REVIEW PARTY | Recensione di: “Il mondo di Sofia” di Chiara Cipolla e Davide Viaggi

Buongiorno, Notters.
Oggi il blog partecipa al rewiew party di Il mondo di Sofia di Chiara Cipolla e Davide Viaggi, un fantasy scritto a quattro mani che si è rivelato essere una piacevole scoperta. Partito quasi in sordina e con un leggero distacco nei sentimenti (per i miei personalissimi gusti) mi è quasi scoppiato tra le mani, coinvolgendomi nella lotta per un futuro migliore, tra nemici subdoli e pericolosi e amori pronti a sfidare la morte stessa, tra poteri psichici e identità luminose e misteriose, tra presente e futuro.


Autori: Chiara Cipolla e Davide Viaggi
Editore: Self publishing
Genere: Romance/ Urban fantasy
Formato: ebook / cartaceo
Prezzo: € 2.99 / € 10.55
Data pubblicazione: 6 novembre 2020

SINOSSI

Londra, 2019.
Terminato il Liceo, Sofia si è trasferita in Inghilterra per un periodo di riflessione. Il duro lavoro quotidiano in una spaghetteria si alterna al sogno di studi avveniristici al confine tra la biologia umana e i misteri della mente.
La sua vita monotona subisce un’impennata quando incontra Peter, un vicino di casa affascinante come un supereroe della Marvel, alto, biondo e con due occhi verdi che incantano. Peter è il ragazzo perfetto: bello e sensibile, amante dell’arte e della filosofia ma, sopra ogni cosa, capace di ascoltarla.
Tra Peter e Sofia si accende un amore puro e profondo che però non doveva esserci. Peter, infatti, le nasconde la cosa più importante: lui è a capo di una squadra di ragazzi venuti da un altro Mondo e dotati di capacità soprannaturali, con il compito di proteggerla da Dominic, un pericoloso nemico altrettanto potente.
Quando Dominic inizia ad uccidere uno dopo l’altro i suoi uomini, Peter vede sgretolarsi le proprie certezze, mentre il rapporto con Sofia fa esplodere in lui il conflitto tra il bisogno di amare e il senso del dovere.
La spirale di violenza travolge anche Sofia in un vortice di omicidi, dubbi e rivelazioni, ma anche di ricerca interiore, maturazione personale e scoperta delle proprie capacità.
I protagonisti si ritrovano immersi in una lotta tra i propri sogni e la realtà della Storia. In gioco c’è l’inizio di una trasformazione che porterà l’uomo verso un futuro di crescita tecnologica, biologica e spirituale senza precedenti.
È un futuro che sembra già scritto e che invece dipende, fino all’ultimo, dalle scelte personali di ognuno di loro.

RECENSIONE

***ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER***

Londra, 2019. Meno 15 settimane all’evento che cambierà per sempre le sorti dell’intera umanità. Inizia tutto così, con un conto alla rovescia. Lento, inesorabile. Ogni capitolo porta un titolo e una data: quante settimane mancano. C’è da chiedersi: quante settimane mancano…per cosa? A cosa? Cosa succederà tra x settimane? C’è nell’aria tensione, la si percepisce, e in un climax sempre più crescente vengono divorate pagine su pagine. Ogni volta che iniziavo un nuovo capitolo e il tempo di attesa si accorciava ero lì a chiedermi: e adesso? Cosa succederà? Cosa succederà quando il conto alla rovescia sarà terminato e (finalmente) si arriverà all’ora zero?

Tutto inizia tra le magnifiche sale di un museo.
Due ragazzi all’apparenza molto diversi tra loro che, per un caso, un segno del destino o una scelta, si ritrovano nello stesso luogo e nello stesso istante.

