Presentazione di: “101” di Alessia Cucè

Ciao Notters,
vi presentiamo una bellissima novità dal temperamento forte e, al tempo stesso, molto intenso.
Si tratta del nuovo romanzo di Alessia Cucè dal titolo: “101” che approderà su Amazon dal prossimo 01 Marzo 2017.
Seguiteci 😉

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TITOLO: 101
AUTRICE: Alessia Cucè
EDITORE: Self-Publishing
DATA PUBBLICAZIONE: 01 Marzo 2017
GENERE: Romance/Thriller
FORMATO: eBook
PREZZO: € 1,99

 

SINOSSI

«Vuoi che continui a fotterti?» sussurrai crudele. Si limitò solo ad annuire e io non mi trattenni più. L’orgasmo ci colse nello stesso istante e lei gridò il mio nome come le avevo ordinato.
All’unisono.
Devastante, spaventoso, vero.
E il mio nome pronunciato dalle sue labbra in quell’attimo esatto, sugellò l’inizio della mia vendetta.

Un giorno libero, quello dopo prigioniero. Logan Reyes si ritrova costretto a cambiare vita. Qualcuno lo ha forzato a relegarsi nell’ombra, a mutare identità e diventare Sean Soul. Mesi di indagini lo hanno portato a un’unica pista dove l’unico mezzo per scoprire la verità, sarà Alice Sotero. Ha inizio così la sua partita a scacchi perversa e peccaminosa, in cui userà il sesso come tacita estorsione di informazioni. Ogni pedina dovrà essere spostata con attenzione. Ogni mossa studiata nel dettaglio. Calcolata. Precisa. Perché il desiderio di vendetta, brucia come il fuoco.

L’AUTRICE: ALESSIA CUCE’

Alessia Cucè è nata nel giugno del 1980. Vive in un piccolo paesino del Viterbese insieme a suo marito, due figlie, due gatti e un cane. Nel 2014 dà vita al suo primo romanzo, un fantasy “Tra le braccia di un Sogno-vol1” pubblicandolo in self su varie piattaforme. Altre sue opere: “Il ritorno del Sigillo Bianco-vol2” (Novembre 2014). “Seguimi nel Buio” (Aprile 2015). “Emozioni sulla pelle” (Maggio 2015). “Cercami tra i Ciliegi in fiore” (Novembre 2015). “Un amante nel mio letto” (Gennaio 2016). “L’esercito dei dannati-vol3” (Marzo 2016). “Colpo di Fulmine-DelosDigital” (Aprile 2016). “Il Profumo della Pioggia” (Luglio 2016). Ha partecipato alle antologie benefiche “Un Natale Speziato” e “Gocce d’amore”. Ha inoltre vinto un concorso di scrittura creativa con il racconto “Io sono Polvere” (settembre 2015).

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In bocca al lupo Alessia e buona lettura! 🙂

Naty&Julie ❤

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“Là dove finisce il mare e comincia l’orizzionte” di Erika Stellitano|GIVEAWAY!

Ciao Notters! 🙂
Non ci fermiamo mai e torniamo di nuovo a farvi compagnia con un nuovissimo giveaway!

Tra di voi ci potrebbe essere il vincitore/la vincitrice di una copia cartacea del libro di Erika Stellitano, un romanzo introspettivo dal titolo “La’ dove finisce il mare e comincia l’orizzonte”.
Se volete scoprirne di più cliccate qui! 😉

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TITOLO: La’ dove finisce il mare e comincia l’orizzonte
AUTRICE: Erika Stellitano
EDITORE: Self-Publishing
DATA PUBBLICAZIONE: 31 Agosto 2016
GENERE: Romanzo introspettivo
FORMATO: cartaceo
PAGINE: 184


 

DATA INIZIO EVENTO: 22/11/2016 ALLE ORE 10:00
DATA FINE EVENTO: 24/11/2016 ALLE ORE 19:00


PREMI IN PALIO

Copia cartacea autografata dall’autrice

PARTECIPARE è semplicissimo, basta eseguire questi sette passaggi:

  1. Cliccare “mi piace” alla pagina Facebook di Notting Hill Books qui;
  2. Cliccare “mi piace” alla pagina Facebook del libro qui;
  3. Condividere l’evento Facebook con privacy pubblica e taggare tre amici;
  4. Selezionare la voce “Parteciperò” e scrivere “Partecipo e Condivido” sulla bacheca dell’evento Facebook;
  5. Iscriversi al gruppo Facebook di Notting Hill qui (facoltativo);
  6. Supportare il libro sul sito del miolibro.it, previa registrazione, cliccando qui (facoltativo).
    N.B. A questo link è possibile leggere gratuitamente le prime trenta pagine del romanzo!

In caso di mancato o errato completamento di uno di questi passaggi, la partecipazione non sarà ritenuta valida.

A ciascuno di voi verrà assegnato un numero in base all’ordine di partecipazione al giveaway.
L’estrazione del numero vincente (tramite il sito Random.org) verrà pubblicata il giorno 24 Novembre sulla Pagina Facebook Notting Hill Books, sulla bacheca dell’evento e sul gruppo chiuso del blog.

In bocca al lupo e… partecipate numerosi!:)

Naty&Julie❤

Recensione di: “Come la coda delle comete” di Paola Garbarino

Buongiorno, Notters!
Oggi è con grandissimo piacere vi parlo di “Come la coda delle comete” di Paola Garbarino.
Capisci di aver letto un ottimo libro quando riesci a vedere oltre qualche piccola imprecisione o sbavatura grammaticale e la storia ti entra nel cuore, ti penetra nelle ossa, fino in profondità e lo senti sulla pelle e non vorresti mai separartene, incollata alle pagine, a ritagliarti tempo per leggere, a lasciare fuori il mondo per poterti immergere tra le pagine di quella storia così emozionante che il finale leggermente aperto ti fa infuriare non poco (per fortuna che ho scoperto che esistono già i capitoli successivi!).
A mio modesto avviso, un libro che sa emozionarti al punto da farti ridere e poi commuovere, è un libro che merita e che consiglio calorosamente.

