REVIEW PARTY | Recensione di: “Il villaggio dei sussurri” di Arianna Colomba

Buongiorno, Notters!
Oggi è con grande piacere che il blog partecipa al rewiew party di “Il
villaggio dei sussurri” di Arianna Colomba, un fantasy dalle tinte
fosche, una storia che si perde in tempi lontani e che ci regala
un’emozione dopo l’altra.


Titolo: Il villaggio dei Sussurri
Autore: Arianna Colomba
Editore: self publishing
Genere: fantasy
Formato: ebook – cartaceo
Prezzo: 0,89€ – 8,32€
Data di pubblicazione: giugno 2020

SINOSSI

Doolway è la tipica cittadina in cui gli abitanti sembrano usciti dalle pagine di un libro e il tempo pare essere immobile. Per Sara e sua madre è il posto perfetto dove trasferirsi e sfuggire a un passato fatto di sangue e dolore.
Eppure, anche Doolway ha i suoi segreti e continua a mormorarli tramite i Sussurri, insinuandosi nella mente delle persone.
Chi sono i Guardiani? Qual è il mistero che nasconde il Villaggio? E perché i Sussurri continuano a tormentare Sara chiedendole una scatola dimenticata?
Tra domande e indizi, amicizie e amore, Sara dovrà affrontare una corsa contro il tempo che la porterà a fronteggiare i demoni del passato e sbrogliare il mistero che lega la sua esistenza a quella dei Guardiani.

Primo volume di una trilogia di libri autoconclusivi, Il Villaggio dei Sussurri saprà condurvi lontano, dalla realtà dei giorni nostri, fino alla scoperta di un mondo fantastico.

RECENSIONE
***Attenzione possibili spoiler***

Sarò sincera: all’inizio ero un poco incerta, diciamo pure anche prevenuta perché l’opera precedente di Arianna mi aveva convinta a metà. Però c’era una parte di me che, dopo aver letto la trama, era incuriosita. E non poco. Non sapevo cosa avrei trovato tra le pagine di questa storia e una parte di me fremeva all’idea di scoprirlo, mentre l’altra voleva andarci cauta. Cosa posso dire ora? Mi sbagliavo. Mi sbagliavo completamente, ero lontana anni luce dalla verità! Perché la verità è che ho divorato questa storia, anzi a un certo punto mi sono dovuta dare un freno perché altrimenti mi sarei persa le parti più interessanti. Ho dovuto rallentare la lettura quando, la sera, ero stanca ma avrei voluto continuare a leggere per sapere, per scoprire i misteri e i segreti di Doolway. Ho dovuto rallentare e prendere un respiro profondo prima di finire quella che si è rivelata essere una delle storie più curiose e appassionanti che ho letto negli ultimi mesi. Non sarà perfetta, infatti ho qualche domanda senza risposta e spero che ogni mio dubbio verrà chiarito nei volumi seguenti (non vedo l’ora di leggerlo!), ma è una storia che mi ha incuriosita, affascinata e ammaliata. Mi ha sussurrato all’orecchio, mi ha accompagnato in un viaggio ai confini del tempo e dello spazio, tenendomi per mano, a volte spingendomi bruscamente. È una storia che mi ha fatto arrabbiare…perché è finita (e l’ho finita!) troppo in fretta e non vedo l’ora di leggere come prosegue! Avrei continuato a leggere le avventure di Sara, Chris e degli abitanti di Doolway ancora per un po’, per un bel po’.

È una storia, secondo il mio modestissimo parere, ben riuscita, ben confezionata. Ti cattura fin dal primo istante perché senti che su Doolway aleggia una certa aria di mistero. Senti che ti manca una parte della verità, che Sara sta omettendo qualcosa di molto importante. Senti che Chris, Nathan e gli altri abitanti della cittadina nascondono qualcosa. Che la stessa famiglia Donovan nasconde un segreto. E tu vuoi scoprire quel segreto, lo vuoi con tutto te stesso. Non vedi l’ora di arrivare al punto focale, al momento in cui ogni nodo verrà al pettine e ogni segreto sarà svelato. La scrittura fluida, i dettagli sparsi a regola d’arte tra le pagine del libro, i misteri appena accennati, sussurrati, il desiderio di far chiarezza…tutto ti porta a voler continuare, a proseguire nella lettura. E devo dire che si è rivelata essere un’ottima avventura, una piacevole scoperta 😉

Tutto inizia con Sara e sua madre Donna che si trasferiscono a Doolway, un paesino sperduto chissà dove.


