REVIEW PARTY | Recensione di: “Come cerchi sull’acqua” di Isabella Vinci

Buongiorno, Notters!
Oggi il blog partecipa al rewiew party di Come cerchi sull’acqua di Isabella Vinci, una storia dolce e appassionante, dove arte e mistero si fondono, danzando insieme, ora stretti avvinghiati come due amanti, ora distanti e agguerriti come due combattenti nemici. Una storia che ti sfiora lentamente, che entra nella tua vita in punta di piedi e che poi, come un acquazzone improvviso di fine estate, ti travolge e ti mozza il respiro. Intensa da togliere il fiato, dolce da farti sognare, incalzante da tenermi sveglia la notte. Una storia che ho letteralmente divorato e che ho amato perché ha saputo regalarmi emozioni una dopo l’altra, sorrisi e anche qualche lacrima. E per me, per il mio modestissimo metro di giudizio, ogni storia che mi sa regalare un’emozione è una storia che merita di essere letta. E dire che con Isabella dovrei esserci abituata (questa è già la sua terza storia che leggo) e invece… ogni volta riesce a stupirmi, ad affascinarmi e a emozionarmi.


Titolo: Come cerchi sull’acqua
Autore: Isabella Vinci
Editore: self publishing
Genere: romance
Formato: ebook
Prezzo: 0.99 €
Data di pubblicazione: 25/09/20

SINOSSI

Un incontro casuale, destinato a cambiare per sempre la vita di due anime perdute nella Londra odierna.

Per colpa di un brutto incidente mentre inseguiva dei criminali, Johnathan, agente FBI, ha perso completamente la memoria. A fatica si costruisce una nuova quotidianità, lontana dalla precedente. Finché non incontra Claire, davanti a un quadro della National Gallery di Londra. Ha il suo stesso sguardo senza direzioni. Claire era un’artista, ma ha perso la capacità di dipingere per un terribile trauma emotivo che non riesce neppure a ricordare. Non possono fare a meno di avvicinarsi, di sfiorarsi con delicatezza, per paura di andare nuovamente in pezzi. Loro, troppo fragili, troppo spezzati dentro, si legano a livello profondo, senza neanche capire come sia possibile. La realtà è tuttavia una crudele signora e continua a tormentare entrambi, sotto le sembianze di una banda internazionale di ladri d’arte. Perché le vite di Claire e Johnathan erano intrecciate ben prima che si incontrassero. L’orologio, il cui tempo era rimasto per anni sospeso, ha ripreso a ticchettare. Johnathan ha iniziato a ricordare e Claire fa di tutto per dimenticare. Persino se significa dimenticarsi di lui.

RECENSIONE
***Attenzione possibili spoiler***

Ci sono storie che iniziano con la forza di un uragano devastante e storie che iniziano piano piano, lentamente, come una leggera pioggerellina estiva.
E poi ci sono storie che, sin dalla prima pagina, ti arrivano dritte al cuore e lì rimangono: a lungo, per molto tempo. Storie lievi come una dolce carezza, ma che lasciano segni indelebili… sull’anima. Storie che ti ammaliano dal primo istante, che si impossessano del tuo cuore, che te lo fanno quasi esplodere…e che, dopo il loro passaggio, non sarai mai più lo stesso. Storie fatte apposta per il cuore. Storie che sai perfette per te stesso. Storie che rileggeresti, per emozionarti ancora una volta. E le storie di Isabella, per me, sono tutto questo.

Ogni giorno alla stessa ora lei era lì. Ogni giorno sedeva sulla panca di legno
posizionata davanti a quel quadro e lo guardava. Era uno sguardo strano. Intenso. Spaesato. Perso. Ogni giorno alla stessa ora lei era lì. E lui aveva preso l’abitudine di osservarla.
Alla National Gallery passavano migliaia di persone.
[…] Centinaia di persone passavano nella sala degli Impressionisti. Eppure lui aveva notato lei. Forse perché il primo giorno che l’aveva vista, era un giorno particolare. Il cinque dicembre. L’anniversario dell’incidente.

Inizia tutto così.
Una ragazza dai capelli biondo oro, visibile come un faro nella notte, che ogni giorno, alla stessa ora siede davanti allo stesso quadro. E un uomo, che lavora come guardia nel museo, che la osserva affascinato.
Tra migliaia di persone lui ha notato lei.
Lui che si tiene lontano dalle persone.
Che ha eretto muri e barriere.
Che si è allontanato da tutto e da tutti.
Eppure ha notato lei.
Lei che sembra così spaesata, come un cervo davanti ai fari di una macchina.
Lei che, attirata da una qualche forza ancestrale, ogni giorno, suo malgrado, si ritrova lì, davanti allo stesso quadro. Non vorrebbe, eppure i suoi piedi la guidano fino a quella panca. Ogni singolo giorno.
Ma quel giorno è diverso.
È il cinque dicembre.
Una data che ha segnato entrambi.
Un anniversario di cui portano ancora i segni.
Un anniversario che, in qualche confuso e strano modo, sembra legarli.

