, una guerra da vincere.
Quella di Ethan e Nicole è una storia dalla dolcezza genuina, una fotografia di una coppia normale, delle insicurezze e degli isterismi di lei e della dolcezza, pazienza (e a volte rassegnazione) di lui.
Una storia vera. Emozioni vere. Autrice vera.
Grazie a Butterfly Edizioni e in particolare ad Argeta Brozi per averci permesso di leggere questo romanzo in anteprima per raccontarvelo.
Julie ❤
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Sfida d’amore a San Valentino