Recensione di: “Il serpente e la colomba” di Lucia Guazzoni

Ehi Notters!
Eccomi di nuovo qui con voi a raccontarvi l’altra mia lettura della settimana, “Il Serpente e La Colomba” di Lucia Guazzoni.
Un libro ambientato nella meravigliosa India tutto da scoprire!
Perché?
Leggete qui! 😉

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il serpente e la colomba - LUCIA GUAZZONI - COP
TITOLO: Il Serpente e La Colomba
AUTRICE: Lucia Guazzoni
GENERE: Narrativa
EDITORE: Santi Editore
DATA PUBBLICAZIONE: 01 marzo 2016
PAGINE: 271
FORMATO: ebook
PREZZO: € 2,49

 

 

SINOSSI

La giovanissima Amanda sposa Lord Radcliffe per salvare la sua famiglia dalla bancarotta e lo segue in India, dove l’uomo ha piantagioni di tè e terre. Schiava di timori e pregiudizi, benché desiderandolo, non riesce a concedersi al suo amore e così Lord Radcliffe trova consolazione tra le braccia di Sonja, una ambiziosa ragazza indiana che vorrebbe prendere il posto della moglie.
Amanda deve così iniziare una battaglia per riconquistare il marito e rimane coinvolta in un vortice di intrighi e odi feroci che la portano a sfiorare la morte ma anche a conoscere la vera essenza dell’Amore.

RECENSIONE
ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER!

“La pesante carrozza da viaggio, trainata da quattro cavalli bai, avanzava senza eccessiva velocità lungo la strada polverosa, poco più di una pista, che da Cochin, grande porto dell’India sud-occidentale, portava verso il sud, verso Shencotta e Rajapalajam,  inoltrandosi sempre di più nel Kerala.
La sua destinazione finale era la residenza “Il Nido della Colomba”, situata al centro di una vasta distesa di piantagioni di proprietà di Lord Geoffrey Andrew Radcliffe.”

Ha inizio così, lo strepitoso viaggio tra le culture, le usanze, gli incantevoli paesaggi indiani che regnano sovrani in questa bella storia.
Ha inizio così il viaggio di lei, di Amanda, la nostra protagonista, la nostra piccola ma grande donna.
Ma questo è il viaggio anche di Geoffrey, nonostante non sia lui a dover abbandonare gli affetti, le abitudini.
Questo è il viaggio di un amore nato lentamente, come la piccola fiamma di un fiammifero non appena lo si accende.
Ma quella stessa fiamma, se alimentata, può diventare il più pericoloso tra i fuochi e far scoppiare il più grande incendio di sempre.
Ed è esattamente quello che succede a Geoffrey ed Amanda, due protagonisti così diversi eppure così tremendamente perfetti insieme; due calamite che si attraggano, due lucciole che illuminano la notte, due anime che si cercando per poi incontrarsi e fondersi l’un l’altra.

image (27)Amanda è una giovane ragazza londinese che, a causa dei numerosi problemi familiari, all’età di 17 anni non si è ancora sposata, nonostante le sue coetanee lo siano già.
Nessuno che voglia il suo amore.
Nessuno che voglia i suoi fardelli.
Nessuno disposto a mettere da parte l’orgoglio del ceto familiare pur di averla accanto.
Perché Amanda vive in un mondo fatto di apparenze, di usi, costumi, di cose artefatte e non dettate dal cuore.
Amanda vive in una società costruita, che di naturale non ha niente, in cui qualsiasi signora che si rispetti deve necessariamente svolgere le mansioni da donna.
Leggere, andare a cavallo, studiare, imparare altre lingue non era concesso a chi, come lei, doveva prendere il the nel pomeriggio con le altre signore.
“Non sta bene, sono cose da donne dai facili costumi quelle!”, le dicevano.
Ma grazie a Dio, nella sua vita, era presente suo padre che le ha permesso di coltivare le sue passioni e di sognare come una qualsiasi ragazza, senza imporle mai nulla.
Ed è proprio questa la virtù più bella di Amanda: sognare e credere che i sogni, prima o poi, si avverano.
Tra i suoi sogni, uno si affaccia prepotente tra i suoi pensieri: avere un marito che la rispetti, che non pretenda immediatamente ciò che lei non è pronta a dare a che si innamori del suo essere, non del suo bel faccino.
Non sa ancora se il suoi desiderio sia stato realmente ascoltato, nel momento in cui conosce Geoffrey…

“Amanda aveva pianto tutta la notte, immaginando un uomo vecchio e orribile, mimage (28)a il pomeriggio seguente aveva indossato il suo vestito più bello, una mussolina verde acqua che le lasciava le spalle appena scoperte ed era scesa con un sorriso stampato in faccia,  pronta  per  il  sacrificio.  Quando  aveva  fissato per la prima volta il viso maschio e fortemente abbronzato di sir Geoffrey Andrew Radcliffe, si era sentita avvampare e aveva immediatamente abbassato il suo. Suo fratello aveva avuto ragione, era incredibilmente bello. Bello e tenebroso.”

Beh, di certo possiamo dire che non era ciò che si aspettava!

Geoffrey, il nostro affascinante uomo indiano, dal canto suo è il perfetto gentiluomo.
Bello, dolce, educato, rispettoso, non teme assolutamente il fatto che sua moglie possa essere più colta di lui, anzi!
Questo per Geoffrey rappresenta solo un grande senso di orgoglio verso la donna che si addormenterà tutte le notti al suo fianco e si sveglierà tutte le mattine coi capelli sparsi sul cuscino accanto a lui.
Sì perché Geoffrey, a differenza di molto altri,
crede realmente nell’istituzione del matrimonio e nella sua durata eterna.
Con grande cura e attenzione, ha tratto Amanda fin dall’inizio con immenso rispetto, non facendole mai fretta e non pretendendo da lei nulla in cambio che qualche chiacchiera notturna nello stesso letto.

Ma col passare dei giorni e delle notti passate a chiacchierare, qualcosa stava cambiando in lui, qualcosa che lo rendeva meno gentiluomo e più “maschio” (almeno a livello mentale!).
Geoffrey non riesce più a stare accanto a sua moglie, Amanda, senza sfiorarla.
Il suo sguardo, il suo profumo, le sue mani, i suoi capelli, tutto gli urlava di possederla, di consumare il loro matrimonio, di farla sua una volte per tutte.
Ma c’era una cosa che gli impediva di fare perché più forte dei suo istinto: l’amore.
Già, Geoffrey si era innamorato perdutamente di Amanda e non voleva forzarla perché se mai lei avesse dovuto odiarlo, la delusione e il dolore sarebbero stati troppo grandi da sopportare.

Cosa fare allora per non impazzire?
Cosa fare per placare il suo istinto ma rispettare la donna che ama?
Ecco che, allora, fa il suo ingresso un ospite inatteso, oserei dire indesiderato.
Ecco che in punta di piedi si intrufola nella vita di Amanda e Geoffrey, Sonja.

Eppure Anavendra, la governante di Geoffrey, aveva messo più volte in guardia Amanda…

“- Memsahib, sai cosa fa un serpente quando non riesce a mangiare una colomba? –
Lei le sorrise, maliziosa.
–  No, Anavendra! Dimmelo tu, cosa fa?-
– Oh, semplicissimo! Un serpente DEVE mangiare, capisci memsahib? E se non riesce a mangiarne una di specifica…  una qualsiasi colomba va bene. Capisci cosa voglio dire? -“

E se Sonja rappresentasse la colomba di Geoffrey?
Cosa può fare Amanda per evitare che suo marito si getti tra le braccia di un’altra?

