Recensione di:”Unfaithful” di Maia

Buon pomeriggio Notters,
in questa giornata così nebbiosa e grigia, siamo qui con voi a cercarvi di trasmettere un po’ di calore con la mia lettura della settimana, una lettura che mi decisamente colorato le giornate.


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Titolo: Unfaithful (primo libro della trilogia Unfaithful)
Autrice: Maia
Genere: romanzo rosa (forbidden romance)
Cover reveal: 22 ottobre 2020
Data di uscita: 12 novembre 2020
Numero pagine cartaceo: 353
Link per il preorder (attivo da lunedì 9 novembre)https://www.amazon.it/dp/B08MZ49XBK
Prezzo e-book: 1,99
Prezzo cartaceo: 12,99

SINOSSI

Quell’uomo porterà soltanto guai”.
Ad appena ventotto anni, Layla Martinez ha già ottenuto tutto quello che una donna potrebbe desiderare dalla vita: un marito affascinante, un lavoro di tutto rispetto nella Morgan Hotel International, una bellezza fuori dall’ordinario… e soldi. Molti soldi.
Ora è in procinto di vivere il suo “Per sempre felici e contenti” ma…
Se l’arrivo di Andrew Stevens, un uomo dalle origini misteriose, arrogante e fin troppo sicuro di sé, finisse per rivoltare tutte le sue convinzioni a proposito dell’amore, cosa potrebbe succedere alla sua vita all’apparenza perfetta?

Primo libro della trilogia Unfaithful.
Il secondo volume, Unbreakable, uscirà a gennaio.
Il terzo volume, Unforgettable, in primavera 2021

RECENSIONE
***Attenzione possibili spoiler***

La vita a volte è proprio strana. 
Passiamo le nostre giornate a contare le cose che abbiamo, pensando continuamente a quello che ci manca. 
Poi, all’improvviso, incontriamo una persona. 
La incontriamo, ci innamoriamo, siamo felici e a volte anche un po’ tristi, però non siamo soli. 
E allora coroniamo il sogno di una vita: andiamo a convivere, ci sposiamo. 
Giuriamo amore eterno a quella persona che, siamo convinti, ci ha cambiato la vita. 
Come riconoscerla? 
Beh semplicemente perché perdi il conto delle cose che hai, e non ti soffermi più su quelle che mancano.
Ci svegliamo la mattina e sentiamo che tutto è al posto giusto, che noi siamo nel posto giusto.
Il risveglio insieme, la colazione insieme, il prepararsi per andare a lavorare insieme, le pause pranzo, le chiamate giornaliere per sapere se è tutto ok, il ritrovarsi a casa dopo una stressante giornata di lavoro e bearsi di una cena insieme, accompagnata dai racconti della giornata trascorsa e da un generoso bicchiere di vino. 
E tutto fila, semplicemente fila. 

La vita di Layla era proprio così. 
Si è sposata il suo “capo” (si avete capito bene, lavorano insieme!), Michael, un uomo bello, ricco, potente. 
E lo so che state già pensando: ”ecco, la classica arrampicatrice sociale!”.
E invece no, cari Notters, Layla ha sposato Michael a causa del sentimento più nobile che ci sia: l’amore. 
Per riprendere ciò che vi dicevo pochi istanti fa, ha sposato la persona giusta per lei. 
Una persona buona e generosa. Una persona che la fa sentire amata. 
Lei e Micheal hanno suggellato le loro promesse rinchiudendosele attorno ad un dito, per sempre. 

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E Layla è felice. 
Felice di dividere la sua vita con l’uomo che ama, ma un po’ meno con suo suocero, ormai parte integrante della loro relazione a causa delle pressioni lavorative che esercita su Michael. 
Una vita che le era senza dubbio capitata, che non si era scelta.

Perché in realtà Layla è uno spirito libero. 
Mano a mano che la conoscevo, che entravo nella sua profondità, nel suo Io più intimo, avevo davanti a me l’immagine di un cavallo selvaggio. 
Uno di quelli che se lasciati liberi, non li prendi più. 
Così distante, così diversa dalla donna che ogni giorno si infila dentro al suo tubino indossando tacchi a spillo vertiginosi con in mano una borsa griffata, la vera Layla è una battagliera, una combattente, una donna incapace di farsi mettere i piedi in testa da nessuno. 

