La voce dello scrittore: a tu per tu con Cinzia Fiore Ricci

Ciao Notters,
oggi siamo in compagnia di Cinzia Fiore Ricci che ci toglierà qualche curiosità sulla sua storia di scrittrice.
Pronti? ❤
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Cinzia Fiore Ricci

1. Cinzia, il tuo ‘Essenza di donna” é un libro particolare perché firmato da una raccolta di poesie. Come nasce questa avventura? Puoi raccontarci qualcosa relativamente a questa esperienza? 
Essenza di Donna nasce per caso.
Io sono prevalentemente una scrittrice di romanzi ma il mio bisogno di esprimermi ha fatto si che io scrivessi anche piccoli pensieri sulle mie pagine. Dopo tre anni ho deciso di raccoglierli, scegliere i migliori, sistemarli per poi dividerli nella raccolta in modo da dar loro un senso. Ognuno di noi ha diverse sfaccettature della propria personalità e si sa che chi scrive esprime l’umore del momento. E’ stato divertente trovare un tema, come quello delle note di un profumo, per far capire i vari lati della mia persona. L’obiettivo è ben riuscito, anche se so che molti lettori prediligono i romanzi e non le poesie, ma era una cosa che volevo fare da tempo, un piccolo regalo a me stessa, al di là del risultato.
 
2. Ci sono state sfide che hai dovuto affrontare per lanciarti in questo progetto? Se si, quali? 

Le sfide sono state più che altro a  livello tecnico, ho affidato però tutto a professionisti che hanno saputo  impostare il mio file e le immagini contenute. Io sono una sognatrice in fondo, creo, ma poi devo fare sempre i conti con la parte razionale. Alla fine il risultato è come lo volevo io.

3. Hai scritto anche altri racconti, altri romanzi. C’è un genere che prediligi è uno stile che senti più tuo, che senti essere più parte di te? 

L’erotico è senza dubbio il modo migliore che ho scelto per esprimermi. Mi piace raccontare storie dove le emozioni spiccano. Ho scritto due romanzi, il primo, che sto riscrivendo e che diverrà una serie che è un genre più red erotic; il secondo è più un pink erotic (Fino all’ultimo respiro) e mi sto cimentando in un erotic noir che mi sta appassionando in un modo che non credevo. Ciò non toglie che ho in cantiere un libro drammatico, sulle donne e sulla loro forza, un libro intenso a cui tengo particolarmente.

 
4. Cinzia Fiore Ricci è una bravissima scrittrice, questo ormai ci è chiaro! Ma ti va di raccontarci chi è quando posa la penna, quando indossa i panni di Cinzia, semplicemente Cinzia?
 

Cinzia quando posa la penna è una donna come tante, lavora in un ufficio, sta fuori casa tutto il giorno e nei fine settimana sta rintanata in casa per fare un po’ di ordine e pulizie, e se scappa qualche ora scrive. Ha una vita frenetica, credo come tutte le donne con famiglia che hanno la mia stessa passione.

 
5. Infine un’ultima, curiosa, domanda: cosa c’è nel tuo futuro? Progetti, sogni, speranze?
Per il futuro ho una marea di progetti, un racconto che pubblicherò self, un altro per un nuovo progetto editoriale insieme ad altri autori, l’erotic noir che sto scrivendo con la mia amica e collega Monia Morganti e due libri, la riscrittura de “La rosa del mare” mio primo libro che come ho detto sopra diverrà una serie (di tre libri), e il secondo della serie “Colpe d’amore” (il primo è appunto Fino all’ultimo respiro). Tanta carne al fuoco, spero solo di realizzare tutti questi progetti e di essere in grado di trasmettere le emozioni che provo.

 

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Naty&Julie

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A tu per tu con: Silvia Carbone&Michela Marrucci

Ciao Notters!

Un paio di mesi fa ho recensito i loro romanzi: “Nel calore del tuo corpo” (Qui)  “Ti prego, non dire niente” (Qui) e ho avuto il piacere di fare una breve chiacchierata con le due autrici Silvia Carbone Michela Marrucci. Volete conoscere qualche curiosità? Non vi resta che seguirmi 🙂

 

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1. Innanzitutto vi ringrazio per la vostra disponibilità! Prima di incominciare con le domande sul vostro lavoro, avete voglia di raccontarci un po’ di voi?

Per prima cosa vogliamo ringraziarti per la tua disponibilità e per questa intervista. Qualcosa di noi? Pronte per essere sconvolte? Scherzo!! Siamo principalmente due mamme e facciamo dei lavori comuni che ci permettono di pagare le bollette. Io (Silvia) sono un arredatrice d’interni mentre Michela è un impiegata amministrativa.

2. Com’è nata la vostra collaborazione?

Ci siamo conosciute 5 anni fa su facebook. Giocavamo in un Gdr basato sui romanzi della Confraternita del Pugnale Nero. Hai presente? I super vampiri fighi della Ward? Proprio loro. Comunque, nel gioco eravamo una coppia. Il nostro feeling è subito stato palese agli occhi di tutti. Dove finivo io iniziava Michela e viceversa. Siamo diventate “sorelle” e una sera d’estate le ho chiesto «Proviamo a scrivere un romanzo?». La risposta di Michela è stata subito positiva. Così è nato il nostro primo romanzo: Un cuore in stallo.

3. Come vi siete gestite durante la stesura dei vostri libri? Vi siete suddivise i capitoli? O avete lavorato senza suddivisioni particolari?

No, io e Michela non dividiamo il lavoro. Ci sono capitoli che una sente più rispetto all’altra e inizia la stesura. Quando è terminato lo inviamo via mail e l’altra aggiunge, modifica e corregge. Ma soprattutto aggiunge. I nostri romanzi sembrano scritti da una sola persona proprio perché i capitoli sono gestiti e scritti da entrambe. Nel frattempo facciamo anche un primo editing che non va mai male.

3. Quanto tempo dedicate alla scrittura? Vi ritagliate degli spazi per farlo insieme, nonostante i vostri impegni quotidiani?

Quando iniziamo a scrivere tendenzialmente lo facciamo tutti i giorni. Scriviamo di notte, soprattutto io. Michela riesce a ritagliarsi delle mattine. Durante la giornata è impossibile gestire la scrittura per via del lavoro, anche se a volte lavoriamo al manoscritto nella pausa pranzo. Ci mettiamo d’accordo sulle modifiche o sulle cose che non ci convincono durante la giornata, così da partire subito a scrivere senza ulteriori indugi di sera.

5. Com’è nata la storia di “Nel calore del tuo corpo”, poi seguito dallo spin-off “Ti prego, non dire niente”?

Nel calore del tuo corpo è nato da una battuta ricorrente che facevamo sempre con la nostra editor. Andiamo in Wyoming? da questa semplice domanda (ovviamente evito di scrivervi come procedevano queste conversazioni perché è da fascia protetta :)) la necessità di andare seriamente in Montana e incontrare i nostri cowboy di Shooters.

Ti prego, non dire niente invece è stato proprio richiesto dai nostri lettori. E noi non volevamo deluderli. Chiedevano di conoscere la storia di Lisa e Liam. Per questo motivo Ti prego, non dire niente è dedicato a loro.

6. Vi siete ispirate a persone reali per: Swami, Riley, Lisa e Liam? Hanno qualche vostro tratto caratteriale?

I nostri personaggi hanno sempre qualcosa di noi. Swami è stato il connubio perfetto tra me e Michela mentre Lisa è decisamente Michela, ha poco di me. Riley e Liam invece sono i nostri fidanzati cartacei. I nostri principi azzurri idealizzati.

7. Avete trovato delle difficoltà, durante la stesura dei vostri romanzi? Se sì, quali e come le avete risolte?

Lisa. Per me Lisa è stata uno scoglio per via del suo carattere dolce come un marshmallow, ma fortunatamente Michela l’ha inquadrata subito. Ci sono stati capitoli intensi che abbiamo scritto in più riprese per renderli perfetti o almeno speriamo di averli resi tali.

