Recensione di: “Riparto da zero (ma con te in mente)” di Elisa Liliana Locatelli

Ciao Notters,
eccomi qui, come promesso, a raccontarvi la storia di Michele, o meglio, il proseguimento della sua storia. (Non continuare a leggere se ti sei perso la recensione di “Un nuovo inizio).
Lo avevamo lasciato a pezzi, un uomo distrutto, finito. Un uomo che si è visto scivolare tra le mani l’amore della sua vita, che ha perso il motivo della sua esistenza e la sua energia.
Un uomo con tanto amore da dare e nessuno a cui donarlo.
Ricominciamo da qui… ❤

divisorio

Riparto da zero (ma con te in mente) 6.jpg

TITOLO: Riparto da zero (ma con te in mente)
AUTRICE: Elisa Liliana Locatelli
EDITORE: Self-Publishing
SAGA: The power of love #1
DATA PUBBLICAZIONE: 13 Settembre 2015
GENERE: Rosa erotico
PAGINE: 72
FORMATO: eBook
PREZZO:  € 0,99

SINOSSI

Michele è un uomo finito.
Ha perso l’amore della sua vita, Aslinn. No, ella non è morta, ma semplicemente si è innamorata di Christopher Nocci, un giornalista che Michele stesso le ha presentato.
Donna dopo donna, Michele continua a cercare Aslinn in ognuna di loro, continua a lottare per riaverla con sé.
Ma cosa succederà quando scoprirà che la sua bella è incinta? Riuscirà a superare la cosa? Come reagirà? E soprattutto il suo cuore riuscirà a riprendere a battere?

RECENSIONE
***ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER!***

L’alcool. Il bancone di un bar. Le luci soffuse. Gli occhi stanchi e i loro profumi. Quei profumi costosi che si mettono prima di uscire consapevoli che qualcuno odorerà la loro pelle. Quei profumi che sono un richiamo ed una via di fuga. Michele passa così le sue nottate, dorme poco o forse niente, rimorchia donne nei locali, donne che non aspettano altro e si gettano ai suoi piedi, lui da loro quello che cercano e per qualche ora si rifugia nei loro corpi, cercando di allontanare l’immagine della sua amata Aslinn, la stessa immagine che è costretto a richiamare alla mente per provare piacere.

“Scossi appena il capo e portai la mano al viso, scoppiando a piangere disperato.
La punizione più grande di quando si ama qualcuno è vedersela portar via come se niente fosse, come se tutto ciò che c’era stato non contasse niente –sebbene sapessi che ciò che noi avevamo avuto era stato per lei importante- ma io l’amavo e auomo-in-lacrime-sulla-statale-16.jpgvrei continuato a farlo, anche se ormai apparteneva ad un altro uomo.
«Dio, Michele: sei patetico.»
Scossi il capo, mi asciugai le lacrime e riposi la foto, poi andai in bagno e mi pulii la mano, pronto a rassettare anche la stanza.
Era la prima volta che piangevo per una donna.”

La sua assenza lo stava consumando, la ex moglie se ne era andata: aveva abbandonato suo figlio Giacomo senza nessun preavviso e lui non riusciva a scuotersi dal dolore di aver perso la sua As. Non riusciva a reagire, a trovare una nuova ragione, anche andare al lavoro era diventata una tortura, specialmente dopo aver sorpreso “la sua donna” e quel Nocci fare sesso nell’ufficio in cui fino a qualche tempo prima stavano insieme.
I giorni passavano inesorabili ma il suo tormento rimaneva invariato fino a che, una mattina, accompagnando Giacomo a scuola vide davanti a lui uno spiraglio di luce…

