Recensione di: “Sei solo mio” di Viviana Leo

Ciao Notters, bentornati al nostro lunedì di recensioni! 🙂
Torno a farvi compagnia raccontandovi il libro di un’autrice cui sono particolarmente affezionata, come blogger ma soprattutto come persona. E’ un’autrice dal talento indiscusso e,  forse ancor prima, una persona splendida.
E’ Viviana Leo e il libro di cui vi parlo oggi è “Sei solo mio”.

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TITOLO: Sei solo mio
AUTRICE: Viviana Leo
EDITORE: Newton Compton Editori
DATA PUBBLICAZIONE: 14 Dicembre 2015 (eBook) – 04 Gennaio 2016 (Carteceo)
GENERE: Contemporary Romance
PAGINE: 288
FORMATO: eBook /Cartaceo
PREZZO: € 2,99/€ 4,99

 

SINOSSI

Lisa conosce Dante da una vita. Lui è il migliore amico di suo fratello ed è anche il ragazzo con cui giocava quando era solo una bambina. Ma Lisa ha un segreto: lo ama follemente, fin da allora, anche se non ha mai trovato il coraggio di confessarglielo. Dante, pugile dilettante che aspira a una carriera da professionista, sembra non ricambiare quei sentimenti, e continua a trattarla al pari di una sorella minore. Ma a volte la vita sa essere imprevedibile, mette di fronte a un bivio e costringe a scegliere.
Lisa sarà capace di conquistare Dante? E lui, che sembra così deciso a non aprirsi all’amore, sarà disposto a lasciarsi conquistare?

Un libro di passione, lacrime ed emozioni intense.


RECENSIONE

Un po’ di irriverenza.
Un amore profondo.
Un’amicizia speciale.
Un’infinità di dubbi, paure, incertezze.
Una serie di spiacevoli circostanze.
Un uragano di sentimenti.

Amalgamate il tutto e, come la migliore delle ricette, il risultato sarà entusiasmante.
Ecco, più o meno questa è la parola giusta, “entusiasmante”.
Anche se forse, pensandoci bene, non è abbastanza.

Come si può descrivere in una parola un’amicizia che dura da sempre, un amore che da una parte è improvviso e incrontrollabile come un uragano e dall’altra coltivato nel tempo, con cura, pazienza e dedizione? Qual è la parola giusta per parlarvi di emozioni, paure, dubbi, della sensazione di sentirsi sbagliati e senza alcuna possibilità? Come raccontarvi il senso di angoscia, smarrimento, il bisogno di evadere dal dolore anche in modi stupidi ma comunque necessari?

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Lisa è una ragazza semplice, dagli occhi grandi quanto i suoi sogni. I colori caldi del suo viso incorniciati da lunghi e soffici boccoli, un fisico normale,  una bellezza pulita, una vita che le regala soddisfazioni ma anche grossi dubbi.
Lisa è cresciuta con una famiglia unita, dei genitori premurosi, un fratello, Andrea, protettivo al limite del sopportabile e poi lui, il migliore amico di suo fratello, quello che la prendeva in giro per i suoi pasticci e le sue rovinose cadute in giardino ma che asciugava le sue lacrime ogni qualvolta ne aveva bisogno, che l’aveva cullata in un abbraccio quando il suo adorato gattino se n’era andato. Lui, Dante.

Dante, al contrario di Lisa, è un animo tormentato. La sua infanzia difde33cdafdc4e694fa9680c7740073261.jpgficile, segnata dalla tragica morte dei genitori in un incidente d’auto. Da quella maledetta notte per Dante è cambiato qualcosa, qualcosa di profondo, che nessuno può vedere,  che tocca l’anima.
Rimasto solo al mondo, con una sola zia vicino, si è legato sempre di più ad Andrea e alla sua famiglia nella quale ha trovato una seconda casa, braccia forti pronte a sostenerlo e sorrisi sinceri.
Ha trovato il suo sfogo nei confronti della vita nel pugilato che pratica da anni ma che, crescendo, è diventato per lui una necessità, un bisogno primordiale. Quel sacco da prendere a pugni è il suo mondo e il sudore che gli bagna la fronte è la giusta punizione per la sua mediocrità e al tempo stesso la dimostrazione che può ancora combinare qualcosa di buono.