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TITOLO: Come la coda delle comete
AUTRICE: Paola Garbarino
EDITORE: Self-Publishing
SERIE: Stars Saga Vol.1
DATA PUBBLICAZIONE:
GENERE: Romance
FORMATO: eBook/Cartaceo
PAGINE: 302
PREZZO: € 0,99/€ 9,90

SINOSSI

Lisa è una studentessa universitaria genovese, appena uscita da una lunga e travagliata storia d’amore. Thorger è uno studente erasmus, austriaco, che si fermerà in Italia soltanto pochi mesi. Lei ha un oscuro segreto; lui ne ha più di uno ed è una rockstar in incognito, con un fratello gemello, Harald, che sembra avere tutte le intenzioni di conquistare Lisa per primo.
Lisa conosce Harald una sera in discoteca, quando il suo migliore amico le presenta alcuni studenti erasmus a cui sta facendo da tutor. Harald le propone una notte e via, ma Lisa, pur essendo attratta, lo rifiuta. Il giorno dopo scopre che il nuovo coinquilino dell’appartamento che divide coi suoi amici è Thorger, il fratello gemello di Harald e inizialmente lo scambia per lui.
Ciò che Lisa non può nemmeno immaginare, è che quei due ragazzi entrati nella sua vita conducono un’esistenza diversa e lontana: sono stelle del Punk rock americano e presto vi torneranno. Thorger sta davvero per laurearsi, ma è lì per sfuggire per un po’ dallo star system dell’Industria discografica, che l’ha portato quasi alla morte e alla rehab per mesi.
Ciò che Thorger non sa, è che anche Lisa ha un doloroso segreto, che riguarda la sua storia di lunga data con un ex ragazzo che non sembra avere intenzione di lasciarla andare.
Le cose che non sanno l’uno dell’altra saranno quelle che li avvicineranno, ma, al tempo stesso, che rischieranno di dividerli.
Segreti, amore, equivoci, lacrime ed eros si snodano in questa storia narrata a due voci.

RECENSIONE

ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER!

Genova, giorni nostri.
Thoragazzo-con-occhi-azzurri-e-capelli-nerirger, 24 anni, occhi scuri come due pozzi, capelli scompigliati, sguardo distante, un buco nero dentro, così profondo da inghiottire ogni scintilla di luce che entra in contatto con lui.
Un ragazzo dall’aspetto androgino ed eccentrico, dall’abbigliamento al di sopra delle righe, che si mostra e sembra sfidare il mondo, che non è quello che appare, che nasconde più oscurità di quello che si potrebbe immaginare.
Arrivato in Italia dall’Austria con il progetto Erasmus, per prendere le distanze da una vita che ha rischiato di soffocarlo, di bruciarlo.
Adesso cerca pace, il riscatto…se stesso.

Non  stavo  più  cadendo,  al  contrario.  Mi sentivo  forte, libero  come  non  ero  mai  stato. 

Mi muovevo velocissimo, alla  velocità  del  mio  pensiero,  verso  un  chiarore  che sembrava  aspettarmi,  qualcosa  di  caldo,  pulito;  non sapevo perché,  mi fece venir voglia  di piangere,  di gioia!

Mi dispiaceva soltanto lasciare mio fratello.

Lisa, capelli castani mossi lunghi fino a metà schiena, grandi occhi bl11432u che sembrano aver catturato l’essenza stessa del cielo, legata a un passato che la segue ancora, che la sbatte a terra ogni volta che si ripresenta, che l’ha spezzata nel profondo e al quale non ha ancora dato un addio definitivo, perché sono due poli che si attraggono e si respingono.

Era  un’alchimia  che  ci  avrebbe  attratti  in mezzo  a una  folla,  che  ci  avrebbe  fulminati  ogni dannatissima  volta.

Estroversa, spigliata, diretta e al tempo stesso timida, una ragazza che ha sofferto molto ma che ha saputo rialzarsi.
Sempre, ogni volta.
Anche se il suo cuore sanguina ancora, non ha mai smesso di sanguinare.

Per una serie di coincidenze o casi del destino, le loro strade si incrociano.
Lisa ha bisogno di un nuovo coinquilino, Thorger di un posto dove stare per qualche mese, e così i due ragazzi entrano in contatto.
Il loro primo incontro non è dei migliori, perché vittima di un fraintendimento.
Lisa, infatti, aggredisce quasi il suo futuro coinquilino perché…lo scambia per il fratello che aveva conosciuto la sera precedente e che le aveva sussurrato appassionatamente all’orecchio di vivere l’attimo.
Avances che la ragazza aveva prontamente respinto.
E quando si ritrova davanti Thorger ne rimane sorpresa.

Thorger e Harald, gemelli simili nell’aspetto ma diversi nel carattere.
Come il giorno e la notte.

Io ero il gemello camaleontico,  l’esibizionista,  quello che sembra mettersi sempre in gioco. Ma, alla fine,  il gioco mi aveva preso la mano! 

Lui aveva sempre saputo godersi  la  vita senza  danneggiarsi, i suoi divertimenti  erano  rimasti  tali, i miei erano  diventati eccessi,  vizi  e  infine  dipendenze.

Thorger il più sensibile e fragile, mentre Harald il più forte e coraggioso.
Almeno all’apparenza, sulla superficie.
Uno esibizionista ma che vorrebbe solo nascondersi in un angolo e perdersi tra le note di una canzone.
L’altro sfrontato e provocatorio che vorrebbe solo essere sfiorato con amore.
Due gemelli, due spiriti uniti, tanto uniti da essere sempre stati indivisibili.
Sempre assieme.
Nella buona e nella cattiva sorte.
Fratelli nel corpo e nella mente.
Un legame così intenso che li ha portati spesso a compiere scelte che mai avrebbero preso in considerazione e allontanarsi l’uno dall’altro è come una lacerazione dell’anima.

E Lisa, suo malgrado, si trova in mezzo, attratta inesorabilmente dal loro fascino.
Harold è sfrontato, sfacciato, così irresistibile con i suoi occhi di ossidiana affilati come coltelli, la sua notevole cultura e intelligenza e la sua indiscutibile bellezza.
Thorger è lunatico, più dolce e fragile nonostante sembri il più esibizionista dei due, è chiuso e al tempo stesso vulnerabile.
È un casino, è tormentato.
Harald, invece, sembra più sicuro di sé, più consapevole anche nei confronti del mondo che lo circonda.
E anche Lisa ha le sue zone d’ombra.
E mentre Harald la spiazza e la provoca, Thorger la conquista giorno dopo giorno, con la sua presenza, nonostante i suoi sbalzi d’umore, nonostante il suo fuggire, nonostante i suoi demoni interiori, nonostante sia riservato come dietro un vetro.

