Recensione di: “Tu. Unico per me” di Flavia Rossetti

Ciao Nottes, eccoci di nuovo insieme per la recensione settimanale! 🙂
Oggi vi racconto la storia di Micah ed Annika, i due protagonisti del libro di Flavia Rossetti dal titolo “Tu. Unico per me”.

Siete pronti a lasciarvi trasportare da questa nuova e dolcissima storia d’amore? ❤

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TITOLO: Tu. Unico per me
AUTRICE: Flavia Rossetti
EDITORE: Self-Publishing
DATA PUBBLICAZIONE: 08 Marzo 2015
GENERE: Romance
FORMATO: eBook
PAGINE: 135
PREZZO: € 1,98 (Gratis su Kindle Unlimited)

 

 

SINOSSI

Annika e Ginger, amiche inseparabili condividono e custodiscono un segreto ingombrante che deve assolutamente rimanere tale. Ma quando Micah Ross, ultimo di tre fratelli e uno dei ragazzi più popolari dell’Edgewood College, entra con il suo giro in maniera improvvisa nelle loro vite, tutto cambia. Sullo sfondo di Madison, Wisconsin, un amore sul quale nessuno avrebbe mai scommesso, stupisce tutti, decolla e prende il volo.

RECENSIONE
***ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER***

Annika e Micah… (lo ammetto, mi avevano già conquistata i nomi!). Sono loro i protagonisti di questa storia d’amore. Una storia intensa e travagliata.

Annika è una ragazza timida, introversa, una ragazza che non ama stare al centro dell’attenzionenm2645189 ma anzi fa di tutto per non farsi notare; una ragazza che cammina a testa bassa lungo i corridoi della scuola per essere sicura di non dover incrociare sguardi indagatori di persone che non conosceva. Ha un passato complicato, porta sulle spalle il peso di una sofferenza profonda (che non mi svelerò!), la stessa sofferenza che l’ha spinta, insieme alla sua migliore amica Ginger, a trasferirsi lontano da casa, dai genitori, da quella quotidianità che le lacerava il cuore. E’ la semplicità fatta persona, i capelli di un castano ordinario e gli occhi marroni a incorniciarle il volto, le sue amate Dr Martens che la accompagnano in ogni occasione.

dreamcast-6-anna-and-the-french-kiss-di-steph-L-TAch4rMicah Ross è uno dei ragazzi più ambiti della scuola, un ragazzo bello ed intrigante dal magnetismo singolare; il sorriso mozzafiato e l’innegabile carisma lo rendono irresistibile agli occhi delle ragazze e anche piuttosto popolare tra i ragazzi. Leader delle feste e dei combattimenti clandestini è famoso per essere una “testa calda” o forse sarebbe più giusto dire “una testa calda senza pietà” 😉
Micah ha due fratelli, Preston e Josh, tutti e tre molto diversi tra loro e molto importanti per lo svolgimento della nostra storia.
Anika e Micah si trovano, per merito di Ginger, ad andare insieme ad una festa; non avevano mai parlato prima di quella giornata e anzi, a dirla tutta, i loro sguardi non si sono nemmeno mai incrociati nonostante la nostra dolce ed insicura protagonista abbia silenziosamente un debole per lui, il “lui” che vede così irraggiungibile e lontano da lei e dal suo mondo.

Nonostante qualche difficoltà iniziale la storia tra i due protagonisti prende piede in fretta, Micah è sempre più consapevole di quanto Annika sia diversa dalle ragazze di cui è solito circondarsi, quelle ragazze che fanno di tutto per farsi notare, che gli si lanciano addosso e che non gli fanno mancare sorrisi provocanti in qualsiasi circostanza. Annika no, lei è timida e lo guarda appena. Lei gli fa domande sul perché abbia accettato di uscire insieme, lei non ha paura di un rifiuto, non fa di tutto per piacergli, non è maliziosa, é… semplice. Una ragazza pura dalla quale farà sempre più fatica a prendere le distanze mentre lei, ogni volta che lo guarda, capitola senza freni innamorandosi di lui sempre di più.