Lei si fermò così improvvisamente che lui la travolse nella corsa. La prese in tempo, prima che cadessero entrambi. La lasciò andare e lei si voltò, sorpresa. I loro occhi si incontrarono per la prima volta.

Occhi neri dentro occhi verdi.
Uno sguardo che cattura, che calamita la tua volontà, il tuo cuore.
Senti la magia del momento, sei lì con loro.
Nel momento in cui i loro occhi si incontrano per la prima volta tutto quello che vi è attorno viene inghiottito. Sembrano esistere solo loro due.
Lo senti. Sulla pelle. Sotto pelle. Nelle vene.
Senti che dopo nulla sarà più come prima.
Senti un dolore sopito, soffocato, a tratti urlato, sotto la superficie.
Sai che non sono due anime leggere. Sai che hanno conosciuto il dolore, lo senti, lo percepisci.

John Smith, un nome comune per un uomo che non ha nulla di comune.


Un nome quasi per confondersi, per sfuggire ai fantasmi di un passato di cui non ha ricordo. Era un agente dell’FBI. E non lo ricorda. Cosa si prova a sentirsi raccontare la propria vita? A sentirsi dire chi è tuo amico e chi no, com’era il tuo rapporto con la fidanzata, gli amici, i genitori o i fratelli? A sentirsi dire chi eri tu. Prima dell’incidente. Prima del disastro. Prima che la tua memoria si sgretolasse. Chi sei? Chi sono? Penso che sarebbe il caos. Sarebbe frustrante. Al suo posto mi sentirei impotente e, molto probabilmente, arrabbiata, molto arrabbiata, con me stessa, con il mondo, forse anche con chi mi starebbe attorno. E quindi penso sia normale la reazione di John: tagliare i ponti con tutto e tutti, con la sua vita precedente all’incidente e andare altrove, per trovare una parvenza di equilibrio…forse per ritrovare se stesso.
Sono passati quattro anni dal quel maledetto 5 dicembre e John non ricorda ancora niente. È guarito nel corpo, a fatica, lottando e soffrendo, ma non ancora nell’anima.
È un’anima tormentata da un passato che non ricorda…un’anima spezzata.

«Ci sono molte cose che non ricordo. Il sorriso è una di quelle, ma non la più importante. Non ricordo il mio nome. Il volto di mia madre e di mio padre. Non ricordo di avere un fratello e una sorella. Non ricordo i miei amici. Non ricordo che lavoro faccio. Non ricordo se ho senso dell’umorismo, se ho qualche allergia, se ho degli strani feticismi. Non ricordo il mio primo bacio o la prima volta. Non ricordo nulla.»

Anche Claire è profondamente ferita e segnata dal passato, un passato che le provoca tremendi incubi la notte, che le ha impedito di prendere in mano il pennello, lei che tanto amava dipingere e disegnare. Anche nel suo passato c’è una macchia. Una macchia gigantesca che le ha inghiottito, fagocitato i ricordi di quella fatidica notte. Il suo cuore sanguina ancora dopo quattro lunghi anni.
Eppure…nel momento in cui incontra John… qualcosa sembra smuoversi dentro di lei, nell’aria attorno a lei, nella sua piccola bolla di sicurezza che tanto ha faticato per costruire.
Una piccola crepa.
In fondo c’è una crepa in ogni cosa, è così che entra luce.
E improvviso le torna l’impulso di disegnare. E il soggetto dei suoi disegni rubati è John.

È una follia. Entrambi lo sanno, lo sentono, ma non possono farne a meno, non possono opporsi a qualcosa che è più forte di loro.
Due sconosciuti profondamente, intimamente, irrimediabilmente segnati dal passato che si osservano, che si studiano e che, piano piano, si avvicinano…fin quasi a sfiorarsi.
Una forza ancestrale li spinge l’uno verso l’altra. Non riescono a sottrarsi ad essa. E forse non lo vogliono nemmeno! Sono due anime spezzate che stanno cercando di ricomporsi e stare vicino fa bene a entrambi… e ha scaldato anche il mio cuore di lettrice, una storia che, a mio modestissimo parere, fa bene all’anima 💕
C’è sempre stata una parola che per me ha un significato enorme e che, nei momenti duri, mi ha sempre confortato: resilienza.
La resilienza è la capacità di un materiale di assorbire un urto senza rompersi; in psicologia la capacità di un individuo di affrontare e superare un evento traumatico o un periodo di difficoltà.
E in questa storia così dolce, appassionata, dolorosa e al tempo stesso confortante (perché vi si legge un messaggio di speranza e di voglia di rinascita) vi ho visto tanta, tantissima resilienza.

