Recensione di: “Passioni nel vento” di Lucia Guazzoni

Buongiorno Notters!
Oggi lunedì di recensioni e, dopo un week end grigio e uggioso come questo, che ne dite di una bella dose di sorrisi, di freschezza e di (beh dai potete anche immaginarvelo no?) amore?! 🙂
Ecco quindi che vi parlo di “Passioni nel vento” di Lucia Guazzoni, una chicca che ha riempito le mie giornate.
Su, che aspettate?
Leggete qui! 🙂

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TITOLO: Passioni nel vento
AUTRICE: Lucia Guazzoni
DATA PUBBLICAZIONE: 30 luglio 2015
EDITORE: Santi Editore
GENERE: Romanzo storico
PAGINE: 316
FORMATO: eBook
PREZZO: € 1,99

SINOSSI

Marietta, primogenita del conte Rubaudo, si innamora di Pietro, figlio della sarta. I due decidono di fuggire per coronare il loro amore. Ma il conte scopre le loro intenzioni e li punisce crudelmente: Marietta finirà in un convento In Val D’Aosta col divieto tassativo di tornare a casa e Pietro viene inviato nelle foreste della Croazia dove il conte ha squadre di boscaioli che procurano legname per i cantieri navali.
Come se la divisione dei due amanti avesse portato disgrazia, il conte viene colpito da una serie di avversità che lo mettono in ginocchio, fino alla tragedia finale quando un carico di tronchi lo travolge lasciandolo menomato. Intanto Pietro e Marietta sono ben decisi a ritrovarsi, contro ogni previsione del Conte. Ci riusciranno dopo mille difficoltà e torneranno al contado dove Marietta rimetterà le cose a posto perché tutto sia pronto quando nascerà il suo primo bambino, il nuovo conte Rubaudo.

RECENSIONE
***ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER***

Ho avuto l’onore e il piacere di conoscere Lucia Guazzoni leggendo il suo libro “Brughiere Selvagge”, un libro che mi aveva stregata.
Mi sono approcciata a “Passioni nel vento”, quindi, con emozioni diverse, altalenanti…
Un misto tra eccitazione e paura.
Eccitazione perché mi sono innamorata di come scrive Lucia; paura di avere ancora in testa la storia di Bruce e Isobel in “Brughiere Selvagge”.
Ma oggi, cari amici lettori compulsivi, sono felice di dirvi che Lucia non ha assolutamente deluso le mie aspettative, anzi si è rivelata semplicemente una grande conferma!

“Passioni nel vento” non è semplicemente la storia d’amore tra Marietta e Pietro, è la storia di un’intera famiglia, di un contado, di una dinastia nata sotto una buona stella che, però, sarà destinata a spegnersi lentamente come se qualcuno avesse trovato l’interruttore e di nascosto l’avesse premuto con forza, facendo cadere i Rubaudo in un profondo oblio dal quale nessuno avrà scampo.

Virgilio Rubaudo è il capo famiglia: sposato fin da giovane con Caterina Bonfanti, la dama di compagnia di sua madre, e padre dei suoi tre figli Marietta, Alvise e Rachele, è un uomo che rispecchia in tutto e per tutto il ruolo che riveste all’interno della sua famiglia.
Abituato ad avere tutto sotto controllo attraverso il suo sguardo severo, ha sempre provato uno strano piacere nell’esercitare la sua autorità, piegando tutti ai suoi voleri.
Nonostante sia un discendente della famiglia dei Longobardi, Virgilio è sempre stato poco interessato alla politica e alle vicessitudini di quei tempi; per lui ciò che contava erano i suoi grandi vigneti e i suoi immensi boschi i Croazia.
Virgilio è, all’apparenza, un uomo tutto d’un pezzo: interessato solamente ai suoi affari e alla produzione del suo vino, ha sempre mostrato poche attenzioni ai suoi figli e un relativo interesse verso sua moglie Caterina.
Ma cosa si cela sotto lo sguardo indagatore del Conte Rubaudo?
Cosa c’è veramente sotto quella maschera così severa, fredda e distaccata che riserva a chiunque faccia parte della sua vita?
Che abbia anche un cuore, un briciolo di amore, nascosto da qualche parte?
Virgilio Rubaudo ha occhi per guardare e orecchie per ascoltare, ma pare che in pochi se ne accorgano…
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Caterina Bonfanti sembra aver subito l’influenza di suo marito: ritrovatasi ad essere Contessa dopo una vita in cui era stata la dama di compagnia della madre di Virgilio, si adagia ben presto a quella posizione sociale e una cosa è certa… Lì vuole restare. Sempre.
Una donna di ghiaccio, poco espansiva e riservata, Caterina trascorre le sue giornate pensando ad un futuro, il suo futuro.
Quel futuro in cui la presenza di suo marito Virgilio non è prevista, dove il suo guardaroba è pieno di vestiti di alta sartoria, dove il camino del palazzo può stare acceso tutti i giorni e non solamente durante le feste così da poter riscaldare il suo freddo cuore con un tepore vero, che la faccia finalmente sentire a casa.
Ma in tutto questo sconforto, una via d’uscita deve pur esserci per la Contessa Caterina!
La sua via di fuga è Igor, il valletto del Conte Virgilio.
Così, tra incontri notturni clandestini nella camera privata di Caterina, la Contessa si concede qualche ora di svago e di passione, per poter far diventare realtà le sue fantasie che, di giorno, sono rilegate nella sua mente.
Convinta che nessuno sia a conoscenza del suo segreto, Caterina trascorre i giorni aspettando con ansia i momenti in cui incontrerà Igor e a fantasticare su di essi.
Ma voi sapete meglio di me che ogni segreto, prima o poi, viene sempre svelato…

Marietta, Alvise e Rachele sono i tre figli dei Rubaudo.
Tre fratelli, stessi genitori (… sembrerebbe!) eppure così diversi.
Alvise, il più piccolo dei tre, è una testa calda; è sempre stato un bambino bellissimo, chiunque lo conoscesse se ne innamorava, Virgilio era fiero del fatto che sarebbe stato lui il suo successore. Eppure, crescendo, venne fuori il vero Alvise: poco interessato ai doveri di Contino in quanto figlio di un Conte e alla vita a palazzo in generale, trascorreva le sue giornate a giocare d’azzardo, ad ubriacarsi, passava le sue nottate in bordelli e sperperava tutto il denaro della famiglia a destra e a manca.
E poi c’era qualcosa in Alvise, qualcosa nel suo viso, nel suo sguardo che lo rendeva così diverso dalla stirpe dei Rubaudo, da Virgilio stesso…
Anche Rachele, la sorella di mezzo, era sempre stata una bambina molto bella, anche se vivace, ma il Conte era certo che sarebbe stato facile farla sposare un futuro; per lui il futuro di Rachele era già scritto nelle stelle! Ma quanto si sbagliava, in nostro caro Conte…

Marietta, la sorella più grande, era vista invece come “Calimero”: più bruttina rispetto ai fratelli, più timida ed image (11)introversa, nessuno erano riuscito a capire chi fosse veramente quella bimba dallo sguardo spento.
Uno sguardo che si accese, come per magia, nel momento in cui incontrò per la prima volta  due occhi profondi come il mare, un ciuffo biondo scompigliato e un dolcissimo sorriso.

In quel momento Marietta incontrò Pietro, il figlio del sopra intendente che lavorava per il Conte Rubaudo.
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“Un’ora dopo Michele e Rosa erano seduti nel salotto grande della villa a prendere il tè con i Conti, mentre Pietro giocava con Marietta, Rachele ed Alvise. Rachele gli si era subito aggrappata addosso,  e  anche Alvise  voleva  che  giocasse  solo  con lui. Marietta invece se ne stava in disparte, timida. Dopo un poco il ragazzino le andò vicino.
–  Perché non vieni a giocare con noi? –
Lei alzò le spalle. Non le piaceva giocare. Le piaceva soltanto tenersi stretta la sua bambola e basta. Pietro disse, gentile.
– Se vieni a giocare con noi, ti lascio una delle mie biglie di vetro. –
Marietta lo guardò, sorpresa. Alvise non avrebbe ceduto una delle sue biglie di vetro nemmeno se lei gli avesse promesso la luna e questo sconosciuto  gliene  voleva  dare  una,  subito!  Fece  un  passo avanti e Pietro le sorrise.
–  La tua bambola è bellissima. Sono sicuro che mia  mamma  avrà  dei  ritagli  di  stoffa  per  poterti fare dei vestitini. –
A quel punto anche Marietta era conquistata e da quel momento per lei non ci fu altro che Pietro nella  sua  vita.”

Così, come crebbero quei due bambini che passavano le loro giornate a giocare insieme, crebbero anche i sentimenti che provavano l’un l’altro.
Emozioni talmente forti, talmente intense da non riuscire più a nasconderle, da non riuscire più a far finta di niente.
Ma sembrava proprio che il fato non fosse loro alleato, anzi!
Un matrimonio, ma che dico, una semplice storia d’amore tra una Contessina e il figlio di un dipendente del Conte non era minimamente contemplato a quei tempi.
Però Marietta doveva lo stesso sapere. Doveva riuscire a capire se i sentimenti che provava per Pietro erano, in qualche modo, corrisposti. E non si sarebbe arresa, non avrebbe aspettato limitandosi a guardarlo da lontano.
Avrebbe tirato fuori tutto il coraggio che sapeva avere dentro di sè e poi…

–  A cosa stai pensando? –
Marietta si fermò a pochi passi dal ragazzo e lui le sorrise.
–  Oh, tante cose! Perché non sei nel salotto con le altre? –
–  Non mi piace il rosolio. –
Pietro vide il luccichio in fondo agli occhi della ragazza, lo conosceva bene, ormai. Quel luccichio che invita, che dice “fatti avanti, sono qui”, lo aveva  già  sperimentato  con  le  servette  dell’osteria  e sapeva  come  doveva  comportarsi.  Fece  un  passo avanti e mormorò.
–  Cosa ti piace, allora? –
Marietta alzò su di lui i suoi occhi ingenui, dolci, indifesi e disse, tranquilla.
–  Mi piaci tu.
Pietro  rimase  spiazzato.  Non  si  era  aspettato una risposta del genere e ora non voleva nemmeno pensare a cosa sarebbe successo se qualcuno avesse sentito. Disse, brusco.
–  Va’ dentro, Marietta! –
– Perché? Io non ti piaccio? Nemmeno un poco?-
– Ma cosa significa… certo che mi piaci! –
– Tanto da potermi dare un bacio? –
Pietro si guardò intorno, sempre più spaventato.
–  Qui?! Sotto al portico del signor Conte?! Ma sei diventata matta?-
– Dimmi tu dove, allora. –

Una sfida nata da una curiosità che è diventata di colpo un qualcosa più grande di loro.
Cosa può essere un semplice bacio?
Può trasmettere tutte le emozioni, le sensazione, le voglie e le insicurezze di due persone che non sanno di amarsi?
Beh, lasciatemi dire che allora Pietro e Marietta ne sono la prova.

image (1).gif“Pietro cercò di trattenersi, dinon guardare quel visino alzato, quella bocca che si dischiudeva innocentemente,  ma  non  ce  la  fece.  Prese  Marietta per la vita, la strinse a sé, le passò le labbra sulle guance, sugli occhi e poi raggiunse la bocca, si insinuò lentamente con la lingua, la esplorò con calma, mentre lei aderiva al suo corpo con dei mugolii e gli passava le mani lungo la schiena, sulla nuca, attorcigliava i capelli tra le dita. Si  baciarono  con  passione,  più  e  più  volte  e ogni  volta  Pietro  trovava  sempre  più  eccitante  la bocca morbida di Marietta.”

