Recensione di: “Orbeth – Sole di Mezzanotte” di Marco Perrone

Buongiorno, Notters.
È con mio grandissimo piacere che oggi vi parlo del capitolo conclusivo della saga di “Orbeth” di Marco Perrone.

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TITOLO: Orbeth – Sole di Mezzanotte
AUTORE: Marco Perrone
EDITORE: Self-Publishing
DATA DI PUBBLICAZIONE: 24 maggio 2016
GENERE: Fantasy
FORMATO: eBook/Cartaceo
PAGINE: 294
PREZZO: € 0,99/€ 13,09

SINOSSI

Nelle selvagge terre settentrionali, Malcus si risveglia inspiegabilmente vivo ma preda di misteriose mutazioni che interessano il suo corpo. Il conflitto infuria nuovamente tra gli indigeni locali, e la situazione non è certo migliore nel continente orbethiano, dove il parassita Rim ha ormai segregato i sopravvissuti dentro una ristretta fascia territoriale, ancora sicura.
L’equipaggio della Guervara incontrerà i superstiti di Fellingtone ed esporrà loro l’ultima arma da utilizzare nel conflitto contro i mutati, dall’evolversi di questa situazione si deciderà il destino dell’intera umanità.
Un volume conclusivo ricco di colpi di scena che terranno il lettore col fiato sospeso fino all’ultima parola, la chiusura mozzafiato di una saga epica.

RECENSIONE
***ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER!***

Ci sono libri che ti capitano per caso.
O forse per una ragione che in quel momento ti sfugge e ne capisci l’importanza solo tempo dopo.
Così è successo con Orbeth.
È arrivato a me per caso, in punta di piedi e ricordo che all’inizio mi aveva lasciata perplessa, ma poi, pagina dopo pagina, mi aveva conquistato.
E adesso siamo arrivati al capitolo finale.
Ritornare a Orbeth è stato come ritornare a casa.
Forse molto sarà dipeso anche dal periodo non tanto facile che ho attraversato, ma è stato proprio come un ritorno.
Salutare vecchi personaggi a cui mi ero affezionata, scoprirli sotto una nuova veste, vedere la scintilla della speranza muovere ogni loro passo, assaporare lentamente il messaggio che , a mio modesto avviso, voleva trasmettere.
Una saga dove lealtà e amicizia, amore e coraggio si fondono, dove la parola fine suona dolce e amara allo stesso tempo.
Siamo arrivati all’ultimo capitolo, dopo mille peripezie, dopo incredibili battaglie all’ultimo sangue, dopo un’estenuante lotta tra il bene e il male.
Poteva considerarsi un addio, ma io ho preferito vederlo come un arrivederci.
Perché se il ricordo rimane, non sarà mai un addio definitivo.

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Il destino dell’umanità pare segnato.
Un destino incerto e oscuro.
La minaccia del fiore maledetto è sempre più pressante.
Sembra non esserci più un futuro a cui guardare.
Il mondo sta cadendo , inghiottito dalle tenebre e dalla mostruosità causata da un piccolo e all’apparenza innocuo fiore.
E invece è il male assoluto, un male che diffonde le sue spore in ogni angolo del continente, che non si ferma davanti a nessuno ostacolo, che uccide, massacra e porta via ogni traccia di umanità.
Malcus e i suoi compagni hanno affrontato un duro e doloroso viaggio per cercare una soluzione.
Per portare in patria una speranza.
Ma hanno dovuto pagare un caro prezzo.
Un sacrificio senza eguali.
Vite spezzate in due, amici perduti per sempre…
E anche la propria anima.

Malcus… Tu…
Tu chi sei?!

La tristezza invase la mente del condottiero , il rimorso lo pugnalò, addentrandosi in profondità.
Si chiese anch’egli intimamente cosa stesse divenendo, gli venne spontaneo il ricordo di Gelmar e la sua scelta coraggiosa di isolarsi dal mondo.

Chi sono? Chi o cosa sto diventando?
Malcus continua a chiederselo, è preoccupato e anche spaventato all’idea di poter perdere la sua identità, la propria anima.
Si guarda ma non si riconosce.
Una potente entità scorre nelle sue vene.
Gli spiriti antichi gli parlano.
Voci dal passato, da un lontano passato.
Ma il tempo stringe.
Il Drago avanza.
E la minaccia del Rim è pressante, ogni giorno sempre più forte.

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Il Rim, questo subdolo e infestante nemico.
Un fiore che è protagonista dell’intera saga.
Sembra avere una sua anima, una forza che lo spinge a distruggere ogni briciolo di vita che incontra sul suo cammino.
Si insinua tra le case, tra le rovine del castello, nei boschi, nel sangue di animali e di persone.
Distrugge ogni traccia di umanità, annienta la volontà e la sua corsa non sembra conoscere ostacoli.
Nessuno riesce a distruggerlo.
Fino a ora.
Adesso una nuova speranza accende i cuori degli abitanti di Orbeth.
E quella speranza porta il nome di Malcus.

Sotto un cielo plumbeo, con la visibilità limitata dai fumi che ormai da tempo infestavano l’aria, i versanti esterni si mostrarono tinteggiati in più punti da radicate macchie vermiglie.
Decine di bulbi rossi, simili a grossi tulipani, ondeggiavano simulando un orrido saluto, mossi dagli energici venti di alta quota.

