BLOG TOUR : “DOPPIO RITRATTO” DI CINZIA GIORGIO

Ciao Notters! 🙂

Eccoci qui, come vi avevamo anticipato, con la prima tappa del BLOG TOUR di “Doppio ritratto” di Cinzia Giorgio che si svolgerà dall’11 al 14 Luglio 2016.

Dal 1 luglio fino al 31 agosto 2016 Doppio Ritratto (Love – Aliberti Compagnia Editoriale, 2015) si troverà in tutti gli store on line al prezzo speciale di € 5,99.
In occasione di questa imperdibile promozione Cinzia, in collaborazione con 4 blog, ha organizzato un ricchissimo blog tour:

LE TAPPE:

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TITOLO: Doppio ritratto
AUTRICE: Cinzia Giorgio
COLLANA: Love
DATA PUBBLICAZIONE: 18 Novembre 2015
EDITORE: Compagnia Editoriale Aliberti
FORMATO: eBook
PAGINE: 91
PREZZO: € 5,99 (in promozione fino al 31 Agosto!)
LINK PER L’ACQUISTO: qui!

 

SINOSSI

BOOKTRAILER
realizzato da Segno Creative Lab

L’AUTRICE: CINZIA GIORGIO

Cinzia Giorgio è nata a Venosa nel 1975. È laureata in Lettere Moderne e in Lingue, si è specializzata in Women’s Studies e Storia, compiendo studi anche all’estero. Nel 2002 ha vinto una borsa di studio con la Fondazione Bellonci per il progetto di ricerca: “Narrare la storia: dal documento al racconto”. Vive a Roma, è dottore di ricerca in Culture e Letterature Comparate. Pubblica regolarmente articoli di storia e arte su riviste specializzate. Scrive saggi, romanzi, pièce teatrali e recensioni, organizza i salotti letterari dell’Associazione Leussô di Roma (www.salottiletterari.it). Dal giugno del 2015 è Art Director della rivista Pink Magazine Italia (www.pinkmagitalia.com) e dall’autunno del 2015 è direttore editoriale della collana LOVE – la prima collana digital interamente dedicata all’amore – per la Compagnia editoriale Aliberti (www.cealiberti.it). I suoi libri sono pubblicati da prestigiose case editrici come la Newton Compton (www.newtoncompton.com) e la Rizzoli (www.rcs.it). Viene spesso chiamata in Italia e all’estero per tenere lezioni e seminari su svariati argomenti e corsi di scrittura creativa.

LA NOSTRA RECENSIONE
a cura di Edna

Buongiorno Notters!
*rullo di tamburi*… Sorpresaaaaaaaa! :p
In occasione del Blog Tour del libro “Doppio Ritratto” di Cinzia Giorgio, ecco la recensione del romanzo tutta per voi!
Siete curiosi? Beh, anche se non lo siete, siatelo e correte a scoprirne di più con la vostra cara Edna! 😉

Dicono che chi ama l’arte, ama in maniera diversa, complicata, conflittuale.
Che gli artisti amino con l’anima oltre che col cuore, perché il loro è un amore spirituale e non puramente carnale.
Dicono, poi, che si crei un legame speciale tra gli artisti stessi perché condividere la passione per l’arte è la più profonda forma d’amore che ci sia.

Oggi ce lo dice anche Cinzia Giorgio con questo bellissimo e struggente romanzo che vede protagoniste due incredibili storie d’amore intrecciate tra loro, enormemente distanti eppure così spaventosamente vicine.
Due storie d’amore che vedono come protagonisti Raffaello e Margherita da un lato, e Chiara e Niccolò dall’altro.
Una storia d’amore sbocciata, vissuta, consumata nel 1500, e una nei giorni nostri.
Due storie d’amore belle, pure, passionali ma anche impossibili.
Quegli amori che si prendono tutto, senza né chiedere né dare nulla in cambio.
Quegli amori che semplicemente non si possono dimenticare.
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Chiara, la nostra coraggiosa protagonista, è finalmente a Parigi, davanti a Lui.
Davanti alla rappresentazione della maestosità di un grande artista.
Davanti a ciò che ha desiderato toccare con mano per diversi anni.
Davanti a quel quadro che le ha stappato il sonno troppe volte e che le ha dato il coraggio di affrontare la sua verità, la sua vita, oltre che un viaggio in una città sconosciuta.
Davanti al “Doppio Ritratto” di Raffaello Sanzio, il grande artista del 1500.

Chiara, non vedeva l’ora di confrontarsi con quel quadro, di scoprire ciò che aveva da offrirle e di donargli, nuovamente, quella luce che il tempo gli ha rubato.
Ma Chiara non è solo la brava restauratrice
di quadri incaricata di restaurare il “Doppio Ritratto”… No.
Chiara è anche quella ragazza cresciuta con la nonna che tutti i giorni le raccontava una storia, una bellissima storia in cui sembrava sempre che alla fine dovesse esserne lei la protagonista
Una storia che ha accompagnato la sua infanzia come fosse una nenia, che ha cullato le sue notti e impadronito i suoi pensieri.
Una storia che, all’età di ventiquattro anni, si è materializzata davanti ai suoi occhi ma che ha bisogno del suo ultimo tassello per essere completata.
E alla fine Chiara, di quella storia, ora è veramente la protagonista perché deve scoprire le origini della sua famiglia, deve a tutti i costi conoscere la verità che riguarda Raffaello Sanzio.

Così, con le parole di sua nonna nel cuore, Chiara si butta a capofitto nel restauro di quel meraviglioso quadro, scoprendo giorno dopo giorno, pennellata dopo pennellata, sempre un po’ di più della vita del misterioso e bravissimo Raffaello.
Non c’era spazio per niente e per nessuno, nessuna distrazione era concessa; la sua attenzione doveva essere dedicata interamente al “Doppio Ritratto”.
Almeno fino a che…

Il giovane si girò e fissò i suoi occhi scuri su di me. Fu come ricevere una stilettata. Ci guardammo senza parlare per qualche istante. I nostri occhi erano persi gli uni negli altri ed eravamo incapaci di dire o fare alcunché. Avvertii un formicolio alle gambe e un brivido mi corse lungo la schiena. Ero abbacinata da quello sconosciuto, non sapevo perché.”

Un uomo.
Un uomo si era impossessato della sua preziosa attenzione.
Un uomo si era impossessato dei suoi pensieri, dei suoi sensi e del suo intero essere.
Un uomo, con un solo sguardo, si era impossessato di Chiara.

E l’amore si sa che non conosce tempo, età, epoche.
Perché infatti, più di cinquecento anni fa, la stessa cosa successe proprio a lui, a Raffaello e alla sua preziosa Margherita…

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“Raffaello la osservò dapprima incuriosito poi, quando i loro sguardi si incrociarono, trattenne per un attimo il respiro. Si guardarono senza parlare per qualche istante. Raffaello sentì il ritmo accelerato del suo cuore, che sembrava trafitto da una miriade di aculei roventi. Era schiavo di quella bella sconosciuta, ancor prima di sapere chi fosse.”

