HerStory #2 Rossella, Lesbia, Lizzy

Pink Magazine Italia

#JeSuisScarlett

1421395_10205915098098563_1928862628_n Scarlett O’Hara (Rossella) – Margaret Mitchell by Natascia Cavallaro

#JeSuisLesbia

12814497_559462430898581_2195710299769631785_n Lesbia vs Catullo by Redazione Pink Magazine Italia (per ridere un po’) preso da “Il SuperUovo”

#JeSuisElizabethBennet

10640987_1685063558431234_4198112702078194026_n Pride and Prejudice – Jane Austen (Elizabeth -Lizzy- Bennet) by Isabella D’Amore

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HerStory #1 Ophelia, Cathy e Anna

Pink Magazine Italia

Carissimi, ecco i primi, meravigliosi contributi che sono arrivati in redazione!

#JeSuisOphelia

Drowning Ophelia di Karen Natasja Wikstrand (underwater self portrait 2012) Drowning Ophelia di Karen Natasja Wikstrand (underwater self portrait 2012)

#JeSuisCatherineEarnshow

Cathy Cime Tempestose – Emily Bronte by Redazione di Pink Magazine Italia 

#JeSuisAnnaKarenina

12828487_566030346895311_8423333287166722160_o Anna Karenina – Lev Tolstoj by Linda Bertasi

12322891_566030310228648_36602028360794057_o Anna Karenina – Lev Tolstoj by Linda Bertasi

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Recensione di: “Una scintilla nell’oscurità” di Emanuela Riva

Ciao Notters 🙂
È con molto piacere che oggi vi presento “Una scintilla nell’oscurità” di Emanuela Riva, una storia che mi ha catturato, ammaliato, incuriosito, affascinato e anche spiazzato, per i suoi personaggi indimenticabili, per le sue atmosfere cupe e tormentate, per l’amore dalle mille sfumature, per il pizzico di originalità e trepidazione che mi ha portato a divorarla pagina dopo pagina.
Una storia in bilico tra luce e oscurità, tra bene e male.

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TITOLO: Una scintilla Nell’oscurità
AUTORE: Emanuela Riva
CASA EDITRICE: Trame Dei Sogni
DATA PUBBLICAZIONE 16 SETTEMBRE 2015
GENERE: Urban Fantasy
FORMATO: eBook
PAGINE: 264
PREZZO: € 3,99

 

SINOSSI

Emma Sullivan è una ragazza semplice, altruista e molto testarda, che vive con suo fratello maggiore a Baselga, un paesino nel Trentino. Insieme cercano di superare lo shock della perdita dei genitori, Amelia e Christopher, uccisi due anni prima da due rapinatori. In seguito alla loro morte, la ragazza inizia a fare incubi ricorrenti.
Un giorno Emma si reca al centro commerciale, insieme alle sue migliori amiche, e incontra Adam Cooper, un uomo arrogante e bellissimo, destinato a cambiarle per sempre la vita. Ma dietro quel volto bello e fiero si nasconde una creatura mitologica creata da Dio in epoche lontane. E ben presto per Emma le cose si metteranno male, soprattutto quando si imbatterà nel vescovo Francesco Doria e il suo aiutante don Carlos, finendo coinvolta nella più antica delle faide: la lotta tra il bene e il male.

RECENSIONE

Un’atmosfera surreale, per certi versi magica…che si trasforma nel  peggiore degli incubi!
La foresta di notte, un cacciatore che ti insegue, che brama il tuo sangue, la tua vita.
Un uomo misterioso che nasconde il volto dietro un cappuccio.
Un sogno che spaventa, che sembra così reale, troppo reale.
Ma cosa sono i sogni? Premonizioni di eventi che devono ancora accadere? Reminiscenze di eventi che sono già accaduti? Ricordi sepolti? O soltanto scherzi del proprio inconscio?