8. Siamo quasi giunte al termine, del mio interrogatorio 😉 : Quali sono i vostri autori preferiti? Ne avete uno in particolare, da cui prendete spunto?

Parlo per entrambe nel dire che la Hoover, la McGarry e la MacGuire sono i nostri autori preferiti. Adoriamo i vampiri della Ward e della Adrian e io sono una fan assoluta della Woodiwiss con i suoi storici perfetti.

9. Vi siete mai preoccupate del giudizio delle persone? Come li affrontate?

Il giudizio dei nostri lettori è quello che conta. Le filippiche e gli attacchi gratuiti ci scivolano addosso con un sorriso. Ma siamo attente a quello che dicono i nostri lettori e cerchiamo di imparare dalle critiche. Perché diciamocela tutta: sono gli appunti negativi fatti sul manoscritto a costringerci a migliorare e fare meglio.

10. Ultima domanda d’obbligo: Siete già al lavoro con un nuovo romanzo? Se sì, potete darci qualche pillola in anteprima 🙂 ?

Stiamo lavorando al secondo romanzo della Serie dei Destini Intrecciati. Abbiamo un pubblico che aspetta da un anno la storia di Colin e Lizzy  e vogliamo evitare il linciaggio :).

Grazie di avermi dedicato un po’ del vostro tempo, alla prossima!

Naty ❤ 

A tu per tu con: Alexandro Bonanno!

Ho avuto l’opportunità, di fare quattro chiacchere con Alexandro Bonanno. Lunedì vi ho parlato del suo libro “Il Buio dell’Anima”. Ora seguitemi e venite a leggere cosa mi ha raccontato di se e dei suoi libri!

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Ciao Alexandro! 🙂

Grazie per la disponibilità, è un grande piacere averti qui con noi.  Innanzitutto ti porgo i miei migliori complimenti per la storia completa che offri. Molti sono gli elementi che la caratterizzano:  azione, mistero, segreti, amore, amicizia.

Una storia che davvero mi ha tenuta incollata per diverse sere, dalla prima all’ultima pagina; ma adesso veniamo a noi 🙂

1- “Il buio dell’anima” è la tua opera di esordio: da dove e come è nata questa storia?

Intanto grazie a voi per la bellissima recensione e di tutto quello che fate per noi autori all’esordio. Tornando alla tua domanda ti posso dire che la base della storia nasce da un sogno, mi sono svegliato ed era ancora fresco nella mia mente. Non ho perso tempo e ho buttato giù qualche riga per non dimenticare, poi, tutto il resto ovviamente è venuto piano piano. L’amore, il mistero è nato riga dopo riga…

2-Alexander è un ragazzo giovane, molto razionale, leale e onesto…che incontra il Diavolo e da quel momento tutto cambia, evolve…e quasi precipita. Quanto c’è di te nel protagonista? Quando ho letto la storia, sembrava davvero di leggere un ricordo 😉

Ad ascoltare i miei amici c’ è molto di me in Alexander, ma credo che con l’evoluzione della storia, pagina dopo pagina, il carattere del protagonista prenda una forma tutta sua. Diciamo che se fossero capitate a me le sue avventure, avrei fatto scelte diverse

3- Come vedi/consideri la figura del diavolo, al di là dei luoghi e dell’immaginario comune? Cosa rappresenta per te, in fondo in fondo, il diavolo? È “semplicemente” l’emblema del male, o invece è qualcosa di più ‘umano’, comprensibile e comune, per alcuni versi, a tutti noi?

Partiamo dal presupposto che ho una visione tutta mia della religione e di conseguenza anche del Diavolo. Ti dirò che il terzo e ultimo capitolo di questa saga è appunto incentrata su questa storia, quindi non vorrei nemmeno dire tanto per non svelare troppo e rovinare la sorpresa. Diciamo che nel mio immaginario non veste i panni del male, è solo una leggenda sul quale si sono costruite tante storie.

4- Un mondo non ‘dominato’ o, meglio, fortemente caratterizzato, dalla presenza della religione, pensi sarebbe meglio o peggio di quello reale?

Io credo che le religioni stiano creando già troppi disastri. Il problema non sono loro, ma come vengono interpretate, quindi la mia risposta è senza dubbio che il mondo starebbe meglio senza.  

5- Mi è piaciuto molto il personaggio di Sophie, la cugina di Alexander, una ragazza molto determinata, una grandissima amica. Cosa ci dici di lei? Avrà più spazio in futuro? La vedrei molto bene come protagonista di un libro  😉  

Sophie è davvero speciale. Devo dire che si è via via definita da sola, non avevo previsto questa sua forza e ha stupito anche me. È riuscita a conquistare tutti e nel secondo capitolo avrà un ruolo da co-protagonista. Magari in futuro potrebbe avere una storia a sé, chi lo sa …

6- Anche il personaggio di Lara è molto interessante, un’anima pura, l’eterno conflitto tra bene e male. Cosa ci dici di lei? E dell’ordine di cui fa parte? Per alcuni aspetti non sembrava di essere ai giorni nostri ma in tempi remoti!

Lara è il mio personaggio preferito. Durante Il buio dell’anima è difficile innamorarsi di lei, ma vi posso garantire che è una ragazza incredibile. Purtroppo la sua è una situazione scomoda, è stata cresciuta sin da piccola con una missione e si troverà costretta a fare delle scelte affidandosi solo sulle sue sensazioni. Dell’Ordine si sa ben poco nel primo capitolo, ma ti posso garantire che il secondo dirà tutto ciò che c’è da sapere.

 7- Ho visto il booktrailer e mi è piaciuto molto: ti piacerebbe trasportare la tua storia sul piccolo o grande schermo? O ci stai già lavorando?

Purtroppo quella proposta ancora non è arrivata, ma se se ci dovesse essere un progetto a riguardo,  ne sarei felicissimo. Sarebbe stupendo vedere i personaggi che finora erano vivi solo nella fantasia, diventare reali.

8- Progetti futuri? Ci sarà un seguito de “Il buio dell’anima”? Hai altri sogni ancora nel cassetto che vuoi veder realizzati o che stai per realizzare?  

Ho scritto Il buio dell’anima e mi sono obbligato a fermarmi finché non fosse stato pubblicato. Non ero sicuro che fosse il mio futuro la scrittura e ho voluto aspettare confrontandomi con la realtà e capire se ciò che scrivevo fosse emozionante anche per chi mi leggeva e non solo per me. Appena ho letto le prime recensioni però, ho capito che anche se ancora avevo tanta strada da fare, la mia storia meritava di essere raccontata e di getto ho scritto in pochi mesi il seguito che per tempi editoriali però, non uscirà prima di settembre. Ora mi concentrerò sul terzo e ultimo atto e poi si vedrà cosa mi riserverà la mia fantasia.

9- Come vivi il rapporto con i tuoi lettori? Al giorno d’oggi non è facile emergere nel mondo della scrittura, come vivi questa esperienza? Come riesci a conciliare i mille impegni?

Ti assicuro che è davvero dura perché mi piacerebbe dedicargli più tempo, provo a rispondere un po’ a tutti e chiedo scusa se ho trascurato qualcuno. Il tempo purtroppo non è mai abbastanza. Hai ragione quando dici che è dura emergere, tutti pensano che scrivere un buon libro sia la cosa più importante e che tutto il resto venga da se, invece è solo l’inizio.

10- Ho visto nella tua biografia che hai vissuto in diverse città italiane. Roma, Milano, Torino. Sono città molto diverse tra loro…e anche molto culturali. Un ricordo speciale o particolare di ognuna di loro?

Ho attinto da ogni città il meglio che potevo, considerando la mia giovane età, ma ti assicuro, che essendo profondamente legato alla mia terra, sentivo il bisogno di ritornare in Calabria, non biasimo chi se ne va, ma ammiro chi ritorna.

Serenella: Grazie mille per la disponibilità, speriamo di incontrarti al più presto con un’altra avvincente storia 😉

Alexandro: Grazie mille a te per tutto ☺  a presto

Serenella

A tu per tu con: Carmen Laterza!