Due storie che sembrano essere iniziate nello stesso identico modo: per caso.
Due storie che si sono imbattute nelle vite di Chiara e Raffaello con la stessa intensità di un uragano.
Due storie d’amore profonde ed emozionanti, destinate a segnare per sempre la vita dell’uno e dell’altro.
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Ma quanto potere ha il destino se lasciato agire con le sue carte?
Che queste storie siano destinate a finire allo stesso modo visto il legame che le unisce?
E qual’è il vero legame tra Chiara e Raffaello, perché sono concatenati l’uno all’altra inevitabilmente?
“Doppio Ritratto” sarà la risposta a queste domande.

Questo è un romanzo complesso.
Un romanzo originale, romantico, storico ma al tempo stesso contemporaneo.
È un romanzo che dimostra in maniera sorprendente la vastità del sentimento più desiderato e temuto da tutti: l’amore.
Dimostra quanto possa essere forte un legame vero, anche se non vissuto a pieno.
Dimostra che spesso, nella vita, il destino si intromette, ma che determinazione e coraggio sono e devono essere i nostri più preziosi amici.
Dimostra quanto sia importante conoscere il passato ed affrontarlo, immergersi nelle proprie origini fino a scoprire una verità del tutto sconosciuta ai nostri occhi ma conosciuta al nostro cuore.

E poi, Cinzia, ci dimostra invece quanto sia bello leggere libri di Autori con la “A” maiuscola, proprio come lei.
“Doppio Ritratto” è un romanzo scritto con passione, con amore, con ammirazione, con intelligenza e, soprattutto, con cura.
Perché Cinzia si è presa cura dei protagonisti, delle loro mille sfaccettature, delle loro idee, convinzioni e passioni e il risultato è che il lettore se ne innamori.
La tematica artistica è affrontata dall’autrice con un attenzione tale da far sembrare al lettore di ritrovarsi catapultati nel 1500 nello studio di Raffaello e ammirarlo mentre dipinge, e al tempo stesso al Louvre, mentre Chiara restaura.
L’alternarsi di presente (la storia di Chiara) e passato (la storia di Raffaello) arricchisce maggiormente il racconto rendendolo agli occhi del lettore semplicemente unico, accattivante e sorprendente.
La penna di Cinzia è un penna di classe, elegante, sicura e intensa.
Una penna che permette al lettore di conoscere l’anima di Cinzia, i suoi pensieri, i suoi desideri, le sue passioni.
Una penna che è trasparente perché parla per lei.
Insomma Notters, una penna che va ASSOLUTAMENTE letta! ❤

Ma le sorprese non sono finite! ❤

ALLA NOSTRA TAPPA DEL BLOG TOUR SARA’ COLLEGATO DALLE ORE 11:30 FINO ALLE ORE 21:30 UN FLASH GIVEAWAY CHE VEDE IN PALIO UNA COPIA DIGITALE DI “DOPPIO RITRATTO”!
Clicca qui per partecipare al giveaway!

 

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Non ci resta altro da dirvi se non raccomandarci di seguire le altre tappe di questo fantastico blog tour sui Blog Scrivere al FemminileFlavoria Universe & Le Tazzine di Yoko.

 

BUON DIVERTIMENTO!
Naty&Julie ❤

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Recensione di: “Cecilia di Ripanera” di Margot Valois

Buongiorno Notters!
Come state? Vi siete già concessi una giornata sotto i raggi del sole? Vi siete già abbrustoliti a dovere? 🙂
Io sì, e sotto l’ombrellone, con me c’era una piacevolissima ed entusiasmante lettura: il nuovo Romance storico di Margot Valois: “Cecilia di Ripanera”.
Venite a scoprirne di più! 😉

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TITOLO: Cecilia di Ripanera
AUTRICE: Margot Valois
GENERE: Romance storico
EDITORE: Compagnia Editoriale Aliberti
DATA PUBBLICAZIONE: 17 giugno 2016
PAGINE: 176
FORMATO: ebook
PREZZO: 9,99€

 

SINOSSI

Cecilia è la discendente di una nobile famiglia del Regno delle due Sicilie. Una notte scoppia un incendio al suo castello e i suoi genitori muoiono. Qualcuno ha tradito suo padre e lo ha ucciso. Cecilia è costretta a fuggire dalle sue terre con il cugino e la fantesca. Non ha più nulla e deve recarsi a Roma per raggiungere suo fratello Giulio, un alto prelato che da anni è in lite con il padre. Durante il viaggio si imbatte in un misterioso conte inglese, Lord Richard, che la salva da un’aggressione. Tra i due si infiamma la passione. Riuscirà Cecilia a conquistare l’uomo che ama e a riprendersi le sue terre? Una storia carica di forti emozioni, intrighi e tradimenti sullo sfondo dei moti rivoluzionari del 1848.

RECENSIONE
ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER!

“Cecilia, Cecilia, per l’amor di Dio, svegliati!”
La ragazza aprì gli occhi, chiedendo con voce assonnata: “Che cosa succede, madre mia?”
“Alzati e vestiti più in fretta che puoi, ma per carità, fai presto… presto. Non c’è un minuto da perdere!” La marchesa Elisabetta Landolfi di Ripanera fuggì via dalla stanza, mentre dava disposizioni a Lina, la cameriera di Cecilia, affinché preparasse una valigia leggera per la figlia.

Un incendio.
image (18)Alte fiamme color dell’oro che lambiscono il palazzo della famiglia di Cecilia di Ripanera.
Il palazzo che è stato la sua casa, la sua nicchia quando voleva nascondersi dal resto del mondo.
Il palazzo che ospita la sua stanza, luogo in cui sono racchiusi tutti i suoi pensieri e segreti più profondi come fosse uno scrigno.
Il palazzo in cui ha condiviso ogni istante con la sua meravigliosa famiglia, con i suoi amati genitori e, ahimè, il suo tanto odiato cugino Oreste.
Quello stesso palazzo ora sta bruciando a causa di moti rivoluzionari che hanno spinto il popolo a rivoltarsi contro la sua famiglia, e con esso, brucia anche il suo cuore.

Inizia così l’avventura di Cecilia di Ripanera, costretta a partire con Lina, la sua fantesca, e Oreste, suo cugino, lasciandosi alle spalle tutta la sua vita.
Un’avventura che marchierà indelebilmente la  sua quotidianità, che rimescolerà le carte in tavola del suo destino e che, infine, lo cambierà.image (19)
Ma noi già lo sappiamo che il destino, quando ci si mette, può essere sia il nostro peggior nemico che il nostro migliore amico, vero?
Sta solo ed esclusivamente a noi capire il suo gioco e fare le altre mosse…
E anche Cecilia dovrà affrontare questo gioco pericoloso se vuole riprendersi ciò che le è stato tolto: il suo palazzo in cui giacciono i corpi senza vita dei suoi genitori, le sue terre, il suo cuore, la sua vita.