Mi voltai e vidi Milena, la supplente dell’insegnante di Giacomo.
«Signor Lombardo.» Mi salutò con un dolce sorriso.
«Signorina Baldini.» 
Mi guardò qualche istante e si morsicò il labbro inferiore, come se fosse dispiaciuta per qualcosa.
«Sta bene?» Domandò sfiorandomi il braccio destro con la sua mano.
«Sì, benissimo.» Risposi. «Non si vede?»
«A dire il vero, scusi se mi permetto, ma sembra un uomo a pezzi.»
«Forse perché è ciò che sono.» Dissi dopo qualche istante di silenzio guardandola negli occhi, stupendomi io stesso di ciò che avevo appena ammesso.
«Si vede, sa?» 
Mi strinsi nelle spalle e passai la mano tra i capelli, scompigliandoli appena.
Non avevo un bell’aspetto, ne ero pienamente consapevole: puzzavo d’alcool, avevo la barba sfatta di tre giorni, grosse occhiaie e i vestiti non erano stati stirati.
Aslinn mi aveva davvero ucciso, con quella notizia. Chiusi gli occhi e dovetti appoggiarmi alla ringhiera dell’edificio scolastico per non cadere.
«Signor Lombardo? Mi sente?» Domandò Milena.
Aprii gli occhi e mi resi conto che erano lucidi. Annuii lentamente e tirai su col naso, poi mi schiarii la voce.
«Sì. Mi scusi. Non è una bella giornata.» Mormorai.
«Eppure siamo solo all’inizio.» Scherzò timidamente, le gote che si arrossarono.
La guardai e non potei non sorridere: il suo scherzare così timido ed innocente erano semplicemente angelici. Piegai il capo di lato e la guardai qualche istante.
«Quanti anni ha?» Domandai. «So che non si dovrebbe chiedere a una donna, ma sono curioso.»
«Ne ho venticinque.» Rispose arrossendo ulteriormente.
Gemetti: aveva la stessa età di Aslinn. Inspirai profondamente e passai la mano sul viso, per poi guardarla.
«Gradirebbe uscire a cena con me?» Domandai improvvisamente, stupendomi io stesso della richiesta: che diavolo avevo in mente?

Kate-Hudson-kate-hudson-4732243-1920-1440.jpg
Milena era bella, di una bellezza diversa da quella della donna che gli aveva strappato il cuore.
Era pura, di una purezza che faceva quasi male.
Era buona e dolce, il suo sguardo innocente, i suoi sorrisi ingenui e le sue gote scarlatte in un battito di ciglia.
Era acqua fresca sulle ferite ormai logore di Michele.
Era il ritratto dell’innocenza.

Uscirono insieme quella sera, e indovinate un po’? Sì, la portò all’Indeciso, e purtroppo sì, incontro Aslinn e finirono ovviamente a litigare e così lui lasciò il locale nuovamente a pezzi dopo averla avuta vicina. Era arrabbiato, la odiava oramai, la odiava per quel che non era riuscito ad avere, la odiava perché lo aveva cancellato in pochi mesi, la odiava perché quella sera accanto a lei non ci sarebbe stato lui bensì quell’insignificante giornalista.
Milena capì che il motivo dei tormenti di quell’uomo tenebroso che tanto la affascinava aveva un nome ed era un nome femminile.

Non fu facile per la nostra insegnante avvicinarsi al cuore di Michele, ma lui doveva ammettere che la sua presenza era un balsamo per il suo cuore spezzato. Quando c’era lei il pensiero di Aslinn era più lontano e il suo ricordo meno doloroso.
Milena spazzava via la sua angoscia, si occupava di Giacomo mentre lui era al lavoro, lo aspettava, si sentivano spesso durante il giorno e lui capì ben presto che la sua presenza nella sua vita era diventata indispensabile: lo era il suo sorriso, le sue mani inesperte, i suoi sguardi che che lo facevano sentire importante come nessun’altro al mondo aveva mai fatto.

tumblr_n09l59vJ6L1trffioo1_500.gif

Da questo momento in poi, Michele maturò la consapevolezza che anche lui poteva amare di nuovo, che la vita gli stava regalando un’altra occasione e quell’occasione si chiamava Milena.
Anche Michele avrà il suo “Nuovo inizio”, inaspettato, un fulmine a ciel sereno ma pieno. Pieno di gioia negli occhi, pieno di sorrisi sinceri, pieno di amore, di luce nel cuore, di speranza… ❤

A te che sei il mio grande amore ed il mio amore grande,
A te che hai preso la mia vita, e ne hai fatto molto di più,
A te che hai dato senso al tempo senza misurarlo,
A te che sei il mio amore grande ed il mio grande amore.