Inizierà per loro una conoscenza lenta insieme ad una inversamente proporzionale passione, una passione che faranno sempre più fatica a domare ma che, per vicissitudini drammatiche, sarà costretta ad aspettare abbastanza a lungo fino a che, una volta superati quei momenti di disperazione…

“​La sua bocca era qualcosa d’irresistibile e non ero più umanamente in grado di aspettare. Mi avvicinai lentamente alle sue labbra. Micah rimase immobile ma i suoi occhi sembravano intorbiditi di qualcosa che volli credere fosse desiderio. Per me. Gli sfiorai le labbra con le mie. Sospirai a quel contatto quasi elettrico. Erano calde, morbide ma dalla consistenza dura, qualcosa che mi spingeva ad assaggiare e mordicchiare. Leccai il cerchietto d’argento. Anche Micah si lasciò sfuggire un ansito. Sapevamo entrambi che quella sera saremo andati molto più lontani di qualche bacio e forse quella consapevolezza era qualcosa di difficile da gestire, un’emozione e un’attesa troppo forte.
«Micah, io…»
«Cosa, Annika?»
«Devo dirti una cosa…» Mi prese le mani, le mie erano gelate e le sue caldissime. «Lo hai mai fatto, Annika?» rimasi interdetta per un attimo, con la bocca socchiusa e il cervello che non riusciva a registrare il significato di quelle parole.
Micah pensava che fossi vergine e che fossi titubante per quel motivo. Mi balenò davanti agli occhi come un lampo la possibilità che il fatto che non lo fossi, potesse essere una delusione per lui e ne rimasi ferita. Ma fu solo un secondo. Lo guardai. Era impossibile che in fondo a quegli occhi pensasse una cosa simile. Aveva un’espressione così trattenuta e rispettosa che mi sentii in colpa per non essere ciò che forse si aspettava che fossi.
«Sì, io l’ho già fatto.» Il fiato mi uscì tutto insieme dai polmoni e li sentii quasi bruciare per il sollievo.
Lo guardai negli occhi e in quel verde scuro che tanto adoravo, vidi solo le pupille dilatate da un desiderio grande.
«Allora, cosa c’è?»
«Nulla» risposi. E mi ritrovai fra le sue braccia con la consapevolezza che non avrei mai permesso a niente di guastare quel momento magico.

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Due ore più tardi, eravamo nel mio letto, completamente nudi e avvolti nelle lenzuola a fiorellini. Poggiavo la testa sul petto di Micah e mi godevo il battito rilassato del suo cuore. Non ero un’esperta di avventure amorose o tanto meno di sesso, ma avevamo fatto l’amore e sentivo che tutto era cambiato fra noi.
Micah era stata la mia più bella esperienza, il suo tocco su di me aveva risvegliato delle parti che credevo morte e altre di cui non conoscevo neanche l’esistenza. La mia inesperienza lo aveva in qualche modo coinvolto ancora di più, avevo avuto la sensazione forte di essere amata, accudita, voluta. Mi sentivo così felice che mi scoppiava il cuore. Non avrei potuto desiderare niente di più.”
Purtroppo quel momento magico non durò a lungo, accadde qualcosa.
Qualcosa che ruppe l’incantesimo che si era creato tra loro in quelle poche ore insieme, quelle ore che li avevano uniti in maniera indissolubile ma che forse, sarebbero state le ultime…
Per Micah e Annika iniziò un periodo buio, cinque settimane di lontananza, di silenzio, di sguardi evitati, di indifferenza. Il sentimento che nutrivano l’uno per l’altra era forte e profondo così come la delusione di Micah nell’aver scoperto qualcosa del passato di Annika che non avrebbe mai voluto sentire se non dalla sua bocca e come il dolore che dilaniava il cuore della nostra protagonista per aver tradito la fiducia della persona che amava.Come in tutte le storie d’amore che si rispettino però non mancheranno i colpi di scena!
Voi riuscireste a rinunciare all’amore della vostra vita con la consapevolezza di aver commesso un errore, di aver omesso una verità che rischia di rovinare per sempre il vostro futuro? Mi sembra di sentire le vostre voci e so che la risposta sarebbe “no” perché quando amiamo perdiamo ogni razionalità e anche gli ostacoli più insormontabili sembrano sciocchezze. Per la nostra Annika sarà esattamente lo stesso. Troverà dentro di sé una forza, una tenacia, una motivazione che credeva di aver perso per sempre; sentiva battere il cuore all’impazzata ogni volta che pensava agli occhi di Micah e decise di non voler rinunciare a quell’emozione, a quell’amore.