Il Rim invade ogni angolo di Orbeth.
Il Sole è un lontano ricordo.
Gelo, freddo, buio sono i compagni di ogni giorno.
Ma Malcus non si arrende.
È pronto a combattere fino al suo ultimo respiro.
E nella sua battaglia non è solo.
Gli amici, i valorosi combattenti che l’hanno accompagnato in ogni suo passo , sono ancora al suo fianco.

Quello che mi si è presentato davanti è un romanzo corale.
Non è solo Malcus a essere l’eroe della saga.
Ogni personaggio lo è.
Ogni personaggio partecipa alla battaglia, con determinazione e coraggio.
Tutti uniti contro la minaccia del Rim.
Amore, lealtà, coraggio, amicizia.
È una saga di avventura e battaglie e anche di grandi valori.img_20170213_214830

Siamo ancora in vita, Burk, e non smetteremo di esserlo finché avremo qualcosa di veramente importante per cui continuare a resistere.

Malcus, l’eroe che ha messo in gioco la sua stessa umanità pur di sconfiggere il terribile nemico.
La combativa Jean, il cui desiderio della libertà , unito all’amore per Malcus, muove ogni suo passo e guida ogni sua freccia.
La dolce principessa Fionn che mette in mostra una grinta senza eguali.
Il coraggioso Raek che sfida il destino e i propri limiti.
Il prode condottiero Tirlain, disposto anche a sacrificare se stesso pur di poter salvare il suo popolo.

Ogni uomo è pronto all’estremo sacrificio.
Per il bene comune.
Per riportare la pace.
Per salvare il futuro.
Uomini e donne coraggiosi e leali che ho imparato a conoscere pagina dopo pagina e che sono cresciuti ed evoluti, battaglia dopo battaglia, perdendo frammenti di sé per strada ma senza mai tradire la propria essenza.
Numerose prove hanno dovuto affrontare, dolorose perdite hanno segnato i loro cuori, ma nessuno di loro si è mai arreso.
Perché finché c’è speranza, c’è vita.
E uniti si è invincibili.
Mai come in questa saga è vero: l’unione fa la forza.
Combattere fianco a fianco per lo stesso obiettivo: la salvezza del proprio regno.
Prima gli altri, poi se stessi.
Uomini normali che si sono trasformati in eroi.

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Ricordo ancora la prima volta che avevo preso tra le mani Orbeth, il primo volume.
Ricordo quanto fossi rimasta sorpresa per il lessico ricercato, quasi sofisticato, scelto dall’autore.
All’inizio ammetto che non fossi molto abituata, ma adesso posso dire che l’ho ritrovato con piacere.
Ogni parola è scelta con cura, ogni parola calza a pennello.
E , a mio modesto avviso, penso che sia la scelta più giusta.
Sembra di tornare in un’epoca lontana.
Scritto in modo così accurato e dettagliato , e ricercato, ti trasporta lontano nel regno di Orbeth, tra prodi e valorosi condottieri , tra mostri deformati , sciamani e draghi.
Un’epoca lontana e remota.
Un fantasy che parla al passato e che ho avuto modo di apprezzare lentamente, una piacevole scoperta per me.

Una saga che mi ha accompagnato nell’ultimo anno e mezzo e che ora, con un poco di tristezza nel cuore, è giunta alla parola fine.
Aprire le prime pagine di questo capitolo conclusivo è stato come tornare a casa.
Era come se i personaggi mi aspettassero.
Mi sono presa tutto il tempo per salutarli.
E arrivata alla parola fine…Sono rimasta incredula.
Un finale inaspettato che chissà ,magari, aprirà nuove strade.
Perché si sa: per ogni fine, c’è un nuovo inizio.
E con questo auguro buona fortuna a Marco , grazie per averci regalato questa storia che mi ha conquistato piano piano, pagina dopo pagina, ma che porterò con affetto nel mio cuore. ❤

Lo consiglio? Assolutamente sì.

Serenella 🙂

Il mio giudizio:

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“Orbeth – L’oscura minaccia” di Marco Perrone| Giveaway!

Come vi avevamo anticipato sulla nostra pagina Facebook, oggi incomincia il giveaway di “Orbeth – L’oscura minaccia” di Marco Perrone! Se volete scoprirlo e conoscerne il nostro giudizio, trovate la  Recensione di: “Orbeth – L’oscura minaccia” di Marco Perrone :

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  • Data inizio evento: 21 Aprile 2016;

  • Fine evento: 12 Maggio 2016;

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Per vincere una copia cartacea autografata di “Orbeth – L’oscura minaccia” le regola da seguire sono le seguenti:

 La partecipazione è libera e gratuita, prevede l’assegnazione di tre titoli cartacei ai vincitori.
Per aggiudicarsi i premi sarà necessario rispettare le regole del Giveaway.
A partire dallo START, decretato pubblicamente sulla pagina facebook di Notting Hill Books, i partecipanti potranno scaricare un file PDF contenente i primi capitoli del romanzo “Orbeth – L’oscura minaccia”. —>  Orbeth-_Marco-Perrone_Cap-1-15 <—
Avranno due settimane di tempo a disposizione per leggerli, qualora non l’abbiano fatto in precedenza. Trascorsi tali giorni, lo staff posterà alcune righe indicative, comprensive di un ulteriore file TEST. Saranno in esso contenute 10 domande a risposta multipla, e si avranno altre 24 ore per inviare la propria soluzione tramite commento al post.
Tutti i commenti rilasciati saranno scrutinati allo scadere del dì successivo e,
tra coloro che avranno ottenuto i punteggi più alti, verranno sorteggiati i tre vincitori ^_^.
Il premio in palio è l’ultima edizione di “Orbeth – L’oscura minaccia”, provvista di dedica personale.
Qualora tale volume sia già in possesso del partecipante, sarà possibile scegliere tra le opere:
– “Orbeth – La leggenda di San Gelmar”,

