A tu per tu con: Melissa Spadoni!

Cari Notters,

Dopo essermi emozionata, innamorata, aver regalato al mio cuore tanti episodi di tachicardia e dopo aver asciugato le mie lacrime all’ultima pagina del libro “Non sono un angelo”, ecco che ho avuto il piacere di fare quattro chiacchiere con Melissa Spadoni! Volete saperne un po’ di più?

Venire a leggere, compagni di lettura! 🙂

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  1. Melissa, innanzitutto ancora complimenti, il tuo libro mi ha letteralmente conquistata! “Non sono un angelo” è una storia d’amore emozionante, divertente e commovente. Come nasce dalla tua penna? Ti sei ispirata a qualcosa o a qualcuno?

    Ciao a te Edna e a tutte le Notters!
    Sono davvero felice per questa opportunità e super commossa per il fatto che il mio libro ti sia piaciuto! “Non sono un Angelo” nasce una sera mentre stavo lavorando al bar. Era un po’ che mi girava in testa l’idea di una storia simile, ma non riuscivo a darle una forma! Poi una sera le idee hanno iniziato a fluire limpide e nel giro di tre settimane era finito. Il libro è tutto di fantasia, come praticamente tutti quelli che scrivo. Mi nascono così, mentre sono in giro, o parlo con i miei amici ed uno di loro dice una frase o una parola particolare. Alle volte anche mentre sono nel dormiveglia! È per questo che ho sempre carta e penna a portata di mano!

  2. Tu sei una scrittrice italiana; come mai hai deciso di ambientare il tuo racconto in America?

    È una domanda che mi rivolgono spesso. Non saprei dire proprio il perché… forse è per la voglia di scoprire e visitare luoghi nei quali non sono mai stata o vorrei andare! Una sorta di giro del mondo su carta!
  3. Parliamo un po dei protagonisti… Autumn è una ragazza apparentemente delicata ma con una grande forza d’animo d tanta, tantissima voglia di lasciarsi andare. È una ragazza inesperta che, durante il racconto, sembra guardi il mondo per la prima volta. Come nasce la protagonista? Perché hai scelto che crearla in questo modo?

    Autumn nasce dalla voglia di creare un personaggio che sia insieme fragile, ma anche tanto forte. Volevo una ragazza che fosse sia un angelo che un demonietto. Avevo creato la trama e sapevo che ad uno dei miei protagonisti avrei posto qualche bell’ostacolo sul suo cammino, ma non volevo nemmeno che fosse la classica ragazzina fragile spaventata dal mondo con la lacrima facile! Volevo renderla più reale ecco. Bella e delicata sì, ma anche imbranata, impacciata e con i medesimi desideri di una qualunque adolescente fatta crescere sotto una campana di vetro. Quelli di vivere e lasciarsi andare per una volta nella vita.

  4.  Mael apparentemente sembra l’opposto di Autumn, in realtà, conoscendolo nel profondo, non è poi così diverso da lei: sono fragili allo stesso modo ed entrambi non hanno mai amato per davvero. A chi ti sei ispirata per creare questo personaggio?

    Sì. Mael vuole fare il duro, ma in realtà è un ragazzo dal cuore d’oro, sempre pronto ad aiutare chi ama, più dolce e sensibile di quanto persino lui non si immagina. Persino timido certe volte! Non volevo creare il classico protagonista maschile tutto macho arrogante e pieno di sé, non lo trovavo adatto al tipo di storia! Purtroppo non conosco un ragazzo così nella vita reale… è tutto frutto della mia immaginazione aihmé!

  5. La loro è una storia d’amore semplice, a tratti quasi “fanciullesca”, nulla a che vedere  con i romanzi “di punta” degli ultimi tempi. Perché questa scelta?

    Forse per la voglia di scrivere di un amore… lo vogliamo chiamare puro? Una storia che parlasse di cosa c’è oltre al sesso, oltre alla pura attrazione fisica. Una storia che parlasse di cosa si prova quando si ama qualcuno incondizionatamente. Un tipo di amore che magari è più facile incontrare quando si è più giovani.