Doolway non è quello che si potrebbe definire un paesino interessante. Se non si presta particolarmente attenzione, si fatica addirittura a trovarlo sulle carte geografiche. Eppure , nonostante i suoi 6705 – cifra sottolineata con orgoglio dal cartello d’ingresso in città – abitanti, la cittadina è in continuo fermento. Il paese, o villaggio, come lo chiamano i locali, in passato vantava una forte affluenza turistica. La vicinanza ai siti di accoppiamento delle balene aveva fatto sì che fosse considerato luogo di interesse per gli amanti della natura. O almeno, lo era stato un tempo. (cit.). Con l’avanzare, però, della modernità il flusso di turisti si è mano a mano diradato, anche se il villaggio ha continuato a mantenere alto il proprio orgoglio cittadino e comunque chiunque passi da Doolway può ritenersi felice.

Le due donne vanno ad abitare nella vecchia casa dei nonni, morti qualche anno prima e dai quali si erano allontanate all’improvviso. Per quale motivo? E perché adesso sono tornate? Tutto all’inizio ruota attorno a queste due (all’apparenza) semplicissime domande, ma che, in realtà, sono molto dolorose. Nel passato di Sarà, infatti, ci sono dolore e sangue. Cos’è realmente successo tra lei e sua madre? Perché il loro rapporto si è così irrimediabilmente incrinato? Perché sembra che recitano la parte della famigliola felice? Perché litigano un giorno sì…e l’altro pure? Eppure c’è un forte sentimento a unirle, o forse è meglio dire che c’era. È successo qualcosa nel passato di Sara, qualcosa che l’ha cambiata per sempre e che ha provocato una terribile frattura tra lei e sua madre.
È successo qualcosa di terribile, un incidente così viene definito, ma si ha da subito l’impressione che sia qualcosa di innominabile. Perché Sara la chiama sempre per nome quando parla di lei e non “mamma”? Perché si sono trasferite da sole? E perché la signora alle poste l’ha guardata con pietà?
Sara è una ragazza diffidente, preferisce starsene per conto suo, non ama molto socializzare con i suoi coetanei, lei fa parte della schiera degli invisibili, quelle persone che, per una ragione o per l’altra, se le incontri per strada passano inosservate.

Dopo l’ennesimo litigio con Donna, Sara esce di casa e, incuriosita dalla musica che sente nell’aria, si ritrova in un pub, dove incontra Nathan, il ragazzo carino che sta lavorando alla fattoria Donovan, e la sua ragazza Triss: viziata, snob, arrogante e anche cattiva, il male disceso sulla Terra (ma che riserverà più di una sorpresa).
Per fortuna in aiuto di Sara arriva Chris Williams, come un cavaliere dalla scintillante armatura…che sa di erba. Il tipico cattivo ragazzo, quello da cui devi stare alla larga, quello che porta solo guai, che ha una cattiva reputazione e che non è ben visto al villaggio. Eppure…

Più che altro , le piaceva il modo in cui sorrideva.
Nonostante la situazione assurda e l’aria da ribelle – capelli castani rasati ai lati, occhi chiari, ghigno e parlantina pungente –, Chris sembrava riuscire a metterla a suo agio.
Sapeva sempre cosa dire e quando spalleggiarla, come se si conoscessero da una vita.

C’è qualcosa in Chris di familiare, le sembra di conoscerlo da sempre.
Lei, che non ha mai amato più di tanto socializzare e che con i ragazzi non sa molto come comportarsi, si trova da subito stranamente a suo agio con Chris. Sente che, nonostante tutto, di lui si può fidare. Sente che può contare su di lui.

«Vuoi dirmi che sei davvero felice di trovarti qua?».
«No.».
Eppure, il senso di tristezza che si aspettava non arrivò.

Trovarsi con Chris era come essere naufraghi, in mezzo al mare, e vedere improvvisamente una boa a cui aggrapparsi. Ecco come stavano le cose: sapeva che una tempesta l’avrebbe spazzata via, se fosse rimasta a largo, ma lui le stava offrendo la speranza di essere salvata prima che potesse accadere.
«Ma credo che non lo sarei comunque».
«Non deve essere facile ricominciare.».
«Chi ti ha detto che sono qua per questo?».
Si avvicinò al suo fianco, spingendolo, nel tentativo di strappargli un sorriso che non arrivò.
«La cicatrice» le confidò e il rumore della Main venne inghiottito dall’ondata di gelo che investì Sara.