 

 

…Questo libro ci voleva! Avevo il cuore in frantumi ad immaginare Michele in quello stato, solo, con solo un mare di ricordi ad alimentare la sua esistenza.
Elisa Liliana ci ha regalato delle nuove emozioni, in contrasto per certi aspetti con il libro precedente: se nella prima storia ho sperato fino alla fine che Aslinn rinsavisse e capisse che Michele era l’uomo della sua vita (no Christopher non è affatto male in realtà!), dopo aver letto questo nuovo capitolo della loro storia, ho capito che non poteva esistere finale migliore di questo.

Una conferma questo nuovo lavoro di Elisa Liliana, una conferma dal punto di vista emotivo e anche stilistico. L’autrice scrive utilizzando un linguaggio semplice, diretto, che ti entra sotto la pelle.

…Ma se “Riparto da zero (ma con te in mente)” è il primo volume della saga “The power of love”, a quando il seguito? 🙂

Julie. ❤

picsart_01-08-01.50.58.jpg

 

image

Annunci

Recensione di: “Un weekend per quattro” di Antonella Maggio&Rujada Atzori

Ciao Notters!
Oggi voglio parlarvi di un romanzo appena approdato negli store online: “Un weekend per quattro” scritto a quattro mani, da due care amiche di Notting Hill Books: Antonella Maggio e Rujada Atzori.
Cosa succede se due coppie di due libri si incontrano? Ma soprattutto, cosa capita se entrambe le coppie vincono un viaggio?  Venite con me! 😉

divisorio
wp-1452700464412.jpeg

TITOLO: Un weekend per quattro
AUTORE: Antonella Maggio – Rujada Atzori
EDITORE: Self-Publishing
DATA PUBBLICAZIONE: 15 Gennaio 2016
GENERE: Romanzo rosa/Ironico
FORMATO: Ebook/Cartaceo
PREZZO: € 0,99/ € 5,95
PAGINE: 238

 

SINOSSI

Un biglietto della lotteria per una coppia d’innamorati, il primo premio un weekend romantico… Ma cosa succede se per un errore del sistema i vincitori non sono due bensì quattro? Due coppie costrette a dividere l’unico premio mai vinto in tutta la loro vita. Alex ed Elisa, Vito e Camilla, non hanno nessuna intenzione di partire insieme e pretendono di trovare una soluzione. Costretti a scendere a compromessi pur di godersi il loro premio, le due coppie architettano macchinazioni per sabotare i loro rivali. Chi saranno i due vincitori?  E se per una volta nella vita non esistessero né vincitori né vinti? Riusciranno le due coppie a trovare un accordo? Tra schermagli divertenti e piani machiavellici nasce un romanzo frizzante che vede per la prima volta due coppie protagoniste di libri differenti fondersi in un’unica storia… tutto questo solo per colpa di un biglietto della lotteria.

RECENSIONE
 *** ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER***

12471647_10208759118325340_4119284484123963222_o

Cosa succede se due autrici decidono di scrivere un romanzo a quattro mani? E cosa succede se a farne da protagonisti sono due coppie di romanzi diversi? Un weekend per quattro! Le autrici però ci avvisano che questo romanzo potrebbe causarci: ridarella, risata  esagerata, rumorosa e molesta ma molto terapeutica per tutti quei lettori che desiderano sfuggire per qualche ora dalla realtà e vivere una storia spensierata.

Elisa e Alex, neosposi (protagonisti di “Un cameriere solo mio: Nella mia vita (im)perfetta) e Camilla e Vito (di “Un’estate a Rimini per innamorarsi) si trovano casualmente alla stessa festa in un paese sperduto “La sagra del cetriolo e della fragola”.
Già qui capiamo che ci potrebbe essere una fregatura! 😉 Le due coppie acquistano un biglietto della lotteria del paese, ma ovviamente la sfortuna vuole che entrambe le coppie vincano questo favoloso weekend e qui iniziano i problemi. Un susseguirsi di scherzi, boicottaggio e di finte tregue vi faranno sbellicare dalle risate.
I caratteri esuberanti delle protagoniste, Elisa e Camilla, se ne combineranno di ogni (alcuni esempi: guttalax, bombe e strane polverine etc…) durante questo weekend nella città di Amsterdam.