Ciao Notters,
lunedì vi ho parlato di un libro che mi ha molto colpita. Sia per la scrittura che per la storia, è uno di quei libri che nella libreria del vero lettore non deve mancare! E oggi ho avuto il piacere di fare due chiacchere con l’autrice di “L’amore conta”.

Carmen Laterza!

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Però prima di cominciare con le nostre domande, è doveroso farvi conoscere chi è Carmen Laterza.

 Sono nata e cresciuta a Pordenone, città in cui vivo tuttora. Laureata in Lettere a indirizzo musicologico e Diplomata in Pianoforte, sono stata bibliotecaria, insegnante di pianoforte, critico musicale, addetto stampa e segretaria di redazione. Per più di dieci anni ho insegnato Italiano e Storia negli Istituti Superiori della mia città e infine sono diventata Dirigente Scolastico. La passione per la scrittura mi ha rapito fin da quando ero piccola e negli ultimi vent’anni, oltre a scrivere per me stessa, ho scritto e corretto per gli altri testi di ogni tipo. Ho autopubblicato dapprima il saggio musicologico I duetti d’amore nelle opere di Giuseppe Verdi, poi il romanzo L’amore conta. Per quest’ultimo, in particolare, ho impostato una strategia di marketing editoriale sui blog letterari e sui social media che mi ha dato grandi soddisfazioni in termini di recensioni e vendite. Con spirito curioso e intraprendente nel corso degli anni ho frequentato decine di siti e forum italiani e stranieri, ho appreso e affinato tecniche di scrittura e di marketing, ho creato e gestito blog e siti personali e ho utilizzato strumenti e piattaforme di self publishing per i miei clienti e per me stessa. Sono quindi una scrittrice indipendente e ora, dopo aver scelto di dimettermi dalla pubblica amministrazione, lavoro a tempo pieno come editor, ghostwriter e coach per il self publishing, mettendo al servizio degli altri la lunga esperienza maturata sul campo. Ho creato e gestisco personalmente i siti CarmenLaterza.com e SelfPublishingMaster.it. Collaboro inoltre con la rete di Ghostwriters-Roma e con la piattaforma Autoeditori.it, entrambi servizi dell’agenzia Luce Comunicazione. Curiosa, eclettica e intraprendente, sono una lettrice onnivora e una navigatrice notturna della rete. Dicono che me la cavo molto bene ai fornelli, ma, se posso scegliere, io preferisco scatenarmi su una pista da ballo.

Dopo questa piccola presentazione, partiamo con le dieci domande di Notting Hill Books!

1- Come e da cosa è nata l’idea, di scrivere un romanzo abbastanza complesso come “L’amore conta”?

Da anni mi girava in testa l’idea di scrivere un romanzo mio, dopo aver scritto tanto per gli altri come scrittrice su commissione. Non sapevo esattamente quale sarebbe stata la trama, ma sapevo per certo che la protagonista sarebbe stata una donna inquieta e che la storia si sarebbe sviluppata su due piani temporali distinti. Questo perché io stessa in quel periodo ero inquieta e sentivo forte dentro di me il senso di una frattura tra il passato e il presente. Intorno a questi due elementi di base, il resto si è creato a mano a mano che scrivevo.

2- Irene è un personaggio cinico; a volte sembra superficiale, fino ad un certo punto del libro.     Per la sua descrizione, che io ho trovato molto reale: ti sei ispirata a qualcuno, realmente esistente?

Di sicuro Irene non mi assomiglia per niente! 😉 Non è il mio alter ego letterario, perché ha una storia personale molto diversa dalla mia e un modo di affrontare le cose che è l’opposto del mio. Tuttavia Irene riassume in sé le caratteristiche di molte donne che ho conosciuto e vive l’insoddisfazione che quasi tutte le donne affrontano alla soglia dei quarant’anni.

3- Il tuo è un romanzo, che entra nella mente  del lettore. Provato io personalmente 😉 ! Era tua idea, che chi lo leggesse si soffermasse a pensare alle varie domande, che si è posta Irene?

Sì, assolutamente. Da lettrice mi piacciono le storie che mi entrano dentro e che mi fanno riflettere. Di volta in volta mi piace immaginare cosa avrei fatto io al posto dei protagonisti, anche se vivo in epoche e condizioni molto diverse da loro. Mi immedesimo, mi calo nella storia e così vorrei che accadesse anche a chi legge il mio libro.

4- La monotonia in un rapporto di coppia, molte volte non è sana. In “L’amore conta”, la protagonista cerca di trovare se stessa su un sito internet. Credi che molti nella realtà, facciano questo? E che cosa ne pensi?

In un rapporto di coppia duraturo la routine è una cosa normale e, per certi versi, perfino rassicurante, perché è sinonimo di stabilità. Tuttavia non deve sfociare in monotonia o noia e questa è la sfida da superare per ogni rapporto a lunga durata. Irene cerca sé stessa in un sito di incontri, ma in realtà non sa nemmeno lei cosa sta cercando. Il problema non è il sito internet, ma la confusione con cui Irene vi si approccia. Io credo che internet sia solo un’estensione della realtà, quindi gli incontri che si possono fare in rete sono gli stessi che si possono fare fuori: se sei sicuro di te e sai quello che vuoi, incontri persone positive, se invece sei insicuro e non sai quello che vuoi, incontri persone che possono approfittare delle tue debolezze.

5- Ti dico la sincera verità: vorrei un seguito! Ovviamente il tuo libro non ha una conclusione scontata, ma Irene  capisce che è circondata dall’amore, senza che lei se ne fosse mai accorta; alla fine del libro. Hai mai pensato ad un seguito, spin-off o anche solo un punto di vista raccontato da Luca, il marito?

“L’amore conta” è nato come libro autoconclusivo, ma più di qualcuno, come te, mi ha chiesto se ci sarà un seguito. Ora quindi non lo escludo, ma di sicuro non sarà a breve, perché ho altri progetti in corso, e soprattutto non sarà un sequel in senso classico, perché mi sembrerebbe noioso.

6- Passiamo a domande, un po’ più incentrate, a te come autrice. Come è nata e quando è nata, la passione di scrivere?

Da che ho memoria ho sempre scritto: racconti, storielle, diari personali. E soprattutto ho sempre letto molto.
Una macchina da scrivere Olivetti è stata la mia prima palestra di scrittura. Mi piaceva copiare i passi più belli dei libri che leggevo e impararli a memoria: quei fogli bianchi battuti a macchina in bella copia, con i caratteri regolari, mi trasmettevano un senso di eleganza e nobiltà che provo ancora adesso nel ripensarci.

7- Hai un momento particolare della tua giornata, o luogo per scrivere?

Sono una nottambula e tendenzialmente sarei portata a scrivere solo di sera e di notte. Tuttavia, lavorando come editor e ghostwriter, col tempo ho imparato che la scrittura non può essere intesa solo come estro creativo e flusso di ispirazione, ma, anzi, è una questione di tecnica e disciplina. Quindi di notte penso ed elaboro le idee che poi metto per iscritto il giorno dopo.

8- Cosa pensi del Self-Publishing e delle Case Editrici. Quali sono i pro e contro?

Io credo fermamente nel Self Publishing come alternativa (e non come ripiego) rispetto alla pubblicazione con una Casa Editrice, perché i processi dell’editoria tradizionale non sempre garantiscono la trasparenza di scelte e la velocità di realizzazione che il pubblico chiede. Con il Self Publishing, inoltre, un autore mantiene il controllo totale del suo libro in ogni fase, ma questo controllo deve essere inteso anche come responsabilità nei confronti dei lettori.
La facilità e l’economicità del Self Publishing hanno fatto credere a molti che “mettere online” i propri scritti equivalesse a “pubblicare” e il mercato editoriale è stato inondato di materiale di scarso, o scarsissimo, valore, che purtroppo ha alimentato il pregiudizio sui libri self come prodotti di serie B. Invece, se uno scrittore indipendente realizza un prodotto di qualità, il pubblico lo riconosce e lo premia, come dimostrano i successi di molti autori self negli ultimi anni.

9- Cosa ti senti di dire, a chi vuole incominciare a scrivere. Quali sono le basi da rispettare?