Un quadro chiaro e ben delineato quello dei nostri due protagonisti che si trovano a vivere a stretto contatto da anni.
Dante e Andrea sono migliori amici. Lisa e Andrea sono fratelli. Lisa e Dante sono amici.
Nessun problema, tutto procede bene, l’affetto regna sovrano e nessuna ombra minaccia queste tre relazioni molto diverse tra loro ma imprescindibili l’una dall’altra. Nessun’ombra tranne una: Lisa è perdutamente ed irrimediabilmente innamorata di Dante da un tempo indefinito che potremmo riassumere in “sempre”. ❤

Un amore che si tiene dentro e custodisce come il più profondo dei segreti, che la consuma silenziosamente e la rende ogni giorno più insicura di sé.
Lisa per anni si accontenta di qualche sorriso, di qualche raro contatto fraterno (sì perché è così che Dante la considera: una sorellina), lo osserva uscire con le altre, spassarsela in discoteca con modelle statuarie e salire con orgoglio e dedizione su quel ring che lei tanto detesta. “Coniglietta”, è così che Dante la chiama da sempre, è costretta a lottare con sé stessa e con le sue emozioni ogni giorno, a tenere a bada quel cuore che comincia a battere impazzito non appena sente il suono della sua voce, a non arrossire quando lui la guarda e a mandare giù bocconi amari per non perdere la possibilità di stargli vicino, una volta ogni tanto.

“​Non appena aprii la porta, però, sentii qualcosa sbattermi contro, e un imbarazzante «Oh!» sfuggì dalle mie labbra.
«Ehi, Coniglietta, attenta a dove vai». Spalancai gli occhi ancora chiusi per l’urto. Quella voce. Terribilmente sexy, nonostante l’odioso nomignolo affibbiatomi all’età di undici anni, solo perché allora i miei denti erano più sporgenti del normale.
Quei pensieri divennero confusi quando notai che non solo io ero in jeans e reggiseno, ma anche lui era a torso nudo, e i nostri corpi erano molto vicini. Troppo.
Avvampai immediatamente. «Dante, ma che diavolo ci fai qui mezzo nudo?».
La mia voce uscì stridula dall’imbarazzo. Lui si appoggiò alla porta, completamente a suo agio. Spalla poggiata al muro, addominali in bella vista, capelli umidi sulla fronte e quegli occhi incredibili in cui temevo di perdermi e affogare. Quanto era cambiato da quando era un ragazzino smilzo e con gli occhiali! Avevo assistito a tutte le sue trasformazioni e all’età di sedici anni lo avevo visto sbocciare prepotentemente.
Da allora aveva raggiunto quasi il metro e novanta e il suo fisico era diventato tutto muscoli, soprattutto grazie allo sport che praticava. Il suo naso aveva conservato una piccola gobba all’attaccatura, ricordo di un pugno ricevuto da un avversario troppo forte.
Mi squadrò con un sorriso sghembo. «Potrei farti la stessa domanda».
«Questa è casa mia». Risposta ovvia.
«Mi sono macchiato la maglietta e Andrea ha detto che potevo venire a sciacquarla qui», mi spiegò e solo allora notai la t-shirt che stringeva tra le mani.
«Tu e Andrea quando la finirete di ingozzarvi di schifezze davanti alla tv? Sembrate dei ragazzini». Pura invidia, la mia. Perché i ragazzi possono permettersi di ingollare qualunque cosa senza ingrassare di un etto, mentre io devo stare attenta anche a una carota in più?
Dante rise. Mi lanciò un’occhiata. Il reggiseno nero era ancora lì, in bella vista, e in quel momento ringraziai il cielo di avere addosso uno dei miei migliori capi di biancheria intima.
«Tu invece non sembri più una ragazzina». La frase, inaspettata, mi fece restare impietrita.
«Ci vediamo, Coniglietta», disse e andò via, lasciandomi sola e imbarazzata.”[Lisa]

Non so dirvi se è da quel giorno qualcosa cambiò, se agli occhi di Dante quella che lui si ostinava a vedere come una bambina diventò finalmente donna ma di certo scattò in Dante uno strano meccanismo, un qualcosa che non riusciva a spiegare ma che si insinuava il lui sempre più fastidiosamente.

Un’attrazione che non riusciva a controllare, la sensazione di essere nel posto giusto quando era con lei, la sicurezza di aver rimesso al posto giusto ogni tassello e quel maledetto profumo che sapeva di vaniglia e pesca a cui non riusciva più a stare lontano, spinse Dante in un limbo di confusione e desiderio. Un limbo che diventava sempre più pericoloso.

“​Lisa? Era mai possibile? Mi passai le mani fra i capelli e sospirai. No, decisamente no. Per fortuna ero riuscito a fermarmi in tempo, a trattenermi prima che succedesse l’irreparabile, altrimenti Andrea mi avrebbe ucciso di certo. Tutto ma non la sua adorata sorellina. L’immagine di Lisa a un passo da me e la sensazione del calore del suo corpo a contatto col mio tornarono prepotenti nella mia testa, facendomi sentire frustrato. Quando era cresciuta così in fretta? Fino al giorno prima era solo una ragazzina, mentre quella sera mi era sembrata una donna a tutti gli effetti. Le sue movenze, i suoi sguardi, perfino quello che diceva: era cambiato tutto di lei. Era cresciuta e io non me n’ero neppure accorto.”