Spacciati.
Quei due ingenui e puri ragazzi erano completamente spacciati.
Sembrava fossero spaccati a metà: la serenità, la gioia e l’amore nel cuore e i dubbi, i pensieri e la paura nella mente.
Le menti di Pietro e Marietta erano cariche di domande, di punti interrogativi ai quali non sapevano rispondere.
Come riuscire a tenere nascosto il loro amore?
Come fare per poterlo vivere ugualmente?
Come poter godere serenamente di ogni attimo insieme?
Ma quando l’amore è forte, vero e sincero, non ci sono classi sociali, imposizioni familiari e menti chiuse che tengano.
Marietta e Pietro volevano crescere insieme, nello stesso modo in cui cresceva il loro amore.
Volevano affrontare passo dopo passo, mano nella mano ciò che il destino gli avrebbe riservato.
E lo fecero.
Anche nel momento in cui vennero scoperti dal Conte Virgilio che, in prede all’ira, decise di separarli per sempre: avrebbe spedito Marietta in un Convento lontano con la speranza che si facesse suora e, invece, Pietro sarebbe andato a lavorare nei suoi boschi croati, sperando che non sopravvivesse alle avversità del luogo.
Ancora una volta il nostro Conte ha mostrato a tutti a sua autorità, ha dimostrato che nessuno può e potrà mai calpestare il nome dei Rubaudo, non avendo pietà nemmeno del sangue del suo sangue.
Ma chi di noi non crede nel motto “la ruota gira”?
Se non ci credete, leggete questo libro e vi ricrederete.

“Passioni nel vento” è una storia che sicuramente insegna.
Nonostante possa, inizialmente, sembrare una storia semplice, nasconde un messaggio importante, un messaggio che molto vorrebbero inviare ma che solo in pochi poi riescono a trasmettere veramente: crederci.
Crederci sempre.
Credere in ciò che ci rende felici, in ciò che ci rende vivi, in ciò che ci fa sorridere, in ciò che ci rende liberi.
Credere in ciò che ci rende noi stessi, in tutto e per tutto.
Lucia lancia questo messaggio tra le righe con un eleganza e una maestria estrema, un messaggio che un lettore attento sicuramente coglie.

Lucia ha creato un’altra magia.
Ha creato una storia in grado di far viaggiare il lettore con la mente e con il cuore in un periodo lontanissimo a noi, un periodo che conosciamo solo attraverso i libri di storia, i racconti di altre persone, ma a differenza di essi, lo ha fatto senza annoiare mai.
Personalmente adoro la scrittura di Lucia perché è ricercata e mai banale, perché è semplice e fluida ma, soprattutto, perché è in grado di far sorridere in qualsiasi situazione, in qualsiasi circostanza.
Anche in questo caso, Lucia è stata il mio piccolo dispenser personale di allegria e la ringrazierò sempre per questo.
Ho apprezzato il fatto che tutta la storia sia raccontata in terza persona senza tralasciare i pensieri di ognuno dei personaggi di questo libro che, alla fine, si riveleranno tutti fondamentali.
È una storia fresca, brillante e che sicuramente funziona.
Forse avrei preferito che, nonostante il susseguirsi delle vicende, fosse posta un po’ più l’attenzione sulla storia d’amore tra Marietta e Pietro, avrei preferito leggere qualcosa in più sul momento che ha seguito il loro incontro alla fine del libro.
Ma io sono un’inguaribile romantica, lo so, e non conosco ancora la cura! 😉

Edna ❤

 

 

 

 

 

 

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Recensione di: “L’amore Conta” di Carmen Laterza

Ciao Notters,
ormai lo sapete che il lunedì esprimiamo il parere su i libri letti durante la settimana. Io mi sono imbattuta in una lettura complessa ma reale; una realtà che accomuna molte donne. Un matrimonio che sta stretto, una monotonia che soffoca e si cerca attraverso altri mezzi, il brivido che spezza la catena della quotidianità.
Carmen Laterza nel suo “L’amore Conta” farà riflettere attraverso la sua protagonista Irene.

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TITOLO: L’amore conta
AUTORE: Carmen Laterza
EDITORE: Self-Publishing
DATA PUBBLICAZIONE: Aprile 2014
GENERE: Narrativa Contemporanea
FORMATO: Ebook/Cartaceo
PAGINE:
PREZZO: € 2,48/ € 11

 

 

SINOSSI

L’amore conta è un romanzo psicologico, prima che d’amore.
Irene è sposata da due anni, Luca è un marito presente e affettuoso, eppure lei si sente inquieta e insoddisfatta; alla soglia dei quarant’anni le sembra che la vita le stia scivolando via. Così, un po’ per gioco e un po’ per curiosità, decide di iscriversi a Meetic, il sito di incontri più gettonato del momento, e comincia una doppia vita scandita dall’alternarsi di appuntamenti clandestini, comici ed erotici, che inizialmente prova a vivere con distacco, ma che finiscono per coinvolgerla in un “qualcos’altro” che non era ciò che cercava.
Sempre più distaccata propria realtà, incrinati i rapporti con il marito, con la sua migliore amica e con il padre, Irene si ritrova infine ad affrontare se stessa, persa in un’esistenza senza più appigli, fredda e apparentemente senza senso.
Sarà proprio l’amore, quell’amore incondizionato e disinteressato che Irene dice di non aver mai ricevuto, a ritrovarla e a salvarla dall’abisso, perché nella vita “l’amore conta, e sa contare”.

RECENSIONE
*** ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER ***

Irene trentotto anni, è una donna  alla quale, all’apparenza, non manca nulla. Ha un marito che non le fa mancare nulla, ha un buon lavoro e una buona amica che l’ascolta e le consiglia. Irene però è testarda, a volte sembra talmente cinica e questo porta ad odiarla, a reputarla donna di poco valore, ma determinata nelle sue scelte. Maledettamente reale!

Se c’è un momento nella vita in cui senti che non hai più tempo da perdere, che devi fare qualcosa , ora, adesso o mai più, che la parte migliore se n’è già andata senza che tu nemmeno te ne accorgessi, cosicché l’unica cosa che ti rimane da fare è raccogliere quello che resta e dargli un senso… bene , quel momento per me è arrivato stanotte.

Ha dei fantasmi del passato, che la seguono da tutta la vita; ha perso sua madre, quando lei aveva tredici anni in un incidente stradale, un padre fisicamente presente, ma troppo occupato a pensare a se stesso.
Irene si sente incompleta, stanca, stufa della monotonia che la circonda: vuole trovare se stessa!

E per farlo, non è che si iscrive ad un corso di ballo latino americano, ne di cucina, o di pittura; si iscrive a Meetic, un sito di incontri.

Cerco una mia foto tra quelle più recenti. Ce ne sono molte dove sono ritratta con Luca: le scarto perché, anche tagliando la parte dove appare lui, si vedrebbe comunque che c’era qualcuno al mio fianco, qualcuno di cui magari si vede ancora un braccio; darebbe l’impressione che io non abbia una mia autonomia o, peggio , che la persona tagliata sia così importante nella mia vita, che io ho solo foto in sua compagnia . Meglio una foto in cui sono venuta meno bene, ma dove sono sola. Scarto anche le foto fatte di sera, o in qualche locale, con il flash sparato in faccia: preferisco una foto fatta all’aperto, di giorno, col sole.

Genera il suo profilo, quello che lei pensa che le manchi lo cerca navigando tra i mille profili di utenti, che le balzano agli occhi. Organizza incontri, che si scoprono disastrosi, con uomini che non sono quel che hanno fatto intendere sul web, ce ne di ogni tipo: dal sempliciotto, all’adulatore, quello di un’avventura e via e ci sono anche quelli che cercano l’amore eterno. Ma nonostante tutti questi incontri clandestini, mentre il marito si trova fuori per lavoro; non va mai oltre. Tutto questo l’allontana da Luca, dalla sua amica Anna…da tutti. Non trova quel brivido che cerca nel chiacchierare con altri, fino a che esce con un ragazzo di dieci anni più giovane di lei. Irene si lascia andare, vuole vedere cosa sente tradendo in modo carnale il marito… il nulla anche qui, nemmeno il rimorso o il pentimento. Irene fa molto bene la parte della vittima, di quella che nessuno mai la capisce, ha un continuo bisogno di conferme sulla sua bellezza; solo per farsi una dose giornaliera di ego. Ma lei ascolta? Andando avanti nella lettura, ci sarà un lato oscuro di Irene: delle perversioni che sembra le diano quel brivido tanto cercato.

L’amore conta e sa contare

Di amore scorre nelle pagine noi lo troviamo, attraverso le persone che circondano Irene. Solo lei non se ne accorge. Non aspettatevi però un amore romantico, dolce perché non c’è. In questo libro c’è molta riflessione, molte domande che sicuramente anche voi vi siete posti. Ma Irene troverà se stessa? Continuerà la sua vita parallela? Riuscirà a trovare la strada di ritorno o sarà troppo tardi?