Prima di tutto questo Cecilia era una dolce ragazza di diciassette anni che viveva la vita al passo con la sua età; protetta dalle mura del suo palazzo e dall’amore dei propri genitori, nulla poteva scalfire l’ingenuità e la spensieratezza dei suoi diciassette anni.
A molti potrebbe sembrare che si tratti della classica ragazza ricca, viziata, tenuta sotto una campana di vetro.
Ma in realtà Cecilia è tutt’altro: la sua gentilezza, il suo amore per la cultura e l’attaccamento viscerale con la sua Ripanera, fanno di lei una giovane Marchesa atipica per la sua età.
E di questo, si accorge anche Oreste, il suo tanto odiato cugino che vorrebbe sposarla.
Peccato che Cecilia non si fidi di lui.
Perché?
Semplicemente perché conosce il vero Oreste.
Non quello che appare agli occhi della gente, agli occhi dei suoi genitori, soprattutto a quelli del padre che l’ha sempre trattato come fosse suo figlio.
No, lei conosce tutto di lui, anche quella parte oscura e sinistra che tenta di nascondere pur di appropriarsi del rispetto (e non solo) della sua famiglia, quella stessa parte che ha avuto il dispiacere di vedere coi propri occhi quattro anni fa, quando Oreste, ancora una volta, ha liberato la sua vera natura.

Con una dolorosa pesantezza nel cuore, Cecilia affronta con sconforto e profonda tristezza il suo viaggio per raggiungere Giulio, suo fratello, a Roma.
Uno sconforto che presto cambierà, si tramuterà in qualcos’altro nel momento esatto in cui la sua giovane innocenza incontrerà l’adulta irruenza e protezione di Lord Richard.

“Improvvisamente Cecilia udì un tonfo e vide il cugino accasciarsi ai suoi piedi.
“Mi pare che la signora vi abbia chiesto di lasciarla in pace, se non sbaglio” esclamò un uomo dal lieve accento straniero, uscendo dall’ombra.
Cecilia lo guardò riconoscente e si vergognò del suo stato: aveva i capelli scompigliati e il corpetto mezzo aperto. Raccolse da terra lo scialle che le era scivolato via e se lo avvolse sulle spalle. L’uomo si avvicinò sorridendole e tendendole una mano, per aiutarla a passare oltre il cugino che si teneva il capo, lì dove lo straniero lo aveva colpito con il bastone da passeggio. “Venite, madame” le disse, dolcemente.
“Grazie,” mormorò Cecilia, guardando il suo salvatore con occhi colmi di gratitudine e di sollievo.”

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Quegli occhi…
Quegli occhi così meravigliosamente profondi da sembrare quasi oscuri, così penetranti da farla sembrare nuda nonostante i numerosi strati di vestiti che ha addosso, così affascinanti da attrarla come fossero una calamita, fanno immediatamente breccia nella sua mente e nel suo cuore.
Nel suo cuore perché Cecilia, da quel momento, è stata conquistata da quel bellissimo Lord.
Nella sua mente perché Cecilia l’ha già visto quel bellissimo uomo, ha già incrociato una volta il suo sguardo…
Già, ma dove?

L’incontro con Lord Richard sarà la chiave per aprire la porta della verità, una verità che vede un solo traditore, un solo colpevole della morte dei suoi genitori e della lontananza di Cecilia dalla sua tanto amata Ripanera.

“Cecilia di Ripanera” è un romanzo che racconta di un viaggio alla scoperta della verità tra Roma, Ischia e Napoli, paesaggi incantevoli che fanno da sfondo ad una storia intricata.
Numerosi nodi al pettine verrano svelati rendendo tutto il racconto carico di suspense, incuriosendo così il lettore che si ritroverà estremamente coinvolto nella lettura, tanto da leggerlo tutto d’un fiato.

Ho iniziato la lettura di questo romanzo carica di aspettative perché avevo già avuto il piacere di leggere la penna della nostra Margot; devo dire che le mie aspettative non sono state per niente deluse, anzi!
Come la prima volta, Margot mi ha regalato innumerevoli emozioni: sgomento, tenerezza, rabbia, gioia, speranza, amore e mille altre ancora.
Ho sentito lo sconforto di Cecilia quando ha dovuto lasciare la sua casa, mi sono sentita spaesata durante il suo viaggio, mi sono sentita triste per la morte dei suoi genitori e mi sono venire le farfalle nello stomaco quando ha conosciuto Richard.
Poi mi sono sentita battagliera quando era vicina alla verità e, infine, mi sono sentita felice.
Felice di aver avuto la possibilità di leggere un romanzo così ben scritto, così ben raccontato.
Felice di essermi imbattuta in questa brillante autrice che adoro.
Felice di essere così amante dei libri, delle belle storie, proprio come questa.

In questo romanzo l’eleganza e la scorrevolezza della scrittura di Margot vengono esaltate all’ennesima potenza rendendo tutto il racconto piacevole alla lettura.
Il linguaggio ricercato, la descrizione dei paesaggi e dei luoghi in cui si è svolta la vicenda, arricchiscono la storia rendendola un piccolo gioiello, un piccolo diamante che brilla di luce propria in mezzo a tanti.

Quindi grazie Margot per questa bellissima storia, grazie per questa tormentata storia d’amore (anche se mi hai fatto penare fino alle ultime pagine! :p), grazie per questo scorcio di passato in cui mi hai catapultata.
Semplicemente grazie! ❤

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Il mio giudizio:

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A tu per tu con: Paola Picasso!

Buongiorno Notters!
Dopo avermi deliziata con la lettura dello straordinario libro “Un battito d’ali”, ho avuto l’onore di scambiare qualche parola con PaolaPicasso, un’autrice che mi è rimasta nel cuore per la sua eleganza e la sua capacità di trasmettere emozioni scrivendo.
Volete conoscere  anche voi i “segreti” di Paola?
Beh, leggere qui! 😉

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1. Paola, il tuo libro affronta una tematica molto intima, che da un lato incuriosisce ma dall’altro, spesso, fa paura. Personalmente è la prima volta che mi imbatto in una lettura come questa. Com’è nata questa storia?

imgresR: Questa storia è nata dalla realtà. Quante volte i giornali e la televisione ci hanno raccontato di donne irreprensibili che davanti alla responsabilità di allevare un figlio si sentono incapaci, inadeguate e cadono in quella che è nota come la depressione post partum? Sono angosciate, ma spesso non lo manifestano per vergogna e le più fragili arrivano a sopprimere il loro bambino per eliminare la causa della loro sofferenza e/o, perché convinte di evitare loro un a vita difficile. Ho sempre provato molta pena per loro. Ho due figli e con il primo ho passato momenti difficili, temendo chissà quali disgrazie che non sarei stata in grado di evitare. Mettere al mondo un figlio richiede consapevolezza, coraggio e forza, molta forza morale.

2. Tutta la storia, se ben complicata ed estraneamente triste, è scritta con grande delicatezza. Hai incontrato delle difficoltà nel tuo percorso di scrittura del libro? Se sì, quali?