Claire non è più un uccellino ferito, una bambola spezzata, un essere fragile e indifeso. Claire è una giovane donna che fa delle sue “fragilità“, delle sue zone d’ombra, dei suoi angoli oscuri un punto di lancio per riscattarsi, per ritrovarsi…per ritornare a respirare e a vivere. E lo fa con una grinta incredibile, affrontando se stessa nella battaglia più temibile che un essere umano possa affrontare. Lo fa per liberarsi delle catene che a lungo l’hanno tenuta imprigionata, lo fa anche per amore. Della verità, per sé stessa, per l’uomo che le ha ridato un barlume di speranza.
E John non è più l’ombra di sé stesso, l’uomo fantasma, il derelitto che cammina per inerzia, l’equilibrista su un filo appeso a chilometri di distanza dal suolo, senza alcuna rete di salvataggio. Diventa un uomo diverso, combattivo, pronto a tutto pur di salvare le persone che ama, che gli stanno a cuore. Diventa un’arma pericolosa.

Come cerchi sull’acqua è una storia di resilienza, di rinascita, di speranza. Una storia che mi ha tenuta incollata alle pagine e che ho divorato velocemente. Una storia iniziata quasi lentamente, che sembrava voler prendere una sola strada, la direzione di un amore che salva, che cura. A un certo punto, invece, verso il 33% di lettura mi sono stupita perché quasi tutto veniva svelato. Perché dovete sapere, ed è l’unica cosa che vi svelerò, che si parla di un mistero legato a dei ladri d’arte. Mi chiedevo appunto: e adesso che quasi ogni segreto è stato svelato cosa succederà? Non sapevo cosa aspettarmi. Ed eccolo arrivare un colpo di scena dietro l’altro, un ritmo più incalzante. Devo dire che la storia ha preso una piega inaspettata che mi ha lasciata davvero sorpresa, piacevolmente sorpresa, appunto perché mai l’avrei immaginato.
Uno sconosciuto dal passato di Claire fa la sua comparsa e tutto sembra precipitare da quel momento. Il passato di Claire torna da lei e sfonda la porta e ogni muro che la ragazza aveva innalzato a difesa. Gli argini cedono e crollano. Rimangono solo le macerie. Polvere e cenere.
Ma c’è John al suo fianco. Lei non è sola, non lo è mai stata fin dal primo istante, da quel cinque dicembre in cui i loro occhi si incontrarono per la prima volta.
Ma prima di poter stare insieme devono recuperare tutti i pezzi delle loro esistenze frantumate e rubate.


Si fissavano, occhi negli occhi.
Assorbivano l’uno la presenza dell’altra.
A Claire sembrò per un istante di tornare a respirare davvero, mentre lo osservava , con le gocce d’acqua che gli colavano sul viso e l’espressione concentrata su di lei. Johnathan aveva sempre avuto quella capacità, di guardare davvero.

Sembrava sprizzare vita da ogni poro e lei, avida ed egoista, ne assorbì ogni istante. Ne voleva di più, sempre di più.

Il colpo di scena finale mi ha spiazzato a dir poco. Sembrava una storia tranquilla e dolce, la storia di due anime spezzate che si sfiorano e che rinascono, aiutandosi a vicenda, e invece… Non è solo questo, ma molto di più!
Caccia al ladro, inseguimenti, rapimenti, oscure minacce, ombre che provengono dal passato, segreti svelati…e un amore lieve come una piuma che riscalda come lava incandescente. Una storia dolce e travolgente al tempo stesso, luce e tenebre che si scontrano e che si completano fino a raggiungere un equilibrio. Una storia emozionante che mi ha fatto scendere anche qualche lacrimuccia. Ci sono stati momenti in cui si poteva sentire sulla pelle l’angoscia di John, il suo tormento, l’esplosione dei suoi ricordi sparati all’impazzata e il dolore di Claire, il suo urlo disumano quando ha scoperto la verità, quando anche lei si è appropriata dei suoi ricordi.
Una storia a mio avviso ben costruita, fluida, scorrevole, e a tratti pura poesia. Molto curiosa l’idea di iniziare ogni capitolo facendo riferimento a un quadro, l’ho apprezzata molto, soprattutto la presenza di uno o due quadri che amo tanto.
Qualche errore di sintassi o di battitura purtroppo è presente e a volte ho dovuto rileggere la frase per capire la parola mancante, ma questo non mi ha impedito di emozionarmi tra le sue pagine. Qualche errore è recuperabile, la capacità di emozionare, invece, sempre secondo il mio modesto parere, è talento. E ogni volta le storie di Isabella riescono ad arrivare dritte al cuore.
Non vedo l’ora di leggere la prossima 😉

Serenella

Classificazione: 5 su 5.

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