Carmen Laterza in questo romanzo ha dimostrato la sua maestria, la sua scrittura è molto curata, ricercata e riflessiva. E’ un romanzo psicologico, sfrontato dove  si percorrono le strade della mente della protagonista. A volte ci troveremo in disaccordo altre totalmente da parte sua. E’ un libro che vi consiglio di leggere, ma non per rilassarvi ma per entrare nella mente delle persone. Perché a volte anche se tentiamo di nasconderci, dentro di noi un po’ di Irene c’è in tutti… Nessuno escluso! 😉

Naty ❤

 

 

 

L’amore conta

 

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Recensione di: “Sei solo mio” di Viviana Leo

Ciao Notters, bentornati al nostro lunedì di recensioni! 🙂
Torno a farvi compagnia raccontandovi il libro di un’autrice cui sono particolarmente affezionata, come blogger ma soprattutto come persona. E’ un’autrice dal talento indiscusso e,  forse ancor prima, una persona splendida.
E’ Viviana Leo e il libro di cui vi parlo oggi è “Sei solo mio”.

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TITOLO: Sei solo mio
AUTRICE: Viviana Leo
EDITORE: Newton Compton Editori
DATA PUBBLICAZIONE: 14 Dicembre 2015 (eBook) – 04 Gennaio 2016 (Carteceo)
GENERE: Contemporary Romance
PAGINE: 288
FORMATO: eBook /Cartaceo
PREZZO: € 2,99/€ 4,99

 

SINOSSI

Lisa conosce Dante da una vita. Lui è il migliore amico di suo fratello ed è anche il ragazzo con cui giocava quando era solo una bambina. Ma Lisa ha un segreto: lo ama follemente, fin da allora, anche se non ha mai trovato il coraggio di confessarglielo. Dante, pugile dilettante che aspira a una carriera da professionista, sembra non ricambiare quei sentimenti, e continua a trattarla al pari di una sorella minore. Ma a volte la vita sa essere imprevedibile, mette di fronte a un bivio e costringe a scegliere.
Lisa sarà capace di conquistare Dante? E lui, che sembra così deciso a non aprirsi all’amore, sarà disposto a lasciarsi conquistare?

Un libro di passione, lacrime ed emozioni intense.


RECENSIONE

Un po’ di irriverenza.
Un amore profondo.
Un’amicizia speciale.
Un’infinità di dubbi, paure, incertezze.
Una serie di spiacevoli circostanze.
Un uragano di sentimenti.

Amalgamate il tutto e, come la migliore delle ricette, il risultato sarà entusiasmante.
Ecco, più o meno questa è la parola giusta, “entusiasmante”.
Anche se forse, pensandoci bene, non è abbastanza.

Come si può descrivere in una parola un’amicizia che dura da sempre, un amore che da una parte è improvviso e incrontrollabile come un uragano e dall’altra coltivato nel tempo, con cura, pazienza e dedizione? Qual è la parola giusta per parlarvi di emozioni, paure, dubbi, della sensazione di sentirsi sbagliati e senza alcuna possibilità? Come raccontarvi il senso di angoscia, smarrimento, il bisogno di evadere dal dolore anche in modi stupidi ma comunque necessari?

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Lisa è una ragazza semplice, dagli occhi grandi quanto i suoi sogni. I colori caldi del suo viso incorniciati da lunghi e soffici boccoli, un fisico normale,  una bellezza pulita, una vita che le regala soddisfazioni ma anche grossi dubbi.
Lisa è cresciuta con una famiglia unita, dei genitori premurosi, un fratello, Andrea, protettivo al limite del sopportabile e poi lui, il migliore amico di suo fratello, quello che la prendeva in giro per i suoi pasticci e le sue rovinose cadute in giardino ma che asciugava le sue lacrime ogni qualvolta ne aveva bisogno, che l’aveva cullata in un abbraccio quando il suo adorato gattino se n’era andato. Lui, Dante.

Dante, al contrario di Lisa, è un animo tormentato. La sua infanzia difde33cdafdc4e694fa9680c7740073261.jpgficile, segnata dalla tragica morte dei genitori in un incidente d’auto. Da quella maledetta notte per Dante è cambiato qualcosa, qualcosa di profondo, che nessuno può vedere,  che tocca l’anima.
Rimasto solo al mondo, con una sola zia vicino, si è legato sempre di più ad Andrea e alla sua famiglia nella quale ha trovato una seconda casa, braccia forti pronte a sostenerlo e sorrisi sinceri.
Ha trovato il suo sfogo nei confronti della vita nel pugilato che pratica da anni ma che, crescendo, è diventato per lui una necessità, un bisogno primordiale. Quel sacco da prendere a pugni è il suo mondo e il sudore che gli bagna la fronte è la giusta punizione per la sua mediocrità e al tempo stesso la dimostrazione che può ancora combinare qualcosa di buono.

Un quadro chiaro e ben delineato quello dei nostri due protagonisti che si trovano a vivere a stretto contatto da anni.
Dante e Andrea sono migliori amici. Lisa e Andrea sono fratelli. Lisa e Dante sono amici.
Nessun problema, tutto procede bene, l’affetto regna sovrano e nessuna ombra minaccia queste tre relazioni molto diverse tra loro ma imprescindibili l’una dall’altra. Nessun’ombra tranne una: Lisa è perdutamente ed irrimediabilmente innamorata di Dante da un tempo indefinito che potremmo riassumere in “sempre”. ❤

Un amore che si tiene dentro e custodisce come il più profondo dei segreti, che la consuma silenziosamente e la rende ogni giorno più insicura di sé.
Lisa per anni si accontenta di qualche sorriso, di qualche raro contatto fraterno (sì perché è così che Dante la considera: una sorellina), lo osserva uscire con le altre, spassarsela in discoteca con modelle statuarie e salire con orgoglio e dedizione su quel ring che lei tanto detesta. “Coniglietta”, è così che Dante la chiama da sempre, è costretta a lottare con sé stessa e con le sue emozioni ogni giorno, a tenere a bada quel cuore che comincia a battere impazzito non appena sente il suono della sua voce, a non arrossire quando lui la guarda e a mandare giù bocconi amari per non perdere la possibilità di stargli vicino, una volta ogni tanto.

“​Non appena aprii la porta, però, sentii qualcosa sbattermi contro, e un imbarazzante «Oh!» sfuggì dalle mie labbra.
«Ehi, Coniglietta, attenta a dove vai». Spalancai gli occhi ancora chiusi per l’urto. Quella voce. Terribilmente sexy, nonostante l’odioso nomignolo affibbiatomi all’età di undici anni, solo perché allora i miei denti erano più sporgenti del normale.
Quei pensieri divennero confusi quando notai che non solo io ero in jeans e reggiseno, ma anche lui era a torso nudo, e i nostri corpi erano molto vicini. Troppo.
Avvampai immediatamente. «Dante, ma che diavolo ci fai qui mezzo nudo?».
La mia voce uscì stridula dall’imbarazzo. Lui si appoggiò alla porta, completamente a suo agio. Spalla poggiata al muro, addominali in bella vista, capelli umidi sulla fronte e quegli occhi incredibili in cui temevo di perdermi e affogare. Quanto era cambiato da quando era un ragazzino smilzo e con gli occhiali! Avevo assistito a tutte le sue trasformazioni e all’età di sedici anni lo avevo visto sbocciare prepotentemente.
Da allora aveva raggiunto quasi il metro e novanta e il suo fisico era diventato tutto muscoli, soprattutto grazie allo sport che praticava. Il suo naso aveva conservato una piccola gobba all’attaccatura, ricordo di un pugno ricevuto da un avversario troppo forte.
Mi squadrò con un sorriso sghembo. «Potrei farti la stessa domanda».
«Questa è casa mia». Risposta ovvia.
«Mi sono macchiato la maglietta e Andrea ha detto che potevo venire a sciacquarla qui», mi spiegò e solo allora notai la t-shirt che stringeva tra le mani.
«Tu e Andrea quando la finirete di ingozzarvi di schifezze davanti alla tv? Sembrate dei ragazzini». Pura invidia, la mia. Perché i ragazzi possono permettersi di ingollare qualunque cosa senza ingrassare di un etto, mentre io devo stare attenta anche a una carota in più?
Dante rise. Mi lanciò un’occhiata. Il reggiseno nero era ancora lì, in bella vista, e in quel momento ringraziai il cielo di avere addosso uno dei miei migliori capi di biancheria intima.
«Tu invece non sembri più una ragazzina». La frase, inaspettata, mi fece restare impietrita.
«Ci vediamo, Coniglietta», disse e andò via, lasciandomi sola e imbarazzata.”[Lisa]

Non so dirvi se è da quel giorno qualcosa cambiò, se agli occhi di Dante quella che lui si ostinava a vedere come una bambina diventò finalmente donna ma di certo scattò in Dante uno strano meccanismo, un qualcosa che non riusciva a spiegare ma che si insinuava il lui sempre più fastidiosamente.

Un’attrazione che non riusciva a controllare, la sensazione di essere nel posto giusto quando era con lei, la sicurezza di aver rimesso al posto giusto ogni tassello e quel maledetto profumo che sapeva di vaniglia e pesca a cui non riusciva più a stare lontano, spinse Dante in un limbo di confusione e desiderio. Un limbo che diventava sempre più pericoloso.

“​Lisa? Era mai possibile? Mi passai le mani fra i capelli e sospirai. No, decisamente no. Per fortuna ero riuscito a fermarmi in tempo, a trattenermi prima che succedesse l’irreparabile, altrimenti Andrea mi avrebbe ucciso di certo. Tutto ma non la sua adorata sorellina. L’immagine di Lisa a un passo da me e la sensazione del calore del suo corpo a contatto col mio tornarono prepotenti nella mia testa, facendomi sentire frustrato. Quando era cresciuta così in fretta? Fino al giorno prima era solo una ragazzina, mentre quella sera mi era sembrata una donna a tutti gli effetti. Le sue movenze, i suoi sguardi, perfino quello che diceva: era cambiato tutto di lei. Era cresciuta e io non me n’ero neppure accorto.”

