Recensione di: “Amori incrociati a Parigi” di Maria Masella

Ciao Notters 🙂 e buon lunedì!
Torno a farvi compagnia con una nuova recensione, la recensione di un libro che racconta di un colpo di fulmine, di un amore normale, semplice.
Un amore intenso, nato nel giro di poche ore, un paradosso no? 🙂
L’amore della vita nato in un attimo, un attimo che, paradossalmente, varrà una vita.

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TITOLO: Amori incrociati a Parigi
AUTRICE: Maria Masella
EDITORE: Compagnia Editoriale Aliberti (Collana Love)
DATA PUBBLICAZIONE: 18 Novembre 2015
GENERE: Romance
FORMATO: eBook
PAGINE: 93
PREZZO: € 9,99
LINK PER L’ACQUISTO: qui

 

SINOSSI

Una nevicata improvvisa blocca l’aeroporto di Oslo e i voli vengono sospesi per alcune ore. Fra gli altri passeggeri resta a terra anche Alice, una giovane biologa marina, che deve ritornare in Francia perché il padre Roland ha avuto un attacco di cuore. Nonostante sia molto riservata e in ansia, la cortesia di Jacques, un altro passeggero rimasto a terra, la colpisce e i due giovani trascorrono qualche ora insieme in attesa della partenza. Soltanto ai momenti dei saluti Jacques bacia Alice che si è presentata soltanto come Al. Ritornata a casa Alice deve affrontare non solo la malattia del padre ma anche Bea, la sorella maggiore, viziata dalla madre Arlette. Trova un sostegno in Jean, medico e amico d’infanzia, che è in pessimi rapporti con Bea. Arlette fraintende i rapporti fra Alice e Jean e crede che siano innamorati. E riappare Jacques che è riuscito a rintracciare la misteriosa Al…

RECENSIONE
***ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER***

Immaginate una ragazza semplice, acqua e sapone.
Una ragazza minuta, dai capelli corti e gli occhi color nocciola, il viso pulito e l’animo buono.images
Una ragazza legata alla famiglia, abituata a mettere da parte i propri pensieri e le proprie preoccupazioni, una ragazza testarda che ha inseguito un sogno fin da bambina fino a realizzarlo, una volta diventata donna.
Lei è Alice Lorain..o più semplicemente “Al”. 🙂
Ha una sorella, Bea, che è esattamente il suo opposto: una bellezza sfrontata ed evidente, lo spirito di un’artista, nessun obiettivo da realizzare ma con un mondo da inseguire in testa, innamorata dell’amore ma poco concreta nella realizzazione della sua vita.
Bea è la sorella minore e come tale è stata assurdamente viziata dai genitori al contrario di Alice che invece è sempre stata indipendente e razionale, pacata e con degli schemi ben delineati in testa.

Immaginate adesso un uomo sulla trentina.
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Un uomo dalle mani grandi e forti, che trasuda sicurezza e al tempo stesso è in grado di trasmettere una profonda serenità.
Un uomo con la quale parlare di qualsiasi cosa senza sentirsi in imbarazzo, un uomo affascinante.
Un architetto abbastanza famoso a Parigi, specializzato in progettazioni di installazioni portuali e, grazie a questa professione, abituato a viaggiare spesso e in ogni parte del mondo.
Lui è Jacques Manceau.

Adesso, una volta immaginati i personaggi, immaginate un aeroporto, una forte nevicata e la variabile del tempo. Il risultato dell’equazione?
Un uomo e una donna bloccati nell’aeroporto di Oslo a causa di una forte nevicata e del tempo da trascorrere insieme.

“Ora, a poche ore dall’arrivo, questa “nevicata improvvisa la teneva bloccata a Oslo.