“Il Serpente e La Colomba” è un libro avvincente, interessante e, nonostante sia ambientato in un epoca lontanissima a noi, estremamente attuale.
Racconta di come sia difficile mantenere vivo il matrimonio, di come il rispetto per l’altro vada sopra ogni cosa, a volte supera persino l’amore.
Dimostra che bisogna combattere con le unghie e con i denti per chi si ama e che non bisogna permettere a terzi di ostacolare un rapporto se vero e forte come quello di Amanda e Geoffrey.
Ma è anche la dimostrazione di come i soldi, le convinzioni, le usanze e i costumi imposti dalla società siano completamente secondari ad un sentimento puro e bello come il vero amore.
Dimostra che bisogna avere il coraggio delle proprie azioni, di non nascondersi solo perché si è “diversi” ma, anzi, di avvalorare la propria “diversità”.
Dimostra che non ci sono epoche, leggende, anni o tempo per l’amore.
Dimostra che un tempo, come adesso, il matrimonio può ancora essere qualcosa di meraviglioso se vissuto con coraggio da entrambi.

Lucia Guazzoni, come sempre, dimostra il mondo attraverso una penna.
E se ci riesce, cari Notters, vuol dire solo una cosa: è nata per fare questo!

Quindi grazie Lucia, per aver creato l’ennesima “bella storia”! 🙂

Edna.

Il mio giudizio:

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Presentazione di: “Il serpente e la colomba” di Lucia Guazzoni

Ciao Notters 🙂
Ormai non vi molliamo più! Torniamo a parlarvi di Lucia Guazzoni e oggi vi presentiamo il suo nuovo romanzo, che verrà pubblicato oggi da Santi Editore: “Il serpente e la colomba”.

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il serpente e la colomba - LUCIA GUAZZONI - COP

TITOLO: Il serpente e la colomba
AUTORE: Lucia Guazzoni
EDITORE: Santi Editore
DATA PUBBLICAZIONE: 03 Marzo 2016
GENERE: Narrativa
FORMATO: eBook/Cartaceo


SINOSSI

La giovanissima Amanda sposa Lord Radcliffe per salvare la sua famiglia dalla bancarotta e lo segue in India, dove l’uomo ha piantagioni di tè e terre. Schiava di timori e pregiudizi, benché desiderandolo, non riesce a concedersi al suo amore e così Lord Radcliffe trova consolazione tra le braccia di Sonja, una ambiziosa ragazza indiana che vorrebbe prendere il posto della moglie.
Amanda deve così iniziare una battaglia per riconquistare il marito e rimane coinvolta in un vortice di intrighi e odi feroci che la portano a sfiorare la morte ma anche a conoscere la vera essenza dell’Amore.

ESTRATTO

La posò al centro della sua camera da letto e le disse, mantenendo la voce dura.
– Vestitevi in modo decente, milady. Cenere-
mo tra un’ora esatta e spero che sarete in grado di trovare la sala da pranzo senza ulteriori giri per il paese!
Lei teneva il capo basso, sembrava una bambina in castigo e lui si sentì stringere il cuore.
Oh, tenerla ancora tra le braccia, sentire i con-
torni del suo fragile corpo attraverso la cotonina leggera! Quasi senza accorgersene, fece un passo avanti, gli occhi di fiamma fissi su di lei e lei in quel momento alzò i suoi ed indietreggiò, un lampo di puro terrore nello sguardo.
– Perdonatemi, milord, vi prego!

Geoffrey si bloccò come se una cascata di aCqua gelida gli si fosse rovesciata addosso, lei lo temeva! Avrebbe voluto leggere amore, desiderio, gioia nel vederlo davanti a lei e invece l’unica cosa che era riuscito a leggere in quegli occhi meravigliosi, era il più puro terrore. Sarebbe mai riuscito a farle passare quello sguardo? Con le spalle chine, girò su sé stesso e disse piano, sconfitto.
– Siete già perdonata, Amanda. Vi aspetto a cena tra un’ora.


L’AUTRICE

LUCIA GUAZZONI è nata come autrice di articoli di viaggio e di costume nei quotidiani italiani ed esteri; è passata poi al romanzo d’amoreNe avventura pubblicando con Fabbri Editori, con Edizioni Quadratun e Edizioni Mimosa. Ha un libro (La Caverna fuori dal tempo) con le Edizioni Miremì e attualmente, oltre a collaborare con rivi-
ste femminili, ha parecchi titoli con Santi Editore.

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Non perdete altro tempo e lasciatevi trasportare da Lucia Guazzoni e dalla sua nuova avventura! 🙂

Naty&Julie ❤

Recensione di: “Passioni nel vento” di Lucia Guazzoni

Buongiorno Notters!
Oggi lunedì di recensioni e, dopo un week end grigio e uggioso come questo, che ne dite di una bella dose di sorrisi, di freschezza e di (beh dai potete anche immaginarvelo no?) amore?! 🙂
Ecco quindi che vi parlo di “Passioni nel vento” di Lucia Guazzoni, una chicca che ha riempito le mie giornate.
Su, che aspettate?
Leggete qui! 🙂

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TITOLO: Passioni nel vento
AUTRICE: Lucia Guazzoni
DATA PUBBLICAZIONE: 30 luglio 2015
EDITORE: Santi Editore
GENERE: Romanzo storico
PAGINE: 316
FORMATO: eBook
PREZZO: € 1,99

SINOSSI

Marietta, primogenita del conte Rubaudo, si innamora di Pietro, figlio della sarta. I due decidono di fuggire per coronare il loro amore. Ma il conte scopre le loro intenzioni e li punisce crudelmente: Marietta finirà in un convento In Val D’Aosta col divieto tassativo di tornare a casa e Pietro viene inviato nelle foreste della Croazia dove il conte ha squadre di boscaioli che procurano legname per i cantieri navali.
Come se la divisione dei due amanti avesse portato disgrazia, il conte viene colpito da una serie di avversità che lo mettono in ginocchio, fino alla tragedia finale quando un carico di tronchi lo travolge lasciandolo menomato. Intanto Pietro e Marietta sono ben decisi a ritrovarsi, contro ogni previsione del Conte. Ci riusciranno dopo mille difficoltà e torneranno al contado dove Marietta rimetterà le cose a posto perché tutto sia pronto quando nascerà il suo primo bambino, il nuovo conte Rubaudo.

RECENSIONE
***ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER***

Ho avuto l’onore e il piacere di conoscere Lucia Guazzoni leggendo il suo libro “Brughiere Selvagge”, un libro che mi aveva stregata.
Mi sono approcciata a “Passioni nel vento”, quindi, con emozioni diverse, altalenanti…
Un misto tra eccitazione e paura.
Eccitazione perché mi sono innamorata di come scrive Lucia; paura di avere ancora in testa la storia di Bruce e Isobel in “Brughiere Selvagge”.
Ma oggi, cari amici lettori compulsivi, sono felice di dirvi che Lucia non ha assolutamente deluso le mie aspettative, anzi si è rivelata semplicemente una grande conferma!

“Passioni nel vento” non è semplicemente la storia d’amore tra Marietta e Pietro, è la storia di un’intera famiglia, di un contado, di una dinastia nata sotto una buona stella che, però, sarà destinata a spegnersi lentamente come se qualcuno avesse trovato l’interruttore e di nascosto l’avesse premuto con forza, facendo cadere i Rubaudo in un profondo oblio dal quale nessuno avrà scampo.