[Dante]

Quella strana sensazione continuò a crescere fino a diventare insostenibile.
Il pensiero di Lisa, del suo odore, della sua purezza era diventato per Dante un mantra che lo stava facendo impazzire ma che doveva necessariamente respingere. Andrea lo avrebbe ucciso se solo avesse osato pensare di sfiorare la sua sorellina (si beh, il fatto che a questo punto dovesse essere già morto impiccato in piazza davanti a milioni di spettatori urlanti è un dettaglio che per ora trascureremo).
Dante fu certo di sfiorare la follia quando a complicare ulteriormente le cose arrivò Roberto che scoprì essere il nuovo ragazzo di Lisa.

Lisa doveva trovare un modo per dimenticarlo, doveva farlo per sé stessa, aveva già sofferto troppo e troppo a lungo. Meritava qualcuno che la amasse, che la desiderasse e non poteva più accontentarsi di uno stupido nomignolo.
Roberto era carino, più o meno della stazza di Dante (d’accordo, meno bello… molto meno bello) ma gentile e premuroso, dimostrava di essere attento ai suoi bisogni e anche molto dolce. Lisa capì che doveva dargli una chance, e darne una anche a lei: quella di dimenticare il suo pugile bello e dannato.

Ed è esattamente questo che Dante fece: si dannò.
Continuamente e dolorosamente. Vederla ridere con lui lo faceva impazzire e faticava ad ammetterlo persino a sé stesso ma… era geloso. Talmente geloso da diventare irrazionale, così irrazionale che gonfiò di botte Roberto per ben due volte spingendolo ad allontanarsi per sempre da Lisa e scatenando in lei una profonda rabbia, un odio sfrontato e ribelle.
Quell’odio che ormai lo abbiamo capito corre molto, troppo vicino al confine dell’amore.

“​«Smettila», mi ammonì. Mi alzai sulle punte e mi avvicinai al suo viso. «Altrimenti prendi a pugni anche me?», chiesi minacciosa.
Era la seconda volta che gli facevo una domanda simile e dalla sua espressione capii che non aveva gradito quell’insinuazione.
Sentivole sue mani scorrere febbrilmente sul mio corpo, mentre cercava di farmi aderire ancora di più al suo, schiacciandomi completamente alla parete. Perfino l’odore del suo sudore era eccitante, e il modo in cui sospirava mentre mi baciava mi faceva diventare matta. Avvertii le sue dita intrufolarsi sotto la maglietta e un brivido mi trapassò come una scarica elettrica. Era sempre stato prudente, sempre controllato e cauto con me; invece ora eravamo lì, smaniosi, in uno spogliatoio dove avrebbero potuto scoprirci da un momento all’altro. E Dante lo sapeva, ma mi voleva a tal punto da non curarsene. Strinsi i pugni sulla sua maglietta umida, mentre lui infilava una mano nei miei leggings. Mise le mani sotto le mie natiche e mi sollevò, facendo in modo che potessi stringere le gambe alla sua vita. Gemendo, feci scorrere una mano sulla sua schiena, fino ad arrivare al suo sedere coperto solo dal tessuto leggero dei pantaloncini, e lo avvicinai ancora di più a me, facendo in modo che i nostri bacini aderissero. Avvertirlo già pronto ed eccitato fu la conferma che, dopo tanti anni di attesa e speranze, il corpo di Dante desiderasse proprio me.«Fallo, Dante», affermai a denti stretti. I nostri occhi vicinissimi si fissarono per qualche secondo, finché non mi sentii tirare. La sua stretta sul mio polso diventò ancora più forte, e mi trascinò verso alcune porte più in là.
Ebbi solo il tempo di capire dov’ero, uno spogliatoio vuoto, che mi ritrovai catapultata lì dentro, spinta contro il muro freddo da un Dante adirato. Lo guardai e per un attimo temetti che mettesse in pratica ciò che gli avevo chiesto, ma poco dopo, inaspettatamente, nei suoi occhi si dipinse un’espressione quasi smarrita che mi confuse. «Cazzo, Lisa», mormorò. «Non ce la faccio più».
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Aggrottai la fronte, interrogativa, prima di ritrovarmelo addosso. Mi afferrò il volto fra le mani e catturò le mie labbra tra le sue in un bacio talmente intenso da togliermi il fiato. Dovevo ammettere che non me lo aspettavo. Ero andata a trovarlo in palestra per gridargli contro la mia frustrazione, aggredirlo e magari anche prenderlo a schiaffi per come aveva osato comportarsi con Roberto. Per prendermi una rivincita, insomma. Non avrei mai pensato invece che sarebbe successo tutt’altro; non quello.
Mi irrigidii, consapevole del fatto che se mi fossi lasciata andare sarebbe stata la fine, ma quando sentii la sua lingua farsi spazio con prepotenza nella mia bocca, capii che ero irrimediabilmente perduta.
Questo mi diede il coraggio di mordicchiargli il labbro inferiore e fu una delizia sentirlo gemere di piacere. «Cazzo», ripeté con voce roca soffiando aria calda a un millimetro dalle mie labbra, e quella parola risultò perfino sexy detta in quel modo. «Che cosa stiamo facendo…». Non volevo lasciare spazio ai suoi ripensamenti e questa volta fui io ad afferrare il suo volto e baciarlo. Le sue guance erano rasate di fresco e la sua lingua aveva il sapore di limone. Si staccò dolcemente dalle mie labbra e poggiò la fronte sulla mia con un sospiro. «Non puoi farmi questo, Lisa», mormorò. Lo strinsi ancora di più, in silenzio, e lui continuò: «Non puoi farmi impazzire ogni volta che ti vedo con un altro». Quella confessione mi arrivò dritta al cuore come se mi avessero appena versato del miele caldo sulla pelle. Per un attimo le parole di Roberto riaffiorarono: Dante vuole te.”