  6. Piccola curiosità: qual’è il personaggio che senti più vicino a te, quello in cui ti rivedi maggiormente?

    Direi senza ombra di dubbio, sotto molti punti di vista, mi rivedo molto in Autumn. Soprattutto sull’essere imbranata!
  7. Parliamo un po di te… Qual è stato il momento in cui hai capito ami la scrittura?

    Diciamo che l’ho sempre amata senza saperlo. Ho sempre inventato storie fin da piccola, sia che fossero esse sotto forma di fumetti, sia che fossero racconti scritti. Mi è sempre piaciuto farlo e ci passavo sopra intere giornate! Ma forse l’imprinting finale c’è stato 7 anni fa, quando ho provato a scrivere il mio primo e vero racconto illustrato. Da allora non mi sono più fermata ed ora mi ritrovo con decine e decine di storie che aspettano solo il momento opportuno per essere realizzate!

  8. Cosa ne pensi del mondo “self”?

    È stata una bellissima scoperta per me! È vero che essendo da sola tutto dipende unicamente da te… devi trovarti qualcuno che ti faccia un editing, qualcuno che sappia crearti una copertina se non sei in grado di fartela da sola, farti pubblicità a tutto spiano… però è bello e gratificante alla fine! Mi ha aperto un mondo intero e fatto conoscere un sacco di gente nuova e fantastica! È anche vero che con questa storia chiunque può decidere di pubblicare un libro, che sappia scrivere o meno, ma io non ci vedo nulla di sbagliato! Se uno ha un sogno è giusto che ci provi e se proprio ha scritto qualcosa di orribile… beh! Magari andrà meglio la volta dopo! In fondo se uno non impara dai propri errori come farà a migliorarsi? Se uno sogna come me di diventare una scrittrice o scrittore, il mondo dei self è un buon modo per provare ad avvicinarsi a questo sogno!
  9. Avresti la voglia, la curiosità, di creare una storia diversa, che si discosti dal Romance?

    Sì. Mi piacerebbe molto provare a fare qualcosa di diverso, un fantasy o uno storico tipo, però temo di non esserne in grado! O non ancora almeno. Magari in futuro, chissà!

  10. Ultima domanda: quando ci regalerai un altra chicca come “Non sono un angelo”?
    Io, personalmente, non vedo l’ora! 🙂

    Sono già al lavoro con un nuovo racconto. Volevo vedere se riuscivo a pubblicarlo entro San Valentino, ma staremo a vedere. Io ci spero! Come spero davvero tanto che vi piacerà! Terrò le dita incrociate!!!

    divisorioGrazie infinite a Melissa per questa piacevolissima chiacchierata e, soprattutto, per le emozioni che mi ha regalato! ❤

    Edna.

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A tu per tu con: Alessia Cucè!

Ciao Notters, oggi ho il piacere di fare quattro chiacchere con Alessia Cucè! Autrice di “Cercami tra i ciliegi in fiore” che ho letto e recensito lunedì. Un romanzo romantico, dolce e sfumato di eros. Se l’avete persa leggete

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Naty: Ciao Alessia, prima di partire con le domande volevo ringraziarti del tempo dedicato a Notting Hill Books 😊

1- In “Cercami tra i ciliegi in fiore” c’è dell’ autobiografico?

Grazie a voi per avermi dato questa possibilità. Inizio subito col rispondere alle domande. Alcune caratteristiche di Lucinda sono autobiografiche, ma sopra ogni cosa l’ambientazione a Celleno. Abito vicino questa piccola frazione e ho assistito alla festa delle Ciliegie più volte e me ne sono innamorata proprio nel modo in cui la amano Giorgio e Luce.

2- Come nascono le tue storie. Usi uno schema preciso?

Quando iniziai a scrivere, non usavo schemi ma andavo di getto. Col tempo ho imparato a crearmi delle scalette anche se spesso non le rispetto perché i personaggi fanno come vogliono. Sono loro che mi portano in una direzione piuttosto che in un’altra.

3- Lucinda, rispecchia caratterialmente te o qualcuno di tua conoscenza, o semplicemente è frutto della fantasia?