Peter era del tutto indifferente al vocio che lo circondava, a parte lo scricchiolio continuo della pavimentazione di legno su cui era seduto, che all’inizio lo infastidiva, ma che alla lunga pareva cullarlo.
Anche Sofia, seduta sulla panca posta di fronte a lui, era pressoché immobile da circa mezz’ora, rapita dalle mani della Vergine Maria, mani delicate, protettive, amorevoli.
Mani che parevano muoversi in una armonica complicità con quelle dell’angelo, di Gesù e di Giovanni, esaltate dallo sfondo cupo e dall’illuminazione della stanza.
I due giovani erano come all’interno di una bolla e nulla sembrava scalfirli. Niente e nessuno poteva interrompere quel momento magico; esisteva solo l’arte contemplata da una e creata dall’altro.

Non si conoscevano, non erano d’accordo e Sofia non era in posa.

Un caso? Ovviamente no.

Sofia lavora sei giorni alla settimana in un ristorante italiano a Soho e nel giorno di chiusura, visto il freddo pungente, si rifugia fra le sale della National Gallery a contemplare le opere dei grandi maestri del passato.
Peter, invece, la segue e la osserva ormai da mesi. E fin dalla prima volta ha sentito il dirompente e impellente bisogno di ritrarla. Senza che lei se ne accorga. La osserva da lontano, la segue quando esce, l’accompagna a casa, al lavoro, ovunque lei decida di andare. Sempre da lontano. Sempre senza avvicinarsi. Sempre senza osare parlarle. Anche se vorrebbe. Vorrebbe potersi avvicinare, sentire il suo dolce profumo, specchiarsi nei suoi meravigliosi occhi così espressivi, sentire da vicino la sua risata, magari essere lui stesso a farla ridere. Ma non può. Vorrebbe ma non può. Non può interferire con la Storia. Eppure… c’è qualcosa in quella ragazza così tranquilla e gentile con tutti che lo attira come una calamita.
Peter si è trasferito da poco a Londra e casualmente abita nello stesso quartiere di Sofia, proprio davanti all’appartamento della ragazza. Una coincidenza? Per niente! Niente è come sembra.
Starle così vicino, ma così lontano è una tortura.
Lo destabilizza, lui che ha sempre avuto il controllo in ogni situazione e su stesso.
Combattuto tra senso del dovere e desiderio, desiderio per qualcosa che non conosce e non ha mai sperimentato.
E poi, finalmente, eccola l’occasione che aspettava da mesi. Con il pretesto di restituirle un guanto che (non) le era caduto, Peter avvicina Sofia.

Fissando guardinga il ragazzo allungò le dita e recuperò l’oggetto.
Lo sfiorarsi delle loro mani li colse di sorpresa.
Peter non sapeva che cosa stesse succedendo, ma il suo spirito venne come risucchiato dalla presenza di Sofia e il suo corpo spogliato di ogni forza.
Una nuvola di polvere d’oro zampillava fra le loro dita,
per poi scivolare dentro di lui attraverso gli interstizi delle cellule fondendosi al centro del suo cuore.
Il cuore…il cuore di Peter iniziò a viaggiare come un treno in corsa senza che lui riuscisse a placarlo.

A volte basta un attimo, un fugace attimo perché tutto cambi. A volte quell’attimo cambia noi stessi. Ed è quello che succede a Sofia e a Peter.
Basta un solo sfiorarsi. Qualcosa di insolito, di sorprendente, di magico.
Sembrerebbe una semplice, quasi banale, storia: un ragazzo e una ragazza che si scontrano e incontrano in una grande metropoli, che diventano amici, che si innamorano perdutamente. Ovviamente se si tralascia il fatto che lui la pedini. Come si può definire in altro modo un ragazzo che la segue ovunque lei vada, che la osserva da mesi e che, dopo il loro primo vero incontro, fa in modo di incrociarla casualmente ogni volta che può? Non bisogna dimenticare, però, che molto spesso l’apparenza inganna. Ed è quello che succede con Peter, con quel bellissimo ragazzo dai magnetici occhi verdi, che sembra un supereroe della Marvel o un fotomodello. Lui in realtà è molto di più di quello che sembra. Molto, ma molto di più. Non è umano. Non è di questo mondo e ha una missione da compiere.
Vive assieme a Sam, Dylan e Angelina ed è legato ai gemelli Leo e Taylor, che abitano nello stesso palazzo di Sofia. Loro sono una squadra e tutti, a turno, tengono d’occhio Sofia. Perché? Fin da subito si percepisce che esiste un mistero attorno alla ragazza. Tutto sembra ruotare attorno a lei. Da chi devono proteggerla? E da dove arrivano esattamente? Da un altro pianeta? Da un’altra dimensione? Da un’altra epoca?
Le domande sono tante, le risposte poche.
Anche i ragazzi brancolano nel buio, hanno a loro disposizione ben poche informazioni. Sanno che devono proteggere Sofia. Anche a costo della propria vita.
Perché da lei e dalla sua progenie futura dipende l’intera umanità.
E tra appostamenti e ombre misteriose, tra battaglie perse e nemici da scovare, tra Sofia e Peter inizia a sbocciare un tenero sentimento che, giorno dopo giorno, diventa sempre più forte.

