Presentazione di: “MoonHuntress: L’inesorabile fascino del destino” di Connie Shipley

Ciao Notters,

oggi vi presentiamo un romance uscito il 12 Luglio 2016 in lingua italiana, che  all’estero ha avuto un buon successo. Questo romanzo è un intreccio di amore e avventura. Ora seguiteci che vi facciamo conoscere: “MoonHuntress: L’inesorabile fascino del destino” di Connie Shipley.

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TITOLO: MoonHuntress: L’inesorabile fascino del destino
AUTORE: Connie Shipley
EDITORE: Self-Publishing
DATA PUBBLICAZIONE: 12 Luglio 2016
GENERE: Romance
FORMATO: Ebook
PREZZO: € 2,99 (gratis KU)
LINK D’ACQUISTO: http://amzn.to/29SQEDy

 

 

SINOSSI

Da Tel Aviv alle profondità dell’Oceano,
dalle missioni militari ai travolgenti ritmi delle notti dell’alta società.
Dalle indagini nelle Filippine alle scoperte di ricerche militari sulla Luna,
solo la diabolica astuzia di Bina Knopfler riesce sempre a sconfiggere il Male e a scovarne i suoi misteri.
Uno dei migliori agenti del Mossad, una donna affascinante e seducente, sempre accompagnata dalla sua fidata Glock,
una Moonhuntress, a caccia di segreti, emozioni e forse anche del vero amore. Un’organizzazione internazionale mina gli equilibri del mondo intero.
Alcuni dei migliori scienziati spariscono in circostanze misteriose,
Ma cosa c’è in realtà dietro a tutto questo?
Il “cerchio della sorellanza” e una strana forza extrasensoriale guideranno l’agente Knoplfer lungo la strada per la verità…
ma sarà pronta Bina a scoprire tutta la verità? E quali segreti si celano dietro il suo passato?

ESTRATTO

Mentre tutti i membri parlavano ed esaminavano le mappe distese sul tavolo da pranzo Bina osservava attentamente James Roth. Capelli neri corti, barba lunga, baffi. I jeans consumati si accompagnavano a una camicia bianca che cadeva perfettamente aderente sulle sue spalle muscolose. I suoi occhi di un blu intenso e incredibilmente penetranti, avevano decisamente colpito Bina.  Potrebbe conquistare una donna solo con lo sguardo, pensò. Inspirò profondamente e osservò le sue mani: virili e allo stesso tempo delicate. Mani perfette per accarezzare il volto di una donna. Era poco più basso di Liev. Il suo accento scozzese la fece sorridere, ed inaspettatamente lui a sua volta le sorrise, sostenendo il suo sguardo. Era molto provocante e allo stesso tempo inquietante. Bina chiuse gli occhi e cercò di tornare sulla terra. Cosa sapeva di quest‟uomo?  Sul dossier aveva letto che era nato a Wick nel Nord della Scozia, 26 anni, figlio unico; i genitori si erano separati quando aveva 15 anni, a 19 si era arruolato nei paracadutisti e da 5 anni era nei SAS, 22esimo Reggimento. Aveva partecipato a diverse operazioni in Afghanistan e in Iraq. Tutte informazioni tecniche. Ma com‟era veramente James Roth? Il linguaggio del corpo esprimeva un uomo risoluto con occhi intelligenti, che si accendevano soprattutto quando si rivolgeva a Bina. Questo suo divagare lontano con la mente aveva insospettito Liev, avvertiva il suo sguardo interrogativo, così riportò immediatamente la sua attenzione sull’operazione: in questo momento era più importante concentrarsi sulla missione.  Studiarono tutti e quattro la mappa satellitare della città di Al Raqqah; mentre Liev spiegava dove di solito erano situati i posti di blocco. E indicò agli altri dove i prigionieri potevano essere portati per l‟esecuzione: a sud-ovest della città passato il fiume Eufrate, nella zona desertica. Decisero quindi di portare lì anche i tre prigionieri per tentare la loro liberazione, sarebbe stato decisamente più facile piuttosto che entrare in città. Grazie alla tecnologia militare sarebbero stati in grado di seguire tutti gli spostamenti dei prigionieri. Le Forze Speciali Britanniche ed Americane sarebbero arrivate là con elicotteri invisibili, i Blackhawks; mentre un elicottero Chinook, che trasportava un gruppo di medici e rinforzi, li avrebbe seguiti a distanza di sicurezza. I Seals sarebbero stati armati con dei fucili d‟assalto FN SCAR mentre i SAS con i MC51 e il semi-automatico HK417, fucile da cecchino. Tre membri dei SAS compreso il sergente Roth sarebbero arrivati prima vicino al luogo dove sarebbe dovuta avvenire la liberazione, in modo da orientare gli altri membri e i Blackhawks. L‟elicottero Chinook invece sarebbe rimasto in stand-by. Era arrivata l‟ora di separarsi. La tensione nella stanza era palpabile. A Lance non piaceva che fossero coinvolti degli israeliani, ma d‟altronde erano i più esperti: conoscevano la lingua, la religione e le tradizioni musulmane meglio di chiunque altro. Erano “maestri” di infiltrazioni segrete. Secondo Lance i membri del Mossad avevano questo dono nel loro dna. Forse non aveva tutti torti. Lui era un ex-Seal, poi passato alla CIA come agente. Era stato sposato e inevitabilmente divorziato. Amava il suo lavoro, più di qualsiasi cosa e questo aveva sempre avuto la priorità sulla sua vita privata. Era una uomo egocentrico, scaltro con un‟intelligenza eccezionale.  Ora a 57 anni il suo fisico militare, a causa dell‟inattività fisica e a cene copiose nelle sfere diplomatiche, si era rilassato. Portava i capelli bianchi corti e aveva una cicatrice vecchia che scorreva dall‟occhio sinistro all‟orecchio. Avrebbe informato i Seals una volta arrivato a Al Tabqah con ulteriori informazioni sull‟operazione. Poi insieme al sergente Roth avrebbero aspettato l‟inizio della liberazione dei prigionieri.

