A tu per tu con: Marco Perrone!

Ciao amici lettori! 🙂

Ormai il nostro metodo di lavoro lo conoscete, lunedì abbiamo pubblicato la recensione dell’avvincente fantasy “Orbeth – L’oscura Minaccia” (se non l’avete letta cliccate qui) e oggi siamo in compagnia dell’autore, amico di Notting Hill Books: Marco Perrone.

Ho avuto il piacere di fare con lui una piacevole ed interessante chiacchierata, che vi racconto regalandovi questa intervista!

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Ciao Marco e ancora grazie per aver dato a Notting Hill Books la possibilità di scambiare quattro chiacchiere con te.
Spero di non rubarti troppo tempo, farò il possibile breve! 
Iniziamo! 😉

  1. Il primo elemento che mi ha colpito leggendo Orbeth è sicuramente la scelta del linguaggio: ricercato, accurato, elegante. Una scelta adatta al romanzo ma particolare: da dove nasce questa tua scelta?

    Domanda molto interessante. La scelta stilistica è nata da un mio naturale modo di esprimermi quando abbozzai il romanzo partendo da alcune vignette, nel lontanissimo 2003. Frequentando le superiori, approfondii autonomamente lo stilnovismo dantesco e in quegli anni mi dedicavo unicamente alla composizione di opere in versi. La stessa atmosfera si respira marcatamente nei primi 4 capitoli della trama, che precedono di oltre dieci anni tutti i successivi. Ho scelto di mantenere un tono aulico e personale anche nel resto della stesura, ma la differenza di stile in parte di nota.

  1. Quando e come ti sei appassionato al fantasy più cupo, che mescola gotico, horror ed elementi cavallereschi?

    A partire dai quattordici anni iniziai a sviluppare una costante passione per l’horror, in una personale ricerca nel sopprimere le mie paure. La principale tra queste era legata a zombie e creature dell’occulto, che ora hanno monopolizzato invece i libri e le pellicole della mia ampia collezione.
    Essendo molto affezionato ad autori come King, Martin o la nostra Troisi, ho scelto di adottare i paragrafi complessi e le scene di suspance tipiche di Stephen, la trama imprevedibile e a tratti un po’ cruda di George e i tratti di fluida tranquillità e spensieratezza, come oasi azzurre in una selva nerissima, ispirate ai più celebri scritti di Licia.

    Con Orbeth la mia intenzione era di scostarmi dal solito fantasy, raccogliendo anche un pubblico più maturo con la personale scelta di sostituire elementi e creature classiche come magia,elfi, troll a temi più tangibili quali alchimia, mito e superstizione.
    Il gotico tra tutti è il mio stile artistico preferito inoltre, in alcuni dettagli delle stesse ambientazioni, tra cui Rinfold e la sua cattedrale Wistfley, si respira appieno questa tendenza.

  1. Malcus, Reinon, Raek, ma persino Ammon e re Gustav…tutti personaggi forti e di grande impatto..In quale dei tuoi personaggi ti rispecchi maggiormente?

    Credo che il personaggio che più mi somigli a livello fisico e caratteriale sia Malcus. A differenza dei classici ppersonaggi-orbeth_552a3b68af99frotagonisti a volte un po’ troppo perfetti o intoccabili, lui deve gran parte delle sue doti ad assidua e rigorosa preparazione, accosta coraggio a debolezza cedendo spesso e affidandosi all’aiuto di chi lo circonda. Nella sua fiducia verso il prossimo, nel coraggio di affrontare sfide dall’incerto esito, ma soprattutto nella capacità di rialzarsi, seppur barcollante, dopo ogni caduta, trovo che lui mi rispecchi molto.

  1. Mi ha affascinato molto il continente di Orbeth, a partire dalla cartina. L’hai disegnata tu? Hai trovato difficoltà nell’immaginare e dar vita a un nuovo continente?

