REVIEW PARTY | Recensione di: “Playing time” di Moloko Blaze

Buongiorno, Notters!
Oggi il blog partecipa con grande piacere al rewiew party di Playing Time di Moloko Blaze, una storia di dolori taciuti e mai superati, di ferite ancora sanguinanti e di cuori spezzati, una storia di resilienza e di redenzione che mi ha conquistata pagina dopo pagina, parola dopo parola, emozione dopo emozione e che mi è dispiaciuto concludere e lasciare andare, perché è una storia che ti entra sotto pelle, che arriva dritta al cuore e che ti scuote nel profondo.



TITOLO : Playing time
AUTORE: Moloko blaze
EDITORE: Self publishing
GENERE: Romance erotico
FORMATO: cartaceo/ eBook
PAGINE: 262
PREZZO: €14,99 / Ebook: 2,99

SINOSSI

Reagan Desoto ama recitare, ama lo sfavillio del mondo di Broadway così come l’odore dei piccoli teatri, ma una ragazza di Harlem non dovrebbe credere nei sogni, soprattutto quando a spronarla è un giovane con il conturbante aspetto e il naturale talento di James Dean. Noah Dresner sembra mostrare uno strano interesse per lei, nonostante il suo look da maschiaccio e il suo modo sfrontato di dire e fare le cose. Noah è l’uomo che l’ha stregata da subito, che le permette di conoscere le gioie e i dolori del sesso senza tabù, con l’unica regola di escludere dall’equazione l’amore, ciò che si ostina a non concederle e che lei invece non riesce a negargli.
Un’intima amicizia sbocciata dietro le quinte della scena Off Broadway di New York. Una passione che rischia di bruciare come un incendio. L’amore che è impossibile da soffocare, anche in un rapporto all’insegna del sesso privo di limiti. Perché la maschera può essere un mezzo per sentirsi liberi, ma anche la più subdola delle gabbie.

Dopo The Undressed Series, Moloko Blaze torna con una nuova avventura erotic romance!

RECENSIONE
***Attenzione possibili spoiler***

Non è il mio genere, lo ammetto (meglio essere chiare e sincere sin da subito), ma Moloko riesce a descrivere perfettamente le emozioni, le paure, le ferite, le cicatrici e i dolori più profondi dei suoi personaggi…che lo dimentico. Dimentico che l’erotic romance non è tanto il mio genere. Dimentico che Playing Time è un erotico. E mi tuffo a capofitto nella storia. Senza salvagente, senza nessuna protezione. Mi ci immergo completamente, vengo catturata, rapita. E cosa posso dire? Ho letteralmente amato la componente psicologica ed emotiva della storia! Ogni parola ti scava dentro, brucia, grida, stride. Non puoi non amarla.
Certo decisioni della protagonista (e degli altri protagonisti) non le ho condivise, è vero, ma ho adorato questa storia perché è una storia di nascita, di resilienza e anche di speranza. La speranza di un nuovo inizio, la speranza di un nuovo futuro.
Le scene di sesso sono molto presenti (ovviamente essendo un erotico), alcune sono molto forti, ma non mi hanno eccessivamente disturbato. È vero, mi ha dato un poco fastidio il senso di sottomissione di Reagan (si faceva fare di tutto senza ribellarsi, semplicemente accettandolo), ma questo aspetto fa parte della complessità del suo personaggio. Avrei voluto scuoterla, ma soprattutto abbracciarla. Per tutte le volte in cui è stata tradita, per tutte le volte in cui le hanno sbattuto la porta in faccia…per tutte le volte in cui le hanno fracassato il cuore in minuscoli frammenti.

Adoro il modo in cui scrive Moloko. Ho letto diversi suoi libri e li ho amati tutti. Io credo che lei abbia un dono: quello delle parole. Le parole hanno un immenso potere e le sue sono sempre forti, incisive. Ti scavano dentro, ti alzano verso le vette più alte e poi ti scaraventano giù nell’abisso più buio e oscuro. Graffiano, stridono, urlano, accarezzano. Sono lievi come la carezza di una piuma o travolgenti come un tornado. Sono dolci, ti fanno battere forte il cuore dall’emozione, ti fanno brillare gli occhi dalla commozione. Oppure ti soffocano, ti lasciano inerme sul pavimento, con uno squarcio profondo in mezzo al petto, dove prima c’era il cuore. Perché il cuore le parole di Moloko sono in grado di strappartelo via, direttamente dalla cassa toracica.
Te lo prendono, te lo rubano, te lo lacerano, te lo strappano. E poi te lo ricuciono, te lo sanano…te lo restituiscono, con qualche acciacco, con qualche cicatrice, ma più luminoso di prima.
Le parole hanno potere e sono un dono e Moloko le sa usare molto bene.