Si armò di pazienza, mise da parte l’orgoglio e andò a riprenderselo.
​”E poi, lo vidi. Una sagoma scura stava seduta su una panchina di fronte a un cespuglio completamente sfiorito. Era lui.
Micah si alzò in piedi. «Annika, cosa fai qui?»
La sua voce era stupita, forse quanto lo ero io di scoprire che veramente era lì.
In quell’atmosfera così irreale, quasi da sogno, spensi il cervello rifiutandomi di ragionare. Non lo avevo fatto fino a quell’istante, se avessi davvero ragionato non sarei stata lì a quell’ora. Mi gettai fra le sue braccia incapace di parlare. Micah le aprì immediatamente. Sapeva di buono, di rifugio caldo, di abbraccio che avevo tanto sospirato di avere in quelle settimane. Sentire le sue braccia forti che mi stringevano fece sciogliere il nodo di angoscia che sentivo nella gola e permise a tutte le mie lacrime di scendere.
«Micah io voglio stare con te. Non ho nessun altro posto in cui vorrei essere se non tra le tue braccia.»
Lui tacque per un istante che mi parve infinito senza smettere di stringermi. Se in quel momento mi avesse allontanata da sé, non avrei saputo cosa fare. Invece, mi strinse più forte e parlò.
La sua voce la sentii nell’orecchio e nel cuore: «Sai perché sono qui Annika? Non riesco a fare più niente. Non riesco a studiare, lavorare, dormire… Da q
uando non sei più nella mia vita, niente ha senso.»

Davvero era stato così doloroso per lui? Ripensai a come mi era sembrato rilassato quando lo avevo incontrato a scuola in mille occasioni. 
«Ma io credevo che tu…» le parole mi morirono nella gola.
«So fingere bene, amore.»
Quella parola mi riscaldò il cuore.”
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Lo so me ne rendo conto, sono stata molto vaga ma se vi avessi svelato di più vi avrei rovinato il piacere della lettura e… non sia mai! Vale la pena leggere questa storia 🙂
Una storia d’amore ma anche di profonda amicizia, di stima e di rispetto tra le persone. Una storia che straripa di sentimento senza mai annoiare il lettore. Nel racconto non mancano i colpi di scena e non c’è un attimo in cui tu abbia voglia di chiudere il libro dicendo “ma sì dai tanto so cosa succede!”; questo non solo non accade ma il desiderio di volare alla fine delle pagine per capire cosa succede è quasi irrefrenabile.Flavia, l’autrice, scrive bene, in maniera pulita e con pochi fronzoli cosa che apprezzo tantissimo per l’efficacia con cui ti emoziona.
Qualche errore di battitura è vero, compare, ma non condiziona assolutamente la lettura quindi non mi resta che fare i complimenti a Flavia e correre a leggere il secondo volume della Saga dei Fratelli Ross “Tu. La mia salvezza” che vede come protagonisti Ginger e Preston, altri due personaggi dai caratteri niente male che, sono certa, ci faranno sognare!

Julie. ❤
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Recensione di: “Cercami tra i ciliegi in fiore” di Alessia Cucè

Ciao Notters, siamo giunti alle recensioni self settimanali.
Oggi vi parlo di un romanzo dolce, romantico e sfumato di erotismo. Tutto questo è: “Cercami tra i ciliegi in fiore” di Alessia Cucè.
Ora venite con me che scopriamo qualcosina in più nel dettaglio. 🙂

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TITOLO: Cercami tra i ciliegi in fiore
AUTORE: Alessia Cucè
EDITORE: Self-Publishing
DATA PUBBLICAZIONE: 30 Ottobre 2015
GENERE: New Adult
FORMATO: Ebook
PREZZO: € 2,99 (Gratis KindleUnlimited)

 

SINOSSI

Ci sono ossessioni che nascono da bambini e s’insinuano inconsapevoli nel corpo, togliendo il respiro.
E poi ci sono emozioni che rendono vivi e relegano quelle paure nell’antro più nascosto del cuore, convincendoti che queste dureranno per sempre.
Lucinda e Giorgio: prima amici, confidenti, poi amanti, convinti che il loro destino sia stato già scritto.
Fino a quando il fato s’insinua prepotente a dividere le loro strade.
Due vite che parallele corrono nella speranza di ricongiungersi. Due anime in simbiosi, due corpi fatti per assorbirsi, plasmarsi. Una passione cominciata da ragazzi e mai finita nel tempo messa in pericolo dalla paura dei cambiamenti.

RECENSIONE
*** ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER ***

Quando l’amore non si spegne mai, nonostante il tempo passato…
Lucinda e Giorgio due giovani diciassettenni cresciuti insieme, che nei campi di ciliegio giocavano da bambini, fino a quel caldo pomeriggio quando i loro corpi si unirono e l’amore che li univa divenne più forte. Tutto crollò nel momento in cui Giorgio si deve trasferire con i propri genitori e si sente costretto, nonostante l’amore che prova per Luce, a porre fine a questo rapporto.