    La trilogia di Orbeth nasce da buffi fumetti abbozzati tra i banchi di scuola per letizia dei miei fantasiosi compagni. La narrazione inizialmente era una semplice trasposizione scritta di quello che avevo disegnato.
    Tra i disegni vi era la cartina, che poi scelsi di mantenere inalterata nella pubblicazione del romanzo per omaggiare la mia idea originale.Giocando spesso a giochi di ruolo su pc provvisti di mappa, e leggendo libri e manga con caratteristiche analoghe, diciamo che come tanti credo che un fantasy non sia degno di tale nome se non nasca provvisto di una mappa, frutto della pura fantasia del narratore, in cui muovere le varie vicende. A me venne facile e naturale realizzarla, e premetto che in ogni volume della Trilogia la mia mappa varia, si amplia e presente modifiche.

  1. Com’è nata la storia di Orbeth? Ci hai messo tanto tempo per scriverla? Ti faccio i miei complimenti per i dettagli: sembra di aver davanti quei mostri terrificanti!

    Ti ringrazio per i complimenti ^_^. La storia di Orbeth nasce da semplici fumetti trasformati in una narrazione senza pretese di quattro capitoli, rimasti in un cassetto per oltre dieci anni. Terminati gli studi con la maturità, seppur amante delle materie letterarie, scelsi di lavorare e rendermi indipendente tramite la mia attività in aziende commerciali. Durante questi anni pubblicai un paio di raccolte poetiche e mi aggiudicai qualche premio letterario, ma il tutto lo facevo solo per soddisfazione. Un brutto incpaesaggi-orbeth_552a3ac522fa2idente sul lavoro nel 2014 mi lasciò forzatamente a letto per mesi, troncando tra l’altro la mia carriera agonistica con le arti marziali. Per riempire questo tempo, riafferrai le vecchie bozze e un po’ per gioco feci muovere Raek, paralizzato da un decennio dopo aver trafitto il mutato che correva incontro a Reinon.
    Completando il primo volume in poco più di un bimestre, scelsi di auto pubblicarlo nel settembre 2014  e il destino fece il resto. Arrivarono le prime decine di lettori, che col passaparola divennero centinaia e mi portarono a nuove edizioni, accelerando tra l’altro l’edizione della seconda parte, Orbeth – La leggenda di San Gelmar.

  1. Se potessi vivere in un’epoca differente…quale sceglieresti? E perché?

    Sarò sincero con te dicendoti che nel leggere questa domanda mi è comparsa in un flash la nuova Miss Italia :D.
    Comunque fin da bimbo sono immensamente legato al Medioevo, i secoli precedenti all’anno mille in particolar modo.

    Sono consapevole che la vita in quei tempi fosse precaria, la morte si annidava dietro ogni angolo e il destino era incerto.
    La cosa che più mi affascina è però proprio quel gusto di ignoto, lasciare le mura esterne di uno dei tanti borghi dell’epoca e incamminarsi per miglia nelle selve prive di segnali, con il rumorio tipico della natura a fare da sfondo.
    Il mistero ha una bellezza inappagabile per me, esalta la fantasia all’inverosimile e si concretizza al giorno d’oggi solo nel buio o nella nebbia. In quegli anni l’incertezza era onnipresente, se potessi scegliere un’epoca mi recherei senza alcun dubbio nell’Europa centrale dell’800 dopo Cristo.

  1. Il tuo libro preferito in assoluto?

    E’ una domanda davvero complicata, diciamo che non potrei fare a meno della Divina Commedia.
    Come romanzo scelgo invece “Cose preziose” di Stephen King. Non è un cult della letteratura mondiale, ma riassume appieno e con sottile malizia i luoghi comuni ipocriti e deleteri delle società moderne.