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Ogni giorno che passa i due ragazzi si avvicinano sempre di più.
Tra dolorosi ricordi che affiorano da un passato che si credeva superato, tra segreti sussurrati con il cuore che batte a mille, tra lacrime sfuggite al controllo e notti dolci e confortanti.

Mi  fece  scivolare  tra  le  sue  braccia,  piano,  come  per assicurarsi  che  capissi,  che  non  scappassi;  non  ci  mise  la minima  forza.  Non  avevo  alcuna voglia  di  fuggire!  Volevo soltanto  essere  cullata  come  una  bambina,  in  quel momento avrei  voluto  avere  di nuovo quattro anni. Poi,  quando  mi  rannicchiai  di  schiena  contro  di  lui,  lo sentii  trattenere  il  respiro  un  istante […].

Il  suo  torace  mi  sembrò  ampissimo,  un  porto  in  cui potevo  ripararmi dal  naufragio.

Mi  strinse  un  po’  più forte,  ma  con  delicatezza,  come  se  avesse  paura  di  farmi male.

“Non  voglio  parlarne!”  misi le  mani  avanti.

“Dormi un po’!”  sussurrò.

Stavo  per  ribattere  che  non  sarei  mai  riuscita  a  dormire, ero  troppo sconvolta.

“Ti tengo!”  aggiunse.

E  rimasi  senza  parole,  quindi  restai zitta,  me lo  dissi  solo nella  mente.

Era  proprio  ciò  di  cui  avevo  bisogno:  che qualcuno  mi  tenesse  per  non  farmi  cadere  in  quel  baratro!

Restai  in  silenzio  ad  ascoltare  il  rumore  dei  respiri  di Thorger, il  calore  del  suo  corpo,  la  tenerezza  con  cui  mi teneva  e  mi  venne  di  nuovo  da  piangere,  ma  per  un  altro motivo,  che  non  capivo  del tutto,  forse  perché  era  bello  e io  non  mi  meritavo  bellezza,  né  gentilezza,  in  quel momento.

Poi  ci  fu  il  rumore  della  pioggia,  dapprima  lento,  poi  più forte.  Pregai  che  quell’acqua  lavasse  via  anche  i  miei peccati.

Erano  passati  tanti  minuti,  forse  quasi  un’ora.  Continuava a  piovere.

Lui  era  immobile,  probabilmente  si  era addormentato.

“Grazie…”  mi uscì.

Una storia intensa, che mi ha catturata e coinvolta sin dalla prima riga.
Ho riso e mi è anche scesa una lacrima a un certo punto.
Straziante, commovente.
Le emozioni come carta vetrata sulla pelle scorticata.
Ogni parola perfetta.
Ogni parola sembra scandita dal battito del cuore.
È una storia intensa e divertente, le emozioni si susseguono veloci, scivolano, bruciapicsart_11-02-07-22-35no, si imprimono nella mente, nel cuore, sotto pelle, nelle vene.

Come il legame che si crea tra Lisa e Thorger.
Un incastro perfetto.
Che entra dentro come una coltellata.
Di cui non si può fare a meno.
Che diventa indispensabile come respirare.
Che diventa esso stesso ossigeno.
Due anime doloranti, acciaccate, stravolte dalla vita stessa e dai propri tormenti interiori che trovano una ragione per rinascere l’uno nell’altra.
Basta uno sfiorarsi, un impercettibile tocco e il mondo assume una nuova tonalità, sempre più luminosa.

C’era  qualcosa in  lui ,  che  a  volte riuscivo  a  intravvedere  tra  un  battito  di  ciglia  e  l’altro, come  qualcosa  nei  suoi  occhi,  un  gioiello,  qualcosa  di bello  ma  triste,  che  mi  faceva  venir  voglia  di  scoprire  il suo  segreto.  Forse  non  ce  n’erano,  non  tutti  erano  come me.

E la speranza inizia a battere forte nei loro cuori.
Forse è possibile se non dimenticare, almeno superare il passato e tutto il dolore che è racchiuso nelle sue profondità.
Nonostante le ferite.
E i segreti.
Perché sia Lisa che Thorger nascondono un segreto.
Un segreto che potrebbe dividerli o forse unirli ancora di più.
E non si può dimenticare Harold.
Spesso l’apparenza inganna e anche lui potrebbe non essere quello che sembra.

Tre ragazzi diversi e simili allo stesso tempo.
Giovanissimi ma segnati dalla vita.
Alla ricerca di risposte e di se stessi.
Alla ricerca di calore umano, di conforto, di una possibilità di rinascita e riscatto.
Tre combattenti nati.
Che ogni volta che sono stati gettati a terra, si sono rialzati.
Tra mille sforzi, con mille ferite, ma sempre in piedi.
E la musica come ancora di salvezza.
A cullare ogni pensiero.
A far battere i loro cuori.
A guidare i loro passi.

Una storia che lascia un’impronta indelebile nel cuore, che marchia a fuoco, così intensa da sentire le sensazioni dei protagonisti  vibrare come la melodia di una canzone suonata come se non ci dovesse essere un domani.
Una storia che regala emozioni una dietro l’altra.
Una storia a cui dire arrivederci non è stato facile (non so cosa avrei detto se non ci fosse il seguito già presente 😉 ).
Una storia che mi è piaciuta molto anche per il suo essere a due voci.
Una storia che emoziona e per questo vi consiglio di leggere.

Serenella 🙂

Il mio giudizio:

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Recensione di: “Un certo tipo di tristezza” di Sara Gavioli

Domandina per voi Notters,

sapreste meglio definire una persona “strana”? Sara Gavioli ci riesce. Con “un certo tipo di tristezza”, l’autrice ci porta nella mente e nella vita di Anna, una ragazza.. Strana. Straconsigliato, carissimi, a tutti quelli che spesso vengono fraintesi o incompresi 😉

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TITOLO: Un certo tipo di tristezza
AUTORE: Sara Gavioli
EDITORE: Inspired Digital Publishing
DATA PUBBLICAZIONE: 24 Febbraio 2016
FORMATO: eBook
GENERE: Romanzo generale, romanzo di formazione
PAGINE: 350
PREZZO: € 1,99
LINK DI ACQUISTO: qui

SINOSSI

Convinta che il mondo lì fuori la rifiuti, Anna decide di chiudersi in una tana fatta di incertezze e fragilità. Un giorno, però, un’opportunità inaspettata la trascina in quello che impara a considerare il suo ambiente naturale: una casa isolata in montagna, con accanto un paesino in cui ogni persona ha una storia.