R: Non avendo studiato psicologia, ho seguito l’istinto. Lo psicologo che riesce ad aiutare Alessadra è un po’ fuori dalle righe, ma è intelligente e sensibile. Ricordo che feci leggere il dattiloscritto a una psicologa e ricevetti il suo benestare.

3. Ho apprezzato molto che dietro ai “perché” del presente, tutto fosse poi spiegato attraverso flashback del passato.
Come mai hai deciso di impostare così il racconto?

R: Difficile dirlo. Avevo in mente il personaggio e la storia e quando ho cominciato a scriverla è stata la mia mente a dettarmi come procedere. Molto raramente faccio dei calcoli e se succede, spesso li sbaglio.

4. La storia di Alessandra è veramente molto toccante; ti sei ispirata a qualcosa o qualcuno per costruirla, oppure è nato tutto dalla tua penna?

R: Alessandra è una creatura inventata di sana pianta anche se purtroppo il suo percorso è comune a molte. Mi sono immedesimata nella protagonista e le ho dato i miei pensieri, il mio dolore come se fossi stata al suo posto in una situazione analoga.

5. È interessante che nella storia molto spazio venga dato ad Ale, la voce interiore di Alessandra. Perché hai deciso di far risaltare in particolar modo questo aspetto della depressione di Alessandra?

R: Non so risponderti. Io scrivo quello che la testa mi detta. Istintivamente ho capito che spiegare la duplice natura di una persona sarebbe stato noioso. Meglio farla risaltare attraverso lo scontro con se stessa, un alter lego che fa parte di lei.

6. Il marito, la mamma e lo psicologo di Alessandra sono tre figure fondamentali sia nel racconto che nel percorso della protagonista; a tutti e tre è riservato il giusto spazio nel racconto. Cosa puoi dirci di più di questi personaggi?

R: Quei personaggi erano essenziali. La storia era già abbastanza drammatica e se Sandra non fosse stata circondata da gente che l’amava profondamente, sarebbe precipitata nell’abisso. Inoltre una mamma dolente e amorevole e soprattutto un marito devoto fino all’impossibile, saranno rari ma non impossibili da trovare. Onore all’amore e alla generosità.

7. C’è qualcuno tra tutti i personaggi della tua storia a cui sei sentita istintivamente più legata nel momento stesso in cui l’hai creato?

R: Indubbiamente Alessandra. Era lei che richiedeva la mia massima attenzione.

8. Oltre a scrivere libri, fai parte dello staff di Pink Magazine, la rivista bimestrale dedicata agli amanti della scrittura e della letteratura. Come concili questa attività con la scrittura? Cosa ti ha spinto ad entrare a far parte del team?

R: Esplorare le mie capacità, mi ha sempre stimolata. In questo caso poi, non uscivo dal mio ambito e amavo le colleghe, perciò stare tra loro mi fa molto piacere.. L’ebbrezza che dona la creatività è impagabile e, a parte questo, io sono una scrittrice compulsiva e ho alle mie spalle una mole di lavoro che mi meraviglia sempre. Mi riesce impossibile rifiutare una proposta, o una sfida.

9. Ti piacerebbe, un giorno, scrivere una storia di un genere diverso dalla narrativa? Se sì, quale? 

R: Non so se i miei lavori si possano considerare fuori dalla narrativa. Ho cominciato a scrivere dei libri per bambini che sono stati come letture nelle classi elementari per anni. Ho seguitato con romanzi per le adolescenti e poi centinaia di libri rosa, molti romance storici, racconti a non finire, traduzioni e per appagare una mia esigenza personale, romanzi attuali, quelli che considero veri e liberi.

10. Ultima domanda: ho letto che è appena stato pubblicato un altro tuo libro: “Il silenzio di Luca” e noi di Notting Hill siamo molto curiose! 🙂
Puoi raccontarci qualcosa a proposito?

R: La storia di Luca era dentro di me da anni. Poi quel bambino ha cominciato a gridare che voleva nascere e l’ho accontentato. E’ una storia attuale, molto vera, che evidenzia i disagi delle famiglie moderne con i genitori impegnati nei loro lavori e i bambini che soffrono perché sono amati male.

Grazie ancora una volta a Paola per il preziosissimo tempo che ha dedicato al nostro blog.

A presto,
Edna 🙂

Recensione di: “Amori incrociati a Parigi” di Maria Masella

Ciao Notters 🙂 e buon lunedì!
Torno a farvi compagnia con una nuova recensione, la recensione di un libro che racconta di un colpo di fulmine, di un amore normale, semplice.
Un amore intenso, nato nel giro di poche ore, un paradosso no? 🙂
L’amore della vita nato in un attimo, un attimo che, paradossalmente, varrà una vita.

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TITOLO: Amori incrociati a Parigi
AUTRICE: Maria Masella
EDITORE: Compagnia Editoriale Aliberti (Collana Love)
DATA PUBBLICAZIONE: 18 Novembre 2015
GENERE: Romance
FORMATO: eBook
PAGINE: 93
PREZZO: € 9,99
LINK PER L’ACQUISTO: qui

 

SINOSSI

Una nevicata improvvisa blocca l’aeroporto di Oslo e i voli vengono sospesi per alcune ore. Fra gli altri passeggeri resta a terra anche Alice, una giovane biologa marina, che deve ritornare in Francia perché il padre Roland ha avuto un attacco di cuore. Nonostante sia molto riservata e in ansia, la cortesia di Jacques, un altro passeggero rimasto a terra, la colpisce e i due giovani trascorrono qualche ora insieme in attesa della partenza. Soltanto ai momenti dei saluti Jacques bacia Alice che si è presentata soltanto come Al. Ritornata a casa Alice deve affrontare non solo la malattia del padre ma anche Bea, la sorella maggiore, viziata dalla madre Arlette. Trova un sostegno in Jean, medico e amico d’infanzia, che è in pessimi rapporti con Bea. Arlette fraintende i rapporti fra Alice e Jean e crede che siano innamorati. E riappare Jacques che è riuscito a rintracciare la misteriosa Al…

RECENSIONE
***ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER***

Immaginate una ragazza semplice, acqua e sapone.
Una ragazza minuta, dai capelli corti e gli occhi color nocciola, il viso pulito e l’animo buono.images
Una ragazza legata alla famiglia, abituata a mettere da parte i propri pensieri e le proprie preoccupazioni, una ragazza testarda che ha inseguito un sogno fin da bambina fino a realizzarlo, una volta diventata donna.
Lei è Alice Lorain..o più semplicemente “Al”. 🙂
Ha una sorella, Bea, che è esattamente il suo opposto: una bellezza sfrontata ed evidente, lo spirito di un’artista, nessun obiettivo da realizzare ma con un mondo da inseguire in testa, innamorata dell’amore ma poco concreta nella realizzazione della sua vita.
Bea è la sorella minore e come tale è stata assurdamente viziata dai genitori al contrario di Alice che invece è sempre stata indipendente e razionale, pacata e con degli schemi ben delineati in testa.