Luce è innegabilmente parte di me. È uno dei miei personaggi che più mi rispecchia soprattutto nella fragilità. Il suo arginare il dolore e nasconderlo piuttosto che affrontarlo, il suo bisogno di sentirsi importante e soprattutto il suo desiderio di sentirsi amata, fanno di lei la mia gemella letteraria perfetta.

4- Giorgio per me potrebbe essere il mio uomo ideale, per la sua semplicità, è caparbio, dolce e romantico. L’hai creato proprio per noi donne?

Se dobbiamo essere sincere, ultimamente le donne amano l’uomo abbastanza “stronzo” e perdonate il termine. Ci si entusiasma leggendo di uomini che maltrattano, che si negano e fanno penare una donna proprio perché il gusto del proibito, del rifiuto è quello che suscita più emozioni. Perché la conquista più è ardua più è coinvolgente.  Per quanto io abbia amato certi personaggi con tali caratteristiche, non li vedrei mai accanto a me. Da qui nasce Giorgio Sutri. Un uomo innamorato e combattuto, passionale e tenero. Insomma, per me un uomo deve contenere un certo equilibrio, né troppo “diabetico” né troppo bastardo.

5- Il tuo nuovo romanzo (che recensiremo a breve) “Un’amante nel mio letto” è un libro ironico e divertente. Ti sei ispirata a qualcosa o qualcuno per scriverlo?

Non in particolare. Mi sono ispirata alla visione bucolica dell’uomo palestrato. Alle immagini che spesso si vedono di adoni strafighi che fanno girare la testa(anche a me lo ammetto) e mi sono chiesta: quanti di questi saranno realmente uomini? Ecco come nasce Mattia, tanto bello quanto infantile sotto tutti i punti di vista. Naturalmente nel testo l’esasperazione di certe situazioni è voluta per rincarare la dose e poi, ad essere sincera, perché l’uomo “normale”, quello con un po’ di pancetta e senza tartarughe scolpite, non deve essere mai il protagonista? Da questo nasce invece Paolo Valle, il commercialista anonimo che però è un uomo a tutti gli effetti. Diamo un po’ di soddisfazione a questi uomini che non vengono mai menzionati.😊

6- Fai leggere i tuoi romanzi a qualcuno, prima di pubblicarli?

Sempre! Ho un paio di colleghe che mi consigliano e mi correggono.

7- Oltre ad essere scrittrice sei anche una gran lettrice. Che genere ami e qual’è il tuo libro preferito?

Leggo molto soprattutto autrici self, più che altro perché sono stufa di sentire sempre commenti denigratori su tante autrici talentuose che sono self e attaccate solo per questo. I generi che amo di più sono i romance, gli erotici, i dark e i fantasy.

8- Hai un posto per scrivere o una situazione particolare in cui ti senti  più ispirata?

Bella domanda! Scrivo ovunque. Sono attrezzata con app sul cellulare, blocco note, PC, file audio insomma, se l’ispirazione arriva non voglio essere impreparata. Il momento che prediligo è la sera, soprattutto quando le luci si spengono e il mio cervello si accende invece di dormire come farebbe chiunque. Passo ore sotto le coperte a scrivere sul cellulare, che meravigliosa invenzione! In altri tempi mi sarebbe toccato uscire da sotto il piumone e scrivere in un’altra stanza e d’inverno non è affatto piacevole.

Alessia: Grazie infinitamente per la vostra disponibilità. Vi aspetto su Amazon con le avventure dei miei personaggi.

Naty ❤

A tu per tu con: Margot Valois!

Ciao Notters,
ci abbiamo messo un po’ di tempo ma siamo riuscite ad intervistare un’autrice a cui Notting Hill Books vuole particolarmente bene… E’ Margot Valois che ci racconta qualche curiosità sul suo meraviglioso romanzo, “Memorie di una cortigiana” (se vi siete persi la recensione cliccate qui!) e sui progetti futuri.

Ehm sì, è imperdibile quindi seguiteci! 😉

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Ciao Margot, e grazie per averci dedicato un po’ del tuo tempo! Sappiamo che sei impegnatissima e per questo ti siamo ancora più grate! 🙂
Non voglio rubarti troppo tempo quindi inizio subito!