Riuscirete a stare dalla parte di una di loro?
Ma soprattutto le due coppie riusciranno trovare un accordo?

Chiudo gli occhi cercando di mantenere la calma, anche perché il bar è pieno e ci stanno osservando tutti e appunto per questo devo fingere al meglio. Passando per la vittima sono sicura che tutti saranno dalla mia parte e anche quella vecchia racchia di Dondalina, o come diavolo si chiama, capirà che siamo noi la coppia vincente. 

«Siete stati voi, non è vero?» continua a scuotermi. Alex cerca di fermarla e, a quanto pare, anche il suo cagnolino, «Camilla, smettila! Non mi sembra il caso!»
Lei si blocca a quelle parole e si guarda intorno notando che tutti gli occhi dei presenti sono su di noi e soprattutto su di lei.
Appoggio un gomito sul bancone del bar e con una mano mi copro gli occhi.
Devo inventarmi qualcosa.
Alex si avvicina a me e mi accarezza i capelli in modo amorevole. «Ely… Ehi. Che hai? Non stai bene?».
Non rispondo. Sto ancora pensando cosa dire senza passare per una vipera velenosa, perché in questo momento l’unico pensiero che mi salta in mente è di avvicinarmi e tirarle tutti quei capelli biondi che si ritrova.
Finalmente un’idea geniale mi balza per la mente, anche se sto peccando. Dirò venti Ave Maria e venti Padre nostro e amen.
Dio capirà. Spero.

“Un weekend per quattro” è un romanzo frizzante, ironico e scorrevole.
Antonella Maggio e Rujada Atzori hanno creato un connubio perfetto! Assolutamente da avere nei nostri lettori digitali.  Clicca qui per averlo con te!

Naty ❤

picsart_01-08-12.48.14.jpg

Recensione di: “Un nuovo inizio” di Elisa Liliana Locatelli

Ciao Notters,

oggi vi racconterò non una storia, ben due. O meglio una storia dentro l’altra, una storia senza la quale l’altra non avrebbe avuto ragione di esistere.
Due storie, strettamente legata l’una all’altra, due storie complementari, imprescindibili.
Due storie raccontate da Elisa Liliana Locatelli nei suoi due romanzi “Un nuovo inizio” e “Riparto da zero (ma con te in mente)”.
Cominciamo dalla prima: venite con me alla scoperta di “Un nuovo inzio”. 🙂

divisorio

un nuovo inizio copertina.jpg

 

TITOLO: Un nuovo inizio
AUTRICE: Elisa Liliana Locatelli
EDITORE: Self-Publishing
DATA PUBBLICAZIONE: 14 dicembre 2014
GENERE: Romance
PAGINE: 83
FORMATO: eBook
PREZZO:  € 1,17

 

SINOSSI

Aslinn ha ventiquattro anni: è a capo di un ristorante vicino Porta Venezia (Milano) e ne è la capo cuoca. Ha un cugino che adora, un amante fantastico e delle buone amicizie. Allora perché è sempre così triste? Perché Michele non riesce a conquistarla? E Christopher – l’affascinante giornalista – riuscirà ad avvicinarsi a lei?

Nonostante Michele sia quasi perfetto, Aslinn non riesce a lasciarsi andare: il suo passato glielo impedisce. Ed ecco, infatti, che proprio il passato torna a bussare alla sua porta. Che cosa le succederà?

RECENSIONE
*** ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER ***

“Un nuovo inizio”. Non esiste titolo più azzeccato per questa storia.n_juventus_federica_nargi-4778572
La storia di Aslinn, una ragazza dal passato difficile, così difficile da rincorrere un’evasione e da sperare in un altro finale, un finale in cui a farle compagnia ci fosse solo il buio.
Aslinn ha sopportato tanto, ha affrontato le difficoltà con grande coraggio, combattuto le sue battaglie trovando in sé stessa una forza che non credeva di avere ma che l’ha salvata.
La sua forza e Michele: ecco cosa l’hanno salvata.

Oggi Aslinn é una ragazza forte e determinata, gestisce un ristorante a Milano, “L’Indeciso” che ha rinnovato da sola, trasformando la vecchia bettola assegnatagli dal padre, Jonathan, in un affermato ristorante multietnico.

