REVIEW PARTY | Recensione di: “Il Profeta” di Celia Aaron

Buon pomeriggio Notters,
eccomi qui, come promesso, a raccontarvi il secondo libro della serie che sta facendo innamorare e scalpitare tutte noi, la serie de “Il Monastero”, dove la violenza e la crudeltà ne fanno da padrone, come anche l’amore.



TITOLO: Il Profeta
SERIE: Il monastero
AUTORE: Celia Aaron
GENERE: Dark romance
EDITORE: Hope Edizioni
DATA DI PUBBLICAZIONE: 16 marzo 2021

SINOSSI

Non posso salvarmi dal Monastero, e forse non sarò mai in grado di farlo. Il Profeta diventa sempre più pericoloso. Dalla sua lucida follia gronda sangue innocente e, se non presto la massima attenzione, prima o poi quel sangue sarà anche il mio. Nonostante i rischi sempre maggiori, continuo a cercare la verità, ma ho paura che quel cammino tortuoso alla fine possa ritorcersi contro Adam, i cui occhi scuri traboccano di sensi di colpa. So che in lui c’è molto più di un mostro senza cuore, ho intravisto la sua anima, ma a volte è così difficile raggiungerla. Quando sono venuta qui, sapevo che avrei dovuto combattere, solo non mi ero resa conto che avrei dovuto portare avanti quella guerra su svariati fronti.

RECENSIONE
***Attenzione possibili spoiler***

Faccio un passo verso la recinzione e, in quel momento, due braccia mi avvolgono come barre di metallo, tirandomi all’indietro e pressandomi contro un petto ampio e muscoloso. «Dove credi di andare, Agnellino?»

Li avevamo lasciati così.
Avevamo lasciato Delilah e Adam al loro destino.
Avevamo lasciato una Delilah fuggitiva, che ha deciso di dare la precedenza alla propria libertà anche se a malincuore per quello che è costretta ad abbandonare alle sue spalle: la speranza di trovare l’assassino di sua sorella e Adam, l’uomo che le ha rubato il cuore.
Delilah ha imboccato la strada della salvezza, quella della guarigione, quella più pericolosa di tutte perchè incosciente e piena di insidie, eppure era l’unica che in quel momento riuscisse a vedere.
La luce in fondo al tunnel, quella che schiarisce il grigiore di una vita fatta di sopprusi e violenze, era così vicina, così vicina, così vicina… che quasi riusciva a toccarla ma poi… poi Adam.

Adam si trovava lì, per sua fortuna/sfortuna, e non ha potuto fare finta di niente.
Non ha potuto fingere di non aver visto quella bellissima e strana chioma di capelli bianchi distinguersi dal verde scuro del bosco in cui Delilah, la sua Ancella, stava scappando.
Non ha potuto fingere di non riuscire a raggiungerla, di non riuscire a prenderla, di non riuscire ad impedirle di scappare.
Non ha potuto fare nulla per salvarla… e Dio solo sa quanto avrebbe voluto.
Avrebbe voluto immaginarla e pensarla lontana da tutto quello schifo, da quel mondo corrotto che rappresenta la sua vita.
Avrebbe voluto che fosse lontana dal Profeta, e persino da sè stesso, se questo avrebbe voluto dire salvarle la vita.
Gli sarebbe mancata.
Avrebbe sentito la mancanza della sua impertinenza, della sua irriverenza, di quella vena di follia e di ribellione che tanto lo attrae.
Gli sarebbero mancati i suoi occhi grigi, in cui perdersi.
I suoi capelli bianchi e morbidi, con cui giocare.
Il suo corpo, con cui saziarsi.
Ma, ancora di più, la sua anima, in cui ripararsi.
E ciò che lo fa disperare, ancora di più, è che Adam sa perfettamente a quale punizione corrisponde un comportamento del genere da parte di un’Ancella, sa perfettamente dove si trova la sua Delilah, e cosa le sta succedendo…

Un’altra goccia d’acqua.

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Sussulto.
Goccia. Goccia. Goccia.
Voci. Suoni lontani di voci umane, ma nessuna di esse ha senso.
Soprattutto perché so che i proprietari di quelle voci non sono affatto umani, ma dei mostri.
Goccia.
So che la gocciolina arriverà. Scatto di nuovo.

Disperata.
Impazzita.
Imprigionata.
Violata.
Arresa.
Questa è la Delilah che troviamo all’inizio di questo secondo capitolo.
Una Delilah inaspettata, che non avremmo mai pensato di conoscere, perchè infondo nel primo libro ci siamo abituati ad una Delilah combattiva, forte e determinata, e forse ci siamo anche affezionati all’idea che nulla potessa scalfire fino infondo la sua morale, la sua determinazione.
Ma questo prima di tentare di scappare dal Monastero.
Adesso, la Delilah che abbiamo davanti ai nostri occhi avidi, è una donna irrimediabilmente spezzata.
Calpestata.
Distrutta.
Gettata via.
Una donna che sopravvive solo grazie ai lontani ricordi di Georgia, e quelli più ravvicinati di Adam.
Una donna che, purtroppo per noi, ha perso la lucidità che l’ha sempre contraddistina dal resto del gruppo.