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Layla

Una donna con la passione sfrenata per la pittura e la musica, che ama trascorrere il proprio tempo libero riempiendo tele su tele, l’unica cosa che la rende ancora in grado di esprimere se stessa. 
Già perché infondo la Layla di oggi ha un po’ perso di vista la Layla coraggiosa e fiera di qualche anno prima… prima di sposarsi con Micheal.

Occhi un po’ più spenti. 
Temperamento più mite. 
Sogni rinchiusi dentro cassetti immaginari.
La libertà… scacciata da quei due anelli, che ad un tratto vede come catene. 
Eppure Layla ama suo marito, lo ama con tutto il cuore. E allora cos’è cambiato? 
È cambiato che ha incontrato Andrew. 

Conosciamo Fin da subito Andrew come “l’odiosa spalla destra” del padre di Michael, nonché socio in affari, arrivato nella loro azienda con lo scopo preciso di dare del filo da torcere ad entrambi perché pare che sia l’unica persona della quale il padre di Micheal, Terence, si fidi ciecamente, anche più di suo figlio. 
Arriva come un fulmine a ciel sereno, con quei penetranti occhi verdi e l’aria di chi è arrivato per combinare guai. 
Ed ha un solo compito: vegliare per settimane sull’operato di Layla. 
È così diventa la sua ombra. 
Diventa il suo prolungamento. 
Ogni passo faccia lei, c’è sempre un passo di lui. 
Ogni mossa faccia lei, puntualmente ecco che appare lui.
Veglia su di lei come un falco punta la sua preda, deciso a non lasciarla andare mai. 
Il suo scopo? Metterla sotto pressione il più possibile. 

«Senta, io non so che lavoro lei facesse prima, ma io sono in questa azienda
da cinque anni e svolgo questa precisa mansione da due. Non ho bisogno dei suoi suggerimenti. Nel mio ufficio mi organizzo come meglio credo, tanto più che nessuno se ne è mai lamentato».
Non sembrò subire alcuna interferenza dal mio tono inasprito.
[…] «Certo che nessuno si lamenta di lei. È la moglie del capo junior e se lo dicesse a suo marito, lui licenzierebbe la persona in questione senza pensarci due volte».
Spalancai la bocca per l’offesa.
«Come si permette di dire una cosa del genere?»
«Perché? Lei non è la signora Morgan?»
«Certo che sono la signora Morgan, ma qui sul lavoro sono una dipendente rispettabile per quello che faccio e non solo per il cognome che porto».
Lui annuì e puntò con lo sguardo il monitor del computer.
«Bene, allora mi dimostri che non è così: riordini le cartelle sparse sul desktop in maniera più funzionale. Riuscirà a ottimizzare il lavoro e, come lei dovrebbe ben sapere, ottimizzare è la somma di efficacia più efficienza».

E Layla questo non lo sopporta proprio. 
Non sopporta l’essere messa in discussione dal suocero.
Non sopporta essere braccata ad ogni passo. 
Non sopporta quel fare sicuro e impertinente di Andrew.
Non sopporta ricevere da lui ordini, e… e non sopporta quanto sia bello, e quanto questo la faccia sentire stupida e volubile. 
Non sopporta il suo profumo, così intenso e unico da inebriarla continuamente. 
Non sopporta il minimo contatto, capace di propagarsi sul suo corpo come miriadi di scariche elettriche. 
Non sopporta il suo sorriso, così bello e sfacciato. 
Ma più di tutto non sopporta il suo sguardo, talmente penetrante da leggerle dentro. 
E non sopporta se stessa, per l’effetto che questo uomo è in grado di farle.

Maledizione. Stevens era affascinante da togliere il respiro e ormai non potevo più nasconderlo a me stessa.
Il modo in cui mi sorrideva, i lineamenti decisi eppure tratteggiati di delicatezza, le spalle larghe, quello sguardo impenetrabile che sapeva farmi infuriare e ammansire a suo piacimento.
Più prendevo consapevolezza,
e più sentivo l’impellente necessità di mettere le distanze.
Dovevo troncare la questione sul nascere, qualsiasi cosa fosse.