Immaginate adesso un uomo sulla trentina.
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Un uomo dalle mani grandi e forti, che trasuda sicurezza e al tempo stesso è in grado di trasmettere una profonda serenità.
Un uomo con la quale parlare di qualsiasi cosa senza sentirsi in imbarazzo, un uomo affascinante.
Un architetto abbastanza famoso a Parigi, specializzato in progettazioni di installazioni portuali e, grazie a questa professione, abituato a viaggiare spesso e in ogni parte del mondo.
Lui è Jacques Manceau.

Adesso, una volta immaginati i personaggi, immaginate un aeroporto, una forte nevicata e la variabile del tempo. Il risultato dell’equazione?
Un uomo e una donna bloccati nell’aeroporto di Oslo a causa di una forte nevicata e del tempo da trascorrere insieme.

“Ora, a poche ore dall’arrivo, questa “nevicata improvvisa la teneva bloccata a Oslo.

Da Oslo a Parigi, da Parigi alla loro cittadina, era una distanza ridicola dopo tutti i chilometri che aveva precorso… Eppure era piantata lì.
Chissà come stava suo padre! Aveva provato a richiamare sua madre per sapere qualcosa di più preciso, ma senza esito: solo Bea, sempre Bea! Aveva provato a telefonare in Ospedale, ma non era riuscita a superare il muro di silenzio imposto dalla privacy.
O non avevano il coraggio di dirle, per telefono, la verità? No, non doveva neppure pensare alla possibilità che suo padre fosse… Non era riuscita neppure a trovare uno dei medici che conosceva.
Doveva controllarsi o sarebbe scoppiata a piangere. O peggio avrebbe avuto una crisi di nervi.
Prese la matita e sottolineò un passo particolarmente utile di quel saggio sulla barriera corallina.
Nonostante l’ansia e la tristezza le venne quasi da sorridere: la barriera corallina!
In famiglia dicevano che si occupava di coralli… Era più interessante di “biologa marina”.
Più volte aveva provato a correggere sua madre, ma lei aveva scosso il capo perfettamente acconciato: — Ma insomma, Alice, sempre coralli sono. E poi è un po’ più femminile!

Jacques non riusciva a distogliere lo sguardo dalla donna. Prima sembrava assorta nei suoi pensieri, e non sembravano lieti, ma ora stava sorridendo fra sé. Un sorriso caldo, segreto, appena accennato, come se stesse pensando a qualcosa di molto divertente o di molto piacevole. Forse il ricordo di un momento con un amante. O con un innamorato.
Sembrava il tipo di donna che andava a letto con un uomo soltanto per amore, non per passatempo o per essere alla moda.”

Inizia così la storia di Jacques e Al, con un gioco di sguardi, un groviglio di pensieri ed una forte innegabile attrazione.

Vi è mai successo di guardare una persona e di sentire che è quella giusta? Che non c’è e non ci sarà più niente di sbagliato da quel momento in avanti? Di guardare i suoi occhi ed i suoi movimenti e di sentirvi a casa?

Questa sensazione è la chiave di questa storia.

Una storia che vedrà i nostri due protagonisti combattere con un sentimento forte ed intenso ma altrettanto inaspettato, un sentimento che entrambi avranno paura di vivere ma che inevitabilmente li porterà uno tra le braccia dell’altro e impedirà loro di stare lontani anche quando ci saranno migliaia di chilometri, Stati ed infinite ore di volo da affrontare.
Non sarà una storia semplice, ma anzi!
Questa è una di quelle storie che, se da un lato sembrano un segno del destino, dall’altro sembrano essere destinate a non decollare mai.
Sarà un amore difficile, sottoposto a tanti ostacoli e a tantissime prove da superare. Prove che, ad un certo punto della storia, sembrano essere più forti del sentimento che lega i nostri due protagonisti…

“Ma quando fu stretta fra le sue braccia, mentre lui si chinava a baciarla, capì che non c’era bisogno di parole.”

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Non voglio svelarvi nulla di più di questa storia perché si innescherebbe un effetto domino tale per cui vi racconterei l’intero libro e vi priverei dell’immenso piacere di leggere le righe scritte da Maria Masella.
Righe scritte con una maturità linguistica che non può passare inosservata ed una pulizia stilistica da invidiare.
La storia è scorrevole, i tempi assolutamente coerenti ed il profilo dei personaggi ben delineato.
Maria ha, dal mio punto di vista, la capacità di trasportarti in un tempo ed un luogo ben precisi, a suo piacimento e senza far accorgere il lettore neanche del minimo spostamento d’aria. Improvvisamente, in questa storia, mi sono trovata catapultata in un caotico aeroporto pieno di persone esasperate dal ritardo dei voli, poi in un ospedale al capezzale di mio padre, poi nella casa di famiglia coccolata dai ricordi d’infanzia e poi di nuovo in  aeroporto, questa volta un aeroporto più famigliare, più accogliente.
Ho vissuto questa storia con Al e Jacques senza accorgermene, provando le loro emozioni: il brivido dell’attrazione e l’angoscia della separazione.
Una storia che fa sognare a tutte noi, il tanto atteso colpo di fulmine.
Una storia che vale la pena leggere, che ho scelto a scatola chiusa e che, dopo averla letta, sceglierei ancora… esattamente come Jacques sceglierà la nostra Al, una, due, un milione di volte.

…Perché infondo si sa che come diceva Gianni Rodari, “dopo la pioggia viene il sereno”.

Julie ❤

 

 

 


Amori incrociati a Parigi

 

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A tu per tu con: Margot Valois!

Ciao Notters,
ci abbiamo messo un po’ di tempo ma siamo riuscite ad intervistare un’autrice a cui Notting Hill Books vuole particolarmente bene… E’ Margot Valois che ci racconta qualche curiosità sul suo meraviglioso romanzo, “Memorie di una cortigiana” (se vi siete persi la recensione cliccate qui!) e sui progetti futuri.

Ehm sì, è imperdibile quindi seguiteci! 😉

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Ciao Margot, e grazie per averci dedicato un po’ del tuo tempo! Sappiamo che sei impegnatissima e per questo ti siamo ancora più grate! 🙂
Non voglio rubarti troppo tempo quindi inizio subito!

  1. Margot, innanzitutto complimenti, il tuo libro mi ha conquistata! Cosa ti ha ispirata a scrivere un romanzo storico ambientato a Venezia? 

    Avevo letto diversi libri sulle cortigiane italiane del Cinquecento e l’argomento aveva stuzzicato la mia fantasia. Erano donne molto forti e determinate, mi sono piaciute fin dal primo istante. Inoltre Venezia esercita un fascino enorme su di me. La sua storia, i personaggi che l’hanno resa ancora più splendente, tutto mi ispirava.

  1. Come nasce la tua curiosità per il cosiddetto “mondo antico”? Cosa ti affascina di più? 

    Sono una vera appassionata di storia. Passo intere giornate in biblioteca. Per me scrivere romanzi storici è meraviglioso, ti permette di volare con la fantasia, pur rimanendo nel reale. Mi affascina entrare nelle vite di persone che hanno vissuto e amato in epoche passate. Adoro scrivere romanzi storici e ne ho scritti anche altri. Mi piace calarmi nelle varie epoche storiche e vivere con i miei protagonisti. È come viaggiare nel tempo… lo trovo bellissimo.

