A tu per tu con: Carmen Laterza!

Ciao Notters,
lunedì vi ho parlato di un libro che mi ha molto colpita. Sia per la scrittura che per la storia, è uno di quei libri che nella libreria del vero lettore non deve mancare! E oggi ho avuto il piacere di fare due chiacchere con l’autrice di “L’amore conta”.

Carmen Laterza!

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Però prima di cominciare con le nostre domande, è doveroso farvi conoscere chi è Carmen Laterza.

 Sono nata e cresciuta a Pordenone, città in cui vivo tuttora. Laureata in Lettere a indirizzo musicologico e Diplomata in Pianoforte, sono stata bibliotecaria, insegnante di pianoforte, critico musicale, addetto stampa e segretaria di redazione. Per più di dieci anni ho insegnato Italiano e Storia negli Istituti Superiori della mia città e infine sono diventata Dirigente Scolastico. La passione per la scrittura mi ha rapito fin da quando ero piccola e negli ultimi vent’anni, oltre a scrivere per me stessa, ho scritto e corretto per gli altri testi di ogni tipo. Ho autopubblicato dapprima il saggio musicologico I duetti d’amore nelle opere di Giuseppe Verdi, poi il romanzo L’amore conta. Per quest’ultimo, in particolare, ho impostato una strategia di marketing editoriale sui blog letterari e sui social media che mi ha dato grandi soddisfazioni in termini di recensioni e vendite. Con spirito curioso e intraprendente nel corso degli anni ho frequentato decine di siti e forum italiani e stranieri, ho appreso e affinato tecniche di scrittura e di marketing, ho creato e gestito blog e siti personali e ho utilizzato strumenti e piattaforme di self publishing per i miei clienti e per me stessa. Sono quindi una scrittrice indipendente e ora, dopo aver scelto di dimettermi dalla pubblica amministrazione, lavoro a tempo pieno come editor, ghostwriter e coach per il self publishing, mettendo al servizio degli altri la lunga esperienza maturata sul campo. Ho creato e gestisco personalmente i siti CarmenLaterza.com e SelfPublishingMaster.it. Collaboro inoltre con la rete di Ghostwriters-Roma e con la piattaforma Autoeditori.it, entrambi servizi dell’agenzia Luce Comunicazione. Curiosa, eclettica e intraprendente, sono una lettrice onnivora e una navigatrice notturna della rete. Dicono che me la cavo molto bene ai fornelli, ma, se posso scegliere, io preferisco scatenarmi su una pista da ballo.

Dopo questa piccola presentazione, partiamo con le dieci domande di Notting Hill Books!

1- Come e da cosa è nata l’idea, di scrivere un romanzo abbastanza complesso come “L’amore conta”?

Da anni mi girava in testa l’idea di scrivere un romanzo mio, dopo aver scritto tanto per gli altri come scrittrice su commissione. Non sapevo esattamente quale sarebbe stata la trama, ma sapevo per certo che la protagonista sarebbe stata una donna inquieta e che la storia si sarebbe sviluppata su due piani temporali distinti. Questo perché io stessa in quel periodo ero inquieta e sentivo forte dentro di me il senso di una frattura tra il passato e il presente. Intorno a questi due elementi di base, il resto si è creato a mano a mano che scrivevo.

2- Irene è un personaggio cinico; a volte sembra superficiale, fino ad un certo punto del libro.     Per la sua descrizione, che io ho trovato molto reale: ti sei ispirata a qualcuno, realmente esistente?

Di sicuro Irene non mi assomiglia per niente! 😉 Non è il mio alter ego letterario, perché ha una storia personale molto diversa dalla mia e un modo di affrontare le cose che è l’opposto del mio. Tuttavia Irene riassume in sé le caratteristiche di molte donne che ho conosciuto e vive l’insoddisfazione che quasi tutte le donne affrontano alla soglia dei quarant’anni.

3- Il tuo è un romanzo, che entra nella mente  del lettore. Provato io personalmente 😉 ! Era tua idea, che chi lo leggesse si soffermasse a pensare alle varie domande, che si è posta Irene?

Sì, assolutamente. Da lettrice mi piacciono le storie che mi entrano dentro e che mi fanno riflettere. Di volta in volta mi piace immaginare cosa avrei fatto io al posto dei protagonisti, anche se vivo in epoche e condizioni molto diverse da loro. Mi immedesimo, mi calo nella storia e così vorrei che accadesse anche a chi legge il mio libro.

4- La monotonia in un rapporto di coppia, molte volte non è sana. In “L’amore conta”, la protagonista cerca di trovare se stessa su un sito internet. Credi che molti nella realtà, facciano questo? E che cosa ne pensi?