Chi è Michele? Oh beh, Michele è un angelo nero. Un uomo attraente è bellissimo, molto image_gallerypiù sensuale di tanti ragazzini nonostante i suoi 41 anni. È un uomo che non ha mancato di fare degli sbagli, che è stato un violento, che ha usato il suo corpo e la sua forza fisica per guadagnare qualche spicciolo dopo la morte del padre.
E’ un uomo dal cuore grande, con un matrimonio disastroso alle spalle che ha trovato il suo “nuovo inizio” in Giacomo, suo figlio, e nel sorriso di Aslinn. Ha speso gran parte della sua vita per far rimanere a galla la piccola As, per regalarle uno spiraglio di luce, per non farla crollare e garantirle un porto sicuro: due braccia tra le quali sentirsi protetta, due labbra amiche, una schiena forte che potesse sopportare il peso del mondo anche per lei, che aveva già sofferto troppo.

Michele ha protetto la nostra fragile protagonista instancabilmente, avvicinandosi a lei sempre di più, fino a baciarla e a fare l’amore con lei… Una volta e poi ancora… Per quattro lunghi anni, fino ad innamorarsene perdutamente, senza rimedio.
Viveva per quella bellissima venticinquenne dai capelli corvini, per quel paio di occhi tormentati in cui vedeva il mare, viveva nella speranza di poter spegnere, un giorno, il dolore che accompagnava i suoi silenzi e nutriva nel cuore la speranza di farla innamorare di lui.

“Ho lasciato Teresa e sono venuto da te. Ho lasciato Teresa perché non la amo.”
“Michele…” Iniziai, ma mi bloccò posando due dita sulle mie labbra.
“Io ti amo, Aslinn Corinne Collins.”
[…]
“Aslinn: mi hai sentito?” Incalzò. “Hai sentito ciò che ho detto? Io ti…”
“Sì, ti ho sentito!” Esclamai portandomi le mani alle tempie e iniziando a massaggiarle.
“Ti ho sentito bene, non c’è bisogno che tu lo ripeta.” Mormorai.
Sospirò e si sedette di fronte a me.
“Cosa succede, ora?” Chiesi tremando.
“Niente.” Rispose stringendosi nelle spalle.
“Ma…”
“Io ho esternato i miei sentimenti, ma non mi aspetto che tu ricambi. Lo so, non mi ami e non posso farci nulla.” Prese la mia mano tra le sue. “E’ importante che tu capisca che tra noi non cambia niente. Ho solo detto ad alta voce una cosa che entrambi sapevamo già.”
“Ma ora è reale.” Sussurrai. “Ora che lo hai detto, non lo posso più ignorare.”
“Da quanto lo sai?” Mi chiese.
“Da qualche tempo, ormai.” Risposi abbassando lo sguardo, colpevole.
“Non mi interessa se non mi ami.” Ribadì per l’ennesima volta.
“Posso amare abbastanza per entrambi.”

“Io non voglio incatenarti a me.”
“E’ troppo tardi, Aslinn: lo sono già da quattro anni.”
Spalancai gli occhi.
“C-cosa vuoi dire?” Chiesi incredula.
“Sono quattro anni che ti amo, da molto prima che ci baciassimo per la prima volta.”
“Okay… rimangio ciò che ho detto: lo so da poco tempo.” Borbottai arrossendo sulle guance, stringendo le sue mani nervosamente.
Scoppiò a ridere e si passò la mano tra i capelli, poi baciò la mia.

Dopo questa verità, che per Michele era una liberazione e per Aslinn invece una grossa e pesante catena da portare, le cose tra i due cambiarono: dapprima qualche imbarazzo e qualche silenzio di troppo, poi As cominciò a chiudersi in sé stessa e, nonostante senza di lui si sentisse persa, si sforzava di evitarlo per non correre il rischio di affrontare quella realtà che le faceva così paura e che, in fondo, non voleva vivere.
Cosa dicevo? Ah sì, si sentiva persa ed incompleta lontano da Michele almeno fino a quando non entrò nella sua vita Christoper Nocci.
tumblr_njixfs1uGA1rto05ko1_500.png
Lo sciacallo, così lo chiamava As, era un affermato giornalista di cronaca nera che non le suscitò subito una particolare simpatia quanto piuttosto una vera e propria intolleranza.
Era attraente, non poteva negarlo, era sexy, non poteva negare neanche questo e, in fondo, era magnetico. Si incontrarono diverse volte, una più catastrofica dell’altra, circostanze in cui Aslinn tirava fuori il peggio di sé sfoderando l’arma dell’acidità e del “stammi lontano lurido sciacallo!”.