  1. Parliamo un po’ dei personaggi di questa bellissima storia… Veronica è un personaggio molto positivo, una donna forte e da ammirare. Come nasce la nostra protagonista? A cosa o a chi ti sei ispirata per crearla?

    Mi sono ispirata alla storia della famosa cortigiana veneziana Veronica Franco. Una donna forte, decisa, determinata e profondamente moderna. Una donna che non aveva paura di vivere a modo suo.
  1. Man mano che andavo avanti con la storia, devo dire che ho riscoperto e apprezzato molto anche il personaggio di Paola, la madre di Veronica, anche se inizialmente faticavo a capirlo… cosa ci puoi raccontare di lei? 

    Paola è una donna figlia del suo tempo. Non capisce la figlia ma poi, quando ne sente il vero dolore, si fa in quattro per aiutarla. Avrebbe voluto una vita più facile per Veronica, ma si rende conto che il marchio e il pregiudizio sono ombre incancellabili. Così comincia ad aiutare Veronica per rendere più agevole la sua scalata al successo. I consigli che le dà, nascono dall’esperienza e anche dalla sofferenza.

  1. Inutile dire che Marco Venier rappresenta l’uomo che tutte noi sogniamo e il Panizza, invece, tutto ciò che noi donne detestiamo. I due personaggi sono uno il contrario dell’altro, ma in questo romanzo non si tratta di due ragazzi che si contendono la protagonista: la differenza di età (oltre che nell’aspetto fisico, nel carattere, nel linguaggio, etc.) qui è importante. Come mai questa scelta? 

    Panizza è fondamentalmente un vile: debole con i forti e forte con i deboli. Quando sposa Veronica, crede di poterla sopraffare con la sua arroganza perché a suo avviso lei deve essergli riconoscente per l’opportunità che le sta offrendo. Una falsità, la verità è che anche lui è schiavo dei pregiudizi e non sa vedere oltre il suo naso. Marco è tutt’altro uomo. Giovane e ribelle, anche se molto tormentato. Ama Veronica ma il pregiudizio ha la meglio fino a quando non la rivede. Due uomini agli antipodi.

  1. Tra tutti i personaggi presenti nel libro, a quale di loro ti senti più legata? E perché? 

    Di sicuro a Veronica. È lei il raggio di sole del romanzo. Una giovane donna moderna, che sa il fatto suo e che non si lascia piegare da niente e da nessuno.

  1. In “Memorie di una cortigiana” il mestiere più antico del mondo ce lo racconti con molta eleganza e molta raffinatezza, cosa che ho apprezzato tantissimo: mai una scena imbarazzante, mai descrizioni volgari, racconti tutto con estrema classe. Come mai hai deciso di scrivere un romanzo proprio su questo aspetto? 

    Avevo letto alcuni sonetti di Veronica Franco e il personaggio mi aveva molto incuriosito. Così ho fatto delle ricerche e ho parlato anche con alcuni amici. Di solito leggo un documento, o guardo un ritratto antico e mi viene un’idea. Poi faccio delle ricerche per capire se l’idea della storia che ho in mente di scrivere sia plausibile. Se lo è, mi butto a capofitto nel lavoro. Bene, la storia di Veronica era lì, pronta per essere scritta. Devo ringraziare la casa editrice Aliberti per il sostegno. Loro mi hanno appoggiato fin da subito. Sono fantastici.

  1. Dalla tua biografia ho letto che sei cresciuta nella libreria parigina di tuo nonno. È lì che è nata la tua passione per la scrittura? Come? 

    Sì, sono nata e cresciuta tra i libri. Amo leggere prima che scrivere. Il profumo delle librerie è casa per me.

  1. Ho inoltre letto che hai viaggiato in tutto il mondo… c’è stato, c’è tutt’ora un posto che ti ispira più di tutti gli altri, un posto che rappresenta il tuo rifugio dove creare i tuoi romanzi? 

    Il mio posto preferito nel mondo? Ne ho tanti, ma la regione della Linguadoca per me è una fonte continua di ispirazione e d’amore. Le lande dei Catari, i castelli arroccati e la gente così gioviale e sanguigna, mi piace tutto. Poi ovviamente Roma e Parigi. Come potrei vivere senza di loro?

  1. Ho un’ultima domanda per te, Margot, che ho voluto farti da quando ho letto l’ultima pagina del tuo romanzo: esiste un seguito a questa meravigliosa storia tra Veronica e Marco? 

    Ebbene sì, ma è un progetto top secret… ops! L’ho detto 🙂

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Siamo arrivate alla fine in un lampo, grazie grazie e ancora grazie per essere stata con noi!

Edna. ❤

Recensione di: “Memorie di una cortigiana” di Margot Valois

Ciao Notters,
nuova recensione per voi! 🙂

Si tratta di un romanzo storico di grande successo edito da Compagnia Editoriale Aliberti – Collana LOVE.
Vi sto parlando di “Memorie di una cortigiana” di Margot Valois scrittrice emergente dall’indiscusso talento!
Questo romanzo ha illuminato la mia settimana quasi quanto le lucine dell’albero di Natale, è una storia ambientata nella magica Venezia del ‘500, romantica, passionale, una storia che emoziona dall’inizio alla fine… Una storia da leggere tutta d’un fiato!

… Siete almeno un po curiosi? Allora venite a scoprirla con me! 🙂

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TITOLO: Memorie di una cortigiana
AUTORE: Margot Valois
EDITORE: Compagnia Editoriale Aliberti
DATA PUBBLICAZIONE: 18 novembre 2015
PAGINE: 200 edizione cartacea – 61 ebook
GENERE:
PREZZO: € 9,99

 

 

SINOSSI

Venezia 1595. Veronica, figlia di una delle cortigiane più note di Venezia, viene data in spposa a un vecchio medico. Il matrimonio dura meno di un mese: la ragazza riesce a fuggire dal marito, che la teneva segregata in casa e la costringeva a giochi erotici perversi. Nella sua fuga, viene soccorsa da Marco Venier, un giovane intellettuale della Serenissima, destinato alla carriera politica. Ora deve scegliere: tornare dal marito oppure diventare cortigiana. La sua strada è decisa: Veronica impara così da sua madre tutti i segreti dell’eros, diventando in poco tempo la donna più desiderata di Venezia. La sua fama di amante focosa e di donna intelligente la precede ovunque vada. Peccato che non abbia fatto i conti con la passione, quella vera, che quando arriva la travolge in pieno…

RECENSIONE

Memorie di una cortigiana è stato davvero una bella scoperta!

È un romanzo breve che parla di una storia che potremmo tranquillamente ritrovare nei giorni nostri, nonostante sia ambientata nel ‘500, raccontata con semplicità ed eleganza dall’autrice, Margot Valois.