Virgilio Rubaudo è il capo famiglia: sposato fin da giovane con Caterina Bonfanti, la dama di compagnia di sua madre, e padre dei suoi tre figli Marietta, Alvise e Rachele, è un uomo che rispecchia in tutto e per tutto il ruolo che riveste all’interno della sua famiglia.
Abituato ad avere tutto sotto controllo attraverso il suo sguardo severo, ha sempre provato uno strano piacere nell’esercitare la sua autorità, piegando tutti ai suoi voleri.
Nonostante sia un discendente della famiglia dei Longobardi, Virgilio è sempre stato poco interessato alla politica e alle vicessitudini di quei tempi; per lui ciò che contava erano i suoi grandi vigneti e i suoi immensi boschi i Croazia.
Virgilio è, all’apparenza, un uomo tutto d’un pezzo: interessato solamente ai suoi affari e alla produzione del suo vino, ha sempre mostrato poche attenzioni ai suoi figli e un relativo interesse verso sua moglie Caterina.
Ma cosa si cela sotto lo sguardo indagatore del Conte Rubaudo?
Cosa c’è veramente sotto quella maschera così severa, fredda e distaccata che riserva a chiunque faccia parte della sua vita?
Che abbia anche un cuore, un briciolo di amore, nascosto da qualche parte?
Virgilio Rubaudo ha occhi per guardare e orecchie per ascoltare, ma pare che in pochi se ne accorgano…
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Caterina Bonfanti sembra aver subito l’influenza di suo marito: ritrovatasi ad essere Contessa dopo una vita in cui era stata la dama di compagnia della madre di Virgilio, si adagia ben presto a quella posizione sociale e una cosa è certa… Lì vuole restare. Sempre.
Una donna di ghiaccio, poco espansiva e riservata, Caterina trascorre le sue giornate pensando ad un futuro, il suo futuro.
Quel futuro in cui la presenza di suo marito Virgilio non è prevista, dove il suo guardaroba è pieno di vestiti di alta sartoria, dove il camino del palazzo può stare acceso tutti i giorni e non solamente durante le feste così da poter riscaldare il suo freddo cuore con un tepore vero, che la faccia finalmente sentire a casa.
Ma in tutto questo sconforto, una via d’uscita deve pur esserci per la Contessa Caterina!
La sua via di fuga è Igor, il valletto del Conte Virgilio.
Così, tra incontri notturni clandestini nella camera privata di Caterina, la Contessa si concede qualche ora di svago e di passione, per poter far diventare realtà le sue fantasie che, di giorno, sono rilegate nella sua mente.
Convinta che nessuno sia a conoscenza del suo segreto, Caterina trascorre i giorni aspettando con ansia i momenti in cui incontrerà Igor e a fantasticare su di essi.
Ma voi sapete meglio di me che ogni segreto, prima o poi, viene sempre svelato…

Marietta, Alvise e Rachele sono i tre figli dei Rubaudo.
Tre fratelli, stessi genitori (… sembrerebbe!) eppure così diversi.
Alvise, il più piccolo dei tre, è una testa calda; è sempre stato un bambino bellissimo, chiunque lo conoscesse se ne innamorava, Virgilio era fiero del fatto che sarebbe stato lui il suo successore. Eppure, crescendo, venne fuori il vero Alvise: poco interessato ai doveri di Contino in quanto figlio di un Conte e alla vita a palazzo in generale, trascorreva le sue giornate a giocare d’azzardo, ad ubriacarsi, passava le sue nottate in bordelli e sperperava tutto il denaro della famiglia a destra e a manca.
E poi c’era qualcosa in Alvise, qualcosa nel suo viso, nel suo sguardo che lo rendeva così diverso dalla stirpe dei Rubaudo, da Virgilio stesso…
Anche Rachele, la sorella di mezzo, era sempre stata una bambina molto bella, anche se vivace, ma il Conte era certo che sarebbe stato facile farla sposare un futuro; per lui il futuro di Rachele era già scritto nelle stelle! Ma quanto si sbagliava, in nostro caro Conte…

Marietta, la sorella più grande, era vista invece come “Calimero”: più bruttina rispetto ai fratelli, più timida ed image (11)introversa, nessuno erano riuscito a capire chi fosse veramente quella bimba dallo sguardo spento.
Uno sguardo che si accese, come per magia, nel momento in cui incontrò per la prima volta  due occhi profondi come il mare, un ciuffo biondo scompigliato e un dolcissimo sorriso.

In quel momento Marietta incontrò Pietro, il figlio del sopra intendente che lavorava per il Conte Rubaudo.
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“Un’ora dopo Michele e Rosa erano seduti nel salotto grande della villa a prendere il tè con i Conti, mentre Pietro giocava con Marietta, Rachele ed Alvise. Rachele gli si era subito aggrappata addosso,  e  anche Alvise  voleva  che  giocasse  solo  con lui. Marietta invece se ne stava in disparte, timida. Dopo un poco il ragazzino le andò vicino.
–  Perché non vieni a giocare con noi? –
Lei alzò le spalle. Non le piaceva giocare. Le piaceva soltanto tenersi stretta la sua bambola e basta. Pietro disse, gentile.
– Se vieni a giocare con noi, ti lascio una delle mie biglie di vetro. –
Marietta lo guardò, sorpresa. Alvise non avrebbe ceduto una delle sue biglie di vetro nemmeno se lei gli avesse promesso la luna e questo sconosciuto  gliene  voleva  dare  una,  subito!  Fece  un  passo avanti e Pietro le sorrise.
–  La tua bambola è bellissima. Sono sicuro che mia  mamma  avrà  dei  ritagli  di  stoffa  per  poterti fare dei vestitini. –
A quel punto anche Marietta era conquistata e da quel momento per lei non ci fu altro che Pietro nella  sua  vita.”

Così, come crebbero quei due bambini che passavano le loro giornate a giocare insieme, crebbero anche i sentimenti che provavano l’un l’altro.
Emozioni talmente forti, talmente intense da non riuscire più a nasconderle, da non riuscire più a far finta di niente.
Ma sembrava proprio che il fato non fosse loro alleato, anzi!
Un matrimonio, ma che dico, una semplice storia d’amore tra una Contessina e il figlio di un dipendente del Conte non era minimamente contemplato a quei tempi.
Però Marietta doveva lo stesso sapere. Doveva riuscire a capire se i sentimenti che provava per Pietro erano, in qualche modo, corrisposti. E non si sarebbe arresa, non avrebbe aspettato limitandosi a guardarlo da lontano.
Avrebbe tirato fuori tutto il coraggio che sapeva avere dentro di sè e poi…

–  A cosa stai pensando? –
Marietta si fermò a pochi passi dal ragazzo e lui le sorrise.
–  Oh, tante cose! Perché non sei nel salotto con le altre? –
–  Non mi piace il rosolio. –
Pietro vide il luccichio in fondo agli occhi della ragazza, lo conosceva bene, ormai. Quel luccichio che invita, che dice “fatti avanti, sono qui”, lo aveva  già  sperimentato  con  le  servette  dell’osteria  e sapeva  come  doveva  comportarsi.  Fece  un  passo avanti e mormorò.
–  Cosa ti piace, allora? –
Marietta alzò su di lui i suoi occhi ingenui, dolci, indifesi e disse, tranquilla.
–  Mi piaci tu.
Pietro  rimase  spiazzato.  Non  si  era  aspettato una risposta del genere e ora non voleva nemmeno pensare a cosa sarebbe successo se qualcuno avesse sentito. Disse, brusco.
–  Va’ dentro, Marietta! –
– Perché? Io non ti piaccio? Nemmeno un poco?-
– Ma cosa significa… certo che mi piaci! –
– Tanto da potermi dare un bacio? –
Pietro si guardò intorno, sempre più spaventato.
–  Qui?! Sotto al portico del signor Conte?! Ma sei diventata matta?-
– Dimmi tu dove, allora. –