  1. Margot, innanzitutto complimenti, il tuo libro mi ha conquistata! Cosa ti ha ispirata a scrivere un romanzo storico ambientato a Venezia? 

    Avevo letto diversi libri sulle cortigiane italiane del Cinquecento e l’argomento aveva stuzzicato la mia fantasia. Erano donne molto forti e determinate, mi sono piaciute fin dal primo istante. Inoltre Venezia esercita un fascino enorme su di me. La sua storia, i personaggi che l’hanno resa ancora più splendente, tutto mi ispirava.

  1. Come nasce la tua curiosità per il cosiddetto “mondo antico”? Cosa ti affascina di più? 

    Sono una vera appassionata di storia. Passo intere giornate in biblioteca. Per me scrivere romanzi storici è meraviglioso, ti permette di volare con la fantasia, pur rimanendo nel reale. Mi affascina entrare nelle vite di persone che hanno vissuto e amato in epoche passate. Adoro scrivere romanzi storici e ne ho scritti anche altri. Mi piace calarmi nelle varie epoche storiche e vivere con i miei protagonisti. È come viaggiare nel tempo… lo trovo bellissimo.

  1. Parliamo un po’ dei personaggi di questa bellissima storia… Veronica è un personaggio molto positivo, una donna forte e da ammirare. Come nasce la nostra protagonista? A cosa o a chi ti sei ispirata per crearla?

    Mi sono ispirata alla storia della famosa cortigiana veneziana Veronica Franco. Una donna forte, decisa, determinata e profondamente moderna. Una donna che non aveva paura di vivere a modo suo.
  1. Man mano che andavo avanti con la storia, devo dire che ho riscoperto e apprezzato molto anche il personaggio di Paola, la madre di Veronica, anche se inizialmente faticavo a capirlo… cosa ci puoi raccontare di lei? 

    Paola è una donna figlia del suo tempo. Non capisce la figlia ma poi, quando ne sente il vero dolore, si fa in quattro per aiutarla. Avrebbe voluto una vita più facile per Veronica, ma si rende conto che il marchio e il pregiudizio sono ombre incancellabili. Così comincia ad aiutare Veronica per rendere più agevole la sua scalata al successo. I consigli che le dà, nascono dall’esperienza e anche dalla sofferenza.

  1. Inutile dire che Marco Venier rappresenta l’uomo che tutte noi sogniamo e il Panizza, invece, tutto ciò che noi donne detestiamo. I due personaggi sono uno il contrario dell’altro, ma in questo romanzo non si tratta di due ragazzi che si contendono la protagonista: la differenza di età (oltre che nell’aspetto fisico, nel carattere, nel linguaggio, etc.) qui è importante. Come mai questa scelta? 

    Panizza è fondamentalmente un vile: debole con i forti e forte con i deboli. Quando sposa Veronica, crede di poterla sopraffare con la sua arroganza perché a suo avviso lei deve essergli riconoscente per l’opportunità che le sta offrendo. Una falsità, la verità è che anche lui è schiavo dei pregiudizi e non sa vedere oltre il suo naso. Marco è tutt’altro uomo. Giovane e ribelle, anche se molto tormentato. Ama Veronica ma il pregiudizio ha la meglio fino a quando non la rivede. Due uomini agli antipodi.

  1. Tra tutti i personaggi presenti nel libro, a quale di loro ti senti più legata? E perché? 

    Di sicuro a Veronica. È lei il raggio di sole del romanzo. Una giovane donna moderna, che sa il fatto suo e che non si lascia piegare da niente e da nessuno.

  1. In “Memorie di una cortigiana” il mestiere più antico del mondo ce lo racconti con molta eleganza e molta raffinatezza, cosa che ho apprezzato tantissimo: mai una scena imbarazzante, mai descrizioni volgari, racconti tutto con estrema classe. Come mai hai deciso di scrivere un romanzo proprio su questo aspetto? 