Sarà in particolare una di queste storie, sigillata fra le pagine di vecchi diari ingialliti, che la porterà ad interrompere la sua staticità, le sue incessanti riflessioni ed i suoi dubbi ed incertezze, spronandola a reagire per cominciare, finalmente, a camminare con le proprie gambe.

RECENSIONE
***ATTENZIONE,POSSIBILI SPOILER***

Essere strani è spesso una condizione non meglio definibile, almeno in termini popolani. “È.. strana” e basta. In termini clinici probabilmente esiste una definizione più specifica per diverse forme di stranezza, ma Anna, la protagonista, non se ne preoccupa. Sa di essere strana, genericamente, ma nello specifico non è ben chiaro in cosa. È diversa, è solitaria, la sua mente lavora in modo diverso da quelle degli altri.

Impiega dieci anni per laurearsi e terminati gli studi non ha la più pallida idea di cosa fare, della sua vita, come lavoro, con il suo monolocale, con i genitori, con le persone, con la vita. Le basterebbe fumare una sigaretta dietro l’altra e accumulare cose sulle sedie e nel lavello.

“Avevo deciso. O meglio, qualcosa in me lo aveva fatto. Non ero sicura. Forse ero solo autistica.”

Tanto che quando arriva un occasione quasi non ci crede. Inizialmente non le viene descritto l’impiego nello specifico, capirà cosa fare e come farlo solo dopo. Custode in una grande casa, la cui unica inquilina è venuta a mancare da poco.

Con l’aura di mistero insita di questo compito, Anna si trova catapultata nel suo impiego ideale quasi senza accorgersene. Le viene mostrato cosa fare, c’è un libricino con tutte le indicazioni da seguire, in caso di neve, se manca la luce, per i topi. La casa è isolata, il paesino a diversi minuti di strada a piedi, spesso manca la luce, poi torna, da se. Un’avventura in piena regola.

La dispensa è piena, il mazzo di chiavi sul tavolino in ingresso, per non perderlo.

In un ripostiglio, dentro ad un baule, i diari della signora che abitava la casa. Sul fondo una chiave che apre la porta della vita di Rachele.

Così pagina dopo pagina, le storie di Rachele e di Anna si intrecciano, scandite dai capitoli, dagli anni che la giovane Rachele passa da sola, con i suoi gatti, in quella casa, prima incinta e nascosta, poi mamma a cui viene strappata la sua bambina, che non vedrà più, dal padre della piccola, che deve tenere la donna nascosta, dall’opinione pubblica.

Ogni esperienza, ogni scoperta, ogni sfida per Anna è un nuovo modo per sentirsi diversa dagli altri, mai compresa o accettata, come Rachele.

“«Che strano», commentavano tutti ogni volta, quando dicevo che vivevo per conto mio. Avevo insistito per passare lì la prima notte da subito. Non c’era ancora corrente, il contratto andava finalizzato. Avevo portato con me un sacchetto pieno di candele; ero rimasta sveglia a fissare le fiammelle incerte, avevo pianto fra le mani per salutare la novità nella mia vita. Ero sola. Finalmente.”

Alti e bassi, la prima passeggiata verso e dal paese è una sfida insormontabile, e le persone, quelle venti persone che abitano lì, sono decisamente troppe personalità, e troppo poche perché possano ignorare la nuova ragazza. A volte è davvero troppo per Anna. E allora lei corre di nuovo verso se stessa, si chiude attorno all’anima le coperte rosa della camera che ha scelto nella grande casa isolata ed è di nuovo buio e silenzio.

“Non volevo che qualcuno si preoccupasse. Volevo secernere un liquido vischioso che mi avrebbe creato un bozzolo intorno, chiudermi dentro e lasciare il cellulare spento. Fuori il cielo non smetteva di cadere.”

E c’è Lidia, unica amica dopo davvero tanto tempo. Lavora nel bar in paese ed è strana anche lei. Sono anime affini e si comprendono, c’è la voglia di salvarsi a vicenda. Solo che tutto sta per finire, ad Anna è stato detto cosa fare da Novembre a Febbraio.. E dopo? Proprio quando la depressione più nera incombe sul futuro della trentenne, arriva una seconda occasione che riserverà la sorpresa di conoscere l’autrice dei diari che le hanno tenuto compagnia per settimane: Rachele è viva, aveva voluto evadere, fuggire. Dopo anni passati rinchiusa, sola, con la nipote come solo svago e vista sul mondo esterno, la donna aveva detto basta ed era partita, con l’aiuto dell’unica parente rimastale accanto.

Dalla nipote appunto, Isabella, stessa datrice di lavoro per questo primo incarico arriva la proposta “vuoi conoscerla?”. E così Anna parte di nuovo, non più verso una casa vuota e un ricordo doloroso, ma per andare incontro ad una persona anziana e stanca di nascondersi al mondo.

Lidia ha tentato di salvare Anna, riuscirà ora Anna a salvare Rachele?

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La tecnica di scrittura adottata da Sara Gavioli, autrice di “Un certo tipo di tristezza”, è a dir poco sorprendente. Frasi brevi, concise, estremamente espressive e illuminanti su come il personaggio di Anna vive la sua condizione di “stranezza”. Una piacevole avventura questo breve romanzo, di cui ho personalmente apprezzato lo stile e la particolarità dello stesso. Estremamente consigliato a chi si guarda allo specchio, si riconosce solo a volte, ma ognuna di quelle si chiede cosa manca.

Francesca 🙂

Il mio giudizio:

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Recensione di “Tutto questo o nulla” di Mari Thorn & Anne Went!

Ciao Notters,
arrivo anche a metà settimana a farvi compagnia (o a rompere le scatole, dipende dai punti di vista!) con una nuova recensione.
Una recensione a cui tengo tantissimo perché si tratta di un romanzo a cui tengo tantissimo di due autrici alle quali tengo tantissimo insomma è una recensione che mi emoziona a trecentosessanta gradi. Una recensione di un grande libro, di due grandi scrittrici. Una recensione che spero possa trasmettere almeno la metà delle emozioni che ha regalato a me. E’ “Tutto questo o nulla” di Mari Thorn & Anne Went.