– “Deca D’agosto”

– “Un mondo in versi”
Per aggiudicarsi i premi sarà obbligatorio, pena squalifica, che l’iscritto al giveaway applichi un “like” alle pagine Facebook di:

  • Notting Hill Books ( Qui );
  • Orbeth – L’oscura minaccia ( Qui );
  • Orbeth – La leggenda di San Gelmar ( Qui );

Buona avventura a tutti! 😉

Naty&Julie ❤

Recensione di: “Orbeth – La Leggenda di San Gelmar” di Marco Perrone

Ciao Notters,
è con enorme piacere che oggi vi presento “Orbeth- La leggenda di San Gelmar” secondo capitolo della trilogia di Marco Perrone, un dark fantasy molto appassionante.

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TITOLO: La Leggenda di San Gelmar
AUTORE: Marco Perrone
EDITORE: Self-Publishing
DATA PUBBLICAZIONE: 09 Giugno 2015
FORMATO: eBook
PAGINE: 214
PREZZO: € 2,99


SINOSSI

La trama riprende da dove ci aveva lasciati, soffermandosi su un intero continente distrutto dalla cruenta espansione dei Rim.

Dalla roccaforte situata nell’ultimo stato ancora integro, Fellingtone, gli eroi dell’intera Orbeth si coalizzeranno per tentare di contrastare il crescente pericolo, rispolverando al contempo perduti miti e lanciandosi all’esplorazione di terre ignote, situate aldilà del misterioso Terranio.

Continui colpi di scena, epiloghi imprevisti e un cast di personaggi e luoghi ulteriormente allargato, caleranno nuovamente il lettore in questo atteso seguito, stuzzicando continuamente la sua fantasia tramite gli inattesi percorsi che la trama imboccherà di capitolo in capitolo, nella chiave unica e tanto amata da migliaia di appassionati che hanno già apprezzato il primo capitolo di questa intensa Trilogia

RECENSIONE
***ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER***

La storia riprende da dove si era fermata nel primo libro.

Una sanguinosa battaglia ha avuto fine.
I nemici di un tempo si sono alleati per sconfiggere gli esseri mutati dal terribile Rim.
Il generale Malcus ha riportato gravi ferite dallo scontro con un gigantesco mostro mutato.
La principessa Fionn e la nomade Jean si prendono amorevolmente cura di lui.
L’Eccelso e freddo Eleist, che ha salvato il suo nemico di un tempo, è chiuso in meditazione.
Il giovane Raek combatte contro un futuro incerto.
E la minaccia del Rim è ancora più viva che mai.
Un futuro incerto e oscuro si delinea all’orizzonte.
Ma Werlin, Rinfold e Fellingtone, un tempo nemiche, adesso sono unite, pronte a combattere fino all’ultimo respiro per sconfiggere ed estirpare il male dalla faccia della terra.

Un nuovo giorno ha inizio e finalmente Malcus apre gli occhi e torna alla vita.
Un attimo di pace prima dell’imminente battaglia.
E i suoi occhi incrociano quelli della bellissima Jean, un sentimento appena sbocciato e a cui non sanno ancora dare un nome li unisce, e vibra potente tra loro.

Illuminata dal bagliore delle candele, che simmetricamente spuntavano dalle pareti lungo tutto lo spazio, un profilo femminile lo fissava a braccia larghe e bocca spalancata mentre, dalla bacinella rovesciata ai suoi piedi, acqua tiepida inzuppava il manto rosso.
Jean era ammutolita in un’espressione di stupore, stranamente abbigliata da una vaporosa tunica in tinta azzurra, totalmente distante dai suoi abituali costumi ; anche la consueta treccia era sciolta, e una coltre di fluente capigliatura bruna le scendeva dietro il capo.
Il werlimita la fissò, anch’egli silenzioso e disorientato: la sua mente gli riportò agli occhi il momento, ora così distante, in cui risvegliandosi nella tenda nomade aveva visto la ragazza per la prima dd8b462e4076905027d4d686dfe19852volta, nei suoi atteggiamenti così ostili e incomprensibili.
Il senso di smarrimento e incredulità era il medesimo, quella sensazione di essere in un sogno dal quale non è possibile svegliarsi: cambiavano però i sentimenti che ora quella vista iniettava al suo cuore, e avvertiva dallo sguardo di lei che la ragazza doveva trovarsi nel medesimo stato d’animo.”

Se nel primo capitolo la scelta molto ricercata e particolare di ogni singola parola mi aveva stupito e reso inizialmente la lettura faticosa, adesso è stato un piacevole ritrovarsi. Ogni parola è dove deve essere e ammiro molto questa scelta. Si viene portati dentro la storia, si respira l’aria che gli stessi personaggi respirano, in un mondo lontano, antico, classico.