«Mio padre ha vinto un concorso , ci trasferiamo.» Quelle parole uscirono di botto. Ma lei non comprese subito quanto dolore in realtà le avrebbero provocato. «Quando partirete?» «Meno di un mese…» Il giovane serrò la mascella. Avrebbe voluto prenderla tra le braccia, stringerla e dirle quanto gli dispiacesse ciò che le aveva appena riferito. Lei si bloccò, con la bocca schiusa, dopo aver ricevuto quello schiaffo in pieno volto. Aveva organizzato il suo futuro in ogni aspetto e in questo progetto Giorgio era un punto fermo e indispensabile. Con quelle parole era riuscito a strappare in mille pezzi ogni pagina della sua vita costringendola a riscriverla senza un elemento fondamentale: lui. «Dove andrete?» «Fuori dall’Italia…»

Giorgio e Luce, cresciuti uno distante dall’altro ma con il pensiero doloroso del passato, vivono le loro vite. Lucinda ormai è una donna in carriera, ogni cosa per lei deve essere in programma, deve mantenere sempre il controllo della situazione. Giorgio, invece fa il lavoro che ha sempre desiderato, è un veterinario affermato a Dublino, ma sogna di tornare nella sua amata patria, più precisamente a Celleno. Dove ha lasciato il cuore, molti anni prima.

Iniziò a scorrere le proposte di lavoro di alcune cliniche italiane, fino a quando rimase colpito nel leggere un particolare annuncio: L’Ambulatorio Veterinario Medici Associati Dog& friends cerca con urgenza laureato/ a in medicina veterinaria. Per un colloquio contattare il numero in calce. È gradita massima serietà ed esperienza nel settore da almeno due anni. Non poteva credere a quanto aveva appena letto. «Cazzo!» urlò «Devo chiamare subito!» L’occasione che aveva sempre aspettato si stava presentando. Milano era molto distante da Celleno, ma sarebbe comunque ritornato in Italia. Afferrò il cellulare, compose il numero e attese che qualcuno rispondesse. «Buongiorno» salutò con tono professionale alla voce dall’altro capo. La segretaria dello studio gli spiegò nei dettagli di cosa si trattasse, chiedendo informazioni per capire se le competenze di Giorgio fossero adeguate all’esigenza. «Sono laureato in medicina veterinaria, ho ottenuto il massimo dei voti e partecipato a parecchi tirocini formativi. Lavoro presso una struttura privata da diversi anni qui a Dublino dove risiedo, ma se vuole le mando un curriculum dettagliato via e-mail» propose lui. Il tono serio assunto non lasciò intendere quanto invece stesse tremando alla sola idea di poter ritornare nella penisola.

Dopo numerose ricerche per rientrare in patria, finalmente trova l’occasione giusta!
Ed è quella giusta che lo potrà riportare dalla sua Luce.

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Una strana sensazione, un richiamo, non seppe spiegare cosa fosse, ma l’istinto la spinse a voltarsi e guardare sul marciapiede di fronte. Il cuore scalpitò e sentì una terribile fitta al petto che la costrinse a poggiare una mano sulla parete del palazzo, per evitare di cadere a terra: un ragazzo, un uomo che camminava a passo spedito, con lo sguardo perso, le tolse il fiato. “Non è possibile, non può essere lui!” pensò sconvolta. Quell’uomo aveva tratti familiari che la riportarono al passato . In un lampo, miliardi di ricordi e di emozioni la invasero e si sentì mancare la terra sotto i piedi.

Lucinda ha avuto altri uomini, ma non è mai riuscita a dimenticare Giorgio. Il pensiero di lui l’ha accompagna ogni giorno. untitled V

Fino che il destino da loro una mano. Rincontra quei famigliari occhi miele, quel calore le rifà riscaldare il cuore ma la ferita di quel lontano abbandono, le fa ergere un muro. Riuscirà Giorgio a riconquistare quell’amore perduto? Riuscirà a far riemergere quel calore nato su quel campo di ciliegi?

“Cercami tra i ciliegi in fiore” è il primo libro che leggo di Alessia Cucè e devo dire che non mi ha delusa. Una lettura semplice e curata, un amore dolce e qualche sfumature erotica fan si che il libro nella sua interezza risulti fantastico.
Lo consiglio? Non ho dubbi… Sì!