    Avevo letto alcuni sonetti di Veronica Franco e il personaggio mi aveva molto incuriosito. Così ho fatto delle ricerche e ho parlato anche con alcuni amici. Di solito leggo un documento, o guardo un ritratto antico e mi viene un’idea. Poi faccio delle ricerche per capire se l’idea della storia che ho in mente di scrivere sia plausibile. Se lo è, mi butto a capofitto nel lavoro. Bene, la storia di Veronica era lì, pronta per essere scritta. Devo ringraziare la casa editrice Aliberti per il sostegno. Loro mi hanno appoggiato fin da subito. Sono fantastici.

  1. Dalla tua biografia ho letto che sei cresciuta nella libreria parigina di tuo nonno. È lì che è nata la tua passione per la scrittura? Come? 

    Sì, sono nata e cresciuta tra i libri. Amo leggere prima che scrivere. Il profumo delle librerie è casa per me.

  1. Ho inoltre letto che hai viaggiato in tutto il mondo… c’è stato, c’è tutt’ora un posto che ti ispira più di tutti gli altri, un posto che rappresenta il tuo rifugio dove creare i tuoi romanzi? 

    Il mio posto preferito nel mondo? Ne ho tanti, ma la regione della Linguadoca per me è una fonte continua di ispirazione e d’amore. Le lande dei Catari, i castelli arroccati e la gente così gioviale e sanguigna, mi piace tutto. Poi ovviamente Roma e Parigi. Come potrei vivere senza di loro?

  1. Ho un’ultima domanda per te, Margot, che ho voluto farti da quando ho letto l’ultima pagina del tuo romanzo: esiste un seguito a questa meravigliosa storia tra Veronica e Marco? 

    Ebbene sì, ma è un progetto top secret… ops! L’ho detto 🙂

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Siamo arrivate alla fine in un lampo, grazie grazie e ancora grazie per essere stata con noi!

Edna. ❤

A tu per tu con: Fede Mas!

Ciao Notters!
E dopo aver fatto un salto negli angoli più segreti e bui del Sud Italia, eccomi qui a scambiare quattro chiacchiere con Fede Mas, l’autore dei libro che ho letto e recensito per voi questa settimana: “Il Fiore: sesso, potere e malaffare”.
Un libro che fa pensare, che permette ai lettori di conoscere un pezzetto fondamentale della storia italiana.
Un libro che mi ha trasmesso qualcosa.
Siete curiosi di conoscere la storia di questo libro e del suo autore? Leggete qui!

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1. Fede Mas, il tuo libro è una testimonianza, rappresenta una voce che vuole farsi sentire, è un viaggio nella criminalità. Al di la del tuo passato, cosa ti ha spinto a scrivere “Il Fiore: sesso, potere e malaffare”? 

La voglia di riscattarmi, la voglia di liberarmi da un peso che porto ormai da tempo e la passione per la lettura che ad un tratto è sfociata in scrittura.

2. Il tuo racconto è interamente ispirato ad una storia vera o è anche frutto della tua fantasia?

Per realizzare il romanzo “Il Fiore: sesso, potere e malaffare” mi sono ispirato a persone realmente esistenti facendo delle ricerche accurate o scrivendo di personaggi che già conosco nella vita reale; tuttavia alcuni passaggi ho dovuto inventarli solo per creare tasselli che legassero la trama.

3. Nel tuo cammino da scrittore, hai incontrato difficoltà nello scrivere questo libro contemporaneo? Se sì, quali? 

Le difficoltà che ho incontrato non sono delle più diffuse come il blocco dello scrittore, anzi ho scritto di getto e la prima stesura l’ho terminata in breve tempo, tuttavia sentivo la suggestione della storia che mi faceva prigioniero, quindi la paranoia e i continui sogni dove entravo letteralmente nella storia tra i personaggi del libro.

4. Hai mai avuto “paura” che il tuo racconto potesse avere un effetto sui lettori non desiderato? 

Sì, ma solo in pochi momenti, non più di tanto. Questo romanzo l’ho scritto per un dovere civico, non è un’opera commerciale.

5. Passiamo ai personaggi… Ce ne sono davvero tanti! Eppure, in qualche modo, Miky mi è sembrato il “principale”. Che legame hai con lui? 

Miky è il mio avatar nella storia.

6. I personaggi da te descritti e citati, sono persone che hai realmente incontrato nella tua vita o sono inventati?

Alcuni dei personaggi li ho conosciuti di persona, altri sono famigerati perchè divenuti leggende metropolitane.