Leggere, leggere, leggere. Poi cominciare a scrivere con umiltà, chiedendo consigli e accettando le critiche. E poi riscrivere, riscrivere, riscrivere.
Purtroppo molti pensano che la scrittura sia l’espressione estemporanea dei propri pensieri. Scrivere di getto va bene per una scrittura intima e personale, ma se ciò che scrivi è rivolto a un pubblico, e soprattutto a un pubblico che non ti conosce e non sa nulla di te, allora devi prima metabolizzare il concetto che la scrittura è metodo e tecnica. Questo non significa adottare schemi rigidi e ripetitivi, ma conoscere le regole per saperle piegare al tuo servizio.

10- Ultima domanda e non meno importante. Stai lavorando ad un nuovo libro?

Sto lavorando a molte cose, in realtà, e tra queste c’è anche un nuovo romanzo, ma non voglio dire di più per scaramanzia!

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Naty: Grazie del tempo che mi hai dedicato

Carmen: Grazie mille a te e complimenti a te e a Giulia per la professionalità con cui gestite il vostro Blog!

A tu per tu con: Melissa Pratelli!

Buongiorno Notters,

Oggi giornata: “La voce delle scrittore”. Ad aprire le danze con le nostre domande ‘ficcanaso’ è Melissa Pratelli che settimana scorsa, ho avuto il piacere di leggere e recensire il primo volume de “I figli di Danu”. Ora bando alle ciance, partiamo!

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Serenella: Ciao Melissa, è doveroso ringraziarti di cuore per aver accettato di fare quattro chiacchiere con me e con tutto Notting Hill Books ☺
Cominciamo subito, non voglio approfittare della tua disponibilità 🙂

1- Partiamo dall’inizio… Com’è nato il libro? Era un’ idea (e una storia) che avevi lì da tempo o è arrivato all’improvviso? Cosa ti ha spinto, incoraggiato, a fare il salto, cioè a pensare di pubblicarlo? Immagino non sia stato un percorso facile: hai incontrato molte difficoltà ? All’inizio, qualcuno ti ha ostacolato o non credeva nel tuo progetto o hai avuto sempre comprensione e appoggio da parte delle persone vicine? Da quanti libri è composta la serie?
Lo so, sono molte domande in una unica ma sono mooolto curiosa.  😉

Grazie a voi per avermi offerto questa possibilità e per la bellissima recensione!
Allora, andiamo in ordine: Questo particolare libro è nato di getto, non era una storia che elaboravo da tempo e che non avevo occasione o voglia di scrivere, semplicemente un bel giorno ho cominciato ad avere bisogno di evadere, non solo attraverso la lettura ma anche attraverso la scrittura. Così ho cominciato a buttare giù questa storia, giorno dopo giorno e pagina dopo pagina, è fluita fuori da me quasi in modo indipendente; trattandosi della mia prima esperienza, procedevo senza programmi precisi, semplicemente, quando avevo voglia di scrivere, mi mettevo al pc e vedevo quello che veniva fuori!
Per quanto riguarda il passaggio alla pubblicazione, c’è stata una persona in particolare che mi ha spronato, l’unica persona alla quale, dopo qualche tempo dalla fine della stesura del primo romanzo, ho fatto leggere il mio manoscritto. E’ stata mia sorella la mia prima lettrice ed è stata lei ad incoraggiarmi a provare la pubblicazione. Ho spedito il manoscritto a varie case editrici (quelle famose ovviamente non mi hanno calcolato di striscio), una piccola CE per esordienti si è offerta di pubblicarmi con un contributo economico nel 2011. Ero così estranea alla materia e così esaltata che volessero pubblicarmi che ci sono caduta come una pera e, neanche a dirlo, non è andata bene. Soldi spesi tanti e risultati zero. Per un po’ ho messo nel cassetto il mio romanzo, trovando difficile anche solo mettermi a scrivere; dopo la brutta e deludente esperienza della CE ci ho messo davvero tanto a credere di nuovo nella scrittura e a recuperare la voglia di creare ancora. Poi, dopo qualche tempo, ho scoperto il self publishing e ho deciso di darmi una nuova possibilità: ho revisionato il romanzo, ho fatto fare una nuova cover e l’ho pubblicato in ebook e cartaceo a costo zero! L’unica cosa che mi ha davvero ostacolato in tutto questo percorso è stata la mia scarsa fiducia in me stessa!
La serie I Figli di Danu è composta di 4 libri, due già pubblicati, il terzo è in stesura e conto di pubblicarlo entro l’anno.

2- La storia è ambientata in Scozia: ci sei mai stata? Hai qualche legame con questa magica terra? Ti sei documentata sui vari miti?

La Scozia… no, purtroppo non ci sono mai stata ma il mio desiderio di visitarla mi ha portato a sceglierla come location per il romanzo, oltre al fatto, naturalmente, che è un paese che mi fa pensare al mito e alla magia e quindi perfetto per la trama che avevo in mente.
Ho fatto delle ricerche sulla mitologia celtica e sulle varie figure leggendarie che ne fanno parte. Avevo bisogno di legare l’elemento fantasy del romanzo ad una base mitologica e pseudostorica. Nel primo romanzo non si entra ancora molto nello specifico a livello di connessioni con la mitologia, verranno date più informazioni a partire dal secondo.

3- Nathaniel Macintyre: un personaggio degno di nota, sembra davvero un principe. Inaccessibile, scostante, quasi distaccato dal resto del mondo, tormentato dalla sua maledizione ma anche intelligente, ironico e molto romantico. Secondo il mio modesto parere, lo hai delineato molto bene: è stato difficile o ti è venuto naturalmente?  

Diciamo che ho più o meno racchiuso in Nathaniel tutte le caratteristiche del ragazzo da amare (o che io avrei amato) ma, allo stesso tempo, ho voluto renderlo più umano, non tanto perfetto ed impeccabile da farlo sembrare inverosimile. Nel corso della storia, come tutti i personaggi, Nathaniel evolve, scopre nuovi lati di sé, sperimenta insicurezze e debolezze. Dopotutto è un adolescente e come tale ha i suoi limiti anche a livello emotivo, la positività del personaggio sta nel suo tentare di superarli e migliorare se stesso anche per coloro che gli stanno intorno.

4- Andrew Macintyre, il cugino di Nathan e di Ben, il suo esatto opposto. Scontroso, quasi arrogante, sicuro di sé, testardo ma anche molto protettivo nei confronti di Lee, sempre pronto ad aiutarla. Per certi versi un antieroe, per quel velo di malinconia e di ambiguità (è uno dei buoni o uno dei cattivi, a volte ci si chiede?) che si porta dietro, ma è anche il personaggio che più ho amato.
Ci puoi dare qualche anticipazione (senza svelare troppo ovviamente 😉 ) sul suo futuro? Io ci vedrei molto bene un’intera storia soltanto su di lui!! 🙂

Andrew è un personaggio che ha colpito molti dei lettori, tantissimi lo preferiscono a Nathaniel e vorrebbero vederlo con Lee. Forse proprio perché si presenta come un personaggio negativo che però mostra di tanto in tanto un’emotività che non ci si aspetta.
Amo molto questo personaggio e, per questo, a partire dal secondo volume Andrew avrà molto più spazio. Ho voluto dare ai lettori la possibilità di entrare nella sua mente, di capire come pensa e cosa prova realmente dietro quella facciata imperturbabile. Posso dire solo che avrà un ruolo sempre più importante.

5- Penelope Lee Johnson è una protagonista dolce, coraggiosa, un poco imbranata (e per questo suscita molta tenerezza), ironica, sognatrice e molto altruista. La scelta che compie mi ha fatto battere forte il cuore e non vedo l’ora di scoprire cosa succede nel seguito! Quanto c’è di lei in te o quanto c’è di te in lei?

Sicuramente il fatto di essere imbranata è una cosa che condividiamo! Ora con il crescere sono migliorata ma da adolescente ero decisamente ai suoi livelli, particolarmente incline a fare figure pessime. Ci sono molti aspetti di Lee che mi appartengono, altri invece sono una proiezione di ciò che vorrei essere, di qualità e pregi che mi piacerebbe avere.