Naty

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Recensione di: “La grazia dell’acqua” di Rossella Padovano

Ciao Notters 🙂
Con immenso piacere oggi voglio parlarvi di un fantasy che mi ha colpito e catturato sin dal prologo, per l’atmosfera cavalleresca, per la magia che si percepisce nei sentimenti, per la storia d’amore indimenticabile e tormentata, per i sorrisi che mi ha regalato e per le numerose e diverse emozioni che ho provato leggendolo.
Oggi vi presento “La grazia dell’acqua” di Rossella Padovano.

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TITOLO: La grazia dell’acqua
AUTRICE: Rossella Padovano
EDITORE: Lettere Animate
DATA PUBBLICAZIONE: 01 Giugno 2015
GENERE: Fantasy
FORMATO: eBook
PAGINE: 511
PREZZO: € 2,99 (Gratis su Kindle Unlimited)

 

SINOSSI

Solo la profonda grazia dell’acqua potrà unire gli opposti.
In un mondo medioevale risorto dalle ceneri di quello attuale, due popoli diversi, sono stati divisi dalla guerra. Sottoposti a duri allenamenti sin da bambini, i Rosensin, atei, vegetariani, fumatori d’erba, sono riusciti a trasformare i limiti del loro fisico esile in punti di forza, diventando, uomini e donne, abili guerrieri. Tuttavia rimane un loro punto debole, l’acqua. Malgrado agilissimi essi non sanno nuotare.
Conservatori e onnivori, gli Ardesiani pregano i loro dei con ardore, trascorrono un’infanzia serena e mandano solo gli uomini in guerra. Certi della loro superiorità essi tollerano sempre più a fatica la tregua con Rosemund e frequenti sono le dispute armate tra i giovani di entrambi i popoli.
La principessa di Rosemund e il figlio del Re di Ardesia, pur arrivando a desiderare l’uno la morte dell’altra, una notte si incontrano senza riconoscersi. Tra i due giovani inizia una drammatica relazione che li spinge a sfidare la preclusione per la quale i matrimoni tra le due razze non sono ammessi.

RECENSIONE

“Anno 4448.
Il mondo in cui viviamo è scomparso duemila anni fa. Della tecnologia moderna non vi è più traccia e l’epoca attuale ha lasciato ben poco, residui di lingue e rari documenti, tutto il resto è andato distrutto.
L’essere umano non si è estinto e talvolta presenta speciali mutazioni genetiche”.

Sono stata catturata già dalle prime righe, una lettura appassionante, che coinvolge, che fa sorridere, commuovere, che ti porta in un mondo diverso eppure simile al nostro, un libro che ho divorato, anche nei tratti più difficili e impegnativi (per le emozioni che suscitavano) e che mi sento di consigliare per la magia che ha saputo creare dalla prima all’ultima pagina.

Siamo nel futuro, nel 4448 ma più che il futuro avanzato che noi potremmo immaginare, sembra il nostro medioevo…e per questo l’ho adorato come non mai! Per la sua ambientazione magica, quasi fiabesca. Confesso che non mi sarei stupita se avessero fatto la loro comparsa un unicorno oppure un elfo 😉

Il mondo è diviso in due regni.
Da una parte c’è il regno di Ardesia, dove gli abitanti si cibano di carne, hanno fatto della guerra la loro ragione di vita e di carriera mentre dall’altra parte c’è il regno di Rosemund, o dei mangia-foglia come vengono canzonati dai loro rivali, per la loro dieta a base di vegetali e frutta (ma anche per la loro passione per un’erba simile alla marijuana), grandi combattenti ma molto dediti anche alle belle arti, esseri dotati di grazia e forza, di intelletto e prestanza, incapaci di mentire e di nuotare, e i cui occhi sono molto singolari e simili a quelli dei gatti (infatti le pupille si dilatano a dismisura se sono emozionati o hanno paura).
I due regni sono stati in guerra molto a lungo e adesso vivono nel limbo: la pace è stata stipulata ma, ogni volta che si vedono, tendono a scontrarsi, verbalmente o anche passando alle armi, è come se fosse scritto nel loro dna, come se dovessero odiarsi per principio, per istinto.

Ma qualcosa cambia nel momento in cui Soφιa incontra, anzi si scontra con Evan.
Un incontro che cambierà per sempre le loro vite e forse il corso della storia di entrambi i loro mondi.
Soϕιa ed Evan si odiano, ogni volta che si vedono sono scintille.
Sono due calamite che si respingono, sono diversi eppure molto simili, hanno la stessa vena sarcastica, la stessa testardaggine ma anche qualcosa che li accomuna ma al quale ancora non sanno dare un nome.
E non sono due semplici ragazzi, che si lanciano frecciatine e battutine taglienti. O lame appuntite, a seconda dei casi.
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Soϕιa Di Llevellin è la principessa di Rosemund ed è l’erede al trono.
Testarda, coraggiosa, libera e selvaggia, con una lingua tagliente, dolce e affettuosa con le sue amiche, dotata di un grande cuore, elegante e irriverente al tempo stesso, eccellente guerriera, abile con spada e arco, amata dal popolo e dai suoi soldati, un punto di riferimento per molti.