Una sfida nata da una curiosità che è diventata di colpo un qualcosa più grande di loro.
Cosa può essere un semplice bacio?
Può trasmettere tutte le emozioni, le sensazione, le voglie e le insicurezze di due persone che non sanno di amarsi?
Beh, lasciatemi dire che allora Pietro e Marietta ne sono la prova.

image (1).gif“Pietro cercò di trattenersi, dinon guardare quel visino alzato, quella bocca che si dischiudeva innocentemente,  ma  non  ce  la  fece.  Prese  Marietta per la vita, la strinse a sé, le passò le labbra sulle guance, sugli occhi e poi raggiunse la bocca, si insinuò lentamente con la lingua, la esplorò con calma, mentre lei aderiva al suo corpo con dei mugolii e gli passava le mani lungo la schiena, sulla nuca, attorcigliava i capelli tra le dita. Si  baciarono  con  passione,  più  e  più  volte  e ogni  volta  Pietro  trovava  sempre  più  eccitante  la bocca morbida di Marietta.”

Spacciati.
Quei due ingenui e puri ragazzi erano completamente spacciati.
Sembrava fossero spaccati a metà: la serenità, la gioia e l’amore nel cuore e i dubbi, i pensieri e la paura nella mente.
Le menti di Pietro e Marietta erano cariche di domande, di punti interrogativi ai quali non sapevano rispondere.
Come riuscire a tenere nascosto il loro amore?
Come fare per poterlo vivere ugualmente?
Come poter godere serenamente di ogni attimo insieme?
Ma quando l’amore è forte, vero e sincero, non ci sono classi sociali, imposizioni familiari e menti chiuse che tengano.
Marietta e Pietro volevano crescere insieme, nello stesso modo in cui cresceva il loro amore.
Volevano affrontare passo dopo passo, mano nella mano ciò che il destino gli avrebbe riservato.
E lo fecero.
Anche nel momento in cui vennero scoperti dal Conte Virgilio che, in prede all’ira, decise di separarli per sempre: avrebbe spedito Marietta in un Convento lontano con la speranza che si facesse suora e, invece, Pietro sarebbe andato a lavorare nei suoi boschi croati, sperando che non sopravvivesse alle avversità del luogo.
Ancora una volta il nostro Conte ha mostrato a tutti a sua autorità, ha dimostrato che nessuno può e potrà mai calpestare il nome dei Rubaudo, non avendo pietà nemmeno del sangue del suo sangue.
Ma chi di noi non crede nel motto “la ruota gira”?
Se non ci credete, leggete questo libro e vi ricrederete.

“Passioni nel vento” è una storia che sicuramente insegna.
Nonostante possa, inizialmente, sembrare una storia semplice, nasconde un messaggio importante, un messaggio che molto vorrebbero inviare ma che solo in pochi poi riescono a trasmettere veramente: crederci.
Crederci sempre.
Credere in ciò che ci rende felici, in ciò che ci rende vivi, in ciò che ci fa sorridere, in ciò che ci rende liberi.
Credere in ciò che ci rende noi stessi, in tutto e per tutto.
Lucia lancia questo messaggio tra le righe con un eleganza e una maestria estrema, un messaggio che un lettore attento sicuramente coglie.

Lucia ha creato un’altra magia.
Ha creato una storia in grado di far viaggiare il lettore con la mente e con il cuore in un periodo lontanissimo a noi, un periodo che conosciamo solo attraverso i libri di storia, i racconti di altre persone, ma a differenza di essi, lo ha fatto senza annoiare mai.
Personalmente adoro la scrittura di Lucia perché è ricercata e mai banale, perché è semplice e fluida ma, soprattutto, perché è in grado di far sorridere in qualsiasi situazione, in qualsiasi circostanza.
Anche in questo caso, Lucia è stata il mio piccolo dispenser personale di allegria e la ringrazierò sempre per questo.
Ho apprezzato il fatto che tutta la storia sia raccontata in terza persona senza tralasciare i pensieri di ognuno dei personaggi di questo libro che, alla fine, si riveleranno tutti fondamentali.
È una storia fresca, brillante e che sicuramente funziona.
Forse avrei preferito che, nonostante il susseguirsi delle vicende, fosse posta un po’ più l’attenzione sulla storia d’amore tra Marietta e Pietro, avrei preferito leggere qualcosa in più sul momento che ha seguito il loro incontro alla fine del libro.
Ma io sono un’inguaribile romantica, lo so, e non conosco ancora la cura! 😉

Edna ❤

 

 

 

 

 

 

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Gli autori di Notting Hill Books: Lucia Guazzoni!

Ciao Notters! 🙂
Oggi vi parliamo di un’altra autrice che da un po’ di tempo ci fa compagnia, una grande autrice che abbiamo avuto il piacere di conoscere attraverso la collaborazione con Santi Editore; lei è…

Lucia Guazzoni

LUCIA GUAZZONI è nata come autrice di articoli di viaggio e di costume nei quotidiani italiani ed esteri; è passata poi al romanzo d’amore e avventura pubblicando con Fabbri Editori, con Edizioni Quadratun e Edizioni Mimosa. Ha un libro (La Caverna fuori dal tempo) con le Edizioni Miremì e attualmente, oltre a collaborare con riviste femminili, ha parecchi titoli con Santi Editore.

I SUOI ROMANZI

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TITOLO: Brughiere selvagge
AUTRICE: Lucia Guazzoni
GENERE: Romance storico
DATA PUBBLICAZIONE: 30 luglio 2015
EDITORE: Santi Editore
PAGINE: 280
FORMATO: eBook
PREZZO: € 1,99
LINK PER L’ACQUISTO: QUI

 

SINOSSI

Bruce Fraser, del Clan dei Fraser di Lovat, perde la giovane moglie Maeve in un incidente che la fa annegare nella carrozza capovolta. Impazzito dal dolore, il giovane Bruce riceve però l’ordine dalla Regina Anna di sposare in seconde nozze l’inglese Isobel, insofferente e ribelle che non accetta il trasferimento in Scozia e uno sposo in gonnella! Ma dopo un inizio burrascoso tra I due novelli sposi nasce una passione travolgente che sarà messa a dura prova dalla terribile notizia che Maeve è stata assassinata e che la stessa mano vuole ora distruggere l’intera famiglia di Bruce per diventare capo del Clan.

ESTRATTO

“-Isobel, vuoi baciarmi e accarezzarmi ancora? Sono troppo debole per muovermi. Vieni, cuore mio, vieni da me e amami come mi hai amato nel sogno!-
Isobel cadde su di lui, unendo le sue labbra a quelle aride del giovane che la baciò con tutto l’ardore che aveva sepolto dentro, mentre le sue mani passavano quasi incerte lungo il corpo della fanciulla, soffermandosi sui seni, sulle braccia.
Isobel si sentiva trasportata in paradiso, le sembrava che la pelle di suo marito non fosse mai stata più morbida e serica e non si stancava mai di accarezzarlo.
Rimasero allacciati per un tempo che sembrò infinito, poi Isobel si scostò e sorrise, gli occhi azzurri ammiccanti.”