A partire dall’atmosfera magica di Venezia descritta nei minimi dettagli, dai più nascosti e pericolosi vicoli della città, ai profumi, sapori, rumori del mercato principale, fino ai racconti delle affascinanti abitudini di quegli anni, è impossibile per il lettore non perdersi e non lasciarsi travolgere dalle pagine di questo libro che ho letteralmente divorato.

Questa è la storia di Veronica, una bellissima ragazza di diciannove anni il cui destino, nonostante la giovane età, è già segnato: deve sposare il signor Panizza, un vecchio medico della città, e vivere come una signora. Un destino deciso da sua madre, la cortigiana più famosa in tutta Venezia, che non poteva permettere a quella ragazza così incredibilmente bella, dalla pelle di madreperla, i capelli biondo rame e gli occhi di un insolito color smeraldo e oro, di diventare come lei… di diventare una cortigiana.

Veronica è una protagonista che il lettore non può fare a meno di amare: bellissima, colta, curiosa, con tanta voglia di fare, di imparare, coraggiosa e affascinante, non si arrende ad una vita fatta di soprusi, di violazioni nel corpo e nell’anima da parte del marito che usa il Senzatitolo-2.jpgsesso in maniera totalmente perversa. Ha paura dell’uomo con cui deve condividere il letto, ha paura di sentirsi ogni notte quelle mani su di sé che, prepotenti, le lasciano marchi indelebili del loro passaggio. Segregata in casa, costretta da suo marito a non poter vedere nessuno, a non poter uscire, a non poter leggere alcun libro, costretta ad una vita di silenzi, di umiliazione, con una madre che non l’ascolta perché convinta che quello sia il suo posto, Veronica si sente in trappola, sente che quella non è la vita che fa per lei, sente che fuori da quelle mura c’è qualcosa di meglio per lei.

Un mese, un mese e non un giorno di più in quel palazzo, nel letto di quell’uomo, e Veronica decide di dar voce ai suoi pensieri: scappa.
Fugge da quella vita che le sta tanto stretta e non le importa se sua madre si arrabbierà, è disposta a tutto pur di non tornare da suo marito, anche a diventare una cortigiana. Veronica si arma di un mantello di seta nera e percorre tutti i corridoi del palazzo senza mai voltarsi indietro fino a quando non si ritrova, finalmente, all’aria aperta e una dolcissima sensazione di libertà la investe. Ma…

<< Dove credi di andare, ragazza?>> una voce maschile dal timbro deciso le rivolse quella domanda. Un’ombra si avvicinò a lei, non appena fu fuori dal cancello del palazzo di Panizza.

Veronica restò immobile per qualche istante prima di voltarsi verso l’uomo che aveva arrestato la sua fuga. Non aveva paura, non si trattava della voce del Panizza, ma di quella di un giovane uomo. Scrollò le spalle, si ricompose e affrontò lo sconosciuto con sguardo fiero.

<<Vado a casa mia, signore>> esclamò in tono di sfida. Abbassò il cappuccio del domino rivelando la sua chioma, che brillò di intensi riflessi ramati e dorati sotto i raggi del sole mattutino. L’uomo restò per un attimo incantato e poi posò lo sguardo sul viso di lei. I loro occhi si incrociarono. E stavolta fu Veronica a rimanere senza parole. Lui era bello come un dio. Era alto e slanciato. L’ovale del viso era spigoloso e incorniciato da una folta chioma riccia e nera. Gli occhi leggermente divergenti, erano di un indefinito colore tra il verde e il nocciola. Il naso era dritto e appuntito. Le labbra regolari e carnose.

Un incontro/scontro con uno sconosciuto che la sconvolge, che le fa perdere le sue sicurezze, che la stordisce, che la investe come un uragano, e che nel profondo del suo cuore, sa già che le cambierà la vita… ma Veronica ha ancora in mente il suo obiettivo: fuggire da quell’uomo. E così, con un “indovinello”, lascia il suo sconosciuto e se ne va.

<<Posso almeno sapere il vostro nome?>> le chiese quando lei ormai lo aveva superato. Veronica si fermò per un attimo, si girò verso di lui e gli rivolse uno sguardo impertinente mentre gli rispondeva:
<<Il mio nome è nascosto nel volto di Nostro Signore… se volete sapere di più, chiedete della fanciulla in Santa Maia Formosa.>>
Lo sguardo dello sconosciuto si fece più attento. Aveva smesso di ridere, ora, e guardava Veronica con ammirazione. […] Veronica si confuse tra le gente che cominciava a riempire le calli della Serenissima. Voltò l’angolo e si appoggiò al muro di un palazzo. Il cuore le batteva forte in petto e aveva le guance in fiamme. Non si trattava della corsa. Si sentiva euforica.

Così, con questa nuova sensazione in testa e nel cuore, comincia la sua nuova avventura, la sua nuova vita. Promettendo a sé stessa che mai nessun’altro uomo l’avrebbe trattata come il suo ormai ex marito, che nessun’altro avrebbe avuto la meglio su di lei e con l’aiuto di sua madre, dopo mesi di lezioni sugli uomini, sull’eros, sulla sensualità che Veronica aveva innata, arriva il giorno del suo debutto: sarebbe finalmente diventata una cortigiana. Anzi, la cortigiana più richiesta in tutta Venezia.

Veronica è felice, euforica, spaventata ma anche decisa e convinta della scelta che ha fatto. Eppure, una frase di sua madre si insinua nei suoi pensieri nel momento stesso in cui vi fa capolino il volto di uno sconosciuto…

<<Non capisci, Veronica, che la cosa più importante alla quale rinunci è l’amore>>

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Un romanzo che colpisce, che rapisce, che senti scorrere sotto la pelle, che ammalia e che fa quasi desiderare di essere al posto della protagonista. Una storia che affascina, che fa sospirare di gioia e di frustrazione, che fa desiderare un colpo di fulmine simile anche a noi. Un romanzo che non può che avere il tanto atteso “happy ending”! 🙂

Personalmente ho apprezzato che sia ambientato in Italia, a Venezia, e che si capisca leggendolo che l’autrice ha una grande conoscenza dell’epoca e della città stessa.

Memorie di una cortigiana è un libro che mi ha fatto desiderare un seguito, una nuova avventura per Veronica e il suo uomo misterioso, che mi ha fatto sentire coccolata fin dalla prima pagine e che, nel momento in cui ho letto l’ultima, mi ha fatta sentire come se avessi perso un amico…

Scritto in maniera semplice e  chiara, Margot Valois ci ha regalato un vero gioiello che deve assolutamente far parte della nostra libreria personale!

Consigliato? No… consigliatissimo!! 😉

Edna.

Notting Hill Books & Compagnia Editoriale Aliberti!

 

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La casa editrice
Times they are a’ changing.

Dal 2001 con la sigla indipendente Aliberti editore abbiamo dato alle stampe più di 1000 libri. Dalla saggistica politica all’approfondimento giornalistico d’inchiesta, alla narrativa di esordienti, siamo sempre stati liberi di coltivare il nostro giardino, come dice Voltaire.