“Sono una Rosensin, nel mio sangue scorrono uniti il ferro con cui forgiano le spade e le parole dei tanti libri che ho amato”

Evan, invece, è il secondogenito di Thornstorm, il principe di Ardesia. Un principe taciturno e solitario, che alle spade preferisce la letteratura e la poesia, astronomia, botanica e chimica.

I due principi si odiano con tutto se stessi, arrivano addirittura a scontrarsi con le armi, fatto proibito in quanto vige la pace, ma tutto cambia quando Evan, suo fratello Laran, principe ereditario e i loro amici cavalieri seguono Soϕιa e le sue dame nella terra dei nani.
Le ragazze sfidano i nani per poter prendere l’erba che tanto piace loro e solo l’intervento degli Ardesiani sembra salvarle dal pericolo. Ed è in quel momento che tutto cambia. Nel momento in cui le dita di Evan stringono il polso sottile di Soþhia e la salvano dal cadere in un burrone.
I due ragazzi però si guardano ancora con avversità, anzi in cagnesco oserei dire, potessero si ucciderebbero a vicenda eppure Evan compie un gesto che mai la ragazza si sarebbe aspettata.
Ritorna nella terra dei nani per recuperare il bracciale che lei aveva perduto, unico ricordo della madre morta prematuramente.
Soϕιa sorpresa, inizia a chiedersi chi sia veramente il suo nemico, se sia davvero un nemico oppure no.
E una sera, accompagnata dalle sue amiche, si reca alla festa in maschera che si tiene nel palazzo reale di Ardesia.
E, complice una maschera, succede quello che mai nessuno avrebbe previsto.
Un bacio al chiaro di luna.

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“Si cercano con le labbra ancora una volta, più a lungo e più intensamente.
Lei lascia che le forze vengano meno per l’emozione, si arrende al respiro che sembra spezzarsi”.

E basta un bacio fugace, rubato nel cuor della notte, per cambiare ogni cosa. Per far crollare il mondo che si conosceva fino a quel momento, per far sorgere il dubbio che, forse, esiste un’altra verità e che quello che ci hanno insegnato fin da bambini forse è solo la punta di un immenso sconosciuto iceberg, e che quelli che credevamo nemici forse in realtà sono più simili a noi di quanto credevamo.

E cosa succede se in una notte, con un bacio…l’intero universo viene stravolto?

“Le prende la mano su cui posa delicatamente le labbra. Un bacio appena accennato, quasi impercettibile, ma le infonde un’emozione che viaggia vibrando dal cuore fino a raggiungere la pelle, facendola rabbrividire.
Ha di fronte a sé un nemico, eppure sente che potrebbe cedere ancora una volta.

Una misteriosa alchimia sta forgiando l’odio, trasformandolo nel sentimento opposto”.

Nulla è più come prima.
Il mondo intero con tutti i suoi pregiudizi e paure viene spazzato via, ci sono soltanto Soϕιa ed Evan. Evan e Soϕιa. Due parti della stessa medaglia, due poli che si attraggono e si respingono, due pianeti pronti a collidere tra loro…due anime che erano destinate a incontrarsi.

“Ogni difesa è smantellata, Soϕιa è una città senza più mura, si è arresa prima a se stessa e poi alle labbra del suo nemico, che è un ragazzo come lei. Stessi sogni e stessi desideri.
Le sembra di sciogliersi come cera, non ha più ossa a sostenerla. Si sente racchiusa e protetta in un pezzo di cielo, dove può fluttuare come priva di peso mentre mille fiamme la accendono. Una mano invisibile dipinge un’emozione mai incontrata prima di allora”.

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Ma a volte, si sa, la felicità è di breve durata.
Una sanguinosa guerra si staglia all’orizzonte.
E un nemico che non sembra tale fa il suo ritorno a Rosemund dopo anni.
I pregiudizi sono ancora vivi e l’unione tra i due regni sembra un azzardo.
I pericoli si trovano ad ogni angolo.
A volte anche all’interno della propria casa.
Un sentimento forte e oscuro muove un ragazzo dal passato tormentato.
E Soϕιa si ritrova divisa. Tra il suo amore per Evan e l’amore per il suo regno. Tra quello che desidera il suo cuore e quello che il suo cuore non comprende ma sente lo stesso. Tra presente e futuro.
E Soϕιa nasconde anche un segreto, un segreto che la salverà.