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TITOLO: Tutto questo o nulla
AUTRICE: Mari Thorn & Anne Went
EDITORE: Self-Publishing
DATA PUBBLICAZIONE: 08 Febbraio 2016
GENERE: Romance
FORMATO: eBook
PAGINE: 167
PREZZO: € 2,99 (Gratis su Kindle Unlimited)

 

 

SINOSSI

Noah è un vigile del fuoco. Un lavoro aspro che lo costringe a non lasciarsi sopraffare dalle emozioni, ma dentro è segnato dalla guerra che gli ha lasciato più cicatrici di quante non ne abbia sulla pelle. Noah conosce solo un modo per vivere, il suo. Non pretende che la sua filosofia vada bene a tutti, pretende di essere lasciato libero di decidere per se stesso.
Carrie è la sua donna, o almeno lei si considera tale anche se lui non le ha mai promesso nulla più di quello che le ha dato fin’ora. Però Carrie non è come immagina lui, Carrie è esattamente come tutte le altre donne e vuole di più. Lo implora di accompagnarla da una consulente di coppia e Noah non riesce a trattenere il suo fastidio. Come è possibile che la donna con cui divide quei pochi momenti di vita fuori dalla tensione, non abbia capito che per lui tra uomo e donna deve esserci esclusivamente un dare e avere, onesto e senza alibi, fatto sì di rispetto ma limitato ad un sesso soddisfacente e appagante? Eppure la segue in quello studio così accogliente e formale dove li attende Lillian.
Lillian sa tutto sull’amore, sulle sue crisi, le sue debolezze, sa come riconoscere i segnali di allarme di un rapporto ormai logoro e sa cosa dire e far dire per provare a ricostruire.
Lillian. Noah. Lillian e Noah, e Carrie, che vuole costruire qualcosa che abbia un futuro. Ma quale futuro visto che Noah non crede nel futuro? Quale futuro se Noah tenta da sempre di dimenticare il passato? Per Noah esiste solo il presente.
Ma allora perché un uomo che nega ogni legame, che rifiuta ogni coinvolgimento, si ritrova a preoccuparsi per un ragazzino che ha perso tutto nell’incendio della sua casa? E perchè quella donna affascinante quanto insopportabile diventa la sua ossessione?
Lillian e Noah. Noah e le sue contraddizioni, Lillian e le sue paure.
Tra di loro si accenderà qualcosa a cui entrambi faticheranno a dare un nome. Qualcosa di tanto forte da non poter essere ignorato. La vita li metterà davanti a scelte spesso sbagliate, ma la passione li unirà nonostante le distanze, anche se il cuore faticherà a capire cosa li tiene vicini. Uniti e divisi fino al giorno in cui dovranno decidere se per tutto questo vale la pena di buttarsi nelle acque scure del futuro.
Un tuffo nell’ignoto, in un amore mai provato prima da entrambi, tanto spaventoso quanto inevitabile.

RECENSIONE
***ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER***

E’ una storia particolare quella di Noah e Lillian, i due protagonisti di “Tutto questo o nulla”. Una storia calda, piena, estrema.
La storia di un amore intenso, estenuante, tanto profondo quanto difficile.
Un amore che nasce per caso, un pomeriggio, quando Carrie e Noah fanno il loro ingresso nel studio di Lillian.
Lillian è una  consulente di coppia, una donna sicura, una di quelle convinte di avere la verità in tasca e di poterla vendere senza troppi problemi. Una donna che ama il suo lavoro, che crede in quello che fa e che concentra sulla sua professione gran parte della sue energie.
imagesLillian è bella, ma non di quelle bellezze statuarie né di quelle da copertina. Non ha il viso di porcellana, né grandi occhi azzurri e tanto meno un corpo da favola. Una bellezza particolare: il viso spigoloso, due bottoni neri a illuminarle il volto e una criniera scura a incorniciare quegli spigoli che presto saranno protagonisti dei sogni di Noah.

Questo primo incontro è l’emblema di quelli successivi, un mantra che si ripete ogni qualvolta i loro sguardi si incrociano.

Noah non la sopportava e Lillian forse anche peggio. Si sfidavano, continuamente, a suon di offese velate e di sguardi velenosi.

Noah non era un tipo facile, non nascose né a lei né alla sua fidanzata, Carrie, il disappunto di trovarsi in quel luogo, a raccontare i fatti suoi ad una sconosciuta alla quale non importava proprio un bel niente se il loro rapporto di coppia funzionava oppure no. Non sopportava il fatto che qualcuno potesse entrare nella sua testa, non più.
Non sopportava la saccenteria, né quella aria convinta e supponente di Lillian, quello sguardo indagatore che sembrava leggergli dentro… e sembrava riuscirci bene, troppo bene per lasciarla andare avanti.

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Noah è un vigile del fuoco, un ex militare. “Ex” si fa per dire, dopo aver visto l’orrore della Guerra non smetterà mai di esserlo, nell’anima sarà sempre un miliare; col suo gelo, la sua freddezza, la sua lucidità, quel tentativo di indifferenza, quella forza e quella sconfinata stanchezza celata da due occhi che brillano, forse per la paura.
Inutile girarci intorno, Noah è bello; dannatamente, maledettamente bello.
Il corpo scolpito, non solo dai muscoli ma anche dai tatuaggi, tante fotografie istantanee impresse sulla sua pelle come scatti convulsi di una polaroid. Gli occhi profondi ma distanti, occupati a nascondere chissà quale doloroso segreto.

Un inizio, tra i nostri protagonisti, di quelli che non definirei esattamente rose e fiori. Violento, spietato, passionale. Proprio come quello che provano l’uno per l’altra.
Noah e Lillian odiano.
Odiano sé stessi per quello che sentono nascere dentro e si odiano reciprocamente per ciò che rappresentano.
Noah e Lillian combattono.
Combattono contro la passione che li divora e per poter stare insieme.
Noah e Lillian amano.
Amano ciò che diventano quando i loro corpi si sfiorano e si amano, non volendolo ammettere neanche a loro stessi.