Con un ultimo passo mi raggiunse e afferrò la mia felpa, maltrattandola, come stava maltrattando me.
E mi baciò con forza. Fu brutale, violento, consapevole che, anche con le labbra sigillate, non sarei stata in grado di rifiutarlo. Era tutto sul copione.
Ciò che non era sul copione era che la giovane Madeleine stava provando piacere in quella presa, in quella dimostrazione di potenza.
Quello perché la giovane Madeleine era moralmente integra, ma era un personaggio di fantasia.
Un bellissimo pittogramma ritagliato da un foglio di carta.
La piccola Reagan di Harlem invece era reale, era carne, era stomaco. Era cuore.
Anche se in quel momento non era assolutamente in grado di stabilire più dove fosse il cuore, e dove lo stomaco. Tutto ciò che sentivo erano le parti del corpo toccate ostinatamente dal suo avversario, il resto era caos assoluto. Insomma, mi sembrava di avere tutto con me: due braccia, due gambe…forse addirittura un cervello.
Ma ogni pezzo era fuori posto. Io ero fuori posto. Le sue labbra sulle mie erano fuori posto.

Noah e Reagan. Più diversi di così non potrebbero essere.
Lui, ventottenne che assomiglia a James Dean, attore di teatro e sceneggiatore a tempo perso, il tipico ragazzo ricco che proviene dalla Juilliard. Bello e dannato.
Lei, ventunenne invincibile anche se spezzata in più punti, la ragazza che non noteresti, la ragazza fantasma, che si nasconde sotto i cappellini di lana e vestiti, di una taglia in più, da rapper. La tipica ragazza di Harlem.
Due mondi agli antipodi.
Lui che sembra aver avuto tutto dalla vita: fascino, soldi, donne, una bella vita.
Lei che ha dovuto lottare per ogni cosa, persino per la sua stessa vita.
Cosa potrebbero mai avere in comune?
Tutto sembra dividerli: la differenza di età, l’estrazione sociale, il colore della pelle… l’esperienza in campo sessuale.
Perché Noah è affascinante, sexy, tremendamente sexy, e non ha problemi con le donne.
Solo una condizione si è autoimposto: non avere a che fare con le ragazze vergini. E Reagan, che a ogni minuto che passa si sente sempre più attratta e affascinata da lui, non ha esperienza. Nessuna.
Ma… c’è un ma. Tutto ruota attorno a quel sembra.
Noah sembra molte cose, ma è molto di più. Moltissimo di più! Spesso l’apparenza inganna e forse Reagan dovrebbe andare oltre l’apparenza iniziale. Lei stessa è molto di più di quello che appare. Perché si nasconde sotto vestiti larghissimi e poco femminili? Perché sembra sempre schivare tutti? Perché è sempre così defilata? Eppure si è iscritta a un workshop all’Actors Studio. Dovrebbe voler stare sotto i riflettori. Dovrebbe voler apparire. E invece… sempre sfuggente, sempre a distanza, sempre con i muri alzati.
E Noah? Cosa nasconde Noah dietro la maschera di sfrontatezza, fascino e seduzione che ogni giorno indossa?
Cosa nasconde dietro quelle iridi blu nelle quali basta un attimo per perdersi dentro?
Cosa nasconde il suo passato?

Entrambi sono due anime ferite. Entrambi hanno un passato doloroso. Entrambi hanno cicatrici profonde. Entrambi hanno ferite che ancora sanguinano.


Distolsi lo sguardo, vergognandomi della mia vulnerabilità. Non ero mai stata una ragazza vulnerabile. Ma con lui così vicino avevo paura di frantumarmi come vetro.