“Il fogliame era talmente fitto da non lasciare quasi filtrare la luce del sole. Ero in una foresta immensa e meravigliosa. Sentivo gli usignoli tra gli alberi che cantavano all’unisono insieme alle foglie mosse dal vento. Non avevo mai visto così tanta bellezza. L’odore dell’erba bagnata dalla rugiada mi riempiva le narici. Il mio sguardo catturava ogni piccola creatura che abitava in quella foresta incantata, mi sentivo parte integrante di quella foresta. Vicino al fiume vidi un piccolo di stambecco bianco che si stava abbeverando con la madre al fianco, decisi di avvicinarmi per guardarli più da vicino. Erano bellissimi. Quella quiete però fu spazzata via da un rumore assordante, sembrava il colpo di un fucile. Il cuore incominciò a galoppare veloce, la paura si impadronì del mio corpo. Gli animali scomparvero all’istante mentre dal cielo di un grigio perlato iniziarono a cadere dei piccoli fiocchi di neve. Poco dopo arrivò un altro sparo. Chiusi gli occhi tappandomi le orecchie. Volsi lo sguardo sul piccolo stambecco. Con orrore vidi la mamma distesa a terra piena di sangue e il piccolo vicino a lei che belava. Dal folto della foresta sbucò il cacciatore armato di fucile e si avvicinò al piccolo.”

Siamo a Baselga di Pinè, un paese in provincia di Trento, a circa 964 metri di altitudine, immerso nella natura incontaminata, circondato da boschi che nascondono più di un segreto.

Emma, 18 anni, capelli castani scuro, carnagione molto chiara, occhi castani screziati. Una ragazza come tante, se non fosse per l’immenso dolore che si porta dentro e che la rende più schiva e taciturna.
Due anni prima ha perso entrambi i genitori in seguito a un’agghiacciante tragedia e adesso vive assieme al fratello maggiore Jason, dividendosi tra il lavoro e le amiche, tra la cupezza della dura realtà e la leggerezza consona alla sua giovane età.
Quasi ogni notte è tormentata dagli incubi. Incubi inquietanti, sempre più dettagliati e realistici, che la portano a dubitare della propria sanità mentale.

Tutto cambia quando incontra Adam Cooper, ragazzo bellissimo dai profondi e ipnotici occhi di ghiaccio, in grado di sciogliere il cuore.
Una scarica elettrica sembra passare tra i due giovani.
Un momento che segnerà la fine o forse l’inizio di tutto.

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Adam mi prese dolcemente la mano e mi baciò il dorso, guardandomi negli occhi.
«Piacere di averti conosciuta, signorina Emma».
Quel semplice gesto così all’antica mi colse di sorpresa togliendomi completamente il respiro.

Incontri casuali che ogni volta fanno battere forte il cuore a Emma.
O forse è il destino che li fa incontrare per poi separarli quasi immediatamente.

Due anime collegate da un filo rosso.
O da un lontano passato.
Un segreto li divide e li unisce.
Un segreto che affonda le sue radici nell’alba dei tempi.
Un segreto nato assieme al mondo.
Un segreto tra fede e speranza.

Basta un semplice sfiorarsi e il mondo si accende.
Un cuore morto da secoli torna a battere.
Un altro cuore rischia di spezzarsi.
Una minaccia oscura e maligna aspetta nell’ombra.
Il confine tra bene e male non è mai stato così labile, così privo di consistenza.
Un passo e l’intero mondo potrebbe scomparire.

Emma e Adam non riescono a stare lontani.
Si cercano, si desiderano.
Solo l’uno nei pensieri dell’altro.
Un’ossessione, un desiderio a cui non possono e non vogliono resistere.
Si respingono per poi attrarsi.
Come luce e oscurità.

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Sfiorò con il pollice le mie labbra che si schiusero al suo tocco.
«Tu mi fai letteralmente impazzire. Ho camminato millenni con il cuore in silenzio, come se il mondo appartenesse a un altro. Poi ti ho incontrata… Io voglio amarti, non resisterti, e fino a quando avrò fiato in corpo continuerò ad insistere, perché solo quando sono con te io posso credere ancora di esistere». Il cuore incominciò a battermi così forte che pensai potesse esplodere e mi girava anche un po’ la testa.