  1. Raccontaci qualcosa del Marco persona: che uomo è?

    Io sono una persona molto socievole e semplice, nella mia originalità.
    Adoro il calore dei miei affetti quotidiani, gli animali di ogni genere, e lo sport.
    Ho praticato per anni due differenti discipline marziali, Taekwondo e Karate ( ogni movenza di lotta dei miei personaggi lo provo di persona con armi in legno, per evitare inesattezze).
    Adoro i manga, i comics e i libri, oltre che i videogames. (Eleist, seppur differente, è l’unico tra i personaggi ispirato ad uno dei miei titoli preferiti, Dark Souls ).
    Amo cucinare, sono molto bravo nei salati e la mia unica pecca, compensata dalla mia ragazza, consiste nei dolci.
    Nella vita sono caparbio, altruista e a volte un tantino egocentrico.
    Sono il tipo che nel primo tentativo sbaglia sempre, la mia forza consiste nell’applicarmi costantemente fino a raggiungere un obiettivo.
    Sentimentale e ironico, eccello nella creatività e pecco nella concentrazione, da classico scrittore prediligo le lettere ai numeri.

  1. Come vivi il tuo rapporto con i lettori? Ho visto che gestisci diverse pagine e che, alla fine del romanzo, c’erano numerosi selfie scattati da chi ha letto il libro 🙂

    Il rapporto coi lettori è stato il vero cardine del piacevole successo avuto dalle mie trame.
    Privo di qualsivoglia raccomandazione e semplice autore in una marea sconfinata di auto pubblicazioni, con un genere tra l’altro che in Italia attecchisce difficilmente, data l’imponente mole degli scrittori d’oltreoceano, mi apprestai al pubblico inizialmente senza pretese.
    La mia storia era mirata alla lettura di amici e parenti, credevo che il tutto si fosse poi fermato lì.
    Da alcune importanti amicizie nate con recensori privati, conosciuti un po’ per caso e divenuti miei lettori, vennero le prime recensioni positive e la rete di contatti si iniziò ad infittire, spinta dal semplice passaparola.
    Io amo l’arte in ogni sua forma: scoprendo tra i nomi di miei lettori anche abili disegnatori e simpatici cosplayer, creai su loro consiglio un primo gruppo in cui esprimersi, dove poter pubblicare liberamente le proprie impressioni.
    Iniziarono ad arrivare fumetti, disegni, illustrazioni e scatti, tutti dedicati alla trama che effettivamente piaceva.
    La cosa si ingrandì e toccò con mia fortuna anche volti noti della televisione, che amplificarono ulteriormente il mio raggio di utenza.
    Attualmente la saga di Orbeth conta nel suo complessivo oltre 6000 readers, ha una decina di spazi dedicati nel web e si avvia verso una prossima riedizione con uno dei marchi più noti, per sbarcare quanto prima direttamente in libreria.

  1. Progetti per il futuro? Io ci vedrei bene una graphic novel (magari in bianco e nero con l’unica nota di colore nel fiore malefico, se vogliamo essere precise nel sognare 😉 )

    La tua idea di graphic novel è inedita, la trovo originalissima e molto accattivante, anche per la scelta dei colori ;).
    Il mio progetto prossimo sarà
    ultimare il terzo e ultimo volume della trilogia, cedendo il tutto all’azienda con cui siglerò il contratto di riedizione. Ormai la trama ha i pieni numeri per accedere ad una nuova pubblicazione, miro a raggiungere anche tutti quei lettori che ancora non mi conoscono poiché abituati ad acquistare direttamente dagli scaffali di libreria.
    Dopo Orbeth ho già in mente un nuovo progetto, sempre sul genere Fantasy, la cui complessità renderà la mia stessa trilogia un’opera minore.
    Sarà la mia sfida ai celebri scrittori di alto calibro, come la stupefacente Rowling o il celebre Tolkien.
    Diciamo che mi metterò in gioco per dimostrare al mondo che anche la nostra Italia può fare molto, e bene, anche nel campo del Fantasy.

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Ringrazio Serenella e l’intero Staff con Sentito Affetto
Perrone Marco

Grazie ancora a Marco per la bellissima chiacchierata 🙂
Serenella.

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Un pensiero su “A tu per tu con: Marco Perrone!

  1. Marco Perrone ha detto:

    Rinnovo con affetto i miei ringraziamenti allo Staff di Notting Hill Books per la sempre presente professionalità, abbinata in ogni occasione ad un’impagabile passione e simpatia che non si può non amare. Marco Perrone

    Mi piace

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