Non voglio svelarvi nulla perché questo è un libro che davvero merita.
Scorrevole, emozionante, appassionante, avventuroso, dolce e velato di ironia. L’ho apprezzato molto, anche in certe scene che (per un mio limite personale) ho trovato leggermente difficoltose da leggere ma… le emozioni erano così vivide, così intense da leggere che l’ho divorato fino all’ultima pagina con il cuore alla gola, con la curiosità di sapere come andava a finire e con la gioia di scoprire che ci sarà un seguito!

Un romanzo a mio avviso completo: cavalieri, principesse guerriere, amori tormentati e amori indimenticabili, complotti e inganni, bugie e segreti, battaglie epiche, atmosfere magiche, il valore dell’amicizia sopra ogni cosa, e un finale che lascia con il fiato sospeso.

Lo consiglio? Assolutamente sì!
Serenella 🙂

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Recensione di: “Il Fiore: sesso, potere e malaffare” di Fede Mas

Buongiorno Notters!
Oggi vi farò compagnia con la mia scoperta della settimana: “Il Fiore: sesso, potere e malaffare” di Fede Mas.
Come voi già sapete, allo staff di Notthing Hill piace spaziare tra i numerosissimi generi letterari semplicemente perché amiamo la lettura in tutte le sue forme…

Ecco quindi per voi un libro drammatico, che racconta quello che spesso viene nascosto ai nostri occhi, quello che viene storpiato dai mass media, quello che fa parte della vita vera.
Un libro sulla camorra, che mi ha fatto riflettere e mi ha catturata.
Un libro che dovete assolutamente scoprire! 😉

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TITOLO: Il Fiore: sesso, potere e malaffare
AUTORE: Fede Mas
EDITORE: Self-Publishing
DATA PUBBLICAZIONE: 01 Novembre 2015
GENERE: Contemporaneo
PAGINE: 215
FORMATO: eBook/Cartaceo
PREZZO: € 1,99/€ 21,90€

SINOSSI

Un ragazzo cresciuto col codice della mala.
Una baby gang che diventa la sua nuova famiglia.
Una potente organizzazione camorrista
determinata a mettere le mani sulla Puglia.
Una storia a tinte forti che, fra giochi di potere,
traffici illeciti, eros potere e violenza,
racconta la guerra fra clan, ma anche la voglia di redimersi.

RECENSIONE
***ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER***

“Il Fiore: sesso, potere e malaffare” è un libro che racconta un viaggio nella Puglia degli anni ’80.
Tra Sì azzurro cielo, Alfette nere, Mercedes eleganti e Vespe 50, questo racconto ci trasporta in un mondo particolare, buio.
Un mondo che, solo chi ha coraggio e forza di volontà può affrontare. Un mondo che risucchia pensieri, gesti e vite un po come fosse un’aspirapolvere. E nell’aspirapolvere si sa, la sporcizia si annida tutta lì, in un unico punto.
Quel punto, qui, è la criminalità organizzata.
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Un viaggio alla scoperta della Camorra, un viaggio all’insegna dell’iniziazione alla malavita, a ciò che spinge l’uomo oltre ogni limite.

Questo libro è un intreccio di storie, di personaggi diversi che compiono azioni diverse, che pensano in maniera diversa ma che allo stesso tempo hanno uno scopo che li unisce nello stesso destino: fare soldi.
Il potere dei soldi, qui, è un diavolo tentatore che non regala niente a nessuno. Seduce, attrae, promette e infine inganna.
Un potere che spinge i personaggi del racconto ad entrare nel tunnel della criminalità organizzata, senza poi riuscire a vedere uno spiraglio di luce.
Micky, i fratelli Texano, Ettore, Manomonca, Tony, Donna Mina e Santovito, sono solo alcuni dei personaggi di questo romanzo incalzante, che non lascia scampo a nessuno di loro.

Una vita fatta di soprusi.
Una vita di strada, fatta di sole briciole di pane.
Una vita senza mai concedersi un lusso, semplicemente perché non si poteva.
Una vita fatta di violenza, di bullismo, di persone che non hanno il minimo rispetto.
Una vita fatta di rivalità, di espedienti per cercare di avere la stima della gente.
Per una di queste motivazioni, o per un’altra, l’unica via di uscita a tutto questo per i nostri protagonisti è la Camorra.
Si comincia quasi per gioco, con l’amico che ti dice “ma non hai voglia di riscattarti, di farti rispettare e farti trattare da grande?”.
Si inizia con il contrabbando di sigarette, per poi passare alla Marijuana e infine alla regina delle droghe: l’eroina.