[Dante]

Quella strana sensazione continuò a crescere fino a diventare insostenibile.
Il pensiero di Lisa, del suo odore, della sua purezza era diventato per Dante un mantra che lo stava facendo impazzire ma che doveva necessariamente respingere. Andrea lo avrebbe ucciso se solo avesse osato pensare di sfiorare la sua sorellina (si beh, il fatto che a questo punto dovesse essere già morto impiccato in piazza davanti a milioni di spettatori urlanti è un dettaglio che per ora trascureremo).
Dante fu certo di sfiorare la follia quando a complicare ulteriormente le cose arrivò Roberto che scoprì essere il nuovo ragazzo di Lisa.

Lisa doveva trovare un modo per dimenticarlo, doveva farlo per sé stessa, aveva già sofferto troppo e troppo a lungo. Meritava qualcuno che la amasse, che la desiderasse e non poteva più accontentarsi di uno stupido nomignolo.
Roberto era carino, più o meno della stazza di Dante (d’accordo, meno bello… molto meno bello) ma gentile e premuroso, dimostrava di essere attento ai suoi bisogni e anche molto dolce. Lisa capì che doveva dargli una chance, e darne una anche a lei: quella di dimenticare il suo pugile bello e dannato.

Ed è esattamente questo che Dante fece: si dannò.
Continuamente e dolorosamente. Vederla ridere con lui lo faceva impazzire e faticava ad ammetterlo persino a sé stesso ma… era geloso. Talmente geloso da diventare irrazionale, così irrazionale che gonfiò di botte Roberto per ben due volte spingendolo ad allontanarsi per sempre da Lisa e scatenando in lei una profonda rabbia, un odio sfrontato e ribelle.
Quell’odio che ormai lo abbiamo capito corre molto, troppo vicino al confine dell’amore.

“​«Smettila», mi ammonì. Mi alzai sulle punte e mi avvicinai al suo viso. «Altrimenti prendi a pugni anche me?», chiesi minacciosa.
Era la seconda volta che gli facevo una domanda simile e dalla sua espressione capii che non aveva gradito quell’insinuazione.
Sentivole sue mani scorrere febbrilmente sul mio corpo, mentre cercava di farmi aderire ancora di più al suo, schiacciandomi completamente alla parete. Perfino l’odore del suo sudore era eccitante, e il modo in cui sospirava mentre mi baciava mi faceva diventare matta. Avvertii le sue dita intrufolarsi sotto la maglietta e un brivido mi trapassò come una scarica elettrica. Era sempre stato prudente, sempre controllato e cauto con me; invece ora eravamo lì, smaniosi, in uno spogliatoio dove avrebbero potuto scoprirci da un momento all’altro. E Dante lo sapeva, ma mi voleva a tal punto da non curarsene. Strinsi i pugni sulla sua maglietta umida, mentre lui infilava una mano nei miei leggings. Mise le mani sotto le mie natiche e mi sollevò, facendo in modo che potessi stringere le gambe alla sua vita. Gemendo, feci scorrere una mano sulla sua schiena, fino ad arrivare al suo sedere coperto solo dal tessuto leggero dei pantaloncini, e lo avvicinai ancora di più a me, facendo in modo che i nostri bacini aderissero. Avvertirlo già pronto ed eccitato fu la conferma che, dopo tanti anni di attesa e speranze, il corpo di Dante desiderasse proprio me.«Fallo, Dante», affermai a denti stretti. I nostri occhi vicinissimi si fissarono per qualche secondo, finché non mi sentii tirare. La sua stretta sul mio polso diventò ancora più forte, e mi trascinò verso alcune porte più in là.
Ebbi solo il tempo di capire dov’ero, uno spogliatoio vuoto, che mi ritrovai catapultata lì dentro, spinta contro il muro freddo da un Dante adirato. Lo guardai e per un attimo temetti che mettesse in pratica ciò che gli avevo chiesto, ma poco dopo, inaspettatamente, nei suoi occhi si dipinse un’espressione quasi smarrita che mi confuse. «Cazzo, Lisa», mormorò. «Non ce la faccio più».
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Aggrottai la fronte, interrogativa, prima di ritrovarmelo addosso. Mi afferrò il volto fra le mani e catturò le mie labbra tra le sue in un bacio talmente intenso da togliermi il fiato. Dovevo ammettere che non me lo aspettavo. Ero andata a trovarlo in palestra per gridargli contro la mia frustrazione, aggredirlo e magari anche prenderlo a schiaffi per come aveva osato comportarsi con Roberto. Per prendermi una rivincita, insomma. Non avrei mai pensato invece che sarebbe successo tutt’altro; non quello.
Mi irrigidii, consapevole del fatto che se mi fossi lasciata andare sarebbe stata la fine, ma quando sentii la sua lingua farsi spazio con prepotenza nella mia bocca, capii che ero irrimediabilmente perduta.
Questo mi diede il coraggio di mordicchiargli il labbro inferiore e fu una delizia sentirlo gemere di piacere. «Cazzo», ripeté con voce roca soffiando aria calda a un millimetro dalle mie labbra, e quella parola risultò perfino sexy detta in quel modo. «Che cosa stiamo facendo…». Non volevo lasciare spazio ai suoi ripensamenti e questa volta fui io ad afferrare il suo volto e baciarlo. Le sue guance erano rasate di fresco e la sua lingua aveva il sapore di limone. Si staccò dolcemente dalle mie labbra e poggiò la fronte sulla mia con un sospiro. «Non puoi farmi questo, Lisa», mormorò. Lo strinsi ancora di più, in silenzio, e lui continuò: «Non puoi farmi impazzire ogni volta che ti vedo con un altro». Quella confessione mi arrivò dritta al cuore come se mi avessero appena versato del miele caldo sulla pelle. Per un attimo le parole di Roberto riaffiorarono: Dante vuole te.”

Mi fermo qui, non vi svelo altro… Sarei troppo crudele a farlo.
E’ una storia troppo bella, troppo intensa, troppo vera.
Una storia che ti rapisce fin dalle prime righe e ti tiene incollata alle pagine fino alla fine.

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Viviana mi aveva avvertita che, da un certo punto in poi, avrei odiato Dante; “lo odiano tutte” mi aveva detto. Beh non è vero, forse saró l’eccezione che conferma la regola ma io non l’ho mai odiato.

Trovo che Dante sia un personaggio formidabile, con uno spessore che ho trovato in pochi altri protagonisti maschili, un personaggio completo, profondo, tormentato ma estremamente sensibile, misterioso ma al tempo stesso così semplice.
Anche Lisa non è da meno! Un altro personaggio strepitoso, l’immagine di una ragazza dolce ed ingenua e dalla bontà innata che però, all’occorrenza, diventa una tigre pronta a difendere con orgoglio ciò che è suo. Una ragazza tosta, dall’animo gentile.
Due grandi protagonisti per una storia… piena. Piena di qualsiasi emozione.

Avevo già letto Viviana e devo riconoscere una crescita stilistica notevole, nonostante già i suoi primi lavori esprimessero a pieno le sue potenzialità.

Un libro curato, una scrittura semplice ma che riesce a toccare corde profonde, uno stile pulito.
Una storia d’amore in piena regola, qualche sfumatura d’elegante erotismo.
Un romance in cui, come in “L’altra metà della mela”, non manca un problema, un dramma contro il quale lottare, un segno distintivo di Viviana Leo che è in grado di unire in poche righe la magia di un amore appena sbocciato con l’angoscia di una battaglia interiore da vincere.

Con questa storia credo che l’autrice voglia lanciarci due messaggi: il primo è quello di non smettere mai di inseguire un sogno e di combattere per questo, il secondo ma non meno importante è: datti una possibilità, Carpe Diem: ognuno di noi ne merita una, proprio come Dante.

Che dire, quella di Viviana Leo è sicuramente una penna da tenere d’occhio, un #madeinitaly che ti rende orgogliosa della nostra editoria.

“Sapessi quanta musica che c’è
Dentro questa voglia che mi soffoca
Ma con indifferenza mi allontano un po’ da te
Scemo si ma non ruffiano
Sapessi com’è bello stare qua
Visto dalla logica di chi non può
Già tenere le distanze dalla tua sincerità
Dalle tue vittorie e dai tuoi guai
Perché voglio liberarmi
Dall’idea che non mi vuoi
E mi tuffo nell’immenso
Della mia banalità
E va bene anche se ho perso
E chi ha vinto non si sa
E ora strappo le radici
Di un’assurda gelosia
Perché è chiaro che mi piaci
Maledetta amica mia”

 

[Maledetta amica mia – Marco Masini]

Julie ❤

 

 

 

 

Sei solo mio (eNewton Narrativa)

* NB. I personaggi sono da considerarsi ufficiali in quanto scelti dall’autrice

 

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Recensione di: “Il bacio che vorrei” di Cristina Berri

Buongiorno Notters 🙂 Oggi mi presento con la prima recensione!
Ho letto per voi “Il bacio che vorrei” di Cristina Berri che adesso vi racconto.

Seguitemi 🙂

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TITOLO: Il bacio che vorrei
AUTORE: Cristina Berri
EDITORE: Self-Publishing
DATA DI PUBBLICAZIONE: Novembre 2015
PAGINE: 120
FORMATO: eBook/Cartaceo
PREZZO: € 0,99 eBook – € 4,84 Cop. flessibile
BLOG: ilbaciochevorrei.wordpress.com
FACEBOOK: Il bacio che vorrei, di Cristina Berri

 

SINOSSI

Cecilia e Lorenzo, un amico di vecchia data, si baciano al rientro da una serata con gli amici, ma in virtù del rapporto di profonda amicizia che esiste da anni, decidono di non dare seguito all’episodio. Nessuno dei due dà importanza alla cosa ed entrambi tornano alle loro vite di sempre.
Cecilia convive con Alessandro, il ragazzo di cui era innamorata sin dall’adolescenza e che finalmente, dopo alcune storie di scarsa importanza, é riuscita a conquistare intorno ai vent’anni. Tra Alessandro e Cecilia però esistono profonde differenze a livello emotivo, soprattutto nel grado di coinvolgimento all’interno del rapporto e nell’esternazione dei propri sentimenti, che portano la protagonista ad allontanarsi, prima a livello sentimentale e poi fisico, gradualmente ma inesorabilmente.
Dopo una serie di avventure e di storie con altri uomini, conosciuti in vacanza con gli amici e all’interno della propria compagnia (che Alessandro non frequenta), Cecilia comincia a mettere in discussione il suo rapporto nel momento in cui si lascia coinvolgere in modo più profondo rispetto al solito dalla relazione con un collega, Maurizio.