7. Parliamo un po di te… Nel tuo libro, prima di entrare nel vivo della storia, citi una frase di Edward Bunker: “Dedico questo libro a mio figlio.  Ho aspettato tanti anni per potergli servire  una mano migliore di quella che  è toccata a me.  Sono sicuro che giocherà le sue carte”.
Se non sono troppo indiscreta, perché questa scelta? 

Per rendere omaggio a mio figlio e ad un grande maestro del noir, Edward Bunker.

8. Come nasce la tua passione per la scrittura? Hai qualche momento in particolare che ti ha portato a decidere di scrivere un libro? 

La passione per la scrittura nasce per liberarmi da un po’ di storie che ho tenuto dentro per tanto tempo. In un momento della mia vita ha motivato le mie giornate.

9. Il mondo della letteratura è veramente vasto! Hai dei generi o degli autori preferiti, libri che custodisci gelosamente nel tuo cassetto? 

Sì, ce ne sono molti, per ogni genere un autore, ho una libreria di cui sono molto geloso, leggo di tutto dal genere epico a quello romance.


10. Ed eccoci all’ultima domanda: so che stai scrivendo un nuovo romanzo… ti va di svelarci qualcosa in più? 🙂

Il mio prossimo romanzo sarà un romance, una storia travolgente, un amore impossibile, tratto da una storia vera. Vi mando uno stralcio tratto dal romanzo “Ti scrivo, ti amo, ti odio.”

«Devo prendere una cosa» disse Stefano infilando il braccio dalla porta socchiusa.«Entra caro» disse lei aprendo: emanava un profumo di muschio bianco che gli accarezzò le narici. “Che carica erotica!” Una lieve vertigine, il respiro affaticato; gli era difficile resisterle. Un bacio fugace gli lambì le labbra invitandolo ad andare oltre. Scrollò quel pensiero profano e la respinse bruscamente. L’allontanò dal suo petto e tagliò dritto per la sala dove pernottava. Scrutò nella valigia, nei jeans che aveva indossato il giorno prima, infine, trovò quello che cercava. Girò sui tacchi e, mentre oltrepassava la porta, s’imbatté di nuovo in quella dannata donna che tanto lo tentava. Era maledettamente attraente. Gli si parò davanti bloccandogli la strada e penetrò i suoi occhi con uno sguardo sensuale. La mano destra, con un tocco leggero, fece cadere la bretellina del vestito, rossa come il suo reggiseno. Si sentì mancare il fiato, intravedendo un’areola.«Cos’è, non ti piaccio? O sei diverso…» «Non vado a letto con le donne degli altri.»

Grazie Fede Mas, del tempo dedicato a Notting Hill Books! 🙂
Edna

 

A tu per tu con: Samantha M.!

Ciao Notters! 🙂
Eccomi qui a tu per tu con Samantha per una breve intervista!
Dopo aver letto il suo appassionante, stuzzicante e sorprendente libro “Il mio uomo delle caverne!”, la curiosità ha preso il sopravvento e… Non vedevo l’ora di farle qualche domanda!
Anche voi siete curiosi di conoscerla meglio come me?
Beh, non vi resta che leggere qui! 😉

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1. Samantha, il tuo libro parla di due storie d’amore: quella tra Matt e Scott, e quella tra Will e Curt… Cosa ti ha spinto a creare questa storia? Ti sei ispirata a qualcuno o qualcosa?

Ciao a tutte/i Notters! È un vero piacere per me poter rispondere ai vostri quesiti! 😉