“Il profilo del castello era davvero imponente e maestoso, se osservato da appena fuori la sua circolare porta d’ingresso.
Una moltitudine di basse e tozze casupole di mattoni fece capolino dinanzi al meravigliato Malcus, ed egli voltava  il suo capo in tutte le direzioni per cercare di carpire ogni più piccolo dettaglio.
Le alte e ispide cime dei monti attorniavano totalmente il versante occidentale della città, coprendo il profilo di un sole ormai prossimo a tramontare.
Mura alte svariate decine di metri si staccavano dal profilo della catena montuosa per chiudere l’intero borgo in un anello difensivo, che si congiungeva da ambo i lati confluendo nel forte regio ubicato ad est.”

Ogni personaggio viene tracciato e delineato con cura.
Sono personaggi indimenticabili, a cui ci affeziona e per cui spesso si soffre.

La combattiva e risoluta Jean.
Il nobile d’animo e coraggioso Malcus.
La dolce altruista principessa Fionn.
Il misterioso inarrivabile Eleist, che cela il suo volto dietro un elfo a forma di lupo.
Il caparbio, generoso, entusiasta, idealista Raek.
Ma anche il narratore svolge un ruolo importante e molto presente, nel dirigere ogni singola situazione con grande maestria: un vero direttore d’orchestra.
Molti preferiscono leggere libri narrati in prima persona, io personalmente preferisco la narrazione in terza persona perché, se ben usata (ed è questo il caso!!!), offre una vasta e accurata panoramica di ogni personaggio che entra in scena e il narratore diventa egli stesso un personaggio di rilievo.

La pace, però, sembra destinata a essere solo quella di un attimo.
Attimi per guardare nel proprio cuore, per vivere i sentimenti che lo animano, per trovare nuova forza in se stessi.

“La magica serenità di quella borgata era tangibile e assai rilassante, ma i ricordi bussavano di tanto in tanto alle porte del pensiero, sottolineando che quella pace era solo un’infinitesimale oasi in un deserto di assoluta disperazione.”

E la minaccia del Rim è ancora più forte. Non lascia scampo, si diffonde in ogni dove, infetta ogni essere vivente che incontra sulla sua strada, porta alla pazzia, trasforma e fa perdere ogni traccia di umanità, mette a rischio la vita dell’intero continente, infesta, non si ferma, nulla sembra poterlo arrestare. È una minaccia enorme, una piaga che annienta.

“Gruppi di fiori rossi, simili a tulipani dal gambo più corto, ammorbavano il verde del sottobosco come un sadico tappeto a chiazze.”

Bisogna trovare una soluzione. Alla minaccia del Rim, alla guerra che ancora si combatte tra le lande di Orbeth.
Un gruppo, capitanato da Tarlin, al quale si uniscono Raek e la principessa Fionn, proverà ad arginare la minaccia, a riprendere i territori perduti e a cercare una spedizione di valorosi uomini, di cui si sono perse le tracce.
Un altro gruppo, invece, si recherà nelle terre ignote, al di là del mare, per trovare una soluzione, un alleato, sulle orme di un’antica leggenda, che, forse, è più vera e reale di quanto potrebbe sembrare.
Un nome che evoca un’epoca lontana. Una creatura mitologica. Un mistero, una speranza.
Terre sconosciute, inesplorate, selvagge…magiche.

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Jean oltrepassò gli ultimi anfratti di vegetazione più folta, e spalancò la bocca dinanzi all’immane bellezza che accarezzò il suo sguardo.
Un’intera distesa di fiori notturni apriva i suoi odorosi petali al buio, e una moltitudine di piccole lucciole accorreva  al loro richiamo, generando flebili e intermittenti luminescenze.

Minuziose e dettagliate descrizioni arricchiscono ogni pagina, ogni momento diventa degno di nota e ti porta a vedere la scena come se ce l’avessi davanti.
Una maestosa Arena rosso vermiglio. Un duello all’ultimo sangue. Un duello che segnerà la vita di ogni presente. E, grazie alla notevole bravura di Marco, non mi sono sentita soltanto una solitaria spettatrice, ma parte della storia, era come se fossi davvero dentro quell’arena. Non tutti a mio avviso riescono in un’impresa simile, a coinvolgere così tanto il lettore!

“I tre prigionieri furono condotti attraverso un’imponente inferriata mobile che fungeva da ingresso, e da lì indirizzati verso la sola delle quattro gradinate che portava verso l’alto.
Li avvolse il buio di un ultimo corridoio, poi mossero i propri passi su una larga piana in muratura, sopraelevata dal suolo per alcuni metri.
Colonne di pietra partivano dal terreno per sorreggere pungente peso della pedana, lungo tutto il suo perimetro.”

Continui colpi di scena, nuove sfide da affrontare, nuovi alleati, l’ombra del Rim che si percepisce sempre, anche nei momenti di tranquillità, sentimenti che diventano sempre più intensi , nuove amicizie e nemici pronti a tutto.

Un viaggio verso terre sconosciute.
Un viaggio dettato dalla speranza.
Un viaggio pericoloso.
Un popolo primitivo e violento.
Un popolo prigioniero.
Uno scontro all’ultimo sangue.
Una leggendaria creatura.
Un segreto nascosto nel folto della foresta.
Una storia antica che racchiude l’essenza stessa di Orbeth e di ogni essere umano che cammina sui suoi territori.
Una sfida senza eguali.
Il destino che si compie.
Una scelta altruista.
Un epilogo che fa gridare: voglio assolutamente il seguito!!!

