Presentazione di: “Trilli. Riflessioni di una gatta in degenza” di Diego Manca

Buondì Notters,
oggi abbiamo l’onore di presentarvi un libro diverso dal solito, un libro che racconta un altro punto di vista, un punto di vista che noi umani non sempre riusciamo a comprendere e a cui, forse, dovremmo dare più ascolto…


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Titolo: Trilli. Riflessioni di una gatta din degenza
Autore: Diego Manca
Editore: Castelvecchi edizioni Ultra
Data di pubblicazione: 26 novembre 2020
Pagine: 175
Formato: cartaceo / e-book
Prezzo: 16,00€ / 10,99€

SINOSSI

Il libro racconta la storia di una micia, di nome Trilli, ricoverata in degenza nel mio ambulatorio per diverse settimane poiché aveva subìto un brutto incidente. Questo libro raccoglie le ipotetiche riflessioni che la mente di un gatto ha potuto elaborare; è la visione del mondo da parte di un essere vivente che nel suo misterioso modo di osservare la realtà ci regala lezioni di vita e perle di saggezza. All’inizio racconterà un po’ di sé, dell’incidente che ha subito, dei danni fisici e della perdita di parte della memoria. Nel corso di questo lungo periodo trascorso in degenza, Trilli ha avuto l’opportunità di conoscere tanti quattro zampe; con alcuni l’empatia è stata immediata, con altri un po’ meno. Come per tutti gli animali, il suo linguaggio verbale non mi era comprensibile, bastava però osservare i suoi occhi e l’atteggiamento del suo corpo, per capire che lei rifletteva e meditava le situazioni particolari che ogni giorno accadevano in sala degenza. Trilli racconterà che è stata sistemata al terzo piano di una spaziosa gabbia da dove riesce a dominare tutto, del rapporto molto bello con i veterinari che l’accudiscono, e dei vari incontri in sala degenza. Svelerà che cane e gatto si comprendono abbastanza bene pur non parlando la stessa lingua. E’ come se un italiano conversasse con uno spagnolo. Il senso di una frase lo si capisce, è abbastanza intuitivo; quindi delle chiacchierate e riflessioni, come ad esempio quello con una cagna da caccia, con una gatta randagia, un cane guida per non vedenti, tre gattini abbandonati, un gatto da esposizione, una gatta che “lavorava” in un circo, oppure con un micio con problemi comportamentali e altri ancora. I 6 veterinari che lavorano nell’ambulatorio dove è stata ricoverata, lei li identifica così: quello dalle braccia forti, quello con il tatuaggio, il dottore dalla mano leggera, con gli occhiali, la cravatta e la dottoressa, che Trilli riconosce ancora prima di vederla perché uno dei suoi zoccoli, mentre cammina, emette una specie di squittio, che la veterinaria probabilmente non sente nemmeno.


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