Si cercano, facendo credere al mondo di non volersi trovare.
Si baciano, incolpandosi l’un l’altro per quel gesto folle.
Si sfidano, senza tregua, senza rinunciare ai colpi bassi, solo per poter dire di aver attaccato per ultimi.
Ma la verità è che si vogliono, senza “se” e senza “ma”. Si vogliono contro ogni aspettativa, contro ogni regola, contro ogni logica.

Si vogliono al punto da rincorrersi ma hanno paura, tanta da lasciarsi andare.
Noi però lo sappiamo che in amore non esiste formula, né ragione e per Noah e Lillian non sarà diverso.

Si incontreranno una mattina, sul treno della metropolitana, diretti ognuno verso la propria vita, sulla propria strada. Una strada che non permette deviazioni, almeno finché i loro sguardi si incrociano.

“«Potremmo incontrarci qui tutti i giorni. Solo pochi minuti.»
«Tutti i giorni?» Stavolta trova il coraggio di alzare gli occhi che scintillano, pieni di sfida e d’incredulità. Ne approfitto di nuovo. La mia bocca è sulla sua, troppo stupita per riuscire a serrarsi in tempo. Il suo sapore è di caffè e menta e di un qualcosa che non riesco a definire ma che mi arriva dritto al cervello e lo manda in tilt. Siamo sulla metro, in mezzo a decine e decine di persone, è fidanzata, eppure l’unica cosa a cui riesco a pensare è che la voglio, come mai nessuna prima. Mi stacco, e resto fermo a un soffio da lei. Incrocio i suoi occhi. Dentro c’è sconfitta e sconcerto. «Pochi minuti… a te basterebbero, Noah?» Lei sa che non bastano, ma mi attacco alla speranza come un naufrago si tiene alla zattera persa tra le onde. «Lui ti ha sempre. Può toccarti, guardarti nuda, passarti la spugna sulla schiena mentre fai il bagno, sprofondare dentro di te ogni notte. Io ti chiedo solo i pochi minuti di una corsa in metro. Nient’altro.»”

E siglarono quel folle accordo consapevoli che l’indomani sarebbero stati lì e che quel giorno non avrebbero fatto altro che pensare alle sensazioni che facevano sentire vivo Noah, vivo come non lo era mai stato, rinato, guarito nel profondo, molto più di quanto lo avessero guarito quei medici dopo averlo trovato a brandelli tra le macerie di un esplosione in Iraq. Guarito nell’anima.

“Ho trovato una nuova droga, solo che stavolta ha il visetto appuntito a forma di cuore e uno sguardo che ti entra nell’anima e che vede bene, troppo bene. Non riesco a trattenermi. Le altre volte che mi succede cerco di essere rispettoso, solo che oggi non ho voglia dei calzini di Colin, ho voglia di trattenere lei e il suo profumo tra le mani. Mentre le porte si aprono la attiro a me. Sono rude, non ho alcuna grazia. Saccheggio la sua bocca, le mordo un labbro e la sento sussultare quando il suo sangue scivola sulla mia lingua. Sono euforico, ora mi sentirà ancora a lungo. Lillian si stacca e tampona la piccolissima ferita con il suo fazzoletto mentre scivolo via dal treno, eccitato e pieno di sensi di colpa.
Mi giro in tempo per intercettare il suo sguardo mentre il treno si allontana. Ha il fazzoletto sulle labbra ma potrei giurare che sta sorridendo.”

Lillian è la sua droga, la sua medicina, il suo perché, il motivo per respirare, la ragione per alzarsi la mattina e salire su quel vagone sopportando il dolore di vederla andare via. Ogni maledettissima mattina.

Noah è per lei la vita, la fiamma, il fuoco. L’entusiasmo, il sorriso sulle labbra.
Le sua mani sono ancore, il suo odore è casa, i suoi baci energia: linfa vitale.

Andò avanti per un po’, cercarono di farsi bastare quei pochi minuti insieme, dovevano farseli bastare perché non avevano alternative.
Ma un giorno qualcosa cambiò, una mattina quei dodici minuti sul treno non furono abbastanza.

“Non mi sazio mai di lei. Il letto sfatto di una pensione a due stelle è diventato il mio paradiso. È paradossale che un diavolo come il sottoscritto possa sentirsi in estasi, eppure è così. Vorrei avere il dono dell’eloquenza per saperle dire nel modo giusto che questo è il momento più felice e terribile della mia intera vita.

 

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Assorbo Lillian come una spugna con l’acqua, la faccio penetrare sotto pelle, imprimo le sue forme nelle mie mani. Mi porterò dietro tutto questo quando non ci sarà più. Ora non mi fermo, non le do pace e lei non la dà a me.

Ci distruggiamo l’un l’altro amandoci come solo gli amanti disperati sanno fare. Lillian mi stringe accasciandosi. Mi tiene così stretto che non potrei scivolare via da lei neanche volendo. Tanto non voglio. Resterei così fino alla morte.
Non riesco a dormire. Ad occhi chiusi ascolto il respiro di Lillian che si fa sempre più leggero. Il leone che c’è in me continua a ruggire, non è ancora sazio e riesco a tenerlo calmo solo con un estremo sforzo di volontà.  Un orologio mi ticchetta in testa. Non c’è tempo. Tutto, ora e subito. Lillian dorme tranquilla, per lei questo è un inizio, per me il contrario.
Vorrei poter rimanere, cullarla per tutta la notte e domattina ricominciare da capo, ma cosa otterrei? Inutile stringere ancora di più le catene che ci legano, impedirle di proseguire una vita che ama.
Crede di volermi ma quello che la acceca è il desiderio, altrimenti vedrebbe che non c’è niente da amare in uno come me. Se rimanessi finirebbe per accorgersene ben presto, esattamente come sta accadendo a Carrie. La osservo in silenzio, i lunghi capelli scuri sparsi sul cuscino, i seni che spuntano maliziosi dal lenzuolo che le si è attorcigliato lungo le gambe snelle, il sesso appena nascosto dal cotone. Dio come farò a fare a meno di lei? Un passo dopo l’altro, come un condannato nel miglio verde, mi rivesto in silenzio e scivolo fuori dalla camera e dalla sua vita.
So già che al risveglio mi odierà, ma posso sopportarlo se so che è felice. L’anello di fidanzamento che le circonda l’anulare ne è la prova. Io non sarò mai l’uomo giusto per lei, per milioni di motivi, uno sopra tutti: sono un vigliacco. Ho paura di amare e di soffrire di nuovo, e scappo finché mi sento in vantaggio, ma mai come ora questa sensazione mi sfugge.
Mi violento e chiudo la porta dietro di me, lascio che il sonno la culli al mio posto.
Esco all’aperto dopo aver lasciato una lauta mancia al portiere di notte perché le faccia trovare la colazione sulla porta. Mi allontano da quel posto e da lei e non mi guardo indietro, anche se ogni metro mette un macigno sul mio cuore e un’altra tacca, la più meschina, sulla mia coscienza da quattro soldi.”