Occhi gialli che scrutano nel buio.
Incubi che continuano ad agitare le notti di Emma.
Una misteriosa malattia.
Una nuova versione della storia.
Un grande potere che tutti bramano.
E un dolce, passionale e intenso  amore per cui si è disposti a tutto, pur di difenderlo.
Anche a compiere il sacrificio più grande che si possa compiere, se necessario.
Perché basta una scintilla per sconfiggere l’oscurità.
Un’unica scintilla.

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“Sei una scintilla che riaccende ogni mio sentimento, morirei per te, mille e mille volte.”

Una storia avvincente, che scorre fluida e veloce, che un attimo fa sorridere, l’attimo dopo sciocca per certe scene che, per il modo semplice e quasi spensierato in cui sono scritte, rileggi anche due o tre volte!!! 😉
Scene divertenti, ironiche, romantiche, tenere, spiazzanti.
Per me un buon libro non è un libro scritto in maniera impeccabile, senza la benché minima sbavatura, ma un libro in grado di emozionare.
E devo dire che questo libro ha saputo emozionarmi.
In molti diversi modi.
Anche le scene più difficili da leggere hanno suscitato comunque un’emozione (indignazione? Rabbia? Sollievo quando tutto si risolve? ) e non posso che fare i complimenti alla giovane autrice per averci regalato questa storia, della quale non vedo l’ora di leggere il seguito!

Lo consiglio? Assolutamente sì!

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Una scintilla nell’oscurità

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Recensione di: “Il cacciatore di libellule” di Giuliana Guzzon

Buongiorno Notters!
Oggi giornata di recensioni e, per iniziare col botto, vi racconto il libro che mi ha tenuto compagnia questa settimana (e che mi ha tenuta sveglia tutta la settimana!): “Il cacciatore di libellule” di Giuliana Guzzon.
Vi piace il brivido? Amate Quell’attimo di puro terrore in cui l’adrenalina va a mille?
Se la vostra risposta a queste domande è sì, non esitate nemmeno un istante e venite a scoprire con noi di Notting Hill questo libro, se la risposta dovesse essere no…
Non esitate lo stesso! 😉

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TITOLO: Il cacciatore di libellule
AUTRICE: Giuliana Guzzon
EDITORE: Self-Publishing
DATA PUBBLICAZIONE: Settembre 2015
GENERE: Thriller
PAGINE: 394
FORMATO: eBook/Cartaceo
PREZZO: € 2,99/€ 17,90

 

SINOSSI

Gabriel Larsen è un antropologo molto legato al suo lavoro.
Nella sua Firenze continua a tormentarsi sui reperti rinvenuti in uno scavo effettuato in Africa.
Sente di dover dare una spiegazione a ciò che sembra apparentemente inspiegabile.
La scoperta del corpo mutilato di una ragazza a Malindi fa da propulsore a una spirale di omicidi.
Toccherà alla profiler Doris, al patologo Steven e al tenente Robert addentrarsi in uno dei peggiori incubi lastricato di ossa.
L’unica prova che si tratti di un serial killer è la presenza di ali di libellula inserite negli occhi dei cadaveri. Questa la sua firma. Ma qual è il significato? Chi conosce il suo segreto?
Il killer è rapido, veloce e non perde mai il controllo: segue i meandri oscuri della perversione umana ossessionato dalla poesia e la musica.
Una sola certezza; ucciderà ancora.
Nessuna donna è al sicuro; le sceglie, le segue, le tortura.
Ogni volta che uccide le fantasie diventano più intense, provocanti e violente.
Ambientato in uno scenario di toni caldi, profumi e odori che evaporano tra la terra arida e il verde, dove il rosso trova spazio negli incredibili tramonti, si è catapultati nel cuore del Kenya, dove si sente il respiro del popolo Masai.