6- Più che una magia classica, hai scelto di ispirarti ad antichi miti celtici. Come mai questa scelta (che io ho molto apprezzato)?  

Ho fatto questa scelta perché questo è il tipo di magia che mi piace di più, una magia naturale, che esiste attorno a noi e non è creata dall’uomo ma interviene in aiuto di coloro che hanno la capacità di richiamarla a sé. Ho sempre considerato la magia come una cosa legata alle forze del mondo, agli elementi, alla storia di un popolo ricco di tradizioni e miti.

7- Cinque motivi per cui dovrebbero leggere la tua storia?

Questa è sempre una domanda difficile per me, sono davvero poco portata a farmi pubblicità!
Dirò solo questo: è una storia di crescita, scoperta di se stessi, amore, magia e lotta contro le forze del male, se amate almeno uno di questi elementi non potete perdervelo!

8- Come vivi il rapporto con i tuoi lettori? E cosa consiglieresti a chi vuole intraprendere la tua stessa strada?

Ogni volta che qualcuno mi rivela di aver apprezzato il romanzo non mi sembra vero. La cosa più importante per me è riuscire a coinvolgere ed emozionare chi legge e sapere si esserci riuscita è sempre un’esperienza unica.
Agli autori esordienti come me consiglierei di credere nelle proprie capacità e nelle proprie storie. Ci sono tanti nuovi scrittori e confrontarsi gli uni con gli altri, scambiarsi consigli, opinioni e partecipare ad iniziative è il modo migliore per crescere e per entrare nei meccanismi del mondo editoriale. Consiglio di non approcciarsi alle CE completamente ignari (come ho fatto io) ma di costruirsi un’opinione e una consapevolezza che possano proteggerli da eventuali truffe! Non scendete a compromessi per farvi pubblicare, oggi abbiamo la possibilità di autopubblicarci e di essere completamente padroni di tutte le scelte relative ai nostri testi.

9- Progetti per il futuro? Qualche sogno ancora nel cassetto?

Ne ho a migliaia! In primavera uscirà un nuovo romanzo autoconclusivo di genere Young Adult dal titolo “Ancora un po’ di Charlie” e, dopo la saga dei Figli di Danu, ho altri progetti nell’ambito dello Urban Fantasy tra cui una nuova saga già in stesura e nuove idee per nuove storie!

10- Una curiosità non legata al mondo dei libri. Ho letto che sei cresciuta a Tavullia… hai mai incontrato (anche solo per caso) Valentino? 😉

Ahahahahahaha ebbene sì, l’ho incontrato un paio di volte ma non a Tavullia, bensì in palestra a Pesaro ma è successo quando ero ragazzina e lui correva ancora nella 125!

Serenella

A tu per tu con: Silvia Gurieri!

Ciao Notters! 🙂

Avete letto “Markus Kane” di Silvia Gurieri, il successone del momento? No?! Beh, avete letto la recensione pubblicata lunedì? Vi siete incuriositi almeno un po sui bellissimi e stravaganti personaggi di questa storia? Se anche voi, come me, vi siete innamorati di Markus e del suo mondo… Venite a togliervi un po di curiosità leggendo l’intervista che ho fatto a Silvia! 😉

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1- Silvia, “Markus Kane” è una storia molto intensa, complicata e intrigante. Come è venuta fuori dalla tua penna una storia d’amore tale?

Sinceramente a volte mi stupisco anch’io, inizialmente ho pensato solo ai personaggi e ad un minimo di trama, poi mi sono seduta davanti al computer e ho iniziato a scrivere, non c’è stato nulla di programmato, le idee venivano fuori da sole man mano che la storia si evolveva.

2- Perché hai deciso di intitolare il tuo libro proprio con il nome di Markus nonostante il libro sia raccontato dal punto di vista di Porzia? 12508817_1067561263307006_7036142935984775372_n

Perchè volevo un titolo che attirasse l’attenzione e che non fosse il classico titolo scontato, e devo dire che Markus Kane di attenzione ne ha attirata parecchia.

3- Nel racconto, hai riservato un ritaglio importante al tema “amicizia”, cosa che personalmente ho apprezzato molto. Come mai questa scelta?

Perchè per me è importantissima, ho attraversato momenti difficili e se non avessi avuto le mie amicizie, non so se ne sarei uscita così facilmente.

4- E ora lui, Markus Kane. Hai letteralmente fatto palpitare il cuore di molte lettrici con questo personaggio! Com’è nato? Puoi svelarci qualche segreto su questo uomo tanto misterioso?

Io ho da sempre una passione per gli uomini orientali, hanno fascino, mistero, mi trasmettono calore e quindi perchè non scriverci un libro, ci voleva un personaggio diverso dal classico stereotipo, americano, biondo, con gli occhi di ghiaccio.

5- Porzia è una donna con molto carattere, non si fa mettere i piedi in testa da niente è da nessuno. E ed è l’ultima tra i due a svelare i suoi sentimenti… Scelta coraggiosa, opposta a tanti altri romanzi. C’è qualcuno o qualcosa che ti ha ispirata per fare nascere Porzia?

Si, mi sono ispirata per certi versi un po’  a me stessa.

6- Domandone: ti senti più legata a Markus o a Porzia? E perché?

Direi a tutti e due in uguale maniera. Markus perchè potrebbe essere il mio uomo ideale e Porzia perchè un pò mi somiglia.

7- Nel tuo romanzo non mancano certamente colpi i scena e azione… Come è nato questo lato del libro? Hai scelto tu di intraprendere anche la strada della “criminalità” oppure è venuta fuori da sola, per ispirazione, mentre scrivevi?

All’inizio ho scelto di far divertare Markus un mafioso, quindi per forza un po’ di criminalità ci doveva essere, poi però la storia si è creata da sola.

8- Parliamo un po di te… Come e quando hai scoperto la tua vocazione per la scrittura?

Io adoro leggere e da ragazzina mi cimentavo spesso nella scrittura, però non ho mai avuto il coraggio di pubblicare qualcosa, poi un paio di anni fa, attraverso Facebook ho conosciuto tante ragazze scrittrici, ho letto i loro lavori, siamo diventate amiche e proprio loro mi hanno consigliato di provarci, ne ho parlato con il mio fidanzato e anche lui mi ha consigliato di provarci, così eccomi qua.

9- Ho letto dalla tua biografia che per il momento hai scritto due romanzi, entrambi rosa. Hai mai onesto di dilettanti con un altro genere?

Mi piacerebbe scrivere un fantasy e uno storico, ma al momento  non ne so abbastanza sull’argomento, vorrei leggere qualche libro del genere e poi provare.

10- E ora la domanda che tutti si aspettano, che tutti si stanno facendo: ci sarà un seguito su questa meravigliosa storia d’amore? Avremo ancora modo di leggere le avventura di Porzia e Markus?

Al momento no, però chissà, magari un giorno vi farò una bella sorpresa.

 

Edna<3

A tu per tu con: Maddalena Cafaro!

Ciao Notters,
oggi giornata “La voce dello scrittore”! Ho avuto il piacere di fare una chiacchierata con l’autrice Maddalena Caffaro, della serie “Signori delle Ombre” composta per ora da: “Ombre”, “Pyrox” e “Himogene” che sarà pubblicato a breve, vi terremo aggiornati! 🙂 Ora basta chiacchiere e seguitemi.
(Se avete perso le recensioni non vi preoccupate le trovate “Ombre” qui  e “Pyrox” qui)!

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Serenella: Ciao Maddalena,
ti ringrazio di cuore di aver accettato di essere qui con me oggi e con gli amici di Notting Hill Books ☺
Per me è un piacere immenso poter fare quattro chiacchiere con te anche se devo dirtelo: stai rischiando di farmi impazzire! 😀

1- Ombre è il primo di una serie: com’è nata l’idea di raccontare la storia del Signore delle Ombre?