Un pranzo al Burger King fu la freccia di Cupido: parlarono a lungo, si scambiarono il numero di telefono e così pian piano diventarono sempre più complici, sempre più intimi; le chiamate per raccontarsi la loro giornata sempre più frequenti, la voce di Christopher era un balsamo per i suoi tormenti e il bisogno reciproco di stare vicini era sempre più forte… Tutto perfetto se non fosse che lui stava per sposarsi e lei lo sapeva bene ma nonostante ciò non riusciva ad allontanarsi da lui.

Dopo costanti telefonate, una sera, visto che non si vedevano da un po’, Christopher la invitò a cena e l’attrazione tra loro divenne irresistibile. Fino a quel momento avevano combattuto contro sé stessi, ignorato i loro cuori battere all’impazzata al solo suono della rispettiva voce, avevo ricacciato indietro le farfalle, laggiù, in fondo allo stomaco ma quella volta fu impossibile.

Finii il mio drink in un unico sorso, poi iniziai a ballare.
Christopher scoppiò a ridere e si avvicinò a me. Posò le mani sui miei fianchi e iniziammo a ballare insieme.
Non riuscivo a staccare gli occhi dai suoi e più ballavamo più ci avvicinavamo l’uno all’altra.
Gli circondai il collo con le braccia e rallentai imovimenti, ormai non ballavamo più a tempo, ma la cosa non ci toccava minimamente.
Sorrise dolcemente e mi scostò i capelli dal viso. “Sei bellissima, As CoCo.” Sussurrò.
“Anche tu.” Mormorai con le guance rosse un po’ per il freddo, un po’ per l’alcool, un po’ per l’emozione.
Abbassai lo sguardo sulle sue labbra e sospirai appena e, senza nemmeno che me ne accorgessi, Christopher mi baciò.
Inizialmente fu solo un lento sfiorarsi di labbra, poi il bacio si fece più passionale e le nostre lingue s’incontrarono e s’intrecciarono le une alle altre. Il mio cuore batteva come un forsennato, sembrava urlare e festeggiare. Finalmente, aveva ripreso a battere e gridava di gioia poiché qualcuno stava togliendoci le ragnatele e lo stava rendendo di nuovo un cuore pulsante.
Posò la mano sulla mia guancia e interruppe il bacio.
Ci guardammo ancora una volta negli occhi e passai la lingua sulle labbra.
“Andiamo a casa mia?”
“Sì, Aslinn: sì.”

tumblr_msgjicuVOC1s1rviio1_400.gif

<< Coraggio lasciare tutto indietro e andare, partire per ricominciare… Che sei ci pensi siamo solo di passaggio e per quanta strada ancora c’è da fare… amerai il finale>>

Sí, tutto bellissimo.
Sí, l’amore è una cosa meravigliosa.
Sí Aslinn era felice e finalmente si sentiva viva.
E per finire sì, il suo cuore batteva di nuovo e perdeva un battito ogni volta che lui la toccava.

…Ma nessuno di voi si sta chiedendo che fine ha fatto l’uomo che l’ha amata come se fosse l’unica donna sulla terra, che l’ha protetta come fosse il diamante più prezioso, che le ha dedicato buona parte della sua vita?
Se per la nostra As l’epilogo è rappresentato da rose e fiori, le campane suonano a festa e il futuro le si prospetta come un tripudio di colori, per Michele le cose saranno un po’ diverse ed il grigiore la sua compagnia almeno fino a che non accadrà qualcosa (o qualcuno?) che cambierà la sua vita per sempre… ❤

E’ una storia particolare quella di Aslinn, una storia che la vede perno di due relazioni, una successiva all’altra ma comunque, in un certo senso e per un certo periodo, parallele (non vi svelo di più o vi rovinerei il piacere della lettura! :p ).
Quella che Elisa Liliana ci racconta è una storia in cui la storia dei due protagonisti non avrà il lieto fine a cui siamo abituati, è una storia un po’ diversa, che definirei una novità rispetto a ciò che ho letto negli ultimi anni..

