A tu per tu con: Margot Valois!

Ciao Notters,
ci abbiamo messo un po’ di tempo ma siamo riuscite ad intervistare un’autrice a cui Notting Hill Books vuole particolarmente bene… E’ Margot Valois che ci racconta qualche curiosità sul suo meraviglioso romanzo, “Memorie di una cortigiana” (se vi siete persi la recensione cliccate qui!) e sui progetti futuri.

Ehm sì, è imperdibile quindi seguiteci! 😉

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Ciao Margot, e grazie per averci dedicato un po’ del tuo tempo! Sappiamo che sei impegnatissima e per questo ti siamo ancora più grate! 🙂
Non voglio rubarti troppo tempo quindi inizio subito!

  1. Margot, innanzitutto complimenti, il tuo libro mi ha conquistata! Cosa ti ha ispirata a scrivere un romanzo storico ambientato a Venezia? 

    Avevo letto diversi libri sulle cortigiane italiane del Cinquecento e l’argomento aveva stuzzicato la mia fantasia. Erano donne molto forti e determinate, mi sono piaciute fin dal primo istante. Inoltre Venezia esercita un fascino enorme su di me. La sua storia, i personaggi che l’hanno resa ancora più splendente, tutto mi ispirava.

  1. Come nasce la tua curiosità per il cosiddetto “mondo antico”? Cosa ti affascina di più? 

    Sono una vera appassionata di storia. Passo intere giornate in biblioteca. Per me scrivere romanzi storici è meraviglioso, ti permette di volare con la fantasia, pur rimanendo nel reale. Mi affascina entrare nelle vite di persone che hanno vissuto e amato in epoche passate. Adoro scrivere romanzi storici e ne ho scritti anche altri. Mi piace calarmi nelle varie epoche storiche e vivere con i miei protagonisti. È come viaggiare nel tempo… lo trovo bellissimo.

  1. Parliamo un po’ dei personaggi di questa bellissima storia… Veronica è un personaggio molto positivo, una donna forte e da ammirare. Come nasce la nostra protagonista? A cosa o a chi ti sei ispirata per crearla?

    Mi sono ispirata alla storia della famosa cortigiana veneziana Veronica Franco. Una donna forte, decisa, determinata e profondamente moderna. Una donna che non aveva paura di vivere a modo suo.
  1. Man mano che andavo avanti con la storia, devo dire che ho riscoperto e apprezzato molto anche il personaggio di Paola, la madre di Veronica, anche se inizialmente faticavo a capirlo… cosa ci puoi raccontare di lei? 

    Paola è una donna figlia del suo tempo. Non capisce la figlia ma poi, quando ne sente il vero dolore, si fa in quattro per aiutarla. Avrebbe voluto una vita più facile per Veronica, ma si rende conto che il marchio e il pregiudizio sono ombre incancellabili. Così comincia ad aiutare Veronica per rendere più agevole la sua scalata al successo. I consigli che le dà, nascono dall’esperienza e anche dalla sofferenza.

  1. Inutile dire che Marco Venier rappresenta l’uomo che tutte noi sogniamo e il Panizza, invece, tutto ciò che noi donne detestiamo. I due personaggi sono uno il contrario dell’altro, ma in questo romanzo non si tratta di due ragazzi che si contendono la protagonista: la differenza di età (oltre che nell’aspetto fisico, nel carattere, nel linguaggio, etc.) qui è importante. Come mai questa scelta? 

    Panizza è fondamentalmente un vile: debole con i forti e forte con i deboli. Quando sposa Veronica, crede di poterla sopraffare con la sua arroganza perché a suo avviso lei deve essergli riconoscente per l’opportunità che le sta offrendo. Una falsità, la verità è che anche lui è schiavo dei pregiudizi e non sa vedere oltre il suo naso. Marco è tutt’altro uomo. Giovane e ribelle, anche se molto tormentato. Ama Veronica ma il pregiudizio ha la meglio fino a quando non la rivede. Due uomini agli antipodi.

  1. Tra tutti i personaggi presenti nel libro, a quale di loro ti senti più legata? E perché? 

    Di sicuro a Veronica. È lei il raggio di sole del romanzo. Una giovane donna moderna, che sa il fatto suo e che non si lascia piegare da niente e da nessuno.

  1. In “Memorie di una cortigiana” il mestiere più antico del mondo ce lo racconti con molta eleganza e molta raffinatezza, cosa che ho apprezzato tantissimo: mai una scena imbarazzante, mai descrizioni volgari, racconti tutto con estrema classe. Come mai hai deciso di scrivere un romanzo proprio su questo aspetto? 

    Avevo letto alcuni sonetti di Veronica Franco e il personaggio mi aveva molto incuriosito. Così ho fatto delle ricerche e ho parlato anche con alcuni amici. Di solito leggo un documento, o guardo un ritratto antico e mi viene un’idea. Poi faccio delle ricerche per capire se l’idea della storia che ho in mente di scrivere sia plausibile. Se lo è, mi butto a capofitto nel lavoro. Bene, la storia di Veronica era lì, pronta per essere scritta. Devo ringraziare la casa editrice Aliberti per il sostegno. Loro mi hanno appoggiato fin da subito. Sono fantastici.

  1. Dalla tua biografia ho letto che sei cresciuta nella libreria parigina di tuo nonno. È lì che è nata la tua passione per la scrittura? Come? 

    Sì, sono nata e cresciuta tra i libri. Amo leggere prima che scrivere. Il profumo delle librerie è casa per me.

  1. Ho inoltre letto che hai viaggiato in tutto il mondo… c’è stato, c’è tutt’ora un posto che ti ispira più di tutti gli altri, un posto che rappresenta il tuo rifugio dove creare i tuoi romanzi? 

    Il mio posto preferito nel mondo? Ne ho tanti, ma la regione della Linguadoca per me è una fonte continua di ispirazione e d’amore. Le lande dei Catari, i castelli arroccati e la gente così gioviale e sanguigna, mi piace tutto. Poi ovviamente Roma e Parigi. Come potrei vivere senza di loro?

  1. Ho un’ultima domanda per te, Margot, che ho voluto farti da quando ho letto l’ultima pagina del tuo romanzo: esiste un seguito a questa meravigliosa storia tra Veronica e Marco? 

    Ebbene sì, ma è un progetto top secret… ops! L’ho detto 🙂

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Siamo arrivate alla fine in un lampo, grazie grazie e ancora grazie per essere stata con noi!

Edna. ❤

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