Mi fermo qui, non vi svelo altro… Sarei troppo crudele a farlo.
E’ una storia troppo bella, troppo intensa, troppo vera.
Una storia che ti rapisce fin dalle prime righe e ti tiene incollata alle pagine fino alla fine.

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Viviana mi aveva avvertita che, da un certo punto in poi, avrei odiato Dante; “lo odiano tutte” mi aveva detto. Beh non è vero, forse saró l’eccezione che conferma la regola ma io non l’ho mai odiato.

Trovo che Dante sia un personaggio formidabile, con uno spessore che ho trovato in pochi altri protagonisti maschili, un personaggio completo, profondo, tormentato ma estremamente sensibile, misterioso ma al tempo stesso così semplice.
Anche Lisa non è da meno! Un altro personaggio strepitoso, l’immagine di una ragazza dolce ed ingenua e dalla bontà innata che però, all’occorrenza, diventa una tigre pronta a difendere con orgoglio ciò che è suo. Una ragazza tosta, dall’animo gentile.
Due grandi protagonisti per una storia… piena. Piena di qualsiasi emozione.

Avevo già letto Viviana e devo riconoscere una crescita stilistica notevole, nonostante già i suoi primi lavori esprimessero a pieno le sue potenzialità.

Un libro curato, una scrittura semplice ma che riesce a toccare corde profonde, uno stile pulito.
Una storia d’amore in piena regola, qualche sfumatura d’elegante erotismo.
Un romance in cui, come in “L’altra metà della mela”, non manca un problema, un dramma contro il quale lottare, un segno distintivo di Viviana Leo che è in grado di unire in poche righe la magia di un amore appena sbocciato con l’angoscia di una battaglia interiore da vincere.

Con questa storia credo che l’autrice voglia lanciarci due messaggi: il primo è quello di non smettere mai di inseguire un sogno e di combattere per questo, il secondo ma non meno importante è: datti una possibilità, Carpe Diem: ognuno di noi ne merita una, proprio come Dante.

Che dire, quella di Viviana Leo è sicuramente una penna da tenere d’occhio, un #madeinitaly che ti rende orgogliosa della nostra editoria.

“Sapessi quanta musica che c’è
Dentro questa voglia che mi soffoca
Ma con indifferenza mi allontano un po’ da te
Scemo si ma non ruffiano
Sapessi com’è bello stare qua
Visto dalla logica di chi non può
Già tenere le distanze dalla tua sincerità
Dalle tue vittorie e dai tuoi guai
Perché voglio liberarmi
Dall’idea che non mi vuoi
E mi tuffo nell’immenso
Della mia banalità
E va bene anche se ho perso
E chi ha vinto non si sa
E ora strappo le radici
Di un’assurda gelosia
Perché è chiaro che mi piaci
Maledetta amica mia”

 

[Maledetta amica mia – Marco Masini]

Julie ❤

 

 

 

 

Sei solo mio (eNewton Narrativa)

* NB. I personaggi sono da considerarsi ufficiali in quanto scelti dall’autrice

 

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