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TITOLO: La Dama NERA
AUTRICE: Lucia Guazzoni
GENERE: Romance storico
DATA PUBBLICAZIONE: 30 luglio 2015
EDITORE: Santi Editore
PAGINE: 280
FORMATO: eBook
PREZZO: € 1,99
LINK PER L’ACQUISTO: QUI

SINOSSI

Durante una gita ai castelli della Loira, Gabriel si ritrova a Montleloup, dove la madre, figlia dei giardinieri, è vissuta ed ha giocato da bambina. La ragazza conosce alla perfezione la storia della maledizione che aleggia su quel castello da quando Guiscard de Montleloup, di ritorno dalle Crociate, portò con sé una bella saracena, soprannominata La Dama Nera, che morì pochi anni dopo, lasciando un erede. La madre di Gabriel le raccontava che ad ogni generazione nasceva un barone di pelle scura come la La Dama Nera e che quel sangue saraceno portava disgrazie alla famiglia. Al castello Gabriel si incontra con Brian de Montleloup, l’ultimo barone, scuro di pelle come la saracena. Ma subito dopo ecco comparire un altro barone di Montleloup, identico al primo ma bianco e biondo. Chi dei due sarà il vero barone di Montleloup? E che terribile mistero si nasconde tra le mura di quel castello incantato dove sta nascendo l’amore di Gabriel? Un amore diviso a metà, tra i due baroni, senza sapere quale scegliere. Tra di loro, La Dama Nera allunga la sua ombra minacciosa….

ESTRATTO

– Non ti credo, barone! Dici così perché vuoi farmi credere di essere innamorato di me per tener­ti Montleloup!
Brian la lasciò e si passò una mano sulla fronte, avviandosi nello stesso tempo alla porta.
– Brava, cominci a capire! Ti lascio, non posso restare con te, stasera. Forse non riusciresti a but­tarmi fuori, più tardi e scommetto che non vuoi che resti!
Senza aspettare risposta uscì e se ne andò e Ga­briel chiuse la porta, la mente in subbuglio. Davve­ro Brian si era spaventato non trovandola? E dav­vero pensava che qualcuno, Armand o Valentine, volesse farle del male?
Mangiò pochissimo e poi tornò a letto, conti­nuando a pensare. Perché aveva accettato di fer­marsi in quel castello, di vivere quella specie di incubo? “perché voglio l’amore” le diceva il cuore. Ma era sicura che l’amore fosse proprio a Mont­leloup?

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TITOLO: Passioni nel vento
AUTRICE: Lucia Guazzoni
GENERE: Romance storico
DATA PUBBLICAZIONE: 30 luglio 2015
EDITORE: Santi Editore
PAGINE: 217
FORMATO: eBook
PREZZO: € 1,99
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SINOSSI

Marietta, primogenita del conte Rubaudo, si innamora di Pietro, figlio della sarta. I due decidono di fuggire per coronare il loro amore. Ma il conte scopre le loro intenzioni e li punisce crudelmente: Marietta finirà in un convento In Val D’Aosta col divieto tassativo di tornare a casa e Pietro viene inviato nelle foreste della Croazia dove il conte ha squadre di boscaioli che procurano legname per i cantieri navali. Come se la divisione dei due amanti avesse por- tato disgrazia, il conte viene colpito da una serie di avversità che lo mettono in ginocchio, fino alla tragedia finale quando un carico di tronchi lo travolge lasciandolo menomato. Intanto Pietro e Marietta sono ben decisi a ritrovarsi, contro ogni previsione del Conte. Ci riusciranno dopo mille difficoltà e torneranno al contado dove Marietta rimetterà le cose a posto perché tutto sia pronto quando nascerà il suo primo bambino, il nuovo conte Rubaudo.

ESTRATTO

“Si preparò con cura, avrebbe voluto prepararsi per Pietro e non per Gioacchino, ma, dopo la cena o durante il ballo, sarebbe riuscita a raggiungerlo al capanno e allora anche lui l’avrebbe ammirata. La cena fu lunga, Gioacchino continuava a sfiorarle la mano, a toccarle il piede con il suo, a chinarsi verso di lei e alitarle sul collo e Marietta non ne poteva più. Finalmente si trasferirono nel salone e cominciarono le danze. Suo padre venne ad invitarla a ballare e lei ondeggiò per la sala, il sorriso fisso, sperando che nessun altro volesse ballare con lei. Poi invece fu la volta di Gioacchino e poi di zio Gustavo e finalmente Marietta tornò a sedersi e disse in fretta a Rachele. – Vado a rinfrescarmi in camera mia. Se mi cercano, dì che torno subito.
La sorella disse, imbronciata. – Non me ne importa, dove vai! E non dirò niente a nessuno! Marietta si chinò su di lei e sussurrò. – Perché non tieni compagnia a Gioacchino, fino a che torno? Rachele la guardò con gli occhi che brillavano. – Davvero? Posso davvero stargli vicina? E magari chiedergli di farmi ballare? – Perché no. E tienimelo lontano per un poco, sono stanca e ho voglia di distendermi una mezz’oretta. La ragazzino le strizzò un occhio. – Non pensare a lui! Non si accorgerà nemmeno che te ne sei andata! Marietta scivolò via veloce e corse leggera tra le vigne, sapeva che nessuno si sarebbe meravigliato di vedere un abito bianco tra i vigneti, non quella sera. Raggiunse il capanno ansante ed entrò, richiudendo col chiavistello dietro di sé. Pietro era disteso sulla paglia e balzò in piedi, prendendola tra le braccia e baciandola con passione. – Oh, Marietta, come sei bella! Sembri una regina! Lei rise, accarezzandogli i capelli folti. – E tu sei il mio re! Sedettero sul fieno, si scambiarono le ultime notizie, poi lui tornò a baciarla, tenendola stretta a sé come se non volesse più lasciarla andare. Marietta si risentì dentro quella frenesia, quel fuoco che la bruciava. Disse, piano, quasi non osava credere che quella voce fosse la sua. – Pietro, ti amo da impazzire! – Anch’io, amore, anch’io! – Vorrei essere già tua moglie. Pietro la strinse, la soffocò di baci. – Oh, tesoro, magari tu fossi mia moglie! Saprei ben io come dimostrarti il mio amore! Marietta sussurrò. – Fingi che lo sia. Dimostramelo adesso. Pietro sobbalzò. – Ma… cosa dici? Ma lei aveva deciso, voleva uscire da quel capanno come moglie di Pietro. – Fingi che io sia già tua moglie. Da domani saremo separati e chissà quanto tempo ci vorrà prima che possiamo stare assieme di nuovo. Voglio che tu ed io siamo uniti, adesso. Come se fossimo davanti al prete. Il ragazzo la guardava, spaventato e tentato nello stesso tempo. Lei, lentamente, fece scivolare la scollatura del vestito e si girò a mezzo. – Sciogli i nastri, amor mio. Con dita tremanti il ragazzo sciolse i nastri del corsetto e lei lasciò cadere a terra il vestito bianco e azzurro in un mucchietto, restando davanti a lui con la corta camiciola di seta e i mutandoni al ginocchio. Pietro aveva il respiro affannoso e con gesti impacciati si tolse la camicia, restando a dorso nudo, abbronzato e forte.
Marietta si distese sulla paglia, gli occhi ardenti fissi sul viso del suo amore e con gesti lenti e sinuosi fece scivolare le spalline, mettendo a nudo i piccoli seni candidi con il capezzolo roseo eretto. Pietro si gettò su di lei, baciandola e accarezzandola, mormorando parole senza senso, mentre lei chiudeva gli occhi e pensava a ciò che avrebbe detto tra poco, “ancora amore, ti prego, ancora!” Il ballo intanto proseguiva e Caterina ad un certo punto si accorse che Rachele stava civettando con Gioacchino. Attraversò il salone, sorridendo a destra e a sinistra e raggiunse la figlia, prendendola per un braccio con un sorriso. – Cara Rachele, vieni fuori un momento in giardino, sarai accaldata. Tu permetti, vero, Gioacchino? Appena fuori la investì, furiosa. – Rachele, devi smetterla di girare intorno a Gioacchino! Sarà promesso a Marietta e tu aspetterai il tuo turno! La ragazzina fece il broncio. – Tanto, a Marietta non piace! Mi ha detto lei che potevo tenergli compagnia, fino a che tornava! Caterina la fissò, interrogativa. – Fino a che tornava? E dove è andata? – A rinfrescarsi. Ha detto che era stanca.”