Sarà il Profeta a salvarmi. Ho creduto che Adam ci tenesse a me, ma mi sono sbagliata. Ho creduto di essere qui per trovare la verità su Georgia. Mi sono sbagliata di nuovo. Sono qui per servire il Profeta. Lacrime calde mi sgorgano dagli occhi, mentre la verità si pianta in me come un seme, che germoglia e cresce. Il Profeta. È lui il mio unico amore, la mia sola luce e la mia salvezza.  

Vi giuro che ho dovuto leggere queste righe ben tre volte per poi capire di aver letto bene.
Non ci volevo credere.
Non volevo credere che alla fine anche lei si fosse fatta abbindolare.
Non volevo credere che avesse rinunciato a tutto, che avesse mollato così Georgia e Adam.
Non potevo credere che dubitasse del suo Protettore, così freddo e austero, ma al tempo stesso così profondo e vero.
Non ci potevo credere e… non ci ho creduto, cari Notters.
E ho fatto bene.

Ho fatto bene perchè questa piccola parentesi di follia di Delilah, con mio somma felicità, è durata giusto il tempo di capire che lei stessa si stava avvicinando a scoprire la verità.
Delilah, con la sua grinta e la sua perseveranza, dimostra di aver costruito intorno a sè delle relazioni autentiche e significative, con dei personaggi che si riveleranno essere la chiave per lei.
Questo infonderà nel suo cuore nuovamente speranza, e si ritroverà ad essere ancora più avida di prima nel voler sapere chi ha tolto la vita a sua sorella.
Ma Delilah, adesso, non si trova al Monastero solo per questo, no.
Delilah ha una missione ben più grande e gravosa da portare avanti: distruggere per sempre il Monastero.
Salvare le donne e i bambini abbindolati da quell’essere spregevole che si spaccia come il Profeta.
Salvare sè stessa e Adam, permettere ad entrambi di avere una possibilità.
La possibilità di aversi tutte le volte che vorranno.
La possibilità di avvicinarsi senza avere paura di allontanarsi di nuovo.
La possibilità di amarsi, di fidarsi, di affidarsi l’un l’altro, proprio quello che fanno in quei rari momenti che si concedono ogni volta che riescono ad eludere quelle maledette telecamere.
Il loro è un amore difficile, quasi impossibile e distruttivo.
Un amore che fa male, che lacera la pelle, il cuore e l’anima.
Un amore che vive di speranze, che si alimenta di parole sussurrate, carezze nascoste e sguardi infuocati ma che rischia di morire ogni giorno di più.

Ogni giorno, perchè, in realtà, la nostra protagonista non è così consapevole di ciò che sta succedendo alle sue spalle, da quella famosa notte della Viglia di Natale, dove Ministri e Ancella si sono studiati, avvicinati, annusati.
Non sa che, in realtà, la sua permanenza presso il Monastero, sarà molto più breve del dovuto, e non per i motivi che avrebbe mai immaginato…

«Qualcuno mi ha comprata.» Quelle parole dovrebbero suonarmi assurde, invece non è così. Evan Roberts è fin troppo reale e la sua minaccia palpabile.
«Lo so.»
«Non lasciare che mi prenda.» Dio, come suono debole, e mi odio per questo.
«Farò tutto ciò che posso per tenerti lontana da lui.»
«Tipo cosa?» Non si trattiene e, con uno sguardo sincero, mi dice la verità. «Non lo so ancora, ma sto cercando di farci uscire di qui.»

Una promessa che Adam riuscirà a mantenere?
Riuscirà ad intervenire in tempo per impedire che quell’uomo viscido possa mettere le mani sulla sua Delilah?
Riuscirà, almeno questa volta, a salvarla e a salvare il loro amore?

E quì mi fermo, miei cari Notters, perchè questo libro va divorato, va letto tutto in una volta, come se fosse il bicchierino di rum più invitante di tutta la vostra vita, così “alla goccia”.
E vi ritroverete a trattenere il fiato, più e più volte, senza neanche rendervene conto.
Vi ritroverete spaventati, annientati, ammaliati, ipnotizzati da questa storia.
Io ho sempre paura di imbattermi nelle serie perchè se il primo libro mi fa innamorare, ho sempre il terrore di non riscontrare le stesse sensazioni nei libri successivi.
Beh, devo dire che non è assolutamente questo il caso.
Più conosco Adame e Delilah e più mi innamoro di loro.
Più mi addentro all’interno del Monastero e dei meccanismi che ne conseguono, e più non riesco a smettere.
Non riesco a staccarmi da quelle pagine, non riesco a non pensare a loro durante il giorno, non riesco a farne a meno.
E più leggo, più ne vorrei ancora, ancora e ancora.
E più mi sento vicina a Delilah e ad Adam, e alla loro missione: distruggere per sempre il Profeta e il suo finto Impero.

Edna

PS: vi prego, datemi subito il terzo!!!

Classificazione: 5 su 5.


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