A distanza di poche settimane dall’inizio della storia con Maurizio, l’azienda per cui lavora decide di mandare Cecilia sei mesi a New York per seguire un nuovo progetto. Lì frequenta posti e personaggi incredibili e rimane folgorata dalla contagiosa vivacità della città e dei suoi abitanti. I rapporti con Alessandro, con Maurizio e, in generale, con la vita che aveva in Italia, appaiono ormai come un ricordo. Decide di fare di tutto per cercare di trasferirsi nella Grande Mela, pianifica la sua nuova vita nei minimi dettagli e sembra aver trovato il modo per riuscire a realizzare il suo sogno. Ma la sera in cui esce con Jackson, il ragazzo irlandese trasferitosi a Manhattan che frequenta da alcune settimane, per parlargli del suo progetto di una nuova vita insieme, realizza che in realtà il suo cuore é profondamente e indissolubilmente legato a un’altra persona, inimmaginabile fino a poco prima: Lorenzo.

RECENSIONE

Modena, Rimini passando per New York per seguire Cecilia nella sua ricerca del “è vissero per sempre felici e contenti”, la storia di una ragazza innamorata dell’essere innamorati.

Che decide di conquistare Alessandro a tutti i costi, nonostante le note stonate e il disagio che sente dietro alla sua freddezza. Impantanata in un rapporto che non la appaga e che non ritiene esclusivo si concede distrazioni con l’amico Mirko, ma non disdegna di civettare con Maurizio il collega di lavoro e quando si manifesta l’opportunità di andare a New York per lavoro la coglie al volo, senza alcun ripensamento anzi ben felice di mettere un oceano tra lei e il compagno, ma anche lì nuovi amici nuove esperienze per capire appena prima di trasferirsi definitivamente nella grande mela che il suo cuore è da Lorenzo, l amico di una vita.

Premetto che non amo i libri che nella sinossi rivelano troppo, senza contare i vari refusi che saltano all’occhio durante la lettura, ma se i secondi possono sparire con un’attenta rilettura altrettanto non può essere con la confusione nella struttura del romanzo, ho trovato molto dispersivo il flashback a inizio libro di cui si capisce il senso solo dopo una ventina e passa di pagine.

Il personaggio di Cecilia ha trent’anni ma ha una confusione sentimentale degna di un’adolescente, eppure nel lavoro e con gli amici si dimostra essere una donna a tutti gli effetti, i personaggi co-protagonisti vedesi i vari fidanzati sono lì pallide controfigure che non risaltano, non coinvolgono, non ci dicono nulla di sé. I personaggi secondari sono soltanto nominati, Mirko è un amante occasionale ma è un nome senza nulla dietro.

La parte migliore, quella più autentica e che trasmette qualcosa si ha nelle descrizioni di ciò che prova la protagonista quando si trova per la prima volta a New York oppure quando parla del sisma che ha colpito l’Emilia Romagna, segno che in questo ci deve essere molto dell’autrice.

Se mi sento di consigliarlo? Al momento attuale non direi.

Ilia White

 

 

 

 

Il Bacio che Vorrei

 

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Recensione di: “Alice from Wonderland” di Alessia Coppola

Buongiorno Notters 🙂

Oggi ho il piacere di presentarvi un libro che mi ha incantato dalla prima all’ultima pagina, comprendendo la bellissima cover, le meravigliose illustrazioni al suo interno, la piacevole sorpresa dello spin off (leggetelo, merita molto per la sua dolcezza), il linguaggio ricercato e quasi poetico, le atmosfere cupe e quella follia che regna sovrana e impregna ogni singola pagina.
Vi presento Alice from Wonderland di Alessia Coppola.

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TITOLO: Alice from Wonderland
AUTORE: Alessia Coppola
EDITORE: Dunwich Edizioni
DATA PUBBLICAZIONE: 20 Aprile 2015
GENERE:
PAGINE: 279
FORMATO: eBook/Cartaceo
PREZZO: € 2,99/€ 8,42

SINOSSI

Cosa accadrebbe se Alice varcasse la dimensione di Wonderland?
Quanto labile diverrebbe il confine tra lucidità e follia?
Una strega, un sortilegio e un libro sono il principio di tutto.
Alice non è più la bambina sprovveduta che vagheggiava tra labirinti di carte. È una giovane innamorata, alla ricerca della propria identità. Per trovarla viaggerà nel tempo e oltre il tangibile.
Scrittori, scienziati, circensi e matti sono i suoi compagni in uno straordinario viaggio verso una meta impossibile.
Sottomondo non è mai stato così sopra.
Che la magia abbia inizio, la tana del coniglio vi aspetta.

RECENSIONE

È terribile. È davvero una cosa terribile non ricordare nulla del proprio passato. A me è successo e vi posso assicurare che ci si sente annientati, soli. In fondo, siamo un po’ come gli alberi, noi umani: abbiamo bisogno di solide radici scavate nella terra e un cielo verso cui sollevare gli occhi.
Io non avevo terra che ricordassi come la mia e non riconoscevo nemmeno quel cielo che mi sovrastava. Non ricordavo il mio nome, da dove venissi, dove stessi andando.

Seconda metà del 1800.

hqdefault (1).jpgUna ragazza vaga per le strade di Guidford, una piccola cittadina inglese, in una tarda sera nebbiosa, senza memoria, senza alcun ricordo, senza passato né futuro.
Chi è?
Perché non ricorda nulla del suo passato?
Grandi occhi azzurri, lunghi capelli biondi, una minuscola chiave al collo, una chiave per aprire tutte le porte, così le sussurra la sua mente confusa.

Una giovane coppia benestante la accoglie in casa, trattandola come una figlia…come la figlia tanto amata, morta prematuramente.
Lei è sola e disperata e così accetta il loro affetto, il calore di una casa, i regali costosi, ma lei non è Astrid e il fuoco della ribellione le scorre nelle vene.
Lei così anticonformista, così libera e indomita, così lontana da qualsiasi etichetta che cercano di imporle.
Lei la cui mente vaga sempre lontana anni luce.

Strani e inquietanti sogni popolano le sue notti.
Fugaci ricordi senza senso attraversano la sua mente all’improvviso.

Presi il primo sorso.
Come una scossa elettrica, il calore si diffuse fino al cuore e un lampo mi accecò.
Ticche tacche, tignolina, a che cosa sei vicina?
Rimasi immobile. Era affiorato un altro ricordo. Ma ero alquanto delusa di non avere idea di cosa significassero quelle parole.

Astrid continua a sopravvivere, ogni giorno una tremenda agonia in quella vita che sa che non le appartiene ma alla quale per il momento sembra non poter rinunciare, non sapendo dove altro potrebbe andare.
Un giorno, però, tutto cambia.
In un negozio di abiti conosce un giovane ragazzo dall’aria stranita e malinconica.
Un giovane cappellaio.

La mia mente venne colpita come un gong dorato.
Qualcosa si scosse ed ebbi la certezza che quell’Edmund capisse come mi sentivo o, addirittura, potesse fornirmi risposte.

Lo fissai e non mi importò di sembrare inopportuna. Ci fu un istante in cui il suo sguardo si spostò su di me ed ebbi l’impressione che i nostri occhi avessero allacciato una connessione segreta. Si stavano parlando, senza che le labbra si pronunciassero.

Da quel giorno la ragazza cerca con tutte le sue forze di ricordare, di ricostruire il suo passato.
E fa una terribile scoperta che la porta a dubitare della sua sanità mentale, di se stessa.

Lessi l’articolo e non potei fare a meno di piangere, stringendo la carta tra le mani e macchiandomi i polpastrelli di nero.
Inchiostro e sangue.
Mi premetti le dita sulle tempie.
Strabuzzai gli occhi e fui accecata da pagliuzze bianche che vorticavano confuse.
Mi sovvenne l’immagine di un lungo corridoio con le mattonelle nere e le pareti scrostate e umide, che un tempo probabilmente erano state tinteggiate di verde scuro.
Poche finestre e quelle presenti erano serrate.
Rividi stanze tetre e spoglie. E una miriade di volti guardarmi smarriti. I loro occhi mi tornarono alla mente, pungendomi l’anima e dandomi una vertigine alla bocca dello stomaco.
Tutto era tetro e scivoloso, come quegli incubi che inghiottono persino la speranza di svegliarsi.
E ancora sentii nelle orecchie il dissonante schiamazzo di pianti e risate. E grida.

Il ricordo di un manicomio, di una lunga prigionia.
Lei sa che qualcosa non va nella sua mente.
Si sente sempre fuori posto.
Sa che quello non è il suo posto.
Ma ancora non riesce ad afferrare i ricordi.
E ,una volta appresa la verità sul suo passato, decide di scappare.
È la mattina di Natale, sale sul primo treno per Londra.
Sola ma determinata a ritrovarsi, accetta il lavoro di bambinaia.
I giorni si trascinano identici e lenti.   E la notte i sogni prendono vita, sempre più dettagliati, sempre più strani e inquietanti.

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Cadevo vorticosamente attraverso un cunicolo spettrale e lunghissimo.
Cercavo di appigliarmi alle radici che sbucavano dalle pareti, senza riuscirci. E mentre scivolavo giù, un mucchio di carabattole saliva su: forchette, tazzine, piattini, orologi, scarpe, cappelli.
Tutto fluiva verso l’alto come se fosse aspirato e inghiottito da un mostro famelico. Mi domandai se fossi io ad andare controsenso o meno.
Precipitavo a piombo come una biglia di vetro in una grondaia. Per poco non presi in pieno un pianoforte che nuotava nell’aria e suonava da solo, con tanto di pedali e tasti che si abbassavano e sollevavano. Continuavo, sfiorando pendoli dorati della mia statura, che oscillavano nel vuoto e producevano un’eco metallica.
Infine atterrai a testa in giù, trovandomi a pochi centimetri dal pavimento a scacchiera che si srotolava sotto di me.
A un tratto il sopra divenne sotto e il sotto sopra.