RECENSIONE
***ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER***

Chi ha già visto il film “Nella mente del serial killer”, forse potrà capire quello che mi ha lasciato questo libro di Giuliana Guzzon.
Chi invece non l’ha visto…
Beh, non importa, leggete “Il cacciatore di libellule” e vi ritroverete immediatamente spettatori di una storia curda e sconvolgente; nella storia personale di una mente perversa, pericolosa, irrazionale.
Vi ritroverete improvvisamente catapultati al cinema, seduti in prima fila su quelle sedie tanto scomode, con un cartone di pop corn in mano e il cuore in gola.
Sì, perché quello che leggerete, imbattendovi in questo libro, vi sconvolgerà.

image (25)Gabriel è un ragazzo tranquillo, senza grilli per la testa, uno studente impeccabile, un ragazzo come tanti, ma con un amore immenso per ciò che lo rende vivo, per ciò che lo rende sé stesso e per ciò che non gli ha permesso fino ad ora di legarsi a niente e nessuno perché il cuore di Gabriel è sempre stato solo suo: l’antropologia.
Già, è un antropologo e passa la sua vita a… Studiare le ossa.

E questo è già un tantino agghiacciante, non trovate?

Immerso nella sua città, Firenze, Gabriel ha alle spalle anni di esperienze in posti differenti che gli hanno permesso di ampliare i suoi studi, le sue conoscenze e perché no, anche la sua fantasia, nonché gli hanno permesso di appassionarsi sempre più al suo lavoro.
Ma una di queste esperienze, o meglio, una di queste terre l’ha affascinato più di tutte: il Kenya.
Con le sue spiagge sconfinate, il mare limpido, gli orizzonti talmente rossi da far sembrare il cielo macchiato di sangue, questa Terra così pura e genuina, resa tale dai propri abitanti, è entrata in Gabriel e si è appropriata di una parte del suo cuore.
Ma qualcosa non va nella sua Terra, qualcosa disturba i sonni di chi ci vive, qualcosa getta Malindi in un’oscurità che non la rende più bella e luminosa come è sempre stata.
Qualcosa, anzi, qualcuno, stava rubando a quella città del Kenya, tutto la bellezza di cui era custode.
Gabriel si ritrova in Kenya per effettuare degli studi su resti rinvenuti in scavi; ma qualcosa, in quei resti, gli suggerisce che si nasconde un pericolo in quella città, nella sua città…

“Il sopralluogo in uno scavo, che oltre ai reperti fossili, aveva dato luogo al ritrovamento di parecchie ossa, lo turbava. Gli archivi biologici dovevano dare delle risposte precise.
[…] La fossa ritrovata era profonda dieci metri e larga tre, dove i morti erano stati deposti dopo le cerimonie funebri e avvolti in stoffe rosse. Scavata la fossa tutto il terreno era stato consacrato e divenuto cimiteriale. Pezzo dopo pezzo, strato dopo strato, con l’umidità, in poco tempo la carne si era consumata ed era rimasta solo l’ossatura.”

Contemporaneamente uno, due, tre omicidi sono stati consumati aimage (26) Malindi.
Omicidi di giovani ragazze che corrono sulla spiaggia, che passeggiano tra le vie della città, che vivono la loro vita ignare del pericolo che si nasconde dietro gli angoli più bui di Malindi. Omicidi osceni, brutali. Talmente orribili da essere terribilmente perfetti e, di conseguenza, tremendamente spaventosi. Ad ognuna delle vittime, manca qualche parte del corpo e, udite udite… nello specifico proprio le ossa.

“Il cadavere era steso scompostamente di schiena, in penombra. Era stato ricoperto con un telo e se ne potevano scorgere solamente i piedi.
Gli infermieri erano pronti con la lettiga, uno di loro si chinò sul corpo, solo la pozza di sangue che si andava espandendo all’altezza del bacino lasciava comprendere la terribile morte della ragazza.”

A chi il bacino, a chi la tibia, a chi la scatola cranica… Ognuna di queste ragazze, una volta uccise, viene privata delle ossa.
Perché?
Da cosa deriva questa ossessione?
Che ne è di quelle ossa?
Che ci sia un collegamento in questi omicidi?
Che l’assassino sia lo stesso?
Queste le domande che hanno portato Gabriel a compiere nuovamente quel viaggio nella Terra che tanto ama ma che, al tempo stesso, ora tanto lo spaventa.