Labbra calde e dolci come il miele sfiorarono le sue.
La tenerezza di quel gesto lo colpì in pieno petto spazzando via ogni dubbio, ogni pensiero, l’idea stessa di ogni altro essere vivente.
C’erano solo loro e quelle bocche che si toccavano e tremavano per l’emozione l’una contro l’altra.

Confesso che all’inizio ero un poco scettica, non riuscivo a provare alcun sentimento per Peter, non riuscivo a entrare in sintonia con quel tenero e al tempo stesso travolgente amore che stava nascendo, non riuscivo a provare empatia per nessuno dei ragazzi “alieni” (molto interessante il discorso delle identità e come viene sviluppato). Non lo sentivo quell’amore, lo ammetto, forse per mia “mancanza”, perchè preferisco sentire le storie e non solo leggerle raccontate. Era come se ci fossero parti mancanti, la loro storia veniva raccontata, i loro incontri, le loro lunghe chiacchierate, quasi tutto veniva semplicemente raccontato e non la sentivo vissuta fino in fondo. Mi sarebbe piaciuto vederle le loro lunghe chiacchierate, il loro scoprirsi, il loro innamorarsi. E anche nei confronti degli altri personaggi ho avuto qualche difficoltà iniziale. Cadevano uno dopo l’altro e io non provavo quasi nulla. Ammetto che a un certo punto sono tornata indietro a rileggere chi fosse uno dei membri della squadra che era stato ucciso perché non me lo ricordavo 😅 Molto probabilmente è una mia pecca, che le emozioni devo sentirle sulla mia pelle, piano piano. E la storia tra Sofia e Peter l’ho percepita come troppo improvvisa, troppo veloce, troppo lanciata a cento chilometri all’ora.
Nonostante questo, però, c’era una parte di me che voleva scoprire come sarebbe andata avanti la storia. E soprattutto voleva scoprire il mistero che aleggiava attorno alla figura di Sofia. Perché, per esempio, Peter poteva ascoltare i pensieri di tutti tranne che i suoi? Come se si schermasse, come se avesse uno scudo a proteggerla? In quel momento mi ha ricordato un altro personaggio fantasy a cui sono particolarmente affezionata e ho iniziato a drizzare le antenne. C’era qualcosa di strano, di particolare in Sofia e io volevo, dovevo assolutamente scoprire cosa.
Molti indizi sono seminati per tutta la storia e alcune mie intuizioni iniziali si sono rivelate fondate. Chi si nasconde nell’ombra? Chi porterà un cambiamento importante nella vita di Sofia? Le risposte che, durante la lettura, mi sono autodata ho poi scoperto con piacere che erano quelle giuste.
E così, pagina dopo pagina, nonostante le mie incertezze iniziali sono stata completamente assorbita dalla storia. Ho letto più di metà libro in un giorno e mezzo, come se non ci fosse un domani perché c’era un mistero da svelare.
E ho iniziato a vedere le cose come stavano. Se prima non provavo granché, quasi nessuna emozione nei confronti dei personaggi, a un certo punto non ho potuto non provare tenerezza per Sofia. È lei la protagonista indiscussa del romanzo. In fondo… è il suo mondo! Nel momento in cui ho realizzato ciò…ogni cosa, ogni attimo, ogni sensazione provata fino a quel momento (anche il non capire la relazione tra Sofia e Peter) ha acquisito senso. Tutto è avvenuto per un motivo, tutto ha portato a Sofia.