Un romanzo a mio avviso completo: nobili valori e ideali cavallereschi, grandi amori, impegnativi duelli, una carrellata di svariati paesaggi mozzafiato, nemici risoluti, e un elemento surreale, tipicamente fantasy, che me l’ha fatto amare ancora di più!
Si respira davvero un’aria di altri tempi, ogni personaggio entra dritto nel cuore, pronto a superare le proprie paure e debolezze, pronto addirittura a sacrificare la propria vita per quello in cui crede.

Il lettore non sa mai cosa aspettarsi.
E molti interrogativi si fanno strada.
Chi è San Gelmar, colui a cui è dedicato questo secondo capitolo?
Un alleato? Un nemico? Il nome FB_IMG_1455454103158drago viene sussurrato ed evocato.
Un vero drago, come nell’immaginario fantastico oppure un simbolo?
E cosa si è disposti a fare per salvare la propria gente, il futuro di tutta Orbeth?
Quale destino aspetta Malcus, Eleist, Jean, Raek, Fionn, Tirlain e tutti gli altri protagonisti?

Non ci resta che aspettare il seguito, che spero arrivi al più presto!
Lo consiglio? Assolutamente sì!

Serenella 🙂

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Orbeth – La Leggenda di San Gelmar

 

 

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A tu per tu con: Marco Perrone!

Ciao amici lettori! 🙂

Ormai il nostro metodo di lavoro lo conoscete, lunedì abbiamo pubblicato la recensione dell’avvincente fantasy “Orbeth – L’oscura Minaccia” (se non l’avete letta cliccate qui) e oggi siamo in compagnia dell’autore, amico di Notting Hill Books: Marco Perrone.

Ho avuto il piacere di fare con lui una piacevole ed interessante chiacchierata, che vi racconto regalandovi questa intervista!

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Ciao Marco e ancora grazie per aver dato a Notting Hill Books la possibilità di scambiare quattro chiacchiere con te.
Spero di non rubarti troppo tempo, farò il possibile breve! 
Iniziamo! 😉

  1. Il primo elemento che mi ha colpito leggendo Orbeth è sicuramente la scelta del linguaggio: ricercato, accurato, elegante. Una scelta adatta al romanzo ma particolare: da dove nasce questa tua scelta?

    Domanda molto interessante. La scelta stilistica è nata da un mio naturale modo di esprimermi quando abbozzai il romanzo partendo da alcune vignette, nel lontanissimo 2003. Frequentando le superiori, approfondii autonomamente lo stilnovismo dantesco e in quegli anni mi dedicavo unicamente alla composizione di opere in versi. La stessa atmosfera si respira marcatamente nei primi 4 capitoli della trama, che precedono di oltre dieci anni tutti i successivi. Ho scelto di mantenere un tono aulico e personale anche nel resto della stesura, ma la differenza di stile in parte di nota.

  1. Quando e come ti sei appassionato al fantasy più cupo, che mescola gotico, horror ed elementi cavallereschi?

    A partire dai quattordici anni iniziai a sviluppare una costante passione per l’horror, in una personale ricerca nel sopprimere le mie paure. La principale tra queste era legata a zombie e creature dell’occulto, che ora hanno monopolizzato invece i libri e le pellicole della mia ampia collezione.
    Essendo molto affezionato ad autori come King, Martin o la nostra Troisi, ho scelto di adottare i paragrafi complessi e le scene di suspance tipiche di Stephen, la trama imprevedibile e a tratti un po’ cruda di George e i tratti di fluida tranquillità e spensieratezza, come oasi azzurre in una selva nerissima, ispirate ai più celebri scritti di Licia.

    Con Orbeth la mia intenzione era di scostarmi dal solito fantasy, raccogliendo anche un pubblico più maturo con la personale scelta di sostituire elementi e creature classiche come magia,elfi, troll a temi più tangibili quali alchimia, mito e superstizione.
    Il gotico tra tutti è il mio stile artistico preferito inoltre, in alcuni dettagli delle stesse ambientazioni, tra cui Rinfold e la sua cattedrale Wistfley, si respira appieno questa tendenza.

  1. Malcus, Reinon, Raek, ma persino Ammon e re Gustav…tutti personaggi forti e di grande impatto..In quale dei tuoi personaggi ti rispecchi maggiormente?

    Credo che il personaggio che più mi somigli a livello fisico e caratteriale sia Malcus. A differenza dei classici ppersonaggi-orbeth_552a3b68af99frotagonisti a volte un po’ troppo perfetti o intoccabili, lui deve gran parte delle sue doti ad assidua e rigorosa preparazione, accosta coraggio a debolezza cedendo spesso e affidandosi all’aiuto di chi lo circonda. Nella sua fiducia verso il prossimo, nel coraggio di affrontare sfide dall’incerto esito, ma soprattutto nella capacità di rialzarsi, seppur barcollante, dopo ogni caduta, trovo che lui mi rispecchi molto.

  1. Mi ha affascinato molto il continente di Orbeth, a partire dalla cartina. L’hai disegnata tu? Hai trovato difficoltà nell’immaginare e dar vita a un nuovo continente?