Dunque, quando io comincio a scrivere un libro, in realtà, ho in mente solo l’inizio della storia. Infatti, la coppia Will e Curt non l’avevo proprio in mente quando ho pensato a Matt e Scott.
Quando scrivo un libro, sono i personaggi stessi che mi parlano e mi dicono cosa, come e quando succedono le cose. In tutti i miei libri è quasi sempre così, so come iniziano ma non ho la più pallida idea di come finiscano fino a quando non ho scritto l’ultimo capitolo.
Adoro gli uomini rudi e possessivi, ma a volte non sono facili da scrivere. Potrebbero risultare o troppo volgari o addirittura antipatici se non si dosano bene le loro caratteristiche, le loro battute e le loro azioni. Volevo scrivere di un vero e proprio uomo delle caverne, con un mix di tutti quegli elementi che determinano un maschio alfa e penso che, come primo tentativo, sia andato abbastanza bene.
Qualcuno mi ha detto che forse, dopo un po’, il mio lato dolce ha preso leggermente il sopravvento e anche Scott si è ammorbidito. Ma io penso che, essendo innamorato, sia più che normale.
Ho in mente un’altra storia e questa volta il mio protagonista sarà molto, ma molto più troglodita…

2. Dalla tua biografia ho letto che “Il mio uomo delle caverne!” non è l’unico libro che hai scritto su questo genere. Come mai questa scelta?

Per rispondere a questo particolare quesito, devo tornare indietro nel tempo…

Premettendo che quando andavo a scuola evitavo i libri come la peste, circa sette/otto anni fa ho iniziato a leggere.
Ero in edicola e un Harmony ha attirato la mia attenzione. Una lettura tranquilla, piacevole e poco impegnativa. Da quel momento ho preso a divorarne uno dietro l’altro, finché ho pensato di buttarmi su qualcosa di più complesso e lungo.
Così, ho collezionato moltissimi libri e un sacco di saghe. Una di queste è di una famosissima autrice. Nella sua lunghissima bibliografia ha sempre fatto copie FM, tranne in un libro, nel quale ha introdotto una coppia MM.
Quello è stato il mio primo libro di questo genere e ne sono rimasta folgorata. Mi ha appassionato, mi ha rapito, fino ad accendermi qualcosa dentro.
Ora è almeno un anno che leggo solo e soltanto MM. Ne sono così innamorata, che non riesco più a leggere i libri FM.
Dopo averne letti moltissimi, ho pensato di scriverne uno anche io.
Tutto è iniziato solo per gioco, ma la passione e l’emozione che mi dà scrivere, è ineguagliabile. Non resisto, io devo scrivere. Lo faccio per passione, per amore e per divertirmi. L’unica cosa che spero sempre, è di riuscire a trasmettere tutto questo anche ai miei lettori. 🙂

3. Il tuo libro è molto… Piccante! 🙂
Da cosa nasce la scelta di trattare anche questo aspetto nel tuo libro?

 Sì, in effetti sono tutti un po’ piccanti! 😉
Avendo letto per lo più Harmony e libri “maturi”, quindi che contenevano sempre delle scene hot, mi è praticamente venuto naturale scriverle.
Rispetto al resto, richiedono più tempo per essere sviluppate e cerco di curarle il meglio che posso. Voglio che emozionino chi le legge e ci metto sempre tutta me stessa per renderle indimenticabili.

4. La storia che ci racconti parla di ragazzi che non provano il minimo imbarazzo per la propria sessualità, per il giudizio della gente, come forse ci si aspetterebbe. Perché hai deciso di impostare il racconto in questo modo?

Quando ho iniziato a scrivere la mia prima storia, la postavo pubblicamente su un sito per vedere se potesse piacere il mio modo di raccontare. Un ragazzo in particolare ha iniziato a seguirmi, mi lasciava dei bellissimi commenti e col tempo siamo diventati grandi amici.
La sua storia personale mi ha particolarmente toccato. Lui è giovane, è gay e non vuole dirlo a nessuno, anzi, non lo sa nessuno. Sentirgli dire che la sua famiglia e i suoi amici non lo avrebbero capito e accettato, mi ha colpito al cuore.
Scrivo di ragazzi che non provano imbarazzo o non nascondo il loro orientamento sessuale, perché voglio fare capire a lui e tanti altri come lui, che devono essere fieri di loro stessi, di ciò che sono e provano. Che amare è un loro diritto e il loro principe azzurro li sta solo aspettando.

5. Hai mai riscontrato delle difficoltà nella stesura del racconto o, più in generale, di tutti gli altri tuoi libri che trattano la tematica della omosessualità? Se sì, quali?