Nuova vita e nuovo nome. Adesso si fa chiamare Marianna.
E un giorno conosce un giovane elegante e raffinato.
Algar, occhi color zaffiro, sorriso seducente.
Accanto a lui sembra dimenticare ogni cosa.
Persino se stessa.

Mi incantava. Bevevo le sue parole come fossero nettare. E mi nutrivano, saziando la solitudine, la paura e il vuoto del mio passato.

Non è naturale, non è sano.
Dimenticare ogni cosa, vivere in un eterno oblio.
Chi è realmente Algar?
E perché esercita quel potere ipnotico su di lei?
La ama o la vuole soltanto possedere come se fosse un oggetto?
Ma finalmente riesce a reagire, a scappare di fronte alla minaccia sempre più pressante.
E finalmente i ricordi affiorano in superficie, con la potenza devastante di un tornado.

-Dove corri? – domandò, tenendomi i polsi.
E capii.
Fui accecata da un bagliore bianco e immagini incontrollate si ripeterono nella mia testa. Un farfuglio di voci si accavallò senza sosta e alla fine tutto mi fu chiaro.
Avevo ricordato ogni cosa.
Finalmente sapevo chi ero.
Ero Alice.

alice_in_wonderland_by_ashley17 (2).jpgAlice.
Un nome che evoca un mondo lontano e magico.
Alice del paese delle meraviglie.
Alice che è sangue e inchiostro.
Alice che sente nostalgia per casa.
Alice che è innamorata.
Alice che ha paura dell’amore.
Alice che vuole tornare a casa.

Ma com’è possibile che Alice e gli altri personaggi vivano nella Londra di Lewis Carroll?
Una strega, un’antica magia e un libro sono stati l’inizio di tutto.

Ma siamo sul finire dell’Ottocento e il povero incompreso Carroll è morto e i personaggi da lui tanto amati si sentono alla deriva, abbandonati.
Ci sono tutti.
Edmund, il Cappellaio Matto che non riesce a essere serio, che non riesce ad accettare i suoi sentimenti.
Wade, lo Stregatto, segnato da un amore perduto, che si sente solo e a disagio.
Rupert, il BiancoConiglio che finalmente può studiare il tempo, piegarlo al suo volere e dedicarsi alle sue folli straordinarie invenzioni.
Algar, il BrucoCaliffo, tormentato, oscuro, con un segreto che forse lo porterà alla distruzione.
La Regina di Cuori, altezzosa come sempre ma meno propensa a tagliare teste (per fortuna!), che sente la mancanza della sorella, la Regina Bianca.
E poi ci sono i gemelli Tuideldum e Tuideldì, abili circensi acrobati, il dolce pauroso Humpty Dumpty, l’esercito delle carte.

Ma vivere nel mondo reale non è semplice.
Loro che sono così folli non riescono ad adattarsi completamente alla normalità.
Ma la normalità è una maschera.
E Alice è folle.
È dannatamente, consapevolmente, irrimediabilmente folle. È la sua natura. E il richiamo di Wonderland è troppo forte. Ha provato a vivere una vita normale tra i normali ma lei è se stessa soltanto nella sua sana follia, perché “la follia stessa é il viaggio più incredibile concesso”.

Esiste un mondo in cui possa sentirmi io?
Non importa dove,
non importa quando e come,
purché sia altrove.

Anime incomprese, inquiete, percosse come strumenti scordati, instabili, sole, profondamente sole. Wonderland è la sola casa che può accoglierli.
E così, tra mille avventure e nuovi amici, si imbarcano in un viaggio che ha dello straordinario, alla ricerca della tana del BiancoConiglio…o di uno specchio che consenta loro di tornare finalmente a casa.
cappellaio-matto-486 (1).pngMa l’amore è presente in ogni gesto, in ogni azione.
È l’amore che guida Alice.
Ed è sempre l’amore che la ostacola, che le toglie il respiro.
Un amore che innalza e un amore che distrugge.
Due facce della stessa medaglia.
Perché Alice sarà anche intensamente folle ma è anche innamorata.
Solo che non conosce ancora tutta la verità.
Solo che le manca un tassello del puzzle.
Qualcosa le sfugge, un ricordo della sua vita precedente, anzi delle sue vite precedenti.

Un amore che la porta a mettere in discussione la sua intera esistenza.
Perché l’amore può innalzare fino al paradiso ma anche far sprofondare nel più oscuro degli inferni.

Serrai le ciglia e fluttuai in una dimensione che non conoscevo ; la tempesta e la quiete, il frastuono e il silenzio, tutto si affollava nel mio cuore.
Le sue labbra erano setose come un pennello che passa su una tela.
Io ero quella tela, mentre dipingeva sulla mia anima figure di un amore infinito.
Nulla e nessuno lo avrebbe incrinato.

Un amore che è luce.
E un amore che è oscurità.
Un amore che arricchisce e un amore tormentato che rende folli.
E la follia a volte porta a scelte dolorose e in grado di annientare un intero universo.

Un libro visionario, folle, irresistibilmente, irrimediabilmente, straordinariamente folle.
Un viaggio al contrario.
Un viaggio sull’orlo della follia.
Un elogio alla follia stessa.
Una scrittura fluida e impeccabile, ogni parola una pennellata.
I personaggi prendono vita, non si può non amare Alice e i suoi amici.
E quella straordinaria follia che regna sovrana.
Un libro indimenticabile.

Un libro indimenticabile, magico, che mi ha fatto venir voglia di rileggere il classico di Carroll.
Dimenticate la bambina curiosa, testarda, e anche un poco insopportabile! Adesso Alice è cresciuta, è reale e molto innamorata.
Ho adorato questa versione cupa e folle, dove ogni personaggio si ritrova a combattere contro una umanità che sembra non appartenergli e dove la pazzia è l’unica condizione ammissibile perché in fondo la follia è solo un modo diverso di percepire la realtà. Non sbagliato, soltanto diverso. E nella loro follia sono più reali delle persone cosiddette normali.
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Una storia incantevole, con un finale che sorprende e che toglie il fiato.
Un viaggio per tornare a casa che diventa un viaggio alla scoperta di se stessi.
Un viaggio la cui forza motrice è l’amore.
Un amore intenso, in bilico tra follia e ragione.
Una storia magica di ordinaria e straordinaria fantasia.

Lo consiglio? Assolutamente sì!
Serenella 🙂


 

 

 

Alice in Wonderland

 

 

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Gli autori di Notting Hill Books: “Angela Parise”

Ampliamo sempre di più la nostra nuova rubrica! 🙂

La prossima autrice di Notting Hill Books che ci presenta il suo prossimo romanzo, online dal 7 Marzo sullo store Amazon è:

Angela Parise

 

Angela Parise, nata a Genova nel 1982, si diploma in lingue nel 2001 e successivamente diventa commissario di bordo della marina mercantile. Dopo aver lavorato per diverso tempo sulle navi da crociera, ritorna a casa sua nell’alessandrino dove a tutt’ora lavora come impiegata.
Al suo attivo, quattro pubblicazioni: nel 2010 esce la saga famigliare “il buio e la luce” (La Riflessione editore) che si aggiudica il secondo premio al “Premio Creativa, città di Ercolano 2010”. Nel 2011 è la volta del romanzo rosa “un biglietto di sola andata per Berlino” (La Riflessione editore), menzione speciale al “Concorso nazionale del book trailer 2012”. Nel 2012 pubblica “Il fatidico giorno prima”, altra saga famigliare sempre con La Riflessione Editore. Poi, il cambio di rotta: nel 2013 cambia editore e pubblica con “Prospettiva editrice” il suo quarto lavoro intitolato “Scandinavia – storia di un papà e della sua bambina.”
Ora, in corso la ripubblicazione dei primi tre romanzi in digitale. “Un biglietto di sola andata per Berlino” e “il fatidico giorno prima” sono già disponibili su Amazon Kindle.
Ricordiamo anche la pubblicazione di due racconti (“Rita Lotti, Storia di Rita da Cascia” pubblicato nel 2010 per la raccolta Donne al traguardo; “Nove mesi ed una settimana” pubblicato nella raccolta Crescere assieme del 2014.)
Da alcuni anni partecipa al Salone internazionale del libro di Torino.

I suoi romanzi

Un biglietto di sola andata per Berlino

Il fatidico giorno prima

Scandinavia

Il buio e la luce

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il buio

TITOLO: Il buio e la luce
AUTORE: Angela Parise
EDITORE: Self-Publishing
DATA PUBBLICAZIONE: 7Marzo 2016
GENERE: Contemporaneo
FORMATO: Ebook
PREZZO: € 0,99

 

 

SINOSSI

La saga famigliare della famiglia De Vito: oltre settant’anni di storia, tre generazioni di donne nella Calabria tra due guerre fino ai nostri giorni raccontata attraverso gli occhi di Maria Grazia la quale assiste alle narrazioni dei suoi famigliari “ascoltando” dal suo letto di ospedale nel quale si trova in stato di coma. Odi, maldicenze, segreti ma anche amore e tradizioni ormai quasi scomparse e dimenticate fanno da sfondo alle giornate della nostra protagonista fino a…

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Per pre ordinarlo lo trovate qui Il buio e la luce

Naty&Julie

Le novità letterarie!

Ciao Notters!

Appuntamento del venerdì di Notting: Le Novità Letterarie!

Le principali uscite negli store online della settimana dal 21 al 27 Febbraio 2016.
(Vi ricordiamo che sono in continuo aggiornamento!)