In un rapporto di coppia duraturo la routine è una cosa normale e, per certi versi, perfino rassicurante, perché è sinonimo di stabilità. Tuttavia non deve sfociare in monotonia o noia e questa è la sfida da superare per ogni rapporto a lunga durata. Irene cerca sé stessa in un sito di incontri, ma in realtà non sa nemmeno lei cosa sta cercando. Il problema non è il sito internet, ma la confusione con cui Irene vi si approccia. Io credo che internet sia solo un’estensione della realtà, quindi gli incontri che si possono fare in rete sono gli stessi che si possono fare fuori: se sei sicuro di te e sai quello che vuoi, incontri persone positive, se invece sei insicuro e non sai quello che vuoi, incontri persone che possono approfittare delle tue debolezze.

5- Ti dico la sincera verità: vorrei un seguito! Ovviamente il tuo libro non ha una conclusione scontata, ma Irene  capisce che è circondata dall’amore, senza che lei se ne fosse mai accorta; alla fine del libro. Hai mai pensato ad un seguito, spin-off o anche solo un punto di vista raccontato da Luca, il marito?

“L’amore conta” è nato come libro autoconclusivo, ma più di qualcuno, come te, mi ha chiesto se ci sarà un seguito. Ora quindi non lo escludo, ma di sicuro non sarà a breve, perché ho altri progetti in corso, e soprattutto non sarà un sequel in senso classico, perché mi sembrerebbe noioso.

6- Passiamo a domande, un po’ più incentrate, a te come autrice. Come è nata e quando è nata, la passione di scrivere?

Da che ho memoria ho sempre scritto: racconti, storielle, diari personali. E soprattutto ho sempre letto molto.
Una macchina da scrivere Olivetti è stata la mia prima palestra di scrittura. Mi piaceva copiare i passi più belli dei libri che leggevo e impararli a memoria: quei fogli bianchi battuti a macchina in bella copia, con i caratteri regolari, mi trasmettevano un senso di eleganza e nobiltà che provo ancora adesso nel ripensarci.

7- Hai un momento particolare della tua giornata, o luogo per scrivere?

Sono una nottambula e tendenzialmente sarei portata a scrivere solo di sera e di notte. Tuttavia, lavorando come editor e ghostwriter, col tempo ho imparato che la scrittura non può essere intesa solo come estro creativo e flusso di ispirazione, ma, anzi, è una questione di tecnica e disciplina. Quindi di notte penso ed elaboro le idee che poi metto per iscritto il giorno dopo.

8- Cosa pensi del Self-Publishing e delle Case Editrici. Quali sono i pro e contro?

Io credo fermamente nel Self Publishing come alternativa (e non come ripiego) rispetto alla pubblicazione con una Casa Editrice, perché i processi dell’editoria tradizionale non sempre garantiscono la trasparenza di scelte e la velocità di realizzazione che il pubblico chiede. Con il Self Publishing, inoltre, un autore mantiene il controllo totale del suo libro in ogni fase, ma questo controllo deve essere inteso anche come responsabilità nei confronti dei lettori.
La facilità e l’economicità del Self Publishing hanno fatto credere a molti che “mettere online” i propri scritti equivalesse a “pubblicare” e il mercato editoriale è stato inondato di materiale di scarso, o scarsissimo, valore, che purtroppo ha alimentato il pregiudizio sui libri self come prodotti di serie B. Invece, se uno scrittore indipendente realizza un prodotto di qualità, il pubblico lo riconosce e lo premia, come dimostrano i successi di molti autori self negli ultimi anni.

9- Cosa ti senti di dire, a chi vuole incominciare a scrivere. Quali sono le basi da rispettare?

Leggere, leggere, leggere. Poi cominciare a scrivere con umiltà, chiedendo consigli e accettando le critiche. E poi riscrivere, riscrivere, riscrivere.
Purtroppo molti pensano che la scrittura sia l’espressione estemporanea dei propri pensieri. Scrivere di getto va bene per una scrittura intima e personale, ma se ciò che scrivi è rivolto a un pubblico, e soprattutto a un pubblico che non ti conosce e non sa nulla di te, allora devi prima metabolizzare il concetto che la scrittura è metodo e tecnica. Questo non significa adottare schemi rigidi e ripetitivi, ma conoscere le regole per saperle piegare al tuo servizio.

10- Ultima domanda e non meno importante. Stai lavorando ad un nuovo libro?

Sto lavorando a molte cose, in realtà, e tra queste c’è anche un nuovo romanzo, ma non voglio dire di più per scaramanzia!

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Naty: Grazie del tempo che mi hai dedicato

Carmen: Grazie mille a te e complimenti a te e a Giulia per la professionalità con cui gestite il vostro Blog!

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