Nella stesura in particolare, direi di no. Diciamo che le scene hot, come ho detto prima, sono quelle più impegnative, che mi portano via più tempo, ma proprio perché le voglio curate ed eccitanti.
Scrivere in sé, non è difficile, a volte mi vengono dei dubbi sulle azioni dei personaggi. Per esempio, se due amanti litigano, lo fanno per un motivo abbastanza valido? Come fanno poi a fare pace? Quanto dovrà penare o cosa dovrà fare quello che dei due ha torto?
Trovo che siano queste le domande che mi pongo più spesso, se le azioni che stanno compiendo i personaggi risultino credibili e siano giustificate.

6. Ti sei mai imbattuta in critiche che riguardassero appunto la scelta di affrontare questa tematica?

Per ora no. Anche perché devo dire che, in quanto mamma, mi sento molto chioccia e se qualcuno dovesse dirmi qualcosa di poco carino sugli omosessuali, penso che diventerei una bestia. 😛
Posso capire il punto di vista delle altre persone in generale, ma non quando limitano la felicità altrui. Nessuno è diverso, amiamo tutti nelle stesso modo, con il cuore.

7. Parliamo un po di te… Da cosa, da chi è quando nasce il tuo amore per la scrittura?

Un giorno, dopo aver finito l’ennesimo libro, mio marito mi disse che secondo lui avevo abbastanza fantasia per scriverne uno io stessa. Lì per lì, ho semplicemente apprezzato il suo complimento, ma poi mi sono detta “perché non provare?”.
Ho cominciato a scrivere il mio primo libro e, dato che volevo delle critiche costruttive, ma soprattutto vedere se potesse piacere il mio stile, postavo i miei capitoli on line.
Ricordo ancora i primi commenti che ricevetti! A pensarci mi spunta un sorriso, ma devo davvero ringraziarli. Sono stati severi con me e gliene sono grata, perché mi hanno aiutato solo a migliorare.
Tra loro ho trovato anche il mio zucchero. Sì, lui esiste davvero ed è tutto merito suo se ho deciso di pubblicare. Mi ha spronato e ispirato a scrivere e lo fa tutt’ora. Non lo ringraziò mai abbastanza per la sua amicizia.

8. Hai mai pensato di scrivere un Romance che riguardasse una storia d’amore tra uomo e donna?

No. Purtroppo nella mia vita ho avuto solo brutte esperienze con le donne. Non ho mai avuto quella che si definisce una vera amica, mi hanno spesso pugnalato alle spalle o tradito e poi ho frequentato una scuola prettamente maschile.
Nella mia classe su 24 studenti eravamo solo 3 femmine. Quindi ho sempre avuto amichi maschi e mi sono trovata benissimo. Loro sono schietti e sinceri, certo penso di aver sentito più battute oscene di tutti gli scaricatori di porto del mondo, ma penso di essermi abituata in fretta. 😉

9. Una curiosità: qual’è il tuo personaggio preferito, quello a cui ti sei affezionata di più in “Il mio uomo delle caverne!”?

 Difficilissimo scegliere… io li amo tutti, Will era il mio preferito sino a metà, poi è arrivato Curt e lì ho perso la testa per il tatuato. 😉

10. Ultima domanda: puoi rivelarci qualcosa sul tuo prossimo lavoro? C’è già qualcosa in programma pronto per essere messo nero su bianco? 🙂

 Al momento sto scrivendo il secondo libro della mia saga fantasy “I Lupi del Re”, che si intitola “Il Tritone e il Lupo” e ho qualche altra storia in fase di sviluppo.
Le idee sono sempre troppo per poterle scrivere tutte, ma piano piano spero di mettere tutto nero su bianco. Ho anche sviluppato una serie di storie gratuite che presto metterò on line. 😉
Purtroppo con due figli piccoli, un marito e la casa, il tempo scarseggia.

Vi ringrazio davvero tanto per aver pensato a me e avermi reso partecipe di questa bellissima intervista. Un saluto a tutte le vostre lettrici e lettori.
Samantha.

divisorioUn immenso ringraziamento a Samantha per questa bellissima chiacchierata, una chiacchierata che, come il suo libro, aiuta ad esplorare nuovi confini!

Edna. ❤