Reagan diventa inerme di fronte a Noah… diventa vulnerabile. Abbassa i muri, depone le armi, lascia scivolare a terra l’armatura.
E anche Noah sembra vacillare di fronte alla sua spontaneità, al suo arrossire imbarazzata, alla sua innata dolcezza. Qualcosa dentro di lui sembra esitare.
Non ha nulla da offrirle e non vuole andare oltre. È stato categorico: lui non supererà il limite con Reagan, ma nulla vieta che, nel frattempo, possano divertirsi o che lui possa “insegnarle” qualcosa. E Reagan cosa è disposta a fare? Ad andare contro se stessa pur di avere un minimo legame? Piuttosto che avere il nulla cosa è disposta a fare e ad accettare?

La sua saliva era veleno e allo stesso tempo acqua che dissetava qualcuno che per troppo tempo aveva vissuto nel deserto.

Reagan è assetata. Anela l’unica cosa che possa darle sollievo. Lei vuole Noah. A qualsiasi costo. Anche a costo di perdersi un po’, sempre di più, pezzo dopo pezzo. O forse il prezzo può diventare insostenibile? E se così fosse…cosa succederebbe? Sarebbe disposta a rinunciare a Noah… per sempre?

Reagan ha un disperato bisogno di appartenere a qualcuno, perché fino a quell’istante si è sentita tremendamente sola. È lei stessa a dirlo.
E Noah, con ogni suo bacio, con ogni sua carezza infuocata, ha il potere di farla sentire come se lei gli appartenesse.
Ogni bacio le toglie il respiro. E glielo restituisce con la potenza di un uragano che spazza via ogni cosa che incontra sul proprio cammino. Noah la fa sentire viva. Ha il potere di farla sentire viva. Ha potere su di lei. Ma può anche toglierle quel fremito di vita? È una spirale, un continuo ti innalzo a livelli mai sperimentati, ti faccio assaporare il paradiso e poi te lo tolgo dalle mani, te lo strappo via e ti lacero in mille pezzi. È un continuo di alti e bassi. È come essere sulle montagne russe. È come sfiorare il cielo con un dito, sfiorare il paradiso e poi venire scaraventati giù nell’inferno più cupo e oscuro.

Quando fui pronta mi presentai sulla soglia della sua stanza, a osservarlo. Noah sollevò lo sguardo e mi sentii di nuovo solida. I miei contorni potevano essere definiti solo dalle sue mani , dai suoi occhi, dalla sua bocca .
Ma per farlo dovevamo essere vicini. Molto vicini. Attaccati. Imprescindibili.

I confini sono labili, incerti. Ma quando Reagan è vicino a Noah lei si sente definita. Sa esattamente chi è.

Non fraintendetemi, Reagan non è una ragazza fragile, non è totalmente succube di Noah.
Lei ha deciso di lasciarsi andare, di cedere a lui, di cedersi totalmente a lui, anima, mente, cuore… ogni fibra del suo essere, ogni suo muscolo, ogni sua goccia di sangue gli appartiene. Perché lei ha scelto di appartenergli.
Ma Reagan è anche una ragazza tosta. Ha sofferto molto, ma si è sempre rialzata. È pronta a tutto (veramente a tutto!) per le persone che ama, è generosa, altruista e non ha avuto una vita difficile. E quello che la lega a Noah…non è semplice sottomissione, è qualcosa di molto più profondo. È viscerale, è selvaggio, le scorre nelle vene, le pompa nel cuore, le appartiene nel profondo. Così come lei appartiene a Noah. Dal primo istante in cui i loro occhi si sono incontrati.
Anche se lui dice di non avere niente da darle, anche se lui non vuole andare oltre. Lui le appartiene come lei appartiene a lui.

Reagan, però, è anche una ragazza che mente. È come se ci fosse abituata da sempre. Una parte di lei mente. In ogni istante della sua vita. Ma non per cattiveria, non per fare del male. È come se volesse nascondere qualcosa. Come se volesse nascondere se stessa agli occhi del mondo.
In fondo Noah glielo dice pure: che lei si nasconde sempre.
Lo fa quando indossa vestiti da rapper di una taglia più grande, quando sfugge il suo sguardo sotto berretti di lana. Non un filo di trucco, neanche un lucidalabbra. Nulla che possa attirare l’attenzione su di lei. Perché?
Eppure basta che Noah la sfiori, anche solo con i suoi straordinari occhi blu, perché Reagan lasci cadere ogni difesa.
Noah sa essere persuasivo, molto persuasivo. È fuoco che arde indomabile. È fuoco che, se ti avvicini troppo, rischia di bruciarti.
Noah è l’acqua per un disperato nel deserto. È ossigeno che aneli dopo essere stata troppo tempo in apnea.
È un incendio. Pericoloso, maestoso, selvaggio.