” «Gabriel!»
«Rettore!»
«Senta! Quel posto in Kenya trovato con gli scavi…»
«Già, non mi chieda il certificato… »
«Deve partire domani!»
«Domani?»
Lo studioso del Centro di Antropologia esitò poi riprese.
«Dico sul serio, lo so che aspetta da tre mesi, ma ora è urgente che lei parta immediatamente, hanno trovato altre ossa!» «Come?»
«Non faccia domande, le ho prenotato il volo, le mando tutto con una mail.»

[…] Gabriel appoggiò la testa allo schienale e allacciò la cintura.
La vertigine del decollo gli provocò il solito salto di respiro, la solita euforia che l’inebriava quando l’aereo staccava le ruote da terra e si alzava verso le nuvole.
Le mani gli sudavano, si sentiva ansioso, era seduto da solo sotto la luce di lettura. Cercava di razionalizzare il fastidio che aveva dentro.
Il Kenya lo aspettava. “

Inizia così lo studio approfondito di tutti i cadaveri rinvenuti a causa di questo presunto serial killer e, per l’occasione, una squadra di prim’ordine interviene direttamente per cercare di riportare la serenità a Malindi.
L’antropologo Gabriel, il Detective Robert, la profiler Doris, il patologo Steven e il suo aiutante Phil e persino un’irritante giornalista che li segue fino in Kenya pur di avere il suo scoop, si imbatteranno insieme in questa avventura, in questa caccia all’assassino, talmente efferato da essere assolutamente inaspettato.
Un assassino che non smette mai di stupire, a partire dalle modalità cruente con cui uccide le sue vittime, alla sua firma che lo contraddistingue in tutti gli omicidi: ali li libellula.
Dove?
Beh, secondo voi una mente così oscura che parte del corpo potrebbe mai prediligere per utilizzare ali
di libellula? Ok ve lo dico io… Gli occhi.
Un tantino raccapricciante, no?

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«La terza foto mostra il primo piano degli occhi di una delle ragazze, sono illuminati dalla lampada lumex che permettere di vedere meglio le iridi, sono completamente grinzose, sembrano coperte da rughe sottilissime ed invece…»
Gabriel aveva la sacrosanta impressione che Doris fermandosi gli riservava una sgradita sorpresa.
«… Ciò che realmente toglie il fiato sono i bordi delle palpebre così nudi, senza alcun pelo, come un’orrida cornice attorno a quegli occhi bloccati nel momento in cui hanno visto la morte… e non sono rughe sulle pupille ma ali… ali di libellula…»
«Ali?!»

Paura, ansia, sgomento sono solo alcune delle emozioni che il nostro antropologo proverà in questo viaggio, un viaggio che lo porterà ben oltre i suoi limiti, un viaggio che lo metterà a dura, durissima prova e che lo scotterà personalmente, come il più caloroso e selvaggio dei fuochi.
Ma è proprio questo che incoraggia Gabriel a proseguire nelle indagini, a non arrendersi, a non darsi per vinto.
Perché ogni volta, ogni singola volta che si scontra con la dura realtà, che guarda i cadaveri e si chiede i “perché” di azioni così violente, si innesca qualcosa in lui.
Una scintilla, una miccia che si accende, un salto nel vuoto.
Quel brivido che gli fa tanto amare il suo mestiere e che, sicuramente, non lo abbandonerà.

Ma è pur sempre un essere umano e, con tutti suoi momenti di sconforto e di confusione, trova un rifugio in quella Terra tanto pericolosa.
Il suo rifugio diventa Simona.
Eh sì, avete proprio capito bene, in tutto questo orrore, l’amore è onnipresente: non manca e non tarda ad arrivare.
Del resto si sa, è pur sempre il motore che fa girare il mondo! 😉