Devo dire che non mi era mai successo ma, per la prima volta, non mi sono schierata a spada tratta a favore della protagonista: Aslinn mi ha fatto dannare parecchio! 🙂
Ho invece amato, incondizionatamente e da subito, il personaggio maschile: Michele, che si aggiudica incontrastato la fascia di “Miglior personaggio della storia” (dal mio punto di vista, si intende! 😉 ).
Credo anche che, nonostante io ci abbia messo un po’, Aslinn vada compresa: non è un personaggio semplice e completamente diverso dalle protagoniste che normalmente ci tengono compagnia, è un personaggio di grande spessore, un personaggio che regala emozioni solo a chi è in grado di lasciarsi coinvolgere davvero.
Non regala niente la nostra Aslinn ma, per chi la sa leggere, è fonte di grande ammirazione… e di ispirazione!

“Un nuovo inizio” è  una storia che regala speranza anche a chi non crede più nei sentimenti né, tanto meno, in una seconda possibilità.
E’ una storia che vi farà cambiare idea e che vi farà capire che, spesso, siamo noi a scrivere la parola “fine” quando, là fuori, un mondo ci sta aspettando.

Julie. ❤

picsart_01-08-01.50.58.jpg

image

[Seguiteci con la storia di Elisa Liliana Locatelli che vede Michele come protagonista!
La recensione di “Riparto da zero (ma con te in mente) sta arrivando! #staytuned]

A tu per tu con: Lidia Ottelli!

Ciao Notters, bentornati alla nostra rubrica “La voce dello scrittore”! 🙂

Dopo aver letto e recensito, con immenso piacere, “Odio l’amore, ma forse no” mi trovo in compagnia dell’autrice, Lidia Ottelli alla quale ho fatto qualche domanda anche per voi!

Siete curiosi? E allora leggete qui sotto! 🙂

divisorio

Ciao Lidia!
E’ un onore per me essere in tua compagnia ed è doveroso ringraziarti per il tempo che hai accettato di dedicarmi e di dedicare a tutti i lettori che ci seguono!

Il tempo stringe o è denaro, insomma mettiamola come vogliamo ma il sunto del discorso  è che sei impegnatissima quindi iniziamo subito con la nostra intervista! 🙂

  1. “Odio l’amore, ma forse no” è una storia molto versatile, forse la più completa che io abbia mai letto: è romantica, divertente, a tratti dolorosa e poco dopo sensuale. Una storia a tutto tondo. Come ti è venuta l’ideazione scrivere questo libro?odio-lamore-ma-forse-no_7267_x600

    Grazie a te e al tuo blog per questa intervista, l’onore è mio.

    È nata per caso 2 anni fa mentre leggevo Emma Chase e il mio Drew Evans. Lui è un protagonista forte a cui piace fare sesso senza complicazioni. Samantha è la mia Drew al femminile. Leggo molti libri e ho notato che nessuno ha mai scritto si una donna divertente, disinibita e soprattutto non sfortunata. Quindi ho iniziato a scrivere qualche riga che poi è diventato un romanzo.

  1. Come moltissimi già sanno oltre a quella da poco pubblicata Con Newton Compton esiste una versione precedente del tuo libro che avevi pubblicato come Self-Publishing. Quale delle due esperienze è stata più difficile, scrivere e pubblicare per la prima volta da sola o riadattare, revisionare, modificare ed integrare la nuova versione del romanzo?

    Ammetto che ero più agitata quando sono uscita Self. A dire il vero, io nemmeno lo volevo pubblicare. Ho passato il file alla mia amica Elena chiedendole se secondo lei era carino. Lei ha iniziato a darmi delle dritte, a sistemarlo con me, per finire con il minacciarmi “obbligandomi” a auto-pubblicarlo. Se non fosse stato per lei, non avrei mai fatto questo passo. La mia editor Newton Clara è stupenda. Mi sono trovata subito a mio agio. Con la Newton Compton, è stato, è, un rapporto di odio e amore.