divisorioNon perdetevi i capolavori di questa grande autrice! 🙂

Naty&Julie ❤

A tu per tu con: Lucia Guazzoni!

Ehi Notters!

Come ogni mercoledì, ecco l’intervista a Lucia Guazzoni, che è stata protagonista del nostro lunedì di recensioni con il suo bellissimo romanzo “Brughiere Selvagge”.
Se anche voi amate la storia, le epoche passate e la magia di quei tempi, venite a scoprire di più su Lucia e il suo libro!

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1- Lucia, il tuo libro rappresenta un vero e proprio tuffo nel passato. Da cosa nasce questa tua curiosità, passione, interesse per l’epoca che fa da sfondo al tuo racconto?

Ho sempre avuto la passione per la storia e quindi a volte mi immergo in un periodo e ci vivo dentro per un po’. Questo periodo storico in particolare mi attirava e mi ci sono buttata dentro!

 2- Cosa ti ha spinto a creare “Brughiere Selvagge” e ad ambientarlo sia in Scozia che a Londra? C’è qualcuno o qualcosa che ti ha dato l’incipit iniziale?

Adoro la Scozia, le storie dei Clan, le canzoni, le leggende…e abbinare assieme la Londra un po’ libertina del tempo mi è sembrato una buona idea

3- Veniamo ai personaggi… ho apprezzato molto il fatto che nel racconto tu abbia dato il giusto spazio anche alla storia d’amore tra Bruce e Maeve piuttosto che focalizzarti solo su quella tra Bruce e Isobel. Perché questa scelta?

Diciamo che la storia è nata con Maeve; ma poi in mente mi è venuto il personaggio di Isobel e quindi ho spostato l’attenzione su di lei, mantenendo però vivo il personaggio quasi fatato di Maeve

4- Bruce è un uomo eroico, senza dubbio. Come nasce il suo personaggio?

Ah, io ho sempre amato i personaggi così! Forti, eroici, intraprendenti, i Principi Azzurri delle fiabe! E poi sono cresciuta vedendo Ivanhoe alla TV!

5- Leggendo il libro, è facile innamorarsi sia di Maeve che di Isobel, è impossibile non fare il tifo per loro! Ma questi due personaggi, a mio avviso, sono agli antipodi. Come li hai creati? Puoi svelarci qualcosa di più su entrambe?

Maeve è l’amore puro, la dolcezza della donna, la famiglia, tutto ciò che di positivo ci può essere in una donna. Isobel è la trasgressione, la sfida, la femminilità al quadrato. E non sono agli antipodi, ognuna delle due è DONNA completa e credo che dentro ognuna di noi ci sia un po’ di tutte e due

6- Tutta la storia è raccontata con grande ironia, nonostante la drammaticità degli eventi. Hai avuto difficoltà nel mettere insieme questi due elementi durante la scrittura del libro?

No, è il mio modo di scrivere, di vivere. Per quanto le cose vadano male, anche nella vita, cerco sempre di vedere il lato ironico, il lato leggero. E’ un sistema per andare avanti senza suicidarsi ad ogni angolo di strada o ad ogni difficoltà che si incontra!

7-Per raccontare il crudele piano messo a punto sia per l’uccisione di Maeve che per la “distruzione” di Bruce, hai preso spunto da qualche altra storia oppure è tutto frutto della tua fantasia?

Credo che in fondo alla nostra mente ci siano storie già raccontate, già udite. Non coscientemente, no, non ho copiato niente ma non potrei dire con certezza che non esistano da qualche parte…in fondo, noi raccogliamo le storie dall’universo, no?

8- Parliamo un po’ di te… dalla tu biografia ho letto che nel mondo della scrittura sei nata come autrice di articoli di viaggio e di costume nei quotidiani italiani ed esteri, poi hai deciso di scrivere libri. Come mai? Da cosa deriva questa tua scelta, questo tuo cambiamento?

Forse perché con gli articoli hai uno spazio limitato, un numero di battute in cui restare circoscritto e a volte invece mi veniva da approfondire, da allungare. Così ho optato per i racconti e per i romanzi e adesso mi trovo perfettamente a mio agio così

9- Ho letto anche che oltre a “Brughiere Selvagge”, hai anche scritto un romanzo d’amore e uno d’avventura. C’è un genere che prediligi di più, che ti cattura di più da sviluppare per creare un libro?

Il genere che preferisco è un mix di avventura, amore, giallo…sono cresciuta leggendo i romanzi “gotici” inglesi e mi piace quello stile che mischia un po’ la storia d’amore con un pizzico di suspense e di mistero. Ho cercato di attenermi a quel filone, che mi è decisamente congeniale

10- Ultima domanda Lucia: quando ci delizierai con un altro dei tuoi emozionanti romanzi? Noi di Notting Hill siamo tutte orecchie ! 😉

A breve uscirà un nuovo romanzo storico, sempre con lo stesso editore, Santi Edizioni, dove amore e mistero di mischieranno di nuovo in uno scenario ricco di atmosfera…altro non posso dire!!!

Edna ❤

Recensione di “Brughiere Selvagge” di Lucia Guazzoni

Ehi Notters! 🙂
Dopo questa domenica uggiosa, oggi spero di riuscire a regalavi un sorriso, un piccolo raggio di sole attraverso il libro che per tutta questa settimana ha regalato a me queste bellissime emozioni!
Sto parlando di “Brughiere Selvagge” di Lucia Guazzoni, un libro che avrà il potere di trasportarvi nell’affascinante medioevo… E voi non potrete fare a meno di sentirvi come se steste vivendo voi, all’interno delle mura del castello!
Che aspettate?
Venire a scoprirne di più! 😉

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TITOLO: Brughiere selvagge
AUTRICE: Lucia Guazzoni
GENERE: Romance storico
DATA PUBBLICAZIONE: 30 luglio 2015
EDITORE: Santi Editore
PAGINE: 280
FORMATO: eBook
PREZZO: 1,99€

SINOSSI

Bruce Fraser, del Clan dei Fraser di Lovat, perde la giovane moglie Maeve in un incidente che la fa annegare nella carrozza capovolta. Impazzito dal dolore, il giovane Bruce riceve però l’ordine dalla Regina Anna di sposare in seconde nozze l’inglese Isobel, insofferente e ribelle che non accetta il trasferimento in Scozia e uno sposo in gonnella! Ma dopo un inizio burrascoso tra I due novelli sposi nasce una passione travolgente che sarà messa a dura prova dalla terribile notizia che Maeve è stata assassinata e che la stessa mano vuole ora distruggere l’intera famiglia di Bruce per diventare capo del Clan.