Passò più di un anno da quella mattina. Da quella dannata mattina in cui Noah lasciò Lillian in quella squallida camera.

Un anno dopo Lillian era sposata (sposata e basta, senza vezzeggiativi, superlativi assoluti o relativi). Sì, portava una fede al dito… e un’altra nel cuore.
Noah era solo, o quasi. Nessuna donna a fargli compagnia, va bene qualcuna nel suo letto ogni tanto ma nessuna nella sua vita e tanto meno nel suo cuore. Nessuna sopo Lillian. Nessuna ne era degna, nessuna aveva il suo odore né la sua pelle. Nessuna quelle forme che si adattavano così bene alla sue mani. Nessuna aveva i suoi spigoli.

Un anno di esistenza, un anno in meno di Vita… fino a quel giorno.
Il giorno in cui, per caso o per fortuna, Lillian si ritrovò nello studio di Tosca, una bravissima tatuatrice che scoprì essere anche la sua, quella di Noah. Scorrendo le foto dei suoi lavori sul tablet, lo vide. Quel tatuaggio. Quall’angelo dai capelli neri ed il suo nome impresso indelebilmente sulla pelle. Era lui.

…Si ritroveranno? Lillian rimetterà in discussione tutta la sua vita per lui, per loro? Noah sarà finalmente pronto ad amare e lasciarsi amare? Il loro amore sarà sufficiente?

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Non vi svelerò come prosegue la storia, non posso farvi questo! Vorrei eh, ma non posso; sarebbe un dispetto troppo grande.
E’ una storia che va letta, che DEVE essere letta. Una storia che non può essere raccontata, nella quale dovete perdervi e lasciar correre le emozioni.

Un capolavoro. ❤
Ecco cos’è. Un libro che ti consuma, ti logora, ti distrugge. Un libro che scatena rabbia, dolore, un senso di inadeguatezza.
Un libro che detesti e che ami incondizionatamente.
Una storia intensa, cruda, brutale.
La storia di due anime affini spaventate dall’essere in fondo troppo simili. Due personalità diverse ma complementari. Due cuori ed una sola anima. Quella che senti squarciarsi in alcuni passaggi di questo libro e quella che senti leggera, quando in lacrime leggi la parola “Fine”.

Mari ad Anne hanno fatto un qualcosa che non so descrivere, non mi bastano le parole, non ne conosco abbastanza.
La loro scrittura è meravigliosamente coerente, ricercata e curata nei dettagli.
La banalità? Queste due autrici non sanno cosa sia.
Molto particolare anche la scelta della narrazione, che alterna la prima e la terza persona oltre ai due punti di vista dei protagonisti. Caotica dite? Forse, per chi non scrive come loro.

L’ennesima conferma della sconfinata bravura di queste due folli amiche, il primo romanzo a portare il loro nome per esteso… “ci hanno messo la faccia” e io posso solo dirvi che hanno fatto bene e che se era una scommessa, per me, hanno sbancato.

“Chi lo dice che l’amore è per forza gioia, serenità, leggerezza?
L’amore è bisogno, necessità, presenza. (cit.)”

Julie. ❤

Il mio giudizio:

voto-ottimo

Recensione di: “Riparto da zero (ma con te in mente)” di Elisa Liliana Locatelli

Ciao Notters,
eccomi qui, come promesso, a raccontarvi la storia di Michele, o meglio, il proseguimento della sua storia. (Non continuare a leggere se ti sei perso la recensione di “Un nuovo inizio).
Lo avevamo lasciato a pezzi, un uomo distrutto, finito. Un uomo che si è visto scivolare tra le mani l’amore della sua vita, che ha perso il motivo della sua esistenza e la sua energia.
Un uomo con tanto amore da dare e nessuno a cui donarlo.
Ricominciamo da qui… ❤

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TITOLO: Riparto da zero (ma con te in mente)
AUTRICE: Elisa Liliana Locatelli
EDITORE: Self-Publishing
SAGA: The power of love #1
DATA PUBBLICAZIONE: 13 Settembre 2015
GENERE: Rosa erotico
PAGINE: 72
FORMATO: eBook
PREZZO:  € 0,99

SINOSSI

Michele è un uomo finito.
Ha perso l’amore della sua vita, Aslinn. No, ella non è morta, ma semplicemente si è innamorata di Christopher Nocci, un giornalista che Michele stesso le ha presentato.
Donna dopo donna, Michele continua a cercare Aslinn in ognuna di loro, continua a lottare per riaverla con sé.
Ma cosa succederà quando scoprirà che la sua bella è incinta? Riuscirà a superare la cosa? Come reagirà? E soprattutto il suo cuore riuscirà a riprendere a battere?

RECENSIONE
***ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER!***

L’alcool. Il bancone di un bar. Le luci soffuse. Gli occhi stanchi e i loro profumi. Quei profumi costosi che si mettono prima di uscire consapevoli che qualcuno odorerà la loro pelle. Quei profumi che sono un richiamo ed una via di fuga. Michele passa così le sue nottate, dorme poco o forse niente, rimorchia donne nei locali, donne che non aspettano altro e si gettano ai suoi piedi, lui da loro quello che cercano e per qualche ora si rifugia nei loro corpi, cercando di allontanare l’immagine della sua amata Aslinn, la stessa immagine che è costretto a richiamare alla mente per provare piacere.

“Scossi appena il capo e portai la mano al viso, scoppiando a piangere disperato.
La punizione più grande di quando si ama qualcuno è vedersela portar via come se niente fosse, come se tutto ciò che c’era stato non contasse niente –sebbene sapessi che ciò che noi avevamo avuto era stato per lei importante- ma io l’amavo e auomo-in-lacrime-sulla-statale-16.jpgvrei continuato a farlo, anche se ormai apparteneva ad un altro uomo.
«Dio, Michele: sei patetico.»
Scossi il capo, mi asciugai le lacrime e riposi la foto, poi andai in bagno e mi pulii la mano, pronto a rassettare anche la stanza.
Era la prima volta che piangevo per una donna.”