    La trilogia di Orbeth nasce da buffi fumetti abbozzati tra i banchi di scuola per letizia dei miei fantasiosi compagni. La narrazione inizialmente era una semplice trasposizione scritta di quello che avevo disegnato.
    Tra i disegni vi era la cartina, che poi scelsi di mantenere inalterata nella pubblicazione del romanzo per omaggiare la mia idea originale.Giocando spesso a giochi di ruolo su pc provvisti di mappa, e leggendo libri e manga con caratteristiche analoghe, diciamo che come tanti credo che un fantasy non sia degno di tale nome se non nasca provvisto di una mappa, frutto della pura fantasia del narratore, in cui muovere le varie vicende. A me venne facile e naturale realizzarla, e premetto che in ogni volume della Trilogia la mia mappa varia, si amplia e presente modifiche.

  1. Com’è nata la storia di Orbeth? Ci hai messo tanto tempo per scriverla? Ti faccio i miei complimenti per i dettagli: sembra di aver davanti quei mostri terrificanti!

    Ti ringrazio per i complimenti ^_^. La storia di Orbeth nasce da semplici fumetti trasformati in una narrazione senza pretese di quattro capitoli, rimasti in un cassetto per oltre dieci anni. Terminati gli studi con la maturità, seppur amante delle materie letterarie, scelsi di lavorare e rendermi indipendente tramite la mia attività in aziende commerciali. Durante questi anni pubblicai un paio di raccolte poetiche e mi aggiudicai qualche premio letterario, ma il tutto lo facevo solo per soddisfazione. Un brutto incpaesaggi-orbeth_552a3ac522fa2idente sul lavoro nel 2014 mi lasciò forzatamente a letto per mesi, troncando tra l’altro la mia carriera agonistica con le arti marziali. Per riempire questo tempo, riafferrai le vecchie bozze e un po’ per gioco feci muovere Raek, paralizzato da un decennio dopo aver trafitto il mutato che correva incontro a Reinon.
    Completando il primo volume in poco più di un bimestre, scelsi di auto pubblicarlo nel settembre 2014  e il destino fece il resto. Arrivarono le prime decine di lettori, che col passaparola divennero centinaia e mi portarono a nuove edizioni, accelerando tra l’altro l’edizione della seconda parte, Orbeth – La leggenda di San Gelmar.

  1. Se potessi vivere in un’epoca differente…quale sceglieresti? E perché?

    Sarò sincero con te dicendoti che nel leggere questa domanda mi è comparsa in un flash la nuova Miss Italia :D.
    Comunque fin da bimbo sono immensamente legato al Medioevo, i secoli precedenti all’anno mille in particolar modo.

    Sono consapevole che la vita in quei tempi fosse precaria, la morte si annidava dietro ogni angolo e il destino era incerto.
    La cosa che più mi affascina è però proprio quel gusto di ignoto, lasciare le mura esterne di uno dei tanti borghi dell’epoca e incamminarsi per miglia nelle selve prive di segnali, con il rumorio tipico della natura a fare da sfondo.
    Il mistero ha una bellezza inappagabile per me, esalta la fantasia all’inverosimile e si concretizza al giorno d’oggi solo nel buio o nella nebbia. In quegli anni l’incertezza era onnipresente, se potessi scegliere un’epoca mi recherei senza alcun dubbio nell’Europa centrale dell’800 dopo Cristo.

  1. Il tuo libro preferito in assoluto?

    E’ una domanda davvero complicata, diciamo che non potrei fare a meno della Divina Commedia.
    Come romanzo scelgo invece “Cose preziose” di Stephen King. Non è un cult della letteratura mondiale, ma riassume appieno e con sottile malizia i luoghi comuni ipocriti e deleteri delle società moderne.

  1. Raccontaci qualcosa del Marco persona: che uomo è?

    Io sono una persona molto socievole e semplice, nella mia originalità.
    Adoro il calore dei miei affetti quotidiani, gli animali di ogni genere, e lo sport.
    Ho praticato per anni due differenti discipline marziali, Taekwondo e Karate ( ogni movenza di lotta dei miei personaggi lo provo di persona con armi in legno, per evitare inesattezze).
    Adoro i manga, i comics e i libri, oltre che i videogames. (Eleist, seppur differente, è l’unico tra i personaggi ispirato ad uno dei miei titoli preferiti, Dark Souls ).
    Amo cucinare, sono molto bravo nei salati e la mia unica pecca, compensata dalla mia ragazza, consiste nei dolci.
    Nella vita sono caparbio, altruista e a volte un tantino egocentrico.
    Sono il tipo che nel primo tentativo sbaglia sempre, la mia forza consiste nell’applicarmi costantemente fino a raggiungere un obiettivo.
    Sentimentale e ironico, eccello nella creatività e pecco nella concentrazione, da classico scrittore prediligo le lettere ai numeri.

  1. Come vivi il tuo rapporto con i lettori? Ho visto che gestisci diverse pagine e che, alla fine del romanzo, c’erano numerosi selfie scattati da chi ha letto il libro 🙂

    Il rapporto coi lettori è stato il vero cardine del piacevole successo avuto dalle mie trame.
    Privo di qualsivoglia raccomandazione e semplice autore in una marea sconfinata di auto pubblicazioni, con un genere tra l’altro che in Italia attecchisce difficilmente, data l’imponente mole degli scrittori d’oltreoceano, mi apprestai al pubblico inizialmente senza pretese.
    La mia storia era mirata alla lettura di amici e parenti, credevo che il tutto si fosse poi fermato lì.
    Da alcune importanti amicizie nate con recensori privati, conosciuti un po’ per caso e divenuti miei lettori, vennero le prime recensioni positive e la rete di contatti si iniziò ad infittire, spinta dal semplice passaparola.
    Io amo l’arte in ogni sua forma: scoprendo tra i nomi di miei lettori anche abili disegnatori e simpatici cosplayer, creai su loro consiglio un primo gruppo in cui esprimersi, dove poter pubblicare liberamente le proprie impressioni.
    Iniziarono ad arrivare fumetti, disegni, illustrazioni e scatti, tutti dedicati alla trama che effettivamente piaceva.
    La cosa si ingrandì e toccò con mia fortuna anche volti noti della televisione, che amplificarono ulteriormente il mio raggio di utenza.
    Attualmente la saga di Orbeth conta nel suo complessivo oltre 6000 readers, ha una decina di spazi dedicati nel web e si avvia verso una prossima riedizione con uno dei marchi più noti, per sbarcare quanto prima direttamente in libreria.