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Un piccolo furto, poi uno un po più grande e un altro ancora…
Fino a che non ti ritrovi un passamontagna sul volto, all’interno di una banca a gridare:

“«Tutti fermi e nessuno si farà male, prendiamo i soldi assicurati della banca e andiamo via!» disse agitando l’arma in pugno.
Nessuno  parve  ascoltare  quelle  parole  e  gran  parte dei clienti si riversò in strada gridando.  Arraffarono le mazzette e le banconote sparse in giro, poi Miky  si  ricordò  della  cassaforte.  Raggiunse  il  colosso  e, volgendo il capo verso l’alto, puntò la rivoltella al viso dell’impiegato. «Apri la cassaforte!» gridò.
«Non ho le chiavi!» disse quello terreo.
«Cazzate!» disse e  caricò il pettine della 9 automati
ca; il rumore metallico gli fece cambiare idea. L’uomo aprì la cassaforte  con  mani  tremanti,  tirando  fuori  da  un  cassetto  un chiavistello, e subito prese un pacco di banconote compresse. Filarono via strattonando per il colletto un cassiere fino all’uscita.”

Ti ritrovi a vivere una vita fatta di sesso, delle più eccitanti e pericolose delle droghe, delle tentazioni che ci circondano.
E quando torni a casa, con le tue conquiste, l’adrenalina ancora in corpo, la voglia di rifarlo ancora e di nuovo ancora, senti che tutto quello che ti circonda non è più un pericolo. Non fa più paura. “Il potere del mondo tra le mani”.
La sensazione più bella di tutte.

Ma nella vita si sa, tutto prima o poi è destinato a finire. Che sia un epilogo bello, piuttosto che uno drammatico, tutto ha una fine.
Nel mondo della Camorra, un mondo di attività criminali di stampo mafioso che nascono dal territorio campano ma che poi si sono estese oltre quello d’origine, nessuno a pietà.
Non viene fatto nessuno sconto, non esiste ancora di salvezza, non esiste un imbracatura di salvataggio.
Quando affondi… Affondi. È nessuna boa, nessun SOS ti potrà salvare.

E così, i boss mafiosi, gli scagnozzi e i familiari si ritrovano davanti due strade e una scelta da fare che cambierà per sempre le loro vita:
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Il carcere o la morte. Sicuramente molti di voi staranno pensando: “meglio la morte!”.

E se vi dicessi che il carcere, in fin dei conti, rappresenta una seconda casa per i boss della malavita?
Se vi dicessi che hanno il potere di controllare e dominare non solo il carcere, ma l’intero territorio anche da dietro le sbarre?
Che il carcere, spesso, è il luogo in cui vengono “iniziate” le persone che vogliono entrare a fare parte di questo mondo?
Beh… Forse non sarete più dello stesso avviso.

“Le  chiavi  girarono  nelle  serrature  del  cancelletto  della cella  e  lo  stridio  echeggiò  nel  padiglione  come  a  scandire l’inizio del colloquio.
“Solo chi è passato da questo inferno da quanto può graffiare l’anima quello stridulo suono metallico.”

“Il Fiore: sesso, potere e malaffare” è un libro vero.
È un libro crudo, che non regala sconti a nessuno dei personaggi che ci fa conoscere, un libro senza pietà.
È una testimonianza di ciò che è la realtà, di quello che ci circonda e che molto spesso non vediamo o facciamo finta di non vedere.
Vizi, donne, armi, onore, sangue, fiori, sono gli ingredienti principali di questo spaccato sulla vita dei camorristi.
Un libro avvincente, che toglie il fiato, dal ritmo incalzante, di straordinaria intensità, con colpi di scena quando il lettore meno se lo aspetta.
È una storia che ci viene raccontata come se fosse un film: tra i tanti personaggi e le numerose vicende intrecciate, sembra quasi di costruire, tassello dopo tassello, un puzzle che alla fine appendi in camera, perché comunque vada ha lasciato il segno.

Una lettura coinvolgente, un libro che si legge con estrema attenzione, un libro che merita rispetto.
Se posso permettermi di fare una “critica”, ne avrei solamente una: avrei preferito che i personaggi fossero descritti maggiormente fin dall’inizio della storia.

Se ve lo consiglio?
Beh… Certo che si! 😉

Edna.

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