Odia se stessa e si arrabbia da morire con suo marito, che decide di dedicare anima e corpo interamente al lavoro, trascurando il rapporto con la moglie. 
Michael è spesso assente, spesso via per lavoro, in posti lontani da casa. E Layla si sente sola, tremendamente sola. 
Se non fosse per QUALCUNO, che sembra proprio deciso ad approfittare della sua solitudine… 

Gli chiesi di seguirmi verso l’ascensore. Lasciai che le porte si richiudessero, premetti il pulsante di risalita e spostai lo sguardo verso lo specchio per evitare la figura che incombeva alle mie spalle.
«Merda, sono piena di pittura. Non poteva dirmelo?»
«Credo che l’azzurro le doni, si intona con il colore dei suoi occhi».
Mi schiarii la voce e pregai che il ventesimo piano arrivasse il più in fretta possibile: l’aria si stava facendo opprimente.
«Ne sono certa. Mi dona soprattutto la striscia blu cobalto sulla fronte. La cosa ha dell’incredibile», commentai sarcastica.
«Io non credo», mormorò arrivando alle mie spalle, senza staccare gli occhi dal mio riflesso.
Incurvò appena la schiena per lasciare il suo viso accanto al mio, le sue labbra socchiuse che mi sussurravano all’orecchio.
«Ciò che ha davvero dell’incredibile è che lei risulti affascinante anche struccata, sporca di colori a olio, con un paio di calzini discutibili e una salopette di jeans vecchia di almeno dieci anni».

Inizia quindi la rovina di Layla.
La rovina di Layla come moglie. 
La rovina di Layla come donna.
La rovina di Layla come persona.
Ed ecco che ci ritroviamo davanti una Layla confusa, smarrita, una donna che ha perso la propria strada, che non sente più casa sua. 
Una donna che non capisce cosa le stia accadendo, una donna arrabbiata con se stessa, delusa dalle sue stesse azioni ma… cavolo, una donna che ha ripreso a vivere. 
Una donna che le somiglia tanto alla vecchia Layla. 

Non posso raccontarvi di più Notters, ma posso solo aggiungere questo: nulla è come pensate che sia. 
Accade di tutto in questo primo capitolo della trilogia di Mia che non vedo l’ora di divorare, proprio come ho fatto con Unfaithful. 
È una storia complessa con protagonisti altrettanto complessi con i quali, sono sincera, non sono riuscita ad entrare subito in sintonia, ma semplicemente perché vengono scoperti piano piano, man mano che si va avanti con la storia. 
A mio parere il personaggio di Layla è il più “scomodo”, perché è facile a primo impatto che non risulti simpatica o non comprendere le sue idee, le sue scelte. 
È facile giudicarla, e non capire la sua profondità. 
In realtà, però, vi svelo che io tifo per lei. 
Tifo per il fatto che Layla possa ritrovare la vecchia sè, e sentirsi di nuovo libera. Tifo per la sua felicità, che non è fatta di catene. 
E poi c’è Michael, a mio avviso il personaggio più misterioso della storia. 
Di lui ho capito poco, e mi ritrovo ad avere una sensazione “fredda” a pelle. 
Non sono entrata in sintonia con lui, e devo dire che mi ritrovo molto nel pensiero della migliore amica di Layla: un uomo buono, ma noioso. 
Infine c’è Andrew… il mio punto debole. 
Un uomo complicato, che ho il sospetto abbia sofferto molto nella vita, ma anche di lui non viene svelato granché, se non che è di un fascino disarmante. Il giusto mix di dolcezza e durezza che fa letteralmente impazzire noi lettrici fan dei ragazzi belli ma dannati. 

Il finale mi ha lasciata interdetta, anche se avevo sospettato ad un certo punto che potesse andare a finire così, ma è davvero moooolto molto aperto. 
Ho terminato questa lettura con un solo pensiero: devo assolutamente leggere il secondo, e devo farlo in fretta!! 

Se lo consiglio? 
Ma come, non lo avete ancora ordinato?! 🤪

Edna

Classificazione: 5 su 5.

 

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