RECENSIONE

“Brughiere Selvagge” è una storia di altri tempi, ambientata in un epoca così lontana da noi ma piena di magia.
Racconta di conti e duchesse, di re e regine, di Clan, di splendidi castelli, della bellezza dei paesaggi della Scozia e della vita mondana di Londra.
È una storia che ci trasporta nell’infinita eleganza del mondo medievale, tra nobili balli e sfarzosi matrimoni.
Ed è anche, anzi soprattutto, la storia di Bruce Fraser e delle sue (dis)avventure, delle sue gioie, i suoi dolori, le sue perdite e le sue rivincite… È la storia dei suoi due più grandi amori.
image (7)Bruce è un uomo con la “U” maiuscola: maledettamente bello, tremendamente ricco, infinitamente dolce e altrettanto eroico.
Un uomo in grado di far battere il cuore con un solo sguardo, attraverso quei suoi bellissimi occhi neri come la notte.
Nonostante i suoi agi e il suo destino di Capo Clan della famiglia Fraser, alcuni componenti della famiglia non erano molto contenti di ciò e cercavano in ogni modo di cambiare il destino della famiglia, cambiare il corso degli eventi che avrebbe visto Bruce come Capo Clan non appena fosse riuscito ad avere un figlio da sua moglie, Maeve McKenzie.
Ma attenzione cari lettori, tenete bene a mente una frase che disse il buon vecchio Macchiavelli: “il fine giustifica i mezzi”…
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Maeve era la gioia più grande di Bruce.
Una donna bellissima, di un’eleganza innata con i suoi capelli color oro e i suoi luminosi occhi verdi.
Una donna che folgorò immediatamente e inaspettatamente il nostro Bruce.
Nonostante Maeve provenisse da una famiglia rivale al Clan Fraser, il matrimonio tra i due servì a suggellare per sempre la pace tre le due famiglie e portò inevitabilmente una ventata di aria fresca nella vita di Bruce.
Completamente sedotto, innamorato, soggiogato da Maeve, Bruce non riusciva a vedere alcuna donna che non fosse lei, non riusciva a sentire alcun profumo che non fosse quello di lei, quella donna che gli faceva compagnia anche nei sogni, nonostante dormisse al suo fianco ogni notte.

Ma un giorno, qualcosa cambiò.
Una commissione urgente per Bruce a Londra richiedeva la sua presenza alla corte della Regina Anna e, non volendo lasciare per qualche giorno la moglie da sola, Bruce convinse Maeve ad andare a trovare suo padre.
Per scherzo del destino (o forse no), la carrozza che trasportava Maeve precipitò nelle acque del Loch Duich e ad un tratto… Puff.
Maeve non c’era più.

Dolore, disperazione, angoscia, agonia, si impadronirono di Bruce.
Nessuna voglia di vivere, nessuna voglia di andare avanti, nessuna voglia di sorridere senza la sua Maeve.
La sua vita era finita quel maledetto giorno insieme a quella di Maeve, e mai niente avrebbe cambiato le cose per Bruce.
Un cuore spezzato che niente e nessuno avrebbe mai potuto ricucire.

Ma, ancora una volta, il destino stava per irrompere prepotente nella vita di Bruce stravolgendola sotto forma di lettera…

“-Mi hai mandato a chiamare, zio?-
-Sì. Non è facile vederti, in questo periodo.- Bruce rimase in silenzio, non aveva niente da rispondere.
Senza parlare Seamus gli porse il messaggio ancora sigillato con lo stemma reale e Bruce lo aprì con impazienza.
Lesse corrugando la fronte e poi fece una esclamazione di rabbia. -Impossibile!-
Seamus chiese, cauto. -Cosa ti scrive, la Regina?-
-Una cosa assurda, impensabile! Guarda tu stesso!-
 Porse il foglio allo zio che, con un piccolo sorriso subito dissimulato, lesse l’ordine reale di sposare Lady Isobel Cunningham, già in viaggio per raggiungere la Scozia.”

Così, come un uragano, Isobel si prepara ad entrare per sempre nella vita di Bruce Fraser.
Ma Isobel non è proprio come ve la immaginate…
Un personaggio che mi ha fin dall’inizio ricordato un’eroina della letteratura inglese, Emma di Jane Austen.
«Emma Woodhouse, bella, intelligente e ricca, con una casa confortevole e un carattere allegro, sembrava riunire in sé il meglio che la vita può offrire, e aveva quasi raggiunto i ventun anni senza subire alcun dolore o grave dispiacere.»
(Incipitimage (9) di “Emma”)
Niente fronzoli, niente inchini, niente baciamani, niente pacatezza, niente di tutto questo fa parte della nostra Isobel, un personaggio di cui non potreste proprio fare a meno di innamorarvi.
Di giorno una nobil donna, Isobel di notte si trasforma: uscite clandestine per fuggire alla noia della vita al castello, sfide a scacchi nelle locande del paese e travestimenti da uomo, sono all’ordine del giorno per la nostra stravagante ragazza.
Di una bellezza rara, con due occhi blu come l’oceano, Isobel è capace di incantare persino il più esperto dell’ipnosi.
Ma con questo caratterino, secondo voi avrà accettato subito di diventare moglie di Bruce Fraser?

“Isobel aveva ascoltato il padre con estrema sorpresa e ora stava dichiarando la sua totale avversione ad una decisione del genere. -Sposare uno scozzese?! Un uomo che va in giro vestito da donna? Con le gambe nude? Padre, non sposerò mai un uomo simile!-
Cecil Cunningham sospirò.
-Isobel, figlia mia, è un ordine reale. Qui non è questione di scegliere, di dire di sì o di no. Questo è un ordine e un tuo rifiuto potrebbe portare a gravi conseguenze. Alcuni hanno perso la testa per molto meno che per un rifiuto.-
La fanciulla camminò per la stanza come una leonessa in gabbia, stringendo a pugno le piccole mani. -Ma io non mi voglio sposare! Non ancora! Oh padre mio, vi prego! Ditelo voi alla Regina, che scelga qualcun’altra da mandare su al nord, in mezzo ai barbari! Parlano addirittura un’altra lingua! E si dice che mangino il cuore delle pecore!-
-Andiamo, Isobel, smettila di fare la bambina! Ormai hai l’età giusta per sposarti e non puoi continuare a rifiutare tutti i partiti che ti vengono proposti!-
-Fuggirò! Mi imbarcherò su una nave e andrò in India! O nelle Americhe! Oh, se fossi un uomo!-“

Isobel ha, come tutti, dei difetti che la portano a trascurare i suoi sentimenti e a concentrarsi troppo sulla vita degli altri. Ma si trova di fronte ad errori difficili da negare e si rende conto dei suoi sbagli, dei pregiudizi che fino a quel momento le avevano ingombrato la mente e il cuore.
Così, tra incomprensioni, litigi, battibecchi infiniti, Bruce e Isobel iniziano pian piano a conoscersi, a scoprirsi, a rendere l’uno partecipe della vita dell’altro fino a… Capire di amarsi. Di amarsi perdutamente.