La sua assenza lo stava consumando, la ex moglie se ne era andata: aveva abbandonato suo figlio Giacomo senza nessun preavviso e lui non riusciva a scuotersi dal dolore di aver perso la sua As. Non riusciva a reagire, a trovare una nuova ragione, anche andare al lavoro era diventata una tortura, specialmente dopo aver sorpreso “la sua donna” e quel Nocci fare sesso nell’ufficio in cui fino a qualche tempo prima stavano insieme.
I giorni passavano inesorabili ma il suo tormento rimaneva invariato fino a che, una mattina, accompagnando Giacomo a scuola vide davanti a lui uno spiraglio di luce…

Mi voltai e vidi Milena, la supplente dell’insegnante di Giacomo.
«Signor Lombardo.» Mi salutò con un dolce sorriso.
«Signorina Baldini.» 
Mi guardò qualche istante e si morsicò il labbro inferiore, come se fosse dispiaciuta per qualcosa.
«Sta bene?» Domandò sfiorandomi il braccio destro con la sua mano.
«Sì, benissimo.» Risposi. «Non si vede?»
«A dire il vero, scusi se mi permetto, ma sembra un uomo a pezzi.»
«Forse perché è ciò che sono.» Dissi dopo qualche istante di silenzio guardandola negli occhi, stupendomi io stesso di ciò che avevo appena ammesso.
«Si vede, sa?» 
Mi strinsi nelle spalle e passai la mano tra i capelli, scompigliandoli appena.
Non avevo un bell’aspetto, ne ero pienamente consapevole: puzzavo d’alcool, avevo la barba sfatta di tre giorni, grosse occhiaie e i vestiti non erano stati stirati.
Aslinn mi aveva davvero ucciso, con quella notizia. Chiusi gli occhi e dovetti appoggiarmi alla ringhiera dell’edificio scolastico per non cadere.
«Signor Lombardo? Mi sente?» Domandò Milena.
Aprii gli occhi e mi resi conto che erano lucidi. Annuii lentamente e tirai su col naso, poi mi schiarii la voce.
«Sì. Mi scusi. Non è una bella giornata.» Mormorai.
«Eppure siamo solo all’inizio.» Scherzò timidamente, le gote che si arrossarono.
La guardai e non potei non sorridere: il suo scherzare così timido ed innocente erano semplicemente angelici. Piegai il capo di lato e la guardai qualche istante.
«Quanti anni ha?» Domandai. «So che non si dovrebbe chiedere a una donna, ma sono curioso.»
«Ne ho venticinque.» Rispose arrossendo ulteriormente.
Gemetti: aveva la stessa età di Aslinn. Inspirai profondamente e passai la mano sul viso, per poi guardarla.
«Gradirebbe uscire a cena con me?» Domandai improvvisamente, stupendomi io stesso della richiesta: che diavolo avevo in mente?

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Milena era bella, di una bellezza diversa da quella della donna che gli aveva strappato il cuore.
Era pura, di una purezza che faceva quasi male.
Era buona e dolce, il suo sguardo innocente, i suoi sorrisi ingenui e le sue gote scarlatte in un battito di ciglia.
Era acqua fresca sulle ferite ormai logore di Michele.
Era il ritratto dell’innocenza.

Uscirono insieme quella sera, e indovinate un po’? Sì, la portò all’Indeciso, e purtroppo sì, incontro Aslinn e finirono ovviamente a litigare e così lui lasciò il locale nuovamente a pezzi dopo averla avuta vicina. Era arrabbiato, la odiava oramai, la odiava per quel che non era riuscito ad avere, la odiava perché lo aveva cancellato in pochi mesi, la odiava perché quella sera accanto a lei non ci sarebbe stato lui bensì quell’insignificante giornalista.
Milena capì che il motivo dei tormenti di quell’uomo tenebroso che tanto la affascinava aveva un nome ed era un nome femminile.

Non fu facile per la nostra insegnante avvicinarsi al cuore di Michele, ma lui doveva ammettere che la sua presenza era un balsamo per il suo cuore spezzato. Quando c’era lei il pensiero di Aslinn era più lontano e il suo ricordo meno doloroso.
Milena spazzava via la sua angoscia, si occupava di Giacomo mentre lui era al lavoro, lo aspettava, si sentivano spesso durante il giorno e lui capì ben presto che la sua presenza nella sua vita era diventata indispensabile: lo era il suo sorriso, le sue mani inesperte, i suoi sguardi che che lo facevano sentire importante come nessun’altro al mondo aveva mai fatto.

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Da questo momento in poi, Michele maturò la consapevolezza che anche lui poteva amare di nuovo, che la vita gli stava regalando un’altra occasione e quell’occasione si chiamava Milena.
Anche Michele avrà il suo “Nuovo inizio”, inaspettato, un fulmine a ciel sereno ma pieno. Pieno di gioia negli occhi, pieno di sorrisi sinceri, pieno di amore, di luce nel cuore, di speranza… ❤

A te che sei il mio grande amore ed il mio amore grande,
A te che hai preso la mia vita, e ne hai fatto molto di più,
A te che hai dato senso al tempo senza misurarlo,
A te che sei il mio amore grande ed il mio grande amore.

 

 

…Questo libro ci voleva! Avevo il cuore in frantumi ad immaginare Michele in quello stato, solo, con solo un mare di ricordi ad alimentare la sua esistenza.
Elisa Liliana ci ha regalato delle nuove emozioni, in contrasto per certi aspetti con il libro precedente: se nella prima storia ho sperato fino alla fine che Aslinn rinsavisse e capisse che Michele era l’uomo della sua vita (no Christopher non è affatto male in realtà!), dopo aver letto questo nuovo capitolo della loro storia, ho capito che non poteva esistere finale migliore di questo.

Una conferma questo nuovo lavoro di Elisa Liliana, una conferma dal punto di vista emotivo e anche stilistico. L’autrice scrive utilizzando un linguaggio semplice, diretto, che ti entra sotto la pelle.

…Ma se “Riparto da zero (ma con te in mente)” è il primo volume della saga “The power of love”, a quando il seguito? 🙂

Julie. ❤

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