Oggi la Compagnia editoriale Aliberti continua il cammino in un mondo che cambia. Seguendo con attenzione le nuove strade della comunicazione, che passano per il web, per il digitale, per i social media, per una partecipazione alla cultura sempre più democratica e indipendente, con il lettore sempre più al centro.

Con il marchio Aliberti Compagnia Editoriale, nella sede al centro di Reggio Emilia in Piazza San Prospero, pubblichiamo fiction e non fiction, sulla scia della nostra vocazione generalista.

Con Wingsbert House, il marchio del gusto e dell’enogastronomia, ci occupiamo di vino e aceti in un grande casale nelle campagne emiliane. E insieme facciamo libri. Con questo marchio abbiamo una collana dedicata ai grandi scrittori, musicisti, artisti che hanno trattato il vino: da Svevo a D’Annunzio, da Baudelaire a Pirandello, da Verdi a Puccini. E abbiamo inventato ilWine & Book, un’originale formula di abbinamento di un vino con un libro in un’unica confezione.

Lavorare su noi stessi, con un po’ più di lentezza e forse di saggezza, per i nostri lettori. Per continuare a far circolare le idee, a comunicare e vivere meglio.

[Testo tratto da: http://www.cealiberti.it/]

 

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La Compagnia Editoriale Aliberti lancia LOVE, la prima collana di eBook interamente dedicata all’amore.

In LOVE trovano spazio le storie, i racconti, le poesie dedicate all’amore, in tutte le sue declinazioni.

La collana LOVE vedrà disponibili tra novembre 2015 e gennaio 2016 in formato eBook i primi 200 titoli. L’obiettivo è di raggiungere, nei primi due anni di vita, una biblioteca di 1000 titoli.

Si tratta di un marchio originale della Compagnia Editoriale Aliberti che ha deciso di investire in questa collana di eBook dedicata interamente all’amore. Il lancio ufficiale è avvenuto mercoledì 18 novembre 2015 presso i rinomati Salotti Letterari Leussô di viale Regina Margherita 1 (angolo via Salaria IV piano) a Roma.

LOVE è un progetto editoriale ricco di storie, racconti, poesie dedicate all’amore in tutte le sue declinazioni. Sono intervenuti al lancio: l’editore Francesco Aliberti; il direttore editoriale della casa editrice, Alessandro Di Nuzzo; la direttrice editoriale di LOVE, Cinzia Giorgio e il presidente di Leussô, Benedetto Coccia.

L’obiettivo della casa editrice Aliberti è di raggiungere, nei primi due anni di vita, una biblioteca di mille titoli in formato eBook. Il brand digitale LOVE pubblicherà gli scritti di noti autori contemporanei, che verranno pubblicati insieme a esordienti di talento: Paola Picasso, Margot Valois, Maria Masella, Carla Cucchiarelli, Mauro Conciatori, Giuseppe Pantò, Frank Gonnella e molti altri.
Tra i titoli vi è inoltre un’ampia scelta di autori stranieri, primi fra tutti l’americana C. De Melo e il gallese Jeff Rees Jones. Ma LOVE è anche la collana dei classici, italiani e internazionali, che hanno raccontato l’amore e le passioni. Da Boccaccio a Verga, da Carolina Invernizio a Veronica Franco, da Neera a Sibilla Aleramo. Ci sarà spazio anche per le passioni intellettuali e civili, nel loro risvolto privato: dal Nietzsche aforistico alle lettere di Piero e Ada Gobetti, fino all’epistolario familiare di Gramsci.

Autore della canzone Light in The Dark, che accompagna il trailer della collana, il cantautore inglese Steve Balsamo: Guarda il trailer – LOVE.

La collana LOVE si suddividerà in 10 sotto-collane, diverse per contenuti e target e differenziate dal colore:

  • Lovestruck = romanzi d’amore ambientati ai nostri giorni
  • Lovesick = romanzi d’amore con un tocco di mistero (romantic suspense)
  • Love Story = romanzi d’amore ambientati in epoche passate
  • Entangled Love = romanzi d’amore intensi
  • Love Affair = romanzi erotici
  • Lovely = romanzi per giovani lettori (Junior e Young Adult)
  • Lovebirds = commedie romantiche (Chick-lit)
  • International Love= romanzi d’amore in altre lingue (inglese, francese, spagnolo, russo, giapponese, etc.)
  • Love Letters = saggi, teatro, epistolari e poesie
  •  = scritti sulla passione per l’arte, la politica, l’impegno civile, la letteratura e così via.

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Clicca qui per scoprire tutti i libri della collana LOVE!

 

 

 

Presentazione: “Memorie di una cortigiana” di Margot Valois

Ciao Notters! 🙂
Siamo sempre più emozionate nel fare le presentazioni dei libri delle “nostre” autrici e ad ognuna ci affezioniamo come se, prima che scrittrici fossero amiche.

Oggi  vi presentiamo un romanzo contemporaneo, un libro importante e non intendiamo “famoso”…
Si tratta di “Memorie di una cortigiana” di Margot Valois.

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TITOLO: Memorie di una cortigiana
AUTRICE: Margot Valois
PUBBLICAZIONE: Compagnia Editoriale Aliberti
DATA PUBBLICAZIONE: 18 Novembre 2015
PAGINE: 200 (edizione cartacea)
PREZZO: €. 9,99

 

SINOSSI

Venezia 1565. Veronica, figlia di una delle cortigiane più note di Venezia, viene data in sposa a un vecchio medico. Il matrimonio dura meno di un mese: la ragazza riesce a fuggire dal marito, che la teneva segregata in casa e la costringeva a giochi erotici perversi. Nella sua fuga, viene soccorsa da Marco Venier, un giovane intellettuale della Serenissima, destinato alla carriera politica. Ora deve scegliere: tornare dal marito oppure diventare una cortigiana. La sua strada è decisa: Veronica impara così da sua madre tutti i segreti dell’eros, diventando in poco tempo la donna più desiderata di Venezia. La sua fama di amante focosa e di donna intelligente la precede ovunque vada. Peccato che non abbia fatto i conti con la passione, quella vera, che quando arriva la travolge in pieno…

CHI E’ MARGOT VALOIS?

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Margot Valois è lo pseudonimo di una giovane scrittrice anglofrancese. Nata da padre parigino e madre scozzese, Margot ha passato la sua infanzia nella libreria parigina del nonno per poi cominciare a viaggiare in tutto il mondo. Innamoratasi della regione della Languedoc, vive nei mesi estivi a Carcassonne.
La sua sede operativa resta il quartiere di Swiss Cottage di Londra, dove vive con la sua gatta Bastet.

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Non ci resta che fare un grossissimo in bocca al lupo a Margot e dirvi che Notting Hill Books è impaziente di conoscere le “Memorie di una Cortigiana” ed altrettanto di raccontarvele.

Notters che dite, contiamo fino a “tre” e lo scarichiamo insieme?

Julie & Naty ❤