  1. Nel tuo libro i personaggi sono tutti ben definiti; in particolare la protagonista femminile, Samantha Testa, è un peperino non da poco, non rappresenta la classica protagonista a cui altri tuoi colleghi ci hanno abituato negli ultimi anni quanto piuttosto l’esatto contrario. Come mai questa scelta?

    Io non sono molto amante delle donne sfortunate che devono per forza umiliarsi per colpa di un uomo. La mia scelta è stata chiara. Ci sono donne divertenti, toste, emancipate, che non hanno problemi a uscire con tanti uomini senza complicazioni.

  1. Come sono nati i tuoi personaggi? Ne hai creato prima uno e attorno a questo tutti gli altri oppure sono stati insieme, per essere complementari gli uni agli altri?

    Tutti girano intorno a Samantha. Lei da il via al resto. La madre con cui a battibecchi, l’amica che la esorta a essere più seria, il figlio dell’amica che la ama come se fosse una zia, il primo amore Alessandro, l’amico di avventure Eduardo. Tutti sono nati in conseguenza alle scelte e alla storia di Samantha.

  1. “Odio l’amore, o forse no” è il tuo romanzo d’esordio. Qual è il ricordo di questa esperienza che porti nel cuore con maggior gelosia? 🙂

    Sicuramente vedermi in cima alla classifica per molti giorni e tutti i complimenti che ho ricevuto.

  1. Lidia, qual è il tuo rapporto con la scrittura? Come la consideri nella tua vita e quando hai scoperto di non poterne fare a meno?

    Pochi sanno ma io scrivo da quando ho 15 anni. Ho molti diari dove scrivevo tutto quello che mi passava per la testa. Sono quasi tutti racconti fantasy (vampiri, streghe ecc). Poi ho scritto alcuni racconti per delle case editrici piccole inserite in alcune antologie. Il mio rapporto con la scrittura è strana… a volte sono entusiasta a volte no. A volte vorrei avere più tempo perché mi sento l’esigenza di scrive, mentre a volte passano mesi senza scrivere nulla.

  1. Cosa pensi del mondo del Self-Publishing? La ritieni un limite, un’opportunità, un trampolino di lancio destinato a sfociare in qualcosa di più o che altro?

    Il mondo Self è bellissimo. Forse se non ci fossero così tante gelosie e astio, probabilmente saremmo una spanna sopra tutti comprese alcune casa editrici.

  1. Ad oggi, a quale/i progetti stai lavorando? Hai voglia di svelarci qualche piccola anticipazione? 😀

    Ho finito un’altra commedia romantica sul genere di Odio l’amore, ma forse no con una lei parecchio tosta non fortunata come Samantha con gli uomini, però molto divertente. Sto scrivendo un Contemporary Romance con il doppio Pov (è la prima volta) con un lui parecchio basterdello e una lei che gli tiene testa. Il famoso Adam che spesso le ragazze del mio gruppo citano visto che ho avuto una folgorazione, ispirazione, grazie a un modello conosciuto su Instagram. Spero di pubblicarli entrambi con la Newton Compton, nel caso contrario, li auto pubblicherò entro l’estate.

  1. Scrivere un libro è sicuramente un sogno che diventa realtà… C’è qualche altro sogno (letterario e non) nel cassetto di Lidia?

    Di finire in libreria visto che non ho ancora avuto l’onore. Altri sogni, che il mio gruppo e blog continui cosi.

  2. E adesso immagina di avere davanti a te un foglio bianco: c’è un messaggio che vorresti lanciare? Qualcosa che vorresti dire a ai lettori che ti seguono, alle tue colleghe e compagne d’avventura, a qualche amica/o…?

    Di credere sempre in quello che si fa e di tenere i piedi per terra.
    Grazie mille per questa intervista 🙂

Lidia, siamo arrivate velocissime alla fine di questa intervista e non mi resta che ringraziarti ancora una volta per avermi permesso di leggere e recensire la tua  bellissima storia e per il tempo che mi hai dedicato nonostante i tuoi ritmi decisamente serrati.

divisorio

A voi che ci leggete invece dico: avete comprato “Odio l’amore, ma forse no”?
Siete ancora qui?! Samantha, Alessandro ed Eduardo vi stanno aspettando! 🙂

Julie ❤