Con il suo fisico da pugile e quegli occhi così profondi, che però spesso, troppo spesso, si adombrano…come si può resistergli?

Tutto inizia come un gioco.
Un gioco (sensuale e conturbante) che la porta sull’orlo di un baratro senza fondo. Basta un solo passo per precipitare nel vuoto. E nessuno che possa salvarti.
Ma…
C’è un tempo per giocare…e c’è un tempo per amare.
Per amare se stessi.
Per scegliere cosa è meglio per noi.
Per scegliere la nostra strada.
Per salvarsi.
E l’amore può sconfiggere davvero i demoni che abbiamo dentro?
Può l’amore essere la luce in mezzo a tanta oscurità?
Innamorarsi di uno come Noah è come lanciarsi da un aereo senza paracadute. È come stare su un treno lanciato a tutta velocità contro un muro di cemento armato.
Ogni volta che gli occhi di Noah si posano su Reagan…a lei manca il fiato. Lui glielo toglie. E poi glielo restituisce. Per poi toglierglielo di nuovo. Come in una spirale infinita. Tra attrazione e repulsione, tra desiderio e distacco, tra vulnerabilità e rabbia.

Noah e Reagan ti entrano dentro, sotto pelle, nelle vene, nel cuore, nella mente, nell’anima. Ti scavano in profondità, non puoi odiarli, non puoi non amarli. In mezzo a tanta violenza, in mezzo a tanto dolore Reagan è un raggio di sole, un piccolo fiore luminoso in mezzo al nulla. Lei è una resiliente. E ha un cuore enorme.
Anche Noah aveva un cuore. Ma è stato spezzato, non appartiene a nessuno, neppure a se stesso. Eppure…la piccola e dolce impavida Reagan sembra farlo vacillare.
Per una frazione di secondo il suo sguardo appare vulnerabile.
Solo per un secondo. E…
E qui termino. Non aggiungo più nulla. Leggete questa storia! Merita veramente tanto!
Non è solo un erotico, è molto, ma molto di più. È una storia di sensi di colpa, di desideri profondi, di esplorazione di se stessi, una ricerca del piacere, uno scoprirsi sotto una nuova luce. È una storia di dolori mai affrontati, una storia di anime spezzate e di cuori lacerati. Ma è anche una storia di redenzione, di rinascita, di speranza e anche d’amore. È una storia che ti colpisce dritta al cuore.
Ho adorato Reagan (anche se certe sue scelte proprio non le ho digerite) perché è una ragazza tosta, con un grande cuore e che ha subito grandi scossoni dalla vita. Ha ricevuto pugni, calci, stilettate al cuore, ma è sempre rimasta sé stessa, non si è lasciata inghiottire dalla spirale di odio e violenza che la circonda, anzi. E ho amato Noah. Nonostante le sue scelte controverse, oltre quella sua maschera di strafottenza e distacco che si ostina a indossare. Quanto mi sarebbe piaciuto o mi piacerebbe leggere la sua storia, con i suoi occhi, con le sue parole ❤️
E ho apprezzato anche i personaggi secondari: Rhys e Leroy che, secondo me, hanno molto da raccontare.
Una scrittura fluida, scorrevole e parole che ti scavano dentro sono ciò che caratterizza lo stile di Moloko.
Ogni volta che leggo una sua storia mi ci perdo letteralmente dentro e scrivo pagine e pagine di appunti, segnando anche le frasi più significative ed emozionanti. Ogni volta mi sorprende e cattura il mio cuore con i suoi personaggi così interessanti, così in bilico tra luce e ombra. Indossano tutti una maschera e ogni volta rimango senza parole e senza fiato quando, finalmente, la tolgono. Non sono mai quello che sembrano. E per questo la storia di Moloko merita: perché sa descrivere molto bene le emozioni, anzi le fa vivere attraverso le parole, come una musica dolcissima.

Lo consiglio? Assolutamente sì!

Serenella

gif voto 4

Classificazione: 4 su 5.

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