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Ombre in origine era un racconto per un concorso letterario, dovevano essere seimila battute, ma la storia non era completa e alla fine non ho partecipato. A distanza di circa sei o sette mesi ho riletto la storia di Adam, nel mentre però il mio modo di scrivere era cambiato e così ho riscritto in parte tutto Ombre. Mi piaceva il risultato finale, perchè durante tutta la stesura stavo rispondendo sempre alla stessa domanda. Cosa saresti disposto a sacrificare per amore?

2- Adam e Livvy si amano ma il loro è un amore tormentato, controverso e anche malato in alcuni momenti, quasi un’ossessione. In poche pagine sei riuscita a trasmettere tutto questo. Non hai mai avuto il timore che fosse troppo breve, che non sarebbe arrivato al lettore? È stato difficile raccontare di un amore così intenso?

La storia di Adam e Livvy si è scritta tutta da sé e non mi sono mai posta il problema della lunghezza. Ogni storia nasce, si sviluppa e finisce senza che chi scrive debba aggiungere o togliere qualcosa. Potrei aggiungere qualcosa a Ombre è vero, potrei approfondire le ambientazioni, potrei dare più spazio al tormento di Adam oppure dare più spazio a Livvy e agli altri personaggi, ma a quel punto non so se risponderei ancora alla domanda che ha dato vita alla storia. Adam è una personalità forte per quanto riguarda tutto ciò che lo circonda, fatta eccezione per Livvy. Lei è la sua anima gemella, la sua ragione d’esistere, lui è consapevole di tutti i suoi difetti ma stare senza di lei non è concepibile. La parte più difficile sono state le ultime pagine. Adam doveva fare una scelta, ma l’essere umano è per natura egoista e autoconservatore, pensare di sacrificarsi per una persona, anche colei che si ama per tutta l’eternità, descrivere il dolore della scelta. Quante persone sarebbero disposte a privarsi della persona che amano se questo servisse a renderla felice?

3- Da dove nasce l’idea di dividere la storia, come se fosse a puntate? A me personalmente è piaciuta molto, l’ho trovata completa e interessante, e non vedo l’ora di sapere come prosegue 😉 1379701_10209046626151986_2166980018982713948_n

Era appena uscito Ombre e alcune lettrici volevano sapere se c’era un proseguio, cosa fosse successo a Adam. E Livvy? È davvero morta? È tutto finito? Parlando con un’amica Federica D’Ascani mi chiede e allora Adam? E io: è tornato nel futuro. Com’è questo futuro? Bè un demone si è liberato quindi abbiamo una realtà diversa, non ci sono solo umani, ma anche demoni, stregoni e ovviamente ibridi. Ma in quel periodo non potevo seguire un progetto che fosse molto lungo, ero al nono mese di gravidanza quando pubblicai Ombre e quattro giorni dopo è nato il mio secondogenito, quindi il mio tempo è stato assorbito. Ma non potevo lasciarlo in cantina, così sempre Federica mi ha suggerito di dividerlo a puntante finchè non mi fossi rimessa in carreggiata.

4- C’è un personaggio al quale sei particolarmente legata? E se sì, perché?

In effetti due. Adam per via di tutta la forza che ha dentro di sé e di tutto l’amore che potrebbe dare ma che il destino gli nega. E poi Beatrice. Io ho un debole per i personaggi forti, indipendenti e sensuali.

5- Ho letto nella tua autobiografia che sei una giocatrice di ruolo. Ci vuoi raccontare qualcosa riguardo questa tua passione?

Ho iniziato a giocare di ruolo sui mud (multi user dungeon) sono giochi testuali dove è possibile interpretare un personaggio. Il primo è stato Silmaril basato, ovviamente, sul Signore degli Anelli, è stato lì che ho conosciuto mio marito. Dopo due anni di pausa sono tornata, purtroppo con l’arrivo dei mmorpg (es. world of warcraft) i mud si sono svuotati, così sono arrivata su Equilibrium. È stato uno dei periodi più belli della mia vita, ho conosciuto giocatori di ruolo abilissimi e ho vissuto storie degne di essere raccontate in un libro. In effetti giocare di ruolo non è altro che diventare parte di una storia.

6- Quanto tempo dedichi alla scrittura? Segui il flusso delle idee e della fantasia o hai qualche rito particolare o qualche luogo preferito dove scrivere? 

Con due bambini piccoli il tempo per la scrittura è circoscritto alle loro necessità. Cerco di scrivere tutti i giorni, non sempre con i migliori risultati, ma cerco di essere costante. Le idee possono arrivare da qualunque cosa, un odore, un ricordo, una canzone, un’immagine. Ombre nasce da un ricordo, di me che cammino un sabato sera per Via De’ Mercanti a Salerno.

7- Ho letto che hai partecipato a diversi concorsi. Cosa ci racconti della tua esperienza?

I concorsi sono un’ottima palestra ti impongono di centrare l’argomento all’interno di un range di battute. Quando hai solo quattordicimila battute per parlare di un argomento sei costretta a essere attenta a come usi ogni parola. Una volta ho scritto un racconto di seimila battute, ma ancora oggi se lo leggo, per quanto la mia scrittura di allora fosse diversa mi vengono lo stesso le lacrime agli occhi. Non sono facili, ma per me sono stati formativi.

8- Qual è stato il primo libro che hai letto? Quello che hai amato di più? Quello che invece avresti non voluto leggere? 

Il primo libro che ho letto è stato un harmony di mia madre, credo che avessi circa dodici o tredici anni.

Il libro che ho amato di più Kitchen di Banana Yoshimoto, la sua capacità di introspezione dei personaggi è l’esempio vivente che non servono seicento pagine per trasmettere emozioni al lettore.

Il libro che non avrei voluto leggere? La ragazza della torre l’autrice non la ricordo nemmeno è stato uno dei pochi libri che non sono riuscita a terminare.

9- A breve dovrebbe uscire il terzo episodio, Himogene. Ci puoi anticipare qualcosa al riguardo? Regalarci un piccolo assaggio? 😉
La storia proseguirà dopo Himogene oppure è l’episodio conclusivo?

I signori delle Ombre non si concluderanno con Himogene, al momento prevedo almeno altri due episodi Rogue e Astarte, ma se quest’ultima metterà la parola fine non posso dirlo con certezza. I personaggi non fanno mai quello che vorrei.12688193_10209046627672024_2184322347703585329_n

Con il terzo episodio scopriremo cosa è successo a Himogene, ci saranno dei flash back sul suo passato e sul suo incontro con Adam, inoltre, i suoi compagni cercheranno di salvarla e Bea e Blackman avranno un nuovo incontro “molto interessante”. Scopriremo anche cosa è successo a una zona di Roma.

10- Altri progetti per il futuro? Un sogno nel cassetto che vorresti veder realizzato? 

Oltre Himogene e gli altri episodi dei Signori delle Ombre parteciperò nuovamente al concorso Io Scrittore con un urban fantasy (non posso dire di più altrimenti potrei rischiare l’esclusione), inoltre ho un romance in uscita e un’altro in fase di stesura.

Un sogno che vorrei veder realizzato? A parte vincere il superenalotto? Mi ritengo molto fortunata e ho tutto quello che vorrei, un marito paziente che mi ama, due piccole pesti. Scrivo ed è una droga per me, quindi se riuscissi a emozionare chi mi legge e magari un giorno arrivare in libreria potrei dire che ho realizzato il mio sogno.

Serenella ❤

A tu per tu con: Lucia Guazzoni!

Ehi Notters!

Come ogni mercoledì, ecco l’intervista a Lucia Guazzoni, che è stata protagonista del nostro lunedì di recensioni con il suo bellissimo romanzo “Brughiere Selvagge”.
Se anche voi amate la storia, le epoche passate e la magia di quei tempi, venite a scoprire di più su Lucia e il suo libro!

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1- Lucia, il tuo libro rappresenta un vero e proprio tuffo nel passato. Da cosa nasce questa tua curiosità, passione, interesse per l’epoca che fa da sfondo al tuo racconto?

Ho sempre avuto la passione per la storia e quindi a volte mi immergo in un periodo e ci vivo dentro per un po’. Questo periodo storico in particolare mi attirava e mi ci sono buttata dentro!

