Recensione di “Brughiere Selvagge” di Lucia Guazzoni

Ehi Notters! 🙂
Dopo questa domenica uggiosa, oggi spero di riuscire a regalavi un sorriso, un piccolo raggio di sole attraverso il libro che per tutta questa settimana ha regalato a me queste bellissime emozioni!
Sto parlando di “Brughiere Selvagge” di Lucia Guazzoni, un libro che avrà il potere di trasportarvi nell’affascinante medioevo… E voi non potrete fare a meno di sentirvi come se steste vivendo voi, all’interno delle mura del castello!
Che aspettate?
Venire a scoprirne di più! 😉

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TITOLO: Brughiere selvagge
AUTRICE: Lucia Guazzoni
GENERE: Romance storico
DATA PUBBLICAZIONE: 30 luglio 2015
EDITORE: Santi Editore
PAGINE: 280
FORMATO: eBook
PREZZO: 1,99€

SINOSSI

Bruce Fraser, del Clan dei Fraser di Lovat, perde la giovane moglie Maeve in un incidente che la fa annegare nella carrozza capovolta. Impazzito dal dolore, il giovane Bruce riceve però l’ordine dalla Regina Anna di sposare in seconde nozze l’inglese Isobel, insofferente e ribelle che non accetta il trasferimento in Scozia e uno sposo in gonnella! Ma dopo un inizio burrascoso tra I due novelli sposi nasce una passione travolgente che sarà messa a dura prova dalla terribile notizia che Maeve è stata assassinata e che la stessa mano vuole ora distruggere l’intera famiglia di Bruce per diventare capo del Clan.

RECENSIONE

“Brughiere Selvagge” è una storia di altri tempi, ambientata in un epoca così lontana da noi ma piena di magia.
Racconta di conti e duchesse, di re e regine, di Clan, di splendidi castelli, della bellezza dei paesaggi della Scozia e della vita mondana di Londra.
È una storia che ci trasporta nell’infinita eleganza del mondo medievale, tra nobili balli e sfarzosi matrimoni.
Ed è anche, anzi soprattutto, la storia di Bruce Fraser e delle sue (dis)avventure, delle sue gioie, i suoi dolori, le sue perdite e le sue rivincite… È la storia dei suoi due più grandi amori.
image (7)Bruce è un uomo con la “U” maiuscola: maledettamente bello, tremendamente ricco, infinitamente dolce e altrettanto eroico.
Un uomo in grado di far battere il cuore con un solo sguardo, attraverso quei suoi bellissimi occhi neri come la notte.
Nonostante i suoi agi e il suo destino di Capo Clan della famiglia Fraser, alcuni componenti della famiglia non erano molto contenti di ciò e cercavano in ogni modo di cambiare il destino della famiglia, cambiare il corso degli eventi che avrebbe visto Bruce come Capo Clan non appena fosse riuscito ad avere un figlio da sua moglie, Maeve McKenzie.
Ma attenzione cari lettori, tenete bene a mente una frase che disse il buon vecchio Macchiavelli: “il fine giustifica i mezzi”…
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Maeve era la gioia più grande di Bruce.
Una donna bellissima, di un’eleganza innata con i suoi capelli color oro e i suoi luminosi occhi verdi.
Una donna che folgorò immediatamente e inaspettatamente il nostro Bruce.
Nonostante Maeve provenisse da una famiglia rivale al Clan Fraser, il matrimonio tra i due servì a suggellare per sempre la pace tre le due famiglie e portò inevitabilmente una ventata di aria fresca nella vita di Bruce.
Completamente sedotto, innamorato, soggiogato da Maeve, Bruce non riusciva a vedere alcuna donna che non fosse lei, non riusciva a sentire alcun profumo che non fosse quello di lei, quella donna che gli faceva compagnia anche nei sogni, nonostante dormisse al suo fianco ogni notte.

Ma un giorno, qualcosa cambiò.
Una commissione urgente per Bruce a Londra richiedeva la sua presenza alla corte della Regina Anna e, non volendo lasciare per qualche giorno la moglie da sola, Bruce convinse Maeve ad andare a trovare suo padre.
Per scherzo del destino (o forse no), la carrozza che trasportava Maeve precipitò nelle acque del Loch Duich e ad un tratto… Puff.
Maeve non c’era più.

Dolore, disperazione, angoscia, agonia, si impadronirono di Bruce.
Nessuna voglia di vivere, nessuna voglia di andare avanti, nessuna voglia di sorridere senza la sua Maeve.
La sua vita era finita quel maledetto giorno insieme a quella di Maeve, e mai niente avrebbe cambiato le cose per Bruce.
Un cuore spezzato che niente e nessuno avrebbe mai potuto ricucire.

Ma, ancora una volta, il destino stava per irrompere prepotente nella vita di Bruce stravolgendola sotto forma di lettera…

“-Mi hai mandato a chiamare, zio?-
-Sì. Non è facile vederti, in questo periodo.- Bruce rimase in silenzio, non aveva niente da rispondere.
Senza parlare Seamus gli porse il messaggio ancora sigillato con lo stemma reale e Bruce lo aprì con impazienza.
Lesse corrugando la fronte e poi fece una esclamazione di rabbia. -Impossibile!-
Seamus chiese, cauto. -Cosa ti scrive, la Regina?-
-Una cosa assurda, impensabile! Guarda tu stesso!-
 Porse il foglio allo zio che, con un piccolo sorriso subito dissimulato, lesse l’ordine reale di sposare Lady Isobel Cunningham, già in viaggio per raggiungere la Scozia.”