Sara ha una cicatrice. Anzi più di una. Alcune non sono visibili a occhio nudo, sono intessute, radicate, affondate nei suoi muscoli, nel suo sangue…nel suo cuore. Di notte ha gli incubi: sangue, sangue ovunque. Di giorno vede i fantasmi, sente delle voci che la chiamano, che sussurrano. Sta impazzendo? La sua famiglia è vittima della follia? Oppure c’è qualcosa di più, qualcosa oltre e sotto la superficie?
Quelle voci che sussurrano… cosa sono? Chi sono?
Sono ricordi sbiaditi? Sono sogni e/o incubi a occhi aperti? Sono fantasmi? Cosa sono esattamente i Sussurri? E perché sembrano cercare e volere proprio lei? Perché ogni volta sprofonda nella nebbia e quando ritorna tutto sembra ancora più chiaro e confuso al tempo stesso?

Chiuse gli occhi, imponendosi di cedere a quelle carezze per ritrovare la calma che il suo cuore sembrava aver perso correndo all’impazzata e quando Sandman stava per catturarla, trascinandola nel mondo dei sogni, sentì Chris mormorare qualcosa.
Qualcosa di molto simile a mi sei mancata.

Ogni giorno che passa il legame tra Sara e Chris diventa qualcosa di…unico. A tratti strano perché ha la sensazione di un déjà-vu, come se fosse già successo. E le frasi criptiche del ragazzo non aiutano: sembra sapere qualcosa, sembra conoscere la verità…e Sara.

Domande, tante domande. L’intera storia è costellata di domande.
I sogni che non sembrano semplici sogni, ma che sembrano invece rivelare indizi importanti riguardo il passato di Sara e il segreto della famiglia Donovan.
Una scatola misteriosa che tutti vogliono, che più di una persona brama, che in realtà è un enigma, scomparsa nel nulla.
I Sussurri che chiamano, invocano, bramano…portano il male? Sono amici o nemici? E cosa vogliono esattamente da Sara? E perché sembrano essere legati alla sua famiglia?
Sara, suo malgrado, si trova davanti a una scelta.
L’eterno dilemma tra bene e male, tra luce e tenebra.
Si può sempre scegliere. Il destino non è forse una scelta dietro l’altra?

Ho adorato ogni singola pagina. All’inizio può dare l’impressione di essere una storia giovanile, lineare, “semplice”… Mai nulla di più falso! Il villaggio dei sussurri non è una storia semplice, banale, anzi! Racchiude molti di quegli elementi che tanto amo. Amori che vanno oltre il tempo e lo spazio e che vivono di eternità. Non so perché ma ogni volta mi venivano in mente la principessa Serenity ed Endymion e avevo gli occhi a cuoricino! A dir la verità ho pensato anche a Sir Lancillotto e alla sua amata Ginevra, un’altra coppia che adoro. E la coppia presente in questo libro ha lo stesso identico potenziale, lo stesso travolgente legame. E niente…mi sono innamorata nuovamente di altri due personaggi, al pari delle due coppie menzionate sopra (e che amo alla follia 😍). Amori che proteggono, che brillano come

stelle nel firmamento. E poi c’è tutta la parte di suspense: misteri da risolvere, indizi ben nascosti, una scatola da cercare, il contrasto tra Bene e Male e dei Guardiani che devono proteggere… cosa devono proteggere? Leggete questa fantastica storia e lo scoprirete 😜

Il racconto è davvero ben costruito, a mio avviso, mantiene alto l’interesse. Per tutto il tempo mi sono chiesta dove l’autrice volesse andare a parare, quale fosse il mistero di Sara e di Doolway…e cosa fossero realmente i Sussurri.
Mi ha letteralmente tenuta incollata alle pagine.
Dall’inizio alla fine.
Ero partita prevenuta (sigh, lo ammetto) e mi sono dovuta ricredere e sono veramente contenta di aver potuto leggere questa storia emozionante e interessante , una storia che va oltre il tempo e lo spazio.
Non vedo l’ora di leggere i capitoli successivi e magari di scoprire qualcosa in più sui personaggi che qui avevano un ruolo più marginale.

Lo consiglio? Assolutamente sì!

Serenella

gif voto 4

Voto: 4,5


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