Ed è proprio tramite la conoscenza del vero amore, attraverso il matrimonio che entrambi crescono e capiscono di riuscire ad amare,  nonostante pensassero il contrario, come spesso succede nella realtà.

image (10)“-Isobel, vuoi baciarmi e accarezzarmi ancora? Sono troppo debole per muovermi. Vieni, cuore mio, vieni da me e amami come mi hai amato nel sogno!-
Isobel cadde su di lui, unendo le sue labbra a quelle aride del giovane che la baciò con tutto l’ardore che aveva sepolto dentro, mentre le sue mani passavano quasi incerte lungo il corpo della fanciulla, soffermandosi sui seni, sulle braccia.
Isobel si sentiva trasportata in paradiso, le sembrava che la pelle di suo marito non fosse mai stata più morbida e serica e non si stancava mai di accarezzarlo.
Rimasero allacciati per un tempo che sembrò infinito, poi Isobel si scostò e sorrise, gli occhi azzurri ammiccanti.”

Ma come nella migliore delle storie, non tutto sarà rose e fuori per i due protagonisti: avranno un grande, grandissimo ostacolo da superare che rischierà, proprio nel momento in cui si sono finalmente trovati, di dividerli. Per sempre.

Questo libro è un’avventura che ammalia, una sonora risata che rallegra la giornata, una lacrima che bagna una guancia, una scarica di adrenalina e di coraggio.
Scritto in maniera elegante, diverte e stuzzicante, racconta di rivincite, di speranza, fa comprendere come alla fine la vita possa riservare cose magnifiche.
È una dimostrazione di come non bisogna mai arrendersi, di come bisogna lottare per ciò che si ama, per ciò che ci rende liberi, per ciò che ci rende vivi.
Avete presente il cantastorie, l’artista di strada che, a quei tempi, raccontava una storia cantando?
Ecco, questo romanzo l’ho letto così, come se fosse una bellissima canzone, una di quelle che non passa mai di moda, che la radio trasmette tutto il giorno tutti i giorni.
Perché è questo che in realtà è “Brughiere Selvagge”: una storia ambientata nel passato ma che possiamo ritrovare e adorare nel presente per la sua grande intensità, la sua spiccata ironia e la sua infinita dolcezza… Ed è destinato a rimanere nella mente e nel cuore del lettore per sempre.

Ho iniziato a leggere le prime righe a cuor leggero, intenta a lasciarmi coinvolgere completamente dalla storia…
Ho letto l’ultima riga con un sorriso a trentadue denti che mi scoppiava sul viso e con una sensazione di completezza del cuore.
“Brughiere Selvagge” è un libro che fa sognare e sperare, è un libro che indubbiamente fa parte della mia “top ten” e che custodirò sempre gelosamente in me.

Edna ❤

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Presentazione di: “Brughiere Selvagge” di Lucia Guazzoni

Buongiorno Notters,
oggi abbiamo il piacere di presentarvi un romanzo edito da Santi Edizioni dell’autrice Lucia Guazzoni. Il titolo che vi consigliamo oggi è “Brughiere Selvagge”.

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brughiere selvagge cop
TITOLO: Brughiere Selvagge
AUTRICE: Lucia Guazzoni
EDITORE: Santi Editore
DATA PUBBLICAZIONE: 30 Luglio 2015
GENERE: Romance storico
FORMATO: eBook
PAGINE: 280
PREZZO: € 1,99

 

SINOSSI

Bruce Fraser, del Clan dei Fraser di Lovat, perde la giovane moglie Maeve in un incidente che la fa annegare nella carrozza capovolta. Impazzito dal dolore, il giovane Bruce riceve però l’ordine dalla Regina Anna di sposare in seconde nozze l’inglese Isobel, insofferente e ribelle che non accetta il trasferimento in Scozia e uno sposo in gonnella!
Ma dopo un inizio burrascoso tra I due novelli sposi nasce una passione travolgente che sarà messa a dura prova dalla terribile notizia che Maeve è stata assassinata e che la stessa mano vuole ora distruggere l’intera famiglia di Bruce per diventare capo del Clan.

ESTRATTO

– Questa era la stanza di Maeve?
Bruce divenne pallido come un morto.
– Non nominare quel nome! No, non era la sua stanza. E nemmeno il suo letto o qualsiasi altra cosa. Nulla, nulla di suo sarà mai toccato da te! Isobel arrossì di rabbia.
– Mi dispiace, mastro Bruce, ma non sono stata io ad ammazzarla! E nemmeno a morire dalla voglia di sposarti! Quindi, se ti è possibile, cerca di essere almeno gentile!
Bruce la guardò un momento e poi scoppiò a ridere.
– Senti, senti! Sei una piccola vipera, milady! Ecco perché ti hanno cacciata da Londra!
Isobel strinse i pugni.
– Non mi hanno cacciata! Mi hanno chiesto di fare un servizio alla corona e io ho obbedito, come ogni bravo suddito! 
Ma Bruce continuava a ridere.
– Raccontala a qualcun altro, ragazza! Con quella lingua che ti ritrovi, mi meraviglia che la buona Anna non ti abbia fatta rinchiudere alla Torre, invece di trovarti marito!
Maliziosamente lei disse. – Si vede che non ha molta simpatia nemmeno per te, se ti ha scelto come mio marito!
Bruce la fissò, pensieroso. – Già, forse è proprio così. O forse ha pensato che, per te, ci voleva qualcuno capace di domarti.
Lei rise, sarcastica. – Saresti tu, quel qualcuno?
Il giovane si avviò alla porta, un mezzo sorriso sulle labbra. – Chissà! Buona notte, milady, riposa bene! Domattina, all’alba, ti raggiungerò, così che ci trovino nella stessa stanza, quando verranno a portare la colazione.
Senza più guardarla, Bruce aprì silenziosamente la porta e scivolò fuori. Isobel rimase a fissare la porta chiusa, un miscuglio di strani sentimenti che le si agitavano dentro. Aveva provato un senso di orgoglio e di fierezza quando aveva visto il suo sposo così forte, così bello. Poi aveva provato paura al pensiero che pretendesse la sua notte di nozze e, quando lui aveva chiarito che non voleva farla sua, aveva provato quasi delusione.
La schermaglia di parole l’aveva fatta sentire viva, vibrante, Bruce sarebbe stato un avversario temibile. Ma, mentre scivolava nel sonno, immaginò per un momento come sarebbe stato sentire quelle labbra forti e dure su di sé. Gemendo abbracciò il cuscino e si trovò ad implorare la Regina delle Fate perché mettesse a posto le cose, non sapeva come, non osava darsi risposte, ma che la sua vita diventasse piena, gioiosa.
Che l’amore entrasse anche nella sua vita.

L’AUTRICE: LUCIA GUAZZONI

LUCIA GUAZZONI è nata come autrice di articoli di viaggio e di costume nei quotidiani italiani ed esteri; è passata poi al romanzo d’amore e avventura pubblicando con Fabbri Editori, con Edizioni Quadratun e Edizioni Mimosa. Ha un libro (La Caverna fuori dal tempo) con le Edizioni Miremì e attualmente, oltre a collaborare con riviste femminili, ha parecchi titoli con Santi Editore.

I LETTORI NE DICONO…

“…che meraviglia questo libro! Mi sono appassionata alle vicende dei protagonisti, rimanendo coinvolta, dalla prima all’ultima riga.”

“La storia è incalzante, non lascia spazio alla noia e mi ha fatto trascorrere qualche ora di autentico divertimento. Confesso di aver fatto nottata più di una volta per proseguire nella lettura.”

“Brughiere Selvagge è una storia d’amore di quelle che ci fanno sognare e che, a tratti, ricorda le atmosfere tragiche di Cime tempestose. Non anticipo altro per non rovinare il piacere della lettura. Consigliatissimo!!!!!”

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Naty&Julie ❤