 2- Cosa ti ha spinto a creare “Brughiere Selvagge” e ad ambientarlo sia in Scozia che a Londra? C’è qualcuno o qualcosa che ti ha dato l’incipit iniziale?

Adoro la Scozia, le storie dei Clan, le canzoni, le leggende…e abbinare assieme la Londra un po’ libertina del tempo mi è sembrato una buona idea

3- Veniamo ai personaggi… ho apprezzato molto il fatto che nel racconto tu abbia dato il giusto spazio anche alla storia d’amore tra Bruce e Maeve piuttosto che focalizzarti solo su quella tra Bruce e Isobel. Perché questa scelta?

Diciamo che la storia è nata con Maeve; ma poi in mente mi è venuto il personaggio di Isobel e quindi ho spostato l’attenzione su di lei, mantenendo però vivo il personaggio quasi fatato di Maeve

4- Bruce è un uomo eroico, senza dubbio. Come nasce il suo personaggio?

Ah, io ho sempre amato i personaggi così! Forti, eroici, intraprendenti, i Principi Azzurri delle fiabe! E poi sono cresciuta vedendo Ivanhoe alla TV!

5- Leggendo il libro, è facile innamorarsi sia di Maeve che di Isobel, è impossibile non fare il tifo per loro! Ma questi due personaggi, a mio avviso, sono agli antipodi. Come li hai creati? Puoi svelarci qualcosa di più su entrambe?

Maeve è l’amore puro, la dolcezza della donna, la famiglia, tutto ciò che di positivo ci può essere in una donna. Isobel è la trasgressione, la sfida, la femminilità al quadrato. E non sono agli antipodi, ognuna delle due è DONNA completa e credo che dentro ognuna di noi ci sia un po’ di tutte e due

6- Tutta la storia è raccontata con grande ironia, nonostante la drammaticità degli eventi. Hai avuto difficoltà nel mettere insieme questi due elementi durante la scrittura del libro?

No, è il mio modo di scrivere, di vivere. Per quanto le cose vadano male, anche nella vita, cerco sempre di vedere il lato ironico, il lato leggero. E’ un sistema per andare avanti senza suicidarsi ad ogni angolo di strada o ad ogni difficoltà che si incontra!

7-Per raccontare il crudele piano messo a punto sia per l’uccisione di Maeve che per la “distruzione” di Bruce, hai preso spunto da qualche altra storia oppure è tutto frutto della tua fantasia?

Credo che in fondo alla nostra mente ci siano storie già raccontate, già udite. Non coscientemente, no, non ho copiato niente ma non potrei dire con certezza che non esistano da qualche parte…in fondo, noi raccogliamo le storie dall’universo, no?

8- Parliamo un po’ di te… dalla tu biografia ho letto che nel mondo della scrittura sei nata come autrice di articoli di viaggio e di costume nei quotidiani italiani ed esteri, poi hai deciso di scrivere libri. Come mai? Da cosa deriva questa tua scelta, questo tuo cambiamento?

Forse perché con gli articoli hai uno spazio limitato, un numero di battute in cui restare circoscritto e a volte invece mi veniva da approfondire, da allungare. Così ho optato per i racconti e per i romanzi e adesso mi trovo perfettamente a mio agio così

9- Ho letto anche che oltre a “Brughiere Selvagge”, hai anche scritto un romanzo d’amore e uno d’avventura. C’è un genere che prediligi di più, che ti cattura di più da sviluppare per creare un libro?

Il genere che preferisco è un mix di avventura, amore, giallo…sono cresciuta leggendo i romanzi “gotici” inglesi e mi piace quello stile che mischia un po’ la storia d’amore con un pizzico di suspense e di mistero. Ho cercato di attenermi a quel filone, che mi è decisamente congeniale

10- Ultima domanda Lucia: quando ci delizierai con un altro dei tuoi emozionanti romanzi? Noi di Notting Hill siamo tutte orecchie ! 😉

A breve uscirà un nuovo romanzo storico, sempre con lo stesso editore, Santi Edizioni, dove amore e mistero di mischieranno di nuovo in uno scenario ricco di atmosfera…altro non posso dire!!!

Edna ❤

A tu per tu con: Rossella Padovano!

Ciao Notters,
la settimana scorsa ho letto e recensito “La grazia dell’acqua” romanzo di Rossella Padovano edito Lettere Animate. E per la rubrica: “La voce dello scrittore” ho avuto il piacere di togliermi qualche curiosità! 😉

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Ciao Rossella,
innanzitutto voglio farti i complimenti per la bellissima e avvincente storia che ci hai regalato, mi è piaciuta veramente tanto e spero di poter leggere presto il seguito!

1- La storia è ambientata nel futuro ma sembra più un futuro retrogrado, medioevale. A cosa si deve questa tua scelta particolare?

Le atmosfere cupe del medioevo mi hanno sempre affascinato, alla base c’è la passione per l’opera e per i romanzi epici. Il futuro retrogrado è, per me, il palcoscenico ideale per i personaggi che definirei classici nei sentimenti ma allo stesso tempo contemporanei e moderni nell’approccio alla vita. Ho desiderato vederli coinvolti in una situazione scomoda e spesso contraddittoria per i loro sentimenti, dove libertà e pregiudizio si scontrano e si accarezzano per tutto il racconto.

2- Sophia è una principessa passionale e dolce, sarcastica ed elegante, combattiva ed empatica. Una forza della natura, una protagonista degna di questo nome. È nata all’improvviso dalla tua fantasia? Ti rispecchia poco o tanto?

Sophia è la summa di personaggi femminili provenienti dall’opera, eroine come Clorinda di Monteverdi, coraggiosa e abile con le armi, o la tormentata Isotta  di Richard Wagner. Ho voluto esaltarne anche i valori estetici e mi sono ispirata alle figure dipinte dagli artisti preraffaelliti, che mi hanno suggerito la bellezza e la sensibilità. Le quattro amiche protagoniste del racconto, ad esempio, si possono ritrovare nell’opera “Hylas and the Nymphs” di John William Waterhouse. Il personaggio nato all’improvviso e che definirei “intruso” è Braent, sbucato dal nulla, arrivato a sconvolgere gli eventi. Come ha raccontato Tolkien, spesso i protagonisti nascono da soli e a tua insaputa.  Riguardo alle similitudine tra lei e me, posso affermare che per chi mi conosce bene un tratto comune potrebbe essere la caparbietà.

3- Quanto hai impiegato a scrivere questo romanzo così lungo e completo?

Un anno e mezzo circa, lavorando costantemente ogni giorno, compatibilmente con gli impegni di lavoro. Ho sacrificato buona parte del tempo che in genere si dedica allo svago. È stato un lavoro lungo e minuzioso, ma mi ha dato soddisfazione perché i lettori lo hanno apprezzato.

4- Quando è nata la tua passione per la scrittura?

Ho sempre scritto, ma l’idea di cimentarmi con un romanzo vero e di tentarne la pubblicazione non mi aveva mai sfiorato prima di qualche anno fa. È stato naturale ed emozionante, ho sentito l’esigenza di scrivere una storia e ho desiderato che altri potessero leggerla. Poi la casa editrice Lettere Animate mi ha dato questa possibilità.

5- Come vivi il rapporto con i tuoi lettori?

È presto per dirlo. La Grazia dell’Acqua è stato pubblicato a giugno del 2015. È sempre interessante conoscere il punto di vista di chi legge, ti aiuta a capire i gusti, dove puoi migliorare e cosa piace in genere. Diciamo che è un’ottima indicazione anche per capire come funziona il mercato della narrativa.