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Dal  21 al 27 Febbraio 2016:

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TITOLO: Tutto ma non il mio tailleur
AUTORE: Cecile Bertod
EDITORE: Newton Compton
DATA PUBBLICAZIONE: 22 Febbraio 2016
GENERE: Chick Lit
FORMATO: eBook/Cartaceo
PREZZO: € 4,99/ € 10,20
LINK PER L’ACQUISTO: Tutto ma non il mio tailleur (eNewton Narrativa)
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TITOLO: Io e te all’alba
AUTORE: Jensen Sanne
EDITORE: Piemme
DATA PUBBLICAZIONE: 23 Febbraio 2016
GENERE: Young adult
FORMATO: Carteceo
PREZZO: € 4,99
LINK PER L’ACQUISTO: Io e te all’alba

 

un estate

TITOLO: Un’estate in Provenza
AUTORE: Margot S. Baumann
EDITORE: Amazon Crossing
DATA PUBBLICAZIONE: 23 Febbraio 2016
GENERE: Contemporary romance
FORMATO: eBook
PREZZO: € 3,99/ € 9,99
LINK PER L’ACQUISTO: Un’estate in Provenza

 

il mio sogno

TITOLO: Il mio sogno proibito (serie Reverie vol.1)
AUTORE: Monica Murphy
EDITORE: Newton Compton
DATA PUBBLICAZIONE: 24 Febbraio 2016
GENERE: New adult
FORMATO: eBook
PREZZO: € 4,99/ € 10,20

la mia scelta
TITOLO: La mia fantastica scelta sbagliata
AUTORE: Molly Mc Adams
EDITORE: Newton Compton
DATA PUBBLICAZIONE: 25 Febbraio 2016
GENERE: New adult
FORMATO: eBook
PREZZO: € 4,99/ € 8,42
LINK PER L’ACQUISTO: La mia fantastica scelta sbagliata (The Taking Chances Series Vol. 2)

 

promettimi

TITOLO: Promettimi che accadrà
AUTORE: Isabella Spinella
EDITORE: Newton Compton
DATA PUBBLICAZIONE: 25 Febbraio 2016
GENERE: Contemporary romance
FORMATO: eBook/Cartaceo
PREZZO: € 4,99 / € 10,20
LINK PER L’ACQUISTO: Promettimi che accadrà (eNewton Narrativa)

insieme
TITOLO: Insieme per amore  (serie The Club n.3)
AUTORE: Lauren Rowe
EDITORE: Newton Compton
DATA PUBBLICAZIONE: 26 Febbraio 2016
GENERE: Erotic romance
FORMATO: eBook
PREZZO: € 4,99
LINK PER L’ACQUISTO: Insieme per amore (The Club Series Vol. 3)
pagina
TITOLO: La felicità è una pagina bianca
TITOLO ORIGINALE: A Window Opens
AUTORE: Elizabeth Egan
EDITORE: Casa Editrice Nord
DATA PUBBLICAZIONE: 25 febbraio 2016
FORMATO: eBook/Cartaceo
PAGINE: 396
PREZZO: € 8,99/€ 16,99
LINK PER L’ACQUISTO: La felicità è una pagina bianca

 

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 E con queste bellissime novità, che aspettate a correre in libreria? 🙂

Naty&Julie ❤

 

 

Presentazione di: “La felicità è una pagina bianca” di Elizabeth Egan

Buongiorno Notters,
inauguriamo la mattinata dandovi una bellissima notizia! 🙂
E’ ufficialmente online il nuovo romanzo di Elizabeth Egan edito Casa Editrice Nord!

Seguiteci per saperne di più! 🙂

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pagina

TITOLO: La felicità è una pagina bianca
TITOLO ORIGINALE: A Window Opens
AUTORE: Elizabeth Egan
EDITORE: Casa Editrice Nord
TRADUZIONE: Elena Cantoni
DATA PUBBLICAZIONE: 25 febbraio 2016
FORMATO: eBook/Cartaceo
PAGINE: 396
PREZZO: € 8,99/€ 16,99

 

SINOSSI

Quando qualcosa non va, Alice Pearse si rifugia nella lettura. È sempre stato così; fin dalla più tenera infanzia, per Alice i libri sono isole felici dove potersi rilassare, mondi in cui perdersi, tesori da amare. E, adesso che si è ritrovata di colpo con un marito disoccupato, tre bambini da mantenere e un mutuo da pagare, i libri sono diventati letteralmente la sua ancora di salvezza: è infatti grazie alla sua fama di book blogger che le viene offerto un impiego da Scroll, una promettente start up che sta per inaugurare una catena di «sale di lettura», ovvero raffinati caffè dove sprofondare in comode poltrone, consultare uno sterminato catalogo di e-book e leggere.

Nonostante le feroci proteste della sua migliore amica, proprietaria della libreria del quartiere, Alice accetta, tuttavia non le ci vuole molto per rendersi conto che gestire la famiglia con un lavoro a tempo pieno è molto più difficile di quanto non si aspettasse e che, dietro l’apparenza meravigliosa, Scroll nasconde un incubo. Eppure Alice non si scoraggia: in fondo, a volte, per trovare la felicità basta girare pagina.

Intelligente e attuale, divertente e profondo, questo romanzo racconta con delicata ironia le difficoltà di una donna costretta a dividersi tra famiglia e carriera, sentendosi troppo spesso inadeguata. Almeno fino al momento in cui capisce che non bisogna fare tutto, ma concentrarsi solo su ciò che amiamo davvero. E credere – sempre e comunque – nei libri.

 

“A VOLTE, PER RITROVARE LA FELICITÀ BASTA GIRARE PAGINA…”

CHI E’ ELIZABETH EGAN?

Elisabeth Egan è la responsabile della rubrica letteraria di Glamour. Inoltre scrive recensioni per le più importanti testate americane: da People al Publishers Weekly, dal New York Times al LA Times, dal Washington Post al Chicago Sun-Times. Attualmente vive nel New Jersey.

NE DICONO…

«Il romanzo di Elisabeth Egan è divertente e brillante e ci svela i retroscena più gustosi del mondo dell’editoria.»
The Washington Post

«Una storia delicata e toccante, con una protagonista coraggiosa che, tra alti e bassi, ci mostra quanto sia faticoso – e gratificante – essere ‘una mamma in carriera’.»
Glamour

«Uno degli esordi più attesi dell’anno»
Publishers Weekly

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Buona lettura!
Naty&Julie ❤

Presentazione di: “Roba degli altri mondi” di Arsenio Siani

Vi abbiamo presentato dei libri di genere Rosa, ora passiamo ad un fantasy ma con caratteristiche reali. Un fantasy atipico, che esula dagli schemi e dai canoni ordinari. Assume degli aspetti metaforici ed è quindi strumentale a rappresentare stati d’animo e stimolare il lettore, alla riflessione. “Roba degli altri mondi” di Arsenio Siani.

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TITOLO: Roba degli altri mondi
AUTORE: Arsenio Siani
EDITORE: Officine Editoriali
DATA PUBBLICAZIONE: Aprile 2013
GENERE: Fantasy
FORMATO: Ebook
PREZZO: € 3,99
LINK D’ACQUISTO: Roba degli altri mondi (Narrativa universale)

 

 

SINOSSI

Le giornate di Fabrizio scorrono tra l’ossessiva ricerca di un lavoro per risollevare le sorti della sua famiglia caduta in disgrazia e lunghe passeggiate sena meta che lo portano, a sera, davanti alla porta del bar dove lavora Federica, la ragazza dei suoi sogni. Triste e depresso, da qualche tempo è preda di sogni inquietanti e le apparizioni di una figura che sembra dettargli dei comportamenti lo lasciano prostrato e debole.
Nel tentativo di dimenticare ogni volta questi fenomeni, cerca di condurre una vita normale. Trova lavoro come lavapiatti in un ristorante che sembra una bettola ma la generosità di Antonio, il proprietario, lo mette a proprio agio e l’improvvisa vicinanza di Federica gli fa intravedere i primi miglioramenti. In un incalzare di situazioni e stati d’animo, pur provato dai suoi sentimenti contraddittori, Fabrizio illumina la vita di Federica che aveva abbandonato per sempre un sogno…. Ne resta piacevolmente coinvolto, ma non ha fatto i conti con i Maestri e con il suo dominante. Chi sono i Maestri e cosa vogliono da lui? Cosa ha sbagliato per meritarsi le loro ire? Da dove vengono? Riuscirà Fabrizio a rispondere a tutte le sue domande?

CHI E’ ARSENIO SIANI?

Arsenio Siani nasce a Sarno (SA) il 29/9/1982. Nel 1996 intraprende studi umanistici frequentando il Liceo Classico poi, nel 2001, si iscrive alla facoltà di giurisprudenza dell’Università degli studi di Siena, laureandosi nel 2008. Di animo sensibile e introverso, da sempre assetato di conoscenza, studioso, nel tempo libero, di filosofia e religione, nel 2009 si converte al Buddismo aderendo all’istituto buddista italiano Soka Gakkai, con cui inizierà un percorso di autoconoscenza e di sviluppo di consapevolezza sulla vita e sull’uomo. Nel 2012 decide di dedicarsi alla scrittura e dopo circa un anno vede la luce il suo primo romanzo, “Roba degli altri mondi”, primo volume della trilogia Fantasy “I Maestri”, pubblicato dalla casa editrice Officine Editoriali. Scrive anche racconti con cui partecipa a diversi concorsi letterari, ottenendo riconoscimenti e segnalazioni. Nel novembre 2013 il suo racconto “Calzini” si classifica al primo posto nella sezione “Racconti” alla decima edizione del “Cahieurs du trosky Cafè”. Nel 2014 “Roba degli altri mondi” riceve la menzione d’onore da parte della giuria al concorso letterario “Penna d’autore” e nel luglio dello stesso anno la sua raccolta di racconti “Ogni cosa è connessa” viene segnalata al concorso letterario “Narrando per passione”.Nel 2015 pubblica, sempre per i tipi di Officine Editoriali, “Il prezzo della conoscenza”, secondo volume della trilogia “I Maestri”. Inoltre per la Eretica edizioni pubblica la raccolta di racconti “Frammenti”. Altre sue grandi passioni, il disegno e la fotografia per i quali manifesta particolare sensibilità e trasporto.

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Naty&Julie

 

 

Gli autori di Notting Hill Books: Lucia Guazzoni!

Ciao Notters! 🙂
Oggi vi parliamo di un’altra autrice che da un po’ di tempo ci fa compagnia, una grande autrice che abbiamo avuto il piacere di conoscere attraverso la collaborazione con Santi Editore; lei è…

Lucia Guazzoni

LUCIA GUAZZONI è nata come autrice di articoli di viaggio e di costume nei quotidiani italiani ed esteri; è passata poi al romanzo d’amore e avventura pubblicando con Fabbri Editori, con Edizioni Quadratun e Edizioni Mimosa. Ha un libro (La Caverna fuori dal tempo) con le Edizioni Miremì e attualmente, oltre a collaborare con riviste femminili, ha parecchi titoli con Santi Editore.