Sofia è un bel personaggio, diretta, quasi per niente diplomatica, se ha un pensiero o un dubbio lo deve tirare fuori. È passionale, caparbia, curiosa, dolce, sensibile…e pronta a tutto pur di difendere chi ama. Mi è piaciuta la sua evoluzione, il suo prendere coscienza di quello che realmente è, di aprire la sua mente a una nuova realtà…a una nuova identità…all’identità e alla possibilità di un futuro diverso.

La grande trasformazione… qualcosa che inizia con Sofia, con sua figlia per essere più precise, qualcosa che rappresenta un punto di svolta per l’umanità. Una società più progressista, una società che sta per cambiare…per evolvere…per modificare la sua stessa natura. E Sofia è la chiave di questo grande cambiamento.
Ho trovato veramente interessante l’idea delle identità, dell’essere un tutt’uno, mente, anima e corpo, di diventare una grande famiglia tutti assieme. Di andare oltre la concezione materiale di essere umano. Un’idea ben sviluppata e ben descritta. Soprattutto anche grazie al personaggio di Leo, che mi è piaciuto fin dall’inizio. Sì, lo ammetto: mi ha colpito più di Peter 🙊

Il mondo di Sofia è la storia di un nuovo mondo, di un nuovo concetto di uomo, parla di speranza, di amore, di voglia di migliorare e di conoscere e di evolversi.
Quando hanno fatto la loro comparsa Tae e la sua squadra di coreani ho fatto quasi un salto sulla poltrona: sentivo che ci sarebbe stata una svolta e così è stato. Hanno dato movimento alla storia e, secondo il mio personalissimo parere, anche un po’ di più spessore dal punto di vista dei sentimenti: infatti mi sono sentita sempre più coinvolta. Così coinvolta che, giunta al finale, mi sono commossa. E arrabbiata. Terribilmente arrabbiata. Perché ero spiazzata. Totalmente spiazzata. Un finale che mi ha sconvolta, che ha scosso il mio cuore mandandolo in frantumi. Chiara e Davide sono stati veramente perfidi.
Hanno preso in mano i miei sentimenti e li hanno stritolati per bene: direi che (per usare un’espressione presente nel libro, che non avevo mai sentito ma che mi ha colpito per l’intensità che trasmette) ne sono uscita asfaltata. Schiacciata totalmente dalle emozioni che il finale ha suscitato in me.
Anche a distanza di ore non riesco a darmi pace. Non fraintendetemi, non è finito male, il finale in sé non è brutto ma mi ha colpito nel profondo, ha dato un colpo sordo al mio cuore. E dire che all’inizio ero scettica e titubante e non mi sentivo quasi per nulla partecipe delle avventure e delle emozioni dei personaggi. Invece sul finale…una lacrima di commozione è scesa e ho faticato a digerire le emozioni che mi hanno suscitato i due autori. Mi è rimasto un retrogusto amaro, ma, a distanza di qualche ora, di diverse ore, ho capito che, forse, quello era l’unico finale possibile. Non l’ho condiviso in toto, non ho condiviso una determinata scelta, ma alla fine devo comunque fare i miei complimenti a Chiara e Davide che sono riusciti a sorprendermi e a regalarmi un’emozione inaspettata. Okay, anche una buona dose di arrabbiatura, ma sull’epilogo commovente mi sono dovuta ricredere e un piccolo sorriso è tornato sul mio volto, perché alla fine l’amore non ha confini e c’è sempre una scelta da fare, una strada da seguire, un sogno da realizzare e non bisogna mai arrendersi né perdere la speranza ❤️

Lo consiglio? Sì.
E non fatevi ingannare dalla dolce e romantica cover: il libro nasconde più di una faccia. E merita di essere letto e scoperto.
Alla prossima,

Serenella

gif voto 4

Classificazione: 4 su 5.

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