  1. Progetti per il futuro? Io ci vedrei bene una graphic novel (magari in bianco e nero con l’unica nota di colore nel fiore malefico, se vogliamo essere precise nel sognare 😉 )

    La tua idea di graphic novel è inedita, la trovo originalissima e molto accattivante, anche per la scelta dei colori ;).
    Il mio progetto prossimo sarà
    ultimare il terzo e ultimo volume della trilogia, cedendo il tutto all’azienda con cui siglerò il contratto di riedizione. Ormai la trama ha i pieni numeri per accedere ad una nuova pubblicazione, miro a raggiungere anche tutti quei lettori che ancora non mi conoscono poiché abituati ad acquistare direttamente dagli scaffali di libreria.
    Dopo Orbeth ho già in mente un nuovo progetto, sempre sul genere Fantasy, la cui complessità renderà la mia stessa trilogia un’opera minore.
    Sarà la mia sfida ai celebri scrittori di alto calibro, come la stupefacente Rowling o il celebre Tolkien.
    Diciamo che mi metterò in gioco per dimostrare al mondo che anche la nostra Italia può fare molto, e bene, anche nel campo del Fantasy.

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Ringrazio Serenella e l’intero Staff con Sentito Affetto
Perrone Marco

Grazie ancora a Marco per la bellissima chiacchierata 🙂
Serenella.

Recensione di: “Orbeth – L’oscura minaccia” di Marco Perrone

Ciao Notters,
Oggi voglio presentarvi un libro che è stato una sorpresa per me: “Orbeth” di Marco Perrone.
Un libro che mi ha stupito, che all’inizio ho letto con un pizzico di scetticismo ma che mi ha inaspettatamente catturata: un libro mai banale, di cui ho divorato le ultime 150 pagine senza respirare!

Per saperne di più seguitemi! 😉

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TITOLO: Orbeth – L’oscura minaccia
AUTORE: Marco Perrone
EDITORE: Self-Publishing
DATA PUBBLICAZIONE: 08 Settembre 2014
GENERE: Dark Fantasy
PAGINE: 420
PREZZO: € 1,99

 


SINOSSI

Ci troviamo nel continente di Orbeth, stroncato da un lungo e sanguinoso conflitto tra i popoli del nord e gli invasori meridionali. Quando lo scontro ha finalmente un epilogo, la pace consecutiva al rientro viene presto eclissata da un nuovo, oscuro pericolo…assai più letale della guerra stessa.

Un mondo ostile, dai toni gotici, con un forte afflusso di elementi espliciti, ispirati all’ horror più magistrale, fa da sfondo a questa prima scena di una TRILOGIA che, coi suoi poliedrici aspetti, i suoi ben tarati elementi fantasy, e l’ampia presenza di personaggi, ognuno con le sue peculiari caratteristiche e i propri sentimenti, saprà appassionare i lettori, immergendoli in un’esperienza che segnerà il loro spirito creativo.

Palpabile senso di pericolo, intensa narrazione con suggestive sequenze descrittive, nascita di forti legami, tanti colpi di scena, e molto altro ancora, in questo imperdibile scritto, tutto da gustare.

RECENSIONE

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Voglio essere sincera: all’inizio ero un poco perplessa. Per l’ambientazione, per il genere a cui apparteneva, per il modo particolare in cui era scritto eppure… in poco tempo ero già arrivata oltre pagina sessanta!!!
Rapita, incuriosita e anche affascinata. Proprio da quei particolari che lo rendono differente da qualunque romanzo fantasy io abbia letto negli ultimi dodici mesi.
In bilico tra fantasy e horror, con anche qualche elemento gotico, senza mai cedere a uno o all’altro, ma mescolando bene le caratteristiche di entrambi i generi, scene ben descritte, con una minuzia di dettagli che rende quasi reali i mostri che incontri strada facendo ma senza cadere (e scadere) nel grottesco, battaglie epiche e, soprattutto, dotato di un linguaggio veramente particolare: ricercato, sofisticato ma senza risultare eccessivo, anzi adatto all’atmosfera quasi cavalleresca che il giovane autore ha voluto ricreare.
Per gli amanti del genere assolutamente da non perdere e devo ammettere che alla fine sono stata conquistata anch’io dai suoi personaggi forti e determinati, dall’atmosfera e dal segreto di quel fiore maledetto.