“Con un gridolino la ragazza si voltò.
I suoi capelli erano raccolti e fermati da un bastoncino di legno, il sorriso le illuminava il viso. Era vestita con pantalone cachi, maglietta azzurra, scarpe da ginnastica bianche ed era abbronzatissima.
«Tutto bene?» chiese, avvicinandosi.
«Sì, sì. Stavo solo… »
«Che cosa ci fai qui?» chiese circospetta senza lasciargli il tempo di spiegare.
Gabriel si accigliò trovandola invadente.
«Mi chiamo Simona e mi occupo dei turisti.», allungò una mano in segno d’amicizia. «Lavoro per un Tour Operator italiano» continuò, «faccio la guida per chi vuole visitare l’Africa. Ci sono tanti Indiana Jones con la pancetta e la macchina fotografica, pronti per un’esotica avventura. Sei un turista?», la sua espressione era accattivante e Gabriel si ricordò che un tempo un sorriso del genere gli avrebbe subito fatto salire la pressione.”

image (20).jpegSimona è una bellissima guida turistica che si ritrova li, in Kenya, per lavoro proprio come Gabriel e, nel momento esatto in cui i loro occhi si incontrano, sanno per certo di essere l’uno la salvezza dell’altro.
Ed è proprio quello che saranno; saranno due boe sperdute in mezzo all’oceano, ma felici perché insieme.
Saranno due catene legate tra loro, impossibili da spezzare.
Saranno l’uno il sole dell’altro, quel sole che sembra essere tramontato da troppo tempo a Malindi.
Un bungalow in mezzo alla foresta sarà, per poco tempo, il loro nascondiglio da quel mondo tanto cattivo che li circonda, un luogo che sembra fatto apposta per dimenticare e per amare, soltanto amare.

Ma la vita, a Malindi, non si ferma e con essa aumentano anche gli omicidi.
Come farà l’equipe speciale che io ho personalmente rinominato “Gli Incredibili” a scovare il temuto assassino?
Sembrano sempre ad un passo dal rivelare la sua identità, così vicini eppure così lontani dalla verità, fino a che…

Ragazzi, Giuliana Guzzon è un genio.
Ho divorato questo libro in neanche due giorni e non scherzo quando vi dico che mi sono persino sognata l’assassino di notte!
Si ok, io sono un tantino suscettibile, ma credetemi, questo libro è assolutamente incredibile.
La storia è raccontata in terza persona ma ciò che rende “Il cacciatore di libellule” formidabile e diverso dal solito è la scelta dell’autrice di dar voce all’assassino, di utilizzare anche, e soprattutto, i suoi pensieri per creare la storia.
E noi lettori, volenti o nolenti, ci ritroviamo immersi in una mente criminale, malata, “nella mente del serial killer” per davvero.
Il lettore entrerà automaticamente in un meccanismo che non prevede via d’uscita e tra un “si si, è lui!!”, e un “no cavolo, non può essere lui!”, nelle ultime pagine darà finalmente un volto a quella vocina che continuerà a sentire nei peggiori degli incubi.
Il volto di un folle, di un pazzo, di un perverso.
Il volto del cacciatore di libellule.

Credo che Giuliana non abbia avuto pietà del lettore nello scrivere questo romanzo, per lo meno non l’ha avuta dei fifoni come me! ;p
Uno stile di scrittura impeccabile, a modo suo dolce nonostante gli avvenimenti cruenti, rendono questo libro migliore di qualsiasi film thriller nella storia dei film thriller.
Un susseguirsi di avvenimenti che fanno letteralmente saltare sulla sedia, arrabbiare il lettore, odiare l’assassino e fare il tifo per quella squadra di supereroi… perché diciamocelo, per affrontare un pazzo così si può essere solo eroi!
E, come se non bastasse, dulcis in fundo, un finale che…
Aaaaaah non fatemi dire altro!!!

Che dire…
Giuliana, facci un regalo, fammi un regalo: dimmi che non finisce veramente così!!

Un libro che mi sento di consigliare a tutti, agli innamorati dell’amore, agli innamorati degli enigmi, agli innamorati degli assassini senza cuore, agli innamorati dell’azione, agli innamorati della paura.
Un libro che va letto tutto d’un fiato,meglio se  in una serata buia e tempestosa: un’atmosfera “da brivido”, per un libro altrettanto spaventoso!

Brava Giuliana! (Qui scatta l’applauso :D)

Edna ❤

 

 

 

 

Il cacciatore di libellule

 

 

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