6- Cinque motivi per cui dovrebbero leggere il tuo libro? 😉

Motivo n.1: Credo che si dovrebbe leggere il mio libro per conoscere dei personaggi interessanti e ricchi, tanto da spingermi spesso a trascorrere la serata con loro e non in una pizzeria del centro. Il potente e illuminato Percy-Bysse, Evan, cadetto di Ardesia e la sua passione per le spade e la scienza, Soφια (Sofia), principessa risoluta e audace che impara a sfidare i suoi limiti o ancora l’austero e spietato Bρεvτ (Brent), sono personaggi le cui storie, incrociandosi tra loro, incrociano anche le sorti dei regni di Rosemund ed Ardesia, due culture opposte e avversarie. Motivo n.2: Se amate le storie di duelli e amor cortese è il racconto che fa per voi. Motivo n.3: Sono quasi tutti belli (il che non guasta mai!) Motivo n.4: i personaggi sono così vari e differenti che qualcuno in cui immedesimarvi, o di cui volete innamorarvi, o per cui fare il tifo e da poter odiare lo troverete sicuramente. Motivo n.5: è una storia che accompagna il lettore attraverso la crescita e i sentimenti dei protagonisti, tirando i fili della tensione e facendo spesso sorridere.

7- Raccontaci qualcosa di Rossella: chi è? Cosa fa nel tempo libero?

Sono una designer che nel tempo libero scrive. Non credo sia utile rivelare di più, Rossella presto sparirà nel nulla e lascerà il posto al suo doppelgänger, avrà un nome nuovo e una nuova identità.

8- Leggi tanto? Il tuo genere preferito? Quello che meno ti piace?

Leggere è aprire una finestra su un mondo che non ti appartiene, è un modo per dialogare con persone che altrimenti non incontreresti mai. Non riuscirei a immaginare un mondo senza libri. La lettura è una grande passione da sempre. Più che generi prediligo gli autori irruenti e viscerali come Jean-Claude Izzo o Louis-Ferdinand Céline. Mi piacciono anche testi classici, Tolstoj, Jane Austin, Virginia Woolf o Shakespeare che costituiscono un punto di riferimento per la mia scrittura. Non sono una grande lettrice di romanzi rosa e gialli anche se ultimamente ne ho letti alcuni ben scritti e molto piacevoli.

9- Ti piacerebbe vivere in un’epoca diversa? Nel futuro tra navicelle spaziali? Nel passato tra dame e cavalieri? Oppure non cambieresti il presente con nulla al mondo?

Mi piace il presente in cui vivo, nonostante tutti i casini che ci sono in giro. In poche ore puoi vedere il mondo, non si muore più di consunzione e non corri il rischio di essere sfidato a duello o di venir accusato di stregoneria con le relative e inevitabili conseguenze. In realtà vorrei essere a conoscenza del segreto più ambito, essere in grado di viaggiare nel tempo (dote che dovrebbe essere necessariamente unita alla tecnologia che permette di tornare indietro).

10- Progetti per il futuro? Una nuova storia? Il seguito de “La grazia dell’acqua”?

In pochi giorni il mio secondo racconto sarà finito, si tratta di un urban-fantasy abbastanza noir, dove mi sono divertita a intrecciare le tematiche appartenenti al mondo fantasy con le atmosfere dark di un fumetto poliziesco. Posso confermare di essere pronta per il seguito de “La Grazia dell’Acqua”, la storia è tracciata a grandi linee e già ora mi chiedo chi sarà stavolta ad apparire all’improvviso per sconvolgere gli eventi. Probabilmete sarà qualcuno che, come Braent, viene da lontano. Di sicuro è già in viaggio.
Grazie a Notting Hill Books!

Serenella: Grazie per la collaborazione  🙂

 Serenella 🙂

 

A tu per tu con: Alessia Cucè!

Ciao Notters, oggi ho il piacere di fare quattro chiacchere con Alessia Cucè! Autrice di “Cercami tra i ciliegi in fiore” che ho letto e recensito lunedì. Un romanzo romantico, dolce e sfumato di eros. Se l’avete persa leggete

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Naty: Ciao Alessia, prima di partire con le domande volevo ringraziarti del tempo dedicato a Notting Hill Books 😊

1- In “Cercami tra i ciliegi in fiore” c’è dell’ autobiografico?

Grazie a voi per avermi dato questa possibilità. Inizio subito col rispondere alle domande. Alcune caratteristiche di Lucinda sono autobiografiche, ma sopra ogni cosa l’ambientazione a Celleno. Abito vicino questa piccola frazione e ho assistito alla festa delle Ciliegie più volte e me ne sono innamorata proprio nel modo in cui la amano Giorgio e Luce.

2- Come nascono le tue storie. Usi uno schema preciso?

Quando iniziai a scrivere, non usavo schemi ma andavo di getto. Col tempo ho imparato a crearmi delle scalette anche se spesso non le rispetto perché i personaggi fanno come vogliono. Sono loro che mi portano in una direzione piuttosto che in un’altra.

3- Lucinda, rispecchia caratterialmente te o qualcuno di tua conoscenza, o semplicemente è frutto della fantasia?

Luce è innegabilmente parte di me. È uno dei miei personaggi che più mi rispecchia soprattutto nella fragilità. Il suo arginare il dolore e nasconderlo piuttosto che affrontarlo, il suo bisogno di sentirsi importante e soprattutto il suo desiderio di sentirsi amata, fanno di lei la mia gemella letteraria perfetta.

4- Giorgio per me potrebbe essere il mio uomo ideale, per la sua semplicità, è caparbio, dolce e romantico. L’hai creato proprio per noi donne?

Se dobbiamo essere sincere, ultimamente le donne amano l’uomo abbastanza “stronzo” e perdonate il termine. Ci si entusiasma leggendo di uomini che maltrattano, che si negano e fanno penare una donna proprio perché il gusto del proibito, del rifiuto è quello che suscita più emozioni. Perché la conquista più è ardua più è coinvolgente.  Per quanto io abbia amato certi personaggi con tali caratteristiche, non li vedrei mai accanto a me. Da qui nasce Giorgio Sutri. Un uomo innamorato e combattuto, passionale e tenero. Insomma, per me un uomo deve contenere un certo equilibrio, né troppo “diabetico” né troppo bastardo.

5- Il tuo nuovo romanzo (che recensiremo a breve) “Un’amante nel mio letto” è un libro ironico e divertente. Ti sei ispirata a qualcosa o qualcuno per scriverlo?

Non in particolare. Mi sono ispirata alla visione bucolica dell’uomo palestrato. Alle immagini che spesso si vedono di adoni strafighi che fanno girare la testa(anche a me lo ammetto) e mi sono chiesta: quanti di questi saranno realmente uomini? Ecco come nasce Mattia, tanto bello quanto infantile sotto tutti i punti di vista. Naturalmente nel testo l’esasperazione di certe situazioni è voluta per rincarare la dose e poi, ad essere sincera, perché l’uomo “normale”, quello con un po’ di pancetta e senza tartarughe scolpite, non deve essere mai il protagonista? Da questo nasce invece Paolo Valle, il commercialista anonimo che però è un uomo a tutti gli effetti. Diamo un po’ di soddisfazione a questi uomini che non vengono mai menzionati.😊

6- Fai leggere i tuoi romanzi a qualcuno, prima di pubblicarli?

Sempre! Ho un paio di colleghe che mi consigliano e mi correggono.

7- Oltre ad essere scrittrice sei anche una gran lettrice. Che genere ami e qual’è il tuo libro preferito?

Leggo molto soprattutto autrici self, più che altro perché sono stufa di sentire sempre commenti denigratori su tante autrici talentuose che sono self e attaccate solo per questo. I generi che amo di più sono i romance, gli erotici, i dark e i fantasy.

8- Hai un posto per scrivere o una situazione particolare in cui ti senti  più ispirata?

Bella domanda! Scrivo ovunque. Sono attrezzata con app sul cellulare, blocco note, PC, file audio insomma, se l’ispirazione arriva non voglio essere impreparata. Il momento che prediligo è la sera, soprattutto quando le luci si spengono e il mio cervello si accende invece di dormire come farebbe chiunque. Passo ore sotto le coperte a scrivere sul cellulare, che meravigliosa invenzione! In altri tempi mi sarebbe toccato uscire da sotto il piumone e scrivere in un’altra stanza e d’inverno non è affatto piacevole.

Alessia: Grazie infinitamente per la vostra disponibilità. Vi aspetto su Amazon con le avventure dei miei personaggi.

Naty ❤