Siamo sul finire di una lunga e sanguinosa guerra, in un’epoca lontana e remota, e il giovane Malcus, prode generale dell’armata  di Werlin, eroe uscito vincente dalla guerra di rivalsa con cui le armate  del Nord rispedirono i rinfoldiani  oltre i confini naturali tracciati dal fiume Exelsius, si ritrova ora, solo  e sanguinante, e il suo unico desiderio è quello di ritornare a casa.
Al suo fianco il maggiore Reinon, un grande condottiero, leale, dalla forza sovrumana e un cuore nobile, un personaggio che ho apprezzato fino alla fine.
Dopo anni, finalmente possono deporre le armi, vivere la libertà.
Sembra un idillio ma dura neanche un battito di ciglia. Tutto precipita velocemente quando fanno la conoscenza di Raek, un giovane nomade che, davanti ai loro occhi sbigottiti, uccide a sangue freddo quello che in apparenza sembra soltanto un povero semplice vecchio bracciante.
Ma la realtà, si sa, spesso non è mai come appare, anzi a volte è così mostruosa che non ci sono parole per descriverla.
Una terribile e oscura minaccia si staglia all’orizzonte e corre veloce, si espande dapprima lentamente poi sempre più rapidamente, fino a compiere una vera e propria invasione.

“Quando, la mattina seguente,  l’allargato plotone ripartì, spossato  dal lungo periodo di lontananza e  desideroso di raggiungere quanto  prima la capitale, nessuna delle milizie notò che nel  posto in cui era  stato frettolosamente seppellito il malcapitato bracciante, una vistosa formazione erbacea dispiegava il suo fogliame bruno sul terreno, e un vivace fiore rosso apriva i suoi petali alla penombra del sottobosco, rilasciando il proprio polline”.

Il fiore di Rim.
Un fiore importato da una lontana isola. Una gravissima minaccia, un protagonista importante del libro.
Infatti le spore di questo fiore riescono a penetrare nelle ferite aperte e a mutare terribilmente l’organismo che le ospita, facendo perdere la ragione e alimentando la parte animale e più feroce.
Un fiore che dona una inaudita forza a chi lo assimila ma al tempo stesso toglie umanità e raziocinio.

Un re e un marinaio avidi di potere.
Una principessa che spera e crede ancora nel futuro.
Un popolo che combatte per la libertà.
Un giovane nomade in cerca della sua strada.
Un eroe in cerca di pace.
Una ragazza guerriera.
Un continente vasto e mitologico.

Dopo lo shock iniziale e lo scetticismo legato alla situazione, in quanto i guerrieri sono per lo più uomini di ragione e senso pratico, Malcus e i suoi uomini si rendono conto che la situazione è terribile e il fiore di Rim ha invaso gran parte del continente.

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“La  rapidità degli eventi, l’assenza  del filo logico che li evolvesse e la  drammaticità con la quale precipitarono, frantumò il tempo  stesso, condensandolo in una  miriade di cruenti  flash”.

I coraggiosi uomini si ritrovano quindi a combattere contro i mutati, che temono la luce e il calore, ma sono molto forti e aggressivi e fatto ancor più terribile è che le spore colpiscono sia uomini che animali, uccidendo invece le donne, gli anziani e i bambini.

“I mutati presentavano aspetti ancora più mostruosi e deformi.  Fatta eccezione per dei brandelli  di veste, ancora presenti su qualcuno,erano esseri nudi dalla carnagione cinerea rivestita di  folta peluria. Avevano occhi neri  come la pece attraversati da venature rosse.
I vasi sanguigni ricoprivano anche  i fianchi del viso, prima di  scendere e perdersi nel busto. In  pochi, forse soggetti a una mutazione più progredita,  accoglievano piccole zone degli  arti protette da lucidi carapaci,  molto simili a quelli degli scarabei. Tutti erano dotati di una dentatura  aguzza, e di artigli acuminati su  mani e piedi; a dare un tocco di  insana ironia, vi era la moltitudine  di fiori scarlatti che spuntavano  sugli abomini, guarnendo le tante  spaccature nella loro pelle come insani bouquet”.

Descrizioni precise e molto dettagliate, orrende creature, battaglie senza esclusioni di colpi (verso la fine ce ne sono diverse che mi hanno colpito molto), personaggi che non si dimenticano facilmente e valori quali lealtà, coraggio e amicizia che rendono questo libro molto avvincente.
Anche i personaggi femminili meritano una nota di merito.
In questo primo capitolo ho conosciuto la combattiva, orgogliosa e testarda Jean, sorella del nomade Raek, che prima ostacola Malcus poi si rivelerà una valida alleata.
E penso che anche la dolce e sensibile principessa Fionn abbia molto da dire e spero di incontrarla nuovamente nel seguito.

“Erano giorni bui per Orbeth: mai  tanta violenza l’aveva dilaniata  prima d’ora, mai la distruzione aveva raggiunto simili livelli. Eppure, in quel confluire di  popoli, e nella semplice vicinanza  di due veterani, antagonisti e inattesi compagni, dopo la visione  di un simile, apocalittico scenario,  un barlume di speranza si accese.
Nelle tenebre più nere, dove il malevolo Rim affondava, con violenza, le sue radici, la fiaccola della salvezza seguitava ancora ad ardere, traendo origine dall’indomita determinazione di tutti”.

Un romanzo che mi ha sorpreso e colpito in modo molto positivo, che ha saputo sconfiggere il mio scetticismo iniziale, catapultandomi in un mondo magico, dove le spade hanno un nome e un’anima, dove il codice cavalleresco porta a compiere gesti di estremo altruismo, dove un continente e un fiore diventano protagonisti… e che sicuramente consiglio!!!

  Serenella.

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