Così, come un uragano, Isobel si prepara ad entrare per sempre nella vita di Bruce Fraser.
Ma Isobel non è proprio come ve la immaginate…
Un personaggio che mi ha fin dall’inizio ricordato un’eroina della letteratura inglese, Emma di Jane Austen.
«Emma Woodhouse, bella, intelligente e ricca, con una casa confortevole e un carattere allegro, sembrava riunire in sé il meglio che la vita può offrire, e aveva quasi raggiunto i ventun anni senza subire alcun dolore o grave dispiacere.»
(Incipitimage (9) di “Emma”)
Niente fronzoli, niente inchini, niente baciamani, niente pacatezza, niente di tutto questo fa parte della nostra Isobel, un personaggio di cui non potreste proprio fare a meno di innamorarvi.
Di giorno una nobil donna, Isobel di notte si trasforma: uscite clandestine per fuggire alla noia della vita al castello, sfide a scacchi nelle locande del paese e travestimenti da uomo, sono all’ordine del giorno per la nostra stravagante ragazza.
Di una bellezza rara, con due occhi blu come l’oceano, Isobel è capace di incantare persino il più esperto dell’ipnosi.
Ma con questo caratterino, secondo voi avrà accettato subito di diventare moglie di Bruce Fraser?

“Isobel aveva ascoltato il padre con estrema sorpresa e ora stava dichiarando la sua totale avversione ad una decisione del genere. -Sposare uno scozzese?! Un uomo che va in giro vestito da donna? Con le gambe nude? Padre, non sposerò mai un uomo simile!-
Cecil Cunningham sospirò.
-Isobel, figlia mia, è un ordine reale. Qui non è questione di scegliere, di dire di sì o di no. Questo è un ordine e un tuo rifiuto potrebbe portare a gravi conseguenze. Alcuni hanno perso la testa per molto meno che per un rifiuto.-
La fanciulla camminò per la stanza come una leonessa in gabbia, stringendo a pugno le piccole mani. -Ma io non mi voglio sposare! Non ancora! Oh padre mio, vi prego! Ditelo voi alla Regina, che scelga qualcun’altra da mandare su al nord, in mezzo ai barbari! Parlano addirittura un’altra lingua! E si dice che mangino il cuore delle pecore!-
-Andiamo, Isobel, smettila di fare la bambina! Ormai hai l’età giusta per sposarti e non puoi continuare a rifiutare tutti i partiti che ti vengono proposti!-
-Fuggirò! Mi imbarcherò su una nave e andrò in India! O nelle Americhe! Oh, se fossi un uomo!-“

Isobel ha, come tutti, dei difetti che la portano a trascurare i suoi sentimenti e a concentrarsi troppo sulla vita degli altri. Ma si trova di fronte ad errori difficili da negare e si rende conto dei suoi sbagli, dei pregiudizi che fino a quel momento le avevano ingombrato la mente e il cuore.
Così, tra incomprensioni, litigi, battibecchi infiniti, Bruce e Isobel iniziano pian piano a conoscersi, a scoprirsi, a rendere l’uno partecipe della vita dell’altro fino a… Capire di amarsi. Di amarsi perdutamente.

Ed è proprio tramite la conoscenza del vero amore, attraverso il matrimonio che entrambi crescono e capiscono di riuscire ad amare,  nonostante pensassero il contrario, come spesso succede nella realtà.

image (10)“-Isobel, vuoi baciarmi e accarezzarmi ancora? Sono troppo debole per muovermi. Vieni, cuore mio, vieni da me e amami come mi hai amato nel sogno!-
Isobel cadde su di lui, unendo le sue labbra a quelle aride del giovane che la baciò con tutto l’ardore che aveva sepolto dentro, mentre le sue mani passavano quasi incerte lungo il corpo della fanciulla, soffermandosi sui seni, sulle braccia.
Isobel si sentiva trasportata in paradiso, le sembrava che la pelle di suo marito non fosse mai stata più morbida e serica e non si stancava mai di accarezzarlo.
Rimasero allacciati per un tempo che sembrò infinito, poi Isobel si scostò e sorrise, gli occhi azzurri ammiccanti.”

Ma come nella migliore delle storie, non tutto sarà rose e fuori per i due protagonisti: avranno un grande, grandissimo ostacolo da superare che rischierà, proprio nel momento in cui si sono finalmente trovati, di dividerli. Per sempre.

Questo libro è un’avventura che ammalia, una sonora risata che rallegra la giornata, una lacrima che bagna una guancia, una scarica di adrenalina e di coraggio.
Scritto in maniera elegante, diverte e stuzzicante, racconta di rivincite, di speranza, fa comprendere come alla fine la vita possa riservare cose magnifiche.
È una dimostrazione di come non bisogna mai arrendersi, di come bisogna lottare per ciò che si ama, per ciò che ci rende liberi, per ciò che ci rende vivi.
Avete presente il cantastorie, l’artista di strada che, a quei tempi, raccontava una storia cantando?
Ecco, questo romanzo l’ho letto così, come se fosse una bellissima canzone, una di quelle che non passa mai di moda, che la radio trasmette tutto il giorno tutti i giorni.
Perché è questo che in realtà è “Brughiere Selvagge”: una storia ambientata nel passato ma che possiamo ritrovare e adorare nel presente per la sua grande intensità, la sua spiccata ironia e la sua infinita dolcezza… Ed è destinato a rimanere nella mente e nel cuore del lettore per sempre.

Ho iniziato a leggere le prime righe a cuor leggero, intenta a lasciarmi coinvolgere completamente dalla storia…
Ho letto l’ultima riga con un sorriso a trentadue denti che mi scoppiava sul viso e con una sensazione di completezza del cuore.
“Brughiere Selvagge” è un libro che fa sognare e sperare, è un libro che indubbiamente fa parte della mia “top ten” e che custodirò sempre gelosamente in me.

Edna ❤

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