“Bene, noi abbiamo un aereo da prendere tra tre ore per Istanbul!” disse Liev mentre piegava le carte satellitari e le porgeva a Roth, che prese le carte e gli chiese: “Sapete già come arrivare in Siria da lì?”.  “Un sayanim turco che incontreremo all‟aeroporto ci guiderà fino al confine dove ci lascerà per poi entrare in Siria con il pullman. Abbiamo dei passaporti siriani già pronti con i nostri nomi, così come i passaporti inglesi con i quali viaggeremo”, spiegò Liev.  “Siete sicuri di questo volontario ebreo che vive in Turchia, potete fidarvi di lui?”, domandò Lance “Si, è molto conosciuto all‟Istituto e ci ha fornito numerose assistenze per i nostri agenti in passato” rispose Liev  “Una volta passata la frontiera ci sarà un membro dell‟Isis, Mohammed Yusuf.  Appena sarò sul pullman lo chiamerò per informarlo del nostro arrivo. Lui poi ci porterà ad Al Raqqah. “ Dopo aver salutato Liev, James avvicinò Bina e le tese la mano; un gesto semplice che provocò una inverosimile scossa elettrica lungo le loro braccia. I loro occhi si incontrarono: James sorrise, Bina lottò per mantenere la sua compostezza.  “Ci vediamo presto” disse James tenendo la mano di Bina nella sua per un tempo troppo lungo. Un tempo che aveva innervosito Bina; si era sempre vantata di avere il controllo delle sue emozioni e non era abituata a perderle così velocemente. Rammentò a se stessa che Roth era solo un soldato, una pedina utile per questa missione.

“Aspettate” esclamò Lance, “prendetevi queste lenti, sono lenti a contatto per la visione notturna, vi potrebbero servire !”   

Alla partenza di Lance e James, Bina e Liev finirono la preparazione dei bagagli.   “Stai bene?” chiese Liev guardando Bina. “Ho l‟impressione che tu gli piaccia!” aggiunse sghignazzando. “Cosa?! A chi?! Uhm..può darsi, ma non sono interessata se è questo che ti preoccupa.  Cazzo Liev, stiamo per partire per questa assurda missione e tu mi fai queste domande adolescenziali? Credi forse che mi farei coinvolgere in una puntata romantica di 007?”affermò decisamente irritata Bina. “Ok, ok, come non detto” sorrise Liev e scrollando le spalle disse, “prendi i biglietti dell‟aereo e andiamo!”

BOOKTRAILER (in lingua originale)

AUTORE: CONNIE SHIPLEY

Nata in Belgio, Connie ha girato il mondo. Nel corso degli anni Ottanta, ha vissuto e lavorato in Medio Oriente. Attualmente, vive in Toscana con il marito e tre cani. MoonHuntress è il romanzo d’esordio di Connie, il sequel dei quali è già in corso.

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Naty&Julie

 

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