Da Oslo a Parigi, da Parigi alla loro cittadina, era una distanza ridicola dopo tutti i chilometri che aveva precorso… Eppure era piantata lì.
Chissà come stava suo padre! Aveva provato a richiamare sua madre per sapere qualcosa di più preciso, ma senza esito: solo Bea, sempre Bea! Aveva provato a telefonare in Ospedale, ma non era riuscita a superare il muro di silenzio imposto dalla privacy.
O non avevano il coraggio di dirle, per telefono, la verità? No, non doveva neppure pensare alla possibilità che suo padre fosse… Non era riuscita neppure a trovare uno dei medici che conosceva.
Doveva controllarsi o sarebbe scoppiata a piangere. O peggio avrebbe avuto una crisi di nervi.
Prese la matita e sottolineò un passo particolarmente utile di quel saggio sulla barriera corallina.
Nonostante l’ansia e la tristezza le venne quasi da sorridere: la barriera corallina!
In famiglia dicevano che si occupava di coralli… Era più interessante di “biologa marina”.
Più volte aveva provato a correggere sua madre, ma lei aveva scosso il capo perfettamente acconciato: — Ma insomma, Alice, sempre coralli sono. E poi è un po’ più femminile!

Jacques non riusciva a distogliere lo sguardo dalla donna. Prima sembrava assorta nei suoi pensieri, e non sembravano lieti, ma ora stava sorridendo fra sé. Un sorriso caldo, segreto, appena accennato, come se stesse pensando a qualcosa di molto divertente o di molto piacevole. Forse il ricordo di un momento con un amante. O con un innamorato.
Sembrava il tipo di donna che andava a letto con un uomo soltanto per amore, non per passatempo o per essere alla moda.”

Inizia così la storia di Jacques e Al, con un gioco di sguardi, un groviglio di pensieri ed una forte innegabile attrazione.

Vi è mai successo di guardare una persona e di sentire che è quella giusta? Che non c’è e non ci sarà più niente di sbagliato da quel momento in avanti? Di guardare i suoi occhi ed i suoi movimenti e di sentirvi a casa?

Questa sensazione è la chiave di questa storia.

Una storia che vedrà i nostri due protagonisti combattere con un sentimento forte ed intenso ma altrettanto inaspettato, un sentimento che entrambi avranno paura di vivere ma che inevitabilmente li porterà uno tra le braccia dell’altro e impedirà loro di stare lontani anche quando ci saranno migliaia di chilometri, Stati ed infinite ore di volo da affrontare.
Non sarà una storia semplice, ma anzi!
Questa è una di quelle storie che, se da un lato sembrano un segno del destino, dall’altro sembrano essere destinate a non decollare mai.
Sarà un amore difficile, sottoposto a tanti ostacoli e a tantissime prove da superare. Prove che, ad un certo punto della storia, sembrano essere più forti del sentimento che lega i nostri due protagonisti…

“Ma quando fu stretta fra le sue braccia, mentre lui si chinava a baciarla, capì che non c’era bisogno di parole.”

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Non voglio svelarvi nulla di più di questa storia perché si innescherebbe un effetto domino tale per cui vi racconterei l’intero libro e vi priverei dell’immenso piacere di leggere le righe scritte da Maria Masella.
Righe scritte con una maturità linguistica che non può passare inosservata ed una pulizia stilistica da invidiare.
La storia è scorrevole, i tempi assolutamente coerenti ed il profilo dei personaggi ben delineato.
Maria ha, dal mio punto di vista, la capacità di trasportarti in un tempo ed un luogo ben precisi, a suo piacimento e senza far accorgere il lettore neanche del minimo spostamento d’aria. Improvvisamente, in questa storia, mi sono trovata catapultata in un caotico aeroporto pieno di persone esasperate dal ritardo dei voli, poi in un ospedale al capezzale di mio padre, poi nella casa di famiglia coccolata dai ricordi d’infanzia e poi di nuovo in  aeroporto, questa volta un aeroporto più famigliare, più accogliente.
Ho vissuto questa storia con Al e Jacques senza accorgermene, provando le loro emozioni: il brivido dell’attrazione e l’angoscia della separazione.
Una storia che fa sognare a tutte noi, il tanto atteso colpo di fulmine.
Una storia che vale la pena leggere, che ho scelto a scatola chiusa e che, dopo averla letta, sceglierei ancora… esattamente come Jacques sceglierà la nostra Al, una, due, un milione di volte.

…Perché infondo si sa che come diceva Gianni Rodari, “dopo la pioggia viene il sereno”.

Julie ❤

 

 

 


Amori incrociati a Parigi

 

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