I SUOI ROMANZI

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TITOLO: Brughiere selvagge
AUTRICE: Lucia Guazzoni
GENERE: Romance storico
DATA PUBBLICAZIONE: 30 luglio 2015
EDITORE: Santi Editore
PAGINE: 280
FORMATO: eBook
PREZZO: € 1,99
LINK PER L’ACQUISTO: QUI

 

SINOSSI

Bruce Fraser, del Clan dei Fraser di Lovat, perde la giovane moglie Maeve in un incidente che la fa annegare nella carrozza capovolta. Impazzito dal dolore, il giovane Bruce riceve però l’ordine dalla Regina Anna di sposare in seconde nozze l’inglese Isobel, insofferente e ribelle che non accetta il trasferimento in Scozia e uno sposo in gonnella! Ma dopo un inizio burrascoso tra I due novelli sposi nasce una passione travolgente che sarà messa a dura prova dalla terribile notizia che Maeve è stata assassinata e che la stessa mano vuole ora distruggere l’intera famiglia di Bruce per diventare capo del Clan.

ESTRATTO

“-Isobel, vuoi baciarmi e accarezzarmi ancora? Sono troppo debole per muovermi. Vieni, cuore mio, vieni da me e amami come mi hai amato nel sogno!-
Isobel cadde su di lui, unendo le sue labbra a quelle aride del giovane che la baciò con tutto l’ardore che aveva sepolto dentro, mentre le sue mani passavano quasi incerte lungo il corpo della fanciulla, soffermandosi sui seni, sulle braccia.
Isobel si sentiva trasportata in paradiso, le sembrava che la pelle di suo marito non fosse mai stata più morbida e serica e non si stancava mai di accarezzarlo.
Rimasero allacciati per un tempo che sembrò infinito, poi Isobel si scostò e sorrise, gli occhi azzurri ammiccanti.”

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TITOLO: La Dama NERA
AUTRICE: Lucia Guazzoni
GENERE: Romance storico
DATA PUBBLICAZIONE: 30 luglio 2015
EDITORE: Santi Editore
PAGINE: 280
FORMATO: eBook
PREZZO: € 1,99
LINK PER L’ACQUISTO: QUI

SINOSSI

Durante una gita ai castelli della Loira, Gabriel si ritrova a Montleloup, dove la madre, figlia dei giardinieri, è vissuta ed ha giocato da bambina. La ragazza conosce alla perfezione la storia della maledizione che aleggia su quel castello da quando Guiscard de Montleloup, di ritorno dalle Crociate, portò con sé una bella saracena, soprannominata La Dama Nera, che morì pochi anni dopo, lasciando un erede. La madre di Gabriel le raccontava che ad ogni generazione nasceva un barone di pelle scura come la La Dama Nera e che quel sangue saraceno portava disgrazie alla famiglia. Al castello Gabriel si incontra con Brian de Montleloup, l’ultimo barone, scuro di pelle come la saracena. Ma subito dopo ecco comparire un altro barone di Montleloup, identico al primo ma bianco e biondo. Chi dei due sarà il vero barone di Montleloup? E che terribile mistero si nasconde tra le mura di quel castello incantato dove sta nascendo l’amore di Gabriel? Un amore diviso a metà, tra i due baroni, senza sapere quale scegliere. Tra di loro, La Dama Nera allunga la sua ombra minacciosa….

ESTRATTO

– Non ti credo, barone! Dici così perché vuoi farmi credere di essere innamorato di me per tener­ti Montleloup!
Brian la lasciò e si passò una mano sulla fronte, avviandosi nello stesso tempo alla porta.
– Brava, cominci a capire! Ti lascio, non posso restare con te, stasera. Forse non riusciresti a but­tarmi fuori, più tardi e scommetto che non vuoi che resti!
Senza aspettare risposta uscì e se ne andò e Ga­briel chiuse la porta, la mente in subbuglio. Davve­ro Brian si era spaventato non trovandola? E dav­vero pensava che qualcuno, Armand o Valentine, volesse farle del male?
Mangiò pochissimo e poi tornò a letto, conti­nuando a pensare. Perché aveva accettato di fer­marsi in quel castello, di vivere quella specie di incubo? “perché voglio l’amore” le diceva il cuore. Ma era sicura che l’amore fosse proprio a Mont­leloup?

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TITOLO: Passioni nel vento
AUTRICE: Lucia Guazzoni
GENERE: Romance storico
DATA PUBBLICAZIONE: 30 luglio 2015
EDITORE: Santi Editore
PAGINE: 217
FORMATO: eBook
PREZZO: € 1,99
LINK PER L’ACQUISTO: QUI

SINOSSI

Marietta, primogenita del conte Rubaudo, si innamora di Pietro, figlio della sarta. I due decidono di fuggire per coronare il loro amore. Ma il conte scopre le loro intenzioni e li punisce crudelmente: Marietta finirà in un convento In Val D’Aosta col divieto tassativo di tornare a casa e Pietro viene inviato nelle foreste della Croazia dove il conte ha squadre di boscaioli che procurano legname per i cantieri navali. Come se la divisione dei due amanti avesse por- tato disgrazia, il conte viene colpito da una serie di avversità che lo mettono in ginocchio, fino alla tragedia finale quando un carico di tronchi lo travolge lasciandolo menomato. Intanto Pietro e Marietta sono ben decisi a ritrovarsi, contro ogni previsione del Conte. Ci riusciranno dopo mille difficoltà e torneranno al contado dove Marietta rimetterà le cose a posto perché tutto sia pronto quando nascerà il suo primo bambino, il nuovo conte Rubaudo.

ESTRATTO

“Si preparò con cura, avrebbe voluto prepararsi per Pietro e non per Gioacchino, ma, dopo la cena o durante il ballo, sarebbe riuscita a raggiungerlo al capanno e allora anche lui l’avrebbe ammirata. La cena fu lunga, Gioacchino continuava a sfiorarle la mano, a toccarle il piede con il suo, a chinarsi verso di lei e alitarle sul collo e Marietta non ne poteva più. Finalmente si trasferirono nel salone e cominciarono le danze. Suo padre venne ad invitarla a ballare e lei ondeggiò per la sala, il sorriso fisso, sperando che nessun altro volesse ballare con lei. Poi invece fu la volta di Gioacchino e poi di zio Gustavo e finalmente Marietta tornò a sedersi e disse in fretta a Rachele. – Vado a rinfrescarmi in camera mia. Se mi cercano, dì che torno subito.
La sorella disse, imbronciata. – Non me ne importa, dove vai! E non dirò niente a nessuno! Marietta si chinò su di lei e sussurrò. – Perché non tieni compagnia a Gioacchino, fino a che torno? Rachele la guardò con gli occhi che brillavano. – Davvero? Posso davvero stargli vicina? E magari chiedergli di farmi ballare? – Perché no. E tienimelo lontano per un poco, sono stanca e ho voglia di distendermi una mezz’oretta. La ragazzino le strizzò un occhio. – Non pensare a lui! Non si accorgerà nemmeno che te ne sei andata! Marietta scivolò via veloce e corse leggera tra le vigne, sapeva che nessuno si sarebbe meravigliato di vedere un abito bianco tra i vigneti, non quella sera. Raggiunse il capanno ansante ed entrò, richiudendo col chiavistello dietro di sé. Pietro era disteso sulla paglia e balzò in piedi, prendendola tra le braccia e baciandola con passione. – Oh, Marietta, come sei bella! Sembri una regina! Lei rise, accarezzandogli i capelli folti. – E tu sei il mio re! Sedettero sul fieno, si scambiarono le ultime notizie, poi lui tornò a baciarla, tenendola stretta a sé come se non volesse più lasciarla andare. Marietta si risentì dentro quella frenesia, quel fuoco che la bruciava. Disse, piano, quasi non osava credere che quella voce fosse la sua. – Pietro, ti amo da impazzire! – Anch’io, amore, anch’io! – Vorrei essere già tua moglie. Pietro la strinse, la soffocò di baci. – Oh, tesoro, magari tu fossi mia moglie! Saprei ben io come dimostrarti il mio amore! Marietta sussurrò. – Fingi che lo sia. Dimostramelo adesso. Pietro sobbalzò. – Ma… cosa dici? Ma lei aveva deciso, voleva uscire da quel capanno come moglie di Pietro. – Fingi che io sia già tua moglie. Da domani saremo separati e chissà quanto tempo ci vorrà prima che possiamo stare assieme di nuovo. Voglio che tu ed io siamo uniti, adesso. Come se fossimo davanti al prete. Il ragazzo la guardava, spaventato e tentato nello stesso tempo. Lei, lentamente, fece scivolare la scollatura del vestito e si girò a mezzo. – Sciogli i nastri, amor mio. Con dita tremanti il ragazzo sciolse i nastri del corsetto e lei lasciò cadere a terra il vestito bianco e azzurro in un mucchietto, restando davanti a lui con la corta camiciola di seta e i mutandoni al ginocchio. Pietro aveva il respiro affannoso e con gesti impacciati si tolse la camicia, restando a dorso nudo, abbronzato e forte.
Marietta si distese sulla paglia, gli occhi ardenti fissi sul viso del suo amore e con gesti lenti e sinuosi fece scivolare le spalline, mettendo a nudo i piccoli seni candidi con il capezzolo roseo eretto. Pietro si gettò su di lei, baciandola e accarezzandola, mormorando parole senza senso, mentre lei chiudeva gli occhi e pensava a ciò che avrebbe detto tra poco, “ancora amore, ti prego, ancora!” Il ballo intanto proseguiva e Caterina ad un certo punto si accorse che Rachele stava civettando con Gioacchino. Attraversò il salone, sorridendo a destra e a sinistra e raggiunse la figlia, prendendola per un braccio con un sorriso. – Cara Rachele, vieni fuori un momento in giardino, sarai accaldata. Tu permetti, vero, Gioacchino? Appena fuori la investì, furiosa. – Rachele, devi smetterla di girare intorno a Gioacchino! Sarà promesso a Marietta e tu aspetterai il tuo turno! La ragazzina fece il broncio. – Tanto, a Marietta non piace! Mi ha detto lei che potevo tenergli compagnia, fino a che tornava! Caterina la fissò, interrogativa. – Fino a che tornava? E dove è andata? – A rinfrescarsi. Ha detto che era stanca.”

divisorioNon perdetevi i capolavori di questa grande autrice! 🙂

Naty&Julie ❤